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ott 08

LA TUA FOTTUTA MUSICA ALTERNATIVA . city zoom / 02 / roma

Foto Fabrizio Bisegna

Giovedì 4 ottobre entriamo al Circolo per la prima uscita stagionale de La Tua Fottuta Musica Alternativa. Dopo aver bighellonato un po’, guardato Testaintasca e ammirato Umberto Palazzo (la cui intervista trovate qui) e gustato un live estasiante dei Criminal Jokers, riusciamo a incrociare Davide Caucci, principale artefice della serata e de La Tua Fottuta Musica Alternativa. Non potevamo non fargli qualche domanda, sia perché incuriositi dalla sua creatura, sia per obblighi contrattuali. Ecco cosa ne è uscito tra i tavolini del Circolo, un registratore molto vintage e qualche visita inaspettata.
Che cos’è La Tua Fottuta Musica Alternativa?

  • LTFMA è una rassegna di musica indipendente. Nasce 4 anni fa per promuovere la migliore musica indipendente italiana a Roma. Inizialmente facevamo suonare gruppi romani. Piccoli concerti in localetti di San Lorenzo. Suonavamo al DimmiDiSi poi al Mads. Poi abbiamo avuto la fortuna che alcune cose sono piaciute, ci siamo fatti notare. Dal punto di vista della programmazione qualcosa è andato bene. E siamo arrivati al Circolo, dove portiamo avanti la stessa missione. Cerchiamo di fare un biglietto non più alto di 5 euro, e dare visibilità ai gruppi emergenti. È una cosa banale, che è stata sempre fatta e rifatta e noi continuiamo a farla. Questo è il secondo anno al Circolo.

Quante persone siete?

  • Io. Uno. Sono arrivato a fare da solo questa cosa. Come mente principale, poi intorno a me vi sono molti ragazzi che hanno capito benissimo cosa proviamo a fare. Vi sono i Media Partner, come voi, Rock e i suoi fratelli, Cheap Sound, Gianluca Polverari, Eleonora, Sara Ziparo che fa la PR. Tutti a fare un gran lavoro. Io scelgo i gruppi e detto la linea e tutti aiutano a far andare avanti questa cosa.

Che tipo di eventi organizzate? Che genere di musica ci si può aspettare alle vostre serate?

  • Guarda principalmente rock alternativo, con tutto quello che anche vuol dire rock alternativo. Quindi anche new wave, all’interno dell’indie un po’ tutto, ma anche qualcosa di emo, qualcosa di hardcore… Tutto il calderone di cose che non senti su MTV, sui circoli mainstream e sulle radio mainstream. E facciamo principalmente live, di tipo classico come questo. Facciamo festival in estate, qualche seratina un po’ più piccola tipo a Le Mura, però facciamo principalmente queste cose qui.

Nel frattempo ci raggiunge Fabio di Rock e i suoi fratelli.

Qual è lo scopo principale della vostra proposta musicale?

  • Lo scopo principale è dare visibilità. A un circuito, a una serie di gruppi che altrimenti non l’avrebbero ottenuta. Partiamo dal presupposto che un gruppo famoso non serve a noi e noi non serviamo a loro. Preferiamo far suonare ragazzi emergenti, mantenere il biglietto a 5 euro e spingere la gente a scoprire la musica, più che andare a un concerto come, che so, andare a vedere i Radiohead per cantare tutta la scaletta. Qui il senso è entrare, beccarsi i Criminal Jokers sul palco, andarci in fissa e dirlo in giro e dire che sei venuto a LTFMA e ti sei divertito e hai scoperto un gruppo nuovo. È più informazione che intrattenimento.

Avete avuto riscontri sulle vostre serate?

  • Davide: Guarda, preferisco sia Fabio a risponderti…
  • Fabio: Bene. Il discorso che fa Davide è esatto. Il riscontro è quello delle persone, il coinvolgimento, la totale orizzontalità della situazione.
  • Davide: Il riscontro c’è nel momento in cui ci si accorge che non stiamo facendo la rivoluzione, che non stiamo facendo qualcosa di assolutamente nuovo. Facciamo quello che sentiamo il bisogno di fare e che ci piace, i concerti che ci piacciono. Ascoltiamo la musica, abbiamo questa possibilità. E ti dico che sì, funziona. Poi, a livello di riscontri, dipende da quali sono i metri di giudizio e da cosa vuole fare uno. Se un ragazzo soltanto dopo il concerto mi dice che è stato bene e si è divertito, è banale però il riscontro c’è stato.

Quali sono le vostre intenzioni per questa nuova stagione?

Partiamo dal presupposto che l’anno scorso pensiamo di aver dato il massimo dal punto di vista organizzativo e della programmazione. La nostra intenzione è di provarci a ripetere e di differenziare la p