set 20

John Wolf Brennan – Nevergreens

865Il pianista John Wolf Brennan,irlandese di nascita ma ormai residente da lungo tempo in Svizzera, ha una carriera alle spalle che lo ha visto collaborare con diversi musicisti e con il gruppo Pago Libre su tante incisioni su Leo Records. Questo nuovo progetto in piano solo è una raccolta di sue composizioni utilizzate in altri contesti ed in tempi diversi, ora riprese in un album che è più che un “best of” di quello che ha scritto, se non altro perché il suo modo di eseguirle si è evoluto nel tempo e ora le esplora in un modo compiuto, all’interno di un album compatto che rivela una forte personalità. La sua è una musica che si muove fra jazz e classica ma che non perde mai identità, che non va alla deriva in una direzione o nell’altra, ma è sempre sotto controllo. Le melodie e le idee si dipanano con disivoltura, alcuni brani come il Do U See The Way? o che apre il disco o Kerava sono dei piccoli gioielli, ma anche negli altri brani non viene mai meno la concentrazione nelle esecuzioni e l’intensità che ne permea le atmosfere.

Genere: pianoforte jazz
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Do U See The Way?
02. Parto
03. Ever For Never
04. Belles ‘N’ Decibels
05. Kerava
06. Lost In Violin ‎– Variations On Mani Matter’s «Us Emene Lääre Gygechaschte»
07. Isle Of View
08. Para.Ph[r]ase On Steve Reich’s «Violin Phase»
09. Phi
10. Strollin’ Down Memory Lane
11. Rump-L-Rumba
12. Homing (Music For Jon Fosse: The Son)
13. Circle Of Coherence
14. Goofy’s Waltz
15.Auf Valser Pfaden ‎– Läntahütte
16. Auf Valser Pfaden ‎– Murmelitanz (Marmot’s Dance)
17. Auf Valser Pfaden ‎– Zerfreila
18. Fake Five
19. Song Of The Moon
20. Kyoto

set 17

Paul May Carolyn Hume – Kill the Lights

847Carolyn Hume al pianoforte ed alle tastiere e Paul May slla batteria sono protagonisti di una serie di album per la Leo Records, qui si aggiunge anche Bernd Rest alla chitarra su Surrender. Il disco comincia con un brano molto evocativo, Horizontal Blue, dieci minuti che ipnotizzano l’ascoltatore con i ritmi della batteria ed il piano a stendere melodie mentre alle spalle un sintetizzatore disegna atmosfere misteriose. In qualche modo ricorda il mitico Chemistry di Brian Eno e Jon Hassel che apriva Fourth World Vol. 1: Possible Musics, un’opera del 1980. Qui ovviamente si avverte un’atmosfera più contemporanea, ma resta l’inquietudine dell’artista alle prese con le moltiplici influenze da altre musiche e generi che si riflettono sulla sua opera. Le melodie di Carolyn ed i ritmi o i colori della batteria di Hume trovano un modo nuovo di disegnare spazi sonori, su Surrender anche in trio con una chitarra che ben si adatta alla visione musicale dei due, ridisegnando i sottili equilibri e le delicate filigrane evocate. Che sia il pianoforte acustico a farla da protagonista, o i sintetizzatori in sottofondo, poco sposta nel dialogo fra due musicisti che si conoscono a memoria e che ha decisamente qualcosa di ipnotizzante mentre coniuga senza problemi l’acustico e l’elettronico. Ci sono momenti grandiosi, che possono ricordare certe cose dei Popol Vuh se proprio si vuole trovare qualcosa di analogo, ispirati, originali e che fanno del disco una colonna sonora per i sogni di chi ascolta, per una volta tanto lontano dalle banalità che le radio propinano, un’oasi sonora in cui trovare ristoro.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Horizontal Blue
02. Sentry
03. Surrender
04. Shadow and Dust
05. The Blacksmith and the Butcher’s Wife
06. Kill the Lights

set 16

Trapper Keaper Meets Tim Berne & Aurora Nealand

a0577067826_16Il batterista veneto Marcello Benetti si è trasferito da ormai sette anni a New Orleans in USA dove lavora con il tastierista William Thompson. Insieme hanno messo in piedi il progetto Trapper Keaper, un duo piuttosto “open” che si è infatti allargato a quartetto su questa nuova incisione di Benetti, piuttosto prolifico negli ultimi anni, insieme a Tim Berne al sax alto ed alla fisarmonica ed alla voce di Aurora Nealand. Le tinte del funk-blues si coniugano con l’avanguardia così da non lasciare spazio alla routine o a qualcosa di scontato ed il sax infiammato di Berne sta lí a ipnotizzare gli ascoltatori mentre alle sue spalle succede di tutto. È un lavoro collettivo che cerca continuamente la tensione, ricco di adrenalina, sparsa a piene mani dai musicisti totalmente coinvolti dal progetto. Fra le spinte più moderne e la tradizione c’è spazio anche per uno struggente omaggio a Federico Fellini, qualcosa di contemporaneo ed antico allo stesso tempo, grazie ai vocalizzi ed al suono di un sassofono ispirato come pochi. Benetti si rivela un abile organizzatore ed un interessante strumentista che dai suoi ritmi ben gestisce l’evento in studio.

Genere: Avanguardia
Label: ears&eyes/Caligola Records
Anno: 2019

Tracklist

01. Boom
02. Trapper Keaper Meets Tim & Aurora
03. Unidentified Flying Objection
04. Passage
05. Lines of Electrical Wire
06. Flame Among Ashes
07. Warm in Between 03:52
08. Leaky Faucet 04:28
09. Pins and Needles 04:15
10. Amarcord (Fellini Memories)0

set 15

Enrico Fazio Critical Mass – Wabi Sabi

862Il contrabbassista Enrico Fazio è arrivato con questo nuovo titolo alla terza incisione per la Leo Records. Nonostante il nome della band Critical Mass faccia pensare a furenti collettivi free già all’inizio del disco il clarinetto swingante di Adalberto Ferrari (altrove anche al clarinetto basso e al clarinetto turco) ci fa intendere che la musica di Fazio si ispira al jazz della tradizione ed a quello più moderno di big band come la Aardvark Jazz Orchestra, anche lei su Leo Records. Non manca la musica etno è fra le fonti di ispirazione: la kora di Moustapha Dembélé apre West to East (A Waltzy Raga) seguito da un assolo di Alberto Mandarini e dal flauto di Gianni Virone (altrove anche ai sax tenore e baritono). È un brano molto ispirato in cui si percorre un immaginario percorso musicale fra Oriente ed Occidente, da rimarcare anche gli ottimi assoli al trombone di Giampiero Malfatto, al violino elettrico di Anaïs Drago, alla Jean-Luc Ponty, Francesco Aroni Virone al sax alto e Luca Campioni al violino. A completare la band ci sono ancora Fiorenzo Sordini alla batteria, Valeria Sturba al theremin e Simone Ghio alla chitarra. Sliding Times è per Alberto Mandarini, la sua tromba ricca di espressività si amalgama molto bene con lo sfondo strumentale dato dal collettivo. L’intero disco vive di questa sottile integrazione fra arrangiamenti e parti soliste, fra scrittura e improvvisazione, con belle invenzioni da parte di tutti. Fazio ha delle idee di tutto rispetto e con i solisti giusti le realizza trovando uno spazio fra la tradizione e modernità che attira l’attenzione dell’ascoltatore.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2019

Tracklist

01. E=MC2
02. Lilo Variations
03. West to East (A Waltzy Raga)
04. Sliding Times
05. Overshoot Day
06. Lectio Magistralis

set 14

Fabrizio Sciacca Quartet – Gettin’ It There

sciacca-gettin-it-thereIl debutto del contrabbassista Fabrizio Sciacca è un ritorno alle radici del suo strumento, un mainstream sincero e ricco di inventiva nell’ambito di una tradizione inossidabile. Dopo avere vinto una borsa di studio alla Berklee College of Music a Boston nel 2011 da Catania ha fatto il grande passo verso gli Stati Uniti e dal 2015 fa parte della grande comunità di jazzisti di New York. Il trio lo vede insieme a due veterani, il pianista di origine venezuelana Donald Vega ed il veterano batterista Billy Drummond. Tre brani sono in quartetto, qui si aggiunge il sassofonista tenore Jed Levy. Il disco è anche un tributo al grande cotrabbassista afroamericano Ron Carter (che ha avuto un trio insieme a Vega), suo mentore, cui dedica For Sir Ron. Alcuni dei brani scelti per il disco sono tratti dalla grande tradizione americana, alcuni noti, altri meno, di autori come il contrabbassista Sam Jones o i pianisti Sonny Clarck e Elmo Hope, insieme ad un famoso standard, A Nightingale Sang in Berkley Square, Lonely Goddess di Jed Levy e Lullaby in Central Park dell’amico e musicista Andrea Dominici. È un disco che si ascolta con piacere per la passione ed il virtuosismo che i musicisti vi infondono, ricco di swing, quel particolare ritmo che sembra innato nei musicisti americani e che Sciacca fa suo senza alcun problema. Fra i brani più interessanti il finale One Second Please di Elmo Hope, tratto da un famoso disco del sassofonista tenore Harold Land, The Fox del 1960, reinterpretato in quartetto (l’originale è in quintetto).

Genere: jazz mainstream
Label: Autoprodotto
Anno 2019

Tracklist

01. One for Amos
02. Lullaby in Central Park
03. Zellmar’s Delight
04. For Sir Ron
05. A Nightingale Sang in Berkley Square
06. Lonely Goddess
07. One Second Please

set 13

Michael Musillami / Rich Syracuse – Dig

dig_6p.inddIl chitarrista Michael Musillami insieme a Rich Syracuse al contrabbasso ha trovato una perfetta intesa musicale che arriva ora al terzo disco. Dopo le prime due incisioni, dedicate rispettivamente a Wayne Shorter e Charles Mingus, arriva ora una dedica al pianista Bill Evans, di cui si eseguono tre composizioni, due sono di Miles Davis, con cui Bill Evans ha lavorato sul famoso Kind of Blue e Blue in Green, scritta insieme. How My Heart Sings è di Earl Zindars. La scelta di eseguire composizioni del famoso pianista è nata durante i loro concerti live, aggiungendo al loro repertorio musiche di Evans o comunque a lui ispirate. Il duo ha comunque messo il proprio timbro su quelle musiche manipolando armonie, tempo, atmosfere, scavando a fondo per trovare una propria dimensione. La musica è calda e appassionata grazie al contrabbasso che intreccia le proprie linee con quello della chitarra in un dialogo continuo. I due portano l’ascoltatore in territori nuovi, è un piacere ascoltarli mentre portano continuamente nuove idee alle esecuzioni, specie standard famosi come Blue in Green o Nardis. Un disco straordinario per il feeling che i due riescono a dare alla musica.

Genere: jazz
Label: Playscape Recordings
Anno 2019

Tracklist

01. C Minor Blues Chase
02. Twelve Tone Tune
03. Blue in Green
04. Nardis
05. All Blues
06. How My Heart Sings
07. Bill’s Hit Tune

set 12

Dave Miller – Just Imagine

dave-miller-trio-just-imagine-coverQuest’album del trio di Dave Miller è un omaggio al famoso pianista George Shearing nel centennale della nascita. Insieme a Miller, attivo per lo più in California, ci sono i veterani Chuck Bennet al contrabbasso e Bill Belasco alla batteria. Ci sono alcune delle composizioni preferite da Shearing, di autori famosi come Richard Rodgers e Lorenz Hart, George e Ira Gershwin, Charlie Parker, Harold Harlen, brani che sono stati eseguiti dai grandi nomi del piano mainstream, non solo da Shearing, ovviamente, e che qui vengono presentate in uno stile che ricorda quello del Maestro. I tre sono forti di una lunga permanenza insieme di fronte al pubblico americano dei club per cui tutto appare rodato alla perfezione, pieno di relax e swing, un mainstream inossidabile che è la base del jazz odierno. Per gli appassionati dello “Shearing Sound” un disco di sicuro molto interessante, in cui alcune esecuzioni, come Confimation di Charlie Parker sono particolarmente deliziose.

Genere: mainstream
Label: Summit Records
Anno 2019

Tracklist
01. One for the Woofer
02. You Took Advantage of Me
03. The Bebop Irishman
04. I’d Love to Make Love to You
05. Bittersweet
06. A Foggy Day
07. A Beautiful Friendship
08. Confirmation
09. You Must Believe in Spring
10. This Time the Dream’s on Me
11. Careful
12. A Time for Love
13. All My Tomorrows
14. Just Imagine

set 11

Tucker Brothers – Two Parts

81j4q4oo7al-_ss500_I due fratelli americani di Indianapolis Tucker Brothers sono rispettivamente
Nick e Joel Tucker, l’uno al contrabbasso e l’altro alla chitarra elettrica. Insieme al loro quartetto con il notevole sassofonista tenore Sean Imboden ed il batterista Brian Yarde ci sono una serie di ospiti che arricchiscono i colori del disco, un bell’esempio di jazz modale fatto da musicisti dall’ottimo livello tecnico. Il disco apre con Warm Heart con l’ospite Elena Escudero autrice di vocalizzi che creano un’atmopsfera suadente e misteriosa, come in alcune composizioni dei primi Weather Report. A seguire uno dei momenti più entusiasmanti del disco, When Souls Meet, in cui Imboden incontra un’altro suo strepitoso collega, Walter Smith III, i due creano un brano romantico, ricco di ritmi e appassionante mentre procede, stimolandosi a vicenda fra un assolo e l’altro, compreso quello del chitarrista, in completa sintonia con le atmosfere evocate. Il quartetto procede su October Third e Lifely, qui è il chitarrista Joel ad attirare l’attenzione con un assolo pieno di espressività. L’empatia all’interno della formazione è perfetta, sono una band con un suono collettivo riconoscibile che fagocita gli ospiti all’interno del loro mondo. Ci sono ancora la pianista Ellie Pruneau su Two Parts, un brano dall’andamento molto soft, e Amanda Gardier al sax alto, che trova subito l’intesa con Imboden su Sundancing. Il quartetto prosegue ancora per altri tre brani a chiudere un disco compatto e ricco di idee che si ascolta tutto di un fiato.

Genere: mainstreamjazz
Label: Autoprodotto
Year: 2019

Tracklist

01. Warm Heart
02. When Souls Meet
03. October Third
04. Lifely
05. Two Parts
06. Sundancing
07. Paisley
08. Heavy Drop
09. Return to Balance

set 10

Sjöström Wachsmann Gordoa Bauer Narvesen – Up and Out

cover_4Alla Galerie Nord di Berlino si è tenuto questo concerto di musica improvvisata di un quintetto internazionale, ritrovatosi insieme nella capitale tedesca, una città che è un catalizzatore per i musicisti che praticano questo genere. Insieme al sassofonista soprano finlandese harry Sjöström c’è un altro veterano,l’inglese Philipp Wachsmann al violino. A completare la band dal Messico Emilio Gordoa al vibrafono, il tedesco Matthias Bauer al contrabbasso ed il batterista norvegese Dag Magnus Narvesen. L’incontro fra diverse generazioni di musicisti funziona, ognuno porta le proprie esperienze arricchendo quello che è il linguaggio di questa musica. Sjöström ha fatto parte del quintetto di Cecil Taylor, Wachsmann è stato fra i primi in Europa a praticare musica improvvisata, gli altri apportano il loro contributo così che la musica appare fresca, ricca di idee che spuntano nuove in continuazione dall’intreccio di suoni. Nel lungo
Up and Out – Three ci sono notevoli momenti del violinista, poi affiancato da Sjöström in un crescendo continuo mentre la ritmica si adegua a questo continuo saliscendi di emozioni. La collettività del gesto artistico non viene mai meno, l’empatia fra i partecipanti è palpabile, completamente assorbiti dai loro suoni e da quello che succede in compagnia. Sul finale Three Draft Pistons ci sono atmosfere più pensose e delicate, quasi meditative.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Year: 2019

Tracklist
01 Up and Out – One
02 Up and Out – Two
03 Up and Out – Three
04 Three Draft Pistons

set 09

Heinz Geisser Ensemble 5 – The Collective Mind Vol. 2

864Dalla stessa seduta di registrazione della precedente incisione The Collective Mind il batterista svizzero Heinz Geisser ha estratto altri quaranta minuti qui pubblicati. Cambia la prospettiva con cui si è lavorato sulla musica registrata, ma resta ovviamente il marchio di fabbrica del quartetto completato dal veterano trombonista Robert Morgenthaler e dal pianista Reto Staub e da Fridolin Blumer al contrabbasso. È una musica collettiva, come fa intendere il titolo, che intende proseguire sulla quella che è la strada dell’avanguardia fino ad ora percorsa con convinzione dal gruppo, ma senza l’aggressività del free storico o stravaganze che ne possano dare un’immagine non conforme alla personalità degli autori. Il fitto dialogo tra i quattro prosegue su percorsi che si aprono a sorpresa, a volte brevi, come il Peacock Dance che apre il disco, per lo più di media durata, sui cinque minuti, ma ovunque compatti, alle prese con idee che arrivano ad infiammare la colloquialità, la voglia di esprimere qualcosa al pubblico senza ricadere in schemi già percorsi. Sul lungo No Bones about it arriva anche un assolo del batterista ben inserito nel complesso intreccio di ritmi e melodie che il brano offre. Per chi ha apprezzato il primo volume del gruppo un benvenuto ritorno.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2019

Tracklist

01. Peacock Dance
02. Trompe l’oeil
03. What if
04. No Bones about it
05. 4+1
06. Coco
07. Blue-shifted

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