set 06

Ivo Perelman with Arcado String Trio – Deep Resonance

arcadoAvevamo già conosciuto il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman non solo come una bandiera del free e della musica improvvisata, ma anche come un perfetto conoscitore dell’interazione con gli strumenti ad arco, da lui studiati in patria in giovane età. Vale la pena ricordare alcune opere fondamentali, la Alexander Suite del 1998 con il C.T. String Quartet (Dominic Duval, Tomas Ulrich, Ronald Lawrence, Jason Kao Hwang) e The Passion According to G.H. con il Sirius Quartet del 2012, entrambe per la Leo Records.
Od ancora i suoi lavori con Mat Maneri o con la violinista tedesca Rosie Hertlein. Questa volta è insieme all’Arcado String Trio, il cui ultimo lavoro in studio risale al 1992. Mark Feldman violino, Hank Roberts violoncello, Mark Dresser contrabbasso sono di nuovo insieme ed il risultato è ancora uno splendido affresco sonoro, improvvisato all’istante, in cui si ascolta anche la maturità che Perelman ha raggiunto mettendo le possibilità tecniche del suo strumento al servizio di un collettivo in cui stanno tutti ad ascoltarsi reciprocamente, senza alzare la voce. È un dialogo a quattro in cui ci si scambiano idee e si prende ispirazione per altre, buttate giù e subito riprese dai musicisti, un caleidoscopio dalle possibilità infinite in cui emerge paradossalmente una logica stringente e concisa. Certo da musicisti di tale levatura ed esperienza non ci si aspetta altro, ma dietro il suono, con dei momenti intensi in cui Roberts e Dresser sono all’archetto, ad esempio su Resonance 1, si avverte un feeling ed una passione che vanno oltre quella che è l’esecuzione musicale in sé.

Genere: avanguardia
Label: Not Two Records
Anno 2020

Tracklist

01. Resonance 1
02. Resonance 2
03. Resonance 3
04. Resonance 4

ago 30

Conference Call – Prism

coverCon quest’ultima incisione di Conference Call, siamo arrivati al decimo disco della band per metà tedesca e per l’altra metà americana. Gebhard Ullmann al sax tenore ed al clarinetto basso ed il nuovo batterista Dieter Ulrich sono insieme al pianista Michael Jefry Stevens ed a Joe Fonda al contrabbasso. Negli anni si sono succeduti diversi batteristi a completare il quartetto, fra gli altri George Schuller su quattro incisioni. Le composizioni sono divise fra i musicisti, tre per Ullmann e due a testa per Fonda e Stevens. Sono delle personalità molto forti, comunque la lunga permanenza insieme ha permesso loro di trovare un linguaggio comune per questo collettivo. Tutto procede con precisione all’interno di un linguaggio che usa gli stilemi dell’avanguardia. Listen to Dr. Cornell West è di Joe Fonda, un brano di tredici minuti in cui Ullmann è `prima al clarinetto basso e poi al contrabbasso e Fonda mostra i muscoli sul suo strumento. È una musica in cui l’atmosfera è molto speciale per come i quattro trovano durante l’esecuzione vie inaspettate, ricche di calore, a rendere l’avanguardia appetibile. Specialmente Ullmann, con il suo sax tenore dà qualcosa di inaspettato ovunque, alternandosi agli strumenti dà varietà insieme ad espressivitá, ovunque. Il finale Zeit Lupe è una ballad informale, lenta, un’esecuzione al rallentatore (che è la traduzione dal tedesco del titolo), in cui appare uno swing struggente ed allo stesso tempo straniante. Un disco molto interessante, ricco di feeling.

Genere: avanguardia
Label: Not Two Records
Anno 2020

Tracklist

01. F.J.D
02. Prism
03. Listen to Dr. Cornell West
04. Variations On A Master Plan (Part 2)
05. Sal’s Song
06. The Bee
07. Zeit Lupe

ago 26

Pago Libre Sextet – platzDADA!!

887Questo disco di Pago Libre è eseguito in sestetto, accanto al russo Arkady Shilkloper al corno francese, flicorno, ed al corno alpino e John Wolf Brennan, irlandese al pianoforte ed alla melodica ci sono gli austriaci Tscho Theissing al violino, Georg Breinschmid al contrabbasso e Agnes Heginger voce, il batterista francese Patrice Héral completa il gruppo. Si tratta di un disco registrato nel 2007 in cui il gruppo si è dedicato, in ventiquattro brani, alla poesia dadaista di Hans Arp, Kurt Schwitters e Daniil Charms, una specie di libro audio con la musica giustamente ispirata dal movimento Dada. Il disco ha avuto il premio della critica tedesca nel 2009. Nel frattempo era andato esaurito e si è deciso di ristamparlo dopo un accurato rimissaggio effettuato in Svizzera nell’Hardstudio di Winterthur. All’interno del disco c’è un booklet molto completo ed informativo con tutti i testi. Una ristampa sicuramente meritata per questo disco.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

01. Frühstück bel Wladimir IIjitsch
02. Dadábylon
03. platzDADA!
04. SinnDong
05. Sankt Ziegensack Sankt Fassanbass
06. Die gestiefelten Sterne
07. te gri ro ro
08. Uhrmusik Sekundenzeiger
09. Weltwunder
10. Wolkenpumpentango
11. Schnauze, Puppe!
12. ETANOSRU EUTONARS Largo
13. ETANOSRU EUTONARS Rakete
14. ETANOSRU EUTONARS Durchführung
15. ETANOSRU EUTONARS Tillll, Jüü-Kaa What a beauty!
16. ETANOSRU EUTONARS Schwitters gruuuft
17. Die Welt
18. ¿Nana?
19. Ich bin ein Schwein
20. trains.plains
21. Das fröhliche Greislein
22. Drone Dance
23. A klanes Brabitschek
24. Schnickschnack

ago 25

Maria Schneider – Data Lords

11014La compositrice e direttrice d’orchestra Maria Schneider ha già ricevuto il Grammy Award ed ora con questo doppio album firma un altro capolavoro con la sua big band di diciotto elementi. Nei due CD si sviluppa un’idea di conflitto fra il moderno mondo digitale e quello che lei chiama il “mondo naturale” in cui non esistono i signori dei dati. In copertina si può leggere come questa sia la storia di cue mondi, uno che ingombra la mente, l’altro che la chiarisce, uno che seduce e sfrutta e l’altro che la nutrisce, uno che in fondo isola mentre l’altro connette. L’uno che manipola i nostri pensieri e l’altro che invece garantisce la libertà di pensiero. L’interno del booklet è ricco di foto e di testi che spiegano le idee dietro i singoli brani, si nota subito che è un disco fatto con molta cura dei particolari, sia dal punto di vista della musica e della registrazione sia per la grafica del booklet. La musica riflette puntualmente le idee della compositrice, sul primo CD, The Digital World sin dal primo brano A World Lost con gli assoli di Ben Monder alla chitarra elettrica e Rich Perry al sax tenore si ascoltano atmosfere pensose e stranianti, altrove si prendono in giro i signori dei dati, Don’t Be Evil, una composizione eseguita per la prima volta al Newport Jazz Festival del 2017. Su Sputnik lei immagina un gigantesco esoscheletro che circonda la terra con visioni spaziali evocate dal sassofono baritono di Scott Robinson. Le atsmosfere di Our Natural World
sono più calde, più gradevoli all’ascolto, con assoli di tutto rispetto da parte di solisti straordinari. Le affermazioni di Maria Schneider sul mondo digitale e quello naturale fanno riflettere, ma la musica che lei scrive è come sempre da parte sua straordinaria, indipendentemente dall’assunto di partenza. I musicisti dell’orchestra sono:
Steve Wilson ai sax alto/soprano, clarinetto, flauto, flauto alto, Dave Pietro sax alto, clarinetto, ottavino, flauto, flauto alto, Rich Perry sax tenore, Donny McCaslin sax tenore, flauto, Scott Robinson sax baritono, clarinetto basso e contrabbasso, Tony Kadleck tromba e flicorno, Greg Gisbert tromba e flicorno, Nadje Noordhuis tromba e flicorno,
Mike Rodriguez tromba e flicorno, Keith O’Quinn trombone, Ryan Keberle trombone, Marshall Gilkes trombone, George Flynn trombone basso, Gary Versace fisarmonica, Ben Monder chitarra, Frank Kimbrough piano, Jay Anderson contrabbasso, Johnathan Blake batteria e percussioni

Genere: big band
Label: Artist Share
Anno 2020

CD 1 The Digital World

01. A World Lost
02. Don’t Be Evil
03. CQ CQ, Is Anybody There?
04. Sputnik
05. Data Lords

CD 2 Our Natural World

01. Sanzenin
02. Stone Song
03. Look Up
04. Braided Together
05. Bluebird
06. The Sun Waited For Me

ago 24

Haslam / Medeira / Lopes / Rua – Ajuda

81XE45XUrGL._SS500_Il sassofonista inglese George Haslam, qui al tarogato si è trovato a Lisbona insieme al poeta e musicista Miguel Martins, con cui lavora insieme dal 2008. In un giorno libero è andato ad incontrare il batterista Mario Rua ed il percussionista Pedro Castello Lopes, con cui si era incontrato brevemente ad un festival nel 2017, a cui si è aggiunto il contrabbassista João Madeira. A quel punto si è deciso di registrare in uno studio piuttosto informale da parte di un quartetto che non era mai stato insieme. Qui sono presentati quattro lunghi brani di questo incontro, in cui i musicisti si ascoltano e reagiscono trovando il piacere di una nuova musica in questa esperienza. È un dialogo fitto di idee, realizzato anche all’esperienza di Haslam, che fa sembrare il tutto compatto, come se la band avesse un lungo passato alle spalle. Il suo tarogato trascina i portoghesi, appena incontrati, fra questi il contrabbassista si rivela uno strumentista ricco di idee e di tecnica, che suoni in pizzicato o con l’archetto. L’avanguardia è ovunque, basta avere il giusto feeling e la possibilità di registrare, sembrano dire i quattro, che alla fine forniscono un risultato di tutto rispetto. Fra assoli e momenti in collettivo si procede con disinvoltura fino a che ci si è resi conto che la musica meritava di essere messa su disco.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist

01. Ajuda (Help)
02. Nice to Meet You
03. Whao Are You?
04. Pleasures and Needs

ago 23

Armaroli / Schiaffini / Sjöström – Duos & Trios

892La musica improvvisata ha ancora qualcosa di speciale che non è soltanto la radicalità con cui è stata definita in passato. C’è anche un approccio “soft” al dialogo, quasi passionale, come dimostra questo trio costituito da Giancarlo Schiaffini al trombone, Sergio Armaroli al vibrafono e
Harry Sjöström ai sax soprano e sopranino. L’idea di coinvolgere il musicista finlandese, ma da tempo residente a Berlino, è stata di Armaroli, che lo registra in nove esecuzioni in duo, le altre tre, per oltre mezzora del lungo disco, settanta minuti, sono in trio. È un suono molto speciale che si staglia contro il silenzio, fra le note metalliche del vibrafono e il sax di Sjöström, poetico, sognante, anche quando va a cercare le note più acute del suo sopranino. È un dialogo che funziona, che coinvolge proprio per questo aspetto tranquillo, a modo suo sentimentale, che procede avvolgendo l’ascoltatore attento. Quando arriva Schiaffini, all’inizio e poi nei due brani finali del disco, la musica si arricchisce di un nuovo elemento che però non altera gli equilibri di base, i tre sono perfettamente in sintonia su quella che è la direzione da prendere. Ne spunta un bel disco, maturo, che non vuole spaventare nessuno bensí farsi ascoltare, comunicare, lasciare una traccia sentimentale anche nei momenti in cui il dialogo si fa più serrato, in quella che è la musica improvvisata in Europa.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Trio One
02. Duet One
03. Duet Two
04. Duet Three
05. Duet Four
06. Duet Five
07. Duet Six
08. Duet Seven
09. Duet Eight
10. Duet Nine
11. Trio Three
12. Trio Two

ago 18

Massimiliano Génot / Emanuele Sartoris – Totentanz – Evocazioni Lisztiane

322I due pianisti Emanuele Sartoris e Massimiliano Génot si esibiscono su una composizione di Liszt scambiandosi idee e possibilitá esecutive, fra lettura della partitura e improvvisazione. Non è niente di nuovo, nel senso che sono tanti i jazzisti che si sono confrontati con i compositori di musica classica, dal Modern Jazz Quartet a Mike Westbrook (con Rossini), e poi Uri Caine e Jacques Loussier, ma nel caso dei due pianisti italiani, come ci fa notare Paolo Fresu nelle note di copertina, si tratta di qualcosa di nuovo, già solo per il fatto di interpretare la partitura a quattro mani. È un’interpertazione molto moderna, che ricorda alla lontana il mondo romantico o le frenetiche folate di note delle tipiche composizioni di Liszt, spesso viste più come un esercizio per gli esecutori che capolavori con un vero e proprio mondo interiore da lasciare esprimere all’interprete. I due pianisti italiani riescono a dare una logica ed un’espressività all’idea originale, messa su pentagramma 160 anni fa, rendendola nuova, seguendo la propria ispirazione e le proprie idee. Non si ispirano ai pianisti più moderni che hanno flirtato con la classica, Keith Jarrett e Brad Mehldau su tutti, ed hanno saputo dare una propria impronta a questa musica, che diventa facilmente ascoltabile, senza niente di accademico. Si dilata l’idea iniziale portandola a 45 minuti di esecuzione, ma senza ridondanze, paradossalmente sembra tutto compatto e preciso, ridotto all’essenziale senza perdere di espressività.

Genere: crossover
Label: Dodicilune
Year: 2020

01. Prologo In Cielo
02. Dies Irae
03. The Death Is Dancing
04. Sacrum Officium Interruptum
05. Toten – Rag
06. Hispanic Barbarian Fantasy
07. Ostinato
08. Original
09. Follie Dal Nuovo Mondo
10. Danse Macabre
11. Scontro Finale
12. Il Trionfo Della Morte

ago 17

Perlin Noise – John eats Bacon with Francis in the Cage

Perlin-Noise-John-Eats-Bacon-With-Francis-In-The-Cage-1-696x696Il nome di questo quintetto, Perlin Noise, è un algoritmo che viene usato dagli artisti grafici che lavorano con il computer per ottenere degli effetti visuali. I cinque sono guidati dal contrabbassista Alessandro Vicard, austriaco, autore di tutte le composizioni. La loro musica suona ispirata da tanti fenomeni del passato, il disco apre con Barocco, un brano in cui, come per il resto, improvvisazione e composizione trovano un equilibrio ben gestito, in cui si permette ai musicisti di dare il loro importante contributo in assoli piuttosto energetici. È proprio in Barocco si nota questa inventiva, la capacità di spostarsi da un genere all’altro, dal barocco al free nel nostro caso, come se fosse la cosa più naturale. I protagonisti sono Irene Kepl al violino, Stephanie Schoiswohl sax alto, Villy Paraskevopoulos pianoforte, Alessandro Vicard contrabasso e Mark Holub alla batteria. Sono tutti musicisti che agiscono con vivacità, la sassofonista sembra uscire dai dischi free per la Impulse degli anni ’60, il batterista sa gestire le energie in modo sottile quando chiamato a farlo, ma riparte imperterrito nei momenti più convulsi. Sul lungo Melodia che chiude l’album parte con un assolo di batteria prima che arrivi il complesso tema e la ricerca di una melodia in mezzo a spazi ritagliati fra il silenzio. Un disco originale in cui l’avanguardia mostra la sua capacità di rinnovarsi e portare idee nuove facendo onore al proprio nome.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist

01. Barocco
02. Il moto dei corpi
03. Cellula
04. John eats Bacon with Francis in the Cage
05. Melodia

ago 16

Vanderlei Pereira and Blindfold Test – Vision for Rhythm

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Il batterista e percussionista brasiliano Vanderlei Pereira vive a New York da una trentina d’anni e lì è diventato un musicista molto ricercato dai colleghi e presente nei vari generi musicali in cui si richiede la sua perizia e la sua enorme musicalità. Ha perso la vista a causa di una malattia degenerativa e per questo motivo ha lasciato le esecuzioni di musica classica concentrandosi sempre più sul jazz e sui ritmi latini. Su questo disco fa da leader presentando tre sue composizioni, Ponto de Partida, O Que Ficou e De Volta à Festa, oltre a del materiale di autori brasiliani come Airto Moeira, Edu Lobo e Antonio Adolfo. È un musicista fantasioso, che sfoggia una quantità di ritmi incredibile in un disco che si muove fra esecuzioni di musica brasiliana e jazz nella versione modale. Per chi ama il genere brasiliano questo è un disco molto interessante, in cui non ci si annoia mai. Gli assoli sono tutti di alto livello, prendiamo ad esempio Misturada di Airto Moreira con Jorgen Continentino al flauto e Paul Meyers alla chitarra acustica, ed il leader ha le idee molto chiare con i suoi ritmi incalzanti che tengono in piedi il tutto. I musicisti sono: Jorgen Continentino al flauto, flauto alto, sax tenore, Susan Pereira alla voce e percussioni, Deanna Witkowski al pianoforte, Paul Meyers alla chitarra acustica, Gustavo Amarante al basso elettrico. Gli ospiti sono Rodrigo Usaia al sax tenore in tre brani e Itaiguara Brandão al basso elettrico in tre brani.

Genere: latin jazz
Label: Jazzheads

Anno 2020

01. Misturada
02. Ponto de Partida
03. Chapéu Palheta
04. Mercado Modelo
05. O Que Ficou
06. The Cry and The Smile
07. Partido Leve
08. Corrupião
09. Les Matins de Rixensart
10. Alma Brasileira
11. De Volta à Festa
12. Vision for Rhythm

ago 14

Pago Libre – Mountain Songlines

886La musica di Pago Libre sfugge alle classificazioni, e ciò vale ancora di più per questo disco che celebra il trentennale. Il quartetto è formato da John Wolf Brennan al pianoforte, Arkady Schilkloper al corno francese ed al corno alpino insieme a Tom Gotze al contrabbasso e Florian Mayer al violino. È una musica molto affascinante quella che ci propongono in cui il suono del corno francese e del violino eseguono delle melodie coinvolgenti, ma in cui c’è anche la forza dell’improvvisazione e del jazz. La mancanza della batteria dà più vigore alla forza melodica di questa musica ed alle composizioni, tutte molto riuscite. Difficile scegliere un brano in un disco che scorre compatto, i cui tutto ha una precisa impronta data dalla personalità dei musicisti. Da citare comunque The Melody Of The Earth, in cui il violino raggiunge dei vertici elevati di espressività mentre racconta una sua storia.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Hornborn Hymn
02. GTA (Grande Traversata Elbana)
03. Urwuchs
04. … Von Der Armenischen Prinzessin (Armenian Princess)
05. PreGap: At The Abyss Of Nothing
06. Cümbüs
07. Ridge Walk
08. Hol-di-o-U-ri!
09. Tü-da-do
10. Selbsanft
11. Vertical Vectors
12. The Melody Of The Earth
13. Bonus Track Medley «Mountain Songlines»
13.1 Föhnsturm
13.2 Randulin Variaziuns
13.3 Robin
13.4 Crested Butte Mountain
13.5 Randulin Variaziuns

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