mag 24

Aardvark Jazz Orchestra – Faces of Soul

877La Aardvark Jazz Orchestra guidata da Mark Harvey è ora arrivata alla decima incisione per la Leo Records e alla stagione numero 48. I musicisti all’opera sono ben venti, K.C. Dunbar e Jeanne Snodgrass alle trombe, nella sezione sax Dan Zupan al sax baritono e clarinetto, Phil Scarff ai sax tenore, soprano e sopranino e clarinetto, Allan Chase al sax alto,Arni cheatam sax alto e flauto, peter Bloomsax alto, flauto, ottavino, Michael Heller sax alto, Alex Mekelburg sax alto, Chris Rakowski sax tenore e clarinetto. Randy Pingrey, Bob Pilkington, Tom Pisek, Jay Keyser e jeff Marsanakis al trombone, Bill Lowe alla tuba. E poi Richard Nelson alla chitarra elettrica, John Funkhouser al contrabbasso e Rob Bethel al violoncello, Harry Wellot alla batteria. Non tutti sono insieme nei sette brani, sono stati registrati dal vivo in quattro occasioni e da qui le varie presenze nella sezione fiati. Come sempre la musica procede con movimenti collettivi da cui emergono gli assoli di musicisti con molta personalità, ed i titoli, altra caratteristica della band, si riferiscono a momenti della storia politica, degli USA e del mondo. Greta è riferito alla nota attivista del movimento per l’ambiente Greta Thunberg, un brano eseguito da un piccolo gruppo, un quintetto con il leader Mark Harvey al pianoforte, Peter Bloom al flauto, Phil Scarff al sax sopranino, John Funkhouser al contrabbasso e Bill Lowe alla tuba. Oppure Consecration, che è un omaggio al primo reggimento afroamericano recrutato a combattere nella guerra civile americana, qui gli assoli sono di arni Cheatham al sax alto e Bill Lowe al trombone basso. Faces of Souls presenta un assolo del violoncellista Rob Bethel ed è anche questo un omaggio ai soldati di bronzo dello scultore Augustus Saint-Gauden già citati in Consecration ed alla loro lotta per la libertà. Lo spirito di Charles Ives aleggia su queste esecuzioni, di cui nelle note di copertina si citano i versi: Moving-Marching-Faces of Souls! / Marked with generations of pain, / Part-freers of a Destiny, / Slowly, restlessly – swaying us on with you / Toward other Freedom.

Genere: big band
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist
01. Meltdown
02. Sisyphus
03. Consecration
04. Greta
05. Of the People
06. Lament for the City
07. Faces of Souls

mag 22

Potsa Lotsa XL – Silk Songs for Space Dogs

silke-eberhard-potsa-lotsa-xl-silk-songs-for-space-dogs-20200519095045La sassofonista contralto berlinese Silke Eberhard è una mente creativa sempre alla ricerca del nuovo, delle possibilità insite nella possibilità di fare musica con tutti i gruppi possibili, dal trio a, come su questo nuovo album, dieci esecutori. Si è occupata nel passato della musica di Eric Dolphy, sia eseguendola che studiandone le composizioni, non stupisce quindi che qui in qualche modo lo spirito del grande sassofonista afroamericano regni sull’intera session, anche se vengono eseguite soltanto composizioni della Eberhard. Insieme a lei un nutrito ed esperto gruppo di musicisti, tutti con sede nella capitale tedesca: Jürgen Kupke è al clarinetto, alla tromba Nikolaus Neuser,di recente eletto a presidente dell’associazione dei musicisti jazz tedeschi, e Gerhard Gschlößl al trombone, Patrick Braun al sax tenore, Antonis Anissegos al pianoforte, Taiko Saito al vibrafono ed alla marimba, Johannes Fink al violoncello, Igor Spallati al contrabbasso e Kay Lübke alla batteria. Una formazione che testimonia della globalizzazione del jazz contemporaneo e della forza di attrazione di Berlino per musicisti europei (il greco Anissegos e l’italiano Spallati) e non, la vibrafonista giapponese Taiko Saito. Alcune di queste composizioni erano state state eseguite da gruppi guidati dalla Eberhard, ma ora il tentetto le mette a disposizione una tavolozza timbrica più ampia che lei sa perfettamente sintonizzare su quelle che sono le sue idee espressive. Gli assoli si susseguono con logica stringente e danno alle esecuzioni calore e forza grazie al lavoro della sezione ritmica, sempre incalzante e ricca di fantasia. Bel disco, che testimonia la vitalità della scena jazzistica a Berlino.

Genere: jazz
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Max Bialystock
02. Crossing Colours
03. Skeletons And Silhouettes
04. Fünfer, Or Higher You Animals
05. Ecstasy On Your Feet
06. Schirm
07. One For Laika
08. Song In Orange

mag 22

Ferdinando Romano featuring Ralph Alessi – Totem

242-Front-Square-2-450x450Il contrabbassista fiorentimo Ferdinando Romano è qui alle prese con il disco d’esordio, una gran bella sorpresa, inciso per la casa discografica norvegese Losen Records. Ha fatto le cose con cura, sia in sede di incisione, grazie a Stafano Amerio in sala di incisione, e sia per il gruppo che ha messo insieme, tutti bravissimi connazionali insieme al trombettista americano Ralph Alessi in sei brani. La musica suona come se provenisse da un gruppo da lungo tempo insieme, compatta, ben arrangiata, con tutte gli assoli al posto giusto, senza che ci siano momenti di rottura fra il gruppo ed i notevoli assoli dell’ospite americano. Ci sono momenti molto intensi, ad esempio il sax alto di Simone Alessandrini su Sea Crossing Part 1, ma anche una ballad molto delicata, Curly in cui si mette in evidenza il pacato pianoforte di Manuel Magrin. Gli altri musicisti che completano il gruppo sono Tommaso Iacovello al flicorno su tre brani, Nazareno Caputo al vibrafono ed alla marimba e Giovanni Paolo Liguori alla batteria. Il contrabbasso del leader, che apre l’album, è un collante importante, grazie all’esperienza accumulata è un leader sicuro, che sa guidare ed amalgamare con mano sicura il gruppo e che sa scrivere temi interessanti, prendiamo ad esempio la melodia di Memories Reprise con l’espressivo assolo al sax soprano di Alessandrini. Si tratta nel complesso di un lavoro maturo, in linea con le sonorità del jazz contemporaneo, coinvolgente per i pubblico, ricco di idee e di un feeling pacato ed allo stesso tempo struggente.

Genere: jazz contemporaneo
Label: Losen Records
Anno 2020

Tracklist

01. The Gecko
02. Evocation
03. Wolf Totem
04. Curly
05. Sea Crossing Part 1
06. Sea Crossing Part 2
07. Memories Reprise
08. Mirrors

mag 18

Urs Blöchinger Revisited – Harry Doesn´t Mind

3.) Blö-cover outside -ORIGINALLa figura del sassofonista e compositore Urs Blöchinger ha lasciato un’impronta importante nella comunità dei jazzisti svizzeri. Ha scritto tanto per il teatro ed il cinema, è stato insomma un personaggio globale la cui mancanza nel 1995 ha lasciato un vuoto. Il recente disco inciso per la Leo Records da un settetto comprende Dieter Ulrich alla batteria e Cristoph Baumann al pianoforte, che a lungo hanno collaborato con Urs, insieme al contrabbassista canadese Neal Davis, e poi i fiati, il figlio Lino Blöchinger ai sassofoni, Silvan Schmid alla tromba, Sebastian Strinnig al clarinetto basso ed ai sassofoni e Beat Unternährer al trombone. Si sono riprese sette composizioni e riarragiate in modo moderno, con momenti free ed altri più tradizionali, con dei titoli che sono un programma di quello che sono stati gli interessi culturali del sassofonista svizzero. Adrennallini è dedicato ad Adrian Rollini, sassofonista basso dell’era swing, King Arthur Meets Hanns Eisler in Hollywood testimonia la passione per il compositore tedesco di origine ebrea ed espatriato in USA. La musica di questo gruppo nel complesso è molto godibile, moderna, con assoli notevoli da parte di tutti i protagonisti che formano un ensemble dal suono collettivo riconoscibile ed originale. Si tratta di un omaggio sincero e coinvolgente all’indimenticato sassofonista e compositore svizzero.

Genere: modern jazz
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Harry Doesn´t Mind
02. Adrenallini
03. Rudy the Pimp
04. I Love You – But Later
05. Kungusisches Arbeiterlied (keiner Weiss Hinten, Wie Er Vorne Dran ist)
06. Bhagwan Business
07. King Arthur Meets Hanns Eisler in Hollywood

mag 16

Giulio Scaramella – Opaco

cover_Opaco_Giulio Scaramella TrioIl pianista di Gorizia Giulio Scaramella ha studiato e suonato per il mondo accumulando una vasta esperienza, così come gli altri del suo trio, Federico Missio ai sax soprano, contralto e tenore e Mattia Magatelli al contrabbasso. La loro musica ha qualcosa di seducente, al di là degli schemi più usuali, ben sostenuta da quarto uomo nascosto dietro il mixer, e cioè il tecnico (e mago) del suono Stefano Amerio. Quasi tutte le composizioni sono del pianista, ma c’è anche The Wall scritto dal contrabbassista e tre brani provenienti da tradizioni diverse, Musica ricercata VII György Ligeti, compositore austriaco di origine ungherese le cui opere sono state utilizzate come colonna sonora in tre film di Stanley Kubrick, Naima di John Coltrane e Petite Fleur di Sidney Bechet. Il trio fa un jazz moderno, elegante e molto raffinato, che avvolge l’ascoltatore in una nebbia accattivante, un mondo sospeso e sognante ancorato da un contrabbasso preciso e fantasioso. Sono momenti di una bellezza sottile e poco spettacolare, che siano gli original scritti da Scaramella o i due standard. Il sassofono di Missio interviene con pertinenza in assoli dall’aspetto pensono, ricchi di contenuto, con una logica stringente. Over the Bar è un duo di pianoforte e contrabbasso che comincia con una musica di tipo europeo per trovare nel corso dell’esecuzione e verso il finale i tipici ritmi del jazz americano. Molto originale, lontana dalla versione di Coltrane, è Naima, introdotta dall’assolo del contrabbasso, un piccolo gioiello. Un disco accattivante e raffinato, molto godevole e registrato alla grande.

Genere: modern jazz

Label: Artesuono

Year 2020

Tracklist
01. Opaco
02. Musica ricercata VII
03. Know Your Knots
04. Over the Bar
05. Time Flies (and so do Changes)
06. Frammento
07. Naima
08. The Wall
09. Petite Fleur

mag 11

Frank Schubert / Dieter Manderscheid / Martin Blume – Spindrift

883I tre musicisti tedeschi qui coinvolti, si tratta di una registrazione effettuata al Loft di Colonia sono degli esponenti dell’improvvisazione che hanno trovato il momento e l’ispirazione giusta per incontrarsi e dare vita ad una lunga session divisa in due brani, il primo di oltre 34 minuti, il secondo supera la mezzora. Frank Paul Schubert al sax alto e soprano, Dieter Manderscheid al contrabbasso e Martin Blume alla batteria. Era un incontro che prima o poi doveva succedere, in cui i tre si cimentano nella “composizione istantanea”, alla ricerca di idee che vengono subito realizzate grazie all’empatia instauratasi. C’è spazio, i tre si prendono dei lunghi momenti di libertà in dialoghi alla pari. Il contrabbasso è onnipresente, sia in pizzicato che con l’archetto, Blume è molto concentrato e arricchisce l’atmosfera di colori, spingendo o fermando le atmosfere create, geniale per come riesce in modo minimalista a dare un forte contributo. Schubert, uno fra i protagonisti dell’avanguardia europea, sa estrarre nuove sonorità dal suo strumento, ma anche creare momenti ricchi di tensione quando il suono si fa più convenzionale (per modo di dire!). I tre creano atmosfere insolite, la loro musica ha qualcosa di ipnotico, quasi un gorgo che attira l’ascoltatore. Un disco che fa il punto su quella che è la situazione della musica improvvisata in Germania, sicuramente in buona salute.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Gale
02. Leucothea

mag 11

Carlo Cattano Quartet – Lines

a2790438550_2Il jazz in Sicilia continua a mostrare idee e di essere al livello delle migliori realtà italiane, nonostante le continue difficoltà, non ultime quelle legate al Corona virus. Carlo Cattano al sax baritono ed ai flauti, guida un quartetto insieme a Paolo Sorge alla chitarra elettrica, Alessandro Nobile al contrabbasso e Antonio Moncada alla batteria e percussioni, il disco esce per la Fonte Rossa Records della contrabbassista Silvia Bolognesi. I quattro sono musicisti di esperienza, acquisita sia in campo nazionale che con musicisti europei ed americani e lo si nota per come costruiscono lo svolgimento dei brani, guidati dagli arrangiamenti del leader. Come strumentista Cattano fa evidenti riferimenti ad uno degli innovatori del sax baritono moderno, l’inglese John Surman, ed arricchisce la tavolozza dei colori a disposizione con il flauto, che usa in alcuni brani. I mondi evocati hanno qualcosa di sognante, allo stesso tempo il contrabbasso di Alessandro Nobile, dal suono scuro, legnoso, memore della migliore tradizione afroamericana, tiene le esecuzioni legate ad un ritmo più sanguigno, insieme alle percussioni di Moncada, ricche di sorprese. Il chitarrista fa da contraltare al leader ed è autore di assoli frizzanti. Per circa un’ora la musica scorre portando l’ascoltatore per mano in un mondo musicale a sé stante in cui jazz e musiche popolari trovano un punto in comune,

Genere: modern jazz
Label: Fonte Rossa Records
Anno 2020

Tracklist

01. Line 1
02. Line 2
03. Line 3
04. Line 4
05. Line 5
06. Line 6
07. Line 7
08. line 8
09. Line 9
10. Line 10

mag 03

Ivo Perelman / Matthew Shipp – Amalgam

cover4kx4kPer il trentennale dell’esordio discografico del sassofonista brasiliano Ivo Perelman si è scelto di festeggiare ed con un nuovo album del duo insieme al pianista afroamericano Matthew Shipp, una collaborazione che dura da anni e che ha dato come risultato degli album dalla musica intensa, vibrante, che sfugge dalle solite categorie. Si tratta di musica improvvisata, certo, ma sarebbe riduttivo ridurla soltanto al genere free, perché i due musicisti hanno tanto da dire dopo avere metabolizzato tutto quello che è successo prima di loro. Anche questo nuovo album offre elementi di novità, con i due che come sempre vanno in studio senza note sul leggio, fedeli soltanto alla loro ispirazione e concentrati sull’evento. Ci sono momenti da lirismo struggente, la Part 5, ad esempio, in cui il sassofonista mostra una classe a sé stante per come riesce, senza alcuna idea prestabilita, a realizzare una specie di ballad free che tocca i sentimenti dell’ascoltatore, o anche nella Part 8, in cui i due riescono a realizzare qualcosa di originale mettendo insieme suoni inusuali restando dalle parti di una ballad notturna. Non mancano i momenti più concitati, come nella Part 9, in cui Perelman mostra la sua capacità di gestire gli acuti dello strumento in modo logico, un’espressività libera e controllata. I due profeti dell’avanguardia, dopo tanti momenti insieme, hanno ancora tanto da dirsi e da dire al pubblico degli appassionati del genere.

Genere: avanguardia jazz
Label: Mahakala Music
Anno 2020

Tracklist

01. Part 1
02. Part 2
03. Part 3
04. Part 4
05. Part 5
06. Part 6
07. Part 7
08. Part 8
09. Part 9
10. Part 10
11. Part 11
12. Part 12

mag 01

Mark Harvey Group – A Rite for All Souls

rite-front-cover-jpeg-rdcp_1Conosciamo ormai Mark Harvey come un affermato musicista ed arrangiatore alla guida della Aardvark Orchestra di Boston e che ha spesso suonato insieme a tanti dei grossi nomi del jazz contemporaneo. Questo doppio album è però qualcosa di speciale, si tratta di un concerto tenuto nel 1971 presso la Old West Church di Boston, ritrovato mentre metteva ordine tra i suoi nastri. Allora faceva musica con un gruppo insieme a Peter H. Bloom agli strumenti ad ancia e flauti e Craig Ellis e Michael Standish alle percussioni, c’era anche Duncan John Draper alle tastiere, che qui non è presente. Dopo una prima fase a suonare del jazz rock, il gruppo trova una propria fisionomia sulle vie dell’avanguardia. È un periodo molto creativo nella musica americana ed i quattro suonano davanti a platee illuminate soltanto dalla luce delle candele creando atmosfere intime per la fruzione della musica. In questo concerto, quasi un rito, come il titolo vuole sottolineare, le due parti sono pubblicate interamente, ciascuna su un CD, manca la parte teatrale, ma la musica veicola le intenzioni del gruppo eseguita in condizioni molto particolari. L’interazione e la concentrazione dei musicisti è ovvia, tutto scorre tra assoli ispirati e liberi da vincoli, in piena libertà. A ciò contribuisce anche la moltitudine di strumenti usati, sia dai percussionisti che da Harvey, alla tromba, flicorno ed altri strumenti della famiglia degli ottoni e Peter H. Bloom. In mezzo alla musica vengono recitate delle poesie, fra cui Napalm: Rice Paper di Craig Ellis, in cui si ricorda con la forza delle parole il dramma della guerra in Vietnam. Un bel documento storico e musicale.

Genere: avanguardia jazz
Label: Americas Musicworks
Anno 2020

Tracklist
CD 1
01. Track 1
02. Track 2
03. Track 3
CD 2
01. Track 1
02. Track 2
03. Track 3

apr 25

Tommaso Gambini – The Machine Stops

cover_the machine stops 1440In questo disco d’esordio di Tommaso Gambini alla chitarra elettrica e syntetizzatore il titolo è ispirato da un racconto pubblicato nel 1909 dal famoso scrittore inglese Edward Morgan Forster. I protagonisti vivono in un mondo distopico in cui una macchina controlla tutti gli aspetti della vita umana, un aspetto del racconto che Gambini collega al mondo di internet odierno. Oltre alla musica ci sono anche dei testi recitati da Vanishna Gould delle parole premonitrici di Foster ed i nomi dei protagonisti, Kuno e Vashti, diventano titoli dei brani, il secondo ed il terzo del disco. Gambini, che ormai vive a New York, coglie le atmosfere e le tendenze più moderne della big apple, sintetizzate e condensate in un disco che dice tantissimo nei trenta minuti a disposizione. Insieme al leader ci sono Manuel Schmiedel tastiere e sintetizzatore, Ben Tiberio al contrabbasso,
Adam Arruda batteria e percussioni, non mancano gli ospiti, Ban van Gelder al sax alto, Dayna Stephens al sax tenore, Jacopo Albini al clarinetto e clarinetto basso, Anggie Obin al flauto. La musica è densa di contenuti da un brano all’altro, per niente scontata, con momenti poetici in cui il pianista mostra una sensibilità insolita per quello che riesce a tirare fuori dagli strumenti elettrici a disposizione. Molto espressivo il leader, le cui note su Vashti hanno un pathos speciale. Non c’è niente che gira a vuoto in questo disco, tutte le note sono al posto giusto, insieme ad un feeling, espresso con strumenti ed atmosfere moderne, che non sempre è dato ascoltare al giorno d’oggi. Ottimi gli interventi degli ospiti, anche loro coinvolti dalle idee di Gambini. Un gran bel disco.

Genere: avanguardia
Label: Workin Produzioni
Anno 2020

Tracklist

01. The Old Machine
02. Kuno
03. Vashti
04. Second Hand Ideas
05. The New Machine
06. Anonymous
07. Tomorrow

Post precedenti «