ott 17

Corina Bartra – Takunde

amazon51pzeulhatl-_ss500Dal Perú la cantante Corina Bartra si è trasferita in USA dove ha incominciato a mettere insieme i ritmi del suo paese ed il jazz. Dopo tante incisioni eccola arivata ora a questo nuovo album dove continua per questa strada insieme a Perico Diaz con il suo cajon, strumento ritmico tipico. La band è completata da Steve Sandberg al pianoforte, Victor Murillo al contrabbasso , il bravo Jay Rodriguez al sax, Seth Johnson alla chitarra e Vince Cherico alla chitarra. Si tratta di un latin jazz di buona fattura, in cui si mettono insieme elementi dalla patria della leader e altri che provengono da Cuba o il Brasile (una versione di Samba de Aviao di Antonio Carlos Jobim). Il pianista ed il sassofonista sono autori di interventi strumentali notevoli su una ritmica che sa cambiare abito da un brano e da un ritmo all’altro. Ci sono la famosa Bridge over Troubled Waters di Paul Simon e Black Narcissus di Joe Henderson insieme a brani tradizionali peruviani, della leader e a El Tamalito che apre il disco del compositore costaricano Andres Soto. Sono buone esecuzioni dal punto di vista tecnico che con i loro ritmi latini mettono di buon umore.

Genere: latin jazz
Label: Blue Spiral Music
Anno: 2017
Tracklist

01. El Tamalito
02. Ecstay Green
03. Bridge over Troubled Waters
04. El Guaranguito
05. Samba de Aviao
06. Bala y goza
07. Samba Malato
08. Bahia
09. Purple Heart Sky
10. Black Narcissus
11. Marinera Jazz
12. Paseo de Aguas

ott 16

Michael Musillami Rich Syracuse – Bird Calls

81sf-od89yl-_sx522_Dopo il loro primo disco dedicato a Wayne Shorter,  il chitarrista Michael Musillami insieme a Rich Syracuse al contrabbasso propogono ora un disco con le musiche di Charles Mingus, che, come sottolineano, non vuole essere un tributo, bensì un’esplorazione della sua musica fatta con intelligenza e libertà espressiva. I due rifuggono da qualunque attività filologica, ed in ciò dimostrano come sia possibile avvcinarsi all’eredità di uno dei grandissimi del jazz moderno mostrando anche la loro personalità di musicisti contemporanei. È un disco registrato così da dare un suono caldo ed intimistico, in cui i due strumenti si trovano perfettamente in simbiosi, facendo  scomparire termini quali quello di solista ed accompagnatore. Da un brano all’altro i due si scambiano i ruoli senza problemi, concentrati come sono a fare apparire la musica nella sua bellezza. Si comincia con Opus 3, una melodia forte fa da veicolo ad un’esecuzione in cui i due proseguono e pensano la musica come se fossero un’unità dando così l’idea di quello che sarà quest’album. Free Cell Block F, ’tis Nazi USA è un breve momento di un minuto che sfocia in Nostalgia in Times Square, dieci minuti in cui i due mostrano un bagaglio tecnico notevolissimo. Goodbye Pork Pie Hat è il brano più famoso di Mingus, eseguito senza perdere il senso del blues, mentre su Carolyn Kiki Mingus c’è un feeeling latino in sottofondo. A chiudere lo struggente Duke Ellington’s Sounds of Love. Grandissimo disco di due musicisti che hanno qualcosa di proprio da dire, anche se per farlo prendono a prestito le composizioni di Mingus.

Genere: jazz
Label: Playscape Recordings
Anno 2017

Tracklist

01. Opus 3
02. Bird Calls
03. Free Cell Block F, ’tis Nazi USA (part one)
04. Nostalgia in Times Square (part two)
05. Boogie Stop Shuffle
06. Goodbye Pork Pie Hat
07. Carolyn Kiki Mingus
08. Duke Ellington’s Sounds of Love

ott 15

Simone Graziano – Snailspace

cover_simone_graziano_snailspaceIl pianista fiorentino Simone Graziano dopo l’avventura del gruppo Frontal in quintetto è ora passato al trio con il contrabbassista Francesco Ponticelli ed il giovane batterista americano Tommy Crane per questo nuovo album, ancora per la coraggiosa Auand Records, che sarà presentato in tour a partire dal prossimo Febbraio. “Being slow is a form of rebellion”, scrive il leader nelle note di copertina, facendo riferimento non tanto al tempo di metronomo impiegato nell’esecuzione, ma a quello impiegato per fare sedimentare l’ispirazione e la conseguente scrittura dei brani. È così che si riesce a cogliere qualcosa che altrimenti sfuggirebbe, perché in tal modo la prospettiva è un’altra. Graziano cita Luis Sepùlveda nelle sue liner notes, ma l’intero disco è pieno di riferimenti alla letteratura, da Aleph 3 che ci riporta a Jorge Louis Borges a Emicrania e Oliver Sacks. Altri brani sono con titoli che si riferiscono alle esperienze di vita del pianista, dai suoi tour all’estero, Tiblisi ad esempio, da una sua permanenza nella capitale della Georgia. Quel che conta è però la musica, il suo usare senza apparenti contraddizioni il suono acustico del pianoforte e quelli del sintetizzatore e del Fender Rhodes e la sintesi delle sue idee che riesce a tradurre nelle esecuzoni insieme ai sideman. È un jazz moderno, in linea con le ultime cose che si fanno in USA, ma che non perde il contatto con la melodia, con quelle che sono le caratteristiche del jazz fatto in Italia. A volte totalmente acustico, come su Accident A, a volte su altri versanti, come su Accident B dove si esplica anche il lato elettrico. Ma il tutto, anche grazie al lento processo di maturazione, non presenta contraddizioni. C’è un filo logico che lega questi brani, una compattezza che va dalla prima all’ultima nota dell’album, qualcosa che sfugge allo stile o alla tecnica musicale in sé ed ha di più a che fare con la parte più interiore dell’espressività umana.

Genere: Piano trio
Label: Auand Records
Anno 2017

Tracklist

01. Tblisi
02. Accident A
03. Accident R
04. Emicrania
05. Neri
06. July 2015
07. Aleph 3
08. Vignastein
09. Slowbye

ott 14

Laura Ainsworth – New Vintage

lauraainsworth4Da Dallas la cantante Laura Ainsworth si è fatta conoscere nel mondo intero con concerti fino a Dubai e in India. Il padre, il sassofonista e clarinettista Billy Ainsworth ha accompagnato a lungo i grandi nomi della canzone americana e ora lei si trova perfettamente a suo agio riprendendo quel modo di fare musica, con swing e una perfetta tecnica vocale. Con lei il pianista Brian Piper nella veste di arrangiatore e produttore fa un perfetto lavoro andando a scoprire tanti tesori nascosti dei compositori del passato, ad esempio That’s How i Got My Start e It’s A Nuisance Having You Around di Frank Loesser e Johnny Mercer, due canzoni che non venivano più registrate da almeno una cinquantina d’anni. Con loro John Adams al contrabbasso e Steve Barnes alla batteria insieme a Chris McGuire sax e clarinetto, Pete Brewer flauto, Rodney Booth tromba e Dana Sudborough vibrafono, tutti ospiti che intervengono da un brano all’altro. Lei à arrivata al terzo album e questa formula ha ormai trovato un suo pubblico, sia gli audiofili che apprezzano la qualità tecnica della registrazione (ha anche appena pubblicato Top Shelf una raccolta su vinile 180g di dieci brani tratti dai suoi tre CD) , sia gli appassionati di un jazz con le radici nel passato, quello proposto da cantanti come Julie London e Rosemary Clooney. Fa piacere ascoltare questa musica ricca di swing, anziché in mono come per le registrazioni del passato, proposta con le nuove possibilità della tecnica degli studi di registrazione.

Label: Eclectus Records
Anno: 2017
Tracklist

01. That’s How i Got My Start
02. I’ll Take Romance
03. Where the Magic Go?
04. An Occasional Man
05. Wasting My Love on you
06. Nevertheless (I’m in Love with You)
07. A Little Jive is Good for You
08. The Man I Love is Gone
09. All About You
10. Nothing Can Replace a Man
11. It’s A Nuisance Having You Around
12. Long Ago & Far Away/You Stepped Out of a Dream
13 I Once Knew a Woman (“Fella”)

ott 13

Dino Massa Quartet – Suite pour le Piano for Jazz Quartet

7090025831799Il jazz italiano ha ormai raggiunto una dimensione internazionale, per cui non stupisce che questa incisione in quartetto del pianista napoletano Dino Massa, un’opera un pò fuori dai canoni consueti per via della forma di suite e dei quattro lunghi brani che lo compongono. Niente che possa fare ricordare al veloce modo di fruizione della musica nel mondo odierno su telefonini e aggeggi simili. Insieme al leader ci sono Nicola Pisani, al sax soprano e baritono, Luca Garlaschelli al contrabbasso e Alessandro Rossi alla batteria. i brani sono di lungo respiro, dai dodici ai diciassette minuti e mezzo, e ciò permette esecuzioni ariose, ricche di spazi in cui i musicisti possono esprimere la propria fantasia nei momenti in cui sono chiamati a improvvisare. La Suite No. 1 comincia con un ottimo assolo di Pisani al sax soprano, una bella melodia poi sviluppata con un senso del suono che avvince per la comunicatività e l’espressività tipica di certo jazz italiano. Successivamente Pisani passa nella stessa esecuzione al sax baritono prima di ritornare al soprano per l’esecuzione del tema che chiude il brano. La Suite No. 2, che è il brano più lungo del disco, comincia con un suggestivo intervento in solo del pianista, sono tre minuti e mezzo, dopo arriva l’energico intervento del sassofono baritono e della ritmica, un jazz vitale che ha molto da comunicare e che attinge con intelligenza dal passato. Il lungo tempo dell’esecuzione, quasi diciotto minuti, scorre senza problemi di sorta perché la fantasia degli esecutori ha tanto da offrire.
La Suite No. 3 è fra i momenti migliori dell’album, passaggi alla Chick Corea ed un bel tema insieme ad una perfetta integrazione dei momenti in trio e quelli in quartetto ne fanno un’esecuzione che si ascolta volentieri più volte dall’inizio alla fine. La Suite No. 4 ha momenti di stampo bop e rivela il lato più legato alla tradizione del quartetto. Di sicuro faranno conoscere il jazz italiano in Norvegia, ma vale la pena ascoltarli anche dalle nostre parti.

Genere: jazz mainstream
Label: Losen Records
Anno 2017

Tracklist

01. Suite No. 1
02. Suite No. 2
03. Suite No. 3
04. Suite No. 4

ott 09

Yelena Eckemoff – A Touch of Radiance

a-touch-of-radiance-art-300x300Dopo le incisioni in trio la pianista russa Yelena Eckemoff è arrivata a questo disco in quintetto che è un piccolo capolavoro su cui ci si ritorna volentieri perché ad ogni nuovo ascolto vengono fuori particolari che ci si era lasciati sfuggire, l’attenzione ad esempio si sposta su un assolo o su una melodia o sulla costruzione che la pianista ha dato alla composizione ed allo svolgimento dell’esecuzione. Insieme a lei la ritmica con il contrabbasso di George Mraz e la batteria di Billy Hart. A completare la band due dei musicisti più conosciuti del jazz contemporaneo, il vibrafonista Joe Locke e Mark Turner al sax tenore. Sono dieci brani ognuno con alle spalle un momento di ispirazione della pianista, sia dal punto di vista letterario nelle poesie all’interno del booklet, che musicale. Ma, anche per l’appassionata partecipazione dei musicisti al progetto, suona tutto molto compatto, come se i musicisti fossero stati da sempre insieme. C’è un’empatia totale sorprendente con il mondo musicale della pianista russa. Le sue composizioni sono piuttosto complesse, sempre ricche di idee e di particolari che spuntanto dal nulla ed aggiungono quel qualcosa di speciale che rende questa lavoro un’esperienza unica. Lei prende degli assoli, ma lascia molto spazio ai suoi sideman, uno spazio ben strutturato su cui spuntano degli interventi mai scontati. In Encouragement sia Turner che Joe Locke hanno dei momenti sublimi, ispirati da una composizione con un bella melodia. Lo stesso vale per RadianceL & H Productions
Anno 2014

Tracklist

01. Inspiration
02. Reminiscence
03. Exuberance
04. Affection
05. Pep
06. Imagination
07. Reconciliation
08. Tranquility
09. Encouragement
10. Radiance

set 11

Simon Nabatov Max Johnson Michael Sarin – Free Reservoir

800Il pianista di origine russa Simon Nabatov riesce a sorprenderci, come sempre verrebbe da dire, ad ogni incisione. Di recente lo abbiamo ascoltato in duo ed in trio, una dimensione in cui esprime al meglio la sua straripante creatività. Dopo il recente solo dedicato alle musiche di Monk eccolo ora dalla Germania (risiede a Colonia) agli Stati Uniti, dove subito si è trovato in sintonia con due protagonisti della vita musicale a New York. Anni fa ha lavorato in trio con Mark Helias e Tom Raney, ora è insieme a due musicisti a loro volta impegnati come leader o in progetti con la crema dell’avanguardia contemporanea, Max Johnson al contrabbasso e Michael Sarin alla batteria. Il trio funziona perfettamente, senza esitazioni, ed il disco parte con Free Reservoir, in cui nei quindici minuti dell’esecuzione abbiamo una prima sezione in cui si cavalcano i fantasmi del free di Cecil Taylor, poi si cambia direzione ed arriva un poetico momento con Johnson che suona il suo strumento con l’archetto, accompagnato dal pianoforte e da una batteria che trova i suoni più reconditi. Il brano si chiude ancora con una sfuriata del pianoforte, in cui il contrabbassista continua con l’archetto. Si cambia atmosfera sul brano a seguire, come dice il titolo Slow Droplets procede in modo lento, suggestivo. Anche qui il contrabbasso suonato con l’archetto ha un ruolo importante, a momenti quasi da solista con un dialogo continuo insieme al pianoforte. Più swingante, se si può usare ancora questo termine per un musicista come Nabatov, a suo agio in qualcunque situazione, Marakato Askew, anche qui molto movimento da parte dei tre, un brano in cui Sarin mostra il suo virtuosismo con ritmi sghembi.
Su Tap Dance Inferno Nabatov suona le corde del pianoforte direttamente all’interno ottenendo effetti suggestivi. Si chiude con Short Story Long, sono quasi diciotto minuti che mettono ancora in mostra le qualità di questo trio, momenti free ed altri più swinganti, virtuosismo nell’uso degli strumenti, assoli prodigiosi. Gran disco, che conferma Nabatov fra i grandi pianisti contemporanei.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. Free Reservoir
02. Slow Droplets
03. Maracatu Askew
04. Tap Dance Inferno
05. Short Story Long

set 10

Yelena Eckemoff – Lions

indexNelle diverse incisioni in trio la pianista russa Yelena Eckemoff ha cambiato i sideman, aggiungendo così sempre nuovi colori alla sua musica. In questa recente incisione l’ispirazione è arrivata dal contrabbassista Arild Andersen, che aveva ordinato uno strumento con un leone intagliato sul manico. È scattata una scintilla che ha portato alle diverse composizioni, al quadro in copertina ed alle diverse poesie, tutte ispirate all’Africa ed al re degli animali, incluse nel booklet. Ad aggiungersi ai due ora c’è il famoso batterista Billy Hart, che porta un notevole contributo alla musica. Si avverte la raggiunta maturità della scrittura della pianista e come i due improvvisatori che la supportano colgano le sfumature, le sottigliezze che fanno la differenza. Si è scelto di andare sui novanta minuti di musica nei due CD, potrebbe sembrare un minutaggio troppo elevato, invece la musica scorre, fra un’invenzione e l’altra, con velocità, compatta, nonostante abbia un qualcosa di complesso che la distingue. Il titolo d’inizio Lions è quello che dà il titolo all’album, un bel tema seguito da uno sviluppo intricato, in cui si avverte la provenienza dalla musica classica della pianista, ma anche la sua fantasia e l’interazione con gli altri in un proficuo dialogo. Non mancano pagine dai ritmi più accentuati, come Pursuit, in cui la ritmica mostra una grande versilità e la capacità di trasportare la musica verso un accento più afroamericano. C’è anche un blues, nel secondo disco, che è un piccolo gioiello di originalità, Lions Blues, certo siamo lontani da Hank Jones o dagli altri pianisti del bop, ma c’è tanta ispirazione ed inventiva nell’approccio. Un altro brano con un percorso più movimentato è Joining the Pride, più swingante è Ode to Strenght che chiude il disco lasciando la voglia di ascoltarlo da capo.

Genere: jazz piano trio
Label: L & H Productions
Anno 2015

Tracklist
CD 1
01. Lions
02. Migrating Birds
03. Pursuit
04. Night in Savanna
05. Stars Bathing in Shallow Waters
06. Young at Play
07. Sphinx

CD 2
01. Simple Pleasures
02. Lions Blues
03. Instinct
04. Surviving the Famine
05. Joining the Pride
06. Ode to Innocence
07. Ode to Strength

set 09

Bones – Haberdashery

793È la seconda incisione per la Leo Records del  Bones Trio costituito dagli israeliani Ziv Taubenfeld al clarinetto basso, Shay Hazan al contrabbasso e Nir Sabag alla batteria. Come per l’esordio sulla stessa casa discografica, ben recepito da pubblico e critica, ci si è affidati alle composizioni di Taubenfeld, che oltre ad essere un bravo strumentista ha una sua estetica che persegue insieme al trio. Su Snail’s Pace che apre il disco procede tutto a ritmo di lumaca, come dice il titolo, una musica che ha qualcosa di rilassante per l’ascoltatore. Su Explaining What!? c’è qualche impennata free da parte del clarinettista, ma anche qui per lo più la musica ha qualcosa di meditativo, di sottile, di coinvolgente anche ad un secondo ascolto. Point and Line #2 è invece caratterizzato dal suono del contrabbasso di Hazan suonato con l’archetto. i due strumenti bassi si incontrano su atmosfere decisamente suggestive. Ancora il contrabbasso suonato con l’archetto per il tema che apre Turtle Love Song, questa volta con un clarinetto basso pu nevrotizzato, a dispetto del titolo. Interessante Snail Hunting dalla procedura lenta, fra i piatti della batteria ed un contrabbasso che snocciola le sue note con parsimonia. Decisamente carico di adrenalina No Name Letters, intermezzato da un lungo assolo del contrabbasso. Si ritorna a ritmi più colloquiali per gli ultimi due brani, No Name Letters e Cello. La musica dei tre si sviluppa in modo paritario, senza leader ed accompagnatori, è un dialogo che procede tranquillo e avvolge l’ascoltatore di racconti come quello nel booklet.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2016

Tracklist

01. Snail’s Pace
02. Explaining What!?
03. Point and Line #2
04. Turtle Love Song
05. Snail Hunting
06. No Name Letters
07. Orange Shoes
08. Cello

set 09

Fred Frith – Storytelling Live at Theather Gütersloh

indexLa rivista tedesca Jazzthing e la città di Gütersloh continuano con la serie di concerti dedicati ai maestri del jazz europeo, questo del trio del chitarrista inglese Fred Frith è il numero dodici, registrato come gli altri in analogico su nastro dallo THS Studio. Insieme a Frith ci sono la sassofonista danese Lotte Anker e dalla Svizzera Samuel Dühsler alla batteria. La musica dei tre è completamente improvvisata, da veterani di tale calibro ci si aspetta un concerto emozionante, ed in effetti è proprio così. Le invenzioni alla chitarra, che Frith utilizza in tutti i modi possibili, sono accompagnate da un sassofono spesso dirompente, ma i tre sono anche capaci di atmosfere più controllate e “notturne” come su Storytelling (for Eduardo Galeano) – Chapter 2. È un dialogo, una storia, che prende forma lentamente, in modo soffuso, perché i tre si ascoltano a vicenda e trovano l’ispirazione del momento. Più nevrotico Storytelling, la sassofonista ed il batterista sono in fibrillazione così come la chitarra del leader, un momento free che porta la musica in territori già ampiamente frequentati dal chitarrista inglese nella sua lunga carriera. Si arriva alla fine del disco, compatto, intorno a cinquantacinque minuti, dopo avere ascoltato un pezzo di storia della musica improvvisata in Europa, con i tre ancora capaci di inventare qualcosa di nuovo e così di intrattenere il pubblico. Su disco segue ancora una breve intervista di Frith, sei minuti, che permette un’ulteriore confronto con le sue idee sulla musica.

Genere: avanguardia jazz
Label: Intuition Music
Anno 2017

Tracklist
01. Storytelling (for Eduardo Galeano) – Chapter 1
02. Storytelling (for Eduardo Galeano) – Chapter 2
03. The GigStorytelling (for Eduardo Galeano) – Chapter 3
04. La Pasión de Soñar
05. Backsliding
06. Interview with Fred Frith

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