giu 16

FuJii Fonda Mimmo – Triad

cover-cd-triad-300x279Dopo l’incisione per la stessa casa discografica in duo del 2016 della pianista giapponese Satoko Fujii insieme all’americano Joe Fonda al contrabbasso arriva ora il trio con Gianni Mimmo al sax soprano. Il disco, completamente improvvisato, è stato registrato durante il compleanno della pianista, come si evince anche dal titolo Birthday Girl, un brano lasciato scorrere senza fare tagli, sono quarantadue minuti di una libera galoppata in cui i tre si ritrovano a dialogare fra astrazioni e momenti più aggressivi in cui il sassofono soprano di Mimmo viene spinto ad interagire in modo consistente e materico. Il disco inizia in modo lento, con Joe Fonda al flauto, nel successivo Birthday Girl Fonda ritorna al consueto contrabbasso mostrando le sue capacità di strumentista, insieme alla pianista, libera ed allo stesso tempo poetica nel suo modo di approcciarsi allo strumento, una figura insolita e proprio per questo importante nell’ambito dell’improvvisazione. Su Accidental Partner appare brevemente lasciando il centro della scena a Fonda e Mimmo. No More Bugs vede Mimmo in un’improvvisazione movimentata, è un brano dall’andameno nevrotico e veloce ma anche sorprendente quando Fonda appare in un assolo al flauto. Il finale Joe Melts the Water Boiler dura meno di tre minuti ma vede un Mimmo ancora in gran spolvero ed una forte presenza della pianista che catalizza tutto con poche note creando un mondo a sé stante. L’impressione è che i tre hanno avuto ed hanno ancora tanto da raccontarsi. Qui si è scelto di pubblicare un momento in studio completo, quarantadue minuti e brani estratti da altre improvvisazioni, per un totale di cinquantacinque minuti. Un disco molto comunicativo, come di dovere quando si celebra un compleanno.

Genere: improvvisazione
Label: Long Song Records
Year: 2018

Tracklist

01 Avalaible Gravity
02 Birthday Girl
03 Accidental Partner
04 No More Bugs
05 Joe Melts the Water Boiler

giu 12

Earle Brown – Selected Works for Piano and / or Sound-Producing Media

54Il compositore americano Earle Brown è fra le figure più importanti dell’avanguardia, negli anni ’50 incontrò John Cage che lo convinse a trasferirsi dal Massachusetts a New York. Qui incontrò colleghi come Morton Feldman, David Tudor e Christian Wolff e tutti gli altri artisti che sono da iscrivere nella New York School, poeti, pittori, ballerini, musicisti americani attivi tra gli anni cinquanta e sessanta. La sua ispirazione non arriva solo dai colleghi musicisti, fra i suoi artisti preferiti cita due esponenti delle arti figurative come Jackson Pollock e Alexander Calder, fra i suoi amici ci sono sassofonisti jazz come Zoot Sims e Gerry Mulligan insieme ai compositori Pierre Boulez e Bruno Maderna. La Amirani Records pubblica ora una selezione delle sue opere per pianoforte e insieme a 4 Systems January 1954 in cui si usano effetti elettronici. Come esecutore è presente l’esperto Gianni Lenoci, a suo agio sia cone le partiture aleatorie che con l’improvvisazione. Sono brani per lo più brevi, minimalisti, ad eccezione dei nove minuti di December 1957 52, il suo brano più noto, e del finale Twenty-Five Pages che anche nell’esecuzione, venticinque minuti, conferma il titolo. Non resta che farsi sedurre dalla proposta del compositore americano, spesso più apprezzato in Europa che in patria, per la sua musica così speciale che pur sfuggendo ai concetti di armonia e melodia si presenta con una sua candida bellezza.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Anno 2018

Tracklist

01. Home Burial (1949) / Folio (1952/1953)
02. October 1952
03. November 1952 (“Synergy”)
04. December 1957 52
05. MM-87
06. M-135 March 1953
07. Music For “trio For Five Dancers” June 1953
08. 1953
09. 4 Systems January 1954
10. Twenty-Five Pages

giu 10

Sophie Duner & Jeremy Harman – The City of Dizzy

51g29cq80jl-_ss500Come sempre la cantante svedese Sophie Duner ci presenta qualcosa di geniale e fuori dai canoni. È sempre stata così, una cantante jazz, ma a modo suo come a modo loro lo sono stati tutti gli strumentisti che hanno lasciato un segno nella musica improvvisata. Dopo l’ultima incisione insieme ad un quartetto d´archi ora presenta una musica più distillata insieme al violoncellista americano il Jeremy Harman, anche lui protagonista insieme al Sirius Quartet dell’avanguardia contemporanea. Il feeling per gli strumenti ad arco rende la sua voce qualcosa di speciale, i due hanno trovato la giusta intesa e così la voce ed il violoncello lasciano nove brani dalla bellezza fuori dal comune. Basta ascoltarla su Weird Nightmare per capire che un’incisione di questo tipo ha tutti i numeri per essere inconfondibile all’interno delle produzioni vocali contemporanea. A momenti sembra qualcosa di incontrollato, una specie di Hendrix della voce, ma ad ascoltarla attentamente di nota come lei abbia il controllo di quello che fa portando contemporaneamente all’esterno le sue emozioni, espresse anche attraverso versi che la rendono una poetessa di tutto rispetto. Fra le sciabolate di note del violoncello e la forza fisica ed emotiva della sua voce viene fuori un connubio esaltante. È fra le grandi cantanti contemporanee, anche se il genere non la rende adatta a tutti gli ascoltatori. Ma cosa importa, la quasi mezz’ora dell’album è fra le esperiene sonore più originali dell’anno.

Label: Autoprodotto
Anno: 2018
Tracklist

01. Weird Nightmare
02. Gossip
03. My Eternal Flame
04. Reharmonized Boyfriend
05. Addicted to Love
06. Purple Bossa
07. Rattlesnake
08. The Express Train
09. Blue in Green

giu 09

A – Septic / Syria

cover_1I due protagonisti di questa incisione sono da tempo attivi nei circuiti dell’avanguardia con una serie di progetti in varie formazioni. Stefano Ferrian al sax tenore e Simone Quatrana al pianoforte si sono dati il nome di A – Septic e sono andati in studio senza preconcetti, con l’idea di registrare quello che fosse passato loro per la mente attingendo alla sorgente della loro creatività e degli impulsi che giravano per l’aria in quel momento. È proprio per questo che lo hanno intitolato Syria, che in quel preciso periodo era in preda alla violenza della guerra. La copertina di Elena Romenkova con un’immagine di quelle che sembrano macchie di sangue dà un ulteriore contributo al progetto dei due. È una musica che si aggira dalle parti di un’avanguardia poetica, in cui i due, pur utilizzando soltanto un sax tenore ed un pianoforte, riescono a creare un suono proprio ed inconfondibile. Non ci sono urla incontrollate o l’uso smodato dei cluster del piano, si va con brani brevi ma intensi, emozionali, quasi a distillare l’essenza di ciò che i due avvertono davanti a fatti che si svolgono intorno. Sono trentotto minuti che si ascoltano di un fiato e che danno un’idea precisa delle potenzialità espressive del duo. La loro musica non È di quelle più comuni, eppure si ascolta facilmente una volta entrati in sintonia con il mondo interiore che sono riusciti a trasportare nei suoni.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Anno 2018

Tracklist

01. Suriya (prologue)
02. Storm/Window/Me
03. Neve Rossa
04. Unreachable Consonance
05. Sounds
06. Broken Watch
07. Suriya (epilogue)

giu 03

Enten Eller – Minótauros

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Il quartetto Enten Eller guidato dal batterista Massimo Barbiero è una di quelle realtà stabili che difficilmente si incontrano ancora nella musica contemporanea. Insieme a Alberto Mandarini alla tromba, flicorno ed effetti elettronici, Maurizio Brunod alla chitarra elettrica ed effetti elttronici e Giovanni Maier al contrabbasso ha ormai un rapporto stabile, arricchito nelle varie incisioni che si sono susseguite da ospiti importanti, italiani o americani. Di tanto in tanto c’è l’esigenza di focalizzarsi sulle proprie radici e così è arrivata un’incisione per il solo quartetto registrata al Museo Garda, la particolarità del concerto è che in altre quattro sale c’è una danzatrice, ognuna delle quali ascolta nei quattro Interludi uno degli esecutori rapportandosi al suono ascoltato, senza possa vedere le altre. La lunga collaborazione fa sì che si conoscano a memoria e così le note davisiane di Mandarini e le chitarre distorte di Brunod trovano un interlocutore sensibile ed empatico, mentre la ritmica tiene insieme tutto con lucidità, ci sono momenti di rara bellezza, temi con una forte connotazione melodica ispirata all’Europa, come Roby di Barbiero, in cui tutto funziona in modo egregio, senza lasciarsi andare ad un andamento troppo sdolcinato. L’alternarsi di temi e dei momenti in solo degli Interludi è una riuscita idea per dare modo all’album di respirare ma anche agli esecutori di esprimere qualcosa che andava fatto in questo modo, da soli, ma all’interno di un progetto comune. Mandarini è l’autore di Funkytauros, ispirato alla musica urbana di matrice afroamericana, qui eseguita con molta sottigliezza ed eleganza, specie da Brunod, che prova ad usare la sua chitarra nel modo a lui consueto sui ritmi tipici del genere funky. Dopo l’improvvisazione collettiva di Arianna arriva Per Emanuela di Barbiero, un brano eseguito in tante versioni, qui sono Brunod e Mandarini che fanno emergere il tema dalle nebbie dell’elettronica con un effetto molto suggestivo. In quattro si mostrano in forma, creativi come sempre.

Genere: jazz italiano
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist

01. Interludio 1 (Teseo – Ragione)
02. Teseo
03. Interludio 2 (Minotauro – Follia)
04. Roby
05. Interludio 3 (Minosse – Potere)
06. Funkytauros
07. Interludio 4 (Arianna – Sentimento)
08. Arianna
09. Per Emanuela

mag 31

Emanuele Cisi – No Eyes

41ix7nja7lFra i sassofonisti italiani più apprezzati all’estero c’è senza dubbio Emanuele Cisi con all’attivo una serie di album che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Questa sua ultima produzione è dedicata a Lester Young, il titolo è un’espressione di Prez (il presidente, come lo definivano i colleghi) per dire “non mi interessa”. Il sincero omaggio ad uno dei grandi del jazz, dalla biografia complessa e tormentata, in un periodo in cui il razzismo in USA impediva di apprezzare il lavoro di artisti che hanno cambiato il modo di fare musica, è stato realizzato insieme a musicisti italiani di fama internazionale: la cantante Roberta Gambarini su cinque brani, Dino Rubino al pianoforte e su due brani al flicorno, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, a completare la band uno dei grandi batteristi odierni, l’americano Greg Hutchinson. Il compianto poeta beat David Meltzer, che nel 2000 ha scritto No Eyes, un poema dedicato all’ultimo periodo di Lester Young, è stato una fonte di ispirazione importante per la realizzazione del disco. La scelta dei brani in scaletta è stata molto accurata, Tickle Toe dello stesso Young con Rubino che si esibisce al flicorno, alcuni famosi standard che erano nel suo repertorio, alcune composizioni di Cisi e due indimenticabili dediche: Lester Left Town di Wayne Shorter e Goodbye Porkpie Hat di Charles Mingus. È un album che ha tutte le caratteristiche per farsi notare in Italia e e nel panorama internazionale, grande mainstream e grandi assoli interpretati con emozione e sincertità da parte dei partecipanti. Sul finale Jumpin’ with Symphony Sid/Lester Said la voce di un’intervista a Lester Young registrata nel 1959 e gli unisoni di Rubino ed il leader si mettono insieme per chiudere alla grande.

Genere: mainstream
Label: Warner Music
Anno 2018

Tracklist
01. No Eyes (feat. Roberta Gambarini)
02. Lester Left Town (feat. Roberta Gambarini)
03. Jumpin’ at the Woodside
04. Presidential Dream (feat. Roberta Gambarini)
05. Tickle Toe
06. Goodbye Porkpie Hat (feat. Roberta Gambarini)
07. Prezeology
08. Easy Living (feat. Roberta Gambarini)
09. These Foolish Things
10. That’s All
11. Jumpin’ with Symphony Sid/Lester Said

mag 29

The Richard Shulman Group – Turned into Lemonade

51xtqk4ipfl-_ss500Il pianista americano Richard Shulman ha una lunga esperienza alle spalle, dal vivo e negli studi di registrazioni. Ha suonato ed inciso con tanti bei nomi del jazz internazionale ma ora che gestisce una sua propria casa discografica ed oltre a fare del jazz mainstream con questo bel gruppo si dedica anche alla musica per rilassare il corpo e la mente. Il quartetto da lui qui diretto è completato da Jacob Rodriguez al sax tenore e soprano, Zack Page al contrabbasso e Rick Dilling alla batteria. In tre brani c’è la cantante Wendyl Jones che dà varietà alla scaletta dell’intero disco. La musica di Shulman è di quelle radicate nella tradizione, eseguita con grazia e professionalità, ispirata da colleghi come Bill Evans, Sono quasi settanttotto minuti che si ascoltano di un fiato, che non rivoluzioneranno il jazz contemporaneo ma che scorrono con facilità quando ci si vuole rilassare, un easy jazz di qualità, fatto da musicisti che hanno una loro voce. C’è del bop nell’album, In Between the Blue and Green, un brano scritto nel 1983 e riscoperto ora così che è stato riarrangiato per il quartetto. Buried Diamond risale allo stesso anno, è tutta un’altra atmosfera con un intervento di tutto rispetto da parte di Rodriguez al sax soprano. Turned into Lemonade è il brano che dà il titolo all’album, ha un’atmosfera molto positiva interpretata ancora dal sax soprano, “When life gives you lemon turn them into lemonade” scrive Shulman nelle liner notes. A seguire Sunny Samba e White AgainNostalgia un duo piano sax. Un disco adatto alle atmosfere estive.

Genere: jazz mainstream
Label: RichHeart Music
Anno 2018

Tracklist
01. Atmosphere
02. I Claim my Day
03. In Between the Blue and Green
04. The Gifts You Gave to Me
05. For Mom
06. No Matter What They Say
07. Homage to Pharoah
08. It’s All Inside
09. Finding Peace
10. Buried Diamond
11. Turned into Lemonade
12. Sunny Samba
13. Write Again
14. Nostalgia

mag 27

Yelena Eckemoff Quartet – Desert

desert-front-art-hi-res-1024x1024-300x300Ogni incisione della pianista russa (ma ora residente in USA) Yelena Eckemoff ha qualcosa di speciale, per la sua musica, ovvio, ma anche per tutte le emozioni che questa riesce a trasmettere coinvolgendo l’ascoltatore e gli altri musicisti partecipi del progetto. Questa volta ci sono i fidi Arild Andersen al contrabbasso e Peter Erskine alla batteria, con cui ha già inciso in trio, a completare il quartetto un’altra stella del jazz di oggi, il multistrumentista Paul McCandless all’oboe, al corno inglese, al sax soprano ed al clarinetto basso. La copertina, che ovviamente rappresenta un tipico paesaggio con le dune, è stata dipinta dalla pianista, all’interno del booklet si trovano delle storie ispirate ai paesaggi evocati, una lettura che completa il messaggio di un’artista totale, a suo agio non soltanto come pianista e compositrice, ma anche con altre possibilità di espressione. Fin dall’inizio, con Bedouins si ascolta una musica in cui i sidemam danno il meglio di sé stessi, ispirati dalle idee della leader. Conosciamo McCandless per la lunga collaborazione con gli Oregon, con questo trio trova comunque una collocazione ideale, esprimendo ai suoi strumenti idee assolutamente originali, in questo perfettamente assecondato dagli altri. Condor è un brano in trio, dall’atmosfera pensosa, quasi a tradurre in musica il racconto del protagonista, dominatore dei cieli delle Ande e capace da lassù di scrutare cosa succede sull’arida terra. È un brano dalla poetica coinvolgente in cui la ritmica agisce per dare l’idea di queste atmosfere cosí speciali. Su Oasis ritorna il quartetto al completo, con McCandless all’oboe, l’assolo della pianista ed il contrabbasso di Andersen così fluido e veloce che sembra quasi una chitarra. Sull’inquieto Dust Storm McCandless è al clarinetto basso, qui è anche da rilevare il lavoro di Peter Erskine in uno dei brani più interessanti dell’album. La Eckemoff continua a stupirci ed a emozionarci con la sua musica, fra jazz e classica, improvvisazione e composizione, realizzata insieme a musicisti che colgono l’essenza della sua scrittura.

Genere: jazz
Label: L & H Productions
Anno 2018

Tracklist
01. Bedouins
02. Mirages
03. Desert Cry
04. Dance
05. Colors of Nothingness
06. Condor
07. Oasis
08. Dust Storm
09. Desert Remained
10. Garden of Eden
11. Sands

mag 26

Harold López Nussa – Un Día Cualquiera

harold__art_imgIl pianista cubano Harold López Nussa proviene da una famiglia di musicisti, il padre batterista, la madre pianista. Non meraviglia quindi la sua formazione presso un conservatorio e quindi la approfondita conoscenza della musica classica. Dopo aver dato concerti e registrato nel genere, Fourth Piano Concerto di Heitor Villa-Lobos con l’Orchestra Sinfonica Nazionale di Cuba nel 2003, è passato al jazz, interpretato da lui secondo le proprie radici. Nonostante incida per l’americana Mack Avenue Records risiede di solito nella capitale cubana, dove è in contatto con tutti i migliori musicisti locali. Ha già lavorato con la cantante Omara Portuondo e con un gruppo di tutte stelle, i Ninety Miles insieme al vibrafonista Stefon Harris, Christian Scott alla tromba e David Sánchez al sax tenore, successivamente è passato alla carriera solista con numerosi concerti in giro per il mondo che lo hanno fatto apprezzare dal pubblico internazionale. Il suo nuovo trio è insieme ai compatrioti Gaston Joya al contrabbasso ed al fratello Ruy Adrian López Nussa alla batteria, un gruppo molto speciale che fa una musica che è una gradevole miscela di quello che gira al giorno d’oggi, mainstream jazz, ovviamente il genere latino come si può leggere nei titoli, insieme alla musica classica che lo ha accompagnato durante la sua formazione musicale. In alcuni brani mostra un fuoco tutto latino, Hialeah, sottolineato anche dalla ritmica a disposizione, bravissima a proporre un suono a loro modo ricco di energia, senza per questo usare i tipici modelli dei colleghi americani. Non mancano esecunzioni in piano solo, Ma petite dans la Boulangerie, poetico ed allo stesso tempo eseguito con una forza che però è sempre sotto controllo. Tipicamente cubano è Y la Negra Bailaba, ma in cui durante l’improvvisazione arriva un poco di swing afroamericano, a testimoniare l’inventiva e la compattezza del gruppo, sempre in grado di inventare qualcosa. Su Conga Total / El Cumbanchero i tre fanno uno sfoggio di virtuosismo impressionante. Il trio presenta qualcosa di nuovo che arricchisce la musica per piano jazz odierna.

Genere: trio piano jazz
Label: Mack Avenue Records
Anno 2018

Tracklist
01. Cimarrón
02. Danza de los Ñañigos
03. Una Tarde Cualquiera En Paris (to Bebo Valdes)
04. Preludio (to José Juan)
05. Elegua
06. Hialeah
07. Ma petite dans la Boulangerie
08. Y la Negra Bailaba
09. Conga Total / El Cumbanchero
10. Contigo en la Distancia
11. Mi Son Cerra’o

mag 22

Naked Dance! – Something Nearby

834La terza prova della band Naked Dance! costruita intorno al leader Stephen Rush al pianoforte, Fender Rhodes, micromoog, trombone ed eufonio arriva alla Leo Records con la partecipazione del bassista Tim Flood. Il progetto era partito con la premessa di suonare senza basso, idea realizzata nei primi album, poi sono maturate nuove composizioni e sono arrivati nuovi sviluppi. La band è completata da Jeremy Edwards alla batteria, Andrew Bishop al clarinetto ed al clarinetto basso e Davy Lazar alla tromba. L’avanguardia del quintetto ha una visuale musicale a 360 gradi, ricca di energia e di suoni inusuali, spinta da Andrew Bishop, un vero entusiasta dei suoi strumenti da cui sa estrarre di tutto. Non mancano approcci più mainstream, il tema di Four Uncles ad esempio, dedicato oltre che a tre zii di Rush anche a Jimmy Giuffre, con cui Bishop ha studiato. È un brano notevole con un ottimo assolo, in uno stile radicato nella tradizione al pianoforte di Rush. Su Time Cycle 5 ritorna l’avanguardia, il moog, suoni da viaggi nello spazio e il dialogo con gli strumenti acustici, il clarinetto e la tromba usata con la sordina. Ancora mainstream con Simple Subtraction all’inizio dell’esecuzione, poi verso la fine del brano arriva di tutto in un dialogo coinvolgente. See Ya! vede all’opera l’intero quintetto con suoni dolci e ammalianti. I Time Cycle potrebbero essere un’opera a sé stante, composta con delle partiture composte da grafici in cui l’esecutore ha libertà di interpretazione, messe insieme a brani dalla struttura più ortodossa. Eppure i differenti modi di eseguire le tante idee di Rush nel disco trovano uno spazio aperto che si fa apprezzare dall’ascoltatore per la perizia degli esecutori, che fanno di tutto per abbattere gli steccati fra i generi e realizzare una musica propria.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist
01. Something Nearby
02. Time Cycle 0
03. Time Cycle 2
04. Time Cycle 3
05. Four Uncles
06. Time Cycle 5
07. Simple Subtraction
08. See Ya!
09. Time Cycle 6
10. Time Cycle 1
11. Ninth Ward from the Sun
12. Time Cycle 4

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