nov 21

Joachim Kühn – Beauty & Truth

indexJoachim Kühn è tra le star del jazz europeo e fin dagli inizi della sua carriera, negli anni `60, ha contribuito dare un’identità propria alla musica fatta nel veccho continente. Già allora suscitava interesse anche negli USA, dove incise un album per la Impulse insieme al fratello clarinettista Rolf. Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e la sua musica ha acquistato qualcosa di personale, riconoscibile fin dalle prime note, che ne fa un pianista inimitabile. Dopo il famoso trio con Jean-François Jenny-Clark e daniel Humair, con cui ha lavorato per tre decenni, eccolo ora di nuovo in trio con due musicisti delle nuove generazioni, il canadese, ma residente in Francia Chris Jennings al contrabbasso ed il connazionale Eric Schaefer alla batteria, che conosciamo dal trio di Michael Wollny. È un incontro importante, che ha ridato al settantenne Kühn la voglia di fare musica con la forza e l’intensità emotiva del trio con i musicisti francesi. Ad aprire l’album è un momento in solo, Beauty And Truth di Ornette Coleman, con cui ha lavorato ed inciso tral il 1996 ed il 2000. Subito dopo arriva il trio introdotto dal contrabbasso di Jennings, The End dei Doors, di cui viene ripreso anche Riders On The Storm, altro famoso brano. È tutto ricco di calore, di emozioni, tra i tre scocca la scintilla e ciò li rende con un dimensione a sé stante che non ha niente a che vedere con altri trii che fanno brani tratti dalla musica pop. C’è anche Sleep On It degli Stand High Patrol, nell’originale a ritmo di reggae, qui ovviamente in un’altra dimensione, a testimoniare l’enorme cultura musicale di Kühn, che vive a Ibiza in mezzo ad almeno 1500 CDs. Ci sono ancora uno standard, Summertime, due composizioni di Krzysztof Komeda tratte dall’album Astigmatic del 1966, manifesto del jazz europeo a cui Kühn ha assistito durante l’incisione in studio ed il finale Blues for Pablo di Gil Evans. Un album di altissimo livello del nuovo trio che si preannuncia fra le cose più interessanti dell’attuale scena jazzistica.

Genere: trio piano jazz
Label: ACT Music
Year: 2017

Tracklist

01. Beauty And Truth
02. The En
03. Because Of Mouloud
04. Sleep On It
05. Intim
06. Transmitting
07. Summertime
08. Riders On The Storm
09. Machineria
10. Sleep Safe And Warm
11. Kattorna
12. Blues For Pablo

nov 20

Chris Pasin and Friends – Baby It’s Cold Outside

61x2o1npl-_ss500Fra le tante incisioni pubblicate nel periodo natalizio si trova anche qualche disco in cui oltre alle famose canzoni si trovano delle atmosfere jazz. In effetti dei classici come Have Yourself a Merry Little Christmas, che qui apre l’album, spiazzano il pubblico abituato ad ascoltarle in vesti più tradizionali, per chi invece ascolta il genere fa piacere ascoltare questo “jazz natalizio” fatto con grande perizia tecnica. Il trombettista e flicornista Chris Pasin ha avuto l’idea di mettere insieme una band di tutto rispetto, con musicisti famosi a New York e in tutto il mondo che hanno accompagnato tutti i grandi del genere. Al pianoforte c’è Armen Donelian, Ira Coleman al contrabbasso e Jeff Siegel alla batteria, in alcuni dei brani ci sono Peter Einhorn alla chitarra e Rich Syracuse al contrabbasso, la cantante Patricia Dalton Fennell interviene con la sua voce sensuale in alcuni brani, molto simpatico è il duo Baby It’s Cold Outside dove canta in duo insieme a Pasin. Con tali musicisti il risultato sembra scontato, oltre alle canzoni di Natale c’è anche grande jazz, basti ascoltare gli assoli del leader e di Peter Einhorn e Rich Syracuse su I’ll Be Home for Christmas per rendersene conto. Altrove il pianoforte di Donelian dà una raffinatezza insolita a melodie ormai anche nelle suonerie dei cellulari, si ascolti il suo assolo su The Christmas Song che chiude, il disco. Il leader è stato in grado di amalgamare la band e farla rendere al massimo intorno ad un progetto solo apparentemente scontato. Anche con le canzoni di Natale si può fare del mainstream jazz di ottima qualità!

Genere: mainstream
Label: Planet Arts
Anno 2017

Tracklist

01. Have Yourself a Merry Little Christmas
02. Santa Claus Is Coming to Town
03. We Three Kings of Orient Are
04. Oh Come Oh Come Emmanuel
05. Baby It’s Cold Outside
06. It Came upon a Midnight Clear
07. God Rest Ye Merry Gentlemen
08. Greensleeves
09. Christmas Time is Here
10. I’ll Be Home for Christmas
11. The Christmas Song

nov 19

Gabriele Tranchina – Of Sailing Ships and the Stars in Your Eyes

ymuller_gabrieletranchina_2017cover300ppi-1024x921-200x200La cantante di origine tedesca Gabriele Tranchina forma da anni un sodalizio artistico di alto livello insieme al marito pianista e tastierista Joe Vincent Tranchina. Per questa nuova incisione ci hanno fatto aspettare un poco, l’ultima risaliva al 2010. Ma è un lavoro di alto livello, con una band ben focalizzata sul progetto, tutti musicisti piuttosto noti in USA, ci sono ad accompagnarli Carlo De Rosa al contrabbasso e Vince Cherico alla batteria insieme al percussionista panamense Renato Thoms. La voce della cantante è ovviamente uno dei punti forti della formazione, lei canta senza problemi in cinque lingue, in inglese, in portoghese con una canzone di Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes, O Morro Não Tem Vez e Vera Cruz di Milton Nascimento, in francese, in italiano, Meglio Stasera, scritta da Henry Mancini per il famoso film La Pantera Rosa con il testo italiano di Franco Migliacci e in tedesco, Ein Alter Tibetteppich, un testo della poetessa Else Lasker-Schüler arrangiato dal marito. La musica della band ci fa fare un viaggio per il mondo, fra navi veleggianti e stelle, incontrando di tutto, bossa, latin, swing, ballad, fusion, assoli di ottima fattura e ovviamente la cantante, che ci fa ascoltare anche lo scat su A Song for India. Fra i momenti migliori Autumn in New York, il famoso standard di Vernon Duke, insieme al titolo che dà il titolo all’album e che porta la firma di Joe Vincent Tranchina. Un invito a viaggiare con questa musica come colonna sonora.

Genere: vocal jazz
Label: Rainchant Eclectic Records
Anno 2017

01. Island Dreams
02. Autumn in New York
03. Bossa Ballad and Blue
04. Straphangin’
05. Je Crois Entendre Encore
06. O Morro Não Tem Vez
07. Of Sailing Ships and the Stars in Your Eyes
08. Meglio Stasera
09. Vera Cruz
10. Ein Alter Tibetteppich
11. Slow Hot Wind
12. A Song for India

nov 18

Roy McGrath – Remembranzas

roy_mcgrath__remembranzasIl sassofonista di origine portoricana Roy McGrath è attualmente residente a Chicago. La sua musica più recente si è confrontata con il concetto di memoria, da qui il titolo del disco, al cui centro sono quattro composizioni commissionate nel 2015 dal Segundo Ruiz Belvis Cultural Center di Chicago dedicate alla poetessa portoricana Julia de Burgos. Due delle composizioni sono intrecciate con dei suoi versi, le altre due cercano di catturare attraverso la musica le atmosfere da lei espresse e la sua vita. Per trovare il giusto amalgama McGrath ha lavorato con diversi musicisti, alla fine il tutto si è focalizzato insieme a Bill Cessna al pianoforte, Kitt Lyles al contrabbasso e Jonathan Wenzel alla batteria. In alcuni brani ci sono le congas di Invelisse Diaz, Barril de Bomba – Buleador e
Victor “Junito” Gonzales. La musica del quartetto è nata e si è rodata durante un tour in Asia attraverso diversi paesi di quel continente, dei momenti che poi sono stati fissati durante la registrazione in studio a Chicago. Si nota subito la compattezza della band e la facilità con cui ha assimilato le composizioni del leader. Cancion de la Verdad Sencilia apre il disco con i versi della Burgos recitati da Rosanna Sanchez, in spagnolo, in versi in inglese vengono invece letti da Claritza Maldonado. Già da questo esordio del disco si nota la fluidità con cui il progetto si svolge, da un brano all’altro c’è continuità di stile e di idee e la fusione tra ritmi afrocaraibici ed il jazz modale più moderno avviene senza fratture o apparenti contraddizioni. Il leader fornisce degli assoli di grande coerenza, ma anche gli altri hanno modo di mettersi in evidenza, specie il pianista, che su KyKy si mostra con un assolo molto bello per facilità di esecuzione e ricchezza di idee, rubando per un momento lo show al suo leader. Un disco gradevole e con idee, che mostra un quartetto in grado di mostrare una propria immagine collettiva, al di là delle bravura dei singoli.

Genere: jazz mainstream
Label: JL Music
Anno 2017

01. Cancion de la Verdad Sencilia
02. Por Ti Estoy
03. Plena Julia
04. Remembranza
05. 5/4 Tune (Poema Para las Lagrimas)
06. Mire Asi
07. KyKy
08. Burgos en Vida

nov 17

Jason Paul Curtis – These Christmas Days

615ruifmzjl-_ss500Dieci brani, di cui due standards, per questo album scritto e prodotto dal cantante Jason Paul Curtis. Un’impresa mozzafiato, se si pensa che con lui c’è una big band, la Swing Shift, in cinque brani e che portarla in giro non è da poco. Però le sue canzoni dedicate al Natale sono tutte di ottimo livello ed al passo con i tempi, fra la tradizione di un Frank Sinatra, di cui ricorda la voce, ed un pop molto raffinato ed elegante. Per altri cinque brani c’è invece un sestetto, su due brani, December Again e I Want Snow c’è anche la figlia Isabella Curtis, anche lei dotata di una bella voce. Tutti i brani costruiti con dovizia di particolari, a dimostrazione della professionalità di Curtis. December Again è con degli archi sintetici in sottofondo, ma anche con due ottimi assoli della chitarra e del flauto di Dave Schiff. Su I Want Snow c’é il clarinetto di Dave Schiff ed il pianoforte di Jeremy Ragsdale a creare una bella atmosfera swing. Fra i brani con la big band da notare New Year’s Vacation, con un bello intervento del flautista. I musicisti del sestetto sono oltre al leader e cantante: John Alberson – chitarra, Ray Mabalot piano, Ephriam Wolfolk contrabbasso, Woody Hume batteria. La big band Swing Shift è formata da David Link, Jonathan Bell, Tom Anderson, Greg Plush, Bob Houts ai sassofoni, Mike Barber, David Jenkins, Billy Brooks, Jack Seaver trombe, Geoff Cox, Paul Hamilton, Chris Callier, Jeff Bonk tromboni, la sezione ritmica è con Ray Mabalot, Dave Marsh , Matt Trimboli, Jeff Johnson. Gli ospiti sono Isabella Curtis voce, Dave Schiff flauto, clarinetto, sax, Ray Caddell flicorno,
Jeremy Ragsdale piano.

Label: Autoprodotto
Genere: jazz pop
Anno 2017

Tracklist

01. (Everybody’s Waitin’ For) The Man With The Bag
02. I’ll Feel Christmas
03. Christmas Breakfast
04. December Again
05. I Want Snow
06. These Christmas Days
07. Came Winter
08. Christmas Clear
09. New Year’s Vacation
10.The Way You Look Tonight

nov 16

Brad Garton & Dave Soldier – The Brainvawe Music Project

0a92951d13c37054a318b6aa0b30a2aed7b22c05Il musicista e compositore americano Dave Soldier questa volta è in un progetto molto sperimentale insieme a Brad Garton anche lui nella veste di compositore e “computer musician”. Dal 2008 hanno sperimentato con dei sensori che registrano gli encefalogrammi e con dei software che generano della musica a partire dalle onde cerebrali registrate. Da questa esperienza sono partiti anche dei concerti e delle conferenze in cui Soldier spiega come le onde dalla corteccia cerebrale sono tradotte in musica. Per il disco ha convocato quattro musicisti, ovviemente a loro agio con la musica d’avanguardia. Sono Margaret Lancaster al flauto, Dan Trueman suona l’hardingfele, un violino della tradizione norvegese a otto corde, Terry Pender è al mandolino e William Hooker alla batteria. Ognuno dei musicisti si confronta con i software e quello che sono in grado di emanare, il suono umano e quello sintetico si uniscono in atmosfere che hanno qualcosa di speciale, di insolito, che fa della musica di Soldier qualcosa che sta a parte, anche nel mondo fuori dai canoni dell’avanguardia. Momenti lirici e passaggi eterei si danno il cambio, dal meditativo flauto della Lancaster nei primi tre brani fino alle urla di Hooker su The Wild che chiude il disco. Una proposta insolita che è da ascoltare abbandonandosi al flusso di suoni.

Genere: avanguardia
Label: Mulatta Records
Anno 2017

Tracklist

01. Bible School Vacation (feat. Margaret Lancaster)
02. Taco Tuesday (feat. Margaret Lancaster)
03. Harajuku Hiccup (feat. Margaret Lancaster)
04. Serotonin (feat. Dan Truman)
05. Adrenaline (feat. Dan Truman)
06. Dopamine (feat. Dan Truman)
07. Histamine (feat. Dan Truman)
08. Amygdala (feat. Terry Pender)
09. Insula (feat. Terry Pender)
10. Cerebellum (feat. Terry Pender)
11. The Wheels (feat. William Hooker)
12. Initiates (feat. William Hooker)
13. Rational Entities (feat. William Hooker)
14. The Wild (feat. William Hooker)

nov 15

Nestor Torres – Jazz Flute Traditions

indexIl flautista Nestor Torres viene da Portorico, poi all’età di diciotto anni si è trasferito in USA ed a New York e Boston ha studiato jazz e musica classica. Nel frattempo è diventato un musicista stimato dai colleghi che ha inciso fra i tanti album da leader anche Nouveau Latino nominato al Grammy nel 2008. Il nuovo CD è registrato dal vivo presso una radio, davanti ad un pubblico entusiasta. Si è deciso di rivisitare la storia del flauto jazz con una serie di brani come Memphis Underground di Herbie Mann, The Golden Flute di Yusef Lateef, Serenade To A Cuckoo di Rahsaan Roland Kirk, in mezzo a degli standard resi famosi da interpretazioni di colleghi come Hubert Laws. L’Adagio From Concierto De Aranjuez viene eseguito con una coda in cui appare Spain di Chick Corea, di cui viene presentato anche Windows. Non c’è soltanto il mainstream, anche l’avangaurdia ha il suo posto di fronte ad un pubblico entusiasta, Sequenza di Luciano Berio viene eseguito in solo e fa da introduzione a Gazzelloni di Eric Dolphy eseguita con la band. A chiudere l’album una rumba, Miami Beach Rumba, undici minuti in cui la sua anima latina ha modo di esprimersi al meglio. Ad accompagnarlo ci sono Silvano Monasterios al pianoforte, Jamie Ousley al contrabbasso, Michael Piolet alla batteria e Jose Gregorio Hernandez alle percussioni. Come ospiti appaiono su alcuni brani Ian Munoz al sax alto, Marcus Grant alla batteria e Miguel Russell alle percussioni.

Genere: mainstream
Label: Alfi Records

Anno: 2017

Tracklist

01. Swingin’ Shepherds Blues
02. Memphis Underground
03. Jungle Fantasy
04. Adagio From Concierto De Aranjuez/Spain
05. The Golden Flute
06. Serenade To A Cuckoo
07. Sequenza / Gazzelloni
08. Cute
09. Windows
10. So in Love
11. Miami Beach Rhumba

nov 14

Paul Moran – Smokin’ B3 Vol. 2 Still Smokin’

51hgoexxmdl-_ss500Conosciamo Paul Moran come direttore musicale di Van Morrison e come produttore in tutti i generi, pop, rock, jazz, ha lavorato con nomi come Maceo Parker, Natalie Cole, George Benson, insomma un talento poliedrico cui ogni tanto piace andare in studio e realizzare quello che più gli aggrada. Questo è il suo quinto album da solista ed ha avuto una lunga gestazione, se pensiamo che il Vol. 1 risale al 1999. Qui è all’Hammond B3 ed anche alla tromba ed al flicorno e si presenta con due formazioni, l’una è con Nigel Price alla chitarra elettric ed acustica, , Laurence Cottle al basso elettrico, Mez Clough alla batteria e Michael Osbourne alle percussioni, con questa ha inciso sette brani, l’altra con la leggenda Jim Mullen alla chitarra elettrica, Adam Roman alla batteria e Jeff Cantlebury alle percussioni per i restanti quattro. Sembra di essere ritornati agli anni ’60 ed alle mitiche incisioni su Blue Note con i famosi organisti dell’epoca (non a caso una delle incisioni a nome di Moran si intitola Blue Note Tribute) che lo hanno ispirato, colleghi come Richard “Groove” Holmes o Jimmy McGriff. I brani, come si addice ad un bravo produttore, sono stati scelti con cura e messi in scaletta alternando brani propri e standard senza dimenticare un famoso brano pop, Come Together di Lennon/McCartney che apre il disco. One Note Samba di Jobim è un omaggio alla bossa nova con atmosfere soffuse in cui il basso elettrico ha un suo bello spazio. Non poteva mancare il blues, un Ruby Blues a firma di Moran. Si chiude il set con uno standard di Rodgers/Hart, Where Or When, insomma un album costruito con cura sia in studio che nella scelta del materiale da pubblicare.

Genere: mainstream
Label: Prudential Records

Anno: 2017

Tracklist

01. Come Together
02. Scallywag
03. Moments
04. One Note Samba
05. Have You Seen Her
06. The Work Song
07. Ruby Blues
08. Blueberry Hill
09. Fried Chicken
10. Working In The Coal Mine
11. Where Or When

nov 13

Ori Dagan – Nathaliel: A Tribute to Nat King Cole

unnamedSi tratta del terzo album per il cantante Ori Dagan, un originale tributo al grande cantante e pianista nat King Cole. Insieme a lui ci sono Mark Kieswetter al pianoforte e
Nathan Hiltz alla chitarra, Ross Macintyre al contrabbasso, in cinque brani c#é il batterista Mark Kelso. Fra gli ospiti la famosa cantante Sheila Jordan, e poi ancora la cantante Alex Pangman e Jane Bunnett in due brani al sax soprano ed in uno al flauto. La voce di baritono di Dagan è suadente e ben curata e si adatta perfettamente a questo contesto elegante e raffinato. Le composizioni proprie che presenta sono cinque, il resto sono standard che il grande Nat eseguiva durante le sue esibizioni. I dodici brani sono correlati di video, è la prima volta che viene pubblicato un “visual album” di jazz. La musica è di qualità, non soltanto quando ad intervenire sono gli ospiti, ma certo una Straighten up and Fly Right di Nat King Cole eseguito insieme a Sheila Jordan è un piccolo capolavoro. Fra gli standard è da rimarcare l’originalità dell’esecuzione e dell’arrangiamento di Nature Boy. Ori Dagan è un musicista che non clona questo tipo di tradizione, ma uno che sa rinnovarla dall’interno, ad esempio si ascoltino suoi brani come Kep it Simple o Complexion con l’assolo al sax soprano di Jane Bunnett. Un gran bel disco per chi apprezza il genere.

Genere: vocal jazz
Label: ScatCat Records

Anno: 2017

Tracklist

01. Lillette
02. Sting of the Cactus
03. Nature Boy
04. Sweetheart
05. Straighten up and Fly Right (feat. Sheila Jordan)
06. Keep It Simple
07. Bibimbap
08. Pretend (feat. Alex Pangman)
09. Complexion (feat. Jane Bunnett)
10. Darling Je Vous Aime Beaucoup
11. El Bodeguero (feat. Jane Bunnett)
12. Unforgettable

nov 12

Bob Ferrell – Jazztopian Dream

bob-ferrel-jazztopian-dreamIl trombonista Bob Ferrell si dimostra un vero virtuoso dello strumento su brani propri e standard, capace di suonare su tutti i tempi ed in tutti gli stili con diverse formazioni in cui spiccano il batterista Steve Johns, presente in tutti i brani, il sassofonista Joe Ford, già nei gruppi di McCoy Tyner ed il cantante Dwight West, su quattro brani, una leggenda che è stato con Max Roach ma anche con il pianista Vijay Iyer. Ferrell è uno strumentista con una grande esperienza, è stato per anni nella Duke Ellington Orchestra diretta da Mercer Ellington ed ha accompagnato cantanti come Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Nancy Wilson e Johnny Hartman, e qui dimostra nei suoi assoli che meriterebbe maggiore notorietà nel mondo del jazz internazionale. Su Alter Ego c’è un bell’assolo al sax alto di Joe Ford, preceduto da un intervento del leader che lo presenta come uno dei migliori strumentisti in circolazione. La Yardbird Suite di Charlie Parker vede l’intervento di Dwight West, nello stile di un Jon Hendricks, ovviamente non manca l’assolo del leader, un grande omaggio al padre del bop. Si cambia direzione su Inner Glimpse, una composizione di McCoy Tyner con l’ottimo assolo del trombettista Vinnie Cutro, bravo anche il pianista Sharp Radway, l’assolo del leader, mozzafiato, è eseguito in un momento in duo insieme al batterista. Un’esecuzione che è fra i momenti migliori dell’album. Su You’ve Got to Have Freedom ancora un assolo di Cutro che si scambia le battute con il sax alto di Joe Ford, l’intervento di Dwight West inneggiante alla libetà spunta da atmosfere coltraniane. Si chiude in bellezza con un blues Every Day I Have the Blues.

Genere: mainstream
Label: BFM Productions

Anno: 2017

Tracklist

01. My Secret Love
02. Alter Ego
03. Yardbird Suite
04. Inner Glimpse
05. Poetry
06. Don’t Go To Strangers
07. We Began with a Kiss
08. You’ve Got to Have Freedom
09. Soul Bob
10. Every Day I Have the Blues

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