dic 15

Roberto Magris – World Gardens

51zvvt6z4fl-_ss500La collaborazione fra il pianista triestino Roberto Magris e la J Mood Records continua nel migliore dei modi. Questa volta è un disco in trio insieme a Dominique Sanders al contrabbasso e Brian Steever alla batteria cui si aggiunge Pablo Sanhueza alle conga ed alle percussioni. Il titolo è stato scelto da Magris per rappresentare la sua voglia di avere a che fare con quella che è la musica che gira per il mondo, che lo ispira e che nelle sue mani diventa del jazz mainstream, come alla fine del disco spiega con dovizia di particolari il produttore Paul Collins. Si sceglie musica che viene dal genere pop, il Never Can Say Goodbye che apre il disco, oppure dai colleghi, come Pilgrim del trio del pianista tedesco-americano Benny Lackner, allievo di Brad Mehldau. Ci sono brani che provengono dal folk, Blue Bamboo e The Most Beautiful Flowers, il primo trattato come un’esecuzione d’avanguardia all’inizio, prima che lentamente la bella melodia trovi spazio per gli improvvisatori. Un brano piuttosto moderno, High Priest di Andrew Cyrille, trova spazio prima di due standard più stagionati, I’m Glad There Is You di Jimmy Dorsey e Stella by Starlight, insieme ad alcune composizioni del leader. Un programma eclettico, come si può vedere, preso da quello che è il giardino del mondo musicale, per restare in sintonia con il titolo del disco, che mostra come il jazz, quando fatto con capacità e sincerità, sia una musica onnivora, capace di rinnovarsi senza perdere il contatto con le proprie radici. Il disco appare compatto, gli esecutori ben concentrati, swinganti, abili a dare un “abito” jazz anche a quei brani un pò fuori dalle consuetudini di questa musica, che nelle loro mani appaiono ben integrati insieme a standard famosi e, ciliegina sulla torta, il blues di due composizioni di Magris. Da ascoltare!

Genere: mainstream
Label: JMood Records
Year: 2018

Tracklist:

01. Never Can Say Goodbye
02. Pilgrim
03. Blue Bamboo
04. Another More Blues
05. Song for an African Child
06. Blues at Lunch!
07. The Most Beautiful Flowers
08. High Priest
09. I’m Glad There Is You
10. Stella by Starlight
11. Audio Notebook

dic 14

Crispell Kalmanovitch Teitelbaum – Dream Libretto

849È un disco molto speciale, questo nuovo di Marilyn Crispell, dedicato ai suoi genitori scomparsi, breve, quarantaquattro minuti, ma intenso. I primi cinque brani Memoria / For Pessa Malka sono stati scritti in memoria dei suoi scomparsi, un’opera composta per trio insieme alla violinista Tanya Kalmanovitch ed a Richard Teitelbaum agli effetti elettronici. Sono momenti di intensità molto forti, struggenti, in cui i tre strumenti si trovano in perfetta sintonia al di là di quella che è l’avanguardia, una musica comprensibile per tutti, da cui sgorga un senso di malinconia e dolore per il ricordo di ciò che è stato. Le sette improvvisazioni per violino e pianoforte continuano le atmosfere evocate dai primi cinque brani, ma allo stesso tempo c’è qualcosa di molto malinconico nelle espressive note del violino che segue le vie intraprese dal pianoforte. Sono per lo più brani brevi, fra i due ed i tre minuti, in cui la musica respira, le poche note esprimono un’atmosfera coinvolgente al massimo, come in Unburying The Silences. Dark Reflection è un momento più mosso, ma le due musiciste sanno come gestire le dissonanze e quello che i loro strumenti possono esprimere. È un disco che chiede attenzione, come spesso nel genere, coinvolgente, dalle atmosfere autunnali, malinconiche, che non si dimentica facilmente.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist
Memoria / For Pessa Malka
01. I
02. II
03. III
04. IV
05. V
The River
06. Climb To A Whisper
07. Unburying The Silences
08. Dark Reflection
09. Where Water Moves
10. Stones Remain Still
11. Walked Through To Sleep
12. Stars Visible And Invisible

dic 13

Satoko Fujii / Joe Fonda – Mizu

a3625923805_16La pianista giapponese Satoko Fujii e l’americano Joe Fonda al contrabbasso hanno inciso ancora insieme dopo il duo ed il trio insieme al sassofonista soprano Gianni Mimmo sulla stessa casa discografica. Si tratta di un live, perché una musica del genere ha bisogno del pubblico e della sua comunicazione, i primi due brani sono stati registrati in Belgio, il terzo a Monaco di Baviera. Fra i due, dopo diversi anni di collaborazioni e concerti insieme, è cresciuta l’intesa, le idee sono spinte all’estremo senza paura che l’altro non riesca a seguire l’evoluzione del flusso musicale. Rik Beverage è più di ventotto minuti, ricco di idee, di momenti in cui si trovano a proprio agio ed improvvisano spontaneamente, girando l’uno intorno all’altro senza limitare il ruolo del contrabbasso soltanto a quello di accompagnatore. Mizu, più di ventuno minuti di invenzioni, vede i due accomunati dalla voglia di rilanciarsi idee, con Fonda che dà maggiore grinta alla musica con la sua voce. È tutto in perfetta sincronia, un dialogo alla pari che trova ad ogni istante qualcosa su cui interloquire. Molto interessante anche Long Journey, solo sette minuti in cui per la prima metà Fonda gioca un ruolo importante da solo fino a che arriva la Fujii con un momento alla McCoy Tyner cui Fonda reagisce con prontezza. Un duo affiatato che si trova a suo agio specialmente di fronte agli ascoltatori, in situazioni senza rete danno il meglio di sé.

Genere: improvvisazione
Label: Long Song Records
Year: 2018

Tracklist

01 Rik Bevernage
02 Long Journey
03 Mizu

dic 12

Ivo Perelman – Strings 1

850Il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman ha gia inciso in delle formazioni con degli archi ed ha spesso lavorato con Mat Maneri, qui alla viola. Ma per questa nuova incisione è lui stesso parte di un quartetto d’archi, prendendo con il suo sax tenore la parte del violoncello. I violinisti sono due esperti musicisti della musica improvvisata, Mark Feldman, che spesso ha inciso del jazz più ortodosso, e Jason Hwang, protagonista dell’avanguardia già con Anthony Braxton. I settantaquattro minuti del disco sono una sorpresa, un momento colto in studio e che era inaspettato. Lo stesso Perelman scrive nelle note di copertina, molto esaurienti, che aveva immaginato troppi acuti da parte dei violini, poi all’ascolto si è notato come il suo sax tenore avesse fatto da violoncello e da catalizzatore, creando un’atmosfera particolare. La capacità di Perelman sugli acuti del sax tenore è unica e nel disco si può ascoltare come riesce a fare emergere tantissimi suoni dal suo strumento, percorrendo tutta la scala possibile, dalle note più basse a quelle più alte, dal soffiato ai fischi d’ancia. Le nove parti dell’incisione si ascoltano entrando in apnea nel mondo del sassofonista brasiliano, l’incontro con gli archi è qui qualcosa di nuovo all’ascolto. Perelman è certamente un musicista free, ma non solo, capace come è di catalizzare atmosfere uniche, di coinvolgere altri musicisti in situazioni che esulano dalle premesse perché con lui la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01.
02.
03.
04.
05.
06.
07.
08.
09.

dic 11

Ada Pitsou – Amorgos

41vurrjy6al-_ss500Amorgos, che è anche il titolo del disco, è una delle isole dell’Egeo meridionale. Qui vive la composistrice greca Ada Pitsou, che ha studiato però in USA, al Bennington College in Vermont al New England Conservatory di Boston. Il paesaggio dell’isola, i suoi umori, i venti, i colori, la ispirano per una musica di cui ha scritto le partiture, eseguita da Angelos Liakakis al violoncello,
Nikos Sidirokastritis batteria, Thodoros Kotepanos piano e Dionisis Vervitsiotis al violino. Lei è una musicista matura, che ha già inciso da leader e che continua in questo disco con una via intrapresa da tempo, seguendo quell’ispirazione che gli viene dai paesaggi mediterranei. Sono composizioni che ispirano gli esecutori e che coinvolgono gli ascoltatori. Si parte con Mouros per piano solo e rumori che imitano il rumore delle onde. Gli archi aggiungono accenti affascinanti alla musica, esecutori di melodie ispirate, a loro si aggiunge il pianoforte ed i sottili colori che vengono sparsi dal batterista. È una musica di stampo europeo, che ricorda gli autori classici che incidono per la ECM, con delle idee originali della compositrice, che sa pescare dall’ampio patrimonio di musiche a disposizione, da quelle della sua patria ai compositori classici del Novecento. Su Stroubos il violoncello si esprime con abbandono e passione,
supportato dagli altri musicisti, subito dopo si chiude con Potamos, eseguito dal pianoforte e dalla batteria. Belle melodie, seducenti, la musica del disco è un inno ai colori del Mediterraneo e dei suoi paesaggi più suggestivi.

Genere: classica
Label: Slam Productions
Anno 2018

Tracklist

01. Mouros
02. Giasemi
03. Hora
04. Agia Anna
05. Hozoviotissa
06. Agios Panteleimonas
07. Seladi
08. Tholaria
09. Stroubos
10. Potamos

dic 10

Yelena Eckemoff – Better than Gold and Silver

b07fv1g94n-main_-1024x1024-363x363Ormai la pianista russa Yelena Eckemoff è in pianta stabile in North Carolina e si è dedicata alla musica jazz con una serie di incisioni che ogni volta ci lasciano sorpresi per tutto quello che riesce a esprimere. Anche in questa nuova incisione, dedicata alla rilettura di dieci salmi biblici, ci emoziona e ci ci rende partecipi di un mondo creativo che sembra inesauribile. Nelle liner notes ci racconta molto della sua vita, di come è arrivata in USA e di come la lettura della bibbia in inglese la abbia ispirata. Ha scritto il primo brano qui eseguito, Psalm 131 poi da lì sono arrivate altre idee, le composizioni ispirate ad altri nove salmi e decisione di presentare la musica in due versioni, quella con i cantanti Tomás Cruz tenore e Kim Mayo mezzo soprano, e quella soltanto strumentale. I musicisti scelti sono come sempre fra i migliori presenti sulla scena musicale, questa volta soltanto americana, in grado di estrarre il massimo dalle sue composizioni, di mettere la loro voce personale al servizio della compositrice e pianista e di rendere la musica unica. Ralph Alessi alla tromba, Ben Monder chitarra elettrica, Christian Howes violino, Drew Gress al contrabbasso e Joey Baron alla batteria sono i sideman scelti, coinvolti in un progetto speciale, che si può accomunare ad altre opere di musica ispirata dalla tradizione religiosa, i Sacred Concerts di Duke Ellington del 1968 e Tehillim di Steve Reich del 2000, dedicato ad una interpretazione minimalista dei salmi. C’è spazio per le improvvisazioni, per momenti di swing o di musica latina, momenti in cui i musicisti danno un particolare colore ad una musica ispirata da quella liturgica, ma che in fondo rappresenta il jazz di oggi. Gran bel disco, compatto e ricco di musicalità.

Genere: jazz
Label: L & H Productions
Anno 2018

Tracklist
CD 1 Vocal
01. Psalm 131
02. Psalm 119 Teth
03. Psalm 119 Nun
04. Psalm 110
05. Psalm 119 Lamed
06. Psalm 126
07. Psalm 58
08. Psalm 119 Jod
09. Psalm 119 Zain
10. Psalm 147

CD 2 Instrumental
01. Psalm 131
02. Psalm 119 Teth
03. Psalm 119 Nun
04. Psalm 110
05. Psalm 119 Lamed
06. Psalm 126
07. Psalm 58
08. Psalm 119 Jod
09. Psalm 119 Zain
10. Psalm 147

dic 09

Exodos – Heuristics

832Ormai conosciamo il contrabbassista Luca Sisera come uno dei protagonisti della musica improvvisata in Svizzera. Nel suo nuovo gruppo c’è il batterista americano, autore di innumervoli incisioni fra l’altro con il quartetto di Anthony Braxton, Gerry Hemingway che ora insegna a Lucerna. A completare la band lo svizzero Guy Bettini alla tromba, cornetta e flicorno e Fabio Martini ai clarinetti ed al sax alto. Il gruppo funziona fin dal Prologos che apre il disco con più di un minuto di respirazione circolare di Bettini contrappuntato dal sassofono, poi arrivano gli altri e il brano prende forma mentre la batteria di Heminguay è molto a suo agio e porta l’esperienza acquisita in tanti anni di frequentazione con i migliori esponenti dell’avanguardia e fa da catalizzatore del gruppo. Su Parados emerge il contrabbasso del leader che fa da collante all’intero brano, da vero leader, mentre accomopagna gli assoli di Bettini e di Fabio Martini al sax alto. Il lungo Epeisodia 1, più di dieci minuti, comincia con un collettivo informale di tutti, poi dalle nebbie emerge lentamente la tromba sordinata di Bettini, poi vien fuori un dialogo molto epsressivo e ricco di feeling con il clarinetto di Martini, decisamente ispirato da quello che succede intorno a lui. Si nota come la band abbia una propria identità mentre ricerca suoni nuovi, ben guidata dal contrabbassista, molto presente con il suo possente basso, poche note ma profonde, nella migliore tradizione dei colleghi americani. Un episodio ricco di adrenalina è Epeisodia 2, con la ritmica swingante ed i due fiati a trovare il giusto approccio energetico. Il disco prosegue ricco di sorprese e di fitti dialoghi, decisamente un buon esordio di un band che ha molto da dire nel genere impro.

Genere: impro
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Prologos
02. Parados
03. Epeisodia 1
04. Stasimon A
05. Epeisodia 2
06. Stasimon B
07. Epeisodia 3
08. Exodos

dic 08

Wayne Powers – If Love Were All

815o67dqccl-_sx522_Era un pò che il cantante Wayne Powers mancava dalle sale di incisione, l’ultima sua registrazione risale al 1993, ha comunque avuto a che fare con lo show business come mostra la movimentata biografia sul suo sito, è stato attivo come cantante ed anche come attore, persino in teatro. Ora ci presenta un’incisione nel più classico stile crooner, con una serie di famosi titoli, fra i più conosciuti del Great American Songbook, in cui si cantano le relazioni, fra alti e bassi, in cui sono coinvolti gli innamorati. Sono canzoni che hanno accompagnato la vita di Powers, da Never Let Me Go a Smile, insiema ad un quartetto composto dalla ritmica di Keith Davies al pianoforte, Ron Brendle al contrabbasso e Al Sergel alla batteria, insieme a Ziad Rabie al sax tenore. L’album è stato pubblicato in tutti i formati, su CD, digital download ed in edizione limitata su doppio LP 180-gram audiophile vinyl per gli audiofili più esigenti. Il disco scorre tranquillo e levigato, con gli assoli di Rabie e del pianista ad accompagnare la bella ed espressiva voce di Powers su canzoni come Lush Life o Body and Soul, lasciando intravedere una storia d’amore in sottofondo con tutte le sue sfaccettature. Bel disco, non certo innovativo anche nel genere, ma che non passa inosservato all’ascolto.

Genere: vocal jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist

01. Never Let Me Go
02. You’ve Changed
03. All of Me
04. Body and Soul
05. Lush Life
06. When Your Lover Has Gone
07. Willow Weep for Me
08. You Don’t Know What Love Is
09. If Love Were All
10. Just in Time
11. East of the Sun
12. I Only Have Eyes for You
13. Time After Time
14. Smile

dic 07

Kirk Knuffke – Witness

51h1b67pgql-_ss500Questo disco di Kirk Knuffke alla cornetta ha qualcosa di decisamente originale per via della formazione e del modo in cui approccia la musica e le composizioni scelte. Insieme al baritono di formazione classica Steven Herring, a Ben Goldberg ai clarinetti ed al pianista Russ Lossing mette insieme una selezione di brani che hanno tutte le qualità per restare nella memoria degli ascoltatori. La musica oscilla fra classica, la voce di Herring su tutto, e l’improvvisazione, fra assoli decisamente originali come quelli del leader e composizioni scelte da opere di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini o Giacomo Puccini insieme ad alcuni spiritual della tradizione afroamericana senza dimenticare l’avanguardia di un Sun Ra (The Satellites Are Spinning) e le spoken words o standard di autori come Henry Mancini e Billy Strayhorn. Un programma molto eterogeneo, come si può vedere, ma riuscito per l’abilità del leader nel fondere insieme le diverse musiche così da rendere il disco compatto, senza apparenti cesure durante l’ascolto. I clarinetti di Glodberg swingano o fanno da sottofondo agli assoli del leader o alla voce di Herring contrapputandola, Russ Lossing al pianoforte ha un ruolo importante, alla ricerca di dialogo ma senza mai imporre la propria voce. Si apprezza l’audacia di Knuffke insieme alla completa riuscita del progetto. Il baritono canta con convinzione, e nello stile imparato al conservatorio, i versi di una Lush Life, ma alla fine è talmente convincente che si lo si apprezza anche nelle spoken words in cui è coinvolto neanche fosse un rapper. Uno dei dischi più significativi ascoltati negli ultimi tempi, che attraversa i generi con convinzione riuscendo a fare qualcosa di molto convincente.

Genere: crossover jazz
Label: SteepleChase
Anno 2018

Tracklist

01. Witness
02. Lush Life
03. Ride On, King Jesus
04. The Satellites Are Spinning
05. Iago’s Credo
06. Subway
07. Aria Mustafa
08. Charade
09. Storm
10. The Voice
11. Questo Amor
12. A City Called Heaven

dic 06

Sam Bevan – Emergence

sam-bevan-cover-art-535x550Come contrabbassista o come compositore, Sam Bevan è stato una presenza importante nella Bay Area intorno a San Francisco negli ultimi sedici anni. Si è trasferito a New York e qui ha lavorato con i tanti nomi della ricca scena jazzistica che risiede in questa città. Ora, alla quarta incisione da leader, ha preferito scegliere musicisti californiani che sono in totale sintonia con un mondo musicale originale, fatto di impasti sonori ben pensati ed assoli di tutto rispetto. Su questo album mette insieme un gruppo composto da Kasey Knudsen al sax alto, Cory Wright al sax tenore e clarinetto basso, Ian Carey o Henny Hung alla tromba e Eric Garland alla batteria per interpretare le sue originali composizioni, una band che si arricchisce in alcuni singoli brani di ospiti. Bevan scrive temi che hanno qualcosa di speciale, pur restando in ambito mainstream, guardando al passato ma senza troppa nostalgia, dal bop a qualche esplorazione verso situazioni più libere. H & A che apre il disco è un brano interessante, mentre sulle linee di basso danzanti si scaglia il sax alto di Knudsen, così come Old Cool, con Cory Wright al clarinetto basso che trova le giuste atmosfere empatico alla tromba di Ian Carey. Blus for CM è un omaggio alla musica di Ornette Coleman, un free bop che swinga senza stare troppo in sintonia con gli accordi della composizione mentre il finale Nellowee’s Waltz è una ballad eseguita in duo che ha come protagonista il clarinetto basso di Cory Wright, perfettamente in sintonia con le corde del contrabbasso del leader. Un disco da ascoltare, che fugge dalle consuetudini del jazz contemporaneo.

Genere: mainstream jazz
Label: Autoprodotto
Year : 2018

Tracklist

01. H & A
02. Old Cool
03. Parallel Falcon
04. Epicureans
05. Wide and Awake
06. Sleepless in Suresnes
07. Grass
08. Blues for CM
09. Nellowee’s Waltz

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