mar 22

Felice Clemente – Solo

1584718592_coverIl sassofonista, tenore e soprano, Felice Clemente, ma su Song for Clarinet anche al clarinetto, ha registrato questa bella incisione in completa solitudine presso la Chiesa di Montecalvo Versiggia in provincia di Pavia utilizzando gli echi delle volte. Ne risulta un suono molto suggestivo che fa risaltare in modo speciale il programma di brani, piuttosto eterogeneo, scelto dal sassofonista. Sono brani che gli stanno a cuore, e lo si sente subito, dall’iniziale Harlem Nocturne di Charlie Haden, a Bach, la Sarabande from Cello’s Suite N.5, passando per il blues del collega Branford Marsalis Blues for One e le composizioni di Fabio Nuzzolesi. Non manca un successo internazionale come la bella melodia di Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone. Grazie alla perfetta interazione con l’acustica e gli echi dell’edificio ne spunta un disco compatto, in cui la personalità del sassofonista riesce ad amalgare le diverse fonti che fanno da veicolo per le sue improvvisazioni. È un disco che può sembrare complesso ed invece affascina per la bellezza del suono e la stringente forza degli assoli. È tutto perfetto e non si rimpiange per niente la mancanza di accompagnatori. Da solo, il nostro sassofonista ci racconta storie logiche e dalla perfetta architettura, come quella della Chiesa in cui si trova a suonare.

Genere: mainstream
Label: Crocevia di Suoni Records
Anno 2020

Tracklist

01. Harlem Nocturne
02. A Secret Place
03. Princess Linde
04. Bá – Bá
05. Blues for One
06. Nuovo Cinema Paradiso
07. La Nani
08. Rapsodia Temperante
09. Sarabande from Cello’s Suite N.5
10. Song for Clarinet
11. Moods
12. Notturno N.2
13. Free Improvisation

mar 21

Nucleons – Hunting Waves

876Il trio svizzero datosi il nome di Nucleons ha sede a Lucerna, dove si è costituita una piccola comunità di improvvisatori intorno alla Gelbes Haus, la casa gialla, in cui è stato registrato il disco. La vocalista Franziska Baumann, spesso sul catalogo Leo Records, insieme a Sebastian Rotler al contrabbasso e Emanuel Künzi alla batteria formano qualcosa di molto speciale, insolito, in cui la voce ha un suo ruolo che esula dai normali canoni. I tre improvvisano con passione ed impegno spiazzando l’ascoltatore, allo stesso tempo creando atmosfere emozionanti. Sul lungo Hunting Quarks, più di quindici minuti, si gioca anche con l’elettronica creando tensioni continue che solo lentamente tendono a sfaldarsi, per poi crearne di nuove durante un percorso che segue vie nuove ad ogni passo. Su Spinning si ascolta anche una parvenza di canto tuva, integrato all’interno dell’improvvisazione radicale dei tre. Seven Lives prosegue per suoni sottili, un brano breve, meno di due minuti, ma molto intenso. Chain of Fools non ha niente a che vedere con il famoso brano soul interpretato da Aretha Franklin, qui la cantante stravolge un testo in francese con le sue infinite possibilità tecniche. Il finale Whisperings si gioca su una tensione stravolgente fra le corde del contrabbasso e le corde vocale, un brano che fa venire la pelle d’oca.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records

Anno 2020

Tracklist
01. Heisenberg’s Accident
02. Hunting Quarks
03. Spinning
04. Seven Lives
05. Chain Of Fools
06. Whisperings

mar 15

Schwaar / Oester / Franklé – Travellin’ Light

875Il trio degli svizzeri Alvin Schwaar al pianoforte, Bänz Oester al contrabbasso e Noé Franklé alla batteria mette insieme due generazioni, alcuni famosi standard e tanta voglia di divertirsi e fare musica. Sono tutti presenti in altri progetti ed esperti esecutori di altri generi, ciò li aiuta ad accumulare idee ed esperienze che vengono fuori in questo collettivo dedito ad una musica di tipo europeo, ma a modo suo ricca di uno swing introverso. Tutto è fatto a pezzi e ricomposto di nuovo, prendiamo ad esempio il famoso Heaven di Duke Ellington, la cui melodia appare all’interno di un’atmosfera nebbiosa, ricca di pathos sotto la superficie. Ci sono gli elementi del jazz, ma ricomposti secondo un’idea che solo questo trio possiede. Un’esecuzione molto bella è quella del famoso All the Things You Are, anche qui il tema emerge in modo sorprendete, fra astrattisti ed accellerazioni improvvise che danno alla composizione qualcosa di insolito ed originale. È scontato che Very Early di Bill Evans poco ha a che fare con l’esecuzione del famoso pianista americano, mentre Big Nick di John Coltrane è eseguito in modo più consono alla tradizione del grande jazz. I tre si divertono durante queste esecuzioni trasmettendo questo feeling all’ascoltatore. Un trio da tenere d’occhio, che percorre con successo vie originali.

Genere: piano jazz
Label: Leo Records

Anno 2020

Tracklist
01. Someone to Watch over Me
02. I Have a Dream
03. Heaven
04. All the Things You Are
05. My Ideal
06. Very Early
07. Big Nick
08. Prelude to a Kiss

mar 14

Simon Nabatov – Time Labirinth

881Il pianista di origine russa Simon Nabatov è come sempre al Loft di Colonia in Germania per una registrazione molto ambiziosa nel campo dell’avanguardia. È insieme a Frank Gratkowski al sax alto, clarinetti e flauto, Shannon Barnett trombonista australiana ma residente in Germania, Matthias Schubert al sax tenore, Melvyn Poore alla tuba, Dieter Manderscheid al contrabbasso e Hans W. Koch ai sintetizzatori. Le composizioni di Nabatov si snodano intorno al concetto di tempo, ogni volta interpretato in modo diverso e mettendo in luce un solista. Waves è una lunga esecuzione di più di dieci minuti in cui il collettivo si fa sentire secondo ondate che arrivano seguendo un ritmo che le collega. Su Metamorph il flusso sonoro continuo è percorso dall’assolo al sax tenore di Matthias Schubert, su Reader c’è Frank Gratkowski al flauto cui si aggiunge Hans W. Koch al sintetizzatore, alla fine dell’esecuzione arriva l’assolo di Dieter Manderscheid al contrabbasso. Su Right Off possiamo ascoltare l’assolo della trombonista Shannon Barnett mentre su Repeated, in cui si crea un’atmosfera sospesa e misteriosa, è Melvyn Poore con la sua tuba nella veste di solista. Il sesto è ultimo brano è Choral, dodici minuti e mezzo in cui il protagonista è il compositore e pianista Nabatov insieme al collettivo, qui la tela sonora si sfilaccia e si riorganizza, fino ad un momento di improvvisazione collettiva. Il tempo cambia in continuazione, quasi a volere testimoniare l’ineluttabilità del suo scorrere ed appaiono melodie inaspettate in mezzo ai collettivi free. Un disco molto originale che proietta l’avanguardia nel futuro.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Waves
02. Metamorph
03. Reader
04. Right Off
05. Repeated
06. Choral

mar 09

Vladimir Kudryavtsev / Fred Costa / Gregory Sandomirsky / Piotr Talalay – Quartet Red

R-14896342-1583662430-8573.jpegI musicisti russi Gregory Sandomirsky al pianoforte, Vladimir Kudryavtsev al contrabbasso e Piotr Talay alla batteria hanno trovato nel sassofonista tenore francese Fred Costa un partner musicale che ha arricchito la loro espressività. Ognuno di loro è presente in altri progetti, da leader o da sideman, ma qui la loro esperienza viene messa al servizio del collettivo e della musica, un’avanguardia molto comunicativa e ricca di calore, in cui ognuno è libero di dare sfogo alla propria creatività. In lunghi brani, come <i>Cactus</i>, il sassofonista con la sua voce roca accende le improvvisazioni, sembra quasi un Archie Shepp degli anni sessanta, sempre alla ricerca di una scintilla incendiaria. Il trio ovviamente è in perfetta sintonia con la proposta, su <i>Hotel Room Disasters</i>, più di dieci minuti di tensione, il free del quartetto decolla alla grande, la loro è una musica di “non pentiti” che ha fatto proprie le nuove idee dell’avanguardia, ma che ha le radici ben radicate nella New Thing degli anni sessanta. Tuttavia non si piegano ad alcuna classificazione, il sassofonista è anche un cantante ispirato da un Tom Waits, si ascolti ad esempio <i>When Bars Are Closing</i>, con atmosfere ricche di fascino. Subito dopo, su <i>Dead Partners</i> spiazza le aspettative e canta e suona il sassofono tenore come ci si aspetta da un rappresentante dell’avanguardia. I quattro musicisti hanno trovato un’intesa perfetta e presentano una proposta molto interessante, variegata al punto giusto ed attraente.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Outta Town
02. Rush Hour Beauty
03. Chasing Tail
04. Where Is The Station?
05. Hotel Room Disasters
06. When Bars Are Closing
07. Dead Partners
08. Cactus
09. Farewell Cocktail

mar 08

Gratkowski / Nabatov / Mahnig – Dance Hall Stories

R-14893056-1583600558-9826.jpegLa nuova incisione del pianista di origine russa Simon Nabatov è stata realizzata come sempre al Loft di Colonia in Germania in duo insieme a Frank Gratkowski al sax alto, clarinetti e flauto su quattro brani, negli altri quattro c’è il giovane batterista svizzero Dominik Mahnig ad ampliare il gruppo. Il titolo può sembrare fuorviante per chi da tempo segue le imprese dei tre protagonisti dell’improvvisazione e dell’avanguardia, nelle note di copertina si spiega che è solo un modo di descrivere come nella musica e nelle sale da ballo i protagonisti si muovono all’interno di di uno spazio in cui vengono fuori tante emozioni, anche contrastanti.
Hopeful Glances che apre l’album è una lunga improvvisazione, più di dieci minuti, in cui il sax alto ed il pianoforte trovano spazi in cui esprimere la loro vitalità debordante, altrove, su Sitting One Out è il trio che si ricorda che il genere free è sempre attuale. Il sassofono contralto abrasivo di Gratkowski rende la musica incendiaria insieme agli altri due musicisti, reattivi davanti alla proposta. Ci sono ovviamente atmosfere più tranquille, Cautious Invitation, in cui Gratkowski è al clarinetto basso e Nabatov suona il pianoforte dall’interno, oppure la parentesi di Slinky in cui il protagonista è il flauto. I tre fanno buon uso di tutto quello che l’avanguardia ha scoperto, è un disco vario in cui il dialogo in duo o in trio trova sempre situazioni nuove ricche di fermenti che rendono la musica appassionante per chi apprezza il genere.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Hopeful Glances
02. Wrong Move Reflected
03. It’s All in the Hips
04. Slinky
05. Gradual Enticement
06. Sitting One Out
07. Cautious Invitation
08. Pocket Found

feb 27

Barbiero / Manera / Sartoris – Woland (Omaggio a “Il Maestro e Margherita”)

R-14819238-1582219239-9264.jpegIl trio in questione è costituito da Eloisa Manera al violino ed al violino elettrico a cinque corde, Emanuele Sartoris al pianoforte e Massimo Barbiero, alla batteria e percussioni, ma anche nella veste di catalizzatore degli umori e delle idee intorno al romanzo di Michail Bulgakov, uno dei più importanti lavori del Novecento letterario. La musica procede in modo pacato ma intenso grazie alla forza interiore della violinista, che ha già coinvolto diversi nomi famosi passando per vari generi, ed alla forte empatia che regna per tutta l’incisione. Barbiero si conferma percussionista sensibile, con accenni alla Paul Motian mentre Sartoris riesce a creare armonie sempre nuove, a dare varietà alle esecuzioni. I titoli sono, per chi ha letto il romanzo, un continuo riferimento ai personaggi che lì appaiono e scompaiono in mezzo alla trama. I cinquanta minuti del disco contengono anche una suite in tre parti, di undici minuti, molto ben eseguita ed ispirata, a cavallo fra composizione ed improvvisazione, come del resto l’intero disco. Il collettivismo musicale dei tre funziona bene e crea atmosfere elaborate con passione, un crossover fra musica classica e jazz europeo, da tempo presso le case discografiche del vecchio continente (ma nel nostro caso si tratta di un’autoproduzione).

Genere: jazz
Label: Autoprodotto
Anno: 2020

Tracklist

01. Abadonna (Guerra)
02. Hella (Sensualità)
03. Il Maestro (Ragione)
04. Margherita (Istinto)
05. Woland (Male Necessario)
06. Suite Dei Tre Demoni
a Behemoth (Chaos)
b Korov’ev (Corruzione)
c Azazello (Violenza)
07. Pilato (Potere Temporale))

feb 23

Rosario Giuliani – Love in Translation

1579846397_coverLa collaborazione fra il sassofonista Rosario Giuliani qui al sax soprano ed al sax alto ed il vibrafonista americano Joe Locke è ormai un’amicizia che dura da vent’anni, da quando si sono incontrati ad una edizione di Umbria Jazz ed hanno capito che le loro vie musicali erano compatibili. Ad accompagnarli su questa incisione sono altri due musicisti di rilievo, ormai patrimonio del jazz italiano, Dario Deidda al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. Le idee non mancano mai e così si è scelto di dedicare la musica all’amore, celebrato in tanti standard più o meno recenti. In mezzo The Hidden Force of Love e Tamburo scritti da Giuliani, il secondo dedicato al compianto ed indimenticato trombettista Marco Tamburini, e Raise Heaven di Joe Locke scritto per ricordare il grande Roy Hargrove. La musica procede spedita, fra ballad intense e altri brani dall’andamento più veloce, alcune esecuzioni sono una classe a sé, prendiamo ad esempio Duke Ellington’s Sound of Love di Charles Mingus eseguita all’epoca insieme ad Eric Dolphy, qui arrangiata ed eseguita in modo originale, ricca di un feeling incredibile che va diretto alle viscere dell’ascoltatore. Un disco che celebra l’amore con la bellezza della musica.

Label: Jando Music
Year: 2020

Tracklist

01. Duke Ellington’s Sound of Love
02. I Wish You Love
03. Love Letters
04. Love Is a Planchette
05. I Can’t Help Falling in Love with You
06. The Hidden Force of Love
07. Raise Heaven
08. Love in Translation
09. Everything I Love
10. Tamburo

feb 22

Michelangelo Scandroglio – In the Eyes of the Whale

710M0GRFjXL._SS500_L’esordio del quartetto del contrabbassista Michelangelo Scandroglio per la Auand Records con il suo quartetto è di quelli che si fa ascoltare attentamente, di sicuro abbiamo a che fare con un musicista di alto livello tecnico-strumentale, ma anche di un compositore con idee di tutto rilievo che è in completa sintonia con quelle che sono le strade del jazz contemporaneo. Ha studiato sia jazz, con Ares Tavolazzi e Ben Street, insieme alla musica classica, due mondi che non cerca per niente di mettere insieme, la musica di questa incisione rifugge dal crossover. Insieme a lui ci sono il trombettista americano Hermon Mehari, Alessandro Lanzoni al pianoforte e Bernardo Guerra alla batteria. Non mancano ospiti importanti, Michele Tino al sax alto su tre brani e gli americani Peter Wilson alla chitarra e Logan Richardson al sax alto entrambi su quattro brani. La musica è vibrante e ricca di emozioni, ben costruita dal leader, abile nel costruire architetture compositive che mettono in luce il carattere di solisti senza che le esecuzioni si sfilaccino inutilmente. Sono tutti brani che hanno la forza di affascinare l’ascoltatore perché tutto è al posto giusto, guidato con sicurezza. Fra i brani più interessanti Disappearing Part II con l’assolo di Michele Tino che inizia ricco di ombre e luci, pensoso, per poi rifulgere con sicurezza e padronanza dei propri mezzi espressivi. Oppure I Kill Giants, una maratona di quasi dieci minuti in cui la chitarra elettrica di Wilson si scatena in un assolo cui fanno da contrappunto i fiati, ovviamente non sono da dimenticare l’assolo di Richardson, ricco di adrenalina, e Mehari, molto attento alla scelta delle note, introverso e proprio per questo capace di attirare l’attenzione. Bel disco.

Genere: modern jazz
Label: Auand
Anno 2020

Tracklist
01. Noah (feat. Logan Richardson & Peter Wilson)
02. In the Eyes of the Whale (feat. Logan Richardson & Peter Wilson)
03. Bernard War (feat. Michele Tino)
04. Disappearing, Pt. I (feat. Michele Tino)
05. Disappearing, Pt. II (feat. Michele Tino)
06. I Kill Giants (feat. Logan Richardson & Peter Wilson)
07. When the Glimpses are True (feat. Logan Richardson & Peter Wilson)

feb 19

Lorenzo Vitolo – Changing Shapes

ziq6h9-changingsh-preview-m3_550x550Il trio di Lorenzo Vitolo si è focalizzato in Olanda a Groningen. Il contrabbassista brasiliano Rafael Abdalla ed il batterista greco George Potamianos hanno trovato l’amalgama necessario per realizzare questo disco tutto con composizioni del pianista, tranne Blue in Green di Miles Davis. Il pianista non fa mistero del suo passato fra musica classica e jazz, ma con i suoi sideman riesce a creare qualcosa di nuovo che va oltre quello che è stato fatto nel passato. Il dialogo intenso fra i tre funziona alla perfezione così che questo trio possiede una propria identità precisa, un modo di suonare che si manifesta in un suono collettivo. L’equilibrio fra partiture ed improvvisazioni funziona bene, prendiamo ad esempio il lungo Vicinity, nove minuti in un dialogo serrato con il contrabbasso, presente a tenere avvinghiati gli altri due musicisti, e la batteria, ricca di ritmi tenuti sui piatti. Unspoken Words è un’esecuzione ricca di energia, molto interessante per come procede, con folate di note che vogliono affermare la personalità del trio visto come entità collettiva. Molto bella Apart, una ballad dai suoni delicati e soffusi in cui ognuno dei tre trova sufficente spazio per esprimersi. Un bell’esordio di un trio che ha trovato la propria identità.

Genere: mainstream
Label: Challenge Records
Year: 2020

Tracklist

01. Unusual Muse
02. Beyond Desire
03. Blue in Greene
04. Vicinity
05. Unspoken Words
06. Apart
07. Next Stop

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