gen 14

Roberto Magris Sextet live in Miami @ the WDNA Jazz Gallery

cd_cover_550Roberto Magris è di Trieste ed ha trovato una seconda patria in USA, dove continua a incidere con regolarità con la J Moods Records, oltre a farsi conoscere nei numerosi concerti tenuti da quelle parti. La nuova incisione è un live tenuto in Florida a Miami con un sestetto in cui figurano musicisti di tutto rispetto del jazz mainstream contemporaneo come il trombettista Brian Lynch. A completare la formazione Jonathan Gomez al sax tenore, il veterano Chuck Bergeron al contrabbasso, John Yarling alla batteria e Murph Aucamp alle congas. La maggior parte delle composizioni sono del pianista italiano, alcune apparse in altra veste nei suoi precedenti album. I primi tre brani della band ci mostrano un gruppo ben rodato che si trova magnificamente con temi e atmosfere che ricordano il glorioso mainstream degli album prodotti da Francis Wolff e Alfred Lion con la Blue Note. Magris è un perfetto motore che tiene il gruppo costantemente sotto tensione portandolo a dare il meglio di sé. Ottimo l’assolo su African Mood, un’esecuzione che è fra i momenti migliori del lungo album. Ispirandosi ai grandi del passato come Bobby Timmons e gli altri bopper, Magris mostra una musicalità che lo rende gradito al pubblico americano. Si respira un poco, si fa per modo di dire, su April Morning, di Rahsan Roland Kirk, poi si riparte con i ritmi latini di Chachanada in cui abbiamo ancora uno stupendo assolo del leader. Dopo Il bello del jazz, che è anche il titolo di un suo album apparso per la Soul Note, arriva un delicato momento in piano solo su A Flower is a Lovesome Thing, famosa composizione di Billy Strayhorn. Blues for My Sleeping Baby chiude un album che si fa riascoltare volentieri.

Genere: mainstream jazz
Label: J Moods Records
Anno 2017

Tracklist

01. African Mood
02. What Blues?
03. Song for an African Child
04. April Morning
05. Chachanada
06. II Bello Del Jazz
07. A Flower is a Lovesome Thing
08. Standard Life
09. Blues For My Sleeping Baby

gen 13

Andrea Massaria / Clementine Gasser – The Spring of My Life

cover_3Il disco in questione è ispirato dall’arte giapponese dell’Haiku di Kobayashi Issa, uno dei più importanti poeti del paese del sol levante. Ognuno dei due protagonisti, Andrea Massaria alla chitarra elettrica e Clementine Gasser al violoncello a cinque corde, ha scelto sei Haiku. Il minimalismo delle poesie originali è stato trasferito in notazioni convenzionali ed in istruzioni grafiche che fanno da guida alla performance dei due. Una musica composta, con delle linee guida, in cui i musicisti hanno modo di mostrare le possibilità tecniche sui rispettivi strumenti in un dialogo serrato. La cellista svizzera contribuisce in modo decisivo alla musica con degli intrecci di note piuttosto originali insieme al caleidoscopio di suoni che spunta dalla chitarra. I brani si presentano a volte come degli aforismi, dalla breve durata, intorno ai due minuti, in mezzo a momenti più complessi, come Snow Melting, intorno ai sette minuti. Nonostante il tutto decisamente inusuale, l’atmosfera complessiva è calma e rilassata, un invito a lasciarsi trasportare da suoni che intendono connettersi con la poesia giapponese, senza urla. Le corde trovano momenti di dialogo affascinanti, in cui ogni nota sembra mostrare una saggezza distillata da uno sguardo che coglie gli aspetti più profondi della natura umana.
Per menti coraggiose.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Anno 2018

Tracklist

01. Fantasia I
02. In My New Clothes
03. Fantasia II
04. Spring Rain – A Descarded Letter Blows
05. Fantasia III
06. The Distant Mountain
07. Snow Melting
08. The Day Burst
09. Fantasia IV
10. The Home Village
11. At My Feet
12. Crawling Across The Bridge
13. Lovely – The Sky
14. Flowers In The Evening
15. Fantasia V

gen 01

Pilgrims – Oriental Orbit

802I tre musicisti che si sono dati il nome di Pilgrims hanno già inciso per Leo Records nel 2013 ed ora ritornano con questo disco, ancora un viaggio attraverso i luoghi più disparati insieme a strumenti che provengono dalle tante tradizioni folkloriche del mondo intero. Risiedono in Svizzera, ma solo il chitarrista Marco Jencarelli proviene da questo paese, il tastierista John Wolf Brennan viene dall’Irlanda ed il percussionista Tony Majdalani è di origini palestinesi. Il loro è un invito ad esplorare nuovi orizzonti e le proprie radici insieme ai tanti strumenti che utilizzano e che fanno dell’album un caleidoscopio di suoni. Si apre con The Now Is Not In Time in cui John Wolf Brennan usa la tecnica dell’arcopiano, con degli archi per contrabbasso o violino fa risuonare le corde all’interno del pianofote ottenendo delle armoniche cui ben si abbina il suono del santur, uno strumento della tradizione araba e persiana, usato anche nella musica indiana. Si tratta di un duo molto riuscito, formazione che ritroveremo all’interno dell’album in altri quattro brani. A seguire Hang Loose (On A Camel In Obernau), che immagina un viaggio su un cammello dalle parti di Obernau, un quartiere industriale della più nota città di Lucerna. Majdani è all’handpan, uno strumento a percussione di metallo che genera diverse note, la chitarra elettrica di Jencarelli produce note fluide che si fondono con i suoni delle percussioni e delle corde dell’oud e del piano di Brennan mentre la voce di Majdani ci trasporta in verso immaginarie atmosfere arabe. Sui vari brani troveremo ancora strumenti quali il bodhrán irlandese, il berimbau brasiliano, il djembe africano ed il dohulla egiziano. Non solo, anche un lettura tratta dai Finnegans Wake di Joyce su Another Choice. Un disco ricco di atmosfere che sfugge alla banalità di certa world e che apre le menti degli ascoltatori a nuove sonorità che fanno dell’originalità la loro forza.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. The Now Is Not In Time
02. Hang Loose (On A Camel In Obernau)
03. Water Whole I
04. Oriental Belles
05. More Than Two
06. Ouroboros
07. Water Whole II
08. Arosa – Are You Hear?
09. The Now Is Not A Knot In Time
10. Water Whole III
11. Occidental Orbit
12. Another Choice: For Finnegan’s Sake
13. The Lost Papyrus Roll

dic 31

Pat Battstone, Marialuisa Capurso, Adolfo La Volpe, Mariasole de Pascali, Francesco Massaro, Giacomo Mongelli – Elements

821Oltre a delle session in studio ben pianificate o corrette a posteriori con l’inserimento di sovraregistrazioni, esistono anche quelle sizuazioni improvvisate, in cui si va in studio senza spartiti e senza avere alcuna idea su quello che spunterà dall’incontro. È il caso di questa incisione di un sestetto con l’americano Pat Battstone alle tastiere ed alle percussuoni ed i musicisti italiani Marialuisa Capurso alla voce, ocarina e percussioni varie, Adolfo La Volpe alle chitarre e live electronics, Mariasole De Pascali al flauto, flauto alto e ottavino, Francesco Massaro al sax alto, clarinetto, clarinetto basso e Giacomo Mongelli alla batteria e percussioni. È una musica soltanto apparentemente caotica, c’è un filo logico che la percorre, un filo conduttore che dà un senso ai lunghi dialoghi dei musicisti, ben settantasette minuti. Fragments Of An Apparently Sleeping Volcano ( Suite In 3 Pieces ) è un suite in tre pezzi, il resto sono dei brani di differente lunghezza, dagli aforismi ad architetture più complesse. The Indian Risciò è un brano dall’andamento lento, con le meditative voci dei fiati a dare un senso di tranquillità. La libertà dei musicisti si esprime senza alzare la voce. Interessante Transit’s Reminiscence, un lunga passeggiata nei ricordi, ben costruito con i tanti suoni che appaiono sulla scena, sia acustici che dal computer. il lungo Spaceways è una passeggiata nello spazio in cui fra una deviazione e l’altra si trova la strada giusta. Sono paesaggi sonori insoliti e con un loro fascino, ricchi di comunicatività, in cui si avverte che tra i musicisti succede qualcosa. Alla fine ne risulta un ascolto ricco di sorprese.

Genere: impro
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. The Red Crest 5:39
Fragments Of An Apparently Sleeping Volcano ( Suite In 3 Pieces )
02. Still Sleeping 4:18
03. Eruption 1:04
04. Le Magma S’est Lèvé 8:35
05. The Indian Risciò 7:55
06. Hot Match 4:06
07. Wet War 6:40
08.Bankruptcy Agreement 3:42
09. Contieni La Linea Infinita 2:22
10. Transit’s Reminiscence 10:24
11. Spaceways 15:26
12. Chiudere Con Cura

dic 29

Luca Sisera Roofer feat. Alexey Kruglov – Moscow Files

811Il quintetto intorno al contrabbassista svizzero Luca Sisera è costituito da connazionali molto esperti in tutti i generi, con una ricca discografia alle spalle. La ritmica è completata da Michi Stulz alla batteria e Yves Theiler al pianoforte. Ai fiati per questa seconda incisione della band il nuovo trombonista Maurus Twerenbold e Michael Jaeger al sax tenore. La loro musica li ha portati fino in Russia, dove sono stati in tour insieme al sassofonista contralto Alexey Kruglov. Fra un concerto e l’altro sono andati in studio a Mosca, una seduta di registrazione spontanea, completamente improvvisata, senza aggiustamenti a posteriori, in pratica un concerto live in studio che appare compatto e godibile. Sono sui quaranta minuti di invenzioni di una band che si conosce a memoria ed in cui la presenza di Kruglov fa da catalizzatore. Fin dal brano di apertura, aperto dal leader con il suo contrabbasso pulsante, la band si muove con suoni che sembrano spuntare da un alba nebbiosa, in cui lentamente le figure prendono forma in un attento tastarsi con rispetto. L’energia scorre in un canale parallelo sotto la superficie, si avvertono le tensioni e la sapiente gestione delle stesse, specie da parte del pianista, in grado di fare da centro di gravità con la sua costante presenza, ma gestita in modo discreto, attento più alla qualità che alla quantità delle note. È una costante del disco, fatto di brani intensi ma brevi, fino al finale Use Caps, Slee, Free Jazz. A Jeer Feels Space.su, quasi tre minuti in cui si scatena la passione per il free, un’improvvisazione collettiva come nei migliori momenti del genere che chiude un disco che si fa riascoltare volentieri dagli appassionati.

Genere: impro
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. Music Is UM 8:17
02. Re: Foo? Roofer! 5:52
03. S… Use X, Ask Saxes, Us! 4:40
04. We’re REW! 6:18
05. Ac Ultra Art – Luca! 7:05
06. Maurus Sur U. Am. 4:02
07. E t.c. A Ton Did Not Act E. 1:10
08. Use Caps, Slee, Free Jazz. A Jeer Feels Space.su

dic 28

Jet Lemon Band – Led Zeppellin II in the Key of Jazz

822La band in questione, la Jet Lemon Band, è attiva dal 2014 prima facendo delle cover di brani rock degli anni `70 per poi focalizzare la propria attenzione sui Led Zeppellin II trovando così la giusta ispirazione e degli arrangiamenti ricchi di inventiva per la musica scelta. I protagonisti sono un quintetto di due musicisti tedeschi, Benjamin Schlothauer al basso e Jakob Kufert alla batteria, il sudcoreano Ju Young Cheong e due russi provenienti dalla Siberia, il cantante Jim AvivA che è anche alle tastiere e Sammy Lukas piano, tastiere e sax. La musica della band è proprio riuscita, trovando ispirazione presso i Led Zeppellin ma mettendovi anche tanto di proprio con degli arrangiamenti di tutto rispetto che proiettano quei brani nel mondo musicale odierno senza troppe nostalgie. Il famoso Whole Lotta Love che apre l’album è con la voce da vero rocker di Jim AvivA, ma anche con tastiere latine, un momento di jazz acustico dopo due minuti e trenta in cui emergono il talento del pianista e quello del bassista elettrico, vero motore della musica. I cinque sembrano ispirati come in certe incisioni di Frank Zappa, mettendo insieme tante idee e tante atmosfere, elettriche e acustiche, come il bel momento in piano solo su Thank You. In ogni brano c’è la sorpresa, la voce graffiante del cantante, c’è sempre qualcosa di interessante che invita al riascolto. Non resta che augurargli buona fortuna, sicuramente anche dal vivo avranno occasione di presentare uno show di tutto rispetto.

Genere: jazz rock
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. Whole Lotta Love
02. What Is And What Should Never Be
03. The Lemon Song
04. Thank You
05. Heartbreaker
06. Living Loving Maid (She’s Just A Woman)
07. Ramble On
08. Moby Dick
09. Bring It On Home

dic 27

Ghiglioni / Potts / Lenoci – No Baby

244Un disco insolito, per la formazione e per la durata, settandue minuti, ma che non stanca mai. Si può così sintetizzare questa ispirata incisione del trio della nota cantante Tiziana Ghiglioni insieme al sassofonista soprano e contralto Steve Potts ed a Gianni Lenoci al pianoforte. Tutti e tre hanno avuto un proficuo contatto con Steve Lacy, il sassofonista è stato dal 1978 al 1992 nei suoi gruppi ed ha inciso una ventina di album insieme. Non potevano mancare quindi delle composizioni del grande sassofonista soprano, No Baby, Bone, o ispirate a lui, come Steve’s Mirror scritta da Gianni Lenoci e già apparsa nell’omonimo disco di Gianna Montecalvo. La musica appare molto comunicativa, pervasa da una struggente malinconia, come su Fagan, in cui si ascolta un notevole assolo del pianista, sono dei momenti molto poetici che avvinghiano l’ascoltatore. Mal Walking è ancora di Gianni Lenoci, dedicata al famoso pianista monkiano, autore di numerose incisioni in duo insieme a Lacy. Anche qui tutto funziona, Lenoci si dimostra un musicista maturo, ricco di idee, ispirato dalle musiche di Monk. Lonely Woman di Ornette Coleman, ormai divenuta uno standard, è di quei brani difficile da interpretare pensando ai grandi che già si sono espressi su quelle note. È tuttavia uno dei momenti migliori dell’album, la voce della Ghiglioni e l’assolo di Steve Potts sono di eccelsa qualità mentre il pianoforte di Lenoci tiene tutto insieme. Sono nove minuti ricchi di tensione che si ascoltano velocemente, tanto da fare venire la voglia di riascoltarli subito di nuovo, tanta è l’intesità e l’inventiva dei musicisti. Let Us Live di Mal Waldron appare ricco di swing, con la cantante che mostra la sua voce calda e sensuale. Un trio così è proprio qualcosa fuori dall’ordinario, da mettere fra le migliori produzioni dell’anno.

Genere: jazz
Label: Dodicilune Records
Year: 2017

Tracklist

01. No Baby
02. Turquoise
03. Bone
04. Fagan
05. Mal Walking
06. Lonely Woman
07. A Hole in the Middle
08. Let Us Live
09. Steve’s Mirror
10. The Real Because

dic 26

McCandless, Taylor, Balducci, Rabbia – Evansiana

223Il quartetto messo assieme da Pierluigi Balducci per Blue from Heaven del 2013 è ritornato ancora una volta in studio l’anno dopo. Lì c’erano dei brani che venivano dalla penna di Brad Mehldau, per questa registrazione si sono scelte le composizioni di Bill Evans ottenendo un grande risultato. I musicisti sono il pianista inglese John Taylor, purtroppo scomparso dopo questa registrazione, Paul McCandless qui per lo più al sax soprano, ed ancora all’oboe e al clarinetto basso. A completare il gruppo Michele Rabbia alla batteria. È un incontro felice quello fra i musicisti ed anche quello fra loro e la musica di Bill Evans, una cosa non certo scontata per chi, come McCandless, ha suonato gli standard solo occasionalmente, così come i due italiani. Ma c’è una connessione profonda con quella musica, con quelle atmosfere con atmosfere sfuggenti e melodie ispirate alla musica europea. La comunicatività fra i quattro è perfetta, sono un gruppo rodato che va a memoria mentre il basso elettrico di Balducci sembra fatto per il genere. Re: Person I Knew è eseguito da McCandless all’oboe, ispirato, al sax soprano è impressionante, su Turn out the Stars in duo con il pianista tocca il vertice, poetico e appassionato, coinvolgente. Su Some Other Time di Leonard Bernstein/Comden/Green è al clarinetto basso, anche qui atmosfere notturne e molto raffinate.
Sweet Dulcinea Blue è di Kenny Wheeler, scritto per Bill Evans per l’album Quintessence. C’è ancora un famoso brano di Miles Davis, Blue in Greene con il poetico basso di Balducci accompagnato dalle percussioni di Rabbia, prima del ritorno del quartetto per l’Epilogue finale. Un album raffinato, facile e complesso allo stesso tempo, che si fa ascoltare da tutti ed in cui si esegue del jazz della migliore qualità.

Genere: jazz
Label: Dodicilune Records
Year: 2017

Tracklist

01. Very Early
02. Re: Person I Knew
03. Time Remembered
04. Turn out the Stars
05. B winor Waltz (for Ellaine)
06. Children Play Song
07. Some Other Time
08. Sweet Dulcinea Blue
09. Blue in Green
10. Epilogue

dic 25

Roberto Ottaviano QuarkTet – Sideralis

232Da consumato musicista e insegnante qual’è il sassofonista soprano (ma su questa incisione anche ai sax sopranino, alto e baritono) Roberto Ottaviano anche questa volta ci offre un’incisione dalla notevole forza espressiva, incisa insieme ad una ritmica d’eccezione. Con lui il pianista inglese Alexander Hawkins ed i due americani Michael Formanek al contrabbasso e Gerry Hemingway alla batteria. Si è registrato presso lo studio Artesuono, una nome che garantisce l’assoluta qualità della riproduzione musicale. I titoli delle composizioni ci riportano ad altri musicisti, Herbie Nichols e John Lee Hooker, ad esempio, ed anche la musica, che segue però una sua precisa direzione, che è ovviamente quella dell’avanguardia. Il brano di apertura, Vulpecula potrebbe essere stato scritto da Steve Lacy ed è ricco di contrappunti eseguiti con maestria dalla ritmica. Più poetico Berenice’s Code, arricchito dal singolare pianismo di Hawkins, un musicista molto originale. L’eredità monkiana emerge con Planet Nichols, una composizione di Ottaviano (come tutte le altre) in cui la tradizione emerge attraverso il contributo di questo straordinario pianista purtroppo prematuramente scomparso. La ritmica swinga con personalità, è uno dei momenti migliori di questo straordinario album. Il blues di John Lee Hocker emerge in modo velato su Planet John Lee Hooker, più che altro rivelando lo spirito, la malinconia, espressa nei versi cantati dal chitarrista. Ellingtonia swinga brevemente in modo tangenziale alle grandi composizioni del Duca. Afro Asteroids Game è un brano che fa del ritmo la sua forza. Gli ultimi brani del disco hanno nomi più “spaziali”, Centaurus, ispirato da Lacy, o l’astratto Sideralis, eseguito nello spirito più puro dell’avangaurdia. Una prova di notevole livello per il quartetto che speriamo di potere ascoltare dal vivo.

Genere: jazz
Label: Dodicilune Records
Anno 2017

Tracklist

01. Vulpecula
02. Berenice’s Code
03. Planet Nichols
04. Planet John Lee Hooker
05. Ellingtonia
06. Afro Asteroids Game
07. On The Harmonica Wake
08. Holy Gravity
09. Centaurus
10. Sideralis

dic 24

Francesco Venerucci feat. Dave Liebman – Early Afternoon

235Dal tango al jazz, dalla composizione all’improvvisazione, Francesco Venerucci è un musicista versatile e ricco di interessi, non solo la musica, anche la letteratura fa parte del suo mondo. Alle radici di questo disco sta un’invito nel 2011 dell’associazione Amore e Psiche a tenere un concerto presso la loro sede, una libreria del centro storico di Roma. In programma delle composizioni caratterizzate dall’interazione tra letteratura e musica. Adesso abbiamo un piano solo esposto in sei brani, su altri quattro c’è il sassofonista soprano americano Dave Liebman, un musicista famoso che ha inciso ovunque, da ricordare, ormai molti anni, alcune celebri produzioni del Miles Davis del periodo elettrico. Il duo con Venerucci funziona per la duttilità di entrambi i musicisti, in grado di approcciarsi con rispetto ed inventiva al mondo dell’altro. Good Morning Mr Samsa che apre l’album è eseguito in duo ed è un’intesa talmente empatica che sembra che si prosegua per tutto il disco in questa formazione. Segue invece Adrian L. dove emergono le qualità migliori del pianista in solitaria, una musica fra classica e jazz ed un modo preciso di costruzione del brano, architetture complesse su cui non si perde mai il filo di un discorso chiaro e comunicativo. Liebman ritorna con il suo magico sax soprano su Music for Lilith, la bella composizione del pianista offre spazio per delle improvvisazioni convincenti ed accattivanti. Si va avanti così, fra piano solo e duo, per quarantasette minuti, catturando l’attenzione dell’ascoltatore grazie al calore ed ai sentimenti che questa musica esprime.

Genere: jazz
Label: Dodicilune Records
Anno 2017

Tracklist

01. Good Morning Mr Samsa
02. Adrian L.
03. Music for Lilith
04. La Piccola Fiammiferaia
05. When You Wish Upon A Star
06. Exodus
07. Aurora
08. Siduri
09. Delitto e Castigo
10. Early Afternoon

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