feb 09

“ON” Duet – Facing Infinity

71vfycaucl-_ss500_Il sassofonista greco Nikolas Skordas è al secondo album per la Slam Productions, molto speciale per quanto riguarda la strumentazione. Insieme a Alexandros Aivaliotis allo shakuhachi, il flauto verticale giapponese, hanno formato il duo ON, parola che in giapponese e greco significa rispettivamente “suono” e “essere sensibile”. È una musica ovviamente molto speciale per l’incontro di strumenti che appartengono a tradizioni diverse, Skordas suona il sax soprano, il tarogato (uno strumento a fiato della tradizione ungherese che simile esteticamente ad un sax soprano), dei flauti tradizionali e delle percussioni. Nel brano finale Farewell fa la sua apparizione la cantante Sophia Koroxenou. È difficile classificare questa musica, che sfugge ad ogni definizione, che usa i suoni della world ma non vuole imitare nessuna musica folklorica. Tutto scorre tranquillo, con le note che occupano lo spazio ed evocano atmosfere magiche. Da un brano all’altro cambiano i suoni, grazie anche al polistrumentismo di Skordas, ma si mantiene l’unità delle atmosfere e la profonda comunicazione musicale tra i due. La voce della Koroxenou, che si ispira al canto bizantino, porta nuovi accenti e accende la musica di accenti mistici. Un’idea riuscita che mette insieme tradizioni diverse in un progetto che funziona.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2019

Tracklist
01. Birds Interactions
02. Monologue of Duality
03. Beyond the Skies
04.Tsu-Re Expansion
05. Facing Infinity
06. Cosmic Sources II
07. The Joy of Loneliness
08. Ja(zz)pan bonding
09. ON
10. Moon Sonority
11. Listen! Cliff Echoes
12. Farewell

feb 06

Kontrabassduo Studer-Frey with Jürg Frey and Alfred Zimmerlin – Zeit

837Il duo dei contrabbassisti svizzeri Peter K. Frey e Daniel Studer, Kontrabassduo Studer-Frey, suona insieme da quindici anni, con il tempo è nata una certa empatia e la capacità di reagire in tempo reale agli spunti improvvisativi reciproci. Nelle note di copertina il trombonista Giancarlo Schiaffini fa la storia del duo e dei brani presentati. In quattro dei dieci brani, Pars Prima, Pars Secunda, Pars Tertia, Postludium la formazione si allarga a quartetto insieme a Jürg Ferey ai clarinetti e Alfred Zimmerlin al violoncello. Sono brani registrati alla “Rote Fabrik” di Zurigo, con i musicisti disposti in spazi differenti senza possibilità di ascolto reciproco mentre al pubblico è lasciata la possibilità di ascoltarli singolarmente oppure collettivamente in un sala apposita. Nonostante l’apparente casualità ed aleatorietà dell’evento i musicisti sono diretti da una partitura dettagliata, insieme una specie di percezione extrasensoriale che fa sí che la performance abbia una sua logica all’ascolto. Gli altri brani, in duo, sono stati registrati in uno studio privato, Interludium invece nello Studio 2 della Radio SRF2 Kultur di Zurigo. Con un lavoro preciso di produzione tutti i brani insieme sembrano una suite che va ascoltata con attenzione. Per gli appassionati dell’avanguardia un’incisione ricca di suoni inusuali e di invenzioni sugli strumenti a corda.

Genere: avanguardia jazz
Label: Leo Records
Anno 2019

Tracklist

01. Praeludium
02. Pars Prima
03. Interludium
04. Pars Secunda
05. Initium
06. Excursio
07. Continuatio
08. Tardum
09. Pars Tertia
10. Postludium

feb 05

Yelena Eckemoff – Colors

81vl8xwvgll-_sx522_Ogni incisione della pianista russa (ora residente in USA) Yelena Eckemoff trasmette delle emozioni all’ascoltatore ed anche ai musicisti con cui suona, come si può notare su questo nuovo disco in duo con il batterista francese Manu Katché. Lei è un’artista completa così che oltre alla musica nel booklet si trovano suoi dipinti e testi che descrivono le sensazioni che le hanno dato i colori. dal bianco che apre il disco al nero che lo chiude lei affronta tutti quei colori e le sfumature che influenzano le biografie degli umani, accompagnata in modo magistrale da un batterista che si presenta come un partner, più che un accompagnatore, ricco di proposte e ritmi, ogni volta dando all’esecuzione quel qualcosa di speciale che attira l’attenzione. La scittura delle composizioni è tutta della pianista, che spazia per diversi stili con una fantasia irrefrenabile, senza confini. Spuntano pensieri positivi all’ascolto di colori rilassanti come Green, seguito da un brano che ci presenta un colore più malinconico, Violet. Il dialogo fra i due musicisti funziona in modo speciale, appassionante, completamente in sintonia sulle idee nelle esecuzioni. Manu Katché sa arricchire di colori la musica, ma in brani come White oppure Indigo presenza ritmi coinvolgenti che danno all’esecuzione un’atmosfera speciale. Come sempre quando si tratta di questa pianista si ascolta il disco fino alla fine restando affascinati dal suo modo di fare musica, fra improvvisazione e composizione, classica e jazz, senza assomigliare per niente ad un progetto crossover! Un gran bel disco, che ha tutte le qualità per restare fra le cose migliori dell’anno in corso.

Genere: jazz
Label: L & H Productions
Anno 2019

Tracklist
01. White
02. Pink
03. Orange
04. Green
05. Violet
06. Indigo
07. Blue
08. Red
09. Brown
10. Bordeaux
11. Yellow
12. Acquamarine
13. Grey
14. Black

feb 04

I Am Three & Me – Mingus’ Sounds of Love

844La formazione tedesca I Am Three è un trio che si è dedicato alla musica del famoso contrabbassista e compositore Charles Mingus, ha già inciso con successo su Leo Records e per questa nuova registrazione diventa un quartetto insieme alla cantante scozzese Maggie Nichols. La sassofonista contralto berlinese Silke EberhardNikolaus Neuser alla tromba e Christian Marien alla batteria sono ormai una formazione collaudata che invece di scegliere la strada di una rivisitazione filologica della musica di Mingus preferisce trattare quelle composizioni con creatività, sia da soli, come già fatto, che con una famosa e veterana esponente del genere impro come la cantante. Le liriche sono anch’esse di Mingus, con l’eccezione di Haitian Fight Song , i cui versi sono state scritti dalla Nichols. Ne spunta un album compatto, sintonizzato sulle frequenze dell’avanguardia, che ha anche momenti molto poetici, come il duo fra la cantante ed il trombettista su Portrait. Non manca qualcosa di più tradizionale, come Nostalgia In Times Square, che sta benissimo in mezzo al resto, compresa la rivisitazione di The Clown, dall’omonimo album del 1957 ed il soffuso Duke Ellington’s Sound Of Love (Reprise) che chiude l’album. I quattro scompongono la musica di Mingus per rieseguirla a modo loro, lanciando un ponte verso la contemporaneità dell’improvvisazione radicale. “Music is life, magic, spirit, healing, liberation, communication, an international language beyond words” dice Maggie Nicols, e questo album lo conferma.

Genere: jazz
Label: Leo Records
Anno 2019

Tracklist

01. Weird Nightmare
02. Eclipse
03. Duke Ellington’s Sound Of Love
04. Mingus Cat-alog / Pussy Cat Dues
05. Haitian Fight Song
06. Portrait
07. Nostalgia In Times Square
08. The Clown
09. Duke Ellington’s Sound Of Love (Reprise)

feb 03

Mixiland Jazz Band

fly-me-to-the-moodsLa Mixiland Jazz Band diretta da Felice Clemente di solito sassofonista, ma qui nelle vesti di direttore musicale, arrangiatore e direttore, è una realtà molto interessante del jazz italiano. I musicisti coinvolti sono qui alle prese con famosi standard della tradizione jazz ma non solo, ci sono i famosi Libertango di Astor Piazzolla e la bossa nova Mas que nada di Jorge Ben insieme ad una composizione di Clemente, Moods in cui nell’esecuzione è presente l’ospite Tino Tracanna al sax tenore con un assolo che ne conferma le grandi doti di solista. La musica della big band è ricca di vigore e mette di buon umore fin dall’inizio di The Incredibles suonato a ritmo di funky. Bello l’arrangiamento di Summertime il famoso classico di George Gershwin e pure Caravan di Duke Ellington, Felice Clemente sa tirare fuori da questa big band le cose migliori, ne fa una bella realtà con la scelta delle composizioni da eseguire e gli arrangiamenti, tutti piuttosto moderni e fantasiosi. I musicisti a disposizione sono: Simona Daniele in veste di cantante, Claudio Binotto al clarinetto,
Matteo Barone clarinetto e sax soprano, Claudia D’Agnolo e Diego Carrettoni sax alto, Mario Meazza, Riccardo Ferrais, Alessandro d’Andrea, Simone Polimeni sax tenore, Marco Mariani e Giuseppe Bonifacio tromba, Andrea Baronchelli e Alberto Bollettieri trombone, Andrea Ferrari clarinetto basso e sax baritono,
Valerio Bassan è al pianoforte, Angelo Nolè alla chitarra elettrica, Paolo Paracchini basso elettrico, Lorenzo Attanasio batteria. Insieme al già citato Tino Tracanna al sax tenore c’è come ospite speciale Gabriele Boggio Ferraris al vibrafono, presente in tre brani. Un complimento va fatto a tutti, direttore ed orchestrali, che firmano un disco che si ascolta volentieri ripetutamente.

Genere: big band
Label: Oracle Records
Anno 2018

Tracklist
01. The Incredibles
02. Summertime
03. The Lady Is a Tramp
04. Libertango
05. Moods
06. Caravan
07. Georgia on My Mind
08. Mas Que Nada
09. In the Mood
10. Fever
11. Fly Me to the Moon
12. What a Wonderful World

gen 30

Tanja Feichtmair – Omnixus and Solo

852La coraggiosa sassofonista contralto austriaca Tanja Feichtmair presenta qui un lungo disco, sono quasi settantanove minuti, composto da registrazioni tratte da due concerti. Il primo in quartetto del maggio del 2009, il secondo in solo del novembre del 2011. Il quartetto è insieme a Scott Loney al pianoforte, Damon Smith al contrabbasso e Hugh Livingstone al violoncello. I quattro seguono le composizioni della leader attenti alle dinamiche proposte in una lunga esecuzione di trentadue minuti, Omnixus. È una musica ricca di invenzioni in cui le prospettive cambiano continuamente insieme al ruolo dei musicisti, coinvolti nel ruolo di solisti o accompagnatori, ricca di tensione e di passione per come si gestiscono le dinamiche. Non mancano suoni eterodossi, il pianoforte suonato dall’interno insieme alle gravi note del contrabbasso suonato con l’archetto, ovviamente è da rimarcare il sassofono della leader e compositrice, a volte dall’aspetto braxtoniano, a volte più composta e “soft” nel modo in cui si propone. Un concerto ricco di spunti preziosi che il pubblico segue con attenzione. Gli altri sei brani del disco sono in solo e rivelano un altro aspetto della Feichtmair, l’uso degli spazi e la componente ludica, danzante presente nell’esecuzione. L’avanguardia della sassofonista ha qualcosa di colloquiale, semplice, comunicativo, che rende queste esecuzioni piuttosto propositive all’ascolto.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Omnixus
02. Finsch
03. Floating Substance
04. The Node
05. The Gleaner
06. Open Density
07. Frameless

gen 23

Pipeline 5 – Crocus

cd-usDal trio iniziale insieme a Gianmaria Aprile chitarra elettrica effecti vari e percussioni e Simone Fratti al contrabbasso, kalimba, musical saw e percussioni Giancarlo nino Locatelli, al clarinetto basso e percussioni, ha avvertito l’esigenza di ampliare la formazione per portare nuove possibilità di dialogo ed espressione con due musicisti diversi dai compagni di prima per stile e sonorità, ma con con gli stessi strumenti così da dare luogo ad un incontro produttivo in cui le diverse origini musicali dei singoli trovano un luogo proficuo per dialogare. Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e Sergio Prada alla chitarra e oggetti vari sono i due nuovi compagni di avventura, al di lá delle frontiere di genere, che sia free, rock, avanguardia o altro ancora. La musica scorre libera e fluida da un brano all’altro, permeata dalla voce del clarinetto basso, centro di gravità intorno a cui ruota tutto il resto, che ogni volta cambia forma, quasi a scroprirsi ed a reinventarsi ad ogni nuovo brano. Su Crocus, che è uno dei momenti più intensi dell’album, il quartetto intorno a Locatelli sembra deragliare spinto da una forza estranea, ma poi il clarinetto basso, così tranquillo, riesce a fare da contraltare e riaccentrare intorno a sé un dialogo che sembrava sfuggire nello spazio limitrofo. Fra momenti astratti, Tropus #1 ed altri più aggressivi, fra composizione, belle le melodie su Carabus e Potus, ed improvvisazione, il disco mantiene un equilibrio fra le diverse fonti di ispirazione che non perde mai il feeling speciale che si instaura nelle esecuzioni.

Genere: avanguardia jazz
Label: We Insist Records
Anno 2018

Tracklist

01. Carabus 5.25
02. Potus 4.55
03. Coquus 4.10
04. Rivulus 5.45
05. Fluvius 4.05
06. Crocus 7.20
07. Truncus 3.48
08. Tropus #1 5.15
09. Calamus 7.25

gen 20

Diana Torti with Sabino de Bari – On a Cloud

cop-1Cantante, ed anche psicologa, Diana Torti ha deciso da tempo di dedicarsi, in mezzo ad altri suoi progetti ed attività, alla musica di Jeanne Lee, la compianta cantante afroamericana che ha portato il canto jazz nell’avanguardia. In occasione dell’ottantesimo della nascita è spuntato questo disco che è anche una dedica fatta con rispetto ed ammirazione. Avevamo incontrato Diana sulla stessa casa discografica, la Slam Productions, come sideman di Lucia Iannello, ora la ritroviamo in duo con Sabino de Bari alle chitarra classica. Alcuni dei brani eseguiti sono standard presi dal repertorio della Lee insieme a In These Last Days scritto da lei, tre brani sono della cantanti italiana, uno del chitarrista e uno scritto insieme. Ovviamente qui si va a cercare il lato più avanguardistico nelle esecuzioni, i vocalizzi, gli effetti speciali della voce e della chitarra. Ne viene fuori un’incisione molto speciale, fra composizione e improvvisazione, con molti riferimenti ai suoni delle avanguardie, di qualunque tipo esse siano. Da un brano all’altro, dagli standard agli original portati in studio dagli esecutori, si nota questa voglia di ricerca, di fare qualcosa di nuovo.

Genere: avangaurdia jazz
Label: Slam Productions
Anno 2018

Tracklist

01. Misterioso
02. Straight Ahead
03. Raskolnikov
04. In These Last Days
05. The Man of the Sea
06. The Seagulls of Kristiansund
07. Honeysuckle Rose
08. Fireflies
09. On a Cloud
10. Cavalcando

gen 15

Giancarlo Nino Locatelli – Situations

lp_situationsOltre ad incide in ottetto, Giancarlo Nino Locatelli ha scelto la dimensione del solo per porgerci un altra angolazione, sia su CD che su LP, della musica di Steve Lacy. Si tratta di sue composizioni che hanno ispirato Locatelli al clarinetto mentre si trovava sulle montagne in provincia di Bergamo per i primi dieci brani. Gli ultimi due sono stati registrati al clarinetto basso presso gli studi di Radio 3. La musica è dedicata a Tom Raworth, amico di Locatelli ed al suo detto “Cerca di essere vuoto e guarda come suona”. Una situazione che si è creata nelle Alpi e che ci porta ora all’ascolto di una musica “nuda”, spoglia di tutto quello che solitamente gira intorno al musicista e che presenta una dimensione meditativa. Su Absence (di Tom Raworth) si ascoltano sullo sfondo le campane delle mucche ed i grilli, niente di nuovo nella musica di Lacy, che ha registrato brani in solo con in sottofondo radio che gracchiavano, quasi a dimostrare che la bellezza del suono e della musica in sé è indistruttibile. Lentamente si apprezza non solo il fascino del clarinetto solo, ma anche la relazione che si instaura fra l’autore e la musica di Lacy, qualcosa che viene fuori attraverso le note, un passo dopo l’altro.

Genere: avanguardia jazz
Label: We Insist Records
Anno 2018

Tracklist
01 Situations (take 2)
02 Esteem
03 The Dumps
04 Absence
05 Blues for Aida
06 Cette fois
07 No Baby
08 Trickles
09 Morning Joy
10 Situations (take 1)
11 The Crust
12 Blues for Aida

gen 13

Pipeline 8 – Prayer

lp_prayerUn gruppo di amici con l’idea di fare le cose per bene, così si definiscono i musicisti che hanno fondato la casa discografica We Insist, prendendo come nome il titolo di una famosa incisione di Max Roach. Il disco in questione presenta delle composizioni di Steve Lacy, il famoso sassofonista soprano spesso in Italia ed in Europa a diffondere la musica di Monk insieme al genere creativo. Giancarlo Nino Locatelli al clarinetto basso ed alle percussioni è un pò il perno intorno a cui gira la band ed anche l’autore del missaggio del concerto tenuto al Teatro Sant’Andrea di Pisa ora su supporto digitale o su LP, come si preferisce. Gli altri sono Gabriele Mitelli alla tromba tascabile, flicorno contralto e percussioni, Sebastiano Tramontana al trombone, Alberto Braida al piano, Gianmaria Aprile alla chitarra, Luca Tilli violoncello, Andrea Grossi al contrabbasso e Cristiano Calcagnile batteria e percussioni. L’ottetto non si pone barriere, girando intorno all’avanguardia, composizione, improvvisazione, rumori, ma anche autore di melodie e momenti di una dolcezza sorprendente, visto il contesto in cui opera. Prayer è una delle esecuzioni piú intense, in un disco in cui i musicisti comunque si presentano piuttosto focalizzati sul progetto. Il breve A Lacy Sunday è a firma collettiva, l’unico brano non a firma del sassofonista soprano americano. Il lungo (Around Blinks) Trickles presenza l’anima più free della band a chiudere il concerto. Con loro la musica di Lacy rivive in un’altra prospettiva presentandosi allo stesso tempo come una band compatta e dalla personalità compiuta.

Genere: avanguardia jazz
Label: We Insist Records
Anno 2018

Tracklist
01. I Do not Believe
02. Traces
03. Joy
04. Prayer
05. The Rent
06. A Lacy Sunday
07. (Around Blinks) Trickles

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