feb 09

Violet Spin – Spin

albumcover-spinQuando si parla di quartetto d’archi ci si riferisce di solito alla musica classica, dagli esordi alle evoluzioni più recenti. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato e così un ensemble come il Kronos Quartet ha potuto presentare fra l’altro anche la musica di Jimi Hendrix in questa nuova veste. Il quartetto Violet Spin è una realtà residente a Vienna costituito da giovani musicisti in cerca di sperimentazioni e nuove possibilità per questa strumentazione. I quattro sono Irene Kepl violino e composizione, Andreas Semlitsch al violino, Martina Bischof alla viola e Fabian Jäger al violoncello, tutti musicisti con esperienze nella classica o altre musiche alle spalle, che hanno trovato un punto in comune nelle composizioni della Kepl. La loro è una musica accessibile, con temi e melodie, ma in alcuni brani, come Red & Blue o Grau si presenta l’avanguardia con suoni fuori dal consueto. A volte cantano all’unisono, Face 2 Face, che diventa un coro a quattro voci, senza gli archi ad accompagnarli. Sono brevi momenti, subito dopo su Isolde ritorna la loro vena mainstream, questa volta la melodia e l’esecuzione sono tutte in pizzicato, ne spunta un suono accattivante, quasi fossero delle chitarre. Si ritorna agli archi su GeSchichten, un brano notevole, molto compatto e con ottimi interventi del violino accompagnato dal violoncellista con la tecnica del pizzicato prima di andare su atmosfere più orientali. Si nota all’ascolto come i quattro siano in grado di fagocitare tutto quello che è passato nella letteratura per quartetto d’archi, allo stesso tempo acquisendo un’identità propria grazie al lavoro della Kepl, autrice delle composizioni. Si chiude con Wind, un brano dalla bella melodia, rilassante e colloquiale. Un album fuori dai canoni ma gradevole all’ascolto.

Genere: quartetto d’archi
Label: Unit Records
Year: 2018

Tracklist

01. Elf
02. Bingo
03. Chromalog Za
04. Mulciber
05. Spazieren
06. Chromalog 2c
07. Affection
08. Red & Blue
09. Face 2 Face
10. Isolde
11. GeSchichten
12. Still
13. Chromalog 2d
14. Grau
15. Wind

feb 06

Ira B. Liss Big Band Jazz Machine – Tasty Tunes

61bwzy-guol-_ss500La Ira B. Liss Big Band Jazz Machine è una realtà residente da trentanove anni in California che è arrivata con questa nuova incisione al quinto disco. Il leader, Ira B. Liss, ha negli anni coinvolto ospiti speciali e reso questa big band una realtà solida e ben amalgamata che fa del jazz mainstream che guarda a suoni contemporanei. Tanto swing, un poco di fusion, gli assoli di chitarra elettrica, rendono il tutto più ascoltabile ed al passo con i tempi. Fra gli ospiti musicisti di tutto rispetto, Bob Mintzer, sassofonista tenore diventato famoso con gli Yellowjackets, la flautista Holly Hoffmann, Dean Brown, chitarrista fusion che ha suonato fra l’altro nei Becker Brothers, il sassofonista contralto Eric Marienthal, musicisti che fanno il proprio lavoro al meglio sugli arrangiamenti del leader. Si parte con un famoso standard, You Don’t Know What Love Is,
eseguito a tempo veloce, facendolo diventare un numero di stampo bop, a seguire Early Autumn di Woody Herman con l’ospite Eric Marienthal al sax alto in un impressionante assolo. Due standard sono con la cantante Janet Hammer, Nature Boy in cui ha spazio anche l’assolo al flauto di Holly Hoffmann e Ya Turn Me on Baby. Mountain Dance di Dave Gruisin è un altra bella esecuzione con il suono compatto della big band e l’assolo alla chitarra elettrica di Alex Ciavarelli ed al pianoforte di Steve Sibley. Il finale Recon è con Dean Brown che fa onore alla propria fama di chitarrista fusion. Una bella realtà questa big band, al passo con i tempi.

Genere: big band jazz
Label: Tallman Productions
Year: 2018

Tracklist

01. You Don’t Know What Love Is
02. Early Autumn (feat. Eric Marienthal)
03. I Didn’t Know What Time It Was
04. When the Lady Dances (feat. Bob Mintzer)
05. Oleo
06. Nature Boy (feat. Holly Hofmann)
07. Manhattan Burn
08. Over the Rainbow
09. Mountain Dance
10. Ya Turn Me on Baby
11. Recon (feat. Dean Brown)

feb 05

Biggi Vinkeloe Roughtet – Au Quotidien

a2038043833_16Fra Svezia e la Bay Area in California, l’attività della sassofonista coltralto e flautista Biggi Vinkeloe ha trovato un terreno fertile su cui sviluppare l’arte dell’improvvisazione totale. Questa volta è insieme a Joe Lasqo al pianoforte ed effetti elettronici,
Teddy Rankin-Parker violoncello e Donald Robinson alla batteria. Il dialogo dei quattro presenta momenti di sorpresa come ci si aspetta nell’improvvisazione radicale, ma la musica conserva un carattere colloquiale, ha qualcosa di sottile, uno sviluppo che spesso arriva lento, conservando un aspetto jazzistico grazie alla presenza del pianoforte. Non mancano i suoni elettronici, rumori sul campo registrati dalla Vinkeloe che Joe Tasqo rielabora ed inserisce nel contesto. Alcuni momenti sono acustici, il breve Je ne sais pas in cui la musica ha un piglio free ed il quartetto si presenta con uno swing insolito. I Would Think So, subito dopo, è invece un percorso lento, la musica sembra meditare, fra rumori preregistrati e suggestivi suoni che arrivano dalle corde del pianoforte. No Way! è aperto dal violoncello e dal flauto, è una comunicazione fra i due che riesce particolarmente bene, sia che Teddy Rankin-Parker usi la tecnica del pizzicato oppure l’archetto. Ancora un groove jazzistico su Venez nous voir demain, anche qui un’esecuzione breve, quasi tre minuti, in cui i quattro mostrano un altro possibile aspetto della loro comunicazione musicale. Si arriva alla fine ascoltando tante atmosfere, su Vous ne comprenez rien arriva anche un urlo free del sassofono contralto, ma sempre compatti, con una identità di gruppo sorprendente, fatta anche della frequentazione reciproca nel corso degli anni.

Genere: impro
Label: Edgetone Records
Anno 2017

Tracklist

01. We Are All in this Together
02. Cela commence
03. You Are Making this up
04. Do You Believe this
05. Je ne sais pas
06. I Would Think So
07. No Way!
08. Venez nous voir demain
09. What are You Talking about
10. Vous ne comprenez rien
11. How Wonderful
12. I Hear You

feb 04

Takaaki – New Kid in Town

b1a9ex2t7s-_sx466_I tre musicisti qui coinvolti formano un trio di elevata qualità che riesce ancora a dire la propria in una formazione piuttosto in voga grazie anche ai successi di Keith Jarrett o Brad Mehldau. Il pianista giapponese Takaaki ha studiato in patria musica classica, poi ha scoperto il jazz ed ha deciso di trasferirsi in USA. Lo stesso vale per la contrabbassista Noriko Ueda, anche lei giapponese. A completare il trio un musicista americano, Jared Schonig, un batterista piuttosto richiesto, ad ascoltare il disco se ne capisce anche il motivo, così musicale e abile a interpretare al meglio la musica, presente ed allo stesso tempo così empatico verso gli altri. Il quarto uomo dietro l’incisione è Bernhard Hofler in veste di produttore ed arrangiatore di alcuni brani. Hanno fatto un buon lavoro, perfetto, non c’è che dire. La scaletta è costituita da due brani del leader, uno della contrabbassista, degli standards, New Kid in Town e Rush Hour di Hoffer e due temi tratti dall’opera orchestrale I pianeti del compositore inglese dell’inizio del Novecento Gustav Holst. Takaaki conosce perfettemente i meccanismi del trio, ha assimilato la lezione di un Fred Hersch o di un Brad Mehldau, per restare fra i suoi contemporanei. Il disco scorre tutto di un fiato, sono composizioni, esecuzioni, arrangiamenti, che stanno perfettamente in scaletta, uno dietro l’altro, qui si avverte la sapiente mano del produttore. Ovviamente ci sono momenti molti intensi emotivamente ed altri più intensi ritmicamente come il tema che dà il titolo all’album, ma tutto è dosato come in un alambicco magico, tutto al suo posto, nessuna nota in più e neanche una in meno. C’é tanto swing insieme a delle belle invenzioni armoniche che rendono il tutto meritevole di ascolti ripetuti.

Genere: piano trio
Label: Albany Records
Anno 2017

Tracklist

01. Evening Glow
02. New Kid in Town
03. Django
04. Lullwater
05. Repetition
06. People
07. The Planets: I. Mars
08. Grandma’s Song
09. In Your Own Sweet Way
10. To You
11. Rush Hour
12. The Planets: II. Venue

feb 03

Andrew Neu – Catwalk

andrewneu5Al sassofono tenore Andrew Neu è un musicista eclettico che ha lavorato con i migliori nomi della musica pop e del jazz, spesso in tour interminabili insieme a chi ha un enorme seguito di pubblico. Per questa incisione a proprio nome ha scelto di fare le cose in grande, con una big band che funziona come un meccanismo perfetto e rodato nei minimi particolari. La dedica a tutti i grandi nomi del jazz che hanno scritto per grande orcherstra e ha preso come solisti nomi famosi come Randy Brecker o Bob Mintzer al sax tenore. I brani proposti sono stati composti da Neu, ma ci sono anche due famosi standard e Nuovo Cinema Paradiso di Morricone. Ovviamente il leader tira fuori il massimo dai suoi musicisti, perfettamente in sintonia con le composizioni, veloci e precisi nel seguire le partiture ed i solisti che di volta in volta si danno il cambio. Neu si mostra in gran forma quando prende degli assoli, ad esempio su Juggernaut che apre l’album. Su Zebrano, un classico brano latino c’è Randy Brecker, su Catwalk che dà il titolo all’album c’é il vibrafono di Craig Fundyga. My Dear è con lo splendido intervento di Eric Marienthal al sax alto, un brano tutto per lui eseguito splendidamente. Il leader ritorna al sax tenore sul famoso standard What Is This Thing Called Love, eseguito con molta dinamica. Sul famoso Cinema Paradiso, una dei momenti migliori dell’album, ci sono due assoli molto lirici del leader e del trombettista Rick Braun. Nel complesso un album godibilissimo che mostra il jazz mainstream per big band dal suo lato migliore.

Genere: big band jazz
Label: CGN Records
Year: 2018

Tracklist

01. Juggernaut
02. Zebrano
03. Catwalk
04. Body and Soul
05. My Dear
06. What Is This Thing Called Love
07. Wasamba
08. Too Much of a Good Thing
09. Cinema Paradiso
10. Blue Sesame
11. Alpha Dog

feb 02

Naoki Kita / Guerino Mazzola / Heinz Geisser – Ma

pfmcd0116Fra il pianista Guerino Mazzola ed il batterista Heinz Geisser, entrambi svizzeri, esiste una collaborazione che dura da anni, nonostante Mazzola, che di professione è un brillante matematico, si sia trasferito ad insegnare in Minnesota in USA. Il disco è la pubblicazione di un concerto dal vivo a Tokio insieme al violinista giapponese Naoki Kita. Mazzola non ha mai fatto mistero di essere un ammiratore della musica di Cecil Taylor, cosí che i tre presentano un concerto che per qualche ascoltatore, abituato alla musica edulcorata contemporanea, risulterà piuttosto insolito per l’enorme quantità di energia riversata nell’esecuzione. Cecil Taylor aveva già avuto dei violinisti nei suoi gruppi, Leroy Jenkins e Ramsey Ameen, Naoki Kita è il perfetto erede per il genere, anche se è un interprete eclettico che ha studiato la musica classica ed il tango con Fernando Suarez Paz, violinista del quintetto di Astor Piazzolla. Ma le convenzioni non fanno per lui e così ha cercato un’ulteriore possibilità espressiva nell’avanguardia e nell’improvvisazione. Geisser si trova perfettamente a suo agio con le sue magiche percussioni mentre continua a versare benzina sul fuoco ed a rendere la musica di una bellezza fuori dai soliti canoni, molto comunicativa, se si abbandonano i pregiudizi. Il coinvolgimento dei tre è totale, un’immersione completa nel flusso e nel tempo dell’improvvisazione, tutti in sintonia, empatici, mentre improvvisano su terreni impervi e schivi di retorica. Sono sessanta minuti divisi in quattro brani, tutti piuttosto lunghi, l’ultimo, Three in One, dura più di venti minuti. Una volta immersisi nella cascata di note e rumori ci si lascia trasportare in un’avventura musicale in cui succede di tutto. Si apprezzano le tecniche eterodosse di Kita, un musicista che ha assorbito il free di stampo afroamericano reinventando il suo strumento in questo contesto e la filosofia da non pentiti dei tre, che approfittano della libertà per darci una musica non convenzionale.

Genere: avanguardia
Label: pfMentum Records
Anno 2018

Tracklist

01. Unit Gestures
02. Ma
03. Daydream
04. Three in One

gen 29

Biggi Vinkeloe / Tim Perkis – Far Afield

a1137657234_16La sassofonista contralto e flautista svedese Biggi Vinkeloe è qui in duo insieme a
Tim Perkis, programmatore di software, alla ricerca di suggestivi suoni che arrivano dal computer. È un dialogo serrato in cui il suono del sassofono contralto e del flauto interagiscono con una macchina molto comunicativa, a volte sborbottante, altre volte sembra arrivare dallo spazio sidereo alla ricerca di qualcuno per intavolare una discussione. La musica procede in modo inconsueto, sono quattro piccole suite, ogni volta con due o tre brani. Full House è composta da tre brani, insieme al sassofono bluesy di Biggi su One Floor Up si ascoltano rumori, come di un pubblico che chiacchiera, sul successivo Expedition il computer si scatena e sembra provenire da una galassia lontana. È un dialogo che funziona, fra il sassofono contralto fortemente vocale, umano, ed un partner che impersona una specie di robot musicale. Sono momenti intensi, sempre cangianti, Idle Talk è quasi la sigla sonora di un thriller, se non fosse per il sassofono, che porta l’aspetto umano nel dialogo. Förlåt da Have a Nice Day in Germany è al flauto, un soffio ancestrale che trova la comunicazione con il presente elettronico. Un disco suggestivo, ricco di sorprese.

Genere: avanguardia
Label: Artifact Recordings
Anno 2017

Tracklist

Snowball’s Chance
01. Contingency
02. Prospect
03. Presumption
Not Under Consideration
04. Elsewhere
05. Far Afield
Full House
06. One Floor Up
07. Expedition
08. Idle Talk
Have a Nice Day in Germany
09. Förlåt
10. Was ist los?
11. On parle plus tard

gen 28

Alessandro La Corte 5et – Smile in Winter

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Il sodalizio musicale e di vita del pianista Alessandro La Corte e della sassofonista Carla Marciano funziona perfettamente su questo nuovo album, una musica che appare matura, pensata, l’arrivo di un percorso nel quale la fonte di ispirazione è stata la musica di Coltrane e McCoy Tyner. A completare il gruppo Jerry Popolo al sax tenore, Marco de Tilla al contrabbasso e Luigi del Prete alla batteria. Non soltanto assoli straordinari, Live on Keaps vede i due sassofonisti al massimo della loro espressività, ma anche arrangiamenti di qualità. I due famosi brani della musica pop in scaletta, The Sound of Silence di Paul Simon e Yesterday di Lennon/McCartney vengono eseguiti come se fossero stati da sempre degli standard jazz. Gli altri brani sono stati scritti dal pianista, ottimo compositore, lo Smile in Winter che apre l’album è di una sonorità affascinante mentre i due sassofoni agiscono all’unisono. Il pianismo tyneriano e l’assolo della Marciano sono coinvolgenti e l’intero gruppo funziona alla perfezione. Il lungo brano di Paul Simon, un’esecuzione di quasi tredici minuti, diventa una ballad eseguita dalla ritmica con nuove idee che nulla ha a che fare con altri trio per pianoforte che propongono questo tipo di composizioni. Su Unknown Tone (Annotone) La Corte è al Fender Rhodes, le sonorità elettriche ben accompagnano un entusiasmante assolo al sax tenore di Jerry Popolo. One for McCoy è dedicata a McCoy Tyner, un grandissimo che ha lasciato la sua impronta nella storia del jazz. Gli assoli dei fiati sono passionali e coinvolgenti, come ci si aspetta da questa musica. Un lungo blues, Blues at 25 CM chiude un album che è anche un punto di arrivo per come si sono elaborati e personalizzati i coltranismi dei lavori precedenti a nome della Marciano. È un mainstream che mostra personalità, idee, maturità.

Genere: Mainstream jazz
Label: Alfa Music
Year: 2017

Tracklist

01. Smile in Winter
02. The Sound of Silence
03. Unknown Tone (Annotone)
04. Yesterday
05. One for McCoy
06. Live on Keaps
07. Blues at 25 CM

gen 27

Simone Alessandrini – Story Tellers

23622173_780053698848269_2650231181773013348_nQuesto di Simone Alessandrini, sax alto e soprano è un bell’esordio, di un musicista preparato tecnicamente e con delle belle idee che riesce a mettere in pratica insieme al suo quartetto completato da Antonello Sorrentino alla tromba, Riccardo Gola al basso elettrico, Riccardo Gambatesa alla batteria, In tre brani c’è Dan Kinzelman al sax tenore ed al clarinetto, americano ormai di casa nelle produzioni dei musicisti italiani. Non si tratta di una simpatica jam session, bensì di un opera ben progettata in quanto ad Alessandrini piacciono i “concept album”, quelli di Frank Zappa o di altri jazzisti (le famose dichiarazioni per la libertà di Max Roach o Sonny Rollins, ad esempio), il progetto insomma, dietro il quale si intende realizzare un’idea in musica. Si tratta di storie nuove e meno nuove, tramandate e raccontate, che in qualche modo lo hanno trovato, disposto a darle attenzione. Nel booklet le descrive con arguzia, alcune molto singolari, legate a determinati momenti storici della storia italiana. Dopo la banda musicale che introduce il disco con un Prologo, in quartetto con l’ospite Dan Kinzelman al sax tenore su Sor Vince’! eseguono un brano dal ritmo nervoso, ricco di adrenalina, in cui mettono in mostra le loro idee, anche con polifonie di stampo free. Su L’imbroglio del cordoglio Kinzelman è al clarinetto, ricco di calore, ascoltiamo anche un notevole assolo del trombettista Antonello Sorrentino. La commovente storia di Le lettere di Olga e Nazario, due che non si sono mai smessi di scrivere nonostante la separazione dovuta alla guerra, è ben realizzata in un’esecuzione in cui i musicisti si esibiscono in assoli ricchi di feeling. il disco prosegue senza mostrare smagliature, c’è padronanza tecnica insieme all’urgenza di raccontare, con logica, delle storie che li hanno conquistati. Dan Kinzelman ritorna sul finale Storytellers in cui c’è la melodia del prologo, a chiudere un disco che ha dalla sua anche la bella qualità della registrazione, effettuata presso lo studio Artesuono di Stefano Amerio

Genere: modern jazz
Label: Parco della Musica Records
Year 2017

Tracklist

01. Prologo
02. Sor Vince’!
03. L’imbroglio del cordoglio
04. Le lettere di Olga e Nazario
05. Il Gobbo del Quarticciolo
06. Ti presento il sig. Adriano
07. Cetto la mitraglia
08. Storytellers

gen 25

Francesco Fiorenzani – Silent Water

timthumb-phpL’esordio del chitarrista Francesco Fiorenzani è un album con tante idee eseguito in quintetto con dei musicisti italiani in sintonia con le idee del leader. Achille Succi al sax alto ed al clarinetto basso è piuttosto conosciuto nel panorama musicale nazionale, la ritmica è costituita da Luca Sguera al pianoforte, dal contrabbassista Francesco Ponticelli e da Bernardo Guerra alla batteria. Su A Son Never Forgets c’è la cantante Camilla Battaglia, una cantante jazz ben a suo agio con le sonorità della band. Fin dall’iniziale From Now On Fiorenzoni mette in mostra idee originali, in bilico fra mainstream, poco, e l’avanguardia americana di un Tim Berne. Quello che potrebbe sembrare un tentativo ambizionso riesce alla perfezione, a testimonianza della maturità di scrittura di Fiorenzani, autore di tutte le composizioni, e la sua capacità di gridare il gruppo con autorevolezza. Fra i brani emergono alcuni titoli come Six Degrees of Separation, in cui anche la ritmica svolge un lavoro di tutto rispetto. Major Tom è un brano lento in cui Succi è al clarinetto basso, ricco di poesia, di comunicazione empatica fra i musicisti del gruppo. Il tema, molto riuscito, e l’esecuzione compatta ne fanno uno dei momenti migliori dell’intero disco. Su Madiba’s Wolrd le idee non mancano, ispirato com’è all’Africa, alla fine del brano c’è la sovraincisione di un discorso di Nelson Mandela, insieme all’intervento di Achille Succi al clarinetto basso. Atmosfere suadenti e parole, quelle del leader sudafricano, che invitano alla riflessione. Oslo è una lunga esecuzione, quasi dodici minuti, introdotta dalla chitarra del leader. Qui Succi è al sax alto e si va verso atmosfere più europee che appaiono comunque ricche di energia e spessore grazie agli interventi dei solisti, compreso il leader, che si ritaglia un suo spazio, ottimo il fitto dialogo insieme al pianoforte. La musica del gruppo convince fino alla fine, non lascia mai la presa sull’ascoltore, ricca com’è di coinvolgimento emotivo e idee moderne.

Genere: modern jazz
Label: Auand Records
Anno 2018

Tracklist

01. From Now On
02. Six Degrees of Separation
03. Major Tom
04. Madiba’s Wolrd
05. Oslo
06. A Son Never Forgets
07. The Saviour

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