ago 07

Augie Haas – Dream a Little Dream

71u4criw6l-_ss500_Una bella raccolta di standard e qualche canzone prestata dalla musica pop, è la ricetta di questa nuova incisione del trombettista e cantante americano Augie Haas. Con lui una sezione di archi guidata da Suzanee Ornstein ed un combo costituito da
Carmen Staaf pianoforte e organo, Dick Sarpola al contrabbasso e Jared Schonig alla batteria. In mezzo a standard di vecchia data come Georgia on My Mind ci sono brani più moderni, Will You Still Love Me Tomorrow famoso brano di Carole King e Blackbird di Paul McCartney o Love Me Tender di Elvis Presley o Stand by Me di Ben E. King. Il tutto è eseguito inframmettendo assoli alla tromba di tutto rispetto da parte del leader, che segue con diligenza la tradizione più ortodossa, ben accompagnato da tutto il resto. Una menzione a parte merita la pianista per lo swing che traspare da ogni sua nota. Disco gradevole, che si ascolta volentieri in sottofondo.

Genere: vocal jazz
Label: Playtime Music
Year: 2019

Tracklist
01. Dream a Little Dream of Me
02. Blackbird
03. Goody Goody
04. Georgia on My Mind
05. Will You Still Love Me Tomorrow
06. I Only Have Eyes for You
07. Love Me Tender
08. Stand by Me
09. Earth Angel
10. Ooh Child
11. Stay

ago 05

Night Dreamers – Téchne

r-13934088-1564392796-3886-pngIl pianista Emanuele Sartoris è autore di cinque delle nove composizioni presentate, tutte legate da un filo rosso intorno al mondo dell’automobilismo, ad episodi del passato che hanno lasciato un impronta. Il gruppo dei sognatori di notte, usiamo la traduzione italiana, è completato da Simone Garino al sax alto e sax soprano, Dario Scopesi al contrabbasso e Antonio Stizzoli alla batteria. L’ospite Giampaolo Casati alla tromba è presente in due brani, La Sorte e il Quadrifoglio e The Red Flying Alfa. Il quartetto suona da tempo insieme, fra l’altro anche in TV allo Studio 3 della Rai di Milano per il programma Nessun Dorma di Rai 5, per cui si nota anche una certa unità di idee. Ci sono brani molto interessanti, come Mirafiori, del sassofonista Simone Guarino, un’esecuzione che vuole raccontare la nevrosi degli omonimi stabilimenti negli anni d’oro, e che a momenti sembra provenire dalla New York di un post bopper come Jackie McLean, per poi andare a finire verso momenti free. Su Via Fratelli Carle si mette in mostra il sax soprano di Garino, un brano malinconico, in cui non manca un delicato assolo al pianoforte ricco di swing ed espressività. C’è anche un brano indirettamente dedicato a Chet Baker, The Red Flying Alfa ai tempi detenuto nel carcere di Lucca mentre una lucente Alfa girava per le colline toscane, con protagonista Giampaolo Casati. Il quartetto firma un disco che si fa ascoltare più volte, ricco di idee e assoli di ottimo livello, con una bella compattezza esecutiva. Al di là delle tante storie raccontate intorno al mondo dell’automobile resta un suono di gruppo fra bop, jazz contemporaneo e momenti in libertà che accentuano ancora di più gli intenti narrativi delle composizioni.

Genere: modern jazz
Label: Alfa Music
Anno 2019

Tracklist

01. Le Mans
02. Campari el Negher
03. La Sorte e il Quadrifoglio
04. The Red Flying Alfa
05. Mirafiori
06. Via Fratelli Carle
07. 6C1750
08. 10 Km
09. L’éclair

ago 04

Mark Morganelli & the Jazz Forum All Stars – Brasil!

pialb01499983Su questo piacevole disco di jzz/easy listening il leader Mark Morganelli è al flicorno ed alle perrcussioni. È un veterano degli studi di registrazione, da sideman o da leader, nel campo della musica jazz, ora con un gruppo di musicisti brasiliani firma un doppio album in cui si eseguono alcune delle canzoni brasiliani più note, per lo più di Antonio Carlos Jobim, sono ben diciotto le composizioni scelte dal songbook del famoso autore. Il gruppo che accompagna Morganelli è costizuito da Abelita Mateus al pianoforte e Fender Rhodes, Eddie Monteiro alla fisarmonica, Monika Oliveira voce, Nilson Matt al contrabbasso, Adriano Santos alla batteria, Nanny Assis alle percussioni, chitarra,, voce, Carlos Barbosa-Lima alla chitarra. Sono tutti musicisti che hanno suonato con i grandi del genere, per cui non c’è nessun dubbio sull’autenticità della proposta. Fra brani strumentali ed altri arricchiti dai testi cantati da Monika Oliveira il disco scorre senza problemi cambiando formazione da un’esecuzione all’altra per dare maggiore risalto ad un particolare arrangiamento e varietà all’insieme. Abelità Mateus sa dare swing, quando necessario, e groove quando è al Fender Rhodes, la ritmica funziona alla grande ed il leader con il suo flicorno illumina i brani con assoli pertinenti. Un easy listening di classe, per chi apprezza la musica brasiliana.

Genere: latin jazz
Label: Jazz Forum Records
Year: 2019

Tracklist
CD 1
01. Amor en Paz
02. Deixa
03. Desafinado
04. Chovendo Na Roseira
05. Velas Icadas
06. Rua Dona Margarida
07. Inutil Paisagem
08. So Danco Samba
09. Anos Dourados
10. A Ra
11. Estrada do Sol
12. Vivo Sonhando
13. Caminos Cruzados
14. Falsa Baiana
CD 2
01. A Felicidade
02. O Morro Nao Tem Vez
03. Este Seu Olhar
04. Outra Vez
05. Corcovado
06. Samba de Verao
07. Fotografia
08. Brigas Nunca Mais
09. Dindi
10. Luiza
11. Mas Que Nada
12. Manha da Carnaval / Samba de Orfeu
13. Aquarela do Brasil

ago 03

Mark Doyle – Watching The Detective Guitar Noir III

markdoyle-gniiiA leggere la biografia del chitarrista Mark Doyle si resta stupiti per tutto quello che ha fatto nel campo del pop/rock scrivendo arrangiamenti per musicisti e gruppi che in un determinato momento andavano per la maggiore, attività che esegue ancora oggi, anche se è molto attivo con un progetto proprio, Mark Doyle & The Maniacs. Le radici di questo disco risalgono al 1999, con una produzione in cui rivisitava musicalmente il mondo ed il sottobosco di detective, spie e simili in giro fra TV e cinema, compreso il famoso Perry Mason. È un concetto che ha ripreso successivamente e che ora è arrivato al volume tre. Sono belle melodie, come quella di Kojak Theme, una serie con un personaggio noto anche al pubblico italiano, ben sviluppate da Doyle, che ha un feeling diretto con questo tipo di materiale, da cui estrae il massimo in termini di espressività. Due dei brani sono stati scritti da Doyle stesso, in quanto non ha trovato melodie adatte, nonostante fosse stato ad esplorare intensivamente il genere. Ci sono altri due brani fuori tema, America Drinks and Goes Home di Frank Zappa, che diventa una ballad ed il finale Everytime di Louis Cole. Il leader è alle chitarre, tastiere, basso e programmazione dei ritmi, con lui ci sono ancora Josh Dekaney alla batteria e percussioni ed una sezione d’archi per cui ha scritto gli arrangiamenti. Bel disco, che si ascolta con piacere, fra rock, jazz, fusion e melodie molto riuscite a cui sa dare la giusta rilevanza negli arrangiamenti in cui anche gli archi occupano un ruolo importante.

Genere: Soundtrack
Label: Autoprodotto
Year: 2019

Tracklist
01. Detectives Medley
02. Kojak Theme
03. Man from U.N.C.L.E.
04. Lost Letter
05. Johnny Staccato
06. America Drinks and Goes Home
07. Thirteen Crimes
08. Noir Alley
09. It Takes a Thief
10. Everytime

ago 02

Gretje Angell – In Any Key

hwalb01643838Il padre Tommy “The Hat” Voorhees a cui è dedicato il disco, ed il nonno della cantante Gretje Angell erano dei batteristi, una musicalità che sembra stata ereditata dalla cantante, con una bella voce sensuale, quasi intima, che ad ogni canzone sembra raccontare qualcosa di proprio, sia quando accompagnata da un combo, sia quando, su Deep in a Dream è accompagnata da un’orchestra classica di sessanta elementi, oppure dalla chitarra di Dori Amarilio. Si tratta di un disco compatto, poco più di trentasei minuti di musica, ma molto intenso, perfetto in ogni aspetto, senza che ci sia qualche nota lontanamente fuoriposto. C’è qualcosa di magico nella sua musica che ricorda cantanti come Helen Merrill o Karin Krog per il modo in cui porge le storie o con cui interagisce con gli altri musicisti, un aspetto che viene fuori anche in arrangiamenti originali di brani famosi come One Note Samba. Di certo è una cantante che non passa inosservata, cui si augura una carriera a livello internazionale, dalla grande personalità e “coolness” innata, che aspettava solo questo disco per rivelarsi al grosso pubblico.

Genere: vocal jazz
Label: Autoprodotto
Year: 2019

Tracklist
01. Love Is Here to Stay
02. I’m Old Fashioned
03. Fever
04. Deep in a Dream
05. Berimbau
06. Do Nothing ‘Til You Hear from Me
07. One Note Samba
08. Tea for Two
09. Them There Eyes

ago 01

Steve Cohn George Haslam Steve Kershaw – Ancient & Modern

8e17e9bece70faf2d495b22312ba9e53Quello in questione è un disco un pò speciale registrato live alla All Saints Church in Inghilterra (Oxfordshire) da parte di un trio che non aveva mai suonato insieme ritrovatosi sul palco per la prima volta, appena di ritorno da altri concerti. Gl inglesi George Haslam al sax baritono e contralto ed al tarogato e Steve Kershaw al contrabbasso hanno incontrato l’americano Steve Cohn che qui suona il pianoforte e degli strumenti esotici: shakuhachi, hichiriki e shofar. È un concerto fra influenze folk, blues, libera improvvisazione e pure standard del jazz, vengono infatti eseguiti Blue Monk di Thelonious Monk e Nostalgia In Times Square di Charles Mingus in trio con Haslam al sax baritono e Cohn al pianoforte. Altrove si usano altri strumenti, il disco parte con un duo del tarogato e del contrabbasso su una melodia popolare inglese, con Nepal Meets Hum Hum Drum Drum che chiude il disco si può ascoltare Cohn che suona il piano e shofar e shakuhachi insieme al sax baritono ed al contrabbasso, una musica improvvisata che si ricorda di lontane melodie orientali. È una proposta insolita, che non si pone steccati di sorta, che travalica i generi e si concentra esclusivamente sulla comunicazione estemporanea sul palco davanti agli ascoltatori. Un concerto riuscito, registrato da Cohn che poi ha deciso di pubblicarlo.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2019

Tracklist

01. Scarborough Fair
02. Orwell’s Blues
03. Walking In An English Garden
04. Blue Monk
05. Nostalgia In Times Square
06. Baritone Happiness
07. Dog Blue
08. Taragato Fire
09. Nepal Meets Hum Hum Drum Drum

lug 31

Jelena Jovovic – Heartbeat

w9alb01653272Jelena Jovovic è un cantante serba che con un gruppo di connazionali, tutti strumentisti di gran valore, ci presenta un album fra fusion e post bop con un mucchio di swing e alcune puntate verso la musica balcanica. Nel tutto lei riversa le sue esperienze di vita, che l’hanno portata in giro per il mondo facendole acquistare quella maturità che la sua voce trasuda ad ogni parola. È una cantante che si può tranquillamente mettere tra le grandi voci contemporanee e che ha suonato con tnti dei bei nomi del jazz internazionale. Con lei ad accompgnarla un trio costituito da Vasil Hadzimanov al pianoforte ed al Fender Rhodes, Milan Nikolic al contrabbasso e basso elettrico e Vladimir Kostadinovic alla batteria, in due brani sostituito da Dusan Novakov.Fra gli ospiri da rimarcare la presenza di Rastko Obradovic al sax tenore e al soprano in sei dei brani, su Which Hunt di Wayne Shorter appare con un assolo di stampo modale perfettamente eseguito nello stile dell’autore, anche altrove, su Bubu’s Song, un brano dall’andamento più fusion, con la leader anche al canto scat e l’assolo alla tromba di Strahinja Banovic si mostra ben integrato in un altro tipo di approccio alla musica. Jelena presta le liriche anche a Little Freddie Steps del pianista austriaco Claus Raible. Molto bello Time is Here dove Obradovic è al sex soprano e Vasil Hadzimanov al Fender, mentre Jelena canta in francese. L’ultimo brano Pools è di Dan Grolnick, in repertorio presso gli Steps Ahead e chiude in bellezza un disco di una cantante dalla grande personalità che ha poco da invidiare alle colleghe americane.

Genere: vocal jazz
Label: Universal Music
Year: 2019

Tracklist
01. Witch Hunt
02. Paladin (Alt. Nizamski Rastanak)
03. The Countless Stars
04. Heartbeat
05. Bubu’s Song
06. Sweet Music
07. Little Freddie Steps
08. Time Is Here
09. Mad in Heaven
10. Pools

lug 30

Antonio Adolfo – Samba Jazz Alley

samba_jazz_alley_front_coverAgli inizi degli anni sessanta il pianista brasiliano Antonio Adolfo era ancora un teenager in mezzo alla rivoluzione della bossa nova che in quel momento stava conquistando il mondo. A Rio una strada vicino Copacabana era chiamata Beco das Garrafas e lì la musica jazz incontra i ritmi brasiliani nei club che però erano aperti soltanto ai maggiori di 21 anni, ma in quanto musicista professionista Adolfo ottene un’autorizzazione per esibirsi dal vivo accompagnando Carlos Lyra e Vinicuis de Moraes. In questa sua nuova incisione Adolfo intende fare un omaggio a quel periodo interpretando dei classici della bossa, ma in modo piuttosto energetico utilizzando quei ritmi del jazz che lo hanno sempre ispirato. Insieme ai fidi Jorge Helder al contrabbasso, Rafael Barata alla batteria, Lula Galvao alla chitarra acustica ed elettrica, ed i fiati Jessé Sadoc alla tromba e flicorno, Marcelo Martins al sax tenore e soprano ed al flauto alto su Corcovado e Rafael Rocha al trombone. Gli ospiti speciali sono Serginho Trombone al trombone a pistone su the Frog, Mauricio Einhorn e Gabriel Grossi all’armonica a bocca su Tristeza De Nos Dois, Claudio Spiewak alla chitarra acustica su Ceu e mar. Le composizioni sono dei grandi nomi della samba e della bossa nova, per quello che Adolfo chiama samba jazz. È una musica che convince per l’autenticità della proposta, perché il leader è a suo agio sia in Brasile che in USA, conoscendo perfettamente i due generi. Gli ottimi solisti a disposzione completano il quadro di un disco che non lascia mai la presa sull’ascoltatore coinvolgendolo con temi famosi e assoli di altissimo livello, arrangiati in modo magistrale, senza mai cadere nella retorica di paesaggi da cartolina. Adolfo è fra i più inventivi jazzisti brasiliani.

Genere: mainstream/latin jazz
Label: AMM
Year: 2019

Tracklist
01. Ceu e mar
02. Hello Herbie
03. So Por Amor
04. Casa Forte
05. Tristeza De Nos Dois
06. The Frog
07. Obrigado
08. Passarim
09. Corcovado

lug 29

Blind Lemon Jazz – After Hours

cover_square-uai-1032x1032James Byfield/Blind Lemon Pledge è l’autore delle composizioni e arrangiamenti del disco, oltre ad esserne il produttore e anche chitarrista blues e cantante sull’ultimo brano in programma, Blue Heartbreak. Ma la vera protagonista e interprete dalla voce sensuale è la cantante Marisa Malvino accompagnata da Ben Flint al pianoforte, Peter Grenell al contrabbasso e Joe Kelner alla batteria. C’è un’idea precisa dietro, Byfield presenta musiche sue che si rifanno al patrimonio della grande canzone americana e del jazz del passato senza ovviamente dimenticare il blues, affidate ad un quartetto di musicisti che esaltano l’eleganza della sua musica. È un misto di canzoni già incise, nuove composizioni scritte appositamente per questo disco ed altre che non avevano trovato spazio sugli album precedenti. Si parte con After Hours che dà il titolo all’album, una canzone che ci fa ricordare delle melodie dei teatri di Broadway e compositori come Irving Berlin, siamo con le atmosfere di un gruppo jazz che suona dopo il consueto programma per i nottambuli. E si continua con ogni canzone che racconta una storia che attraversa la notte, in cui si incontrano personaggi che con calore ci rendono partecipi delle loro emozioni. È un disco che si ascolta meglio, come dice il titolo, “after hours”, abbandonandosi allo swing del quartetto.

Genere: vocal jazz
Label: Ofeh Music
Year: 2019

Tracklist
01. After Hours
02. If Beale Street Was a Woman
03. Rich People in Love
04. How Can I Still Love You
05. Bobby’s Blues
06. Livin’ My Life with the Blues
07. You Can’t Get There from Here
08. Moon over Memphis
09. Ketchup Spaghetti
10. You Had Me at Goodbye
11. Buddy Bolden’s Song
12. Lights Out
13. Blue Heartbreak

lug 28

Monkey House – Friday

280Molto raffinati e dai testi divertenti e ricchi di ammiccamenti, i Monkey House sono arrivati ora alla loro quinta incisione, pubblicata in tutti i formati per la gioia degli audiofili. I musicisti chiave della band sono Don Breithaupt, cantante, compositore e tastierista, Mark Kelso alla batteria, Pat Kilbride al basso e Justin Abedin alla batteria. Provengono da Toronto/Los Angeles, prendendo qui a mani basse per quanto riguarda i musicisti in studio, che cambiano da un brano all’altro. Un concetto che ricorda gli Steely Dan, altra famosissima band, pur riconoscendo che i Monkey House hanno un loro suono che dá a questi brani un loro marchio di fabbrica. Book Of Liars è di Walter Becker, un omaggio che viene dal cuore, scrive il leader nelle note all’interno del booklet, per uno dei due fondatori degli Steely Dan, fra i più grandi songwriter di sempre. C’è di tutto in questo album, non mancano ottimi assoli al sax tenore, come quello che apre Welcome To The Rest Of The World, un brano con un testo che trasuda ottimismo da tutti i pori oppure gli ospiti famosi, i Manhattan Transfer su Jazz Life. Qua e là si sente la cantante Lucy Woodward, spesso con Rod Stewart. I dodici brani del disco fanno un tutt’uno omogeneo, perfetto sia in sede di missaggio che per come sono stati inseriti in sede di editing.

Genere: smooth/pop jazz
Label: Alma Records
Year: 2019

Tracklist
01. 10,000 Hours
02. Nine O’Clock Friday
03. Shotgun
04. Welcome To The Rest Of The World
05. Book Of Liars
06. The Jazz Life
07. I’ll Drive, You Chill
08. Say It For The Last Time
09. When The Mud Men Come
10. Because You
11. Brainyard
12. Island Off The Coast Of America

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