giu 05

Rebecca Dumaine and the Dave Miller Combo – Chez Nous

smt_748-chez-nousIl gruppo di Rebecca Dumaine ed il padre pianista Dave Miller è arrivato alla quarta incisione, un disco con standard noti e meno noti della grande tradizione americana. I due sono accompagnati da Chuck Bennett al contrabbasso e Bill Belasco alla batteria, in otto dei quattordici brani c’è il chitarrista Brad Bluethe. La band suona in stile swing, fatto con perizia e molta eleganza presentando le famose canzoni scelte in nuovi arrangiamenti in cui la voce così melodiosa di Rebecca ha modo di emergere. oltre agli autori americani c’è Antonio Carlos Jobim e la sua bossa nova con So Danco Samba, qui è da rimarcare anche il raffinato assolo del chitarrista. Yesterday è di John Lennon e Paul McCartney, è eseguito in duo insieme al padre pianista, e trova posto a metà del disco in mezzo ai classici di, fra gli altri, di Rodgers e Hart, sono tre i loro brani eseguiti, e Frank Loesser. Un disco che si ascolta volentieri in sottofondo, rilassante ed allo stesso tempo raffinato.

Genere: vocal jazz
Label: Summit Records
Year: 2019

Tracklist

01. When In Rome
02. So Danco Samba
03. I’ve Never Been In Love Before
04. Everything I’ve Got Belongs to You
05. Chez Moi
06. I Didn’t Know What Time It Was
07. Tangerine
08. Yesterday
09. You’re Getting to be a Habit With Me
10. Just the Two of Us
11. Give Me the Simple Life
12. Alice In Wonderland
13. Do It the Hard Way
14. Que Reste-t-il/I Wish You Love

mag 25

Vince Abbracciante – Terranima

288Il secondo disco del fisarmonicista Vince Abbracciante per la Dodicilune lo vende ancora con i fidi musicisti di Sincretico, Nando Di Modugno alla chitarra, Giorgio Vendola al contrabbasso e l’Alkemia Quartet – Marcello De Francesco e Leo Gadaleta violino, Alfonso Mastrapasqua viola e Giovanni Astorino violoncello. Questa volta ci sono degli ospiti speciali, il famoso clarinettista Gabriele Mirabassi, Aldo Di Caterino al flauto, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Giuseppe Smaldino corno francese e Pino Basile alle percussioni. La musica si arricchisce di nuovi colori, di melodie che provengono dalla ricca tradizione italiana, ma anche dal Sudamerica come su Choro 5. Le tante idee si mischiano bene insieme perché Abbracciante sa trarre suoni poetici dal suo strumento in un fitto dialogo con Mirabassi, fra i momenti migliori dell’album è lo stupendo Serenata del Canto e dell’Incanto che chiude un disco che era cominciato con un Saltarello in Dodicilune. Nel resto del disco c’è anche una sottile passione per il tango e per la terra natia, la Puglia, cui si porge omaggio con Impressioni di Puglia, un brano ricco di sfumature in cui si ascoltano il corno francese e gli archi dell’Alkemia Quartet. Abbracciante è un notevole strumentista ed anche un bravo leader, perché l’album, in tutte le sue componenti, mostra un bell’equilibrio che invita ad un ascolto ripetuto, trovandoci sempre qualcosa di nuovo.

Genere: crossover
Label: Dodicilune Records
Year: 2019

Tracklist

01. Saltarello in Dodicilune
02. Impressioni di Puglia
03. Fantasia Terranima
04. Requiem per un Ulivo
05. Fuga a Sud
06. Choro 5
07. Genipabu
08. La Borsini
09. Serenata del Canto e dell’Incanto

mag 12

Carlo Uboldi Ubbazu Trio – Street Lamp

142193190Con questo nuovo trio il pianista Carlo Uboldi insieme a Aldo Zunino e Stefano “Brushman” Bagnoli alla batteria, il mago delle spazzole, firma un’opera di un certo spessore, ricca di swing, elegante, che ha trovato successo a livello internazionale ed in Giappone. C’è la tradizione dei grandi pianisti che hanno creato questo linguaggio, famosi standard ed il blues di Basin Street Blues, da notare sono anche i notevoli arrangiamenti. Il Love for Sale che apre l’album è una lunga esecuzione, ben undici minuti, mozzafiato, di un trio compatto dalla dimensione internazionale, in cui i ruoli di accompagnatore e solista vengono scambiati con fluidità, sono tutti strumentisti molto validi e gli assoli lo confermano, grande Zunino in un intervento al contrabbasso che si incastona perfettamente durante il percorso dell’esecuzione sostenuto dagli accordi del pianoforte e dagli eleganti ritmi delle spazzole del batterista. Seguono tre composizioni di Uboldi, fra cui Catipece, molto vibrante, eseguita sui veloci ritmi di un bop che per i tre è la musica con cui sono cresciuti. A seguire un grande standard, The Windmills of Your Mind di Michel Legrand, conciso, poco più di tre minuti in cui tutto è al posto giusto senza una nota in più o in meno a guastare il bel flusso dell’esecuzione. Si arriva al finale Just in Time di Jule Styne rilassati grazie alla musica di un trio che ha tutte le carte in regola per avere successo a livello internazionale.

Genere: mainstream
Label: Alessio Brocca Edizioni Musicali
Anno 2019

Tracklist
01. Love for Sale
02. Rapunda
03. Lotando
04. Catipece
05. The Windmills of Your Mind
06. Love Letters
07. Giulio Libano
08. Street Lamp
09. Basin Street Blues
10. Just in Time

mag 11

Carlo Uboldi Trio guest Emanuele Cisi – Looking Beyond

indexIl pianista Carlo Uboldi è un veterano del jazz italiano che con costanza e dedizione ci fa ascoltare una musica con le radici nella tradizione, ricca di swing, che si ascolta volentieri. Per questa sua nuova incisione ci presenta un ospite speciale insieme al suo trio, il sassofonista tenore torinese Emanuele Cisi, a completare il gruppo ci sono Valerio Della Fonte al contrabbasso e Massimo Manzi, batterista conosciuto su innumerevoli incisioni del jazz italiano. A parte Invitation di Bronisław Kaper e The Opener di Bill Evans, ci sono tutte composizioni del leader e del contrabbassista, insieme a Lady K. di Cisi, dedicata al suo collega Richie Kamuca. Il quartetto funziona alla perfezione su un linguaggio comune, è un mainstream senza tempo in cui i musicisti danno il meglio di sé con assoli misurati, molto compatti durante le esecuzioni. Alcune composizioni del leader, come Panegra che chiude l’album, sono molto ascoltabili, Looking Beyond che dà il titolo al disco, ha qualcosa di affascinante, affrontata dal leader con tanto swing e da Cisi con un suono fluido ed ammaliante al sassofono. Un album che si ascolta volentieri in sottofondo, ma su cui ci si può soffermare su con attenzione perché ricco di momenti importanti.

Genere: mainstream
Label: Alessio Brocca Edizioni Musicali
Anno 2019

Tracklist
01. Malupa
02. Lady K
03. Oh, Beh!
04. Invitation
05. Looking Beyond
06. The Opener
07. Walkin’ Over
08. Sibelia
09. Time Does It
10. Circus
11. Panegra

mag 05

Alessandro Lanzoni – Unplanned Ways

unplannedways-coverDopo i tanti premi, frutto di uno studio intenso del suo strumento, il pianista fiorentino Alessandro Lanzoni è arrivato a questa insione, la terza per la Cam Jazz, con un trio insieme agli americani
Thomas Morgan al contrabbasso e Eric McPherson alla batteria. Si presentano con un programma ambizioso, fatto di standard famosi e quattro composizioni a firma dei tre, che nell’insieme fanno un disco di alto livello. Hanno inciso con nomi prestigiosi, specie Morgan, un contrabbassista molto richiesto sia in Europa che in USA, ed insieme si ritrovano perfettamente ad esplorare queste composizioni con idee comuni, frutto di una frequentazione assidua del jazz contemporaneo. Lanzoni ha ascoltato i musicisti americani e non ne fa un segreto, mentre altri colleghi coetanei preferiscono seguire una linea più europea in questo genere. Le vie non pianificate del disco portano ad alcune esecuzioni mozzafiato, il Thelonious di Monk, oppure Blood Count di Billy Strayhorn, ma anche a ballad come The Peackocks di Jimmy Rowles, dall’atmosfera misteriosa in cui il trio si ascolta dall’interno vicendevolmente con attenzione in un dialogo profondo, a cui le idee non mancano mai. Il finale Coda è firmato collettivamente a chiudere un disco notevole, che proietta Lanzoni definitivamente in una dimensione internazionale, sostenuto dalla coraggiosa casa discografica italiana.

Genere: modern jazz

Label: Cam Jazz
Tuk Music
Year 2016

Tracklist

01. Shiny Stockings
02. Conception
03. Relay
04. The Peacocks
05. Amaruq
06. Upper Manhattan Medical Group
07. Near Collapse
08. Blood Count
09. Thelonious
10. Coda

mag 04

Peter Madsen’s Storytellers – Curiouser e Curiouser

61s6f3neqtl-_ac_ul436_Il pianista americano Peter Madsen è arrivato alla decima incisione da leader per la Playscape con un quartetto di musicisti austriaci, gli Storytellers. Con lui Herwig Hammerl al contrabbasso e Martin Grabher alla batteria e percussioni, insieme a Herbert Walser alla tromba ed effetti elettronici vari, tutti fanno parte del collettivo Collective of Improvising Artists, appoggiato durante questi anni dal dipartimento culturale del Voralberg che ha reso possibile una serie di validissime incisioni. Madsen è stato sempre un appassionato lettore e fra i suoi libri preferiti c’è il famoso Alice nel paese delle meraviglie dello scrittore inglese Lewis Carroll, un rapporto che si può notare dai titoli scelti per i singoli brani del disco in cui si riconoscono i famosi personaggi incontrati da Alice nel corso della sua bizzarra avventura. I musicisti si esprimono in un mainstream moderno, attraversato qua e là dagli effetti elettronici che danno una cornice a quelli che sono i personaggi evocati e ci fanno ascoltare degli assoli di altissimo livello, dalla tromba di Walser su Duchess, al pianoforte di Madsen, sempre in costante fibrillazione, autore di brillanti assoli, come su Queen of Hearts. Un brano molto ispirato è il lungo Gryphon, in cui il quartetto lavora come un’unità perfetta e Madsen mette in mostra un’eleganza nel suono ispirata anche da ritmi sudamericani mentre accompagna l’assolo di Walser. È un brano che si fa ascoltare un paio di volte per comprenderne la struttura, la bellezza degli assoli ed allo stesso tempo la facilità esecutiva del collettivo. Dodo è un altro brano ispirato, in cui la goffa andatura del volatile è resa con un assolo del leader ricco di swing. È un disco notevole che attira l’attenzione e si fa ascoltare ripetutamente per le tante idee, ricco di fantasia, come d’altronde il libro a cui si è ispirato.

Genere: jazz
Label: Playscape Recordings
Anno 2019

Tracklist
01. Alice
02. Cheshire Cat
03. White Rabbit
04. Caterpillar
05. Queen of Hearts
06. Mad Hatter
07. Duchess
08. Gryphon
09. Mock Turtle
10. Dodo
11. March Hare
12. Wonderland
walser su

mag 01

Jacopo Ferrazza Trio – Theater

theater-coverAncora per la Cam Jazz arriva la seconda incisione del contrabbassista Jacopo Ferrazza in trio insieme a Stefano Carbonelli alle chitarra acustica ed elettrica ed a Valerio Vantaggio alla batteria. Il trio ha lavorato dall’esordio in modo continuo e ciò ne ha rafforzato le qualità già viste all’inizio, un fitto interplay e le interessanti idee nelle composizioni del leader, ben registrato da Stefano Amerio così che le sue qualità tecniche emergono dai suoni del trio. È un musicista che si inserisce nella linea dei grandi virtuosi americani, da Paul Chambers a Ray Brown, senza dimenticare gli europei come il grande contrabbassista danese Niels-Henning Ørsted Pedersen. La melodia è uno dei punti di forza del disco, fin dall’iniziale Theather che dà il titolo al disco, qui il contrabbasso guida la chitarra in un fitto intreccio fra i due, magistralmente reso in sede di missaggio, senza obbligatoriamente rendere omaggio ad un solo genere. Sono un gruppo eclettico, poliedrico, aperto a tutto quello che gira nell’atmosfera, pronti a recepire umori urbani, come il rock di Observer, insieme alla classica in The Last Sunset e Sofia e Pat Metheny su Rhapsody for a Cloud. Su tutto regna il virtuosismo del leader, la perfetta messa in scena grazie al sapiente lavoro in sede di missaggio, l’assoluta sintonia ed empatia fra i musicisti, portatori in scena, come in teatro, di un progetto collettivo, su cui Ferrazza mette la firma con le sue composizioni, in cui tutti gli attori contribuiscono alla riuscita della recita per il pubblico.

Genere: jazz
Label: Cam Jazz
Anno 2019

Tracklist

01. Theater
02. Rhapsody for a Cloud
03. The Observer
04. Awakening
05. Riververse
06. A Visionary Spring
07. The Last Sunset
08. Sofia

apr 27

Simon Nabatov – Readings Red Calvary

857La storia dello scrittore russo di origine ebrea Isaak Ėmmanuilovič Babel’ è servita al pianista Simon Nabatov a tessere il canovaccio di questa nuova incisione, intitolata secondo una delle maggiori opere di Babel, prima celebrato e poi inghiottito nel sistema di terrore staliniano, arrestato e ucciso in carcere nel 1940. Successivamente, dopo la morte di Stalin, è stato riabilitato. Dai titoli dei racconti del libro di Babel’ il pianista riesce a creare un’altra opera interessante con la stessa formazione del disco dedicato ai futuristi russi, ma qui al posto di Jaap Blonk c’è il cantante inglese Phil Minton che si diverte a declamare e gridare versi e storie contornato dal quartetto costituito oltre che dal leader e pianista dal multistrumentista Frank Gratkowski, Marcus Schmickler ai live electronics e l’americano Gerry Hemingway alla batteria. La collaborazione fra Nabatov e Minton è di vecchia data e così tutto funziona, fra la voce ed il quartetto l’interazione è perfetta, un continuo stimolarsi a vicenda per dei brani che appaiono carichi di adreanalina e ricchi di idee movimentati dalla grande prestazione dei singoli. I due dischi, quello dedicato a Gileya e questo, appaiono simili come idea di progetto, ma ben diversi nella realizzazione e nell’approccio alle composizioni. Certamente un grande Phil Minton con la sua forte personalità ha dato un’impronta speciale a questo disco, il resto è dovuto alla capacità dei protagonisti di improvvisare creando un tappeto sonoro denso e in piena sintonia con le composizioni di Nabatov.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2019

Tracklist

01. Crossing the River Zbrucz
02. The Church of Novograd
03. A Letter
04. Intermezzo 1
05. Gedali
06. The Tachanka Theory
07. My First Goose
08. Intermezzo 2
09. After the Battle

apr 24

Espresso Galattico – Gasser 3

845 Peter Frey al contrabbasso, Jürg Gasser al sax tenore e Dieter ulrich alla batteria costituiscono da anni un trio che si dedica alla musica improvvisata. In mezzo a progetti ed impegni vari, i tre trovano il tempo per suonare insieme ed ogni tanto incidere. Il disco in questione è ricco di emozioni e di momenti coinvolgenti, Freý è un maestro del suo strumento da cui sa trarre tante soluzioni sonore, che sia con l’archetto o in pizzicato. Quello che fa è stupefacente, sia in questa formazione che negli altri progetti con contrabbassisti o musicisti vari alla ricerca del momento magico che spunta dall’improvvisazione. Jürg Gasser al sax tenore conosce la lezione dei musicisti free ma anche di un Evan Parker (chi non ricorda il trio con Barry Guy e Paul Lytton?) e John Butcher, trascinando il trio in situazioni incadenscenti, ricche di tensione e di adrenalina. Il batterista Dieter Ulrich è uno storico dell’arte che ha trovato nel suo strumento da autodidatta un importante mezzo di espressione, così come per i jazzisti del passato, la sua è una musica che viene da dentro, senza legami a scuole o dettami particolari. Difficile scegliere un brano in particolare, una volta che si è dentro il mondo musicale dei tre ci si lascia coinvolgere e trasportare, una musica senza confini che nasce in modo estemporaneo e celebra con gioia il mondo dell’improvvisazione radicale.

Genere: avanguardia jazz
Label: Leo Records
Anno 2019

Tracklist

01. Espresso galattico
02. Temptations
03. Ewig währt am Längsten
04. Slow Fox
05. Softly, but…
06. Talking
07. Joke
08. Off We Go
09. Ciao

apr 23

João Pedro Viegas Luiz Rocha Silvia Corda Adriano Orrù – Unknown Shores

unknown-shores-cover-300x274Dopo il trio insieme al sassofonista soprano Gianni Mimmo Silvia Corda pianoforte e Adriano Orrù contrabbasso hanno ora inciso in quartetto insieme ai due musicisti portoghesi João Pedro Viegas al clarinetto basso e Luiz Rocha al clarinetto e clarinetto basso. Sono dei dialoghi estemporanei completamente improvvisati, coinvolgenti per quello che i musicisti riescono a riversare dai nastri di registrazione per il pubblico. Orrù suona spesso il contrabbasso con l’archetto, su Broken Affirmations comincia accompagnato da campanelli e da un pianoforte suonato dall’interno, cui si aggiungono i borbottii dei due fiati a creare un’atmosfera incerta che lentamente grazie al pianoforte acquista qualcosa di inquieto mentre sotto la superficie si accumula una tensione continua. Il lungo Refractions è un percordo a quattro, aereo, leggero, fra dialoghi a quattro e momenti in solo senza che si perda mai il filo del discorso. Il fascino di questa musica è descritto dal sassofonista Massimo Falascone nelle liner notes all’interno del CD, un’attrazione cui non è riuscito a sottrarsi. La musica respira ed i quattro proseguono per l’intero percorso verso spiaggie sconosciute, a volte attraverso momenti soffusi, altre volte con i clarinetti che si mostrano dal loro lato più aggressivo. Si chiude con un titolo psichedelico, Follow the White Rabbit, in cui Orrù ed i clarinettisti tirano insieme momenti che sembrano generati da un software, tutti insieme alla scoperta di una realtà parallela.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Year: 2019

Tracklist
01. The Significance was Carefully Hidden
02. Manual de Conversão
03. Des pas sans neige
04. Dato per assodato
05. A Shady Threeshold
06. Four Portraits of the Sme Portrait
07. Broken Affirmations
08. Refractions
09. Unknown Shores
10. Follow the White Rabbit

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