mag 21

Trio Now – Live at Nickelsdorfer Konfrontationen 23.07.2016

789Il trio costituito da Tanja Feichtmair al sax alto, Uli Winter al violoncello e Fredi Pröll alla batteria è con questa incisione per la terza volta su Leo Records. I musicisti austriaci si conoscono ormai da un ventennio e dopo l’esordio in quartetto la loro proposta si è cristallizzata in un trio che propone una musica free ricca di spunti ed idee, fra la stagione della New Thing storica e l’Europa di un Frode Gjerstad, ad esempio, o di musicisti inglesi come Paul Dunmall che continuamente ridisegnano i confini e l’evoluzione di questo genere. Questa volta Tanja, Uli e Fredi sono live a Konfrontationen, il festival in patria dedicato alle nuove tendenze che dal 1980 in poi ha visto sul palco musicisti come Bill Dixon, Roscoe Mitchell, Evan Parker, in pratica tutta l’avanguardia improvvisativa, europea ed americana, è passata da quelle parti. I tre partono dopo la presentazione del concerto di Hans, Lukas con The Magic of Now, quasi sedici minuti che sono un manifesto di quello che possono fare. Compatti, con assoli energetici da parte della sassofonista, supportata da una ritmica che inventa di tutto, i tre sfidano il concetto di solista ed accompagnatore e si presentano come un gruppo in cui i ruoli sono paritari. Si prosegue per empatia, a momenti ricordano uno dei grandi trii del free jazz, quello di Sam Rivers con Dave Holland e Barry Altschul. Il ruolo del violoncellista è centrale, comincia la performance con l’archetto, accompagnato dalle percussioni, poi al pizzicato si rivela un musicista duttile che sa gestire le dinamiche come un contrabbasso, contribuendo alla varietà di atmosfere presentate. Sui brani successivi si ascoltano anche momenti lirici e rilassati, dalla vena profondamente poetica nonostante l’informale proposta. È una performance ispirata che merita il riascolto dopo l’evento live, da parte di un gruppo che trasmette la sensazione di vivere appassionatamente la musica free.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records

Anno: 2017

Tracklist

01. Hans, Lukas
02. The Magic of Now
03. Proximity
04. Susi
05. High Voltage
06. Good Night Friend

mag 15

Sestetto Internazionale – Aural Vertigo

49La Amirani Records pubblica due concerti tenuti in Finlandia dal Sestetto Internazionale, un gruppo coagulatasi intorno alle varie collaborazioni del sassofonista soprano Gianni Mimmo. È una formazione internazionale dalla strumentazione insolita, ci sono Alison Blunt al violinoe Harry Sjöström al sax soprano, Achim Kaufmann al pianoforte, Veli Kujala ad una fisarmonica a quarti di tono e Ignaz Schick ai giradischi. i due concerti documentati qui sono stati tenuti nel 2015 a Helsinki e Turku e documentano una sperimentazione inedita, in cui la musica viene fuori quasi da un laboratorio alchemico in cui al posto degli elementi sono i suoni gli ingredienti principali. I due sax soprano (ma c’é anche un sopranino) ed il violino tirano fuori momenti poetici, melodie che si intrecciano e rispondono fra di loro insieme a strumenti che producono rumori, come il giradischi, o armonie inconsuete, come il pianoforte e la fisarmonica. La musica procede tranquilla, si svolge in un clima di empatia in cui nessuno prende il sopravvento così che il concetto di collettività ha modo di realizzarsi, un’utopia che prende forma da un’istante all’altro. In mezzo a strati che sembrano complessi c’è un architettura che i musicisti rendono comprensibile. La loro avanguardia ha toni delicati, “soft”, è un dialogo reciproco continuo in cui ci si può immergere e farsi trasportare. Tutti hanno modo di esprimersi e contribuire ad una musica che rappresenta l’aspetto più morbido e seducente dell’improvvisazione radicale.

Genere: improvvisazione
Label: Amirani Records
Anno 2017

Tracklist

01. Aural
02. Vertigo

mag 14

Peter Madsen – Satin Doll A Tribute to Billy Strayhorn

150425Il pianista americano Peter Madsen è un veterano del piano jazz. Questa sua dedica per il centenario della nascita di Billy Strayhorn, il famoso compositore ed arrangiatore per l’orchestra di Duke Ellington, è il suo settimo disco da leader per la Playscape. Ormai divide il suo tempo fra gli Stati Uniti e l’Austria dove lavora con il collettivo Collective of Improvising Artists. L’idea di partenza era di realizzare il progetto con un quartetto, ma poi l’intesa con il chitarrista Oliver Rath lo ha spinto a riconsiderare il tutto e passare ad un duo. Le improvvisazioni proiettano la musica di Strayhorn nel futuro, le sue famose composizioni sono interpretate nello spirito dei musicisti moderni, al di là di quello che è il mainstream più consueto. C’è di tutto, nuovi ritmi e armonie per renderle più interessanti ed inconsuete. Fin dal brano di inizio Satin Doll, che dà il titolo al disco, si avverte una simbiosi totale tra Madsen e Rath insieme che li porta a realizzare nuove idee. La famosa Take the A Train, introdotta dalla chitarra “slide” di Rath prima che arrivi un pianoforte fortemente percussivo che rimette ordine in un treno che sembrava deragliare è un’ esecuzione da incorniciare. La ballad Chelsea Bridge parte con un’improvvisazione creativa della chitarra, poi lentamente i due vanno verso un’interpretazione che si rifà ad un ritmo brasiliano. Le idee non mancano in questo disco e rivelano anche uno Strayhorn insolito, le cui famose composizioni anche in un contesto fuori dall’usuale hanno molto da dire. Una straordinaria interpretazione è quella di Blood Count, l’ultima composizione di Strayhorn, realizzata quando era in ospedale per un tumore all’esofago. Qui la chitarra fa scorrere le note con una pulizia ed una poesia fuori dal comune. È un omaggio straordinario, di due artisti che proponendo la musica di Strayhorn hanno anche tante cose proprie da dire.

Genere: jazz
Label: Playscape Recordings
Anno 2017

Tracklist

01. Satin Doll
02. Passion Flower
03. Daydream
04. A Flower is a Lonesome Thing
05. Take the A Train
06. Johnny Come Lately
07. Blood Count
08. Chelsea Bridge
09. Ishafan
10. Lotus Blossom

 

mag 10

Milo Tamez – Oxyoquet El Volcán Silencioso

48La Amirani Records di Gianni Mimmo produce questo disco piuttosto singolare del percussionista messicano Milo Tamez, non solo un’incisione dedicata al ritmo, ma anche qualcosa che induce a riflettere sull’ambiente, dedicata com’è a paesaggi vulcanici e presentata dal vivo insieme a riprese nella riserva naturale di Huitepec. È un’opera in cui non solo le percussioni giocano un ruolo importante, insieme al ritmo ci sono effetti elettronici che creano il suono, atto a formare un’esperienza simbiotica insieme ai video. La riflessione sulla condizione umana, sui ritmi ancestrali ed i suoni della foresta tropicale si fondono in una composizione aperta che si intende anche come improvvisazione, un flusso di suoni ed immagini strutturato che si presenta come una sinfonia suddivisa in cadenze. Un’opera aperta in cui i ruoli di composizione ed improvvisazione sono al di fuori dei soliti schemi. La musica procede con calma, rumori che sembrano provenire dalla foresta tropicale ma che sfuggono al caso, all’alea della situazione estemporanea, coordinati da un musicista che ci invita a riflettere su quello che è l’ambiente naturale, prima che si passi alla sua distruzione. Il concetto di musica “naturale”, connessa all’ambiente circostante, è sviluppato con sagacia, è una lettura coinvolgente della natura ispirata dai suoni che una mente aperta riesce a rielaborare come musica. La produzione è stata fatta con cura, con esaurienti noti di copertina e fotografie, una lettura stimolante insieme al resto. Si arriva alla fine dell’ascolto, anche senza il supporto visivo della rappresentazione dal vivo, totalmente coinvolti da un mondo in cui i suoni ancestrali dei tamburi hanno trovato il giusto dialogo insieme alle più moderne elettroniche per dare un volto sonoro alla natura incontaminata.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Anno 2017

Tracklist

01. Intro Soundscape
02. Part 1 Cadencias I – IV
03. Part 2 Cadencias V – VII
04. Part 3 Cadencias VIII – IX
05. Part 4 Cadencias X – XII
06. Finale Soundscape

apr 23

Gauden/Hanslip – And How the Who Can Think the What…

fmrcd426La musica improvvisata inglese gode di buona salute ed un nutrito gruppo di “non pentiti” continua a praticare il genere dando nuovi impulsi. Per il sassofonista tenore Mark Hanslip ed il batterista Ed Gauden questo è il terzo disco insieme, questa volta come duo. All’inizio l’idea era di un trio insieme ad un pianista, ma dopo che ad un concerto quest’ultimo fu impossibilitato a suonare, Hanslip e Gauden trovarono nell’estemporaneità dell’esibizione in duo un loro equilibrio, cosí che questo tipo di collaborazione è andata avanti e si è arrivati ad incidere. È un disco compatto, quaranta minuti come per gli LP, in cui i due esplorano alcune situazioni senza dilungarsi troppo, sono brani tra i quattro ed i sei minuti di durata. Up in the Smoke apre il disco lentamente, dal fumo del titolo evocato dal sassofono appaiono ritmi ed una melodia che esprime un’atmosfera tranquilla. Più movimentato Pheasants, i fraseggi del sassofonista sono rapidi, precisi, mentre la batteria esplora colori alimentando il dialogo. C’è tanto jazz in questo eloquio, uno sguardo alla tradizione che viene proiettata in un terreno più moderno. Su Jets si va verso un altro tipo di situazione ancora, cercando di estrarre dagli strumenti nuovi suoni. 698 è un brano free, il batterista ed il sassofonista trovano un momento di circa quattro minuti per esprimersi nel tipico linguaggio di questo genere. Si prosegue con Spring Board, alla ricerca di atmosfere fuori dall’ordinario, con il batterista ad intessere ritmi intensi con le spazzole. Il finale Up in Smoke (reprise) chiude il disco lentamente, così come era stato aperto dall’omonimo brano. È un’incisione che si riascolta più volte, intensa, rilassante per chi è solito ai suoni dell’avanguardia.

Genere: Avanguardia
Label: FMR Records
Anno 2017

Tracklist

01. Up In Smoke
02. Pheasants
03. Jets
04. 698
05. Spring Board
06. Enter the Muse
07. Up in Smoke (reprise)

apr 16

Alex Maguire Nikolas Skordas Duo – Ships and Sheperds

EPSON MFP imageL’incontro tra il pianista inglese Alex Maguire ed il sassofonista greco Nikolas Skordas è avvenuto per caso durante un concerto ad Atene, da lì sono partiti i contatti per sviluppare un progetto in duo conclusosi con questa registrazione live. Entrambi si trovano a loro agio in queste improvvisazioni, fra avanguardia e motivi presi dalla musica popolare greca. Maguire è un pianista che non si crea problemi di genere e suona spesso con musicisti che fanno altri generi, per cui questo tipo di approccio gli è  congeniale. il disco apre con Skordas alla gaida, un tipo di zampogna della tradizione greca. Subito dopo su Cosmic Sources passa al sax soprano su cui ha un suono aspro, ma che proprio per questo motivo risulta coinvolgente, reduce da quelle che sono stati gli insegnamenti del free. Il duo funziona perfettamente, anche nella situazione live sanno come non perdere il filo del discorso e su come rendere interessante il proseguio del dialogo. La musica appare qui ipnotizzante, affascinante pur se rifugge dai soliti canoni. Su Wild Flower (Based on the tradizional greek melody Marados) Skordas passa al sax tenore per affrontare una melodia tradizionale greca mentre Maguire lo accompagna con la dovuta sensibilità. I due si tengono lontani da banalità o facili estetismi: Maguire nel suo assolo mostra di essere uno strumentista che sa gestire con equilibrio le sue conoscenze della musica classica e del jazz, Skordas è convincente con la sua voce fuori dai soliti stilemi dei sassofonisti mainstream. Il secondo CD inizia con Acroterion eseguito da Skordas in solo al sax soprano. C’è anche un brano in quartetto, Labyrinth, insieme agli ospiti Don Stavrinos ala tromba ed al flicorno e Stathis Diamantidis al contrabbasso, un brano dallo svolgimento lento nei suoi undici minuti, che ci permette di fare conoscenza con dei musicisti free che provano a resistere in una Grecia in cui lo spazio per la cultura è sempre più ridotto a causa delle note vicende economiche. Il brano finale che dà il titolo al disco vede Skordas affrontare diversi strumenti, percussioni, zampogna, sax, fischietti vari, mentre Maguire tiene tutto sotto controllo con le poche note del suo pianoforte. Un disco inusuale, sorprendente, e proprio per questo riuscito.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2017

Tracklist

CD 1
01. Anchorites
02. Cosmic Sources
03. Wild Flower (Based on the tradizional greek melody Marados)
04. Portrait of a Saint
05. Poliphemos
06. Athos
07. Twilight at Vatopedi
CD 2
01. Acroterion
02. Pathway
03. Labyrinth
04. Logism of a Mind
05. Three Fingers
06. Olympos
07. Ships and Sheperds

apr 15

Oliver Lake Featuring Flux Quartet – Right Up On

51cxzsb92tlIl sassofonista contralto americano Oliver Lake è una figura conosciuta del jazz contemporaneo i cui esordi risalgono agli anni ’70. Nel frattempo ha lasciato una lunga serie di incisioni, a proprio nome e da sideman, comprese quello con Il World Saxophone Quartet. La collaborazione con il Flux Quartet , un quartetto d’archi di musica contemporanea, risale al 2002. Da allora si sono incontrati per diverse esibizioni, ma soltanto ora sono andati in sala di incisione. Sono sette le composizioni di Lake eseguite, su tre è presente lo stesso compositore con il suo sax alto. Si cominicia con il solo quartetto d’archi per Hey Now Hey, Lake arriva dopo tre minuti con il suo intervento scoppiettante intessendo subito un dialogo serrato con gli archi. Lo stesso vale per 5 Sister, il suono del sax è di stampo free e ciò crea abrasioni da cui arrivano scintille di brillante bellezza. Un dialogo inusuale, per lo meno per come è gestito dai partecipanti. È un brano in cui l’improvvisazione gioca un ruolo fondamentale dedicato alla memoria della madre e delle sue quattro sorelle. In 2016 la notazione è per lo più rappresentata da grafici e ridotta al minimo, il quartetto ha l’esperienza per gestire questo tipo di situazione, abituato com’è a suonare con tanti dei corifei dell’avanguardia contemporanea. Lake ritorna su Disambiguate, un brano con parti scritte e parti in cui gli esecutori sono chiamati ad improvvisare. il suono del sassofno contralo porta momenti di energia nell’esecuzione. Gli ultimi tre brani sono eseguiti soltanto dal quartetto d’archi, molto interessante è il lungo Einstein 100! composto nel 2005 per il centenario della scoperta della teoria della relatività. Le sonorità del quartetto e la scrittura di Lake ricordano i maggiori compositori moderni per questo tipo di formazione. Il dialogo con il sax contralto funziona e l’interazione fra i quattro è perfetta. Da ascoltare.

Genere: Avanguardia
Label: Passin Thru Records
Anno 2017

Tracklist

01. Hey Now Hey
02. 5 Sister
03. 2016
04. Disambiguate
05. Right Up On
06. Sponge
07. Einstein 100!

apr 14

Jeannie Tanner – Words & Music

Diet51vxamgw2ol-_ss500ro questo doppio album della cantante e trombettista americana Jeannie Tanner ha richiesto molto lavoro in sede di produzione. Sono ben nove le cantanti, insieme a tre colleghi di sesso maschile, presenti nelle diciannove tracce del doppio album. La ritmica è guidata da Dan Murphy al pianoforte, Fender Rhodes e Hammond B3, Cary Biggerstaff al contrabbasso, Neal Alger alla chitarra in diversi brani, Andy Pratt alla chitarra su I’m Whistling a Tune e Darren Scorza alla batteria. Ci sono anche diversi fiati, Chris Madsen ai sax, Elaine Dame al flauto, la leader alla tromba, Adam Thomburg al trombone ed un quartetto d’archi. Come si può notare si sono fatte le cose in grande! Le composizioni ed i versi sono di Jeannie Tanner, le eccezioni sono Can’t Believe That It’s You con la musica di Lisa McQueen e It’s Never Too Late, i cui versi sono stati scritti dalla Tanner insieme a Tommy McCann. Fra jazz, per la maggior parte dei brani, e pop fatto insieme ad un sottofondo di archi, la musica scorre molto gradevole. Su Can’t Believe That It’s You c’è Murphy all’Hammond B3 ed al pianoforte, Neal Allger si esibisce in un ottimo assolo in stile alla chitarra ricco di blues e la voce di Michele Thomas interpreta perfettamente il testo e la musica. Il pregio della produzione è proprio questo, che per ogni canzone si è potuto scegliere il/la cantante in grado di interpretarla nel migliore dei modi. Voci splendide, di artisti con notevole esperienza alle spalle, spesso a loro volta leader su proprie incisioni. Qualche canzone la si gradisce più delle altre, Be Strong interpetata da Typhane Monique nello stile di un’Etta James, ad esempio, per il resto si ascolta una bella incisione in cui la professionalità della leader, autore anche di pregevoli e raffinati assoli alla tromba, e degli altri musicisti coinvolti non viene mai meno.

Genere: jazz vocale
Label: Tanner Time Records
Anno 2017

Tracklist

01. That Word (feat. Rose Colella)
02. Wait for Me (feat. Jeff Meegan)
03. Endless Joy (feat. Abigail Riccards)
04. Reflections in Mirrors (feat. Tammy McCann)
05. You Can Kiss Me into Anything (feat. Typhanie Monique)
06. Remembering (feat. Paul Marinaro)
07. Fred and Ginger (feat. Alyssa Allgood)
08. Mr. Midnight (feat. Kimberly Gordon)
09. Can’t Believe That It’s You (feat. Michele Thomas)
10. Come Along for the Ride (feat. Elaine Dame)

Disc 2
01. Kiss Me (feat. Kimberly Gordon)
02. Red (feat. Elaine Dame)
03. Vegas (feat. Paul Marinaro)
04. Be Strong (feat. Typhanie Monique)
05. You’ll Always Have My Heart (feat. Abigail Riccards)
06. It’s Never Too Late (feat. Tammy McCann)
07. My Whole World Is You (feat. Amy Yassinger)
08. I’m Whistling a Tune (feat. Andy Pratt)
09. Promise Me the Moon (feat. Rose Colella)

apr 12

Gregory Lewis – Organ Monk, The Breathe Suite

512y6e4cxl-_ss500Il leader Greg Lewis all´Hammond B3 è un appassionato della musica di Thelonious Monk,  ma anche un attento testimone di quello che succede nel mondo odierno, sia musicalmente che nelle strade. Il nuovo disco è dedicato alle vittime della violenza negli USA, di cui nei titoli mette i nomi. Sul disco non scrive niente, ma una rapida ricerca sul web ci fa scoprire che sono stati vittime di scontri con la polizia. Sul primo brano oltre ai fidi Riley Mullins alla tromba e Reggie Woods al sax tenore, ci sono Nasheet Waits alla batteria ed un assolo devastante alla chitarra elettrica di Marc Ribot. Su Trayvon è in trio con Jeremy Bean Clemons alla batteria e il chitarrista Ron Jackson. La musica procede in modo drammatico, molto moderna come concetto, al di fuori di quelle che sono i soliti canoni del trio per organo Hammond. Ancora il trio per Aiyanas Jones Song, ricco di swing e con un assolo veloce e diretto del leader, molto comunicativo. Si ritorna alla formazione di prima con Marc Ribot su Eric Garner. Nel finali Ausar and the Race Soldier cambia ancora formazione, con Jeremy Clemons alla batteria, Ron Jackson alla chitarra, Reggie Woods al sax tenore, Riley Mullins alla tromba ed il leader all’Hammond. Il finale Ausar and the Race Soldiers (reprise) è con i due batteristi, Clemons e Nasheet Waits. La musica di Lewis ci invita a non dimenticare, al di là di quelli che sono gli aspetti tecnici e gli assoli ricchi di pathos delle esecuzioni. “i can’t protest because if I protest I go to jail. And if I go to jail i can’t feed my five kids. So what I can do is what I do: I write music. I want to get this record to each of the people. Even if it brings joy for just a minute to these families, that is what I can do”.

Genere: modern jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2017

Tracklist

01. First Movement Chronicles of Michael Brown
02. Second Movement Trayvon
03. Third Movement Aiyanas Jones Song
04. Forth Movement Eric Garner
05. Fifth Movement Ausar and the Race Soldiers
06. Sixth Movement Ausar and the Race Soldiers (reprise)

apr 11

Billy Jones – 3′s a Crowd

frontBilly Jones è un batterista che proviene da Philadelfia e che ha lavorato negli ultimi anni per portare la sua tecnica verso un dialogo alla pari con gli altri strumenti allontanandosi da un ruolo che sia soltanto quello di accompagnatore nella sezione ritmica. In dei momenti di spontaneità ha inciso una serie di duetti, dieci, con altrettanti musicisti, sei dalla costa orientale a Philadelphia e quattro da quella occidentale in California. Alcune delle esecuzioni proposte prevedono una composizione di Jones, altre sono completamente improvvisate. Quella che dà il titolo al disco, 3′s a Crowd è insieme al sax alto di Geroge Young, uno che ha fatto parte di tantissime sedute di incisione come musicista da studio. Insieme a Jones esplora una composizione con una struttura canonica in cui i tamburi si propongono per un dialogo alla pari che funziona benissimo. Song for Meg è insieme a Tony Miceli al vibrafono, i due sviluppano atmosfere eteree su un bel tema, poetico e delicato, coinvolgente per la poesia in grado di esprimere. The Call è con John Vanone alla tromba, che è anche il produttore del disco. Qui i toni si fanno più aspri, la musica dei due mostra dei momenti free. John Cage Scared My Dog è una libera improvvisazione insieme al pianoforte di Mick Rossi, un dialogo serrato in cui il pianista si mostra dal suo lato più moderno. For John and Elvin è un’altra libera improvvisazione insieme a Gary Meek, che qui non nasconde la sua ammirazione per John Coltrane. Just Above the Clouds è insieme al flauto di Kenny Stahl, a costruire atmosfere misteriose. Gone Now è con al contrabbasso di Tyrone Brown, un momento ricco di swing. A Monotony of Hazard è con Stu Reynolds al clarientto basso, Chant of the Soul con i vocalizzi di Scott Wright e il finale Elle’s Dream con il pianoforte di George Genna. Billy Jones propone un disco fra modern mainstream ed un’avanguardia dai toni meno radicali del solito che si fa ascoltare piacevolmente.

Genere: jazz
Label: Acoustical Concept Records
Anno: 2017

Tracklist

01. 3′s a Crowd
02. Song for Meg
03. The Call
04. John Cage Scared My Dog
05. For John and Elvin
06. Just Above the Clouds
07. Gone Now
08. A Monotony of Hazard
09. Chant of the Soul
10. Elle’s Dream

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