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set 17

(AllMyFriendzAre) DEAD

(AllMyFriendzAre) DEAD

In una calda notte di inizio agosto mi sono trovato al Burning Days di Catanzaro Lido, a gustarmi i Tre Allegri Ragazzi Morti, i Calibro 35 e One Dimensional Man. Proprio durante il live di questi ultimi Andrea mi presenta un ragazzo dietro di noi che se la sta godendo di gusto. Si chiama FranTz e qualche giorno prima con la sua band ha sorpreso i pochi presenti del Tracce Live di Crotone insieme agli (AllMyFriendzAre) DEAD, band nella quale canta, spesso in dialetto. Ma vi giuriamo che l’intervista è in italiano.

  • Da quanto tempo esistono gli (AllMyFriendzAre) DEAD?

Era il 2006. Io e Succo avevamo bisogno di suonare. Un tremendo bisogno di suonare. Partimmo con la semplice idea di pestare quanto più forte possibile, senza star troppo a pensare al fatto che stessimo suonando punk e cercando di conoscerci  meglio, qualsiasi altra cosa venisse fuori da una batteria e da un basso distorto. Poi arrivo El Pez con le sua chitarra, poi Gicass ed infine Melted Man che al basso mi ha dato la possibilità di dedicarmi unicamente alla voce.  L’evoluzione della specie passa anche attraverso questi scossoni.

  • La prima volta che ho sentito il nome della band mi è venuto subito da pensare ai Turbonegro. Quali sono le vostre principali influenze musicali?

È sempre una domanda complicatissima. Chiaramente i Turbonegro hanno la loro importanza. La domanda “Where are your friends?” era talmente semplice da meritare una risposta che suona come un calcio in bocca. Ovviamente le influenze musicali sono le più disparate: da Danko Jones ai Queens of the stone age, passando per  le carceri di Johnny Cash, tra Jerry Lee Lewis, il rockabilly e lo psychobilly, i Doors, i Fuzztones, fino ad arrivare allo stoner rock e al punk dei Dead Kennedys. Non posso negare che apprezziamo tanto la psichedelica quanto un certo metal zozzone. Non sorprenderti se ci senti canticchiare “Biotech is Godzilla”. Come ci si può fermare ad un unico genere? È tutto rock’n’roll ed è il segreto delle ricette quando finisce dentro il tritacarne che abbiamo in sala prove.

  • Quanti dischi avete pubblicato fino ad oggi?

Il primo disco ufficiale è Hellcome, uscito nell’estate del 2010 grazie alla coproduzione di Musica per Organi Caldi, Narcolettica, Speed Up e Autoproduzioni Appese. Lo abbiamo portato in tour per tutto l’anno e stiamo continuando a farlo, siamo quasi a 50 concerti in 2 anni, prestando però attenzione al lavoro per il suo seguito. Dietro al mixer ci sarà sempre Ottavio Leo, perché ai Ludnica recording studios abbiamo trovato casa. Ora sono cazzi suoi…

  • In base a recenti indiscrezioni della stampa scandalistica crotonese, i vostri concerti risultano trascinanti ed infuocati. Per il genere di musica che suonate sembrerebbe abbastanza naturale prediligere per voi la dimensione live.

Rido di gusto anche se non hai ancora sentito che cosa esce dalle intercettazioni telefoniche… maledetta legge sulla privacy! Il rock’n’roll è una droga, non puoi farne a meno perché ne senti la mancanza al solo pensiero. Non vorremmo mai privarcene. Il palco è la giusta dimensione per poter trasmettere la stessa passione che ci porta a credere che sia giusto continuare a fare quello che facciamo.

  • La scelta stilistica di cantare spesso in dialetto calabrese è veramente sorprendente. Per me ancor di più. Adesso ce la spiegate.

Come puoi spiegare il concetto di “mi veni mi moru!” con parole migliori? Il dialetto non è mai stata una imposizione, è venuto fuori naturalmente e abbiamo pensato che suonasse molto più rock’n’roll di quanto le tarantelle non vogliano far credere. Per me è modo naturale di esprimermi. Perché? La domanda giusta è sempre “Perche no?”.

Reggio e la Calabria, punti di partenza e magari anche di arrivo del vostro essere musicale. Che rapporto avete con la vostra regione? C’è qualcosa di nuovo, sorprendente e meritevole attorno a voi?

Punti di partenza sicuro e al massimo punti di ritorno dai tanto chilometri che ci separano dai posti in cui abbiamo appena suonato. Che rapporto abbiamo? con una regione che preferisce ingaggiare i fenomeni da baraccone che la tv propone e non ti supporta perché “non ci sono soldi”. Una regione che non offre grossi spazi lavorativi a chi avrebbe tutta l’intenzione di rimanerci ed essere parte di un sistema che ha bisogno della sua professionalità. Una ragione comandata dai parenti degli amici sempre più parenti e sempre meno amici. L’unica soluzione e fottertene di loro e fare le tue cose. Solo così ti puoi rendere conto che attorno a te ci stanno tante altre realtà che non si fermano a guardare tutto quello di cui ti ho detto, ma che vogliono fortemente fare qualcosa affinché qualche altro gruppo fra qualche anno non debba risponderti così a questa domanda ma possa parlarti di quanto bello sia riuscire a crescere e cominciare a suonare e vivere la Calabria. Non mollamu i nu passu.

  • Progetti futuri? Avete in cantiere qualcosa?

Come ti dicevo il nostro secondo disco è in via di definizione. È sotto le cure del dottor Leo in una clinica londinese. Dovrebbe essere fuori nei primi mesi del 2012. Posso solo anticiparti che conterrà alcuni brani che chi ci segue dal vivo ha già potuto ascoltare come Donnie B. Good e We Kill X. In cantiere ci sono sempre un milione di cose. Ancora tante date fino alla fine dell’anno, compreso un tour di supporto agli Smart Cops per le date in Calabria e Sicilia. Poi nel 2012 stiamo organizzando con i concerti un po’ più a nord. Saranno come sempre dei concerti infuocati. Tenetevi aggiornati sulla nostra pagina www.myspace.com/amfadead o anche su quell’impero della privacy chiamato Facebook. “Where are your friends?”.

“What? Where are my friends?” Qualcuno un giorno mi disse che i veri concerti sono quelli poco affollati, ma di cui tutti i presenti si ricorderanno per molto tempo. Di sicuro questo è il caso degli (AllMyFriendzAre) DEAD.

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