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feb 12

Dotzauer – Deep

Una apnea profondamente oscura questa dei trevigiani Dotzauer qui alle prese con il loro debut album Deep, sei tracce di sangue e zolfo che negano ogni libertà allo spirito della luce, un percorso metal di trasformazione sonica, un sound alcalino e potente che si appaga con suoni compressi, energie elettriche primigenie e un mondo capovolto deprivato della propria anima. Ma anche un disco dalla dualità ben precisa, da una parte il filo sospeso e amniotico di suggestioni irrequiete, destabilizzanti, urlate a squarciagola come inno sacrificale da diffondere, dall’altra la melodia ambient maledetta che va in corto col doom di quello peso, due dimensioni che si compensano e si fanno principali istinti di scontro.
Trova spazio in questo cratere d’ascolto anche il riflesso grigiastro di un post-rock ibrido di ambient e progressive che riesce a fare anche la sua bella porca figura, ma quello che più si ravvisa è l’atmosfera animale che ciondola ovunque, quella bramosia dentata che è pura grana di suono, un insieme di forza e scariche che accarezzano strangolando; l’aggettivo “potente” si spende facilmente in recensioni, interviste e quant’altro, ma in questo caso – durante il passaggio stereo del disco – è più che meritato e ben affibbiato, e loro – questa band ombrosa – sanno incarnare un sound, una maledizione rigeneratrice con tutti i crismi della maestosità, dentro quel sentiero sacro e profano che è poi in fondo il metal in generale. Dicevamo sei tracce che rigano la pelle, un soffio vitale al contrario che esubera e si spoglia di qualsiasi sensazione commerciale, una reazione catalizzatrice che – nonostante assorba energie da deliri di stampo Katatonia, Cult Of Luna – riesce a districarsi e formattare un personalissimo carattere esecutivo.
Bella la distonia irrequieta di Organic silver, la psichedelica noir che sbatte Deepster o la perdizione ossessa di uno strabiliante sopravvento di consacrazione estetica che When the soul and the abyss wave to each other urla ai quattro venti, tutto il resto aspetta solo un innesco d’ascolto da parte vostra, dopodichè questa malia sonica dei Dotzauer si diffonderà come un herpes.

Label: Red Sound Records
Anno: 2013
Genere: Ambient- Sludge Metal

Tracklist:

1. Organic silver
2. Water buries the skyline
3. Deepster
4. Air hunger
5. Shreds of consciousness
6. When the soul and the abyss wave to each other

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