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ott 21

Gianmaria Testa – Men at work

Men at work è il live parallelo di Vitamia, ultima uscita studio di Gianmaria Testa. È stato registrato sul campo, lungo il 2012, per poi essere missato, supervisionato e masterizzato tra aprile e luglio di quest’anno. Emergono, dal risultato finale di questo doppio, forti pennellate di sensibilità e uno stile decisamente personale che coglie da anni lo spessore autorale di Gianmaria. Chi lo ha amato per Da questa parte del mare o Valzer per un giorno come il sottoscritto, sicuramente non potrà farsi sfuggire questa release composta da 23 brani e un dvd in allegato. Men at work è prima di tutto un omaggio che il cantautore piemontese si regala dopo vent’anni di carriera: da Montgolfieres a Vitamia, per l’appunto, passando per Extra muros, Altre latitudini e l’unico live chitarra solo, registrato al parco della musica di Roma il 3 maggio del 2008, che fino ad ora si poteva ascoltare nella sua discografia. In secondo luogo traccia una bella esperienza che dal Brennero, come ci racconta l’autore stesso, si protrae per una parte d’Europa nella composizione di una specie di diario di bordo illustrato, gravido di sentieri e incroci di culture. Il viaggio che sta dientro il live è immerso in quattro storie i cui protagonisti sono Testa alla voce, Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Nicola Negrini ai bassi e Philippe Garcia alla batteria, lungo i palchi di Germania, Austria e Lussemburgo. Permane nelle armonie quell’occidente a cui Testa ha sempre mostrato rispetto e dunque le tracce seguono un filo conduttore che dal tango gitano incide sul rock, dal sonetto melodioso sfiora il blues, il liscio e la canzone popolare, dalla bossa rafferma converge sul manouche e l’habanera, dal combat risale per le pendici folksy brumose e accigliate come il dispiegarsi della pianura e le altezze dei rilievi. I sodali da par loro ispirano la vena artistica dell’ex ferroviere di Cuneo che sollecitato a dovere dal dripping di Garcia come dalle fughe aperte di Bianchetti si lascia andare ad un rock dalle tinte nazional popolari e jazzy. Quando a maggior ragione è Negrini a stuzzicare gli inabissamenti di Testa, solleticando l’emotività dei bassi, il camerismo si mostra in quella leggera e aerea sospensione che ad esempio aveva permeato lavori come altre latitudini. Sono come sempre i temi del lavoro, dell’immigrazione e dell’indifferenza a sostenere il disco in un immagianrio affastellato di personaggi e tramonti che figliano una scrittura luminosa, quasi a ricordare un intreccio a slidin’ doors dove i rumori e i sospiri si prestano a vicenda profumi e indolenze, egoismi e collisioni. Spicca su tutte una versione di Hotel supramonte di De Andrè in fender solo, una traiettorie delle mongolfiere dai tratti fortemente simbolici e un’espressività che a sorpresa si nota nei brani tratti da Extra muros (La ca sla colin-a) Lampo (polvere di gesso) e Solo dal vivo (come al cielo gli aereoplani). Men at work va a formare un legaccio di seta che come in una favola raccoglie a se la discrezione , un modo di far clangore con poche cose, oggetti trovati per caso e una scatola su cui tenere un tempo pari. Quel che basta a racimolare un pensiero profondo oppure una giusta frase detta in un attimo imperfetto. Testa è un cantautore dalla vena ispiratissima e figurativa.

Label. Fuorivia
Anno. 2013

Tracklist

Cd 1
1.Le traiettorie delle mongolfiere
2.Nuovo
3.Dimestichezze d’amor
4.Lele
5.Cordiali saluti
6.Acquadub
7.Sottosopra
8.18 mila giorni
9.Polvere di gesso
10.Preferisco così
11.La giostra

cd 2
1.Hotel supramonte
2.Lasciami andare
3.3/4
4.Seminatori di grano
5.Ritals
6.Come le onde del mare
7.Le donne nelle stazioni
8.Voci da combattimento
9.Nient’altro che fiori
10.Al mercato di porta palazzo
11.Come al cielo gli aeroplani
12.La ca sla colin-a

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