giu 13

Lucia Ianniello – Live at Acuto Jazz

cover_ridIl nuovo disco della trombettista Lucia Ianniello è un live molto speciale tenuto ad Acuto nella Chiesa di San Sebastiano, risalente al XII secolo. C’è un’acustica speciale ed un pubblico in sintonia con gli artisti così che la musica fluisce in modo organico ma anche con un fascino che per forza di cose non si ritrova negli studi di registrazione contemporanei. Il gruppo è completato da Diana Torti alla voce, Andrea Polinelli ai sax soprano e contralto ed al flauto, Paolo Tombolesi alle tastiere e Cristina Patrizi al basso elettrico. C’é un nuovo repertorio, ma restano lo stesso alcune delle composizioni eseguite dalla Pan Afrikan Peoples Arkestra di Horace Tapscott e Jesse Sharps che avevano trovato spazio nel disco precedente. La musica resta sempre moderna, caratterizzata dalla mancanza di una batteria che impone un suo ritmo e dalle tastiere di Tombolesi, in grado di tirare fuori tantissimi suoni e rumori. La leader utilizza oggetti vari accanto alla tromba, su cui emette suoni molto lirici e liquidi, a volte con inflessioni che ricordano un collega famoso come John Hassell. Nell’interpretazione del gruppo le composizioni acquistano una nuova forma, Peyote Song No. III ha una bella melodia e vive degli efetti elettronici di Tombolesi, così come Other scritto dalla Ianniello, che si apre prima con le tastiere elettriche e poi con il piano acustico, dopo arrivano la tromba e la voce ed insieme contribuiscono a creare un’atmosfera misteriosa e magica. Little Africa è di Horace Tapscott, anche qui è il pianoforte a gestire l’introduzione, poi la voce della Torti canta i versi, dopo si aggiungono gli altri e si arriva ad atmosfere di un jazz molto raffinato. Il brano finale è di Fuasi Abdul Khaliw, anche lui un musicista che proviene da Los Angeles, e chiude il concerto con suoni inusuali, da sottolineare il bell’assolo al flauto di Andrea Polinelli.

Genere: modern jazz
Label: Slam Productions
Anno 2017

Tracklist

01. Our Summer
02. Peyote Song No. III
03. Other
04. Little Africa
05. Dessert Fairy Princess
06. Quagmire Manor at Five A.M.
07. Ballad for Samuel
08. Maintenant
09. Eternal Egypt Suite, part 4 (of four parts)

giu 12

Pasquale Mirra – Moderatamente Solo

pr1601Il vibrafonista Pasquale Mirra è conosciuto da molti anni nel panorama del jazz nazionale ed ha inciso in tante formazioni. Questo suo nuovo disco per la Fonterossa Records di Silvia Bolognesi è un live registrato al Teatro Sant’Andrea di Pisa in cui mette insieme composizioni proprie e altrui. È un’opera molto intimista, suoni sottili e delicati, dedicata ai suoi genitori, un viaggio introspettivo al’interno della musica, di quella dei musicisti da lui apprezzati e di quella che nel frattempo gli è arrivata dalle sue emozioni interiori. il disco comincia quasi in silenzio, pretendendo attenzione, poi i suoni si fanno lentamente avanti, prendono lo spazio sul palcoscenico mentre qualcosa di imprevisto accade fra un brano e l’altro. Arrivano composizioni inusuali per lo strumento, Thinkig Charles di Charles Mingus, oppure 2300 Skidoo di Herbie Nichols. From Just Play è del collega Karl Berger e di Ed Blackwell, dopo la dedica a Hamid Drake arriva Togo di Don Cherry, eseguito con delicatezza e calore, alla ricerca di suoni esotici e delle melodie così care al trombettista afroamericano. Il pubblico viene ricambiato pubblicando sul disco la registrazione degli applausi sul finale Happiness, perché in fondo anche gli spettatori hanno contribuito alle atmosfere create.

Genere: jazz
Label: Fonterossa Records
Anno: 2017

Tracklist

01. Start
02. From Just Play
03. To My Parents
04. Thinking Charles
05. 03:34
06. 2300 Skidoo
07. Perchè parli mentre suono?
08. To Hamid Drake
09. Togo
10. Happiness

giu 11

Oberg/Mahall/Griener – Lacy Pool_2

792Il pianista tedesco Uwe Oberg presenta sempre dei progetti originali, che si occupi di avanguardia o di musiche più legate alla tradizione jazzistica. Con questa sua nuova incisione riprende un’idea che risale al 2006, anno in cui aveva inciso per HatHut insieme al batterista Michael Griener ed al trombonista Christof Thewes un omaggio a Steve Lacy. Questa volta è Rudi Mahall a diversi tipi di clarinetti a sostituire il trombonista ed a dare una nuova vitalità al progetto. La musica di Lacy rivive così senza il sax soprano e cosí dando luce a nuove sonorità su composizioni da lui affrontate nel corso degli anni con il suo quintetto. Spesso situate fra tradizione, Lacy ha spesso suonato la musica di Monk, ed avanguardia, con i cui esponenti in Europa ed in USA ha spesso inciso, sono ora ridate senza spirito filologico, ma senza perderne l’essenza. Oberg rinuncia ad un contrabbasso per non dare l’idea di un classico quartetto jazz, per “aprire” la musica, dare più possibilità di espressione ai singoli. Deadline è un brano degli anni ’80 affrontato con velocità esecutiva, Clichés è dello stesso periodo ed ha qualcosa dei ritmi africani. Trickles, che apriva l’omonimo album di Lacy con Roswell Rudd del 1976 per la storica Black Saint, è un’esecuzione piuttosto complessa che prosegue con ritmi cangianti e momenti in solo ed in trio. Fra i momenti migliori dell’album anche grazie ad una prestazione superba di Mahall. Field (Spring) e Jazz ab 40 sono composizioni di Oberg, la prima è un brano dall’andamento misterioso, la seconda dall’andamento decisamente monkiano. Sono due brani che certamente sarebbero piaciute a Lacy. Dopo Dreams, un brano suggestivo che era stato inciso negli anni ’70 e poi ripreso insieme allo storico album Songs, segue Troubles che chiude l’album in modo gioioso e dinamico. Un bell’omaggio alla musica di uno dei grandissimi del jazz.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2017

Tracklist

01. Deadline
02. Clichés
03. Trickles
04. Field (Spring)
05. Blues for Aida
06. Ladies
07. Jazz ab 40
08. Dreams
09. Troubles

giu 07

Sloth Racket – Shapeshifters

a1593287835_16La band Sloth Racket è un quintetto inglese intorno alla sassofonista baritono Cath Roberts, insieme a lei il sax tenore di Sam Andreae e la ritmica costituita dalla chitarra elettrica di Anton Hunter, insieme a Seth Bennett è al contrabbasso e Johnny Hunter alla batteria. I cinque ormai si conoscono a memoria ed il loro secondo album li mostra in sintonia su quelle che sono le linee guida della leader. Il lungo Edges che apre il disco parte in modo lento, con i sassofoni ed il contrabbasso ad inseguire linee melodiche e dialoghi sottili, poi dal minuto dieci in poi gli equilibri sembrano rompersi, la chitarra arriva prepotente e la musica mostra momenti di free dirompente prima di arrivare alla conclusione. Tracking è sostenuto da una ritmica calorosa e da un chitarra che dà direzioni inaspettate con degli accordi, poi tutto procede in modo compatto da parte del quintetto che si ritrova in un dialogo collettivo ricco di idee. Bark è un brano che mostra il lato più avanguardistico della band, che procede coagulando l’esecuzione intorno a brandelli di suono, tuttavia il brano ha un suo fascino ipnotico, un’inquietudine sottile che si esprime lentamente, senza urla. Shapeshifters è il brano più lungo, oltre tredici minuti in cui si può apprezzare la sapienza della scrittura della leader nel guidare la band attraverso passagi complessi che vengono affrontati collettivamente. Non mancano dei momenti in solo, come il contrabbasso suonato con l’archetto che fra il secondo ed il quarto minuto si ritaglia un notevole assolo. Ma poi si riparte in trio con la chitarra elettrica che scarica l’adrenalina accumulatasi nel frattempo e la ritmica che fa il suo lavoro in modo impeccabile. I sassofoni arrivano insieme dopo, all’unisono, prima di lasciarsi andare a degli assoli piuttosto liberi nel linguaggio che portano l’atmosfera a riscaldarsi ancora di più. Un’ottima prova della band inglese.

Genere: avanguardia jazz

Anno 2017

Tracklist

01. Edges
02. Tracking
03. Bark
04. Shapeshifters

giu 06

Larry Newcomb – Living Tribute

larry_newcomb_quartet_with_bucky_pizzarelli__living_tributeLarry Newcomb è un chitarrista jazz con una lunga carriera alle spalle e che insegna a New York. I suoi assoli su disco sono molto fluidi e swinganti li si ascolta con piacere per come riescano a trasmettere l’essenza di questo genere con facilità. Su sette degli undici brani, sui primi cinque e poi su One Heart Ain’t as Great as Two e Peace gli fa compagnia il collega e maestro Bucky Pizzarelli, novantuno anni al momento dell’incisione! Il trio che lo accompagna è costituito da Eric Olson al pianoforte, Dmitri Kolesnik al contrabbasso ed il veterano Jimmy Madison alla batteria. La cantante ospite Leigh Jonaitis è presente su su altri due brani. Fra standard e composizioni proprie il leader ne approfitta per dedicare i brani del disco a colleghi come Dick Hall 8con cui ha suonato e studiato insieme) ed ai più famosi Jim Hall e Bucky Pizzarelli, senza dimenticare la moglie, i tre figli e la sua guida spirituale sul finale Peace, una composizione di Horace Silver per comunicare che il messaggio della pace è possibile per ognuno di noi. Il disco apre con due swinganti standard, I Remember You e You’d Be So Nice to Come Home To, bravissimi tutti nel convogliare all’ascoltatore quella che è l’essenza di questa musica, swing, facilità nelle esecuzioni, la fluidità delle improvvisazioni. La ritmica fa il proprio lavoro in modo straordinario anche quando si affrontano altri generi, come su Love Is Here con la cantante o su Crossing Over. È un disco che funziona grazie alla grande professionalità dei musicisti coinvolti, un esempio di cosa è il jazz mainstream odierno e di come sia difficile arrivare a certi livelli per chi fa questa musica in Europa.

Genere: mainstream jazz
Label: Essential Messenger Records
Anno: 2017

Tracklist

01. I Remember You
02. You’d Be So Nice to Come Home To
03. Morningside Heights
04. Alone Together
05. Round Pond Reunion
06. Gold Top
07. Band of Brothers
08. One Heart Ain’t as Great as Two
09. Love Is Here
10. Crossing Over
11. Peace

giu 05

Blazing Flame Quintet – The Set List Shuffle

788L’avventura dei Blazing Flame guidati dal cantante, poeta, percussionista, critico musicale Steve Day continua con questo nuovo disco per la Leo Records. A completare il quintetto ci sono Mark Langford al sax tenore ed al clarinetto basso, Peter Evans al violino elettrico a cinque corde, Julian Dale al contrabbasso ed al violoncello e Anton Henley alla batteria. È una musica improvvisata collettivamente che nella nuova fromazione rispetto al disco precedente trova un’altra dimensione. I provocanti versi di Day trovano in Coal Black Buddha subito la sintonia del sassofonista e del violinista, supportati da una ritmica molto dinamica che crea atmosfere originali, al di fuori di quello che anche l’ascoltatore più smaliziato si aspetta. Si continua in modo più tranquillo su i Talk to Genius, restando ancora sorpresi dai versi, dal “Wake up! Plato! Scream and bleed! Help me! Teach me! Let me breathe!” gridati a squarciagola, per poi lasciare spazio ad un dialogo mozzafiato fra il clarinetto basso ed il violino. Su Over the Brow of the Green Hill oltre ad uno stupefacente assolo di Peter Evans sono da sottolineare i versi di Day, “The flying lovers are drawn to acrylic skies/but the Bolsheviks were marching before the paint had dried” e “Let no thief steal your lover or the one green hill you knew”. Su Specimen Orchid si ascolta anche il violoncello di Julian Dale mentre i versi assumono connotazioni politiche, “The rumour is they always voted Labour/Some say socialism saved her/Tends her flowers as if they are the prettiest of people/who need the right conditions to thrive/we know plants can’t be equal”. È un progetto che funziona fatto da musicisti veri e da un poeta che recita/canta versi ispirati.

Genere: avanguardia jazz
Label: Leo Records
Anno 2016

Tracklist

01. Coal Black Buddha
02. I Talk to Genius
03. Over the Brow of the Green Hill
04. Specimen Orchid
05. King of the Rain
06. Hollow Kiss
07. Nina Simone
08. Pretty Shore
09. Loach Song

mag 29

Art Fristoe Trio – Double Down

118132054L`utilizzo di canzoni che provengono dalla musica pop o dal rock al posto dei vecchi standards è ormai diventato una consuetudine per i pianisti jazz. Il texano Art Fristoe insieme a Tim Ruiz al basso elettrico ed al contrabbasso e Richard Cholakian alla batteria (su quattro brani è sostituito da Daleton Lee) presenta un disco molto gradevole ed ascoltabile mettendo insieme brani propri, standards ed appunto un paio di composizioni più moderne. Il doppio disco comincia con Smell Like Teen Spirit dei Nirvana di Kurt Cobain, un’esecuzione di altissimo livello che fa concorrenza a quella dei Bad Plus che per primi avevano ripreso questo brano portandolo dal rock al trio per piano jazz. Fristoe si rivela un pianista molto abile, ricco di idee e fluido nell’esecuzione. Subito dopo ECM, una sua composizione che potrebbe essere la melodia di un brano pop. Come a dire, non ci sono confini, basta sapere suonare e abbandonarsi all’ispirazione. Dopo Benny’s Tune del chitarrista fusion Lionel Loueke arriva Caravan di Duke Ellington e Juan Tizol, uno standard ormai famosissimo ed eseguito da tutti i grandi del jazz. Fristoe, e non è cosa da poco, riesce a estrarre ancora qualcosa di nuovo, la sua è un’esecuzione molto piacevole che va, più che verso ritimi orientali, su quelli sudamericani. Dal piano acustico si passa al piano elettrico per Lucy in the Sky with Diamonds di Paul McCartney e John Lennon, anche qui un’esecuzione molto fluida di stampo fusion. Il primo disco si chiude con BlackbirdBeautiful Love di Victor Young e Ela é carioca di Tom Jobim. Fristoe ha dalla sua la grande comunicatività mentre gli altri lo assecondano alla perfezione così che la musica scorre ispirata. Un trio da tenere d’occhio.

Genere: piano jazz
Label: Merry Lane Records
Anno: 2017

Tracklist

CD 1
01. Smell Like Teen Spirit
02. ECM
03. Benny’s Tune
04. Caravan
05. Alone Together
06. Wrong Together
07. Lucy in the Sky with Diamonds
08. Blackbird
CD 2
01. Forgeting I Knew You
02. Ela é carioca
03. Seventh-Four-Walkup
04. Better Lately
05. Lambastin’
06. Interlude
07. Beautiful Love
08. Tres Palabras
09. Speak Low
07. Lucy in the Sky with Diamonds

mag 29

Ferrara Sotto Le Stelle 2017

 

Chiuso anche quest’anno il cartellone della ventiduesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle, in partenza il 20 giugno nel cortile del Castello Estense con l’unica data italiana di Agnes Obel; si proseguirà poi con altre due uniche date italiane nella più ampia Piazza Castello, rispettivamente con Alt-J il 28 giugno e cinque giorni dopo con i Fleet Foxes. Completeranno poi la rassegna i TheGiornalisti il 6 luglio, Le Luci Della Centrale Elettrica che tornerà a giocare in casa il 19 luglio ed in chiusura i White Lies il 27 luglio. Nonostante il passaggio di consegne per quanto riguarda la direzione artistica, anche quest’anno il festival ferrarese si prospetta come uno dei più interessanti del panorama nazionale.

mag 21

Trio Now – Live at Nickelsdorfer Konfrontationen 23.07.2016

789Il trio costituito da Tanja Feichtmair al sax alto, Uli Winter al violoncello e Fredi Pröll alla batteria è con questa incisione per la terza volta su Leo Records. I musicisti austriaci si conoscono ormai da un ventennio e dopo l’esordio in quartetto la loro proposta si è cristallizzata in un trio che propone una musica free ricca di spunti ed idee, fra la stagione della New Thing storica e l’Europa di un Frode Gjerstad, ad esempio, o di musicisti inglesi come Paul Dunmall che continuamente ridisegnano i confini e l’evoluzione di questo genere. Questa volta Tanja, Uli e Fredi sono live a Konfrontationen, il festival in patria dedicato alle nuove tendenze che dal 1980 in poi ha visto sul palco musicisti come Bill Dixon, Roscoe Mitchell, Evan Parker, in pratica tutta l’avanguardia improvvisativa, europea ed americana, è passata da quelle parti. I tre partono dopo la presentazione del concerto di Hans, Lukas con The Magic of Now, quasi sedici minuti che sono un manifesto di quello che possono fare. Compatti, con assoli energetici da parte della sassofonista, supportata da una ritmica che inventa di tutto, i tre sfidano il concetto di solista ed accompagnatore e si presentano come un gruppo in cui i ruoli sono paritari. Si prosegue per empatia, a momenti ricordano uno dei grandi trii del free jazz, quello di Sam Rivers con Dave Holland e Barry Altschul. Il ruolo del violoncellista è centrale, comincia la performance con l’archetto, accompagnato dalle percussioni, poi al pizzicato si rivela un musicista duttile che sa gestire le dinamiche come un contrabbasso, contribuendo alla varietà di atmosfere presentate. Sui brani successivi si ascoltano anche momenti lirici e rilassati, dalla vena profondamente poetica nonostante l’informale proposta. È una performance ispirata che merita il riascolto dopo l’evento live, da parte di un gruppo che trasmette la sensazione di vivere appassionatamente la musica free.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records

Anno: 2017

Tracklist

01. Hans, Lukas
02. The Magic of Now
03. Proximity
04. Susi
05. High Voltage
06. Good Night Friend

mag 15

Sestetto Internazionale – Aural Vertigo

49La Amirani Records pubblica due concerti tenuti in Finlandia dal Sestetto Internazionale, un gruppo coagulatasi intorno alle varie collaborazioni del sassofonista soprano Gianni Mimmo. È una formazione internazionale dalla strumentazione insolita, ci sono Alison Blunt al violinoe Harry Sjöström al sax soprano, Achim Kaufmann al pianoforte, Veli Kujala ad una fisarmonica a quarti di tono e Ignaz Schick ai giradischi. i due concerti documentati qui sono stati tenuti nel 2015 a Helsinki e Turku e documentano una sperimentazione inedita, in cui la musica viene fuori quasi da un laboratorio alchemico in cui al posto degli elementi sono i suoni gli ingredienti principali. I due sax soprano (ma c’é anche un sopranino) ed il violino tirano fuori momenti poetici, melodie che si intrecciano e rispondono fra di loro insieme a strumenti che producono rumori, come il giradischi, o armonie inconsuete, come il pianoforte e la fisarmonica. La musica procede tranquilla, si svolge in un clima di empatia in cui nessuno prende il sopravvento così che il concetto di collettività ha modo di realizzarsi, un’utopia che prende forma da un’istante all’altro. In mezzo a strati che sembrano complessi c’è un architettura che i musicisti rendono comprensibile. La loro avanguardia ha toni delicati, “soft”, è un dialogo reciproco continuo in cui ci si può immergere e farsi trasportare. Tutti hanno modo di esprimersi e contribuire ad una musica che rappresenta l’aspetto più morbido e seducente dell’improvvisazione radicale.

Genere: improvvisazione
Label: Amirani Records
Anno 2017

Tracklist

01. Aural
02. Vertigo

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