gen 12

Giacomo Tantillo 4et – Water Trumpet

copertina-water-trumpetCon un simpatico aneddoto nelle note di copertina il trombettista palermitano Giacomo Tantillo ci racconta come è arrivato al titolo del disco, una divertita storia in cui racconta di mettere dell’acqua nella tromba per farla suonare in modo speciale. Una cosa che poi si è tramutata in realtà nell’omonimo brano che dura quasi tre minuti. Il disco è realizzato in quartetto con una ritmica che lo asseconda nelle idee rendendo il tutto molto compatto e rodato, nonostante le diverse direzioni a cui si guarda, così com’è oggi di moda nel jazz moderno. Andrea Rea al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso, Enrico Morello alla batteria sono un trio ricco di esperienza e di idee, che dà alla musica una veste raffinata. Prendiamo ad esempio Valentine, una delicata ballad in cui Bortone è autore di un assolo di contrabbasso magistrale, accompagnato da pochi accordi e dal sottile lavoro di spazzole del batterista. Accanto alle composizioni del leader, in cui si ascoltano delle melodie ispirate, ci sono due brani di Woody Shaw, Stepping Stone e In Case You Haven’t Heard. Tantillo si mostra a suo agio con il linguaggio bop del grande maestro del suo strumento e le esecuzioni mostrano qui un quartetto che non clona la via maestra dell’hard bop ma sa immettervi qualcosa di personale, presentandosi come un collettivo dall’identità precisa. Si chiude con Baby, un brano in linea con quello che fanno i colleghi americani contemporanei. Un bell’esordio, che si fa riascoltare volentieri anche grazie al bel lavoro del tecnico del suono Stefano Amerio, di una band che ci racconta le sue storie musicali insieme ad una dall’aspetto surreale, poi diventa realtà.

Genere: jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist
01. Spottino
02. Valentine
03. Stepping Stone
04. Il balcone del marchese
05. In Case You Haven’t Heard
06. Water Trumpet
07. Nei meandri dei parrini
08. Baby

dic 20

Ivo Perelman – Strings 2

STRINGS2_NEW_4p.inddPer la seconda incisione con gli archi il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman ha scelto di lavorare ancora con Mat Maneri alla viola e altri due musicisti che si presentano alternativamente. Il violoncellista Hank Roberts è un musicista molto noto a New York fin dagli anni ’80, spesso insieme a Tim Berne, John Zorn, Marc Ribot, innumerevoli volte in studio di incisione sia da leader che da sideman, Ned Rothenberg al clarinetto basso è noto nell’ambiente dell’avanguardia per le sue tecniche eterodosse. Roberts è presente in trio su cinque brani, il clarinettista basso su altri due. I brani che rispettivamente aprono e chiudono l’album sono in quartetto. La musica e l’intesa fra i musicisti funziona perfettamenente, ci sono momenti, come nel quinto brano, in cui Perelman e Roberts trovano un’intesa speciale. Forse perché Il sassofonista brasiliano in gioventù ha praticato lo strumento si può ascoltare la particolare emotività che attraversa le esecuzioni. Sul settimo brano si hanno altre atmosfere insieme a Rothenberg, Perelman che di recente ha inciso in duo insieme a due clarinettisti bassi, Rudi Mahall e Jason Stein, trova insieme a Mat Maneri delle notevoli idee per fare funzionare il trio. Nel complesso è un disco emozionante, qualunque sia la formazione scelta, nel brano finale che dura oltre quindici minuti ed è il brano più lungo del disco, il quartetto funziona per come riesce a integrarsi ed amalgamarsi intorno al sassofono di Perelman, ispirato come non mai da quello che succede intorno a lui in una continua girandola di idee.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01.
02.
03.
04.
05.
06.
07.
08.
09.

dic 19

Primitive Field – Alcheringa

51eopb5k52l-_ss500Il trio che si è dato il nome di Primitive Field è costituito da Christian Muela al didgeridoo e FX Live set, Roberto Bellatalla al contrabbasso ed alle campane e Ivan Macera alla batteria e percussioni. I tre sono attivi a Roma ed hanno trovato un terreno in comune nonostante provengono da esperienze musicali diverse. Bellatalla è stato fra i protagonisti della prima ora del free italiano con il compianto Mario Schiano, successivamente è stato attivo in Olanda e a Londra, qui ha spesso collaborato con i musicisti sudafricani lí residenti, prima di rientrare in Italia dove ha spesso lavorato con dei danzatori. Il più giovano Muela lavora in diversi campi musicali, dal free di questo trio a generi più legati alla danza. Da tempo suona un didgeridoo telescopico e accordabile di cui modifica il suono attraverso degli aggeggi elettronici. Anche il batterista Ivan Macera suona un set di percussioni speciale fatto di petre e metalli per formare uno xylofono oltre ad altri strumenti che danno un colore particolare alla sua performance. Il titolo del disco, Alcheringa è preso dalla lingua degli aborigini australiani (inventori del didgeridoo) e vuol dire tempo del sogno, che per loro è l’epoca antecedente alla creazione del mondo. La musica dei tre è completamente improvvisata e ricca di energia, un set che dura trenta minuti divisi in sei brani, tutti compatti e ispirati. Quel che conta è l’energia, il suono terrestre del didgeridoo, la carica propulsiva della ritmica, alla ricerca di qualcosa di nuovo andando a prendere gli aspetti musicali più diversi senza fermarsi davanti ad idee nuove.

Genere: impro
Label: Slam Productions
Anno 2018

Tracklist

01. Dreamtime Story
02. Chasing Walkabout
03. Ancient Souls in the Traffic
04. Itchy Grooves in City
05. Breath, Thrill and Wet Melody
06. Voices of primitive Technologies

dic 18

Slava Ganelin / Vladimir Homyakov – Neuma

846Il tastierista Slava Ganelin ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della musica improvvisata nell’ex Unione Sovietica con il suo trio insieme a Vladimir Tarasov alle percussioni e Vladimir Chekasin ai sassofoni. Poi ha continuato a spargere idee come se niente fosse in giro per il mondo. Per questa nuova incisione ritorna in Russia, alla Filarmonica di Chelyabinsk, negli Urali, con i suoi sintetizzatori, Korg MicroSation e Korg Monotron, al pianoforte ed alle percussioni. Il suo interlocutore è Vladimir Homyakov, organista presso la stessa filarmonia e direttore del programma musicale, presente con cinquanta concerti l’anno. Il dialogo fra i due, registrato su CD, è accolto da un caloroso applauso del numeroso pubblico presente, poi seguono due brani per un totale di settanta minuti. Le entusiastiche note di copertina di Steve Day dibattono sulla musica e sul possibile genere, jazz / non jazz, e sui momenti di alto livello che i due spargono a mani basse. È un incontro molto speciale, fra l’organo abituato di certo ad altri generi musicali, ed i sintetizzatori di Ganelin insieme ai suoi assoli al pianoforte. Funziona, che è la cosa più importante per l’ascoltatore, la musica dei due è travolgente e appassonata, sperimentale ma comunicativa, al di fuori dei generi ma ciò poco importa perché di certo non annoia. Il riascolto del concerto su un impianto di riproduzione musicale domestico non può ridare il senso di spazio della Filarmonica ed il calore del pubblico, ma anche così si apprezza un momento speciale colto dagli strumenti di registrazione.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Part 1
02. Part 2

dic 17

Vinny Golia / Gianni Mimmo – Explicit

057Il sassofonista soprano Gianni Mimmo ha già incontrato altri musicisti registrando in duo dei dialoghi ricchi di passione creativa. Questa volta a fargli da interlocutore è il multistrumentista americano Vinny Golia, per l’occasione al soprillo ed al sax sopranino, al clarinetto, clarinetto di bassetto, flauto alto e ottavino. L’incontro fra i due è ricco di momenti effervescenti, come si poteva prevedere visto il passato dei due, ma anche di una tensione e di una irrequietezza che emerge in qualunque secondo dell’incisione, anche nei brani all’apparenza più calmi. Golia, che ha già lavorato con Anthony Braxton, non fa mistero di queste sue frequentazioni portando la musica verso le spigolosità del musicista afroamericano, insieme a dei momenti in cui emerge il Roscoe Mitchell più schizoide. I due si trovano così a proprio agio, catalizzando la musica in momenti di intensità inusuale per Mimmo. Da un brano all’altro emerge questa voglia di libertà, di dire in modo esplicito quello che hanno dentro, forse rappresentando così il momento storico, musicale e non. Ai flauti Golia usa tecnice eterodosse facendo sentire mentre clicca i tasti, sul breve Birds Chat sembra un flauto etnico, ma qui è il sax soprano a rendere l’atmosfera eccitante, lontano da atmosfere world. Il lungo, più di dieci minuti, With Friends Like These è fra i momenti più interessanti di un disco che è fra le cose migliori del sassofonista italiano.

Genere: avanguardia
Label: Amirani Records
Year: 2018

Tracklist

01 Angular/Colliders
02 Elegy Implications
03 Pull The Chutes
04 De Chirico
05 First Chat
06 Birds Chat
07. Second Chat
08. With Friends Like These
09. Where’s My Champagne

dic 16

Âme Sèche

Unbenannt-1Il quartetto costituito dagli svizzeri Walter Faehndrich viola e voce, Christy Doran alla chitarra elettrica, Remo Schnyder al sax e Samuel Wettstein ai sintetizzatori si è dato il nome di Âme Sèche e fa una musica ispirata dalla musica improvvisata più radicale. La tensione sale fra gli incontri/scontri fra le corde della viola e della chitarra elettrica, insieme al sassofono, suonato in modo eterodosso approfittando di tutte le possibilità dello strumento, dai suoni soffiati a quelli ottenuti battendo sulle chiavi, ed al sintetizzatore. È un genere le cui origini risalgono agli inizi degli anni ’70 con le ormai storiche incisioni del trio datosi il nome di Iskra 1903 e che ha sempre trovato dei continuatori e seguaci, in grado di usare la libertà a disposizione per creare paesaggi sonori complessi. Qui ci sono tredici brani, a cui si è scelto di non dare un nome, sempre alle prese con una radicalità che emerge dal confronto e dalla fermentazione delle idee dei quattro. Non c’è niente di scontato, loro sono entusiasti ed il continuo brusio di suoni non lascia spazio al silenzio o al vuoto. Eppure appaiono atmosfere notturne, tranquille, delicate, in mezzo a situazioni più concitate, sfruttando quindi tutte le possibilità a disposizione, alla ricerca di qualcosa che appare soltanto nel dialogo continuo ed ininterrotto.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01.
02.
03.
04.
05.
06.
07.
08.
09.
10.
11.
12.
13.

dic 15

Roberto Magris – World Gardens

51zvvt6z4fl-_ss500La collaborazione fra il pianista triestino Roberto Magris e la J Mood Records continua nel migliore dei modi. Questa volta è un disco in trio insieme a Dominique Sanders al contrabbasso e Brian Steever alla batteria cui si aggiunge Pablo Sanhueza alle conga ed alle percussioni. Il titolo è stato scelto da Magris per rappresentare la sua voglia di avere a che fare con quella che è la musica che gira per il mondo, che lo ispira e che nelle sue mani diventa del jazz mainstream, come alla fine del disco spiega con dovizia di particolari il produttore Paul Collins. Si sceglie musica che viene dal genere pop, il Never Can Say Goodbye che apre il disco, oppure dai colleghi, come Pilgrim del trio del pianista tedesco-americano Benny Lackner, allievo di Brad Mehldau. Ci sono brani che provengono dal folk, Blue Bamboo e The Most Beautiful Flowers, il primo trattato come un’esecuzione d’avanguardia all’inizio, prima che lentamente la bella melodia trovi spazio per gli improvvisatori. Un brano piuttosto moderno, High Priest di Andrew Cyrille, trova spazio prima di due standard più stagionati, I’m Glad There Is You di Jimmy Dorsey e Stella by Starlight, insieme ad alcune composizioni del leader. Un programma eclettico, come si può vedere, preso da quello che è il giardino del mondo musicale, per restare in sintonia con il titolo del disco, che mostra come il jazz, quando fatto con capacità e sincerità, sia una musica onnivora, capace di rinnovarsi senza perdere il contatto con le proprie radici. Il disco appare compatto, gli esecutori ben concentrati, swinganti, abili a dare un “abito” jazz anche a quei brani un pò fuori dalle consuetudini di questa musica, che nelle loro mani appaiono ben integrati insieme a standard famosi e, ciliegina sulla torta, il blues di due composizioni di Magris. Da ascoltare!

Genere: mainstream
Label: JMood Records
Year: 2018

Tracklist:

01. Never Can Say Goodbye
02. Pilgrim
03. Blue Bamboo
04. Another More Blues
05. Song for an African Child
06. Blues at Lunch!
07. The Most Beautiful Flowers
08. High Priest
09. I’m Glad There Is You
10. Stella by Starlight
11. Audio Notebook

dic 14

Crispell Kalmanovitch Teitelbaum – Dream Libretto

849È un disco molto speciale, questo nuovo di Marilyn Crispell, dedicato ai suoi genitori scomparsi, breve, quarantaquattro minuti, ma intenso. I primi cinque brani Memoria / For Pessa Malka sono stati scritti in memoria dei suoi scomparsi, un’opera composta per trio insieme alla violinista Tanya Kalmanovitch ed a Richard Teitelbaum agli effetti elettronici. Sono momenti di intensità molto forti, struggenti, in cui i tre strumenti si trovano in perfetta sintonia al di là di quella che è l’avanguardia, una musica comprensibile per tutti, da cui sgorga un senso di malinconia e dolore per il ricordo di ciò che è stato. Le sette improvvisazioni per violino e pianoforte continuano le atmosfere evocate dai primi cinque brani, ma allo stesso tempo c’è qualcosa di molto malinconico nelle espressive note del violino che segue le vie intraprese dal pianoforte. Sono per lo più brani brevi, fra i due ed i tre minuti, in cui la musica respira, le poche note esprimono un’atmosfera coinvolgente al massimo, come in Unburying The Silences. Dark Reflection è un momento più mosso, ma le due musiciste sanno come gestire le dissonanze e quello che i loro strumenti possono esprimere. È un disco che chiede attenzione, come spesso nel genere, coinvolgente, dalle atmosfere autunnali, malinconiche, che non si dimentica facilmente.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist
Memoria / For Pessa Malka
01. I
02. II
03. III
04. IV
05. V
The River
06. Climb To A Whisper
07. Unburying The Silences
08. Dark Reflection
09. Where Water Moves
10. Stones Remain Still
11. Walked Through To Sleep
12. Stars Visible And Invisible

dic 13

Satoko Fujii / Joe Fonda – Mizu

a3625923805_16La pianista giapponese Satoko Fujii e l’americano Joe Fonda al contrabbasso hanno inciso ancora insieme dopo il duo ed il trio insieme al sassofonista soprano Gianni Mimmo sulla stessa casa discografica. Si tratta di un live, perché una musica del genere ha bisogno del pubblico e della sua comunicazione, i primi due brani sono stati registrati in Belgio, il terzo a Monaco di Baviera. Fra i due, dopo diversi anni di collaborazioni e concerti insieme, è cresciuta l’intesa, le idee sono spinte all’estremo senza paura che l’altro non riesca a seguire l’evoluzione del flusso musicale. Rik Beverage è più di ventotto minuti, ricco di idee, di momenti in cui si trovano a proprio agio ed improvvisano spontaneamente, girando l’uno intorno all’altro senza limitare il ruolo del contrabbasso soltanto a quello di accompagnatore. Mizu, più di ventuno minuti di invenzioni, vede i due accomunati dalla voglia di rilanciarsi idee, con Fonda che dà maggiore grinta alla musica con la sua voce. È tutto in perfetta sincronia, un dialogo alla pari che trova ad ogni istante qualcosa su cui interloquire. Molto interessante anche Long Journey, solo sette minuti in cui per la prima metà Fonda gioca un ruolo importante da solo fino a che arriva la Fujii con un momento alla McCoy Tyner cui Fonda reagisce con prontezza. Un duo affiatato che si trova a suo agio specialmente di fronte agli ascoltatori, in situazioni senza rete danno il meglio di sé.

Genere: improvvisazione
Label: Long Song Records
Year: 2018

Tracklist

01 Rik Bevernage
02 Long Journey
03 Mizu

dic 12

Ivo Perelman – Strings 1

850Il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman ha gia inciso in delle formazioni con degli archi ed ha spesso lavorato con Mat Maneri, qui alla viola. Ma per questa nuova incisione è lui stesso parte di un quartetto d’archi, prendendo con il suo sax tenore la parte del violoncello. I violinisti sono due esperti musicisti della musica improvvisata, Mark Feldman, che spesso ha inciso del jazz più ortodosso, e Jason Hwang, protagonista dell’avanguardia già con Anthony Braxton. I settantaquattro minuti del disco sono una sorpresa, un momento colto in studio e che era inaspettato. Lo stesso Perelman scrive nelle note di copertina, molto esaurienti, che aveva immaginato troppi acuti da parte dei violini, poi all’ascolto si è notato come il suo sax tenore avesse fatto da violoncello e da catalizzatore, creando un’atmosfera particolare. La capacità di Perelman sugli acuti del sax tenore è unica e nel disco si può ascoltare come riesce a fare emergere tantissimi suoni dal suo strumento, percorrendo tutta la scala possibile, dalle note più basse a quelle più alte, dal soffiato ai fischi d’ancia. Le nove parti dell’incisione si ascoltano entrando in apnea nel mondo del sassofonista brasiliano, l’incontro con gli archi è qui qualcosa di nuovo all’ascolto. Perelman è certamente un musicista free, ma non solo, capace come è di catalizzare atmosfere uniche, di coinvolgere altri musicisti in situazioni che esulano dalle premesse perché con lui la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01.
02.
03.
04.
05.
06.
07.
08.
09.

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