set 03

Ivo Perelman / Jason Stein – Spiritual Prayers

842Dopo le tante collaborazioni con un cerchio di artisti empatici al tipo di musica che propone, il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman ha ora deciso di confrontare le sue idee con nuovi strumentisti: qui è in duo con il clarinettista basso Jason Stein, piuttosto noto nell’area di Chicago dove si è stabilito dopo avere studiato al Bennington College con Charles Gayle e Milford Graves. Stein, già noto a chi segue le pubblicazioni della Leo Records per avere inciso in completa solitudine, suona esclusivamente questo strumento spesso usato come secondo o terzo strumento da tanti sassofonisti. L’incontro fra i due è avvenuto dopo che Perelman ha avuto l’idea di incidere insieme a degli specialisti del clarinetto basso, così che dopo cinque giorni da questa incisione è andato ancora in studio insieme al tedesco Rudi Mahall. Si tratta di momenti completamente improvvisati, basati sull’empatia del momento, sulla possibilità di una comunicazione in studio in cui non c’è niente di predisposto, se non la disponibilità a incontrare con rispetto il mondo musicale altrui. I due hanno tanto da raccontarsi e trovano anche momenti insoliti per quello che solitamente fanno, l’iperspressività di Perelman al sax tenore incontra un clarinettista basso bravo a inventare colloqui, momenti meditativi, preghiere, come accenna il titolo dell’album, delle poesie in musica. È un momento speciale, compatto, che si fa ascoltare di un fiato, che forse ha a che fare con la comune origine ebraica dei due. “Maybe it was something more mystical, something ancestral – past lives? Who knows?” scrive Perelman nelle liner notes. In ogni caso da ascoltare con attenzione per scoprire il lato più meditativo e intimo del sassofonista brasiliano.

Genere: avanguardia jazz
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Part 1
02. Part 2
03. Part 3
04. Part 4
05. Part 5
06. Part 6
07. Part 7
08. Part 8

set 02

Heinz Geisser – Guerino Mazzola / Live at Le Classique

pfmcd126-400x399Dai tanti concerti eseguiti insieme dagli svizzeri Guerino Mazzolaal pianoforte e Heinz Geisser alla batteria la pfMentum Records americana ha scelto un live dell’Ottobre del 2004 al club Le Classique a Fujisawa in Giappone. L’ottimo livello tecnico della registrazione permette di cogliere il duo all’apice della loro arte, la loro energia che trova espressione in una musica legata all’avanguardia afroamericana. Sono due i brani eseguiti, improvvisazioni ricche di idee e dalla lunga durata, il primo di quasi ventinove minuti, il secondo di quaranta. È un’ondata di energia che si riversa sull’ascoltatore, Umemoto’s Delight ci riporta ai migliori momenti di un Cecil Taylor, un approccio fisico al pianoforte che Mazzola rende quasi palpabile con le continue folate di note ben sostenute da un Geisser in stato di grazia, inventore continuo di ritmi e colori che danno alla musica un marchio indelebile. I due sembrano scatenati ed in perfetta forma fisica, anche su Jumbo’s Flight c’è una continua ebollizione magmatica della musica, un divenire continuo di note la cui velocità è inarrestabile. Si resta strabiliati da tanto coraggio, in un epoca in cui la musica cerca momenti di bellezza effimera. L’atteggiamento da “non pentiti” dei due è un omaggio al genere free, ed anche a quegli ascoltatori che si lasciano coinvolgere da una musica che non può lasciare indifferenti.

Genere: avanguardia
Label: pfMentum Records
Anno 2018

Tracklist

01. Umemoto’s Delight
02. Jumbo’s Flight

lug 31

Gabriela Friedli Trio – Areas

828La pianista svizzera, dell’area di Zurigo, Gabriela Friedli ha diversi progetti con cui collabora, sia di improvvisazione che di new music, una dedizione, la sua, all’avanguardia, intesa a travalicare i limiti fra composizione e improvvisazione. Con il suo nuovo trio insieme a Daniel Studer al contrabbasso, altro protagonista dell’avanguardia musicale in Svizzera, e Dieter Ulrich alla batteria, si dedica ad una musica originale, in cui ciascuno dei protagonisti ha modo di fare sentire la propria voce in un dialogo paritario. Le composizioni sono divise fra la pianista e Studer, cinque a testa. È un progetto in cui l’ascoltatore è messo davanti ad una musica in divenire, al processo creativo degli artisti, in cui le strade fra composizione ed improvvisazione totale si intersecano rendendo difficile scoprire quale delle due sia quella seguita all’istante dagli esecutori. Tuttavia ciò è secondario davanti alla bellezza della musica in sé in esecuzioni dalla forte carica emotiva. C’è tutto quello che il trio per pianoforte ha espresso nell’ambito della musica moderna, dal free jazz in poi, in un continuo movimento alla ricerca del nuovo. Fra atmosfere in cui il contrabbasso suonato con l’archetto dà un’impronta misteriosa, ed altre in cui la propulsione, suonato con la tecnica del pizzicato, diventa irrefrenabile, il disco lascia una traccia indelebile nell’ambito del trio per pianoforte moderno.

Genere: avanguardia jazz
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Largo
02. Fil da Ramosa
03. Hul Hound
04. Mildew Lisa
05. Minuten
06. Miedra
07. Um su
08. Bova Blaua
09. Masse
10. Um Su (alterate take)

lug 30

Marco Postacchini – Old Stuff, New Box

51bnlzgr0al-_ss500Il sassofonista marchigiano Marco Postacchini continua con l’idea dell’ottetto, già praticata nel disco precedente, cambiando soltano un paio di musicisti nella formazione e invitando due ospiti speciali, Fabio Zeppetella alla chitarra e la cantante Ada Montallanico che porta due brani di cui uno, Ti sognerò comunque, è con un testo di Luigi Tenco. I musicisti oltre al leader che dirige ed è al sax tenore ed al flauto, sono Samuele Garofoli tromba su tre brani, Davide Ghidoni anche lui alla tromba sui restanti sette, Simone La Maida sax soprano e contralto, Rossano Emili, sax baritono e clarinetto basso, Massimo Morganti trombone, Emanuele Evangelista pianoforte, Gabriele Pesaresi contrabbasso e Alessandro Paternesi batteria. La formazione scelta da Postacchini, autore di cinque dei dieci brani proposti, si presenta con una big band smagrita, dall’aspetto agile e sinuoso, ispirata dalla tradizione americana dell’era moderna, quella di Gil Evans, Bob Brookmeyer e Maria Schneider, il cui suono è stato assimilato dai musici italiani. Zeppetella è autore di due brani, Reunion e Allegro, in cui prende assoli che ne testimoniano le possibilità tecnico-espressive, il secondo scorre con spontaneità, un brano complesso che appare semplice per l’esecuzione fluida e compatta in cui si distingue anche l’assolo di Morganti al trombone. Non potevano mancare nelle esecuzione i ritmi sudamericani, presenti su Not for Lovers e Now’s the Time to Run, quest’ultimo un brano eseguito a tempi frenetici mentre si sposta su stili diversi, dal latin al funk. Un brano un pò speciale, con il leader al flauto, è Illogical Moon, con situazioni irrequiete che sembrano contrastarsi a vicenda, bello l’assolo di stampo bop del trombettista Davide Ghidoni. Si chiude con Di sole e d’azzurro, un brano portato da Giorgia a Sanremo nel 2001 ed ora trasmutato grazie ad un arrangiamento jazz complesso ed elegante. Un bel disco ricco di swing e di idee del sassofonista marchigiano.

Genere: mainstream jazz
Label: Edizioni Notami
Anno 2018

Tracklist

01. Old Stuff New Box
02. Allegro
03. Reunion
04. Ti sognerò comunque
05. Not for Lovers
06. Now’s the Time to Run
07. Da quando?
08. Eterno puzzle
09. Illogical Moon
10. Di sole e d’azzurro

lug 29

Anatma

991753977_origL’incontro tra il musicista indiano Rohandas Gupta,sitar, ed il batterista Daniele Di Pentima è avvenuto a Calcutta durante un viaggio di quest’ultimo alla scoperta dei suoni e dei ritmi di quella musica così lontana da quella occidentale. Da lì è nata l’idea di realizzare un progetto insieme, in Italia, che ha coinvolto Luigi Di Chiappari al pianoforte e Riccardo di Fiandra al contrabbasso. La fusione di jazz e musica indiana non è assolutamente nuova, ci sono progetti contemporanei come quelli del sassofonista Rudresh Mahantappa insieme ad altri storici, come quelli del sassofonista contralto inglese di origine giamaicana Joe Harriott e del collega’americano John Handy. Qui si realizza tuttavia qualcosa di nuovo, il sitar insieme ad un trio con pianoforte. È un incontro, come si evince dalla formazione, molto speciale, in cui le folate di note swinganti del pianoforte insieme ad una ritmica molto empatica incontrano l’ospite senza che le idee collidano, anzi, c’è una comunità di intenti lodevole che fa sì che il disco si rivela come un’occasione riuscita, dai suoni esotici ma certamente ispirati. Si è partiti con l’idea di incidere due raga, Raga Lalit e Lalita, per il resto si è scelto di improvvisare in studio, trovando un’intesa testimone di un momento magico fra i musicisti. Il disco apre con una breve dedica a Paul Bley, poi ci si lascia coinvolgere da queste sonorità così speciali di quello che diventa un possibile jazz indo-italiano al di fuori delle consuete norme. Da ascoltare, specie nelle ore notturne.

Genere: world/jazz
Label: Slam Productions
Anno 2018

Tracklist
01. Lacrimosa – for Paul
02. Raga Zila Kafi – Shadows
03. Kolkatay Stomp – Take Me Home
04. Raga Lalit – Late Night, Nails and Sparks
05. Lalita – Lonely and White Dressed
06. Bengal – I Know You Bideshini

lug 28

Rens Newland Renew Qtet – Listen to Your Ears

Dalla natì20180710_182608-1024x916a Olanda il chitarrista Rens Newland è approdato in Austria dove da tempo è ormai una figura di riferimento per la musica di quel paese, avendo suonato ovunque, produzioni da studio, musica pop e funky, ha fatto un pò di tutto senza dimenticare di essere un jazzista di alta qualità. Il nuovo gruppo è insieme a Herb Berger al sax tenore, il suo alter ego in queste esecuzioni, Martin Wöss alle tastiere, Andy Mayerl al contrabbasso ed il batterista Wolfi Rainer. Si tratta di un lungo album nel quale in tredici brani di sua composizione rivisita quello che è il jazz moderno, dalle atmosfere eleganti ed un pò smooth alla Lee Ritenour di Blues to Move e The Vain Search for Easy Solutions ad altre in cui emerge l’anima soul e funky. Su tutte il suono delle chitarre del leader, un musicista dal tocco personale che sa dare sempre la giusta impronta ai brani eseguiti. This Is Souljazz lo vede protagonista insieme al sassofonista, autore di un impressionante assolo, ricco di calore e di tecnica esecutiva. Molto bello About City Blues con un assolo del leader di tutto rispetto che guarda al blues in modo tangenziale, qui si apprezza il lavoro molto raffinato del batterista, un musicista che sa ravvivare con i suoi ritmi ogni brano. Si prosegue così notando che nonostante il cambio di ritmi e atmosfere questo gruppo mantiene una notevole unità di intenti. Venetian Carnival è una dedica alla città dietro il confine con ritmi sudamericani, il finale This Is Souljazz (Vocal Edit) è insieme alla cantante Maggie Faltin

Genere: jazz
Label: Jive Music
Anno 2018

Tracklist
01. Renew Intro Tune
02. Blues to Move
03. The Vain Search for Easy Solutions
04. This Is Souljazz
05. About City Blues
06. About Light
07. Let’s Get Musiphysical
08. Cue Cumber Sand
09. Listen to Your Ears
10. Bluesbooster
11. Turboline
12. About Tears
13. Venetian Carnival
14. This Is Souljazz (Vocal Edit)

lug 27

Bob Mintzer Big Band New York Voices – Meeting of Minds

a1-nic1gul-_sx466_Il sassofonista tenore Bob Mintzer è noto per tutti i progetti in cui è stato coinvolto, dalla famosa fusion band Yellowjackets alle big band. Questa recente incisione lo vede impegnato in un progetto ambizioso, l’incontro della sua big band insieme alle New York Voices, una gruppo di vocalisti che ora ha festeggiato il suo trentennale. Sono Darmon Meader che firma i raffinati arrangiamenti, Peter Eldridge, Kim Nazarian e Lauren Kinhan. La big band di Mintzer è formata da tutte stelle, tra di loro solisti di fama internazionale, oltre al leader, Bob Sheppard e Bob Malach fra i sassofonisti, Sott Wendthold alla tromba, la ritmica formata da Phil Markowitz al piano, Jay Anderson al contrabbasso e John Riley alla batteria. Va da sé che tutto swinga alla grande con un repertorio costituito da canzoni del Great American Songbook degli anni ’30 e ’40. Il progetto ha fatto entrambi felici, Mintzer ed il quartetto di voci, e si nota subito dalla gioia con cui queste immortali composizioni sono portate al pubblico contemporaneo. Assoli di alto livello da un’esecuzione all’altra, swing, i quattro cantanti che funzionano perfettamente sia quando agiscono collettivamente che quando intervengono come solisti, il tutto è un perfetto manuale di musica per big band, difficile da replicare in Europa, per il semplice motivo che è complesso mantenere strutture simili dal punto di vista economico. Godiamoci questa musica almeno su disco!

Genere: big band
Label: MCG Jazz
Anno 2018

Tracklist
01. Autumn Leaves
02. I Concentrate on You
03. I Want To Be Happy
04. I Get Along Without You Very Well
05. The Way You Look Tonight
06. You Go To My Head
07. Old Devil Moon
08. Weird Blues
09. Speak Low
10. I’ll Remember Apri

lug 26

Roz Harding – Super Mood

a0435636832_10La band Supermood intorno alla sassofonista contralto inglese Roz Harding ha inciso per la Leo Records una produzione entusiasmante, a metà fra fusion e avanguardia, senza la partecipazione di un bassista. A completare la formazione i connazionali Mike Outram alla chitarra elettrica e href=”http://jimbashford.co.uk/”>Jim Bashford alla batteria. Oltre che alla musica Roz si dedica anche a giochi di luce, che contribuiscono alla coreografia dei suoi concerti. Il lungo lavoro insieme, dal 2013, ha contribuito ad amalgamare e rendere il tutto più compatto, così che la mancanza di un basso elettrico, a riempire gli spazi vuoti, non si avverte per niente nelle loro esecuzioni. Quello che colpisce per prima cosa in queste esecuzioni è il suono della leader, insieme a quello d’insieme, la sua forza melodica, anche in brani apertamente avanguardistici come Tangled, Pt. 2. Nonostante l’apparente mancanza di una base ritmica costante, i tre sanno tenere la loro musica compatta, ancorata ad un centro di gravità virtuale. Si ascoltano anche bei temi If You Could ravvivati dall’intenso suono al contralto della leader, durante la lunga esecuzione la chitarra elettrica ha modo di dare spazio alla propria immaginazione e la batteria segue tutto con precisione evitando che le atmosfere si sfilaccino. Fra i migliori momenti di un disco che ci fa conoscere un gruppo che merita l’attenzione internazionale. Waiting for Pea è una ballad tutta speciale in cui apprezziamo ancora il bel suono del sassofono e la capacità di sapere creare atmosfere sognanti anche quando ci si muove tra i liberi territori dell’avanguardia. Il lungo disco non stanca, le idee da realizzare non mancano, fra brani dall’andamento più lento ed altri più aggressivi come Yesterday I Was on Time si accende sempre l’attenzione dell’ascoltatore.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

01. Breath Intro
02. If You Could
03. Waiting for Pea
04. Tangled, Pt. 1
05. Tangled, Pt. 2
06. Mega Bear
07. You Breathed in a Storm
08. For the Moon
09. Breath Outro
10. Yesterday I Was on Time
11. Fifty-Two Fifty

lug 25

Roland Batik Trio – Piña Colada

pina_colada_coverIl pianista austriaco Roland Batik è conosciuto al grande pubblico come interprete di Bach, Haydn, Mozart, Beethoven e tuttavia non ha mai rinunciato ad esibirsi, oltre che nelle sale da concerto, nei piccoli club in cui si suona la musica jazz. Già il suo insegnante Friedrich Gulda aveva praticato le due musiche senza paura di contaminazioni o di barriere, una passione che è passata ai suoi allievi. Con il trio, attivo ormai da lungo tempo, Batik ha messo a punto una musica che sfugge dalle banalità del crossover, la sua è un’espressione che guarda al jazz contemporaneo, a Bill Evans, che swinga nel vero senso della parola restando comunque legato alla visione che di questa musica hanno i colleghi europei. È un disco che ha qualcosa di seducente, sia per le ben studiate composizioni del leader, sia per l’approccio che ha ai brani dei colleghi, prendiamo as esempio Time Remembered di Bill Evans, che nelle sue mani diventa una poesia, un’occasione del bassista Heinrich Werkl per mettersi in mostra, un modo di presentare in dialogo a tre paritario in cui ciascuno ha qualcosa da dire che è importante per tutti. Die Welle è una bella composizione del contrabbassista, una sorpresa per come è sviluppata, tra l’atteggiamento funky dell’autore e un pianoforte che si presenza evanescente, liquido, prima che il brano acquisti una fisionomia piuttosto incisiva. Il batterista walter Grassmann ha modo di mettersi in mostra con idee e ritmi variegati sul brano che dà il titolo all’album, Piña Colada. Il trio prima di chiudere omaggia Dave Holland con una sua composizione che risale agli anni ’70, Conference of the Birds, che inizia con un assolo di contrabbasso di due minuti e mezzo, prima che appaia lentamente il tema, un’esecuzione che di certo piacerà al suo autore per l’eleganza con cui questo trio la ridà al pubblico. Un’occasione per fare conoscenza con questo validissimo trio, fra le formazioni più longeve della scena jazzistica austriaca.

Genere: mainstream jazz
Label: jive Music
Anno 2018

Tracklist
01. And It’s Still Going On
02. Remembering Roots
03. Time Remembered
04. Die Welle
05. Rhapsody in C
06. Poem for Yuko
07. Piña Colada
08. First of April
09. Conference of the Birds
10. Green Eyes

lug 24

Håkon Skogstad – Two Hands to Tango

twohandstango_cover-550x550Ormai il tango non è soltanto una musica argentina, anche al di fuori di Buenos Aires ci sono esecutori che hanno scoperto questo genere ormai lontano dalle sue origini di musica dei bassifondi per gli immigrati arrivati dall’Europa e diventato ospite nelle sale da concerto. Il pianista norvegese Håkon Skogstad si dedica ormai dal 2005 a questo genere (ed alla classica) e suona con diversi gruppi. Poi, lentamente, è arrivata l’idea che si potesse trascrivere la parte del bandeon per piano solo. È un approccio che si può ascoltare durante l’intero album, realizzato con successo. Tre delle composizioni sono di Skogstad, le altre di compositori argentini, compreso il famoso Tango del Ángel di Astor Piazzolla, omaggiato nel finale Tristezas de un Doble S, scritto apposta per lui. Nella musica del disco c’è l’eleganza e la passione del tango, l’intensità, le emozioni, la tristezza che solo questa musica sa dare. Il tutto è presentato con raffinatezza, la trascrizione dal bandoneon o dall’orchestra funziona qui egregiamente, il momento migliore è certo il finale Tristezas de un Doble S, qui la musica si espande, il brano di quasi undici minuti diventa complesso e tuttavia non si perdono mai le credenziali del genere, quelle emozioni e sentimenti che avvolgono musicisti e ascoltatori. La produzione di Pablo Aslan, esperto contrabbassista, fa il resto, per un disco che non sarà certo adatto alle sale da ballo, ma che presenta lo stesso musica coinvolgente.

Genere: tango
Label: Avantango Records
Anno 2018

01. Los Mareados
02. Sentimiento Tanguero
03. Tango del Ángel
04. Milonga Impromptu
05. Felicia
06. Sur
07. Norte
08. El Marne
09. Canaro en París
10. Tristezas de un Doble S

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