nov 08

The Organ Champs – Turn It On

052250dc50138371fd04f19c188f0143_LIl quartetto The Organ Champs è costituito da veterani del jazz in Austria, Erwin Schmidt all’Hammon B3, Martin Fuss al sax tenore, Wolfgang Pointner alla chitarra elettrica e dal batterista serbo Vladimir Kostadinovic, che molti conosceranno per i suoi concerti in trio con il pianista Antonio Faraò. La loro musica va in una specifica direzione, il soul jazz che abbiamo conosciuto sulle incisioni Blue Note degli anni ’60, una stagione d’oro che il quartetto sa rendere con passione e cura dei particolari. Fra le composizioni troviamo una gradita sorpresa, Senza Fine di Gino Paoli, che diventa quasi un classico del genere nella loro esecuzione, ma ci sono anche Luny Tune di Larry Young, Peace di Horace Silver, Sonic Room di Lee Morgan, alfieri storici della famosa casa discografica americana, insieme a composizioni proprie. Sono tutti dei fuoriclasse del loro strumento che suonano senza sbavatura il genere mentre su ogni brano prendono degli assoli di alto livello tecnico. Sotto la spinta del batterista tutto suona ricco di forza dinamica e diventa una musica che fa battere il piede all’ascoltatore. Fra le composizioni proprie molto riuscita è Groovin on Dr. John, di Erwin Schmidt dedicata al famoso tastierista di New Orleans. Su One for ST di Martin Fuss ascoltiamo un assolo da manuale al sax tenore da parte dell’autore. Bel disco, ben prodotto, che si ascolta volentieri.

Genere: jazz mainstream
Label: Jive Music
Anno 2020

Tracklist
01. Luny Tune
02. Senza Fine
03. Minor Truth
04. Peace
05. Groovin on Dr. John
06. One for ST
07. Way Up North
08. Why does it have to be so bad
09. Sonic Boom
10. Rumpelstilzchen
11. Balkan Flood
12. Are You Serious

nov 07

Kontrabassduo Studer-Frey – Zip

891I due contrabbassisti svizzeri Peter K. Frey e Daniel Studer, Kontrabassduo Studer-Frey nell’aprile del 2019 hanno deciso di dare in occasione del ventennale della loro collaborazione ben dieci concerti, ciascuno di mezz’ora, alla Kronen Galerie di Zurigo. Da quei concerti sono stati tratti quarantatré minuti compatti ed intensi, come ci hanno abituati da sempre. La loro attività sugli strumenti è proseguita sempre da esecutori di opere scritte dell’avangurdia contemporanea all’ improvvisazione radicale, dal jazz alla classica, senza soluzione di continuità, permettendogli di creare un proprio linguaggio e proprie dinamiche esecutive quando si trovano ad interagire insieme. La loro musica, qui dieci esecuzioni intitolate Teeth, ha qualcosa di tranquillizzante e di ipnotico, quasi un rito in cui si trova qualcosa di nuovo, mai visto prima, ma senza inquietudine, perché loro hanno la capacità, unica, di affascinare e ammaliare l’ascoltatore con i loro suoni inusuali. È un disco che si ascolta di un fiato, una volta trovata la chiave di lettura, o ascolto nel nostro caso.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Curved Teeth
02. Triangular Teeth
03. Saggitate Teeth
04. Semicircular Teeth
05. Lustre Teeth
06. Shape Teeth
07. Trajector Teeth

nov 03

Rens Newland – Tribe Trio Tracks

fe392f78a62c6fc460cf8c2a182b395f_LIl disco precedente del chitarrista olandese Rens Newland ormai austriaco di adozione era dedicato ai suoi amici ed alla sua famiglia, ora ha avuto una bella idea, e cioè di riprendere quelle composizioni ed arrangiarle per trio con Oliver Grattinger alla batteria e Willi Langer al basso elettrico. Si tratta di un lavoro fatto in studio con molto impegno in cui cambia le chitarre utilizzate anche nello stesso brano, sullo sfondo si affaccia spesso un organo, insomma la musica è ben costruita, fra chitarre elettiche e acustiche, fra assoli rock ed altri più jazzistici, in cui dialoga con sé stesso oltre che con gli altri due musicisti. I suoi assoli sono fluidi e molto musicali, si nota che è una musica che gli sta a cuore perché dedicata a quelli che sono gli amici della sua tribù, come la chiama lui, e che gli fanno da supporto nella vita di tutti i giorni. È un disco che si ascolta tutto di un fiato perché ben gestito nelle dinamiche, a volte smooth, a volte più complesse, con gli assoli sempre al posto giusto.

Genere: fusion
Label: Jive Music
Anno 2020

Tracklist
01. Silent to Strong
02. Good Girl, Mad Girl
03. Creative Guy
04. Feeling Fine Against All Odds
05. Funny Smart Boy
06. Sweet Little Devil
07. Wonderful Innocence
08. Careful & Curious
09. The Steady One
10. Jolly, Tough and Tireless
11. Wild Coolness
12. Sage & Singing

nov 02

François Lana Trio – Cathédrale

884Il trio francese formato da François Lana al piano, Phelan Bourgoyne alla batteria e Fabien Iannone al contrabbasso sono al loro esordio su Leo Records con una musica eclettica ed allo stesso matura e coraggiosa grazie alla forte empatia fra loro. Alcuni brani sono dedicati ai grandi del jazz, Monk, Paul Bley, Hillness (Tribute To Andrew) dedicato ad Andrew Hill, Herbie Nichols, Chaos Momentum, come dice il nome, con dei momenti di caos che ci ricordano la prima ora del free jazz. I tre si conoscono a memoria e riescono a gestire con bravura quello che mettono a disposizione dell’ascoltatore, certamente tanto, passando da un brano all’altro dalle angolarità monkiane alle pensositá della musica di Bley. Nonostane ciò tutto funziona bene, il disco appare compatto e si ascolta con facilità per la fluiditá con cui scorre la musica, senza intoppi o mancanze di idee. In ogni brano, qualunque sia l’assunto di partenza, si ascolta la loro energia, la volontá di fare qualcosa di personale con successo. L’editig dei brani è fatto con molta cura da parte della produzione, anche qui si nota come i tre abbiano le idee molto chiare su come presentare la propria musica. Fra i brani più interessanti Cathédrale, che da anche il titolo all’album, con una atmosfera misteriosa. Un bel trio, originale nonostante le dediche, e che funziona alla grande.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2020

Tracklist

01. Chaos Momentum
02. Hillness (Tribute To Andrew)
03. Der Turm
04. Divertissement
05. Black Socks, No Sugar
06. Weird Stuff
07. Nocturne
08. Cathédrale

ott 30

Gianni Lenoci Trio feat. Bob Moses – Wild Geese

332Il compianto pianista pugliese Gianni Lenoci ha firmato tante opere importanti sia nell’ambito della musisa improvvisata che come esecutore di composizioni di musicisti contemporanei. In quest’opera postuma, un trio insieme al fido Pasquale Gadaleta al contrabbasso ed al batterista americano Ra Kalam Bob Moses, si presenta in gran forma e molto ispirato su composizioni di Carla Bley e Ornette Coleman ed una di Gary Peacock, Moor. Si ispira ovviamente a Ornette, a quel periodo storico che sono stati gli anni `60 con pianisti come Cecil Taylor o, su catalogo ESP, Lowell Davidson, che hanno segnato un’epoca cercando nuove vie oltre il linguaggo della tonalità. È una musica che ispira l’ascoltatore, ricca di passione, fatta da un trio compatto che ha trovato una propria dimensione per rifare in modo personale le composizioni proposte. Su Moor, eseguita nella versione originale in trio su ECM nel 1970 da Gary Peacock insieme al pianista Paul Bley e Paul Motian ed ancora molti anni dopo con Marc Copland e Joey Baron, si nota l’originalità delle idee di Lenoci. Si ascolta rapiti dall’intensità della musica e ci si fa trasportare in un mondo originale, in cui le composizioni di Ornette e Carla Bley fanno da vettori. Gran disco, cui si augura tutto il successo possibile.

Label: Dodicilune Records

Year: 2020

Tracklist

01. And now, the Queen
02. Job mob
03. Vashkar
04. Sleep talking
05. Olhos de gato
06. Latin genetics
07. Moor
08. The beauty is a rare thing
09. Ida Lupino

ott 27

Usiskin / Oliver Duo

cd 2113lI due musicisti inglesi Max Oliver al violoncello elettronico e Ollie Usiskin alla batteria sono presenti a Londra e suonano nelle tante occasioni disponibili nella grande metropoli, non soltanto musica improvvisata, ma anche rock o pop o quello che capita prima. Questo disco è piuttosto speciale, perché questo tipo di duo non è piuttosto frequente, per cui i due esplorano territori nuovi. Oliver utilizza le complete possibilità del suo strumento, suonato sia con l’archetto che in pizzicato, mentre la batteria si dà da fare con continui cambi di ritmo e velocità per riuscendo a rendere il tutto molto interessante. Nei quattro brani più lunghi, siamo in media sui dodici minuti, i due costruiscono improvvisazioni coinvolgenti e compatte, altrove, in brevi aforismi, la musica si fa piú rarefatta. In ogni caso la musica si sviluppa ricca di idee, fra jazz e ritmi rock, fra le note struggenti del violoncello e la batteria sempre presente ed incalzante.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist

01. Changes of Direction
02. The Reaction of Two
03. Stretch
04. Leading up to
05. StormBurst
06. Build up
07. Disagree to Agree
08. Swing Push
09. Irritation

ott 19

Ensemble 5 – Luminescence

888Il progetto Ensemble 5 guidato dal batterista svizzero Heinz Geisser continua proponendo materiale interessante. L’identità del gruppo è ormai una costante riconoscibile, sia che si propongano in quartetto, sia con ospiti internazionali, come qui il violinista giapponese Naoki Kita , sicuramente un personaggio da tenere d’occhio per quanto riguarda la musica improvvisata. La musica è stata registrata dal vivo a Tokio, insieme ai due già citati ci sono gli altri veterani della band, il trombonista Robert Morgenthaler, Reto Staub al pianoforte e Fridolin Blumer al contrabbasso. I quattro brani, ben editati in sede di missaggio, mettono in mostra il loro linguaggio fatto di improvvisazioni collettive che procedono a volte lentamente mentre le idee si aggregano ed i dialoghi si fanno serrati. Celestial Orchard è un brano lento in cui il violinista trova un’intesa perfetta con gli altri, ma anche altrove la sua voce va molto d’accordo con il suono pastoso del trombone di Morgenthaler. Luminescence che a il titolo all’album è ricca di tensioni sotterranee, grazie all’empatia che domina fra i partecipanti funziona tutto alla meraviglia, perché i musicisti si ascoltano reciprocamente animati da curiosità per l’evento che spunta dal loro colloquio. Il finale Proceed si sviluppa per quasi diciotto minuti in cui il trombone ed il violino trovano tante cose da dirsi. Gran bel disco, che conferma lo stato di grazia del gruppo svizzero.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2020

Tracklist

01. Reverie
02. Celestial Orchard
03. Luminescence
04. Proceed

ott 18

Hanna Schörken – Luma

893La cantante tedesca Hanna Schörken è dedita all’avanguardia con le sue tecniche vocali infinite, in grado di riprodurre qualunque suono. Fin dall’inizio del disco si avverte l’esigenza di esplorare l’ignoto e affrontare nuovi paesaggi sonori dando anche una connotazione emozionale alle sue sperimentazioni. Sono trentacinque minuti intensi in cui si gioca con il suono e con la parola, in cui si affronta il silenzio e si aspetta che esca fuori qualcosa di inusuale. Ci sono stati altri artisti che hanno sperimentato con la voce, fra  questi l’indimenticato Demetrio Stratos, Hanna aggiunge ancora qualcosa di suo, ampliando ulteriormente le possibilità di uno strumento che può emettere suoni infiniti. Un disco non solo per gli addetti ai lavori, che sorprende ed emoziona allo stesso tempo.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

01. Climbing
02. Forests
03. Leaning
04. Land
05. Rest
06. Fundgrube
07. Sidi Ifni
08. Try
09. Ending
10. Objects I Can Not Touch
11. Transfer

set 06

Ivo Perelman with Arcado String Trio – Deep Resonance

arcadoAvevamo già conosciuto il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman non solo come una bandiera del free e della musica improvvisata, ma anche come un perfetto conoscitore dell’interazione con gli strumenti ad arco, da lui studiati in patria in giovane età. Vale la pena ricordare alcune opere fondamentali, la Alexander Suite del 1998 con il C.T. String Quartet (Dominic Duval, Tomas Ulrich, Ronald Lawrence, Jason Kao Hwang) e The Passion According to G.H. con il Sirius Quartet del 2012, entrambe per la Leo Records.
Od ancora i suoi lavori con Mat Maneri o con la violinista tedesca Rosie Hertlein. Questa volta è insieme all’Arcado String Trio, il cui ultimo lavoro in studio risale al 1992. Mark Feldman violino, Hank Roberts violoncello, Mark Dresser contrabbasso sono di nuovo insieme ed il risultato è ancora uno splendido affresco sonoro, improvvisato all’istante, in cui si ascolta anche la maturità che Perelman ha raggiunto mettendo le possibilità tecniche del suo strumento al servizio di un collettivo in cui stanno tutti ad ascoltarsi reciprocamente, senza alzare la voce. È un dialogo a quattro in cui ci si scambiano idee e si prende ispirazione per altre, buttate giù e subito riprese dai musicisti, un caleidoscopio dalle possibilità infinite in cui emerge paradossalmente una logica stringente e concisa. Certo da musicisti di tale levatura ed esperienza non ci si aspetta altro, ma dietro il suono, con dei momenti intensi in cui Roberts e Dresser sono all’archetto, ad esempio su Resonance 1, si avverte un feeling ed una passione che vanno oltre quella che è l’esecuzione musicale in sé.

Genere: avanguardia
Label: Not Two Records
Anno 2020

Tracklist

01. Resonance 1
02. Resonance 2
03. Resonance 3
04. Resonance 4

ago 30

Conference Call – Prism

coverCon quest’ultima incisione di Conference Call, siamo arrivati al decimo disco della band per metà tedesca e per l’altra metà americana. Gebhard Ullmann al sax tenore ed al clarinetto basso ed il nuovo batterista Dieter Ulrich sono insieme al pianista Michael Jefry Stevens ed a Joe Fonda al contrabbasso. Negli anni si sono succeduti diversi batteristi a completare il quartetto, fra gli altri George Schuller su quattro incisioni. Le composizioni sono divise fra i musicisti, tre per Ullmann e due a testa per Fonda e Stevens. Sono delle personalità molto forti, comunque la lunga permanenza insieme ha permesso loro di trovare un linguaggio comune per questo collettivo. Tutto procede con precisione all’interno di un linguaggio che usa gli stilemi dell’avanguardia. Listen to Dr. Cornell West è di Joe Fonda, un brano di tredici minuti in cui Ullmann è `prima al clarinetto basso e poi al contrabbasso e Fonda mostra i muscoli sul suo strumento. È una musica in cui l’atmosfera è molto speciale per come i quattro trovano durante l’esecuzione vie inaspettate, ricche di calore, a rendere l’avanguardia appetibile. Specialmente Ullmann, con il suo sax tenore dà qualcosa di inaspettato ovunque, alternandosi agli strumenti dà varietà insieme ad espressivitá, ovunque. Il finale Zeit Lupe è una ballad informale, lenta, un’esecuzione al rallentatore (che è la traduzione dal tedesco del titolo), in cui appare uno swing struggente ed allo stesso tempo straniante. Un disco molto interessante, ricco di feeling.

Genere: avanguardia
Label: Not Two Records
Anno 2020

Tracklist

01. F.J.D
02. Prism
03. Listen to Dr. Cornell West
04. Variations On A Master Plan (Part 2)
05. Sal’s Song
06. The Bee
07. Zeit Lupe

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