ago 18

Massimiliano Génot / Emanuele Sartoris – Totentanz – Evocazioni Lisztiane

322I due pianisti Emanuele Sartoris e Massimiliano Génot si esibiscono su una composizione di Liszt scambiandosi idee e possibilitá esecutive, fra lettura della partitura e improvvisazione. Non è niente di nuovo, nel senso che sono tanti i jazzisti che si sono confrontati con i compositori di musica classica, dal Modern Jazz Quartet a Mike Westbrook (con Rossini), e poi Uri Caine e Jacques Loussier, ma nel caso dei due pianisti italiani, come ci fa notare Paolo Fresu nelle note di copertina, si tratta di qualcosa di nuovo, già solo per il fatto di interpretare la partitura a quattro mani. È un’interpertazione molto moderna, che ricorda alla lontana il mondo romantico o le frenetiche folate di note delle tipiche composizioni di Liszt, spesso viste più come un esercizio per gli esecutori che capolavori con un vero e proprio mondo interiore da lasciare esprimere all’interprete. I due pianisti italiani riescono a dare una logica ed un’espressività all’idea originale, messa su pentagramma 160 anni fa, rendendola nuova, seguendo la propria ispirazione e le proprie idee. Non si ispirano ai pianisti più moderni che hanno flirtato con la classica, Keith Jarrett e Brad Mehldau su tutti, ed hanno saputo dare una propria impronta a questa musica, che diventa facilmente ascoltabile, senza niente di accademico. Si dilata l’idea iniziale portandola a 45 minuti di esecuzione, ma senza ridondanze, paradossalmente sembra tutto compatto e preciso, ridotto all’essenziale senza perdere di espressività.

Genere: crossover
Label: Dodicilune
Year: 2020

01. Prologo In Cielo
02. Dies Irae
03. The Death Is Dancing
04. Sacrum Officium Interruptum
05. Toten – Rag
06. Hispanic Barbarian Fantasy
07. Ostinato
08. Original
09. Follie Dal Nuovo Mondo
10. Danse Macabre
11. Scontro Finale
12. Il Trionfo Della Morte

ago 17

Perlin Noise – John eats Bacon with Francis in the Cage

Perlin-Noise-John-Eats-Bacon-With-Francis-In-The-Cage-1-696x696Il nome di questo quintetto, Perlin Noise, è un algoritmo che viene usato dagli artisti grafici che lavorano con il computer per ottenere degli effetti visuali. I cinque sono guidati dal contrabbassista Alessandro Vicard, austriaco, autore di tutte le composizioni. La loro musica suona ispirata da tanti fenomeni del passato, il disco apre con Barocco, un brano in cui, come per il resto, improvvisazione e composizione trovano un equilibrio ben gestito, in cui si permette ai musicisti di dare il loro importante contributo in assoli piuttosto energetici. È proprio in Barocco si nota questa inventiva, la capacità di spostarsi da un genere all’altro, dal barocco al free nel nostro caso, come se fosse la cosa più naturale. I protagonisti sono Irene Kepl al violino, Stephanie Schoiswohl sax alto, Villy Paraskevopoulos pianoforte, Alessandro Vicard contrabasso e Mark Holub alla batteria. Sono tutti musicisti che agiscono con vivacità, la sassofonista sembra uscire dai dischi free per la Impulse degli anni ’60, il batterista sa gestire le energie in modo sottile quando chiamato a farlo, ma riparte imperterrito nei momenti più convulsi. Sul lungo Melodia che chiude l’album parte con un assolo di batteria prima che arrivi il complesso tema e la ricerca di una melodia in mezzo a spazi ritagliati fra il silenzio. Un disco originale in cui l’avanguardia mostra la sua capacità di rinnovarsi e portare idee nuove facendo onore al proprio nome.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist

01. Barocco
02. Il moto dei corpi
03. Cellula
04. John eats Bacon with Francis in the Cage
05. Melodia

ago 16

Vanderlei Pereira and Blindfold Test – Vision for Rhythm

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Il batterista e percussionista brasiliano Vanderlei Pereira vive a New York da una trentina d’anni e lì è diventato un musicista molto ricercato dai colleghi e presente nei vari generi musicali in cui si richiede la sua perizia e la sua enorme musicalità. Ha perso la vista a causa di una malattia degenerativa e per questo motivo ha lasciato le esecuzioni di musica classica concentrandosi sempre più sul jazz e sui ritmi latini. Su questo disco fa da leader presentando tre sue composizioni, Ponto de Partida, O Que Ficou e De Volta à Festa, oltre a del materiale di autori brasiliani come Airto Moeira, Edu Lobo e Antonio Adolfo. È un musicista fantasioso, che sfoggia una quantità di ritmi incredibile in un disco che si muove fra esecuzioni di musica brasiliana e jazz nella versione modale. Per chi ama il genere brasiliano questo è un disco molto interessante, in cui non ci si annoia mai. Gli assoli sono tutti di alto livello, prendiamo ad esempio Misturada di Airto Moreira con Jorgen Continentino al flauto e Paul Meyers alla chitarra acustica, ed il leader ha le idee molto chiare con i suoi ritmi incalzanti che tengono in piedi il tutto. I musicisti sono: Jorgen Continentino al flauto, flauto alto, sax tenore, Susan Pereira alla voce e percussioni, Deanna Witkowski al pianoforte, Paul Meyers alla chitarra acustica, Gustavo Amarante al basso elettrico. Gli ospiti sono Rodrigo Usaia al sax tenore in tre brani e Itaiguara Brandão al basso elettrico in tre brani.

Genere: latin jazz
Label: Jazzheads

Anno 2020

01. Misturada
02. Ponto de Partida
03. Chapéu Palheta
04. Mercado Modelo
05. O Que Ficou
06. The Cry and The Smile
07. Partido Leve
08. Corrupião
09. Les Matins de Rixensart
10. Alma Brasileira
11. De Volta à Festa
12. Vision for Rhythm

ago 14

Pago Libre – Mountain Songlines

886La musica di Pago Libre sfugge alle classificazioni, e ciò vale ancora di più per questo disco che celebra il trentennale. Il quartetto è formato da John Wolf Brennan al pianoforte, Arkady Schilkloper al corno francese ed al corno alpino insieme a Tom Gotze al contrabbasso e Florian Mayer al violino. È una musica molto affascinante quella che ci propongono in cui il suono del corno francese e del violino eseguono delle melodie coinvolgenti, ma in cui c’è anche la forza dell’improvvisazione e del jazz. La mancanza della batteria dà più vigore alla forza melodica di questa musica ed alle composizioni, tutte molto riuscite. Difficile scegliere un brano in un disco che scorre compatto, i cui tutto ha una precisa impronta data dalla personalità dei musicisti. Da citare comunque The Melody Of The Earth, in cui il violino raggiunge dei vertici elevati di espressività mentre racconta una sua storia.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Hornborn Hymn
02. GTA (Grande Traversata Elbana)
03. Urwuchs
04. … Von Der Armenischen Prinzessin (Armenian Princess)
05. PreGap: At The Abyss Of Nothing
06. Cümbüs
07. Ridge Walk
08. Hol-di-o-U-ri!
09. Tü-da-do
10. Selbsanft
11. Vertical Vectors
12. The Melody Of The Earth
13. Bonus Track Medley «Mountain Songlines»
13.1 Föhnsturm
13.2 Randulin Variaziuns
13.3 Robin
13.4 Crested Butte Mountain
13.5 Randulin Variaziuns

ago 10

Bread Crumb

cd 599lI tre musicisti greci George Kokkinaris contrabbasso e Nikos Cordelis e Giannis Arapis alle chitarre elettriche provengono da diversi mondi sonori, dal punk all’improvvisazione, dal rock al jazz e vivono fra Berlino ed Atene dando un contributo importante alle rispettive comunità di artisti. Il loro disco è una fusione di esperienze e suoni, un incontro fra le chitarre in continua fibrillazione ed il contrabbasso che fa da àncora. È una musica viscerale, che rifiuta qualunque tipo di classificazione, improvvisata, senza alcuna guida su come proseguire se non l’empatia fra i musicisti. Ne spunta qualcosa di molto speciale, un quaranta minuti che scuotono l’ascoltatore in modo positivo, al di fuori delle certezze quotidiane. Ci sono le esperienze di un Fred Frith, ma non solo, i tre creano un loro mondo con tanta fantasia ed idee, che spuntano dal groviglio di suoni con facilità. Ispirati, coinvolgenti, i tre mostrano che quando c’é il giusto feeling i confini fra i generi sono lì soltanto per essere eliminati. Una buona parte della riuscita di questo lavoro spetta al contrabbassista, che sia al lavoro con l’archetto o con la tecnica del pizzicato ispira i chitarristi, ne viene fuori un lavoro coraggioso che è tra le migliori cose del catalogo Slam degli ultimi anni.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist
01. Harvest
02. A Jar drops, a Flower pops
03. Spume
04. Bread Crumbs for Birds
05. Bottled up Lover
06. Wash my Teeth with Fire
07. Small Bucket of Sand

ago 09

Noshir Mody – An Idealist’s Handbook: Identitiy, Love and Hope in America 2020

1594757048_coverIl chitarrista Noshir Mody da Bombay in India è riuscito a trovare una sua identità di musicista fusion a New York. Il gruppo con cui lavora lo segue con cura dei particolari facendo risaltare le belle melodie create dal leader. Nel nuovo disco ci sono i musicisti dei dischi precedenti e qualche nuovo ospite. Mike Mullan è al sax tenore e contralto, Benjamin Ankle alla tromba ed al flicorno, Campbell Carshee al pianoforte, Yuka Tadano al basso elettrico ed al contrabbasso, il batterista è Jarrett Walser, nella band c’è la vocalista Kate Victor su tre brani. Si comincia con Radha, che è un tributo musicale ad una famosa storia d’amore della mitologia indiana introdotto da un bel riff del bassista. Ottimo l’assolo del leader e belle le atmosfere in cui rifulge il trombettista. Su Illusions Grow si può ascoltare Kate Victor che canta come le illusioni spariscano ma l’amore è la verità che conta. Anche su Rise porta un messaggio importante di democrazia e tolleranza. Che Mody fosse un idealista lo si era capito dal titolo, ma le atmosfere, le melodie che riesce a trovare sono anch’esse consone a quello che vuole dire. Disco gradevole, con testi interessanti nei brani cantati da Kate Victor.

Genere: jazz mainstream
Label: Autoprodotto
Anno 2020

Tracklist

01. Radha
02. Sketching “Illusions Grow”
03. Illusions Grow
04. Sketching “Ol’ Splitfoot”
05. Ol’ Splitfoot
06. Illustrating “Rise”
07. Sketching “Under A Starlit Sky (2020)”
08. Under A Starlit Sky
09. Rise
10. Illusions Grow (Reprise)

ago 08

Madre Vaca – Winterreise

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Il compositore classico Franz Schubert ha scritto il famoso Wintereise nel 1827, è un ciclo di ventiquattro poemi scritti per pianoforte e voce che è ancora oggi eseguito spesso e rappresenta una delle maggiori espressioni artistiche del periodo del Romanticismo. Il collettivo musicale Madre Vaca ha deciso di dare al quella musica un’impronta più moderna, fra jazz e classica, senza dimenticare accenti latini. I musicisti sono Juan Rollan al sax, Steve Strawley tromba, Lance Reed trombone, Jonah Pierre piano, Jarrett Carter chitarra, Mike Perez basso, Benjamin Shorstein batteria, Milan Algood percussioni. Shorstein è l’ideatore dietro le quinte e con perizia riesce a dare alla musica nuovi accenti e nuovi idee, due secoli dopo che è stata composta. Ad esempio Stormy Morning presenta accenti latini, oppure Frozen, che si presenta come un brano modale dalla penna di un McCoy Tyner, o The Crow con un appassionato assolo al sax tenore. Gli assoli da parte di tutti i musicisti del gruppo rendono la musica moderna e con una buona capacità di intrattenere il pubblico.

Genere: crossover
Label: Madre Vaca Records
Anno 2020

01. Good Night
02. The Weathervane
03. Frozen
04. Loneliness
05. The Gray Head
06. The Crow
07. Last Hope
08. The Stormy Morning
09. The Sun Dogs
10. The Hurdy-Gurdy Man

ago 07

Jason Kao Hwang – Human Rites Trio

b W1sicmVzaXplIiwxNjM0XSxbIm1heCJdLFsid2UiXV0=Il violinista e violista americano di origine cinese Jason Kao Hwang è insieme a Ken Filiano al contrabbasso e Andrew Dury alla batteria in questa nuova incisione, registrata in studio nel 2019 e messa a punto per la pubblicazione nel periodo del lockdown a causa del Covid 19, così che il disco è dedicato agli operatori sanitari ed alla memoria di tutti quelli scomparsi in questo periodo così tragico. I tre lavorano da lungo insieme e la loro musica ha raggiunto un livello di empatia notevole, sulle composizioni di Hwang. Sui due Words Asleep Spoken Awake: Part I e Words Asleep Spoken Awake: Part II i tre sviluppano una forte dose di empatia che si esprime attraverso una comunicazione molto attenta allo svolgersi della musica, che i tre seguono compatti, senza lasciare spazio a sfilacciamenti inopportuni. In Conscious Concave Concrete sui ritmi insistenti della ritmica Hwang ha modo di lasciare spazio alla fantasia con la sua viola, che riecheggia musiche world, coreane nella fattispecie. Ma, a parte le particolarità tecniche di ogni esecuzione, resta l’emozionalità palese dei musicisti, completamente a loro agio in un processo comunicativo che si fa ascoltare volentieri, complesso, ed allo stesso tempo facile da seguire per ciò che esprimono.

Genere: avanguardia
Label: True Sound Recordings
Anno 2020

01. Words Asleep Spoken Awake: Part I
02. Words Asleep Spoken Awake: Part II
03. Conscious Concave Concrete
04. 2 AM
05. Battle for the Indelible Truth
06. Defiance

ago 04

John Finbury – Quatro

QUATRO-DIGITAL-COVER-100629-UPDATEDIl compositore statunitense John Finbury scrive le sue musiche pensando all’America intera, al Brasile ed a tutti i paesi sudamericani. Le sue musiche sono interpretate dal cantante Magos Herrera su quattro dei sette brani, Chano Dominguez al pianoforte, John Patitucci è al contrabbasso e Antonio Sanchez alla batteria. La produzione è di Emilio D. Miller. La musica è stata registrata in due session a New York nel 2019, prima che il virus cambiasse tutto. Come sempre da parte sua la musica è affascinante ed i brani sono un continuo cambiare di ritmi sudamericani proveniente dalle varie tradizioni del continente. Tutto è perfetto nella produzione, c’è ben poco da lamentarsi, il disco è un incontro perfetto fra produttore, compositore e musicisti. Salón Jardín è in trio, con il pianista a prendersi gli applausi per come riesce ad interpretare in modo così sensuale un ritmo di bolero, ma da sottolineare è anche l’assolo di John Patitucci che trasforma il suo ingombrante strumento in una specie di chitarra.
Le liriche sono cantante in spagnolo ed inglese dalla voce sensuale ed a volte drammatica di
Magos Herrera, come su All The Way To The End. Gran bel disco, una produzione di notevole livello nel genere.

Genere: Latin Jazz
Label: Green Flash Music
Year 2020

Tracklist
01. Llegará El Día
02. Independence Day
03. La Madre De Todos Los Errores
04. All The Way To The End
05. Comenzar
06. Salón Jardín
07. Da Romp

lug 28

Diane Schuur – Running of Faith

71RTmpBZoqL._SL1200_La cantante e pianista americana Diane Schuur a sei anni dalla sua ultima incisione ritorna insieme al sassofonista Ernie Watts a produrre un disco in cui mette in mostra il suo valore. Insieme ai due Kye Palmer tromba, Thom Rotella chitarra, Bruce Lett contrabbasso, Kendall Kay batteria. C’è di tutto nei brani scelti, blues, gospel, jazz e delle canzoni che sfidano ogni classificazione, una scaletta messa insieme con cura per la quale si sono scelti autori come Percy Mayfield, due brani, Miles Davis, Eric Clapton, Lennon/MyCartney con il famoso Let It Be. Dopo decenni nello show business, da non vedente dalla nascita, mostra una sicurezza ed un perfetto modo di costruire i brani, con tutte le note e gli assoli al posto giusto. Fra i brani più riusciti The Danger Zone, con gli assoli di chitarra e sassofono, proprio notevoli. Molto bello anche il finale Swing Low Sweet Chariot, con lei da sola al pianoforte. Gran disco, prodotto con molto mestiere, che piacerá a tanti.
Genere: cantanti jazz
Label: Jazzheads
Anno 2020

01. Walking on a Tightrope
02. The Danger Zone
03. All Blues
04. Something So Right
05. Let It Be
06. The Sun Will Shine on You
07. Everybody Looks Good at the Starting Line
08. There is Always One More Time
09. Chicken
10. The Bitter Earth
11. Running on Faith
12. Way Over Yonder
13. Swing Low Sweet Chariot

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