lug 26

Serena Spedicato Nicola Andrioli – The Shining of Things. dedicated to David Sylvian

296Dopo l’incisione dedicata a Tom Waits la cantante salentina Serena Spedicato sforna un altro gran bel disco dedicato ad un musicista molto speciale che ha lasciato un segno indelebile in diversi generi, dal progressive al rock al pop, il cantante, chitarrista e tastierista inglese David Sylvian. Firma il lavoro insieme al pianista Nicola Andrioli, autore anche degli arrangiamenti. A completare la band il finlandese Kalevi Louhivuori alla tromba, flicorno ed effetti elettronici e Michele Rabbia alla batteria, percussioni ed effetti elettronici. Sono quasi tutte composizioni di David Sylvian o scritte insieme a Ryuichi Sakamoto e Jon Hassel, tranne Forbidden Colours di Ryuichi Sakamoto, scritta per il film Furyo di Nagisa Oshima (con David Bowie e Ryuichi Sakamoto attori protagonisti) cui Sylvian ha prestato le liriche e diventata un successo nel 1983, dopo che aveva sciolto i Japan, la band con cui aveva lavorato fino allora. Fin dall’inizio i quattro pensano ad elaborare atmosfere personali intorno alle liriche di Sylvian, l’assolo strepitoso alla tromba su Orpheus di Kalevi Louhivuori mostra come la band segua vie personali, indicate dal musicista inglese, senza alcuna intenzione di clonarne le musiche. Spuntano momenti geniali, atmosfere ricche di passione e la voglia di raccontare musicalmente storie proprie intorno a quelle liriche. Il disco si candida fra le migliori produzioni italiane dell’anno, Nicola Andrioli e Serena Spedicato hanno trovato lo quadratura del cerchio, tra testi molto intriganti che arrivano dal mondo del pop e del rock ed un jazz contemporaneo, fatto di atmosfere raffinate che ad ogni nota appare ispirato e ricco di un feeling molto comunicativo.

Genere: jazz
Label: Dodici Lune
Year: 2019

Tracklist
01. Orpheus
02. Forbidden Colours
03. Weathered Wall
04. Heartbeat
05. Brilliant Trees
06. Laughter and Forgetting
07. September
08. The Shining of Things

lug 24

The Dave Wilson Quartet – One Night at Chris’

6PAN1T.E1.qxd“It was a good night” e per questo semplice motivo la registrazione del concerto è stata ora pubblicata su disco. Il quartetto di Dave Wilson è in stato di grazia, ricco di energia, un continuo flusso di idee da un brano all’altro. Il leader ha studiato con Bill Barron negli ani `70, poi ha scoperto come tanti altri la musica di John Coltrane e da lí ha trovato la propria via. Non solo quella del jazz, perché ha lavorato in contesti legati alla musica rock, un’influenza che si rivela nella scelta dei brani, non solo propri, quattro original, o di un grande standard come Summertime, ma anche di composizioni di gruppi che hanno fatto storia, seppur in altri contesti musicali. Friend of the Devil è di Jerry Garcia dei Grateful Dead, qui il leader è impegnato in un assolo al sax soprano travolgente ed ispirato, che trascina tutta la band. Norwegian Wood di Paul McCartney e John Lennon è gia stato proposto in contesti jazz, qui Wilson con il suo assolo pensoso ed irrequieto ne dà una versione molto interessante. I Creed non sono un band molto nota fra i jazzman, qui viene presentato il loro famoso My Own Prison, un brano semplice ed accattivante, ricco di energia nella versione originale e pure in questa in cui Wilson al sax tenore fa una gran bella figura. In scaletta ci sono anche Ambrosia con Biggest Part of Me, un hit del 1980, ed i Beach Boys con God Only Knows. Il disco funziona alla perfeziona mostrando come il jazz, fatto da musicisti ispirati, possa fagocitare materiale che proviene dal mondo del pop e del rock attuale senza rinunciare allo swing. Ad accompagnare Wilson ci sono Kirk Reese al pianoforte, Tony Marino al contrabbasso e Dan Monaghan alla batteria.

Genere: mainstream jazz
Label: Autoprodotto
Year 2019

Tracklist

01. Blues for Youse
02. (Givin’ the People) What We Want
03. Indian Summer
04. Belgrade Booty Call
05. Gratitude
06. Gritty Greens
07. The Murfreesboro Waltz
08. A Beastly Beauty
09. Salamander
10. Buxom Biali

lug 23

John Filbury and Thalma De Freitas – Sorte!

sorte-digital-cover-1Chi apprezza la musica brasiliana ha qui un album notevole, con la voce della cantante (ma in realtà lei è un’artista anche in altri settori) Thalma De Freitas e John Finbury come autore dei testi. Si sono fatte le cose in grande, a giudicare dai sideman coinvolti. Vitor Gonçalves è al pianoforte, Rhodes ed alla fisarmonica, John Patitucci è al contrabbasso, Chico Pinheiro chitarra, Airto Moreira e Rogerio Boccato sono alle percussioni, Dududa Da Fonseca alla batteria. La produzione è di Emilio D. Miller. John Finbury è già stato nominato per il Grammy nel genere latino nel 2016, la cantante à apparsa in film, in produzioni televisive e teatrali. Ha lavorato con nomi importanti della musica brasiliana come Caetano Veloso e dal 2012 risiede a Los Angeles, da cui ha un costante contatto con la patria. Il disco e le sei canzoni sono un omaggio all’amore con liriche, in portoghese ed in inglese nel booklet, di un certo spessore, cantate dalla sensuale voce di Thalma, con interventi dei sideman che fanno la differenza. Sul sito della casa discografica si può ascoltare Sorte! per rendersi conto di come questa musica abbia tutti le qualità per affascinare gli ascoltatori.

Genere: Brasil
Label: Green Flash Music
Year 2019

Tracklist

01. Sorte!
02. Filha
03. Ondas
04. Maio
05. Oração
06. Surrealismo Tropical

lug 22

Carter/Priester/Lane/Sylvester/Haney – Live Constructions Volume Two

bd78cf4af5ee2186132dac3e274b9f74Dopo l’incisione in trio dal vivo alla WKCR Radio presso la Columbia University di New York nel 2017, il pianista di origine canadese David Haney ha deciso di ritornare un anno dopo negli stessi studi oltre che con il fido Daniel Carter al sax tenore e soprano ed alla tromba, protagonista della prima seduta di registrazione, con Adam Lane al contrabbasso e Reggie Sylvester alla batteria per un altro concerto live, pubblicato qui. In tre brani, nelle Construction dalla nove alla undici, si aggiunge Julian Priester al trombone. Questa volta sono circa settanta minuti di musica improvvisata, dall’aspetto etereo, fin dalla Construction Number 6, permeata di uno swing sottile, grazie ai piatti del batterista, che con fare elegante dà il giusto impulso alla musica. La Construction Number 7 si apre con il possente contrabbasso di Adam Lane, poi seguito dal gruppo che sembra eseguire qualcosa di composto ed arrangiato a tavolino, invece si tratta di una improvvisazione in cui i musicisti si ritrovano a seguire un’idea spuntata sul posto. Su Construction Number 9 appare Julian Prister che apre da solo il brano, lentamente sbocciano delle idee su cui il quartetto, senza Carter, si trova ad interagire. All’interno della Construction Number 11 viene eseguita una composizione di Herbie Hancock, 12 Bars, sul brano finale riappare Carter alla tromba con sordina ed il gruppo trova ancora il ritmo giusto nonostante l’apparente mancanza di coordinazione cui supplisce solitamente lo spartito sul leggio. È un disco che funziona, ricco di bei momenti che mostrano come i jazzisti di vaglia fanno musica in qualunque occasione, basta che siano ispirati.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Year: 2019

Tracklist

01. Construction Number 6
02. Construction Number 7
03. Construction Number 8
04. Construction Number 9
05. Construction Number 10
06. Construction Number 11
06. Construction Number 12

lug 21

Bennett Paster – Indivisible

indivisible-cover-med-res-300x300Il tastierista Bennett Paster è un musicista eclettico che ha suonato in tanti contesti, sia da leader che da accompagnatore (con Robben Ford, Kurt Elling, Keb’ Mo, Billy Hart, ecc.), un artista globale che dá sempre il suo meglio quando è sulla scena. Su questa nuova incisione da leader si dedica al jazz, esplorando i diversi ritmi con cui il genere si è confrontato, dal funk alla fusion e oltre, senza dimenticare i ritmi latini. Ad accompagnarlo una band di professionisti anche loro spesso in giro con i grandi i nomi del jazz internazionale, Jeff Hanley al contrabbasso ed al basso elettrico e Tony Mason alla batteria, Kenny Brooks al sax tenore,
Al Street alla chitarra elettrica, Samuel Torres alle percussioni ed alla congas e Todd Isler alle percussioni, tutti coinvolti a seconda della situazione da un brano all’altro così che il disco mostra una bella varietà di situazioni, a seconda della formazione scelta per il momento. Alcuni brani sono proprio coinvolenti, ad esempio (Givin’ the People) What We Want in cui sono presenti il chitarrista ed il sassofonista, ma anche Belgrade Booty Call, in cui è al pianoforte accompagnato dalla sola ritmica e dalle percussioni. Su Gratitude, in trio al pianoforte, sa gestire ottimamente le dinamiche di questo tipo di formazione. Non poteva mancare il blues con Gritty Greens, con cui fa battere il piede all’ascoltatore seguito da un malinconico walzer The Murfreesboro Waltz. Lo scatenato Buxom Biali in cui Paster è alle tastiere elettriche chiude il disco, un numero che potrebbe stare benissimo in scaletta nelle esibizioni delle star del R’n'B.

Genere: jazz

Label: Autoprodotto
Year 2019

Tracklist

01. Blues for Youse
02. (Givin’ the People) What We Want
03. Indian Summer
04. Belgrade Booty Call
05. Gratitude
06. Gritty Greens
07. The Murfreesboro Waltz
08. A Beastly Beauty
09. Salamander
10. Buxom Biali

lug 18

Marco Trabucco – Meraki

5b4e28d34218d9b2f033995738cQuesta Meraki del contrabbassista Marco Trabucco è una gran bella incisione, in quartetto con
Federico Casagrande, Giulio Scaramella al pianoforte e Luca Colussi alla batteria. Sia per la qualità delle esecuzioni, un jazz di marca europea soffuso e raffinato ma con la necessaria complessità di strutture per non portarlo alla deriva verso le sponde dello smooth, che per l’assoluta perizia di Stefano Amerio in sala d’incisione, in grado di cogliere sfumature ed atmosfere che rendono l’ascolto un’esperienza che va oltre l’aspetto estetico. Si colgono emozioni ed interplay dei musicisti, situazioni che sfuggono al momento dell’esecuzione in studio a chi è coinvolto, ma che emergono dopo, grazie al lavoro del tecnico del suono, una specie di fototografo sonoro che ha il compito di mettere su supporto l’attimo fuggente. Il contrabbasso del leader è bene in evidenza, sovrasta spesso la band ma è sempre pertinente al filo rosso dato dalla composizione, sempre in sintonia con quello che gli altri esprimono, fin dall’inizio del disco, uno strepitoso Untitled. Open Space evoca spazi aperti, le corde del contrabbasso respirano a pieni polmoni, la chitarra sa essere presente quanto basta mentre la musica prende corpo alla ricerca di orizzonti senza confini. L’intervento del pianista è pregevole, perle di note che scivolano lasciando un scia di poesia ed eleganza. Si prosegue con Merakim che d?à il titolo all’album, e qui si nota dell’unità stilistica della band e della scrittura di Trabucco, senza eclettismi di sorta, ma molto attento a cogliere le possibilità che questa formazione gli dà per esprimere le sue idee all’interno di un suono collettivo ben preciso e riconoscibile. Sono quaranta minuti di una musica in cui tutto è messo al posto giusto da parte di una band cui si augura il giusto successo dal vivo.

Genere: modern jazz

Label: Artesuono

Year 2019

Tracklist

01. Untitles
02. Open Space
03. Meraki
04. Flavia
05. Tale for a Princess
06. One for Max
07. Romanza

lug 17

Doug McDonald – Califournia Quartet

72alb01618359La quattordicesima incisione da leader del chitarrista Doug McDonald mostra la grande professionalità ed il gradimento del pubblico americano (ma non solo) per questo musicista che fin dal suo assolo su A Beautiful Friendship che apre l’album si presenta come uno dei più interessanti rappresentanti del genere mainstream. Il quartetto, di solito in giro per la West Coast, ha un bel sound collettivo ed è completato da Kim Richmond al sax alto ed al flauto su I Want It che chiude l’album, Harvey Newmark al contrabbasso e Paul Kreibich alla batteria. Ovviamente c’è tanto swing, ma non solo, i quattro ascoltano anche le cose più moderne e qua e là lo fanno notare nel modo in cui presentano le composizioni del leader, ben sei, ed i restanti quattro standard. Malapropisms è un walzer, ma con armonie insolite, cosí come E Spot, in scaletta dopo il famoso If You Could See Me Now di Tadd Dameron, insomma la tradizione e approcci più moderni come quelli indicati dai musicisti che hanno scoperto la modalità negli anni ’60 vanno a braccetto senza fratture di sorta. Gli assoli al sax alto di Richmond sono arricchiti da un suono caloroso ed legante al tempo stesso. Il leader è un fuoriclasse che a metà del disco si ritaglia uno spazio in solitudine eseguendo The Things We Did Last Summer. A rendere il disco ancora più gradevole è la masterizzazione presso i famosi studi Capitol.

Genere: mainstream jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2019

Tracklist
01. A Beautiful Friendship
02. Malapropisms
03. San Raphael
04. Lakeside Drive
05. If You Could See Me Now
06. E Spot
07. The Things We Did Last Summer
08. Girasol
09. Tenderly
10. I Want It

giu 05

Rebecca Dumaine and the Dave Miller Combo – Chez Nous

smt_748-chez-nousIl gruppo di Rebecca Dumaine ed il padre pianista Dave Miller è arrivato alla quarta incisione, un disco con standard noti e meno noti della grande tradizione americana. I due sono accompagnati da Chuck Bennett al contrabbasso e Bill Belasco alla batteria, in otto dei quattordici brani c’è il chitarrista Brad Bluethe. La band suona in stile swing, fatto con perizia e molta eleganza presentando le famose canzoni scelte in nuovi arrangiamenti in cui la voce così melodiosa di Rebecca ha modo di emergere. oltre agli autori americani c’è Antonio Carlos Jobim e la sua bossa nova con So Danco Samba, qui è da rimarcare anche il raffinato assolo del chitarrista. Yesterday è di John Lennon e Paul McCartney, è eseguito in duo insieme al padre pianista, e trova posto a metà del disco in mezzo ai classici di, fra gli altri, di Rodgers e Hart, sono tre i loro brani eseguiti, e Frank Loesser. Un disco che si ascolta volentieri in sottofondo, rilassante ed allo stesso tempo raffinato.

Genere: vocal jazz
Label: Summit Records
Year: 2019

Tracklist

01. When In Rome
02. So Danco Samba
03. I’ve Never Been In Love Before
04. Everything I’ve Got Belongs to You
05. Chez Moi
06. I Didn’t Know What Time It Was
07. Tangerine
08. Yesterday
09. You’re Getting to be a Habit With Me
10. Just the Two of Us
11. Give Me the Simple Life
12. Alice In Wonderland
13. Do It the Hard Way
14. Que Reste-t-il/I Wish You Love

mag 25

Vince Abbracciante – Terranima

288Il secondo disco del fisarmonicista Vince Abbracciante per la Dodicilune lo vende ancora con i fidi musicisti di Sincretico, Nando Di Modugno alla chitarra, Giorgio Vendola al contrabbasso e l’Alkemia Quartet – Marcello De Francesco e Leo Gadaleta violino, Alfonso Mastrapasqua viola e Giovanni Astorino violoncello. Questa volta ci sono degli ospiti speciali, il famoso clarinettista Gabriele Mirabassi, Aldo Di Caterino al flauto, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Giuseppe Smaldino corno francese e Pino Basile alle percussioni. La musica si arricchisce di nuovi colori, di melodie che provengono dalla ricca tradizione italiana, ma anche dal Sudamerica come su Choro 5. Le tante idee si mischiano bene insieme perché Abbracciante sa trarre suoni poetici dal suo strumento in un fitto dialogo con Mirabassi, fra i momenti migliori dell’album è lo stupendo Serenata del Canto e dell’Incanto che chiude un disco che era cominciato con un Saltarello in Dodicilune. Nel resto del disco c’è anche una sottile passione per il tango e per la terra natia, la Puglia, cui si porge omaggio con Impressioni di Puglia, un brano ricco di sfumature in cui si ascoltano il corno francese e gli archi dell’Alkemia Quartet. Abbracciante è un notevole strumentista ed anche un bravo leader, perché l’album, in tutte le sue componenti, mostra un bell’equilibrio che invita ad un ascolto ripetuto, trovandoci sempre qualcosa di nuovo.

Genere: crossover
Label: Dodicilune Records
Year: 2019

Tracklist

01. Saltarello in Dodicilune
02. Impressioni di Puglia
03. Fantasia Terranima
04. Requiem per un Ulivo
05. Fuga a Sud
06. Choro 5
07. Genipabu
08. La Borsini
09. Serenata del Canto e dell’Incanto

mag 12

Carlo Uboldi Ubbazu Trio – Street Lamp

142193190Con questo nuovo trio il pianista Carlo Uboldi insieme a Aldo Zunino e Stefano “Brushman” Bagnoli alla batteria, il mago delle spazzole, firma un’opera di un certo spessore, ricca di swing, elegante, che ha trovato successo a livello internazionale ed in Giappone. C’è la tradizione dei grandi pianisti che hanno creato questo linguaggio, famosi standard ed il blues di Basin Street Blues, da notare sono anche i notevoli arrangiamenti. Il Love for Sale che apre l’album è una lunga esecuzione, ben undici minuti, mozzafiato, di un trio compatto dalla dimensione internazionale, in cui i ruoli di accompagnatore e solista vengono scambiati con fluidità, sono tutti strumentisti molto validi e gli assoli lo confermano, grande Zunino in un intervento al contrabbasso che si incastona perfettamente durante il percorso dell’esecuzione sostenuto dagli accordi del pianoforte e dagli eleganti ritmi delle spazzole del batterista. Seguono tre composizioni di Uboldi, fra cui Catipece, molto vibrante, eseguita sui veloci ritmi di un bop che per i tre è la musica con cui sono cresciuti. A seguire un grande standard, The Windmills of Your Mind di Michel Legrand, conciso, poco più di tre minuti in cui tutto è al posto giusto senza una nota in più o in meno a guastare il bel flusso dell’esecuzione. Si arriva al finale Just in Time di Jule Styne rilassati grazie alla musica di un trio che ha tutte le carte in regola per avere successo a livello internazionale.

Genere: mainstream
Label: Alessio Brocca Edizioni Musicali
Anno 2019

Tracklist
01. Love for Sale
02. Rapunda
03. Lotando
04. Catipece
05. The Windmills of Your Mind
06. Love Letters
07. Giulio Libano
08. Street Lamp
09. Basin Street Blues
10. Just in Time

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