lug 18

Carlo Uboldi /Felice Clemente – Introspective

introspective-172x172I due veterani del jazz italiano, Felice Clemente al sax soprano ed il pianista Carlo Uboldi si sono incontrati per questo inedito duo, un dialogo alla ricerca di qualcosa di nuovo. Presentano due standard americani, tre brani di Uboldi, uno di Clemente, la famosa Roma nun fa la stupida stasera di Armando Trovajoli e il finale Versace on the Floor di Bruno Mars, autore protagonista assoluto delle notti in discoteca delle nuove generazioni. Swing, cantabilità, melodie di un fascino accattivante, sono queste le qualità di un disco che si ascolta di un fiato. Clemente ha trovato il giusto feeling per il sax soprano, mentre Uboldi con il suo pianismo in cui lo swing é sottinteso, è un perfetto partner, bastano poche note per ascoltare un’intesa che porta a momenti emozionanti. Non saranno certo quelli che rivoluzionano il jazz moderno, ma certamente l’ascolto di questo disco ha qualcosa in sé, dentro c’è qualcosa che è l’essenza di questo genere e che si ascolta con piacere, al di lá delle composizioni eseguite. Straordinaria la versione di The Nearness Of You, impressionante per tutto quello che si è riuscito a trovare dentro questo grande standard. I due brani eseguiti alla fine del disco, di due compositori così eterogenei, Trovajoli ed il re della dancefloor Bruno Mars, sono eseguite con una personalità che permette di fare proprie e fagocitare queste composizioni come se fossero da sempre patrimonio del jazz.

Genere: mainstream
Label: Alessio Brocca Edizioni Musicali
Anno 2018

Tracklist
01. My Princess “To Sara Lucia”
02. Someday My Prince Will Come
03. All Walking
04. Introspective
05. The Nearness Of You
06. Pantena
07. Roma Nun Fa’ La Stupida Stasera
08. Versace On The Floor

lug 17

Mokita – Mokita

26082-fullConosciamo il sassofonista contralto svizzero Christoph Gallio come una figura centrale dell’improvvisazione in Europa. In questa nuova incisione allarga i suoi orizzonti ed è insieme a tre dei più interessanti musicisti della musica free in Argentina, la violoncellista Cecilia Quinteros , Alex Elgier al pianoforte e Marcelo von Schultz alla batteria. Il disco, registrato in studio a Buenos Aires, è stato prima masterizzato in Svizzera e pubblicato dalla coraggiosa casa discografica Creative Sources in Portogallo. La musica è di quelle che smuove i cuori e le abitudini degli ascoltatori, i quattro si trovano perfettamente a loro agio insieme, Gallio suona nello stile di un Roscoe Mitchell e trova un’interlocutrice preziosa nella violoncellista che spesso suona il suo strumento con l’archetto. Le due voci si fondono, un sassofono che va oltre i canoni e le corde dello strumento ad arco fanno una musica originale anche per quello che è il genere free. Il pianoforte è in continuo movimento tellurico, incalzato da una batteria che non smette mai di trovare nuovi ritmi, un erede di Sunny Murray, con il suo set di tamburi minimalista. Tepu è un brano sui quattro minuti in cui il quartetto opera concentrato, focalizzato su un’idea di musica che ha le sue radici in USA, di cui loro riescono ad appropriarsene per fare qualcosa di originale. Persea Lingue di venti minuti e Inga di quindici minuti sono due lunghe cavalcate in cui ognuno ha modo di mettersi in mostra, una celebrazione del free e dell’improvvisazione collettiva, una modalità di esprimersi che trova i suoi estimatori anche oggi. Intensi, incandescenti nel loro interagire insieme, tutti insieme mostrano le possibilità insite in questo genere quando l’intesa fra i musicisti diventa empatica.

Genere: avanguardia jazz
Label: Creative Sources
Anno 2018

Tracklist
01. Prosopis Ferox
02. Tepu
03. Persea Lingue 20:22
04. Inga 15:44

lug 16

The Jelly Factory – New Improved

d90124_96626a50ab3b45c2be52e0365da6ffa6mv2_d_1417_1417_s_2Il chitarrista Luca Gelli con il suo progetto The Jelly Factory nato nel 2010 è arrivato ora al terzo disco. La formazione si è allargata, è diventata un nonetto composto oltre che dal leader da Leonardo Volo e Emanuele Fontana alla tastiere, Matteo Giannetti al basso, Francesco Cherubini alla batteria, Marco Calì alle percussioni, Dario Cecchini ai sassofoni ed al flauto, Francesco Cangi al trombone, Nicola Cellai alla tromba. La musica è un concentrato di energia, si ascolti ad esempio l’intervento di Cecchini al sax baritono su Uncle Arnald e si è ben curato l’aspetto orchestrale. Le possibilità ritmiche si sono moltiplicate con l’aumento dei musicisti, le due tastiere permettono interventi in cui anche il pianoforte ha il suo spazio, è aumentata insomma la tavolozza di colori a disposizione e la capacità di arrangiarli. I brani sono tutti composti da Luca Gelli, che si rivela bravo anche a scrivere sul pentagramma, Gatto ad esempio è un brano notevole, compreso l’assolo al sintetizzatore finale. La musica fusion viene passata in rassegna e rielaborata per una formazione più estesa, originale nel modo con cui la si propina al pubblico. Un bell’assolo alla chitarra elettrica su A Shorter Cut del leader ne fa apprezzare il lato più raffinato, è un’esecuzione arrangiata con cura, in cui ogni tassello è al posto giusto. Si chiude con Peace in May, in cui si presenta, in mezzo al resto, un assolo al pianoforte e la chitarra del leader. La band continua a crescere, il lavoro insieme l’ha portata ad essere una realtà promettente, originale, al di fuori della “strada maestra” del jazz italiano.

Genere: fusion
Label: Kaleido
Anno 2018

01. Rubik
02. Newton
03. Uncle Arnald
04. Ella & Chet
05. Gatto
06. A Shorter Cut
07. Peace in May

lug 15

Pat Battstone – The Last Taxi: In Transit

51fekb6foil-_ss500L’incontro tra il pianista americano Pat Battstone e Gianna Montecalvo è stato del tutto casuale, un incontro improvvisato, come la musica, ma dopo l’esibizione fu chiaro a tutti che avrebbero dovuto incidere insieme. Si è arrivati così a quest’album realizzato in USA fra un concerto e l’altro, insieme all’amica e collega Antonella Chionna e Chris Rathbun al contrabbasso, Richard Poole alla batteria ed al vibrafono, Ilona Kudina al flauto, Todd Brunel al clarinetto e sax soprano, anche lui come la Montecalvo a suo agio come inteprete di musica classica e come improvvisatore. La musica sgorga con calore, dal lento As the City Awakens che apre il disco a View from My Balcony in cui Richard Poole è al vibrafono rendendo le atmosfere sospese, eteree, in cui le voci si trovano a proprio agio. Sur la voie rapide è introdotto dalla flautista, una virtuosa del suo strumento, ricco di sfaccettature, molto espressiva nel corso dell’assolo. Su Harbor Lights ritorna il pianista cui verso la metà del brano di aggiungono le voci a dare effetti suggestivi. Su And Then What le due cantanti raccontano con la tecnica delle spoken word i versi di alcune notissime canzoni italiane, stravolgendole, lasciando subito dopo spazio a ritmi jazz, un modo piuttosto originale di approcciare i famosi versi. Per tutto il disco i musicisti si coagulano intorno a idee insolite, le due cantanti sono straordinarie per tutto quello che riescono ad esprimere, ma va dato atto ai musicisti americani di avere creato un substrato fertile permettendo così alla musica di evolversi mentre insieme ci si raccontano esperienze ed idee. Non c’è un momento che gira a vuoto, tutto è concentrato e pieno di fermenti creativi, un incontro che ci ha regalato un disco molto piacevole, almeno per chi apprezza le libertà dell’avanguardia.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

01. As the City Awakens
02. View from My Balcony
03. Sur la voie rapide
04. Harbor Lights
05. And Then What
06. Creatures of the Night Forest
07. The Immigrant Song
08. Lonely Avenue
09.Apocalisse ora
10. Adieu mes amis
11. In Transit

lug 14

Hendrik Meurkens Bill Cunliffe – Cabin in the Sky

5184-pmo7gl-_ss500Tra il pianista americano Bill Cunliffe e Hendrik Meurkens all’armonica a bocca è nata un’intesa speciale che ha portato a questa insolita incisione in duo. Cunliffe è un bravissimo strumentista che ha già inciso molto in duo, cinque album insieme alla flautista Holly Hofmann e che ha alle spalle una lunga carriera corredata di premi, fra i quali il Thelonious Monk International Jazz Piano Award del 1989. Meurkens, musicista tedesco sempre in giro per il mondo è un complemento perfetto al suo stile preciso e swingante, dalle improvvisazioni logiche e stringenti, senza troppi fronzoli, perfettamente compiute nel loro svolgimento. È un armonicista a bocca con una grande esperienze fra standard e musica brasiliana, che conosce anche il repertorio più moderno ed esegue in mezzo a brani più conosciuti Miyako di Wayne Shorter e Young and Fine di Joe Zawinul. La musica del duo è affascinante, per il repertorio affrontato e per il suono tutto speciale dell’armonica a bocca accompagnato da un pianista raffinato e ricco di swing. Fra le composizioni presentate, in mezzo alle quali ne troviamo due di Meurkens e una di Cunliffe, ci sono due famosissimi standard splendidamente arrangiati, Speak Low di Kurt Weil e Wave di Antonio Carlos Jobim che chiudono l’album. Un disco che si distingue nella produzione odierna, fra tradizione e nuove sonorità.

Genere: mainstream jazz
Label: Height Advantage
Anno 2018

Tracklist
01. Cabin in the Sky
02. Afternoon
03. Miyako
04. Young and Fine
05. You Don’t Know
06. Invitation
07. Time to Say Goodbye
08. Ode to Billie Joe
09. Prague in March
10. Speak Low
11. Wave

lug 13

McClenty Hunter Jr. – The Groove Hunter

81tvjba90jl-_sx522_L’esordio da leader del batterista McClenty Hunter Jr. è ricco di swing, quel tipo di ritmo che i batteristi afroamericani sembrano possedere dentro. La formazione e gli ospiti che presenta sono di tutto rispetto, veterani del genere, il chitarrista,anche nelle vesti di produttore, Dave Striker è su due brani, il famoso sassofonista contralto Donald Harrison anche, Stacy Dillard al sax tenore su tre brani e su uno al sax soprano, e poi Eric Reed al pianoforte e il contrabbassista Corcoran Holt, sostituito in tre brani da Eric Wheeler. Su The Big Push di Wayne Shorter oltre a Harrison al sax alto c’è un altro grande veterano, Eddie Henderson alla tromba. Si apre con una originale interpretazione di Blue Chopsticks di Herbie Nichols, che rivela anche le qualità del batterista come leader e arrangiatore. My Love è una composizione di Hunter ed un’esecuzione molto speciale, con Reed che esegue il tema da solo, molto delicato per come tocca il pianoforte, poi lentamente entra la sezione ritmica e tutto sembra evolvere verso una ballad appassionata, fino a che arriva l’assolo carico di adrenalina al sax tenore di Dillard forse a volere rappresentare gli alti e bassi di una relazione. Sack Full of Dreams di Gary Farland è in quartetto insieme a Striker, come sempre geniale nei suoi assoli, ricchi di inventiva e comunicatività. Sul famoso Countsown di John Coltrane ritorna Donald Harrison, metá dell’esecuzione è un duo con il leader, poi arriva il resto della sezione ritmica per un’esecuzione mozzafiato. Un disco molto “americano” come sound e un ottimo esordio da leader per il batterista.

Genere: mainstream jazz
Label: Strikerzone Records
Anno 2018

Tracklist

01. Blue Chopsticks
02. The Big Push
03. Autumn
04. That Girl
05. My Love
06. Sack Full of Dreams
07. I Remember When
08. Countdown
09. Give Thanks

lug 12

Misha Piatigorsky Trio – Stained Glass & Technicolor Groove

coverBastano poche note per riconoscere il pianista Misha Piatigorsky, qui colto in un momento di grazia dal vivo al “Jazz at the GRJC” insieme a Charlie Dougherty al contrabbasso e sam Fishman alla batteria, organizzatore del concerto presso la città natale di Glen Rock nel New Jersey. In tre brani c’è il fratello Jeremy Fishman al sax alto ed alle percussioni. Il pianista di origini russo-ebree è emigrato nel 1981 negli Stati Uniti, qui ha completato la sua formazione musicale con Kenny Barron e nel 2004 ha vinto il BMI Thelonious Monk Composers Competition. Ormai è fra i migliori pianisti contemporanei, a suo agio su proprie composizioni e sugli standard di sempre. Sui primi tre brani, tutti composti da lui, Where’s The Sun?, Nachlaot e Superhero emerge una forza incredibile, quasi atletica, il trio è ricco di energia e perfettamente in sintonia con le idee del leader. I brani successivi sono degli standard, ognuno con una sua storia. Pure Imagination proviene dal musical Willy Wonka & the Chocolate Factory del 1971, dalle atmosfere pop del tema si passa ad un’improvvisazione ricca di swing e di brio, esplosiva, emozionante. Dopo il breve intermezzo swing di Moten Swing di Bennie Moten si passa a Afro Blue di Mongo Santamaria, un brano reso famoso dall’esecuzione di John Coltrane negli anni ’60. Al gruppo si aggiunge Jeremy Fishman al sax alto, un brano ricco di swing in cui il pianista durante il suo assolo rende omaggio a McCoy Tyner. Inside Straight è un brano funky soul di Cannonball Adderley, cui Fishman sembra ispirarsi nel suo assolo al sax. Prima di chiudere Misha’s Mood eseguito in solitudine dal pianista, poi arriva I Wish I Knew How It Feels To Be Free, un bis concesso al pubblico entusiasta dell’esecuzione, un momento magico tra i musicisti.

Genere: mainstream jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist
01. Where’s The Sun?
02. Nachlaot
03. Superhero
04. Close Your Eyes
05. Pure Imagination
06. Moten Swing
07. Afro Blue
08. Inside Straight
09. Misha’s Mood
10. I Wish I Knew How It Feels To Be Free

lug 11

Oytun Ersan – Fusiolicious

static1-squarespace-comLa fusion è un genere caratterizzato dall’estremo virtuosismo degli esecutori. Il bassista elettrico turco-cipriota Oytun Ersan ha scelto di fare un album di tutto rispetto con alcuni delle star del genere, il batterista Dave Weckl, Eric Marienthal ai sax, i chitarristi Mike Miller, Okan Ersan e Dean Brown, alle tastiere Gary Husband e Gerry Etkins, la crema del genere che si alterna sui brani a firma del bassista. La produzione è a nome di Ric Fierabracci, anche lui uno stimato bassista americano che ha lavorato fra gli altri con Frank Gambale, Chick Corea, Dave Weckl. La musica è entusiasmante, le composizioni del leader nella migliore tradizione del genere, perfettamente a suo agio con un batterista che insieme a Mike Clark e Billy Cobham ha in pratica inventato un nuovo modo di suonare il suo strumento. Oh, that Butterfly che apre il disco vede un impressionante assolo al sax tenore di Marienthal, sottolineato dal continua pulsare del basso del leader. Su Rise Up c’è il violino di Karen Briggs insieme alla chitarra di Dean Brown, anche qui gran lavoro della ritmica e Marienthal in gran spolvero. Fra assoli a velocità scatenata e un basso elettrico che è una pulsazione, quasi un battito cardiaco, nelle esecuzioni, si arriva alla fine del disco con Sacred Solace, un brano suggestivo in cui il leader lascia spazio a Gary Husband alle tastiere e Kevin Briggs al violino insieme alle voci di Simge Akdogu e Aylung Akdogu. Un disco che si riascolta con piacere.

Genere: fusion jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist
01. Oh, that Butterfly
02. Mysterious Maze
03. Rise Up
04. L.A.
05. Rooms
06. Ocean
07. Sacred Solace

lug 10

Shawn Maxwell’s New Tomorrow – Music in My Mind

indexQuesto interessante gruppo arriva da Chicago. È guidato da Shawn Maxwell al sax alto, clarinetto e flauto. Con lui ci sono Chad McCulloughalla tromba e flicorno in cinque brani, Matt Nelson al pianoforte ed al Rhodes, a completare il quintetto Junius Paul al contrabbasso ed al basso elettrico e Phil Beale alla batteria. Non mancano ospiti vari da un brano e all’altro, Victor Garcia alla tromba e flicorno e Corey Wilkes anche lui alla tromba in due brani ciascuno. Il leader è da tempo conosciuto nell’ambiente jazzistico di Chicago affinando il suo lavoro di compositore ed esecutore con diversi gruppi. Questa volta con i New Tomorrow è alla seconda prova discografica, riuscita in pieno. È un musicista che cerca una sua strada indicando nuove vie ai sideman, sono esecuzioni dai tempi complessi e che richiedono abilità tecnica da parte degli esecutori. L’ascolto ci rivela idee nuove nell’ambito del jazz contemporaneo, assoli di ottimo livello da parte di tutti e la capacità di guardare al nuovo senza perdere il senso per la tradizione. In tre brani la stupefacente voce di Dee Alexander, già vocalista dell’anno nel 2014. L’integrazione delle tante componenti musicali e degli ospiti è perfettamente riuscita, si ascolta un disco compatto e dalle idee precise. Qualche brano può piacere più degli altri, Music In My Mind che dà il titolo al disco, ad esempio, cone l’intenso assolo di Victor Garcia. Oppure Untitled Tune #1 un brano dalle atmosfere soffuse in cui il leader è al clarinetto. Più funky Maxwell’s House, con le tastiere elettriche in evidenza. Su He Gone il leader è al flauto in un intenso scambio con la tromba sordinata di Wilkes durante il tema, poi segue un assolo in cui mostra tutte le sue capacità tecniche allo strumento. Bel disco, consigliatissimo.

Genere: modern jazz
Label: OA2 Records
Anno 2018

Tracklist
01. Our Princess is in Another Castle
02. Music In My Mind
03. Untitled Tune #1
04. Maxwell’s House
05. Herding Happiness
06. He Gone
07. King Bill
08. Another Monday
09. Glamasue
10. Snow Snow

lug 09

The Glenn Crytzer Orchestra – Ain’t It Grand?

f08a9316b760195c7bcdf3439029f982-jpgUna big band è qualcosa di difficile da mantenere dal punto di vista economico è più facile tenere insieme un trio che un ensemble di quindici elementi. Eppure la passione senza limiti per questa musica ha portato Oytun Ersan, direttore ed arrangiatore della big band, ma suona anche il banjo e la chitarra e canta, a mettere insieme questo gruppo di musicisti esplorando la musica che va dagli anni `20 ai `40, quella dalle big band di Fletcher Henderson, Glen Gray, Jimmie Lunceford e della Swing Era con Artie Shaw, Benny Goodman, ecc. Le composizioni sono di Count Basie, Jimmy Lunceford, Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington, Sy Oliver, Jerry Gray e Lucky Millinder. Sul secondo disco c’é anche una composizione di Peter Tchaikovsky, un arrangiamento in stile swing di Marche Slav: La big band suona autentica, con una decina di composizioni del leader che potrebbero essere state scritte nei tempi passati. Crytzer è un musicista che non vuole fare un recupero filologico, con lui rivive lo spirito della Swing Era, insieme a qualcosa di personale.
I musicisti sono Sam Hoyt, Mike Davis, Jason Prover tromba, Rob Edwards, Joe McDonough, Jim Fryer trombone, Jay Rattman ai sax alto e soprano ed al clarinetto, Mark Lopeman e Marc Schwartz ai sax alto e tenore ed al clarinetto, Matt Kozar al sax tenore ed al clarinetto, Henry “Ricky” Alexander ai sax alto e baritono ed al clarinetto, Bob Reich al piano, Ian Hutchison contrabbasso, Andrew Millar batteria, le cantanti sono Hannah Gill e Dandy Wellington. Una piacevole escursione nell’era delle big band e dello swing.

Genere: big band swing
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist
CD 1
01. The 408 Special
02. Black Beauty
03. Just Like a Broken Record
04. Up and at ‘Em
05. Ain’t It Grand?
06. When I Get Low I Get High
07. A String of Pearls
08. Blue Jay
09. Steppin’ in Rhythm
10. Who’s Yehoodi?
11. A Woman Needs A Man
12. Jive at Five
13. I’m Nuts About Screwy Music 02:54
14. Thank You for the Moments 03:41
15. Well, Git It! 03:06
CD 2
01. Rhythm Is Our Business
02. The Glory of Love
03. Jubilee Stomp
04. Who Needs Spring?
05. Shorty’s Got to Go
06. Solo Flight
07. Marche Slav
08. I Get Ideas
09. The Ugly Duckling
10. The Little Orange Man
11. The Mooche
12. Massachusetts
13. Swing My Soul
14. Bear Foot Blues
15. Traffic Jam

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