ott 04

Road Works – Glassware

csm_roadworks_glassware_stecktasche_05_9fd260d2c9Con la band Road Works il sassofonista svizzero contralto e soprano Christoph Gallio presenza una lungo lavoro, sui settanta minuti, in cui come sempre composizione e improvvisazione si alternano portando all’ascoltatore paesaggi sonori originali che hanno le loro radici nella new music e nella musica free europea. Con Gallio ci sono Raphael Loher al pianoforte ed agli effetti elettronici, Ernst Thoma al sintetizzatore, Dominique Girod al contrabbasso e Nicolas Stocker alla batteria ed alle percussioni. Fin dall’inizio, la lunga Part 1, Gallio guida la band attraverso terreni inconsueti in cui il suono del sintetizzatore incontra atmosfere jazzistiche ed anche un poco di swing ha il suo spazio, fianco a fianco con momenti astratti dove il sintetizzatore gioca un ruolo importante affiancandosi agli strumenti acustici. Un jazz di stampo europeo a tratti romantico trova il suo spazio, che non dura a lungo, nella girandola di situazioni che coinvolgono i musicisti. L’ascoltatore trova sorprese e situazioni nuove quasi come in un caleidoscopio, ogni volta nuove, mutevoli, da cui lasciarsi trasportare. Gallio e la sua band abbattono gli steccati fra i generi in modo radicale mentre i suoi sassofoni emergono con calore dalle innumerevoli situazioni con cui è confrontato. Un disco sorprendente, fuori dalla routine.

Label: Percaso Records

Tracklist:

01. Part 1
02. Part 2
03. Part 3
04. Part 4
05. part 5

ott 03

Matthew Snow – Iridescence

matt-snow-iridescence-album-cover-1-300x295Matthew Snow è un giovane contrabbassista americano che per il suo debutto mette insieme un sestetto molto originale  per gli strumenti che adopera e che esegue otto sue composizioni. Si tratta di mainstream, nella tradizione di un hard bop riveduto e corretto per i tempi moderni, in cui manca la tromba ed il pianoforte. Gli interpreti sono insieme al leader: David Gibson al trombone, Clay Lyons al sax alto, Joe Doubleday al vibrafono, Daisuke Abe alla chitarra elettrica ed il batterista Wayne Smith. Sono tutti musicisti giovani ma ricchi di talento, che durante le esecuzioni sfornano assoli di tutto rispetto guidati da un leader impressionante per tutto quello che sa fare. La cosa che si nota per prima all’ascolto è il suono attraente ed originale con le belle armonie in cui il trombone ed il sax alto si integrano perfettamente negli unisoni. Ci sono brani che sembrano avere la stoffa per diventare gli standard di domani, prendiamo ad esempio The Exit Strategy, con il delicato assolo del vibrafonista seguito da Gibson al trombone e Daisuke Abe alla chitarra, tutto costruito con inventiva e raffinatezza, come se fossero dei veterani. Molto bella anche Brood, una ballad in cui il trombonista mostra tutto il suo talento. È una musica che affascina fin dall’inizio di Amber Glow, con le radici nella tradizione e che da questa questa sa estrarre le cose migliori.

Genere: jazz
Label: autoprodotto
Anno 2019

Tracklist

01. Amber Glow
02. Blitz
03. The Exit Strategy
04. Brood
05. Jealously
06. Bouvantly Bliss
07. The Change Agent
08. Venus

set 30

Lyn Stanley – London with a Twist Live at Bernie’s

51ihfibneblDopo il lavoro in studio dedicato a Julie London, arriva ora un altro disco della cantante americana Lyn Stanley con un’incisione dal vivo. Si tratta di un album registrato direct-to-disc cioè registrando direttamente su un disco analogico. La grande qualità sonora ha come rischio di non potere correggere a posteriori gli errori o di poter fare una qualunque operazione come aggiungere o levare tracce. Insieme a Mike Lang o Otmaro Ruiz al pianoforte, Chuck Berghofer al contrabbasso, Aaron Serfaly alla batteria e John Chiodini alla chitarra e Luis Conte alle percussioni ha a disposizione una band molto rodata che la segue in questo progetto in cui non sono ammessi errori. Tutto suona molto rilassato e swingante, con canzoni già incise da Julie London, qualcuno ricorderà You Never Can Tell di Chuck Berry dalla scena di Pulp Fiction su cui ballano John Travolta e Uma Thurman, Pink Cadillac di Bruce Springsteen, inoltre ci sono dei famosi standard del jazz come Blue Moon e Bye Bye Blackbird. Sono quarantatré minuti di musica, qui è da rimarcare che la Stanley è una delle cinque cantanti che hanno registrato con la tecnica del direct-to-disc almeno tre canzoni e dodici minuti di musica. Come sempre è possibile acquistare l’incisione nei vari formati musicali per la gioia degli audiofili.

Genere: jazz vocale
Label: A.T. Music
Anno 2019

Tracklist

01. Route 66
02. Pink Cadillac
03. Bye Bye Blackbird
04. Blue Moon
05. Let There Be You
06. You Never Can Tell
07. Goody Goody
08. Love Letters
09. Bye Bye Blackbird
10. I’ve Got You Under My Skin
11. Body And Soul
12. In The Still Of The Night

set 29

Ray Blue – Work

raybluecover3000Il sassofonista tenore Ray Blue si è ormai stabilito a New York e gode di una buona reputazione presso l’ampia comunità di musicisti di quella città, a ragione, come si può ascoltare in questa sua ultima registrazione in cui presenta tre sue composizioni insieme a delle sorprendenti esecuzioni di standard. La band è costituita da Ron Wilkins al trombone, Neil Clark alle pe percussioni, Steve Johns alla batteria, Essiet Okon Essiet e Belden Bullock al contrabbasso, Jeff Barone alla chitarra, Sharp Radway, Kirk Lightsey e Benito Gonzalez sono i pianisti, tutti musicisti che si alternano da un brano all’altro, guidati dal suono caloroso del sax tenore del leader. È un seguace della tradizione che trasuda swing da ogni nota, in grado di inventare melodie cosí come i colleghi del passato, di creare storie sempre differenti, ricco di fantasia. Lo si può ascoltare sul famoso That’s All in due versioni, la prima in quartetto con Benito Gonzalez al piano, la seconda, che chiude il disco, è in duo insieme a Kirk Lightsey, famoso pianista che ha suonato con tanti dei grandi del jazz. Il disco scorre con facilità, pieno di assoli swinganti da parte di tutti, compreso il trombonista Ron Wilkins in tre brani, molto fluido. Molto originale la versione data di Everything Happens to Me, in cui il leader mostra delle idee interessanti che trasformano il famoso standard restando comunque all’interno di una tradizione che, nota per nota, fa parte del suo DNA. Bel disco, gradevole, con delle idee originali.

Genere: pianoforte jazz
Label: Jazzheads
Anno 2019

01. Work
02. Lift Every Voice and Sing
03. My Friend and I Took a Walk
04. Sweet Emma
05. That’s All
06. Mellow Mood
07. Amsterdam After Dark
08. Teach Me Tonight
09. Don’ Know Why
10. Our Day Will Come
11. Everything Happens to Me
12. Attitude
13. That’s All (Duo)

set 22

Pago Libre – Cinémagique 2.0

863Arrivati al quinto disco per la Leo Records la band Pago Libre si ritorna ai componenti originali dalla band rispetto al disco precedente, accanto al russo Arkady Shilkloper al corno francese, flicorno, ed al corno alpino e John Wolf Brennan, irlandese al pianoforte ed alla melodica ci sono Tscho Theissing al violino da Vienna e l’italiano Daniele Patumi al contrabbasso. Negli ultimi tre brani, registrati dal vivo, al contrabbasso c’è Georg Breinschmid. La rinuncia alla batteria dà alla loro musica qualcosa di particolare, molto originale, visto anche il loro benvenuto crossover fra musica classica e jazz. Quello che fanno è stato paragonato ai Weather Report per la loro idiosincrasia a calcare le strade del mainstream contemporaneo, allo stesso tempo creando qualcosa di inimitabile. Sul booklet del disco c’è un’ampia descrizione dei brani di quella che è una colonna sonora per il cinema divisa in sedici parti in cui ciascuno dei musicisti evoca atmosfere (magiche) diverse da un brano all’altro ma che mantengono un minimo comune denominatore, un flusso sonoro in cui c’è spazio per assoli di alto livello tecnico e per le melodie di temi che hanno qualcosa di proprio. Un disco che come altri dal catalogo Leo si tiene distante dalla banalità.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Enticing
02. A Bout De Souffle
03. Synopsis
04. Kissing Joy (As It Flies)
05. Tikkettitakkitakk
06. Alperiduo
07. Nostalghia
08. Entr’acte: Le Tango D’E. S.
09. Folk Song
10. Suonatina
11. Little Big Horn
12. Dance Of Kara Ben Nemsi
13. Aimez-vous Brahms?
14. Tupti-Kulai
15. RMX
16. Rasende Gnome

Composed By – , Tscho Theissing

set 20

John Wolf Brennan – Nevergreens

865Il pianista John Wolf Brennan,irlandese di nascita ma ormai residente da lungo tempo in Svizzera, ha una carriera alle spalle che lo ha visto collaborare con diversi musicisti e con il gruppo Pago Libre su tante incisioni su Leo Records. Questo nuovo progetto in piano solo è una raccolta di sue composizioni utilizzate in altri contesti ed in tempi diversi, ora riprese in un album che è più che un “best of” di quello che ha scritto, se non altro perché il suo modo di eseguirle si è evoluto nel tempo e ora le esplora in un modo compiuto, all’interno di un album compatto che rivela una forte personalità. La sua è una musica che si muove fra jazz e classica ma che non perde mai identità, che non va alla deriva in una direzione o nell’altra, ma è sempre sotto controllo. Le melodie e le idee si dipanano con disivoltura, alcuni brani come il Do U See The Way? o che apre il disco o Kerava sono dei piccoli gioielli, ma anche negli altri brani non viene mai meno la concentrazione nelle esecuzioni e l’intensità che ne permea le atmosfere.

Genere: pianoforte jazz
Label: Leo Records
Anno 2019

01. Do U See The Way?
02. Parto
03. Ever For Never
04. Belles ‘N’ Decibels
05. Kerava
06. Lost In Violin ‎– Variations On Mani Matter’s «Us Emene Lääre Gygechaschte»
07. Isle Of View
08. Para.Ph[r]ase On Steve Reich’s «Violin Phase»
09. Phi
10. Strollin’ Down Memory Lane
11. Rump-L-Rumba
12. Homing (Music For Jon Fosse: The Son)
13. Circle Of Coherence
14. Goofy’s Waltz
15.Auf Valser Pfaden ‎– Läntahütte
16. Auf Valser Pfaden ‎– Murmelitanz (Marmot’s Dance)
17. Auf Valser Pfaden ‎– Zerfreila
18. Fake Five
19. Song Of The Moon
20. Kyoto

set 17

Paul May Carolyn Hume – Kill the Lights

847Carolyn Hume al pianoforte ed alle tastiere e Paul May slla batteria sono protagonisti di una serie di album per la Leo Records, qui si aggiunge anche Bernd Rest alla chitarra su Surrender. Il disco comincia con un brano molto evocativo, Horizontal Blue, dieci minuti che ipnotizzano l’ascoltatore con i ritmi della batteria ed il piano a stendere melodie mentre alle spalle un sintetizzatore disegna atmosfere misteriose. In qualche modo ricorda il mitico Chemistry di Brian Eno e Jon Hassel che apriva Fourth World Vol. 1: Possible Musics, un’opera del 1980. Qui ovviamente si avverte un’atmosfera più contemporanea, ma resta l’inquietudine dell’artista alle prese con le moltiplici influenze da altre musiche e generi che si riflettono sulla sua opera. Le melodie di Carolyn ed i ritmi o i colori della batteria di Hume trovano un modo nuovo di disegnare spazi sonori, su Surrender anche in trio con una chitarra che ben si adatta alla visione musicale dei due, ridisegnando i sottili equilibri e le delicate filigrane evocate. Che sia il pianoforte acustico a farla da protagonista, o i sintetizzatori in sottofondo, poco sposta nel dialogo fra due musicisti che si conoscono a memoria e che ha decisamente qualcosa di ipnotizzante mentre coniuga senza problemi l’acustico e l’elettronico. Ci sono momenti grandiosi, che possono ricordare certe cose dei Popol Vuh se proprio si vuole trovare qualcosa di analogo, ispirati, originali e che fanno del disco una colonna sonora per i sogni di chi ascolta, per una volta tanto lontano dalle banalità che le radio propinano, un’oasi sonora in cui trovare ristoro.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Horizontal Blue
02. Sentry
03. Surrender
04. Shadow and Dust
05. The Blacksmith and the Butcher’s Wife
06. Kill the Lights

set 16

Trapper Keaper Meets Tim Berne & Aurora Nealand

a0577067826_16Il batterista veneto Marcello Benetti si è trasferito da ormai sette anni a New Orleans in USA dove lavora con il tastierista William Thompson. Insieme hanno messo in piedi il progetto Trapper Keaper, un duo piuttosto “open” che si è infatti allargato a quartetto su questa nuova incisione di Benetti, piuttosto prolifico negli ultimi anni, insieme a Tim Berne al sax alto ed alla fisarmonica ed alla voce di Aurora Nealand. Le tinte del funk-blues si coniugano con l’avanguardia così da non lasciare spazio alla routine o a qualcosa di scontato ed il sax infiammato di Berne sta lí a ipnotizzare gli ascoltatori mentre alle sue spalle succede di tutto. È un lavoro collettivo che cerca continuamente la tensione, ricco di adrenalina, sparsa a piene mani dai musicisti totalmente coinvolti dal progetto. Fra le spinte più moderne e la tradizione c’è spazio anche per uno struggente omaggio a Federico Fellini, qualcosa di contemporaneo ed antico allo stesso tempo, grazie ai vocalizzi ed al suono di un sassofono ispirato come pochi. Benetti si rivela un abile organizzatore ed un interessante strumentista che dai suoi ritmi ben gestisce l’evento in studio.

Genere: Avanguardia
Label: ears&eyes/Caligola Records
Anno: 2019

Tracklist

01. Boom
02. Trapper Keaper Meets Tim & Aurora
03. Unidentified Flying Objection
04. Passage
05. Lines of Electrical Wire
06. Flame Among Ashes
07. Warm in Between 03:52
08. Leaky Faucet 04:28
09. Pins and Needles 04:15
10. Amarcord (Fellini Memories)0

set 15

Enrico Fazio Critical Mass – Wabi Sabi

862Il contrabbassista Enrico Fazio è arrivato con questo nuovo titolo alla terza incisione per la Leo Records. Nonostante il nome della band Critical Mass faccia pensare a furenti collettivi free già all’inizio del disco il clarinetto swingante di Adalberto Ferrari (altrove anche al clarinetto basso e al clarinetto turco) ci fa intendere che la musica di Fazio si ispira al jazz della tradizione ed a quello più moderno di big band come la Aardvark Jazz Orchestra, anche lei su Leo Records. Non manca la musica etno è fra le fonti di ispirazione: la kora di Moustapha Dembélé apre West to East (A Waltzy Raga) seguito da un assolo di Alberto Mandarini e dal flauto di Gianni Virone (altrove anche ai sax tenore e baritono). È un brano molto ispirato in cui si percorre un immaginario percorso musicale fra Oriente ed Occidente, da rimarcare anche gli ottimi assoli al trombone di Giampiero Malfatto, al violino elettrico di Anaïs Drago, alla Jean-Luc Ponty, Francesco Aroni Virone al sax alto e Luca Campioni al violino. A completare la band ci sono ancora Fiorenzo Sordini alla batteria, Valeria Sturba al theremin e Simone Ghio alla chitarra. Sliding Times è per Alberto Mandarini, la sua tromba ricca di espressività si amalgama molto bene con lo sfondo strumentale dato dal collettivo. L’intero disco vive di questa sottile integrazione fra arrangiamenti e parti soliste, fra scrittura e improvvisazione, con belle invenzioni da parte di tutti. Fazio ha delle idee di tutto rispetto e con i solisti giusti le realizza trovando uno spazio fra la tradizione e modernità che attira l’attenzione dell’ascoltatore.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2019

Tracklist

01. E=MC2
02. Lilo Variations
03. West to East (A Waltzy Raga)
04. Sliding Times
05. Overshoot Day
06. Lectio Magistralis

set 14

Fabrizio Sciacca Quartet – Gettin’ It There

sciacca-gettin-it-thereIl debutto del contrabbassista Fabrizio Sciacca è un ritorno alle radici del suo strumento, un mainstream sincero e ricco di inventiva nell’ambito di una tradizione inossidabile. Dopo avere vinto una borsa di studio alla Berklee College of Music a Boston nel 2011 da Catania ha fatto il grande passo verso gli Stati Uniti e dal 2015 fa parte della grande comunità di jazzisti di New York. Il trio lo vede insieme a due veterani, il pianista di origine venezuelana Donald Vega ed il veterano batterista Billy Drummond. Tre brani sono in quartetto, qui si aggiunge il sassofonista tenore Jed Levy. Il disco è anche un tributo al grande cotrabbassista afroamericano Ron Carter (che ha avuto un trio insieme a Vega), suo mentore, cui dedica For Sir Ron. Alcuni dei brani scelti per il disco sono tratti dalla grande tradizione americana, alcuni noti, altri meno, di autori come il contrabbassista Sam Jones o i pianisti Sonny Clarck e Elmo Hope, insieme ad un famoso standard, A Nightingale Sang in Berkley Square, Lonely Goddess di Jed Levy e Lullaby in Central Park dell’amico e musicista Andrea Dominici. È un disco che si ascolta con piacere per la passione ed il virtuosismo che i musicisti vi infondono, ricco di swing, quel particolare ritmo che sembra innato nei musicisti americani e che Sciacca fa suo senza alcun problema. Fra i brani più interessanti il finale One Second Please di Elmo Hope, tratto da un famoso disco del sassofonista tenore Harold Land, The Fox del 1960, reinterpretato in quartetto (l’originale è in quintetto).

Genere: jazz mainstream
Label: Autoprodotto
Anno 2019

Tracklist

01. One for Amos
02. Lullaby in Central Park
03. Zellmar’s Delight
04. For Sir Ron
05. A Nightingale Sang in Berkley Square
06. Lonely Goddess
07. One Second Please

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