nov 29

Ivo Perelman – The Purity of Desire

IMG_8730Il sassofonista tenore brasiliano Ivo Perelman è ancora sulla casa discografica polacca Not Two per questo insolito disco insieme a due musicisti di origine iraniana che vivono e operano in Canada, Gordon Grdina all’oud e Hamin Honari tombak, daf e percussioni varie. È un incontro molto speciale, per il tipo di interplay che si è generato. I tre evitano il concetto di fusion, si rifanno alle loro tradizioni per suonare insieme e creare qualcosa di nuovo. Il suono free del sax tneore ben si integra con gli altri strumenti perché i tre si ascoltano a vicenda cercando il massimo dialogo possibile. È una musica che funziona in modo naturale, data dall’incontro di tre che cercano la comunicazione e la possibilità di fare una musica propria. Da un brano all’altro l’alchemia dell’incontro produce suoni nuovi ed inusitati, comunque funzionali al progetto di una world music in fondo lontana da progetti che si definiscono tali, troppa è l’intensità del sax tenore e la voglia dei tre di creare qualcosa di proprio.

Genere: avanguardia
Label: Not Two Records
Anno 2020

Tracklist

01. The Purity of Desire
02. Bridge to the Soul
03. Love is a Stranger
04. This Longing
05. A Garden Beyond Paradise
06. Music of a Distant Drum
07. The Joy That Wounds
08. Light upon Light

nov 27

Ivo Perelman – Polarity

a1422851736_16Fra il sassofonista tenore Ivo Perelman e Nate Wooley, trombettista americano, è nata un’intesa speciale che li ha portati ad incontrarsi su quattro incisioni, tutte per la Leo Records, in trio ed in quartetto. Per questa nuova incisione, piuttosto spontanea, si è scelta la formula del duo. In effetti i due hanno tanto da dirsi e si confrontano con le rispettive tecniche sviluppate sui loro strumenti, lontano da tutto quello che fanno gli altri colleghi. L’originalità del loro suono si coniuga bene in questo dialogo a due, un’esperienza che entrambi hanno già praticato (Wooley con il sassofonista Ken Vandermark, ad esempio). Da un’esecuzione all’altra si viene attratti da tutto quello che succede, dai suoni che si stagliano contro il silenzio, alla loro forza, senza perdere la bellezza e la forza dei sentimenti che riescono ad esprimere. È una musica a suo modo ricca di passione, fatta in modo eterodosso, ma lo stesso affascinante.

Genere: avanguardia
Label: Burning Ambulance Music
Anno: 2020

Tracklist
01. Four
02. Two B
03. Seven A
04. Three A
05. Five A
06. Eight
07. Two A
08. One A
09. Nine Short
10. Six

nov 16

Emanuele Filippi – Musica Fragile

158_gIl quintetto italiano radunato intorno al pianista e compositore Emanuele Filippi ha studiato in USA, ma la musica che ci propongono ha ancora le radici in Europa, vicina alle atmosfere di gruppi come quelli di Tomasz Stanko o Glauco Venier, qui in veste di produttore artistico, che al mainstream americano. Insieme al leader ci sono Cosimo Boni alla tromba, Nicola Caminiti al sax alto ed al flauto su Parla lei e sogni tu, un brano liberamente improvvisato e ispirato da una poesia di Maurizio Benedetti, Marco Bolfelli alla chitarra elettrica e Roberto Giaquinto alla batteria. Tutte le altre composizioni sono state scritte da Filippi. La sua Musica Fragile  è un “slow food” per l’udito, con atmosfere suggestive e note che spuntano dal silenzio a disegnare un mondo sonoro fatto di equilibri sottili, filigrane in cui sotto la superficie scorre un’energia che con forza mette insieme i pezzi di un puzzle da cui spunta ogni volta un bel quadro. Manca un contrabbassista, ma qui non se ne sente la necessità, perché la musica di Filippi ha bisogno di libertà, di svilupparsi senza remore nel tempo e nello spazio. Difficile scegliere un momento in particolare perché il disco è un opera compatta e collettiva, in cui tutto funziona lentamente, quasi una suite da un brano all’altro. Molto bello, piacevole all’ascolto e registrato alla grande, come sempre, da Stefano Amerio.

Genere: modern jazz
Label: Artesuono
Year 2020

Tracklist

01. Parla lei e sogni tu
02. Alto Mediterraneo
03. By This River
04. Amarcord Days
05. Long Before Words
06. For Freedom
07. Per amarti veramente
08. Chiaroscuro
09. Spring
10. The Painter (for Enrico)
11. A New A
12. Au Revoir

nov 12

Dino Rubino – Time of Silence

tuk039-time-of-silence-cover-cd-1592551923In bilico fra la tromba o il flicorno ed il pianoforte, questa volta Dino Rubino ha optato per l’ultimo strumento, come sempre senza dimenticare la poesia e la sensibilità che caratterizzano la sua musica. Ad accompagnarlo degli artisti in sintonia con la sua ispirazione, Emanuele Cisi al sax tenore, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Enzo Zirilli alla batteria. Si tratta di un album dall’andamento sognante, ricco di melodie ricercate e coinvolgenti che a volte hanno l’aspetto di canzoni pop ma rifatte in ambito jazzistico, una caratteristica di certo jazz italiano, trattata però da questo questo quartetto con un feeling speciale, senza retorica o enfasi in fondo poco adatte a quelle che sono le caratteristiche del leader. Maybe Today è un bell’inizio dell’album atto a trasportare l’ascoltatore nelle atmosfere di quest’album, piuttosto compatto e ben costruito da un brano all’altro. Un altro momento molto interessante è Karol, in cui Rubino e Cisi si mostrano nei loro assoli due musicisti di razza. O Owl in the Moon, un altro piccolo gioiello incastonato nell’insieme, senza sfoggiare virtuosismi o armonie complesse Rubino sciorina un assolo di pianoforte coinvolgente, intenso e rilassato allo stesso tempo dando spazio a Cisi ed alla ritmica per entrare in sintonia con questa particolare estetica. Si continua così fino ai finali Loving You, una dedicata ballad, e Settembre, malinconico, come spesso è il mese a cui si riferisce, dopo gli abbagli dell’estate. Una nota a parte merita la cover Gender, dell’artista svizzero Stephan Schmitz , molto personale nelle sue grafiche.

Genere: modern jazz

Label: Tuk Music
Year 2020

Tracklist
01. Maybe Today
02. Claire
03. Just Blue
04. So Far so Close
05. Karol
06. Owl in the Moon
07. Tree of Life
08. Willow Weep
09. Loving You
10. Settembre

nov 11

Roland Stonek – Waltz for Jonathan

77e3798bb9782084333898c5f75d9aab_LNel 1999 il chitarrista austriavo Roland Stonek è entrato in contatto con il Karl Ratzek, il decano dei chitarristi austriaci, ed ha studiato con lui per tre anni. Lo ha ascoltato in trio insieme a Erwin Schmidt all’Hammon B3 e Joris Dudli alla batteria realizzando che questa formazione, arrivata nel jazz mainstream negli anni ’50 e ’60 negli Stati Uniti, è quella che fa al caso suo. Due decenni dopo Roland è arrivato ad incidere il suo disco d’esordio e i suoi sideman sono proprio quelli del suo maestro, la ciliegina sulla torta del trio è una sezione di fiati con Daniel Nösig alla tromba, Bernhard Wiesinger al sax alto ed al flauto, Thomas Kugi al sax tenore e baritono e nella veste di arrangiatore dei fiati e Robert Bachner al trombone in sei degli otto brani. Le composizioni sono tutte del leader e bravissimo chitarrista che ha realizzato un notevole disco mettendo insieme bene tutta una serie di elementi, dalla registrazione ai sideman alla scelta dei brani. Ha rinunciato volutamente agli standard del genere, ma qui, per tutta la durata del disco, non se ne sente la mancanza, tanta è la coerenza e la perfetta integrazione con il quartetto dei fiati, chiamati ogni tanto a prendere degli assoli di tutto rispetto, dopo tutto sono la crema dei jazzisti austriaci. Si tratta di un bellissimo esordio frutto di una passione senza fine per questa musica.

Genere: jazz mainstream
Label: Jive Music
Anno 2020

Tracklist
01. Boppin´ in D-Minor
02. Ed´s Blues
03. Waltz for Jonathan
04. Go Wes!
05. Trikonasana
06. Savoy Ballroom Stomp
07. The Big Band Theory
08. Velhos Amigos

nov 10

Freetime – Lamps, Clocks and Towers

61Il2nBj27L._SS500_Il sassofonista inglese George Haslam è qui al tarogato, uno strumento della tradizione ungherese che può sembrare un incrocio fra un clarinetto ed un sax soprano. Come sempre ama girare per il mondo e suonare con musicisti che vengono da tradizioni e paesi diversi ma che sono bravi ad improvvisare. Con il Freetime Quartet era stato a Praga intorno all’anno 2000, ora di quel quartetto è rimasto soltanto Josef Láska al contrabbasso ed al basso elettrico, a completarlo ci sono oggi Aida Mujaèiè al pianoforte ed alla voce e Steve Hubback alle percussioni. Si erano ritrovati insieme al Free Jazz Festival a Praga nel 2013, poi l’attività è continuata portando nuovi elementi nella musica del gruppo, fra jazz, improvvisazione, folk, qualcosa di rock. La registrazione live è stata effettuata al Absintový Klub di Ostrava, come sempre Haslam è il catalizzatore del gruppo con le sue travolgenti improvvisazioni al tarogato, incisivo, pungente, trascinatore delle esecuzioni, qualunque sia la direzione in cui vanno. È una musica eclettica che mostra un momento ispirato della band ripreso dal vivo.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Anno 2020

Tracklist

01. Here we go
02. Lamps, Clocks and Towers
03. In the domain of the Green Fairy
04. The Three Towers of Sedlec
05. The Astronomer and the Elk (For Tycho Brahe)

nov 08

The Organ Champs – Turn It On

052250dc50138371fd04f19c188f0143_LIl quartetto The Organ Champs è costituito da veterani del jazz in Austria, Erwin Schmidt all’Hammon B3, Martin Fuss al sax tenore, Wolfgang Pointner alla chitarra elettrica e dal batterista serbo Vladimir Kostadinovic, che molti conosceranno per i suoi concerti in trio con il pianista Antonio Faraò. La loro musica va in una specifica direzione, il soul jazz che abbiamo conosciuto sulle incisioni Blue Note degli anni ’60, una stagione d’oro che il quartetto sa rendere con passione e cura dei particolari. Fra le composizioni troviamo una gradita sorpresa, Senza Fine di Gino Paoli, che diventa quasi un classico del genere nella loro esecuzione, ma ci sono anche Luny Tune di Larry Young, Peace di Horace Silver, Sonic Room di Lee Morgan, alfieri storici della famosa casa discografica americana, insieme a composizioni proprie. Sono tutti dei fuoriclasse del loro strumento che suonano senza sbavatura il genere mentre su ogni brano prendono degli assoli di alto livello tecnico. Sotto la spinta del batterista tutto suona ricco di forza dinamica e diventa una musica che fa battere il piede all’ascoltatore. Fra le composizioni proprie molto riuscita è Groovin on Dr. John, di Erwin Schmidt dedicata al famoso tastierista di New Orleans. Su One for ST di Martin Fuss ascoltiamo un assolo da manuale al sax tenore da parte dell’autore. Bel disco, ben prodotto, che si ascolta volentieri.

Genere: jazz mainstream
Label: Jive Music
Anno 2020

Tracklist
01. Luny Tune
02. Senza Fine
03. Minor Truth
04. Peace
05. Groovin on Dr. John
06. One for ST
07. Way Up North
08. Why does it have to be so bad
09. Sonic Boom
10. Rumpelstilzchen
11. Balkan Flood
12. Are You Serious

nov 07

Kontrabassduo Studer-Frey – Zip

891I due contrabbassisti svizzeri Peter K. Frey e Daniel Studer, Kontrabassduo Studer-Frey nell’aprile del 2019 hanno deciso di dare in occasione del ventennale della loro collaborazione ben dieci concerti, ciascuno di mezz’ora, alla Kronen Galerie di Zurigo. Da quei concerti sono stati tratti quarantatré minuti compatti ed intensi, come ci hanno abituati da sempre. La loro attività sugli strumenti è proseguita sempre da esecutori di opere scritte dell’avangurdia contemporanea all’ improvvisazione radicale, dal jazz alla classica, senza soluzione di continuità, permettendogli di creare un proprio linguaggio e proprie dinamiche esecutive quando si trovano ad interagire insieme. La loro musica, qui dieci esecuzioni intitolate Teeth, ha qualcosa di tranquillizzante e di ipnotico, quasi un rito in cui si trova qualcosa di nuovo, mai visto prima, ma senza inquietudine, perché loro hanno la capacità, unica, di affascinare e ammaliare l’ascoltatore con i loro suoni inusuali. È un disco che si ascolta di un fiato, una volta trovata la chiave di lettura, o ascolto nel nostro caso.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2020

Tracklist

01. Curved Teeth
02. Triangular Teeth
03. Saggitate Teeth
04. Semicircular Teeth
05. Lustre Teeth
06. Shape Teeth
07. Trajector Teeth

nov 03

Rens Newland – Tribe Trio Tracks

fe392f78a62c6fc460cf8c2a182b395f_LIl disco precedente del chitarrista olandese Rens Newland ormai austriaco di adozione era dedicato ai suoi amici ed alla sua famiglia, ora ha avuto una bella idea, e cioè di riprendere quelle composizioni ed arrangiarle per trio con Oliver Grattinger alla batteria e Willi Langer al basso elettrico. Si tratta di un lavoro fatto in studio con molto impegno in cui cambia le chitarre utilizzate anche nello stesso brano, sullo sfondo si affaccia spesso un organo, insomma la musica è ben costruita, fra chitarre elettiche e acustiche, fra assoli rock ed altri più jazzistici, in cui dialoga con sé stesso oltre che con gli altri due musicisti. I suoi assoli sono fluidi e molto musicali, si nota che è una musica che gli sta a cuore perché dedicata a quelli che sono gli amici della sua tribù, come la chiama lui, e che gli fanno da supporto nella vita di tutti i giorni. È un disco che si ascolta tutto di un fiato perché ben gestito nelle dinamiche, a volte smooth, a volte più complesse, con gli assoli sempre al posto giusto.

Genere: fusion
Label: Jive Music
Anno 2020

Tracklist
01. Silent to Strong
02. Good Girl, Mad Girl
03. Creative Guy
04. Feeling Fine Against All Odds
05. Funny Smart Boy
06. Sweet Little Devil
07. Wonderful Innocence
08. Careful & Curious
09. The Steady One
10. Jolly, Tough and Tireless
11. Wild Coolness
12. Sage & Singing

nov 02

François Lana Trio – Cathédrale

884Il trio francese formato da François Lana al piano, Phelan Bourgoyne alla batteria e Fabien Iannone al contrabbasso sono al loro esordio su Leo Records con una musica eclettica ed allo stesso matura e coraggiosa grazie alla forte empatia fra loro. Alcuni brani sono dedicati ai grandi del jazz, Monk, Paul Bley, Hillness (Tribute To Andrew) dedicato ad Andrew Hill, Herbie Nichols, Chaos Momentum, come dice il nome, con dei momenti di caos che ci ricordano la prima ora del free jazz. I tre si conoscono a memoria e riescono a gestire con bravura quello che mettono a disposizione dell’ascoltatore, certamente tanto, passando da un brano all’altro dalle angolarità monkiane alle pensositá della musica di Bley. Nonostane ciò tutto funziona bene, il disco appare compatto e si ascolta con facilità per la fluiditá con cui scorre la musica, senza intoppi o mancanze di idee. In ogni brano, qualunque sia l’assunto di partenza, si ascolta la loro energia, la volontá di fare qualcosa di personale con successo. L’editig dei brani è fatto con molta cura da parte della produzione, anche qui si nota come i tre abbiano le idee molto chiare su come presentare la propria musica. Fra i brani più interessanti Cathédrale, che da anche il titolo all’album, con una atmosfera misteriosa. Un bel trio, originale nonostante le dediche, e che funziona alla grande.

Genere: Avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2020

Tracklist

01. Chaos Momentum
02. Hillness (Tribute To Andrew)
03. Der Turm
04. Divertissement
05. Black Socks, No Sugar
06. Weird Stuff
07. Nocturne
08. Cathédrale

Post precedenti «