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	<title>musicZoom &#187; van morrison &raquo; musicZoom</title>
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		<title>La grande musica per la Città della scienza</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 15:32:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13786' addthis:title='La grande musica per la Città della scienza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_13787" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-13787" title="8064_kingsofconvenience" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/8064_kingsofconvenience-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /><p class="wp-caption-text">Kings of convenience</p></div>
<p><strong>Patti Smith, Kings of Convenience </strong>e<strong> Tricky</strong>: tre grandi concerti a favore della Città della Scienza uniranno musica e cultura grazie a Neapolis Festival e Giffoni Experience. Distrutta da un incendio doloso lo scorso 4 marzo, la Città della Scienza tornerà sotto i riflettori grazie all’unione di due dei festival più seguiti dai ragazzi, con le star della musica internazionale che si esibiranno all’Arenile di Bagnoli (Napoli). Sarà Patti Smith and Her Band ad aprire la serie di eventi, il 12 giugno, con una sorta di preview. La “sacerdotessa del rock”, da sempre impegnata a favore della cultura, ha firmato brani come <em>People Have The Power, Gloria</em> (cover del brano dei <strong>Them</strong> di Van Morrison), <em>Dancing Barefoot </em>e<em> Because The Night</em> (scritta insieme a <strong>Bruce Springsteen</strong>), vere e proprie pietre miliari della musica e dell&#8217;immaginario collettivo. Il 25 luglio – in data unica nazionale &#8211; salirà sul palco Tricky, il camaleontico artista di Bristol (che con i <strong>Massive Attack</strong> ha creato il genere trip-hop) è capace di ipnotizzare le platee internazionali con un sound che rappresenta il trait d&#8217;union tra la cultura dub, quella hip hop e post punk, in cui l&#8217;anima nera dell&#8217;artista si fonde con il melting pot culturale tipico delle grandi capitali internazionali. Il 26 luglio, invece, è la volta dei Kings of Convenience. E’ attesissimo il ritorno in Italia del duo norvegese formato da Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe, celebre per aver incantato il pubblico di tutto il mondo e raggiunto le vette delle classifiche di tutto il globo con le melodie dei singoli <em>Misread</em> e <em>I’d Rather Dance with You</em>, estratti dal celebre album <strong><em>Riot on an Empty Street.</em></strong></p>
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		<title>Sadside project &#8211; Winter Whales War</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 13:24:30 +0000</pubDate>
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<p>Come accordare i neuroni della mente per sentirsi ripagati, protetti o per ergersi con coraggio come esseri umani? In questi anni, più di prima, ognuno di noi si formula in testa questa domanda. Chi rischia di calarsi nei propri affari, può dissipare ogni cosa anche per sempre in un traforo senza via d&#8217;uscita. Chi invece si instrada per le carreggiate meno battute o si inerpica per una salita più ostica del solito, potrebbe trovare uno spiraglio accettabile, un senso almeno parziale delle cose vissute. L&#8217;amore, il tiepido suono di una chitarra, magari l&#8217; hammond come l&#8217;avrebbe usato un <strong>John Lord</strong>. Tanto folk da sprigionare sapori, fumi e odori di gente in festa. Tanto rock da scomodare i più grandi, veramente i più grandi. Ladies and gentleman, i <strong>Sadside project</strong>. Sono due romani, Gianluca Danaro e Domenico Migliaccio che per l&#8217;occasione si sono circondati di amici noti nell&#8217;ambiente (Roberta Sammarelli, Adriano Viterbini ecc&#8230;) per tirar fuori un album di 10 tracce come questo meraviglioso <strong><em>Winter whales war</em></strong>. Mi piacerebbe conoscerli questi due ragazzi e chiederli di quanta musica si sono circondati negli anni e ancora quanta ne hanno in testa da produrre perchè quest&#8217;album è testamento di leggende musicali, epiche difformi, suoni robusti che poi diventano surreali come la persistenza della memoria di Dalì. Per niente un cut up, assolutamente meraviglioso e straordinariamente ben fatto.<br />
<em>The same old story</em> è la traccia spacca muscoli, tra<strong> Monochrome</strong> <strong>Set</strong> e <strong>Bob Mould</strong>. Voce in retroguardia, mediana. Senza nulla di particolarmente inedito, comunque un grande pezzo. <em>My favourite color</em> è <strong>Mumford &amp; Sons</strong>. Potrebbe tranquillamente passare in radio e tutti la prenderebbero per una traccia del trio londinese. Sentite il caldo sviscerare alla <strong>Pogues</strong> di <strong><em>Fairytale of New York</em></strong>. <em>1959</em>, un lento alla <strong>Starlighters</strong> di <strong>Marvin Barry</strong>, che rincara la dose diventando subito<strong> Link Wray</strong> e boogie da strapazzo morbido. <em>In this is halloween</em>, i Monochrome ritornano, ma solo per la fatidica domanda “dolcetto o scherzetto?” e poi vanno via. Fanno capolino chitarre alla <strong>Johnny Winter</strong> e voci disperate. Un blues alla <strong>Nick Cave</strong>, ma senza Cave. In <em>Edward teach also known as bleackbird</em> ritornano i Pogues sulla fascia destra, verticalizzando per i <strong>Green Day</strong> sulla sinistra con <strong>Kirsty MacCall</strong> sempre a seguire l&#8217;azione. Divertimento puro che diventa stoner. Non è facile passare da tutti questi generi in una sola canzone, ma loro ce la fanno. È un grande rockabilly in festa. <em>Nothing to lose blues</em> è appunto rock blues puro, graffiante, colorato, insozzato. Anche questa già sentita, sembrano i <strong>Black Keys</strong>. Dal vivo però prometterebbe goliardia. Poi l&#8217;hammond a intervallare che trasforma il pezzo in un utopistico <strong>John Mayall trio</strong> con <strong>Clapton</strong> in a solo e <strong>Steve Albini</strong> alla ritmica. Poi è il turno di <em>Hold fast</em> e c&#8217;era da chiedersi se i Monochrome Set se ne fossero andati o meno. In realtà fanno capolino di tanto in tanto, ma mai soli sia ben chiaro.<br />
<em>Molly</em> potrebbe essere un pezzo dei <strong>Pearl Jam</strong> periodo <strong><em>No code</em></strong>. <em>Sloop Johnny b</em> un radio listening e clash folk coverizzato splendidamente. Versione<strong> Brian Wilson</strong> feat <strong>Johnny Cash</strong> e via andante come il cacio sui maccheroni o come un bel piatto si spaghetti alla gricia.<br />
Winter whales war è un poet folk, come solo<strong> Van Morrison</strong> o <strong>Harry Nilsson</strong> avrebbero saputo fare. Bello l&#8217;uso di riverberi, elettroniche per allungare i suoni, come se le corde arpeggiate sprigionassero aria divina e riecheggiassero di puro sentimento. Cari Sadside, non andate via, rimanete a riecheggiare nelle mie orecchie, almeno fino a domani.</p>
<p>Anno 2013<br />
Label: <a href="http://www.bombadischi.it/" target="_blank">Bomba</a></p>
<p>Tracklist</p>
<p>1-The same old story<br />
2-My favourite color<br />
3-1959(the last prom)<br />
4-This is halloween<br />
5-Edward teach aslo known as bleackbird<br />
6-Nothing to loose blues<br />
7-Hold fast<br />
8- Molly<br />
9-Sloop johnny b<br />
10-Winter whales war</p>
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		<title>Al via il Folkrock tour di Priviero &amp; Gazich</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 09:30:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=7947' addthis:title='Al via il Folkrock tour di Priviero &amp; Gazich '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_7948" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7948" title="massimo-e-michele" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/06/massimo-e-michele.jpg" alt="" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Massimo Priviero &amp; Michele Gazich</p></div>
<p>Dopo la pubblicazione del cd/libro <strong><em>Folkrock</em></strong> (Dischi Vololibero) parte il tour di <strong>Massimo Priviero</strong> e <strong>Michele Gazich</strong>. Sui palchi d&#8217;Italia Massimo e Michele riproporranno le storiche canzoni contenute all&#8217;interno del disco rilette in chiave folkrock, con la potenza e l&#8217;originalità amplificata dall&#8217;energia tipica di un&#8217;esibizione rock. Il concerto sarà un viaggio attraverso le canzoni che hanno costituito e costituiscono l&#8217;ossatura della storia della musica moderna. Da <strong>Dylan</strong> a <strong>Young</strong>, da <strong>Browne</strong> a <strong>Van Morrison</strong>, da <strong>Cash</strong> a <strong>Springsteen</strong>. Ma non chiamatele &#8220;cover&#8221;. Piuttosto un sentito omaggio. Priviero e Gazich presentano il cd con un approccio sempre inventivo, che rende ogni serata unica e irripetibile, densa di emotività ed arricchita nello show anche da una parte &#8220;reading&#8221; dove vengono recitati e rivissuti frammenti di musica e di poesia immortale. In più, nelle occasioni speciali dello spettacolo, la narrazione che affonda nel cuore della beat generation fatta da Daniele Biacchessi. Priviero e Gazich sono sul palco con i loro strumenti privilegiati: Massimo, voce, chitarra acustica e armonica; Michele al violino, viola, pianoforte e voce. A completare e ad arricchire lo show, il basso di Fabrizio Carletto con il pianoforte e le tastiere di Onofrio Laviola. Di seguito, le date del Folkrock tour:</p>
<p>30 giugno 2012 PIACENZA ore 21.00 &#8220;Dal Mississipi al Po&#8217;&#8221;<br />
7 luglio 2012 SOIANO AL LAGO (Bs) ore 21.00 &#8220;Soiano Blues&#8221;<br />
14 luglio 2012 DALMINE (Bg) ore 21.00 &#8220;Andar per Musica&#8221;<br />
20 luglio 2012 VRSAR (Croazia) ore 21.00 &#8220;Montraker Live&#8221;<br />
26 luglio 2012 CONCORDIA SAGITTARIA (Ve)<br />
28 luglio 2012 CASTANO PRIMO (Mi)<br />
29 luglio 2012 NERVIANO (Mi) ore 21.00 &#8220;Soundtrack Festival&#8221;<br />
3 agosto 2012 NEGRAR (Vr) ore 21.00 &#8220;Fiamene in Festa&#8221;</p>
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		<title>Craig Finn – Clear Heart Full Eyes</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 19:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Franzè]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=5859' addthis:title='Craig Finn – Clear Heart Full Eyes '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/03/folder.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5860" title="folder" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/03/folder-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La carriera solista di <strong>Craig Finn</strong>, frontman acclamato dei <strong>The Hold Steady</strong>, inizia con l’onesto e trasparente <em><strong>Clear Heart Full Eyes</strong></em>. Quest’album d’esordio è molto personale e attesta la sua transizione da giovane furente ad adulto remissivo. Abbandonato il mix di hard-rock e power-pop che contraddistingue le sonorità dei The Hold Steady, Craig Finn da vita ad un’opera che abbraccia le due componenti fondamentali usate in genere dai songwriter, sarebbe a dire il folk e il country. Canzoni pop forbite, stile maturo, una forma espressiva ad un tempo funesta e raffinata, una voce dal piglio caustico ed arrogante alla <strong>Van Morrison</strong> si impastano in composizioni fiere e canzonatorie, armonie campestri, invettive tristi e nostalgiche. Malgrado le sue carenze in fase compositiva, trovano spazio alcuni episodi di significativa entità emotiva (<em>When No One’s Watching</em>, <em>Honolulu Blues</em>, <em>Not Much Left Of Us</em>). Si può sostenere che Craig Finn  è alla ricerca di una propria personalità di musicista che si sostanzia nell’assimilazione e sintesi delle più svariate esperienze del canto popolare acuendo alcuni connotati dei songwriter come la melodrammaticità e l’enfasi. Un nostalgico affresco di canzoni della provincia americana.</p>
<p>Label: Full Time Hobby<br />
Anno: 2012</p>
<p>Track-list:<br />
01. Apollo Bay<br />
02. When No One’s Watching<br />
03. No Future<br />
04. New Friend Jesus<br />
05. Jackson<br />
06. Terrified Eyes<br />
07. Western Pier<br />
08. Honolulu Blues<br />
09. Rented Room<br />
10. Balcony<br />
11. Not Much Left Of Us</p>
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		<title>Dente – Io Tra Di Noi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 13:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Cristofaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=3547' addthis:title='Dente – Io Tra Di Noi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/dente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3548" title="dente" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/dente-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><strong></strong></p>
<p>Aldilà di pregiudizi e dibatti su contaminazioni varie, il ritorno di <a href="http://www.amodente.it/"><strong>Dente</strong> </a>(Giuseppe Peveri) è il disco della consacrazione. Ancora una volta coadiuvato dai fidati ex compari nei <strong>La Spina</strong>, Gianluca Gambini alla batteria, Andrea Capelli alle tastiere con l’aggiunta dell’ubiquo Enrico Gabrielli al sassofono, flauto oltre che arrangiatore della partiture d’archi, Giuseppe imbastisce un altro arazzo di cantautorato venato di appigli pop, noncurante di definirsi davvero del tutto, pur essendo fortemente caratterizzato da un approccio ironico e surreale alla vita e ai suoi loop, tra schegge di poesia vissuta e calembour di straziante coscienza delle amarezze che ci gravitano attorno. Il tutto a base di voce, chitarra e &#8211; anche se già a partire da <strong><em>L’Amore Non E’ Bello</em></strong> &#8211; arrangiamenti ricchi di pimpanti soluzioni pianistiche ed eleganti strati d’archi e fiati a dipingere paesaggi e passaggi di disarmante realtà, come un pugno in faccia scagliato con gentile eleganza. Considerare Dente un outsider è quindi ormai insensato: la consistenza del suo scrivere è solida e le idee, di stile o di forma che siano, trovano riscontro in una compiutezza che va di pari passo con una cifra stilistica di rilevo. Magari il disco precedente vince ai punti in quanto ad intuizioni melodiche e forza emotiva (in questo caso la parte del leone tocca al singolo <em>Saldati</em> e alla splendida <em>Settimana Enigmatica</em>) mentre in questo caso ci si trova di fronte ad un disco che definisce le posizioni conquistate e penetra nell’anima in maniera meno immediata, ma ugualmente amabile. E’ inevitabile il “classico” paragone con <strong>Battisti</strong>, le cui intuizioni sonore aleggiano ancora anche qui (il finale di <em>Casa Tua, Io Sì</em> o le divagazioni <strong><em>Anima Latina</em></strong> di <em>Rette Parallele</em>) non più sottoforma di imitazione tra il serio e lo scherzoso, ma diluite in un flusso piuttosto vario. Basti pensare alla volata disco di <em>Giudizio Universatile</em>, o alle orchestrazioni d’archi e fiati (rigogliosi in <em>Pensiero Associativo</em>) che rimandano a certo <strong>Van Morrison</strong> (<em>Da Varese A Quel Paese</em>) anche se non mancano le incursioni solo chitarra e voce (o quasi) come nell’apripista <em>Due Volte Niente </em>e<em> Puntino Sulle I</em>, dense di adorabile spleen, più vicine alle esperienze iniziali. Vitale e gustoso.</p>
<p>Label: Ghost Records/Audioglobe<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01.Due Volte Niente<br />
02.Piccolo Destino Ridicolo<br />
03.Saldati<br />
04.Casa Tua<br />
05.Cuore Di Pietra<br />
06.Giudizio Universatile<br />
07.Da Varese A Quel Paese<br />
08.Io Sì<br />
09.Puntino Sulla I<br />
10.La Settimana Enigmatica<br />
11.Pensiero Associativo<br />
12.Rette Parallele</p>
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		<title>Ferrazzo, goccia dopo goccia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 13:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[francesco ferrazzo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Goccia dopo gocciaè il primo disco di Francesco Ferrazzo, sette brani che racchiudono l&#8217;orizzonte umano, culturale e artistico del giovane cantautore. Nato nel 1976 a Verbania, Ferrazzo ha una carriera densa di esperienze da apprezzato autore e compositore: nel corso degli ultimi anni ha partecipato a rassegne come Musicultura, Premio Lunezia e Premio De &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=2104">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=2104' addthis:title='Ferrazzo, goccia dopo goccia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2105" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/09/ferrazzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2105" title="ferrazzo" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/09/ferrazzo-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Ferrazzo</p></div>
<p>Goccia dopo gocciaè il primo disco di <a href="http://www.francescoferrazzo.com"><strong>Francesco Ferrazzo</strong></a>, sette brani che racchiudono l&#8217;orizzonte umano, culturale e artistico del giovane cantautore. Nato nel 1976 a Verbania, <strong>Ferrazzo </strong>ha una carriera densa di esperienze da apprezzato autore e compositore: nel corso degli ultimi anni ha partecipato a rassegne come Musicultura, Premio Lunezia e Premio De André, classificandosi sempre tra i finalisti.<br />
<strong><em>Goccia dopo goccia</em></strong> è un lavoro dalla genesi triennale, elaborato minuziosamente dal suo autore, che ha coinvolto numerosi musicisti e collaboratori, imprimendo all&#8217;album una piacevole dimensione collettiva. Brani come <em>A testa in giù</em>, <em>Di cosa ha bisogno la gente</em> e <em>Guardarsi dentro </em>sono tra i più rappresentativi della storia di <strong>Ferrazzo</strong>, che racconta momenti di vita interiore, esprime riflessioni esistenziali e critiche sociali con un songwriting equilibrato e gradevole.<br />
Caratterizzato da una sensibilità affine a <strong>Ivano Fossati</strong> e <strong>Niccolò Fabi</strong> ma anche a giganti stranieri quali <strong>Sting</strong>, <strong>Van Morrison</strong> e <strong>Peter Gabriel</strong>, <strong><em>Goccia dopo goccia </em></strong>è un&#8217;elegante raccolta di canzoni d&#8217;autore che guardano tanto al pop quanto alle possibili contaminazioni rock e classiche. Un album essenziale, ricercato e comunicativo, che <strong>Francesco Ferrazzo</strong> ha cominciato a presentare live dalla sua uscita, alla fine dell&#8217;estate 2011.</p>
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