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	<title>musicZoom &#187; turnpike glow &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Marie, un piano per l&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 12:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama proprio Marie la traccia che i Turnpike Glow hanno deciso di mettere online il 6 giugno. Per la band italo-inglese un modo semplice e colorato per dare il benvenuto alla nuova stagione estiva. Per scaricarla, o semplicemente ascoltarla basta cliccare qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=1106' addthis:title='Marie, un piano per l&#8217;estate '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_1107" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/06/218642_10150149026591333_194209206332_7100117_6622632_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-1107" title="218642_10150149026591333_194209206332_7100117_6622632_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/06/218642_10150149026591333_194209206332_7100117_6622632_o-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Turnpike Glow by Tamas Olajos</p></div>
<p>Si chiama proprio <a href="http://turnpikeglow.bandcamp.com/"><em>Marie </em></a>la traccia che i <strong><a href="http://www.myspace.com/turnpikeglow">Turnpike Glow</a> </strong>hanno deciso di mettere online il 6 giugno. Per la band italo-inglese un modo semplice e colorato per dare il benvenuto alla nuova stagione estiva. Per scaricarla, o semplicemente ascoltarla basta cliccare <a href="http://turnpikeglow.bandcamp.com/">qui</a>.</p>
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		<title>The Futureheads + Turnpike Glow @ Circolo degli artisti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 13:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=650' addthis:title='The Futureheads + Turnpike Glow @ Circolo degli artisti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_651" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/05/turnpkie-glow.jpeg"><img class="size-medium wp-image-651" title="turnpkie glow" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/05/turnpkie-glow-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Turnpkie Glow. Photo by Daniele Bianchi</p></div>
<p>Il mio Familiy Day sabato 12 maggio 2007 si svolge ancora al Circolo, dove i Futureheads atterrano con il loro carico di dono musicali assortiti da assaggiare dopo cena…Arrivo alle 21.30, poca genta, finalmente. Il fatto di aver trovato il biglietto e nessuno in fila mi fa sperare per questa prima del gruppo inglese in Italia, forse a questo giro l’eco inglese ha avuto pochi riverberi al di qua delle Alpi…di certo non quanto meriterebbero i <a href="http://www.thefutureheads.co.uk/">Futureheads</a>.<br />
Ma ecco che salgono sul palco un paio di facce che io avevo già visto da qualche parte. Ma si, ecco il chitarrista che assomiglia al Sardo, sono i <a href="http://www.myspace.com/turnpikeglow">Turnpike Glow</a>, gruppo che abbiamo già recensito qualche annetto fa su queste pagine, quando andammo a vedere i The Cooper Temple Clause in un freddo inverno di Testaccio. E dopo averli riconosciuti e risentiti ancora una volta, non possiamo fare altro che ripetere quanto amiamo questo gruppo, sicuramente il migliore gruppo romano che ho visto calcare i palcoscenici della Capitale. L’ormai famoso “Bagliore delle Aste Ruotanti” ci impressiona ancora di più dall’ultima volta che l’abbiamo osservato in azione: anche stavolta qualche battutina sul palco, dai, l’abbiamo capito che non siete i Futurehads, ma fateci divertire un&#8217;altra volta…Già autori di un fantastico primo EP (Rush Home) auoprodotto, eccoli alle prese con i meravigliosi pezzi dell’album che speriamo si riesca a pubblicare il prima possibile. Sempre in scia alle a volte oniriche, a volte frastornate, passeggiate sonore dei Sonic Youth e Pavement. Giuseppe La Mela (Basso), Matteo Sandro Schiena (voce e chitarra), Valerio Pisciarelli (batteria) e Francesco Cerroni (chitarra) sono cresciuti a vista d’occhio: l’indie rock la fa da padrone, ma non solo, visto che si svaria spesso dal beach pop corale di Warranty (molto meglio di un pezzo qualunque dei Thrills!) che ci entra immediatamente in testa, a deviazioni più trasognate come Monday Suitcase che ci fa assaporare il gusto dei Radio Dept. dimostrandosi un gruppo dalle ancora molto elevate potenzialità. Alla fine del loro concerto non resisto, supero la timidezza e vado immediatamente salutarli ed a fargli i complimenti: Francesco mi ringrazia e mi offre il loro primo Ep, poi, forse incuriosito dall’accento mi chiede di dove sono. Appena sente Crotone gli brillano gli occhi e mi chiede per caso se conoscevo Crotone On Web visto che avevano ricevuto un ottima recensione su quel sito…panico! Mi fermo, lo guardo negli occhi e gli dico che l’avevo scritta io. A questo punto potete immaginare lo stato di confusione generale che accompagnava questa scena buffa in cui il vostro, sopraffatto dagli avvenimenti veniva a trovarsi, tra presentazioni e osservazioni tipo: “…E noi che ci chiedevamo: guarda un po’ sto’cazzo di Crotone on Web…”. Mi raccontano del loro prossimo tour in Inghilterra che si svolgerà poco dopo la metà di maggio e delle loro difficoltà di riuscire a trovare un etichetta in Italia…gli auguro con tutto il cuore di trovarla il prima possibile…<br />
Dopo questa parentesi rientro in sala ed appaiono i Futureheads, pronti per presentare il loro nuovo album News and Tributes, dal titolo forse un po’ troppo autoreferenziale. Ma si parte con la mitica Area ed è subito manicomio!!! Schitarrate al vetriolo ci investono in tempo reale accompagnati sovente da coloratissimi arcobaleni acapella dei coretti che tanto denotano e lasciano la firma di questo gruppo che ha sbancato l’Inghilterra dal 2004, anno di uscita del primo, fondamentale album omonimo (prodotto da Andy Gill ex Gang Of Four) per l’etichetta 679, che ringrazio Lorenzo avermi prestato a tempo debito. Il poker di musicisti da Sunderland (nord est proletario dell’Inghilterra, lontano dai clamori della scena musicale londinese) composto da Barry Hyde (voce e chitarra), Jaff (basso), Peter Brewis (batteria) e Ross Millard (voce e chitarra) ci apparecchia un superlativo indie rock con molte, moltissime deviazioni nel post punk, come dimostra dopo pochi istanti, ed i classici saluti di rito, una violenta versione di Meantime che se l’ascolti a casa non ti sembrerebbe così svalvolata. Il territorio di riferimento è quello appartenente ai Jam ma con l’accelleratore a tavoletta (il primo album consta di poco più di 30 minuti!). Ma sono molteplici le hits che connotano i Futurehads: dalla monumentale Decent Days And Nights alla nevrotica The City Is Here For You To Use…Mancano Danger of The Water e Hounds Of Love, la cover di Kate Bush già eseguita qualche giorno prima in diretta TV sugli schermi di MTV, appena sbarcati a Milano, nello studio del tizio che conduce il programma delle 18. Effettivamente sono pezzi sublimi, ma dal ritmo basso, poco propensi ad essere incanalati in una dimensione live che preferisce strappi violenti e repentini cambi di ritmo. Delle tracce del nuovo album uscito sempre per la 679, ecco fare capolino una velocissima Yes/No ed una buona Skip To The end. Ma sono i pezzi dell’album del 2004 quelli che ci fanno impazzire più di tutti: Stupid and Shallow ad esempio è un martellante cavalcata verso un veloce cambio di ritmo che finisce accompagnato dai passetti di Barry mentre si dà da fare con la sua chitarra. A to B, la mia preferita subentra invece in un secondo momento, quando le energie iniziano ormai ad affievolirsi…Di News And Tributes è senz’altro Worry About It Later la gemma, che con Carnival Kids compone l’accopiatona finale del bis.<br />
I ragazzi, esausti, lasciano il palco…Li aspetta una tipica notte primaverile romana, mentre il locale, già abbastanza affollato dalla gente entrata gratis dopo la mezza, si anima ancora di più. Veronica va via, ma la sostituisce Cristina con le sue amiche. La mia stanchezza assume dimensioni spaventose, complice la scampagnata perugina del giorno prima. Butto giù la spugna verso l’1.30 ormai sulle ginocchia. Saluto tutti e mi dirigo verso casa con i testa ancora le schitarrate devastanti di Area…</p>
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		<title>The Cooper Temple Clause + Turnpike Glow @ Zoobar</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 13:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=640' addthis:title='The Cooper Temple Clause + Turnpike Glow @ Zoobar '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_641" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/05/The-cooper-temple-clause.jpg"><img class="size-medium wp-image-641" title="The cooper temple clause" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/05/The-cooper-temple-clause-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">The cooper temple clause</p></div>
<p>Ecco finalmentre il debutto dello Zoobar, mitico locale di Testaccio, fedele compagno di tante serate passate in allegria ad ascoltare quel poco di buona musica rimasta ancora da ascolare!Trattasi infatti di una sorta di fortino inespugnabile, circondato da armate bellicose di locali alla moda, dove la “bella gente” va a ballare e divertirsi (?), in preda a convulsioni di massa per l’ultimo singolo di Shakira. Invece qui no, lor signori non possono entrare senza avere una minima comprensione di cosa sia Temptation dei New Order, Never let me down again dei Depeche Mode etc. etc. Insomma, un baluardo degli anni Ottanta, soprattutto nelle serate in cui vi sono capitato, se non mi ricordo male il sabato, ma anche un baluardo della musica rock in generale. Vi era un po’ di fermento per sapere come sarebbe stato vedere un concerto all’interno di questo posto, se magari l’acustica era buona, il posto accogliente, sulla birra garantivo io: e la presenza della Elephant ha rassicurato tutti!!!<br />
Arriviamo per le 21.30, il posto apre circa un’oretta più tardi e ci accorgiamo dell’assenza del guardaroba, in caso di concerti infatti la logistica del posto subisce alcuni cambiamenti: ne sono immediatamente considerato come responsabile, anche perché il giubbino strategico fa gola a molti…Il posto è molto accogliente, il palco è quasi all’altezza delle ginocchia, per cui ci immaginiamo un contatto visivo molto buono, quasi la sensazione di un club, in cui poter guardare i componenti del gruppo da pari a pari: a proposito del gruppo, questa sera vi stanno i <a href="http://www.myspace.com/thecoopertempleclause">The Cooper Temple Clause</a>, per la prima volta in Italia, accompagnati da quel suono metallico e vibrante che ha scardinato per l’ennesima volta la distinzione dei generi musicali: l’ascolto dei due precedenti lavori dei TCTC è infatti variato dal post grunge al punk, per cui li cataloghiamo nell’ampio contenitore rispondente al nome di Alternative rock…fosse per me non li catalogherei in nessuna definizione, in quanto sono sempre stato allergico alle stesse, come una sorta di limitazione, di ostacolo alla libertà espressiva dei gruppi musicali, ma comunque si deve sempre partire da qualcosa o, comunque, dare qualche indicazione!<br />
L’apertura del concerto è per i <a href="http://www.myspace.com/turnpikeglow">Turnpike Glow</a>, non ne chiedete la traduzione, ci abbiamo pensato ma non siamo arrivati ad alcuna definizione, quando sono tornato a casa la prima cosa che ho fatto è stata naturalmente prendere il vocabolario: dovrebbe risuonare qualcosa come il “bagliore delle aste ruotanti” o qualcosa del genere…A dispetto del nome, gli italianissimi Turnpike Glow, sono una formazione di Roma che, dopo essersi simpaticamente definita un gruppo cover dei The Cooper Temple Clause, hanno iniziato a suonare con molta tranquillità un pop rock molto onirico e sognato, inframezzato da dolci schitarrate post rock, la cui origine mi rimandava molto al Murray Street dei Sonic Youth. La band deve molto anche a gruppi come Doves e Notwist, e la presentazione del loro primo Ep, Rush Home, ha avuto come momento più interessante, Dirty Rain, un sognate intramezzo, suonato a cavallo tra una canzone e l’altra i cui “bagliori” pop, lievitano insieme alle “aste ruotanti” del bravissimo chitarrista…Raccomandati per i sognatori di melodie urbane e post rock. Se siete interessati, vi consiglio il sito www.turnpikeglow.com, molto bello, semplice ed essenziale, da cui potrete ascoltare alcuni mp3 della band. Ne risentiremo parlare.<br />
Torniamo al motivo principale per cui siamo venuti qui stasera…A mezzanotte spaccata ecco i The Cooper Temple Clause, una band inglese proveniente da Reading (ebbene si, proprio la location del famoso festival): un sestetto composto da Ben Gautrey (voce), Tom Bellamy (chitarra, sintetizzatore e basso), Dan Fisher (basso e chitarra), Didz (altro basso…), Kieran Mahon (piano), ed infine Jon Harper (batteria)…finalmente li ho elencati tutti. La numerosa formazione ha un impatto sonoro devastante, la batteria è perfettamente ossessiva, i numerosi suoni delle chitarre rumoreggiano che è un piacere, ed ad addolcire il tutto ci pensano il piano ma soprattutto il synth, che magari per la complicata questione dell’acustica, si nota di più in questa serata…La partenza è altamente infiammabile, Bellamy utilizza una bacchetta per suonare la chitarra come fosse un violino, il tutto in maniera molto soft, ma all’improvviso si apre il terreno e ci si sprofonda dentro! Il suono è imponente, il pavimento trema e ti senti colpito fin dentro la cassa toracica, dai numerosi strumenti in circolazione, tanto che ci vorrebbe un vigile per dirigerli tutti….Le tracce suonate sono quelle del primo album, See this trough and leave, ma anche le hit del secondo, Kick up the fire and let the flames break loose sembrano molto gettonate. Le fan sono ammaliate dal ciuffo biondo e dalla magliettina striminziata di Bellamy, mentre Harper batte come un’ossesso il suo strumento, impegnato in smorfie che dimostrano l’impegno che ci mette. Gli strumenti si alternano sul palco, così come i ruoli tra una sognante Same mistakes,una violentissima A.I.M., che parte piano piano con una linea di basso gonfia come una gomma riempita d’acqua sino ad esplodere con la voce di Gautrey e Promises promises, sicuramente la mia preferita, che suona come gli Alice in Chains dentro una centrifuga a 60 gradi!!! Il fatto è che, insieme al ritmo martellante si accompagna un predilizione per la deviazione noise, specie nella parte finale delle tracce, che dimostra una capacità di attraversare terreni differenti come la psichedelia, il rock e l’elettronica. In alcuni pezzi, in particolare, si nota una geometria di suoni che fanno pensare ad una sorta di Radiohead cresciuti a Seattle all’inizio degli anni 90. Li raccomanderei ai tanti metallari di Crotone…<br />
Il concerto dura un’oretta abbondante, e si conclude con Bellamy (la cui somiglianza con un caro amico, anche lui presente, è a dir poco impressionante) completamente invasato dal suono della sua chitarra, che interrompe il suono, immediatamente seguito dal resto del gruppo…Tutti insieme appassionatamente scendono (?) dal palco (?) e le fan iniziano a seguire Gautrey come un’orda famelica, in fila per un autografo o per scambiare qualche chiacchiera. Noi, dopo esserci pienamente ripresi, ci vuole un quarto d’ora per riassestare l’equilibrio interiore, completamente alterato dai TCTC, inganniamo un po’ il tempo con il merchandising alquanto fornito (spille, spillette, dvd, cd, singoli, cartoline…) ed infine usciamo a riveder le stelle, mentre da un locale vicino si spande come un morbo pestilenziale il motivetto di …“tengo una camisa nera”…</p>
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