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	<title>musicZoom &#187; tiziano ruggeri &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Acud Quartet</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 18:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=2740' addthis:title='Acud Quartet '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/acud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2743" title="acud" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/acud-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a>C´è sempre nel panorama jazzistico italiano il disco a sorpresa, la situazione un poco più originale nella vasta area costituita dal genere mainstream. La deviazione dalla via seguita da tutti perchè è accetta dal pubblico o dagli organizzatori di festival, la sorpresa che forse avrà successo o che resta come un punto su cui ritornare dopo, quando ormai interessa solo ai critici, un pò come il trio di Bley/Swallow/Giuffre, di colpo diventato importante quando ormai non suonavano più insieme. Il quartetto messo insieme dal trombettista <strong>Tiziano Ruggeri</strong> ha qualcosa di speciale. Intanto il suono, quasi da West Coast, quello che molto tempo fa <strong>Chet Baker</strong> e <strong>Gerry Mulligan</strong> avevano reso famoso dall´oggi al domani. C´è infatti ad accompagnarlo un abile sassofonista baritono, <strong>Piersimone Crinelli</strong>, uno che ha imparato tanto nelle big band. E poi la ritmica costituita dai fratelli <strong>Stefano e Andrea Nunzi</strong>, rispettivamente al contrabbasso ed alla batteria.<br />
Va da sè che ci sono delle diversità rispetto a quel gruppo, a partire da <strong>Tiziano Ruggeri</strong>, che si guarda bene dall´emulare il grande Miles. Il suo suono ha qualcosa di asciutto, di antiretorico, mentre le architetture dei suoi assoli sono di tutt´altra impostazione. Un modo, il suo, di cercare una via alternativa a quello che di solito fanno i colleghi, con tanta sincerità e forza espressiva. E poi il repertorio che prende solo &#8220;Moonlight in Vermont&#8221; dagli standard. Tre brani sono di <strong>Syd Barrett</strong> ed hanno poco di psichedelico. Una dimostrazione di come il jazz sia, da sempre, un animale onnivoro, pronto a fagocitare di tutto, basta che l´apparato digerente degli esecutori sia di livello adeguato. In due brani appare la chitarra elettrica. C´è infatti &#8220;Manic Depression&#8221; di <strong>Jimi Hendrix</strong> eseguita insieme a <strong>Jacopo Ruggeri</strong> e <strong>Manlio Maresca</strong> nel brano finale, di sua composizione, &#8220;Pessime abitudini&#8221;. Due esecuzioni che si incastrano perfettamente nell´opera complessiva, che risulta una scommessa riuscita. Piacevole all´ascolto, con delle idee realizzate perfettamente ed un´abilità esecutiva messa a servizio del progetto. L´amalgama perfetto fra i musicisti, proprio come nel quartetto californiano cui si è fatto riferimento, rende il disco una gemma preziosa.</p>
<p>http://www.lhobomusic.com</p>
<p>01. Terrapin<br />
02. Kofi<br />
03. Here I Go<br />
04. Sgruppin´ Around<br />
05. Manic Depression<br />
06. Moonlight in Vermont<br />
07. Odds and Evens<br />
08. Wined and Dined<br />
09. Pessime Abitudini</p>
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