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	<title>musicZoom &#187; Szilard Mezei &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Szilárd Mezei / Nicola Guazzaloca &#8211; Lucca and Bologna Concerts</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 12:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[amirani records]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guazzaloca]]></category>
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		<description><![CDATA[Il disco in questione presenta due concerti di Nicola Guazzaloca al pianoforte e Szilárd Mezei alla viola. I primi quattro brani sono stati registrati a Lucca nell&#8217;ambito del Counterpoint International Festival nel 2015, gli altri quattro all&#8217;Angelica Festival di Bologna un anno dopo. I due protagonisti si muovono nell&#8217;ambito di quella che è un&#8217;improvvisazione totale in &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27885">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27885' addthis:title='Szilárd Mezei / Nicola Guazzaloca &#8211; Lucca and Bologna Concerts '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/amrn050.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/amrn050-300x266.jpg" alt="amrn050" width="300" height="266" class="alignleft size-medium wp-image-27893" /></a>Il disco in questione presenta due concerti di <a href="http://nicolaguazzaloca.wix.com/nicolaguazzaloca"><strong>Nicola Guazzaloca</strong></a> al pianoforte e <strong><a href="http://www.szilardmezei.net/">Szilárd Mezei</a></strong> alla viola. I primi quattro brani sono stati registrati a Lucca nell&#8217;ambito del Counterpoint International Festival nel 2015, gli altri quattro all&#8217;Angelica Festival di Bologna un anno dopo. I due protagonisti si muovono nell&#8217;ambito di quella che è un&#8217;improvvisazione totale in cui si superano i confini fisici degli strumenti a disposizione, una proposta molto interessante in cui si superano  le possibilità espressive per come le conosciamo di piano e viola. Ne viene fuori una musica molto comunicativa nonostante la radicalità della proposta, alla ricerca di nuovi suoni. In ciò ha un ruolo importante la comunicazione con il pubblico, la <i>First Improvisation in Lucca</i> è completamente diversa dalla <i>First Improvisation in Bologna</i>, sono due diversi modi di avvicinarsi tra i musicisti stessi e con il pubblico, a testimonianza di un dialogo continuo che stimola all&#8217;evoluzione ed alla ricerca di nuove possibilità espressive. Qualche brano colpisce più degli altri, su <i>Second improvisation in Bologna</i> la viola esegue anche una melodia attirando l&#8217;attenzione su di sé, poi nell&#8217;ambito dei dieci minuti dell&#8217;esecuzione si cambia la prospettiva, un brano impressionante per forza ed inventiva. Su <i>Third improvisation in Lucca</i> spunta anche un brano del folklore ungherese verso la fine dell&#8217;esecuzione, un&#8217;idea che stempera il furore tayloriano che regna all&#8217;inizio del brano. L&#8217;alchemia fra i due funziona e dà vita ad un&#8217;ora di esperimenti sonori riusciti.</p>
<p>Genere: avanguardia<br />
Label: <a href="http://www.amiranirecords.com/index.php"><strong>Amirani Records</strong></a><br />
Anno 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>Part 1 &#8211; Lucca Concert, Oratorio degli Angeli<br />
01. First Improvisation in Lucca<br />
02. Second improvisation in Lucca<br />
03. Third improvisation in Lucca<br />
04. Fourth improvisation in Lucca<br />
Part 2 &#8211; Bologna Concert, Teatro San Leonardo<br />
01. First Improvisation in Bologna<br />
02. Second improvisation in Bologna<br />
03. Third improvisation in Bologna<br />
04. Fourth improvisation in Bologna</p>
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		<title>Szilárd Mezei Septet &#8211; Cet</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=26397</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 21:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Obradek Records]]></category>
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		<description><![CDATA[Il settetto del violista serbo ungherese Szilárd Mezei è da lungo tempo insieme ed ha già inciso opere di notevole lavoro. I protagonisti della formazione insieme al leader sono Bogdan Rankovic clarinetto basso e sax alto, Branislav Aksin trombone, Andrea Berendika flauto e flauto alto, Máté Poszár piano, Ervin Malina contrabbasso e István Csík alla &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=26397">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=26397' addthis:title='Szilárd Mezei Septet &#8211; Cet '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/716RoyJWR-L._SL1000_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/716RoyJWR-L._SL1000_-300x300.jpg" alt="716RoyJWR-L._SL1000_" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-26427" /></a>Il settetto del violista serbo ungherese <strong><a href="http://www.szilardmezei.net/">Szilárd Mezei</a></strong> è da lungo tempo insieme ed ha già inciso opere di notevole lavoro. I protagonisti della formazione insieme al leader sono Bogdan Rankovic clarinetto basso e sax alto, Branislav Aksin trombone, Andrea Berendika flauto e flauto alto, Máté Poszár piano, Ervin Malina contrabbasso e István Csík alla batteria. Il repertorio del gruppo è arrivato a trenta composizioni, tutte scritte da Mezei, e comprendono una varietà di stili interpretati senza problemi di sorta, dall&#8217;improvvisazione totale a scritture basate sulla musica foklorica ungherese fino alla musica contemporanea ed al jazz ed alla &#8220;creativ music&#8221; di Anthony Braxton, come testimonia il secondo brano, indicato con un grafico, come spesso le composizioni del sassofonista e multistrumentista americano. Fin dal primo brano <i>Cet / Whale</i> emergono prepotenti le caratteristiche del gruppo, tutti solisti con una voce propria che formano un gruppo dall&#8217;identità precisa, i vari elementi si mischiano insieme con facilità, anche lo swing della ritmica, con un contrabbasso in evidenza insieme alla batteria a dare una struttura ritmica agli unisoni degli altri componenti del gruppo. Il leader si mette in mostra nel secondo brano, fra melodie e la struggente voce del suo strumento arrivano anche momenti di free in cui i cluster del pianoforte o gli assoli del sassofonista danno un&#8217;aspetto &#8220;creativo&#8221; alla musica. <i>Hep 13</i> è con il trombone di Branislav Aksin impegnato nel ruolo di solista, la ritmica swinga con scioltezza e subito dopo arriva l&#8217;assolo della flautista, anche lei molto moderna nel modo di esprimersi, e del clarinetto basso. Un brano ben strutturato e certo fra i momenti migliori di un già notevole album. <i>Semmilyen lépés /None Step (Hommage to Mal Waldron)</i> è un brano dal tema lento, appassionato, dedicato al grande pianista afroamericano. L&#8217;ispirato assolo della flautista dà forza al brano, seguita da un notevole intervento del pianista e del leader alla viola, tutto sottolineato dalle spazzole del batterista e da una ritmica che fa egregiamente il proprio lavoro. C&#8217;è molta malinconia in questa esecuzione, ma anche originalità, un apprezzamento sincero fatto con mezzi propri. <i> Szil / Elm</i> ha un andamento ritmicamente più movimentato con le radici nella musica del foklore ungherese. Per <i>Hep 10</i> siamo dalle parti della musica contemporanea, mentre per il finale, il lungo <i>Kó / Stone</i> si ritorna ad un jazz moderno, ottimi gli assoli, fra cui quello del leader, di stampo free, il gruppo conosce perfettamente questa musica e ce la ridà con convinzione e espressività, non per niente, pur se residenti in Serbia, sono ormai conosciuti fra i migliori esponenti dell&#8217;avangaurdia, in Europa ed anche in USA.</p>
<p>Genere: avanguardia jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.odradek-records.com/">Obradek Records<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Cet / Whole<br />
02.<br />
03. Hep 13<br />
04. Semmilyen lépés /None Step (Hommage to Mal Waldron)<br />
05. Szil / Elm<br />
06. Hep 10<br />
07. Kó / Stone</p>
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		<title>Szilárd Mezei Flute &amp; String Trio &#8211; Fehér Virág/White Flower</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 21:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[avanguardia]]></category>
		<category><![CDATA[fehér viràg/white flower]]></category>
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		<category><![CDATA[slam productions]]></category>
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		<description><![CDATA[La musica del violista serbo ungherese Szilárd Mezei è di quelle che lascia il segno, sia che guidi gruppi orchestrali oppure gruppi da camera, come questo trio, insieme a Svetlana Novakovic al flauto e Maja Radovanlija alla chitarra acustica. Sul secondo brano, Ámyjáték / Shadow Show il gruppo diventa un quartetto insieme alla batteria di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25245">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25245' addthis:title='Szilárd Mezei Flute &amp; String Trio &#8211; Fehér Virág/White Flower '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25247" alt="746d0f35ed19d1b7bc111e28c37b2b87" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/746d0f35ed19d1b7bc111e28c37b2b87-300x300.jpg" width="300" height="300" />La musica del violista serbo ungherese <strong><a href="http://www.szilardmezei.net/">Szilárd Mezei</a></strong> è di quelle che lascia il segno, sia che guidi gruppi orchestrali oppure gruppi da camera, come questo trio, insieme a Svetlana Novakovic al flauto e Maja Radovanlija alla chitarra acustica. Sul secondo brano, <i>Ámyjáték / Shadow Show</i> il gruppo diventa un quartetto insieme alla batteria di István Csík. I musicisti dimostrano di avere esperienza con la pratica improvvisativa, la straordinaria chitarrista ad esempio, nativa di Belgrado ma con degli studi in USA, è attiva in tutti gli stili e generi sul suo strumento, dal jazz alla musica sudamericana a quella balcanica o, come qui, all&#8217;improvvisazione. Il trio era nato nel 2005, poi la partenza della chitarrista verso gli USA e della flautista verso la Slovenia avevano interrotto le possibilità di suonare insieme, fino a quando non ci si è ritrovati per andare in studio. L&#8217; avanguardia dei tre si avvale delle pratiche improvvisative radicali insieme a composizioni aleatorie, un sistema che proviene dalla musica colta contemporanea. La forza delle esecuzioni viene comunque dalla loro straordinaria capacità agi strumenti: nelle lunghe esecuzioni non manca mai un filo logico insieme al virtuosismo e ciò non lascia mai cadere l&#8217;attenzione dalla musica. Per <i>Vadludak I-II</i> ci sono 32 minuti di invenzioni, su <i>Ámyjáték</i> si aggiungono le percussioni e la batteria per altri 26 minuti di libertà sonora, il finale <i>Fehér Virág</i> dura sui dieci minuti e si ritorna alla formazione del trio. Nel complesso è una musica che va ascoltata  più che descritta, ricca di tutte quelle componenti che la rendono interessante al collega musicista ed all&#8217;ascoltatore. Non manca niente, dalla capacità tecnico-esecutiva agli strumenti alla fantasia e alla capacitá di continue invenzioni da un momento all&#8217;altro, senza che ci si perda in momenti di vuoto. Le esecuzioni appiono sempre compatte e ricche di verve ed energia. Sulla finale <i>Fehér Virág</i> si intravede un malinconico tema che apre il brano, poi arrivano le improvvisazioni dei singoli musicisti a mantenere un&#8217;atmosfera elegiaca ed autunnale. La riunione dei tre ha dato come risultato un disco che sarà apprezzato da chi ascolta l&#8217;avanguardia. Ci sono tutti gli ingredienti per farsi apprezzare a livello internazionale, al di qua e al di là dell&#8217;Atlantico..</p>
<p>Genere: avanguardia jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.slamproductions.net/menus/main.asp">Slam Productions<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Vadludak I-II / Wild Geese I-II (Hommage à John Cassavetes)<br />
02. Ámyjáték / Shadow Show (Hommage à John Carter)<br />
03. Fehér Virág/White Flower</p>
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		<title>Szilárd Mezei &#8211; Karszt</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 14:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[slam productions]]></category>
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		<description><![CDATA[Vale la pena dare un ascolto a quest´opera validissima del violista serbo ungherese Szilárd Mezei. È stato già con degli ensemble di larga dimensione ma questa volta si è superato: sono ben ventitre i musicisti in studio per dare vita ad un lavoro piuttosto complesso, in cui la sua abilità di violista, direttore d´orchestra, compositore &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=17861">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=17861' addthis:title='Szilárd Mezei &#8211; Karszt '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-18101" alt="61SciNT4WGL._SL500_AA280_" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/03/61SciNT4WGL._SL500_AA280_.jpg" width="280" height="280" />Vale la pena dare un ascolto a quest´opera validissima del violista serbo ungherese <strong><a href="http://www.szilardmezei.net/">Szilárd Mezei</a></strong>. È stato già con degli ensemble di larga dimensione ma questa volta si è superato: sono ben ventitre i musicisti in studio per dare vita ad un lavoro piuttosto complesso, in cui la sua abilità di violista, direttore d´orchestra, compositore e improvvisatore ha modo di esprimersi senza confini o limiti di sorta. Nelle due ore e mezze di musica, registrate in studio a Novi Sad in Serbia, c´è tutto quello che l´avanguardia ci ha proposto nella versione per grande orchestra, specie la Globe Unity di Alexander von Schlippenbach e la London Jazz Composers Ochestra di Barry Guy nel secondo disco di questo doppio album dove <em>Kéreg / Bark</em> fa da punto di collegamento con l´estetica del free. Fra la musica popolare ungherese nella versione che ha ispirato compositori come Bela Bartok e György Szabados e Mezei c´è un forte punto di contatto e lo dimostrano le melodie che qua e là ondeggiano per il disco, ma c´è anche quella conoscenza profonda per l´avanguardia, per artisti del calibro di Anthony Braxton e Leroy Jenkins. Il primo disco comincia con il lungo <em>Hep 20</em> cinquantasei minuti in cui dall´orchestra appaiono i protagonisti ed una melodia fa punto di riferimento durante lo svolgimento. Sono tutti molto bravi, musicisti sconosciuti nell´Europa occidentale o in USA, ma che qui dimostrano il loro valore e di come abbiano ascoltato i protagonisti più famosi, Braxton, James Newton, George Lewis, Leo Smith, Evan Parker in mezzo a intrecci di corde che portano la tensione allo spasimo. Fra le percussioni e gli archi i fiati trovano spazio e la musica procede per larghi archi, ben predisposta dalla scrittura ambiziosa di Mezei, presente anche come direttore d´orchestra. Gli improvvisatori fanno bene il loro lavoroe testimoniano del terreno fertile che nell´Europa dell´Est gli ha permesso di continuare con la loro ricerca. In Italia, diciamocielo chiaramente, con questa musica si incontrano soltanto porte chiuse. Fa bene la Slam Productions di George Haslam a pubblicarli e farli conoscere a livello internazionale perché qui c´è una fra le cose migliori a livello orchestrale degli ultimi anni. Non sarà di gradimento a tutti, ma l´arte è una cosa a sé ed ha soltanto bisogno di esprimersi. I protagonisti dell´orchestra: Szilárd Mezei viola e direzione d´orchestra, Bogdan Rankovic clarinetto, clarinetto basso, sax alto, Péter Bede sax tenore, sax alto, tarogato, Gergõ Kováts sax tenor, sax soprano, Béla Burány sax baritono, Ádám Meggyes tromba, Branislav Aksin trombone, Jens Balder trombone, Laura Lévay-Aksin flauto, flauto piccolo, Gergely Ittzés flauto, flauto alto, flauto basso, flauto piccolo, Andrea Berendika flauto, flauto alto, flauto piccolo, Máté Poszár piano, Jon Hemmersam chitarra acustica, Tijana Stankovic violino, Albert Márkos violoncello, Zoltán Csány contrabbasso, Ervin Malina contrabbasso, Ernõ Hock contrabbasso, Joel Grip contrabbasso, Ivan Burka marimba, Jelena Raskovic vibrafono, Hunor G. Szabó batteria, percussioni, István Csík batteria, percussioni.</p>
<p>Genere: avanguardia jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.slamproductions.net/menus/main.asp">Slam Productions<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>CD 1</p>
<p>01. Hep 20<br />
02. Karszt</p>
<p>CD 2</p>
<p>01. Fák és bokrok sûrû lombjaitól / From Foliage of Trees and Shrubs<br />
02. Macskák / Cats<br />
03. Kéreg / Bark<br />
04. Chopin emlékére / In Memory of Chopin<br />
05. Hep 57<br />
06. Jugoplastika</p>
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		<title>Szilard Mezei &#8211; 100 Tü Hossza</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=7068</link>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 15:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Márkos]]></category>
		<category><![CDATA[Bogdan Rancovic]]></category>
		<category><![CDATA[Branislav Aksin]]></category>
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		<category><![CDATA[slam productions]]></category>
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		<description><![CDATA[La Slam Productions ed il violista serbo &#8211; ma appartiene alla minoranza ungherese Szilard Mezei collaborano ancora dopo il recente trio di Tisza. La nuova pubblicazione è un live al Loft di Colonia, storico locale della città tedesca, con il settetto intorno ai fidi Ervin Malina e István Csík rispettivamente al contrabbasso ed alla batteria &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=7068">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=7068' addthis:title='Szilard Mezei &#8211; 100 Tü Hossza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-7077" title="szilard" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/05/szilard-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" />La <a href="http://www.slamproductions.net"><strong>Slam Productions</strong></a> ed il violista serbo &#8211; ma appartiene alla minoranza ungherese <a href=" http://www.szilardmezei.net/"><strong>Szilard Mezei</strong></a> collaborano ancora dopo il recente trio di <em><strong>Tisza</strong></em>. La nuova pubblicazione è un live al Loft di Colonia, storico locale della città tedesca, con il settetto intorno ai fidi <strong>Ervin Malina</strong> e <strong>István Csík</strong> rispettivamente al contrabbasso ed alla batteria e <strong>Bogdan Rancovic</strong> al sax alto e clarinetto basso, <strong>Branislav Aksin</strong> al trombone, <strong>Albert Márkos</strong> al violoncello e <strong>Kornél Pápista </strong>alla tuba. La musica parte con un intreccio di corde insieme alla tuba per poi entrare in una sezione in cui si annuncia il tema in collettivo seguito dal vibrante assolo del sax alto. Il richiamo agli ensemble storici di Coltrane o Shepp è solo tangenziale: qui si preferiscono sizuazioni più strutturate ed un volto più europeo, pur lasciando ai solisti spazi piuttosto ampi. Il leader si fa aspettare ed arriva dopo sei minuti su <em>Hetedik / Seventh</em> con un assolo devastante mostrando che la sua musica ha le radici al di qua ed al di là dell´Atlantico. I suoi affreschi sono piuttosto ambiziosi, strutturati con sapienza compositiva ispirata pure dal foklore della sua comunità. In questa sapiente arte di prendere da mondi così diversi e dare un´impronta personale alla musica sta la genialità del violista serbo-ungherese. Un brano come <em>Elveszett vízpart / Lost Water-Coast</em> non lo si dimentica facilmente per l´intreccio sapiente degli archi e della batteria dell´inizio, poi il resto è semplicemente da antologia, compreso l´assolo di clarinetto basso. Il gioco di squadra è perfetto ed intorno ai collettivi si svolgono assoli travolgenti dei protagonisti. Una musica dall´alto contenuto tecnico eseguita da musicisti che meritano la notorietà internazionale. Fra i brani migliori anche <em>100 tû hossza / Length of 100 Needles </em>che dà il titolo al disco. Ovunque, però è possibile trovare momenti di bellezza unica, frutto di una sapiente gestione dei diversi generi e delle possibilità sonore del settetto, messi insieme in modo naturale, senza che si avvertano fratture evidenti.</p>
<p>Label: <a href="http://www.slamproductions.net"><strong>Slam Productions</strong></a><br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Hetedik / Seventh<br />
02. Elveszett vízpart / Lost Water-Coast<br />
03. Jaguarundi<br />
04. 100 tû hossza / Length of 100 Needles<br />
05. Metal Cat<br />
06. Szakadó szakadó<br />
07. Tücsökzene, felkérés / Cricket Music, request + Uncia</p>
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		<title>Szilard Mezei &#8211; Tisza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 16:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=4309' addthis:title='Szilard Mezei &#8211; Tisza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-4312" title="mezei" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/12/mezei-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" />Il secondo disco del violista <a href="%20http://www.szilardmezei.net/"><strong>Szilard Mezei</strong></a> per la <a href="http://www.slamproductions.net"><strong>Slam Productions</strong></a> lascia le ampie campate dell´ottetto del precedente <em><strong>Tõnk/Stump</strong></em> per passare ad una musica più cameristica eseguita in trio insieme ai fidi <strong>Ervin Malina</strong> al contrabbasso e <strong>István Csík</strong> alla batteria ed alle percussioni. Fa parte della minoranza ungherese ed il riferimento alla sua patria, la Vojvodina, regione della Serbia, è evidente per la scelta di due titoli dal foklore ungherese e dal titolo del disco <em><strong>Tisza</strong></em>, che è pure il nome di un affluente del Danubio che attraversa la regione. La musica si presenta molto accessibile per le atmosfere malinconiche, non solo dei due traditional, ma anche ove i tre proseguono per sentieri piú impervi, che a volte possono ricordare le tipiche atmosfere del <strong>Revolutionary Ensemble</strong> di Leroy Jenkins, Sirone, Jerome Cooper. La loro musica è di quelle che attira e che lascia il segno. Qualcosa, come la track 6 puo ricordare l´incedere ayleriano nel tema, con la differenza che qui c´è sempre una certa compostezza nella esecuzioni, un<br />
modo di procedere ben organizzato che sfugge alla logica del free storico, un´esperienza che i tre hanno comunque metabolizzato. Su di tutto spicca il suono così lirico della viola del leader e l´intesa telepatica con la ritmica, frutto della lunga collaborazione. Dopo diverse incisioni per le case discografiche che documentano l´avanguardia jazzistica Szilard Mezei si pone ormai come uno dei nomi più interessanti, al di qua ed al di là dell´Atlantico. Che lavori con musicisti americani, europei, connazionali, la sua dimensione ormai è quella di un musicista internazionale.</p>
<p>Label: Slam Prods<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Part mentén / Along The Coast<br />
02. Iszik a betyár a csapon / Outlaw Drinks from Tap<br />
03. Kaffir Cat<br />
04. Tisza<br />
05. Rovás / Notch<br />
06. Man with little Flag<br />
07. Rabének / Prisoner&#8217;s Song<br />
08. Hep 4<br />
09. Oldalt, le / Aside, down</p>
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