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	<title>musicZoom &#187; Sloth Racket &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Sloth Racket &#8211; Shapeshifters</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 07:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27602' addthis:title='Sloth Racket &#8211; Shapeshifters '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/a1593287835_16.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/a1593287835_16-300x300.jpg" alt="a1593287835_16" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-27675" /></a>La band <a href="https://slothracket.bandcamp.com/"><strong>Sloth Racket</strong></a> è un quintetto inglese intorno alla sassofonista baritono <a href="http://cathrobertsmusic.co.uk/"><strong>Cath Roberts</strong></a>, insieme a lei il sax tenore di Sam Andreae e la ritmica costituita dalla chitarra elettrica di Anton Hunter, insieme a Seth Bennett è al contrabbasso e  Johnny Hunter alla batteria. I cinque ormai si conoscono a memoria ed il loro secondo album li mostra in sintonia su quelle che sono le linee guida della leader. Il lungo <i>Edges</i> che apre il disco parte in modo lento, con i sassofoni ed il contrabbasso ad inseguire linee melodiche e dialoghi sottili, poi dal minuto dieci in poi gli equilibri sembrano rompersi, la chitarra arriva prepotente e la musica mostra momenti di free dirompente prima di arrivare alla conclusione. <i>Tracking</i> è sostenuto da una ritmica calorosa e da un chitarra che dà direzioni inaspettate con degli accordi, poi tutto procede in modo compatto da parte del quintetto che si ritrova in un dialogo collettivo ricco di idee. <i>Bark</i> è un brano che mostra il lato più avanguardistico della band, che procede coagulando l&#8217;esecuzione intorno a brandelli di suono, tuttavia il brano ha un suo fascino ipnotico, un&#8217;inquietudine sottile che si esprime lentamente, senza urla. <i>Shapeshifters</i> è il brano più lungo, oltre tredici minuti in cui si può apprezzare la sapienza della scrittura della leader nel guidare la band attraverso passagi complessi che vengono affrontati collettivamente. Non mancano dei momenti in solo, come il contrabbasso suonato con l&#8217;archetto che fra il secondo ed il quarto minuto si ritaglia un notevole assolo. Ma poi si riparte in trio con la chitarra elettrica che scarica l&#8217;adrenalina accumulatasi nel frattempo e la ritmica che fa il suo lavoro in modo impeccabile. I sassofoni arrivano insieme dopo, all&#8217;unisono, prima di lasciarsi andare a degli assoli piuttosto liberi nel linguaggio che portano l&#8217;atmosfera a riscaldarsi ancora di più.  Un&#8217;ottima prova della band inglese.  </p>
<p>Genere: avanguardia jazz</p>
<div>Label: <a href="http://lumemusic.co.uk/"><strong>Luminous Label</strong></a></div>
<div>Anno 2017</div>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Edges<br />
02. Tracking<br />
03. Bark<br />
04. Shapeshifters</p>
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		<title>Sloth Racket &#8211; Triptych</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 23:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Luminous Label]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Sloth Racket]]></category>
		<category><![CDATA[triptych]]></category>

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		<description><![CDATA[Vale la pena fare conoscenza con questa bella realtà inglese, la band Sloth Racket, un quintetto che fa una musica moderna e dall&#8217;aspetto piuttosto informale. Su disco propongono tre brani dalla lunga durata &#8211; dieci minuti i primi due e venti minuti il terzo &#8211; con cui si fanno notare per la forza e l&#8217;energia &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25433">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25433' addthis:title='Sloth Racket &#8211; Triptych '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25402" alt="sloths-cover-image" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/sloths-cover-image1-298x300.jpg" width="298" height="300" />Vale la pena fare conoscenza con questa bella realtà inglese, la band <a href="http://cathrobertsmusic.co.uk/sloth-racket/"><strong>Sloth Racket</strong></a>, un quintetto che fa una musica moderna e dall&#8217;aspetto piuttosto informale. Su disco propongono tre brani dalla lunga durata &#8211; dieci minuti i primi due e venti minuti il terzo &#8211; con cui si fanno notare per la forza e l&#8217;energia immessa nelle esecuzioni, uno sforzo collettivo ben riuscito che conferma come la scena musicale inglese sforni dei talenti in questo genere che sono in grado di portare avanti il messaggio di libertà già annunciato negli anni &#8217;60. Si parte con <i>Crossed Swords</i>, che è subito un biglietto da visita, il sax baritono di Cath Roberts (che è anche la compositrice dei brani) ed il sax tenore di Sam Andreae ruggiscono ben supportati dalla ritmica che dopo un paio di minuti arriva in primo piano: la chitarra elettrica di Anton Hunter, il contrabbasso di Seth Bennett e la batteria di Johnny Hunter. I tre si trovano insieme per lunghi momenti, prima del ritorno dei due sassofonisti che rendono l&#8217;insieme di nuovo magmatico ed energetico. Molto interessanti i momenti in duo della sassofonista baritono insieme al contrabbasso suonato con l&#8217;archetto. Un brano molto interessante nel cui sviluppo vengono fuori le qualità collettive della band e le qualità dei singoli. <i>Circling</i> è dall&#8217;aspetto più frantumato, astratto, parte con dei momenti in cui la chitarra dà dei suoni eterodossi a cui ben presto arrivano le risposte degli altri musicisti, poi verso la metà del brano arriva un ritmo più quadrato e la musica si evolve con l&#8217;arrivo di una melodia esposta dal sax baritono con forza. I cinque sanno fare convivere nella loro musica momenti creativi ed altri dall&#8217;aspetto più ortodosso senza contraddizione. Ottimo l&#8217;intervento al sax tenore che riporta la musica su versanti più creativi e del contrabbassista, molto fantasioso quando passa a suonare il suo strumento con l&#8217;archetto. I venti minuti di <i>Endgame</i> permettono a tutti di mettersi in mostra, interessante il tema, eseguito dal contrabbasso, ma anche l&#8217;intera esecuzione, per la logica espressiva pienamente matura. Un bell&#8217;intervento alla chitarra elettrica distorta e manipolata su un ritmo in battere porta il tutto verso un versante rock (anche qui si possono ricordare certi momenti del compianto batterista inglese John Stevens), venti minuti di invenzioni che non annoiano e che ci fanno conoscere questa band dal suo lato migliore. Sicuramente un gruppo da tenere d&#8217;occhio per la qualità e le novità che sa proporre.</p>
<p>Genere: modern jazz</p>
<div>Label: <a href="http://lumemusic.co.uk/"><strong>Luminous Label</strong></a></div>
<div>Anno 2016</div>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Crossed Swords<br />
02. Circling<br />
03. Endgame</p>
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