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	<title>musicZoom &#187; Simone Massaron &raquo; musicZoom</title>
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		<title>The Humans &#8211; It´s Nine O´ Clock</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=5115' addthis:title='The Humans &#8211; It´s Nine O´ Clock '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-5121" title="Humans" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/02/Humans.gif" alt="" width="245" height="250" />Come sempre il collettivo musicale <a href="http://www.elgallorojorecords.com/"><strong>El Gallo Rojo Records</strong></a> ci presenta dischi fuori dalla consuetudine di quello che pensano i produttori, non solo nostrani. Stanno lì, fuori dalle tendenze delmomento, a inventare quelle del futuro o a cogliere quello che è stato accennato nel passato e che necessistava di un piccolo colpo di genio per essere sviluppato completamente. Alle nove della sera, come ci suggerisce il titolo del disco, ne succedono di cotte e di crude, di tutti i colori e persino in bianco e nero con sottofondo giallo, come il booklet che ci dà le istruzioni necessarie sui testi. Le geometrie sghembe della musica portano ad un mondo poliglotta di stili e lingue che da un brano all´altro si inseguono per delle immaginarie convergenze parallele negli gli ottanta minuti del disco, andando praticamente ai confini fisici del supporto digitale. Il blues di <em>Sixteen Candles</em> ci riporta dalle parti di <a href="http://www.beefheart.com/"><strong>Captain Beefheart</strong></a>, un incontro benvenuto. Il Brasile non poteva mancare, ma non quello delle cartoline con la spiaggia ed il carnevale. <em>Outra Roda Viva</em> è di <strong>Chico Buarque de Hollanda</strong> con le chitarre distorte. Ed ancora <strong>Ignazio Buttitta</strong> con una famosa poesia in vernacolo dall´aspetto afro/world/elettrico e il ricordo della guerra civile spagnola in cui i due galli, nero e rosso, sono sinonimi dei due schieramenti politici, prima che l´ombra della dittatura oscurasse definitivamente qualunque dialettica dei colori. Il tema della banalità della stampa contemporanea nazionale è affrontata con <em>Gioia Jouer</em>. Un testo estrapolato da qualche pagina per giornali femminili con sottofondi da Orgasmic Music. A quando qualcosa con discorsi di politici? Oltre alla cantante, <a href="http://www.myspace.com/silviadonati"><strong>Silvia Donati</strong></a>, ci sono le chitarre di <a href="http://www.myspace.com/simonemassaron"><strong>Simone Massaron</strong></a> ed <a href="http://xoomer.virgilio.it/enterrag/"><strong>Enrico Terragnoli</strong></a>, il basso di <a href="http://www.danilogallo.com/"><strong>Danilo Gallo</strong></a> e la batteria di <a href="http://www.myspace.com/massimilanosorrentini"><strong>Massimiliano Sorrentini</strong></a> più strumenti di vario tipo che contribuiscono al suono così speciale del disco. Fra psichedelia e rumore, deserti texani e blues, si sviluppa un discorso che tiene inchiodati persino con la bossa nova <em>Bebadissimo</em> in cui si evoca l´aura di <strong>Arto Lindsay</strong>.<br />
Imperdibile!</p>
<p>Label: El Gallo Rojo Records<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>01. The Great White<br />
02. Sixteen Candles<br />
03. Outra Roda Viva<br />
04. Calimeri Pulsanti<br />
05. Gallo Nero, Gallo Rojo<br />
06. Red Eggs<br />
07. Gioia Jouer<br />
08. Un populu<br />
09. 500<br />
10. I piedi di Cristo<br />
11. Bebadissimo<br />
12. Non fidatevi<br />
13. Sixteen Candles 2nd version<br />
14. Seven Miles<br />
15. White Dream.</p>
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