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	<title>musicZoom &#187; Silvia Bolognesi &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Silvia Bolognesi &#8211; Chicago Sessions</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 07:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Silvia Bolognesi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;avventura musicale della contrabbassista Silvia Bolognesi e della sua Fonte Rossa Records continua, la libertà espressiva questa volta si confronta in USA con dei musicisti di Chicago in una session breve, trentotto minuti, ma di bella intensità. Con lei dei jazzisti delle nuova generazione della Wind City, la violoncellista Tomeka Reid già ascoltata in Italia, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25494">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25494' addthis:title='Silvia Bolognesi &#8211; Chicago Sessions '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/03/chigago-session.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/03/chigago-session-300x275.jpg" alt="chigago-session" width="300" height="275" class="alignleft size-medium wp-image-25500" /></a><br />
L&#8217;avventura musicale della contrabbassista <a href="https://www.silviabolognesimusic.com/"><strong>Silvia Bolognesi</strong></a> e della sua Fonte Rossa Records continua, la libertà espressiva questa volta si confronta in USA con dei musicisti di Chicago in una session breve, trentotto minuti, ma di bella intensità. Con lei dei jazzisti delle nuova generazione della Wind City, la violoncellista <a href="http://www.tomekareid.net/"><strong>Tomeka Reid</strong></a> già ascoltata in Italia, il trombettista Russ Johnson, <a href="https://mikereed-music.com/about"><strong>Mike Reid</strong></a> alla batteria e Dee Akexander e <a href="http://deealexander.net/"><strong>Dee Alexander</strong></a> e Emiliano Nigi alle voci. Si evoca l&#8217;avanguardia insieme al blues e ne spunta una musica profondamente afroamericana. È a partire dal primo brano, <i>Constellation My Friend Who Look like a Ghost</i> in cui si ascolta il quartetto che viene fuori una precisa estetica che si mantiene per tutto l&#8217;album, sugli intrecci di corde del contrabbasso e del violoncello la tromba di Johnson tira fuori dal cilindro un suono bluesy, radicato nella tradizione. Il brano si chiude con l&#8217;assolo della violoncellista con l&#8217;archetto, Tomeka è una strumentista molto duttile e capace di invenzioni estemporanee al suo strumento, insolito per il genere. <i>It&#8217;s not the Sea</i> è una bella melodia che ricorda certe atmosfere dei musicisti sudafricani intorno al compianto Chris McGregor. Gli intrecci di corde evocano l&#8217;Africa, la batteria si inserisce perfettamente nel contesto e la tromba di Russ Johnson prende un ottimo assolo. La voce di Dee Alexande arriva su <i>Departure</i>, dei vocalizzi misteriosi cui segue l&#8217;assolo di Johnson, un musicista che sa attirare l&#8217;attenzione per la varietà dei suoi assoli.  <i>Vision</i> comincia con il contrabbasso della leader suonato in pizzicato, che si ritaglia due minuti per sè, poi arriva il tema, una melodia che ha le sue radici nell&#8217;Africa e la splendica voce della cantante che canta dei versi. Ha un&#8217;espressività molto forte, non ha caso è stata vocalista dell&#8217;anno in patria. Il lungo <i>Languages / Sounds, Colours and Words</i> che chiude l&#8217;album parte con l&#8217;intreccio delle voci della Aleaxander e di Nigi che confermano il titolo, cioè lingue (inglese, italiano), suoni, parole, colori, cui si aggiunge nell&#8217;esecuzione anche la tromba. È un brano piuttosto vario nel suo svolgimento dovuto anche alla lunghezza, in cui si sono situazioni sempre nuove ed in cui la ritmica svolge un lavoro egregio, sia la Bolognesi che il batterista Mike Reed che tira fuori dal cilindro ritmi sempre nuovi. Verso la fine Russ Johnson va in assolo, confermando la sua ottima vena improvvisativa. È un disco che nel complesso conferma il buon momento della contrabbassista italiana, perfettamete a suo agio nella cultura afroamericana.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="https://www.silviabolognesimusic.com/fonterossa-records.html">Fonte Rossa Records<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Constellation My Friend Who Look like a Ghost<br />
02. It is not the Sea<br />
03. Departure<br />
04. Vision<br />
05. Languages / Sounds, Colours and Words</p>
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		<title>Ju Ju Sounds &#8211; Protection Sounds</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=24506</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=24506#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 23:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Bolognesi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24506' addthis:title='Ju Ju Sounds &#8211; Protection Sounds '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-24600" alt="PROTECTION-SOUNDS-172x172" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/PROTECTION-SOUNDS-172x172.jpg" width="172" height="172" />L&#8217;intraprendente contrabbassista <a href="http://www.silviabolognesi.com/"><strong>Silvia Bolognesi</strong></a> è una bandiera dell´avanguardia italiana e tramite la Fonte Rossa Records difende la sua libertà di scelte musicali. Eccola ora con un progetto piuttosto speciale in cui ha convocato <a href="http://www.achillesucci.it/main/"><strong>Achille Succi</strong></a> al sax alto ed al clarinetto basso, ormai tra i migliori sassofonisti in Italia, Paolo Botti al banjo ed alla viola e Andrea Melani alla batteria. L&#8217;originale nome del gruppo Ju Ju Sounds viene rimarcato nel brano di apertura in cui l&#8217;ospite Griffith Rodriguez legge l&#8217;omonima poesia che che si chiude con i versi &#8220;don´t be scared, don´t be afraid/ju ju sounds/is here to save&#8221;. Il sax contralto post dolphiano di Succi è piuttosto in forma nei primi tre brani, assoli ricchi di energia, in contatto con quella che è la contemporaneità rappresentata da Braxton o Roscoe Mitchell, empatico con il banjo di Botti. Su <i>Spells</i> passa al clarinetto basso, suoni tenebrosi accompagnati dal possente contrabbasso della leader, un&#8217;esecuzione lenta, dall´aspetto vagamente &#8220;tribal&#8221;, in cui le corde della viola di Botti introducono un aspetto arcaico, lento, alla ricerca di un suono primigenio più che l´esibizione di un&#8217;accademismo qui fuori luogo. È un brano ben costruito, che dà un´idea precisa delle possibilità di questa band, della sua capacità di scavare in profondità nei suoni e nelle strutture alla ricerca di qualcosa ed in ciò attira l&#8217;ascoltatore coinvolgendolo. Quasi un free-bop è <i>Popedope</i> di Achille Succi, un ritorno ai ritmi afroamericani, con l&#8217;originale assolo del banjo accompagnato dopo il tema da ritmi spezzati e Succi decisamente adrenalinico nel suo intervento. Un ottimo momento per l´intero gruppo, qui particolarmente ispirato. Su <i>Wanga</i> sono le corde del contrabbasso in evidenza che evocano momenti ancestrali. Fra vocii più concitati e dialoghi più pacati con il clarinetto basso di Succi, la contrabbassista guida il quartetto dando impulsi precisi. Ne risulta un bel lavoro che propone un post-free di stampo etno in cui emerge un suono <i>black</i>, insolito per l´avanguardia europea.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="https://www.silviabolognesimusic.com/fonterossa-records.html">Fonte Rossa Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. JuJu Sounds<br />
02. I – Jinks<br />
03. Tonering<br />
04. II – Spells<br />
05. Ponedope<br />
06. This is disease<br />
07. III – Wanga<br />
08. Danza Macabra<br />
09. IV – Horse Shoes</p>
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		<title>Silvia Bolognesi/Angelo Olivieri &#8211; Dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 22:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Olivieri]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13970' addthis:title='Silvia Bolognesi/Angelo Olivieri &#8211; Dialogo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-13993" title="p_15" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/06/p_15.jpg" alt="" width="300" height="300" />La formula del duo è piuttosto ingrata perchè mette allo scoperto i musicisti senza alcuna possibilità di nascondersi dietro il gruppo o l´assolo del collega. La contrabbassista <a href="https://www.silviabolognesimusic.com/"><strong>Silvia Bolognesi</strong></a> e il trombettista <a href="http://www.angeloolivieri.it/index.html"><strong>Angelo Olivieri</strong></a>, ormai conosciuti come due personalità emergenti del jazz italiano, ci provano dal vivo: il disco ripropone un concerto ripreso nella Chiesa di S. Pietro in Acquariis, Teano. Un paio di standard, <em>Evidence</em> di Monk, <em>I´ve Grown Accustomed to Her Face</em>, l´<em>Art Deco</em> di Don Cherry che apre il disco e <em>Ida Lupino</em> di Carla Bley che lo chiude e poi brani dei due, che appaiono molto concentrati su quello che fanno. Entrambi si prendono dei momenti in solo: <em>Occhiccè</em> la Bolognesi e <em>A Child´s Prayer </em>il trombettista. Il disco funziona per la comunicazione che si instaura nell´atmosfera della Chiesa fra i due e con il pubblico, terzo partecipante all´evento, che di sicuro telepaticamente ha dato un suo contributo. Le corde di Silvia Bolognesi hanno accompagnato tanti musicisti americani e qui sono ancora presenti alla grande, mentre Olivieri alla tromba ha quel suono così jazzistico, quello swing così naturale che lo catapulta direttamente nella tradizione americana. Non è un funambolo degli acuti, un giocoliere con le semicrome che spuntano dal suo strumento. Rifugge da questo tipo di effetti per costruire delle architetture precise durante i suoi interventi ed in ogni brano spunta quella logica, quel senso lirico, quella nota espressa con passione che rende il disco ed il concerto da cui è stato tratto degno di nota. È un bel duo la cui musica trasmette il senso di un jazz da camera, ricco di swing ed espressione.</p>
<p>Label: <a href="http://www.terresommerse.it/jei/schede/dialogo.html"><strong>Terre Sommerse</strong></a></p>
<p>Years: 2013</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Art Deco<br />
02. Dialogue<br />
03. Prego<br />
04. Occhiccè<br />
05. BIM<br />
06. The Looker in Luquer<br />
07. Evidence<br />
08. A Child´s Prayer<br />
09. I´ve Grown Accustomed to Her Face<br />
10. Retro<br />
11. Floatin´<br />
12. Ida Lupino</p>
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		<title>Jacopo Pierazzuoli &amp; the Kings of Fire &#8211; Almost Jazz</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 15:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Achille Succi]]></category>
		<category><![CDATA[Carlotta Limonta]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Pierazzuoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Il percorso del batterista Jacopo Pierazzuoli è passato dall´Italia e dall´Europa, dal metal e dal jazz più moderno dopo l´esperienza con Tiziano Tononi. Il rumore forte delle pelli dei suoi tamburi va perfettamente a suo agio con i compagni del nuovo gruppo, Achille Succi al sax alto ed al clarinetto basso e le due donne Silvia Bolognesi al contrabbasso e la &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=13843">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13843' addthis:title='Jacopo Pierazzuoli &amp; the Kings of Fire &#8211; Almost Jazz '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-13847" title="138" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/138-300x270.jpg" alt="" width="300" height="270" />Il percorso del batterista <strong><a href="https://www.musicraiser.com/it/projects/382-almost-jazz-di-jacopo-pierazzuoli-the-kings-of-fire">Jacopo</a> </strong><a href="https://www.musicraiser.com/it/projects/382-almost-jazz-di-jacopo-pierazzuoli-the-kings-of-fire"><strong>Pierazzuoli</strong></a> è passato dall´Italia e dall´Europa, dal metal e dal jazz più moderno dopo l´esperienza con Tiziano Tononi. Il rumore forte delle pelli dei suoi tamburi va perfettamente a suo agio con i compagni del nuovo gruppo, <strong><a href="http://www.achillesucci.it/main/">Achille</a> </strong><a href="http://www.achillesucci.it/main/"><strong>Succi</strong></a> al sax alto ed al clarinetto basso e le due donne <strong><a href="http://www.silviabolognesi.com/">Silvia</a> </strong><a href="https://www.silviabolognesimusic.com/"><strong>Bolognesi</strong></a> al contrabbasso e la cantante scat <strong><a href="http://www.myspace.com/carlottalimonta">Carlotta</a> </strong><a href="http://www.myspace.com/carlottalimonta"><strong>Limonta</strong></a>. Il jazz moderno del quartetto È molto compatto, perfetto nel modo in cui presenta le sette composizioni del leader. La voce della Limonta ed i fiati di Achille Succi formano un perfetto binomio ovunque. Su <em>Fingers</em> suonano una bella melodia in contrappunto, entrambi perfettamente a loro agio con al ritmica e l´atmosfera evocata. Bello il momento di distensione all´interno del disco, dopo i primi due brani piuttosto movimentati, di <em>Iris</em> in cui il leader evo9ca atmosfere pensose utilizzando la kalimba ed il gong. Subito dopo il lirico sax alto di Achille Succi introduce <em>First </em><em>Space</em>, una melodia molto suggestiva in cui la cantante dà uno dei suoi migliori momenti. Ci sono altri due momenti molto forti <em>Kings of </em><em>Fire</em> che parte con la batteria di solitaria del leader che poi sforna un riff aggressivo su cui si aggiungo sax alto e batteria, ed il finale <em>Persia</em>, un brano dall´aspetto più free, questa volta con il clarinetto basso di Succi. In mezzo un brano dalle atmosfere suggestive, <em>After the Rain</em> animato dal caloroso suono del contrabbasso della Bolognesi. L´architettura dei brani e del disco è molto curata, nonostante la scelta di improvvisazioni a volte molto passionali tutto ha una logica precisa che rende disco il molto godibile.</p>
<p>Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=9626427120130526163021"><strong>Dodicilune</strong></a><br />
Anno 2013</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Seconds<br />
02. Fingers<br />
03. Iris<br />
04. First Space<br />
05. Kings of Fire<br />
06. After the Rain<br />
07. Persia</p>
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		<title>Progetto Guzman &#8211; If Not omaggio a Mario Schiano</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 23:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alipio C Neto]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Livieri]]></category>
		<category><![CDATA[Ermanno Baron]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Colombo]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Raciti]]></category>
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		<description><![CDATA[L´omaggio a Mario Schiano, fra i primi in Italia a raccogliere il messaggio del free jazz che veniva dall´America, è opera di un doppio trio e di alcuni ospiti che si aggiungono in alcuni brani registrati in due giorni di concerti all´Auditorium della scuola di musica del Testaccio a Roma. L´idea del doppio trio ci &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=6800">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=6800' addthis:title='Progetto Guzman &#8211; If Not omaggio a Mario Schiano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft" src="http://www.angeloolivieri.it/immagini/Guzman_cover_r.jpg" alt="" width="221" height="206" /></p>
<p>L´omaggio a <strong>Mario Schiano</strong>, fra i primi in Italia a raccogliere il messaggio del free jazz che veniva dall´America, è opera di un doppio trio e di alcuni ospiti che si aggiungono in alcuni brani registrati in due giorni di concerti all´Auditorium della scuola di musica del Testaccio a Roma.<br />
L´idea del doppio trio ci riporta subito all´idea del famoso <em>Free Jazz</em> di <strong>Ornette Coleman</strong>, inciso con un doppio quartetto. La musica degli italiani si muove comunque su tutt´altre coordinate rispetto a quella storica incisione.<br />
L´omaggio al sassofonista contralto napoletano passa per l´esecuzione di un paio di sue composizioni, ma anche per il forte feeling che aleggia sulle esecuzioni. I musicisti sono tutti molto coinvolti in quello che fanno e dalle note emerge un senso di lirismo e partecipazione intenso che attira l´attenzione dell´ascoltatore al di là del genere. Fortissimo l´impatto di <em>If Not Ecstatic We Refund</em>, composizione di Schiano.<br />
Gli standard sono un patrimonio del jazz che non si esaurisce mai, ed ecco che c´è <em>Lover Man</em> e poi la musica napoletana, perché no? con <em>Dicintencello vuje</em> cantata da Maria Pia De Vito.<br />
Il messaggio di Schiano è arrivato in decenni di attività a quello che è il jazz italiano con continuità, fino alle esibizioni della <a href="http://www.italianinstabileorchestra.com/"><strong>Italian Instabile Orchestra</strong></a>, ed ora arriva a questi musicisti che ne riprendono quell´aria di non ortodossia a quella che è l´opinione corrente. Gli standard sono eseguiti in modo irriverente ed i collettivi si esprimono nell´aria di libertà che questa musica è solita esprimere.<br />
Gli intrecci di corde dei due contrabbassi &#8211; <a href="http://www.silviabolognesi.com/"><strong>Silvia Bolognesi</strong></a> e Roberto Raciti e le due batterie &#8211; Marco Ariano e Ermanno Baron sono un elemento inconsueto su cui <a href="http://www.angeloolivieri.it/"><strong>Angelo Olivieri</strong></a> alla tromba e <a href="http://www.alipiocneto.com/"><strong>Alipio C Neto</strong></a> al sax tenore ed al soprano curvo dialogano in modo fitto. In alcuni brani ci sono degli ospiti. A parte la già citata <a href="http://www.mariapiadevito.com/"><strong>Maria Pia De Vito</strong></a> ci sono Eugenio Colombo al sax soprano ed al flauto, <a href="http://pasqualeinnarella.it/home.html"><strong>Pasqualle Innarella</strong></a> al sax contralto, Ivano Nardi alla batteria e <a href="http://www.giancarloschiaffini.com/"><strong>Giancarlo Schiaffini</strong></a> al trombone.</p>
<p>Label: <a href="http://www.terresommerse.it/jei/"><strong>Terre Sommerse</strong></a><br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. indicazioni contro<br />
02. If Not Ecstatic We Refound<br />
03. Lover Man<br />
04. Dicintencello vuje<br />
05. A Sud<br />
06. Caatinga<br />
07. G<br />
08. DQ<br />
09. Dadà<br />
10. Accarezzame<br />
11. Corale<br />
12. If Not Ecstatic We Refound<br />
13. Song</p>
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