<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>musicZoom &#187; roberto ottaviano &raquo; musicZoom</title>
	<atom:link href="https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;tag=roberto-ottaviano" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.musiczoom.it</link>
	<description>Il tuo zoom musicale!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Oct 2022 10:56:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.40</generator>
	<item>
		<title>Roberto Ottaviano / Alexander Hawkins &#8211; Charlie&#8217;s Blue Skylight</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=33302</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=33302#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 23:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=33302</guid>
		<description><![CDATA[La collaborazione tra Roberto Ottaviano, questa volta soltanto al sax soprano ed il pianista inglese Alexander Hawkins continua con un duo dedicato alle musiche di Charles Mingus, il famoso contrabbassista e compositore di indimenticabili temi, sempre sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, fra la tentazione di entrare in una psichiatria e la voglia di esprimere &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=33302">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=33302' addthis:title='Roberto Ottaviano / Alexander Hawkins &#8211; Charlie&#8217;s Blue Skylight '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2022/10/379.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33308" alt="379" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2022/10/379-300x270.jpg" width="300" height="270" /></a>La collaborazione tra <a href="https://myspace.com/robertoottaviano"><strong>Roberto Ottaviano</strong></a>, questa volta soltanto al sax soprano ed il pianista inglese <strong><a href="http://www.alexanderhawkinsmusic.com/">Alexander Hawkins</a></strong> continua con un duo dedicato alle musiche di Charles Mingus, il famoso contrabbassista e compositore di indimenticabili temi, sempre sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, fra la tentazione di entrare in una psichiatria e la voglia di esprimere in musica tutta l&#8217;energia che aveva dentro insieme a musicisti straordinari. Ottaviano aveva già rivisitato con passione famosi standard della musica afroamericana insieme a Mal Waldron nel lontano 1996, ora la musica di Mingus lo porta in un mondo a parte in cui il tono del suo sax soprano si fonde perfettamente con il pianoforte di Hawkins alla ricerca dei significati più profondi di quelle composizioni. È un mondo nuovo che appare, ispirato a Mingus, ma con nuove idee e nuovi approcci all&#8217;improvvisazione con i due liberi di ispirarsi a vicenda e trarre ispirazione da da una musica che è rimasta nell storia del jazz ma che pochi hanno veramente reinteretato, così come fa adesso questo duo. Ci sono momenti speciali, come <i>Pithecanthropus Erectus</i>, diventanto un brano quasi astratto e libero da ogni convenzione, all&#8217;interno di un disco registrato presso Arte Suono di Stefano Amerio, che funziona in tutto, dalla qualità tecnica della registrazione all&#8217;all&#8217;editing dei brani e all&#8217; ispirazione dei due.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2022</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Canon<br />
02. Hobo Ho<br />
03. Remember Rockfeller At Attica<br />
04. Oh Lord, Don&#8217;t Let Them Drop<br />
That Atomic Bomb On Me<br />
05. Dizzy Moods<br />
06. Smooch A.K.A Weird Nightmare<br />
07. Pithecanthropus Erectus<br />
08. Free Cell, Block F Tis Nazi U.S.A.<br />
09. Self Portrait In Three Colors<br />
10. Haitian Fight Song<br />
11. Us Is Two</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=33302</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roberto Ottaviano QuarkTet &#8211; Sideralis</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=28724</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=28724#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Dec 2017 00:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=28724</guid>
		<description><![CDATA[Da consumato musicista e insegnante qual&#8217;è il sassofonista soprano (ma su questa incisione anche ai sax sopranino, alto e baritono) Roberto Ottaviano anche questa volta ci offre un&#8217;incisione dalla notevole forza espressiva, incisa insieme ad una ritmica d&#8217;eccezione. Con lui il pianista inglese Alexander Hawkins ed i due americani Michael Formanek al contrabbasso e Gerry &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28724">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28724' addthis:title='Roberto Ottaviano QuarkTet &#8211; Sideralis '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/232.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/232-300x270.jpg" alt="232" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-28735" /></a>Da consumato musicista e insegnante qual&#8217;è il sassofonista soprano (ma su questa incisione anche ai sax sopranino, alto e baritono) <a href="https://myspace.com/robertoottaviano"><strong>Roberto Ottaviano</strong></a> anche questa volta ci offre un&#8217;incisione dalla notevole forza espressiva, incisa insieme ad una ritmica d&#8217;eccezione. Con lui il pianista inglese <strong><a href="http://www.alexanderhawkinsmusic.com/">Alexander Hawkins</a></strong> ed i due americani <strong><a href="http://www.amibotheringyou.com/index.html">Michael Formanek</a></strong> al contrabbasso e <strong><a href="https://www.gerryhemingway.com/">Gerry Hemingway</a></strong> alla batteria. Si è registrato presso lo studio <strong><a href="https://www.artesuono.it/">Artesuono</a></strong>, una nome che garantisce l&#8217;assoluta qualità della riproduzione musicale. I titoli delle composizioni ci riportano ad altri musicisti, Herbie Nichols e John Lee Hooker, ad esempio, ed anche la musica, che segue però una sua precisa direzione, che è ovviamente quella dell&#8217;avanguardia. Il brano di apertura, <i>Vulpecula</i> potrebbe essere stato scritto da Steve Lacy ed è ricco di contrappunti eseguiti con maestria dalla ritmica. Più poetico <i>Berenice&#8217;s Code</i>, arricchito dal singolare pianismo di Hawkins, un musicista molto originale. L&#8217;eredità monkiana emerge con <i>Planet Nichols</i>, una composizione di Ottaviano (come tutte le altre) in cui la tradizione emerge attraverso il contributo di questo straordinario pianista purtroppo prematuramente scomparso. La ritmica swinga con personalità, è uno dei momenti migliori di questo straordinario album. Il blues di John Lee Hocker emerge in modo velato su <i>Planet John Lee Hooker</i>, più che altro rivelando lo spirito, la malinconia, espressa nei versi cantati dal chitarrista. <i>Ellingtonia</i> swinga brevemente in modo tangenziale alle grandi composizioni del Duca. <i>Afro Asteroids Game</i> è un brano che fa del ritmo la sua forza. Gli ultimi brani del disco hanno nomi più &#8220;spaziali&#8221;, <i>Centaurus</i>, ispirato da Lacy, o l&#8217;astratto <i>Sideralis</i>, eseguito nello spirito più puro dell&#8217;avangaurdia. Una prova di notevole livello per il quartetto che speriamo di potere ascoltare dal vivo.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Vulpecula<br />
02. Berenice&#8217;s Code<br />
03. Planet Nichols<br />
04. Planet John Lee Hooker<br />
05. Ellingtonia<br />
06. Afro Asteroids Game<br />
07. On The Harmonica Wake<br />
08. Holy Gravity<br />
09. Centaurus<br />
10. Sideralis</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=28724</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roberto Ottaviano &#8211; Astrolabio</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=24871</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=24871#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2015 10:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[astrolabio]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=24871</guid>
		<description><![CDATA[Dopo le ultime incisioni per la stessa casa discografica Roberto Ottaviano cambia formazione a testimoniare della sua voglia di ricerca. La curiosità del sassofonista soprano risulta ovviamente gradita anche agli ascoltatori, perché ogni volta sa condurli in territori sonori nuovi e stimolanti. Dopo le esperienze con gli archi ed il disco dedicato a Steve Lacy &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24871">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24871' addthis:title='Roberto Ottaviano &#8211; Astrolabio '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24884" alt="195" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/12/195-300x270.jpg" width="300" height="270" />Dopo le ultime incisioni per la stessa casa discografica <b>Roberto Ottaviano</b> cambia formazione a testimoniare della sua voglia di ricerca. La curiosità del sassofonista soprano risulta ovviamente gradita anche agli ascoltatori, perché ogni volta sa condurli in territori sonori nuovi e stimolanti. Dopo le esperienze con gli archi ed il disco dedicato a Steve Lacy ora lascia da parte la sezione ritmica e si presenta con un quartetto di soli fiati in cui c&#8217;è ancora il fido trombonista <a href="http://www.glennferris.com/biography_151.htm">Glenn Ferris</a>, presente anche sulla precedente incisione. A completare l&#8217;insolita band <a href="http://www.michel-godard.fr/">Michel Godard</a> alla tuba ed al serpente ed al basso elettrico e <a href="http://gianluigitrovesi.com/">Gianluigi Trovesi</a> al clarinetto alto. La musica è stata ottimamente registrata presso Artesuono di Stefano Amerio, e ciò la rende coninvolgente e viva, un altro aspetto da sottolineare. Ottaviano lascia spazio ai suoi comprimari, non mancano i momenti in cui la parte improvvisata prende il sopravvento e gli assoli dei musicisti assumono caratteristiche note, ma ovviamente anche le composizioni, scritte per lo più dal leader, hanno un ruolo ben preciso. Si fa sedurre da <i>Hicaz Mandira</i> di Abd Al-Aziz, un brano molto suggestivo in cui i solisti si prendono il loro spazio ed in cui il trombone e la tuba fanno da ritmica. Le fonti di ispirazione per Ottaviano sono infinite, ad esempio presenta due brani, <i>Schooldays</i> e <i>Aspirations</i> (in cui si ascolta il basso elettrico di Godard mentre Glenn Ferris va in assolo) che provengono dai Gentle Giant, nota band di rock progressivo britannico degli anni &#8217;70, bello l´accenno a Lacy sul primo brano con il suo sax soprano, a ricordare l&#8217;omonimo album di Steve e Roswell Rudd. Fra le composizioni di Ottaviano si fa preferire <i>A Natural Hero</i>, bel tema e grande assolo del leader. Più astratto <i>Temptations</i> e molto bello <i>Antidotum</i> introdotto da Glenn Ferris con il suo bel suono allo strumento, da lui padroneggiato con eleganza e precisione. A seguire gli altri musicisti in un&#8217;esecuzione che segue vie proprie, al di là del consueto, in cui gli strumenti bassi svolgono la funzione ritmica con fantasia. La chiesa fantasma di <i>Ghost Church</i> chiude in bellezza, atmosfere oniriche, lente, nebbiose, suoni che si espandono nell&#8217;atmosfera avvolgendo il tutto.</p>
<p>Gran bell´album, fuori dal consueto, come spesso ci ha abituato il sassofonista pugliese.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=50856668020151212082155">Dodicilune Records<br />
</a>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Astrolabio<br />
02. Hicaz Mandira<br />
03. Schooldays (extract)<br />
04. A Natural hero<br />
05. Meu Sidi Hero<br />
06. Antonious Block<br />
07. Aspirations (extract)<br />
08. Temptations<br />
09. Antidotum<br />
10. Ghost Churc</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=24871</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roberto Ottaviano &#8211; Forgotten Matches. The World of Steve Lacy</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=21602</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=21602#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 23:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=21602</guid>
		<description><![CDATA[Nel decennale della scomparsa del grande sassofonista soprano Steve Lacy la Dodicilune pubblica un doppio album piuttosto ambizioso di uno dei musicista di punta del jazz italiano: Roberto Ottaviano. Anche lui è qui protagonista al sax soprano con due formazioni, la prima è un quartetto senza strumento armonico, ad accompagnarlo è Glenn Ferris al trombone &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21602">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21602' addthis:title='Roberto Ottaviano &#8211; Forgotten Matches. The World of Steve Lacy '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-22281" alt="180" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/02/180-300x270.jpg" width="300" height="270" />Nel decennale della scomparsa del grande sassofonista soprano Steve Lacy la Dodicilune pubblica un doppio album piuttosto ambizioso di uno dei musicista di punta del jazz italiano: <a href="https://myspace.com/robertoottaviano"><strong>Roberto Ottaviano</strong></a>. Anche lui è qui protagonista al sax soprano con due formazioni, la prima è un quartetto senza strumento armonico, ad accompagnarlo è <strong><a href="http://www.glennferris.com//">Glenn Ferris </a></strong>al trombone mentre la ritmica è formata da <strong><a href="http://www.giovannimaier.it/giovannimaier/Giovanni_Maier.html//">Giovanni Maier</a> </strong>al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria. Nell´altro disco c´è invece il pianista inglese <strong><a href="http://www.alexanderhawkinsmusic.com/">Alexander Hawkins</a></strong> a formare un duo emozionante. Ottaviano, che già aveva inciso un disco di standards in duo insieme a Mal Waldron è qui in un´altra dimensione, alle prese con la musica di Lacy reinterpretata in modo passionale, così come il maestro amava fare, confrontandosi con tutto il possibile intorno a lui, dallo storico quintetto ai protagonisti dell´avanguardia radicale europea alla musica di Monk, ai duo che hanno segnato un´epoca insieme a Mal Waldron. Proprio del grande pianista afroamericano, in mezzo a tante composizioni di Lacy è <i>The Seagulls of Kristiansund</i>, uno dei momenti più belli dell´album, fra l´altro splendidamente registrato presso gli studi di Stefano Amerio a Cavalicchio. A seguire un momento in solo di Ottaviano, <i>Wickets</i>, altra grande composizione di Lacy, fra l´altro uno dei grandi interpreti di questo tipo di esibizioni. Il pianista inglese è uno in grado di inventare sempre qualcosa, sia che siano brani già noti oppure delle composizioni di Ottaviano, soltanto tre nel corso di questo secondo disco, fra cui la bella <i>Una specie di roba mista Poly Free Independent</i>. Sono due musicisti fatti l´uno per l´altro, una relazione simbiotica con un pianista che poco ha a che fare con la musica di Waldron o di Monk ma che paradossalmente ha molto da dire proprio su questo difficile progetto. Una scelta perfetta da parte di Ottaviano. Sul primo disco ci sono soltatnto composizioni di Lacy, tranne l´ultima <i>That s For JJ Dedicated to the late Jean Jacques Avenel</i> del leader dedicata al contrabbassista francese Jean Jacques Avenel, a lungo nei gruppi di Lacy. Si apre con un assolo dell´ospite Glenn Ferris, uno dei grandi trombonisti contemporanei, su <i>Trickles</i> perfettamente a suo agio con questo tipo di musica. È un brano che apriva l´omonimo disco di Lacy del 1976 per la Black Saint, allora insieme a Roswell Rudd al trombone, la ritmica era quella di Kent Carter e Beaver Harris. Una performance, quella del gruppo contemporaneo, semplicemente grandiosa che non teme alcun confronto. Le altre composizioni di Lacy che seguono sono tratti da album famosi, <i>Songs</i> ad esempio, come <i> Gay Paree Bop</i>. Il quartetto insieme a Ferris ha il pregio di non fare cadere mai la tensione nella musica, sessantacinque minuti di un disco in cui non c´è una nota sola al posto sbagliato. Dopo la riuscita prova con il quartetto d´archi di <i><b>Arcthetics &#8211; Soffio Primitivo</b></i> Ottaviano consegna un altro disco di assoluto livello che lo pone fra i migliori rappresentanti del suo strumento in Europa.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>CD 1<br />
01. Trickles<br />
02. Gay Paree Bop<br />
03. The Rent<br />
04. Blues For Aida<br />
05. Cette Fois<br />
06. Herbe De LHoubli<br />
07. Clichès<br />
08. We Dont<br />
09. The Crust<br />
10. Utah<br />
11. Bookioni<br />
12. That s For JJ Dedicated to the late Jean Jacques Avenel</p>
<p>CD 2<br />
01. Flakes<br />
02. What It Is<br />
03. A.H.<br />
04. Hemline<br />
05. Angels Friends Neighbours<br />
06. The Seagulls of Kristiansund<br />
07. Wickets<br />
08. Una specie di roba mista Poly Free Independent<br />
09. Agenda<br />
10. Orange Grove<br />
11. That s for Gilles Dedicated to the late Gilles Laheurte</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=21602</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roberto Ottaviano &#8211; Arcthetics &#8211; Soffio Primitivo</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=16871</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=16871#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2013 14:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Parrini]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni maier]]></category>
		<category><![CDATA[paolo botti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Dani]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Maiore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=16871</guid>
		<description><![CDATA[Roberto Ottaviano non è certo fra i musicisti più prolifici cosí che preferisce incidere quando ha veramente qualcosa da dire. Chi ricorda lo stupendo duo insieme a Mal Waldron, in cui al sax soprano fa gli standards più famosi come se fossero un patrimonio culturale e genetico? Questa volta la musica è di tutt´altra specie: &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=16871">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=16871' addthis:title='Roberto Ottaviano &#8211; Arcthetics &#8211; Soffio Primitivo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-16876" title="146" alt="" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/12/1461-300x270.jpg" width="300" height="270" /><a href="https://myspace.com/robertoottaviano"><strong>Roberto Ottaviano</strong></a> non è certo fra i musicisti più prolifici cosí che preferisce incidere quando ha veramente qualcosa da dire. Chi ricorda lo stupendo duo insieme a Mal Waldron, in cui al sax soprano fa gli standards più famosi come se fossero un patrimonio culturale e genetico? Questa volta la musica è di tutt´altra specie: ad accompagnarlo è un quartetto d´archi insieme alle percussioni di <a href="http://www.robertodani.com/"><strong>Roberto Dani</strong></a>. Rimane però, al sax soprano, quella sua capacità di esprimere qualcosa di personale che è nella musica, al di là del fatto che siano standard o qualcosa più legata, come tipo di strumentazione, alla musica occidentale. L´uso degli archi non lo limita in alcun modo e così anche l´Africa ha un suo spazio, quando su <em>Era notte al sud</em> il talking drums di Dani ispira gli archi suonati in parte in pizzicato ed il sax va per una via eterodossa, tutta sua. Il brano si chiude con il vociferare degli archi, questa volta suonati con l´archetto, a dire la loro in modo prepotente. Ed ancora <em>Zone di guerra</em> è un altro momento prezioso dell´album, qui il continuo intervento del violino di <a href="https://myspace.com/emanueleparrini"><strong>Emanuele Parrini</strong></a> dà una voce acida al tutto, altrove è <a href="https://myspace.com/salvatoremaiore"><strong>Salvatore Maiore</strong></a> che con il suo intervento scopre il blues. Un brano complesso, così come il lungo <em>Sospeso tra due solitudini estreme</em>, in cui gli sviluppi della trama danno modo a tutti di esprimersi nel modo più congeniale. Scrittura e improvvisazione vanno di pari passo a volte scoprendo pure melodie più accessibili, come quelle del <em>Il confinato</em>, ma sempre interpretate da un sassofono idiosincratico alle categorizzazioni. A completare il gruppo c´é il contrabbasso di <a href="http://www.giovannimaier.it/giovannimaier/Giovanni_Maier.html"><strong>Giovanni Maier</strong></a>, che si occupa di dare corpo alle voce degli altri strumenti ad arco, più che a costituire una vera sezione ritmica con la batteria, e la viola di <a href="https://myspace.com/bottipaolo"><strong>Paolo Botti</strong></a>. L´ultimo brano è dalla tradizione albanese, qui il basso di Maier ha un ruolo preponderante, il sassofono con la sua melodia balcanica arriva dopo un paio di minuti. Un brano dall´incedere orientaleggiante che passa le frontiera costituita dal mare e costruisce un ponte verso la sponda opposta del Salento. Gran disco, un esempio di assoluto livello sull´uso degli archi nella musica jazz, da mettere fra le migliori produzioni dell´anno.</p>
<p>Label: <a href="&lt;a href="><strong>Dodicilune</strong></a></p>
<p>Anno 2013</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Il pane degli addii<br />
02. Crosta bizantina<br />
03. Era notte a sud<br />
04. Sospeso tra due solitudini estreme<br />
05. Il confinato<br />
06. Zone di guerra<br />
07. Lule t’bukura ka Tirana</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=16871</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elisabetta Guido &#8211; Let Your Voice Dance</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=16448</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=16448#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 09:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Guido]]></category>
		<category><![CDATA[javier girotto]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Nisi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bardoscia]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Campobasso]]></category>
		<category><![CDATA[Mriko Signorile]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaelle Casaran]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=16448</guid>
		<description><![CDATA[La cantante salentina Elisabetta Guido si è messa a capo di un progetto molto particolare con il fior fiore dei musicisti italiani, una specie di all stars a geometria variabile che di volta in volta dà il suo forte contributo nell&#8217;esecuzione dei brani magistralmente arrangiati dal chitarrista Mauro Campobasso. La sua voce non è soltanto quella di una cantante accompagnata &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=16448">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=16448' addthis:title='Elisabetta Guido &#8211; Let Your Voice Dance '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-16451" title="147" alt="" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/11/147-300x274.jpg" width="300" height="274" />La cantante salentina <a href="http://www.elisabettaguido.it/"><strong>Elisabetta Guido</strong></a> si è messa a capo di un progetto molto particolare con il fior fiore dei musicisti italiani, una specie di all stars a geometria variabile che di volta in volta dà il suo forte contributo nell&#8217;esecuzione dei brani magistralmente arrangiati dal chitarrista <a href="http://www.maurocampobasso.com/Mauro_Campobasso_web_site/Home.html"><strong>Mauro Campobasso</strong></a>. La sua voce non è soltanto quella di una cantante accompagnata da un ritmica. Ha scelto di utilizzarla come uno strumento, con degli assoli che ben si inseriscono nel contesto, guidando il gruppo da lontano. Un esempio è il brano che dà il titolo al disco, eseguito in quartetto insieme al maestoso sax soprano di Roberto Ottaviano, la chitarra di Campobasso e il contrabbasso di <a href="www.marcobardoscia.com"><strong>Marco Bardoscia</strong></a>. Ci sono i versi &#8220;Tell me stories, let your voice dance&#8230;&#8221; ma eseguiti pensando più alla voce come strumento ed al lavoro di insieme con il sax soprano. Ne escono atmosfere sognanti e suggestive. A seguire una sua composizione <em>Sueño</em>, un tango in cui è il pesante sax baritono di <strong><a href="http://www.javiergirotto.com/">Javier Girotto</a> </strong>a introdurre il tema ed a poi prendere uno splendido assolo in cui, come sempre, riesce a fare valere la sua voce personale che esprime tutta la passione che c´è in questo tipo di ritmo. Ancora il tango nell´omonimo brano composto dal giapponese Ryuichi Sakamoto., onnivoro musicista, attore, compositore, attivista antinucleare del mondo globalizzato contemporaneo. I versi qui, recitati da Maurizio D`Anna, sono del famoso poeta spagnolo Federico Garcia Lorca. Questa volta Girotto è al sax soprano, straordinario come sempre. Altri due brani, <em>Fronteras </em>e <em>El Desayuno de los gauchos</em> testimoniano la passione della cantante per le musiche latine. Non mancano i brani cantati in italiano (una bella versione di <em>Equilibrista</em> dell´indimenticato pianista e compositore Alfredo Impullitti) e in inglese, ma su tutto domina la musica, la passione dei musicisti per il progetto, da citare ancora ad esempio gli ospiti <a href="http://www.raffaelecasarano.com/"><strong>Raffaele Casarano</strong></a> ai sax e live electronics, <strong><a href="http://mirkosignorile.com/">Mirko Signorile</a> </strong>al pianoforte ed al Fender Rhodes e il trombettista <strong><a href="http://www.marcotamburini.com/">Marco</a> </strong><a href="http://www.marcotamburini.com/"><strong>Tamburini</strong></a> e l´onnipresente batterista <strong><a href="http://www.marcellonisi.it/Home.html">Marcello</a> </strong><a href="http://www.marcellonisi.it/Home.html"><strong>Nisi</strong></a>. Nel complesso di tratta di un disco ben arrangiato e ben eseguito in cui l´all star di musicisti italiani (ed un italo-argentino) fa onore alla propria fama.</p>
<p>Label: <a href="&lt;a href="><strong>Dodicilune</strong></a></p>
<p>Anno 2013</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Moonlight Party<br />
02. Let Your Voice Dance<br />
03. Sueño<br />
04. Fronteras<br />
05. El Desayuno de los gauchos<br />
06. Night of the Soul<br />
07. Interlude: Nevermind<br />
08. Equilibrista<br />
09. Tango<br />
10. Un&#8217;altalena sopra un prato<br />
11. Epilogue: Chorale and processional</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=16448</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lisa Manosperti &#8211; Where the West Begins: Voicing Ornette Coleman</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=12623</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=12623#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 23:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Domencio Caliri]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni maier]]></category>
		<category><![CDATA[Lisa Manosperti]]></category>
		<category><![CDATA[ornette coleman]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>
		<category><![CDATA[zeno de rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=12623</guid>
		<description><![CDATA[L´Ornette Coleman autore viene ogni tanto omaggiato da musicisti che hanno raccolto il suo messaggio. In un percorso lungo decenni il sassofonista di Forth Worth in Texas ha fatto storia, con il free jazz e con la svolta funk, con la musica sinfonica ed in nuovo quartetto, ma allo stesso tempo ha scritto tante composizioni che sono state spesso apprezzate dai &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=12623">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12623' addthis:title='Lisa Manosperti &#8211; Where the West Begins: Voicing Ornette Coleman '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-12627" title="wherethewestbegins" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/03/wherethewestbegins-300x274.jpg" alt="" width="300" height="274" />L´<strong><a href="http://www.ornettecoleman.com/">Ornette</a> </strong><a href="http://www.ornettecoleman.com/"><strong>Coleman</strong></a> autore viene ogni tanto omaggiato da musicisti che hanno raccolto il suo messaggio. In un percorso lungo decenni il sassofonista di Forth Worth in Texas ha fatto storia, con il free jazz e con la svolta funk, con la musica sinfonica ed in nuovo quartetto, ma allo stesso tempo ha scritto tante composizioni che sono state spesso apprezzate dai colleghi e interpretate, come lui stesso ha indicato in un suo famoso disco, <em><strong>In All  Languages</strong></em>. Ecco allora questa incisione della cantante <strong><a href="http://www.myspace.com/lisamanosperti/photos/6764146">Lisa</a> </strong><a href="http://www.myspace.com/lisamanosperti/photos/6764146"><strong>Manosperti</strong></a>, che ha aggiunto propri testi alle melodie, e di un gruppo italiano che ha raccolto il messaggio che viene da lontano insieme alla sfida di farne qualcosa di interessante. Le geometrie variabili del gruppo arricchiscono di sfumature speciali le composizioni scelte, ad esempio il sax soprano lacyano di <strong><a href="http://www.myspace.com/robertoottaviano">Roberto</a> </strong><a href="http://www.myspace.com/robertoottaviano"><strong>Ottaviano</strong></a>, che sfugge così al confronto con il grande collega. Stupendo il trio di <em>The Blessing</em> insieme al batterista <strong><a href="http://www.myspace.com/zenoderossi">Zeno De</a> </strong><a href="http://www.myspace.com/zenoderossi"><strong>Rossi</strong></a>. Oppure il duo di <em>Jayne</em> insieme alla sola chitarra, molto frantumata e poco bluesy, di <strong><a href="http://www.myspace.com/domenicocaliri/photos/2175270">Domenico</a> </strong><a href="http://www.myspace.com/domenicocaliri/photos/2175270"><strong>Caliri</strong></a>. Su <em>Feet Music</em> c´è il quintetto al completo, insieme al contrabbassista <strong><a href="http://www.giovannimaier.it/giovannimaier/Biografia.html">Giovanni</a> </strong><a href="http://www.giovannimaier.it/giovannimaier/Biografia.html"><strong>Maier</strong></a>, ed è uno dei momenti migliori dell´album, un omaggio alla musica di Ornette ed uno a questo gruppo, che come pochi ha capito realmente le possibilità insite in quelle composizioni. A seguire il duo di Roberto Ottaviano al sax tenore, così pensoso, e la cantante su <em>Lorraine</em>, e poi a chiudere un brano piuttosto conosciuto, <em>Lonely Woman</em>, interpretato inventando percussioni africane e momenti alla Steve Lacy insieme ad una voce possente. Lisa Manosperti è riuscita in un impresa su cui era facile naufragare, sfornando un disco di gran pregio basato su delle idee di tutto rispetto, non solo sulla bontà dei solisti. È un omaggio alla musica di Ornette che resta.</p>
<p>Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodici Lune</strong></a></p>
<p>Year: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Round Trip<br />
02. Turnaround<br />
03. Fou amour<br />
04. Jayne<br />
05. Latin Genetics<br />
06. Kathelin Gray<br />
07. The Blessing<br />
08. Feet Music<br />
09. Lorraine<br />
10. Lonely Woman</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=12623</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beat Onto Jazz Festival</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=8625</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=8625#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 16:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[andrea gargiulo]]></category>
		<category><![CDATA[antonio ciacca quartet]]></category>
		<category><![CDATA[art farmer]]></category>
		<category><![CDATA[beat onto jazz festival]]></category>
		<category><![CDATA[benny golson]]></category>
		<category><![CDATA[bob mintzer]]></category>
		<category><![CDATA[david murray]]></category>
		<category><![CDATA[eddie daniels]]></category>
		<category><![CDATA[gary burton]]></category>
		<category><![CDATA[irio de paula]]></category>
		<category><![CDATA[jazz moments]]></category>
		<category><![CDATA[johnny griffin]]></category>
		<category><![CDATA[joy garrison]]></category>
		<category><![CDATA[marco pacassoni]]></category>
		<category><![CDATA[mark murphy]]></category>
		<category><![CDATA[p-funking band]]></category>
		<category><![CDATA[randy brecker]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>
		<category><![CDATA[sleep forever]]></category>
		<category><![CDATA[steve grossman]]></category>
		<category><![CDATA[steve lacy]]></category>
		<category><![CDATA[tony scott]]></category>
		<category><![CDATA[wynton marsalis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=8625</guid>
		<description><![CDATA[Ricca, nuova e fresca di novità la XII Edizione del Beat Onto Jazz Festival, sempre sotto la scrupolosa e competente direzione artistica di Emanuele Dimundo che presiede e coordina l’Associazione InJazz, ente a cui è deputata l’organizzazione del festival. La kermesse che, anno dopo anno, si è guadagnata un posto di rilievo nella scena internazionale, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=8625">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=8625' addthis:title='Beat Onto Jazz Festival '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_8626" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-8626" title="Igor" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/07/Igor-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /><p class="wp-caption-text">Igor Palmieri</p></div>
<p>Ricca, nuova e fresca di novità la XII Edizione del <a href="http://www.beatontojazz.com"><strong>Beat Onto Jazz Festival</strong></a>, sempre sotto la scrupolosa e competente direzione artistica di Emanuele Dimundo che presiede e coordina l’Associazione InJazz, ente a cui è deputata l’organizzazione del festival.<br />
La kermesse che, anno dopo anno, si è guadagnata un posto di rilievo nella scena internazionale, attestandosi tra i più importanti festival della Penisola, si terrà nel centro storico di Bitonto, in particolare in Piazza Cattedrale nei giorni dal primo al 4 agosto e, nonostante le sempre crescenti difficoltà economiche, mantiene l’assoluta gratuità, aspetto sempre più raro di questi tempi.<br />
Mercoledì 1 agosto (ore 21,30) l’apertura sarà di marca pugliese con <strong>Jazz Moments</strong>, l’ensemble capitanato dal trombettista Mino Lacirignola e con Patti Lomuscio (voce), Pino Picherri (sax, clarinetto), Renzo Bagorda (banjo) e Muzio Petrella (contrabbasso). Un quintetto che si caratterizza per il saper mescolare la migliore tradizione jazzistica con le sonorità afroamericane più moderne, passando per le colonne sonore, lo swing italiano degli anni Quaranta e i musical. A seguire (ore 22.30) la tradizionale jam session, brand del Beat Onto Jazz Festival, condotta dal <strong>M° Andrea Gargiulo</strong>. Gargiulo, d’origini napoletane, è docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e ha preso parte a prestigiosi progetti ed ha inciso per diverse case discografiche. Ha collaborato con musicisti del calibro di <strong>Randy Brecker</strong>, <strong>Tony Scott</strong>,<strong> Eddie Daniels</strong>, <strong>Joy Garrison</strong>, <strong>Irio de Paula</strong>, <strong>Roberto Ottaviano</strong>.<br />
Il doppio set – due concerti per ogni serata – è un aspetto che contraddistingue il festival bitontino. Così, giovedì 2 agosto, in prima battuta (ore 21.30), il palcoscenico a cielo aperto ospiterà uno tra i più interessanti progetti discografici del 2012: <strong><em>Finally…</em></strong> di <strong>Marco Pacassoni</strong> (edizioni Groove Master). Il giovane vibrafonista marchigiano (classe 1981), ma con un solido bagaglio d’esperienza alle spalle e specializzatosi al Berklee College con <strong>Gary Burton</strong>,  presenterà il suo disco d’esordio da leader affiancato da Enzo Bocciero (pianoforte e tastiere), Giacomo Dominici (contrabbasso), Filippo Lattanzi (batteria) e una guest d’eccezione: il trombettista cubano Amik Guerra.<br />
Il secondo set (ore 22.30) vedrà in scena uno straordinario collettivo nato a Umbria Jazz: la <strong>P-Funking Band</strong> che approderà in piazza Cattedrale dopo aver invaso le strade di Bitonto a partire dal tardo pomeriggio (ore 19). La P-Funking Band nasce a Perugia dalla passione comune di un gruppo di giovani musicisti di estrazione artistica diversa, che hanno deciso di dare vita ad una marching band che unisce nelle sue performance musica e movimento: una miscela esplosiva di funk, disco music, jazz, rhythm’n’blues e soul rivisitata in chiave marching, a cui si sommano le coreografie a cui partecipa tutta la band.<br />
Venerdì 3 agosto (ore 21.30) la prima parte della serata sarà ancora dedicata alla Puglia con l’inedito progetto del pianista <strong>Pippo Fumaroli</strong>: <strong><em>Sound Circle</em></strong>. Un percorso che va dalla musica bop al free, passando per la musica contemporanea. Oltre ad affrontare standard il quartetto proporrà brani originali firmati dallo stesso Fumaroli. Al fianco di Fumaroli ci saranno: Mike Rubini (sax), Giorgio Vendola (contrabbasso), Gianlivio Liberti (batteria). Il secondo set vedrà in scena quattro grandissimi musicisti: <strong>Antonio Ciacca Quartet</strong> e, nella fattispecie, con Ciacca ci saranno Jerry Bergonzi (sax), Steve Kirby (contrabbasso), Greg Hutchinson (batteria). Un quartetto da parterre de roi che unisce la migliore tradizione mainstream d’oltreoceano con sonorità avventurose e moderne, coese con gli stilemi melodici italiani. Antonio Ciacca è un cittadino del mondo: nato in Germania da genitori pugliesi, vive a New York dove, tra l’altro, insegna Music Business nella prestigiosa Julliard School. Ha collaborato &#8211; e collabora &#8211; stabilmente con i big del jazz, come: <strong>Benny Golson</strong>, <strong>Johnny Griffin</strong>, <strong>Steve Grossman</strong>, <strong>David Murray</strong>, <strong>Bob Mintzer</strong>, <strong>Wynton Marsalis</strong>, <strong>Art Farmer</strong>, <strong>Steve Lacy</strong>, <strong>Lee Konitz</strong>, <strong>Mark Murphy</strong>.<br />
Chiusura in grande stile, sabato 4 agosto (ore 22) quando le architetture romaniche di Piazza Cattedrale accoglieranno inizialmente l’<strong>Igor Palmieri Quintet</strong>. Un organico che si ispira alle storiche formazioni della tradizione del jazz colto e raffinato che si sono sviluppate verso la metà del Novecento e affronta l’universo del cool jazz con raffinata eleganza e sensibilità, sempre con una cifra autoriale ben marcata. Igor Palmieri, sassofonista mantovano ma residente a Lucca, padroneggia lo strumento liberando un suono caldo e avvolgente, sarà accompagnato da quattro eccellenti sodali: Fulvio Chiara (tromba), Daniele Gorgone (pianoforte), Luciano Milanese (contrabbasso) e Vittorio Sicbaldi (batteria). Alle 22.30 la scena sarà tutta per una vera e propria leggenda vivente della chitarra gipsy:<strong> Lollo Meier</strong>. Il chitarrista manouche olandese ha come obiettivo quello di portare avanti la musica di Django. E lo fa con passione e con una tecnica strabiliante: un fraseggio personale, estremamente virtuosistico e trascendentale. Così, sul palco del Beat Onto JF, si materializzeranno le note senza tempo dei capolavori della musica zingara.<br />
Eventi collaterali: nei quattro giorni del festival apertura straordinaria, in notturna, di musei e chiese storiche di Bitonto. Dalle 19 alle 22.30 saranno a disposizione delle guide turistiche gratuite per la visita dei monumenti, servizio a cura della Ulixes in collaborazione con i volontari del Servizio Civile Nazionale. Inoltre, si terrà il tradizionale Bacco nelle note, sempre a cura della cooperativa Ulixes, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Puglia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=8625</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
