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	<title>musicZoom &#187; post hardcore &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Gazebo Penguins/Johnny Mox &#8211; Santa Massenza</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 13:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19691' addthis:title='Gazebo Penguins/Johnny Mox &#8211; Santa Massenza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-19692" alt="unnamed" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/06/unnamed-300x300.jpg" width="300" height="300" />a cura di<strong> Editta Paolini</strong></p>
<p>Dalla collaborazione tra i<strong> Gazebo Penguins </strong>e<strong> Johnny Mox</strong>, nasce <strong><em>Santa Massenza</em></strong>. Un lavoro costituito da tre sezioni: un lato A, in cui troviamo due brani dei Gazebo, un lato B, con i tre brani di Johnny Mox e, infine, una parte letteraria, contenente due racconti. I brani sono stati registrati in quattro giorni all‘Igloo Audio Factory di Correggio da Andrea Sologni, a un anno esatto da <strong><em>Raudo</em> </strong>dei Gazebo Penguins e a due anni da <strong><em>We=trouble</em></strong>, ultimo disco di Johnny Mox che gli è valso un tour europeo e uno americano.<br />
Grazie a questo split si uniscono realtà territoriali e musicali diverse ma affini: l&#8217;Emilia dei Pinguini giunge a sfiorare il Trentino Alto-Adige, terra di Mox, in cui si trova Santa Massenza, un paesino di trecento anime, cinque distillerie e una centrale idroelettrica.Le varie sezioni del lavoro sono collegate tra loro da un sottile filo rosso, questo filo si chiama “fine”. In <em>Riposa in piedi</em> si dice, infatti, “Dovrei usarla ma non riesco mai la parola fine”. A far da contorno a questa frase è il consueto stile Post Hard-core che contraddistingue il gruppo di Correggio e che libera chi canta e chi ascolta da una rabbia infinita, la rabbia di chi ha visto la fine irrevocabile di qualcosa che amava. L&#8217;assurdità della morte e l&#8217;impossibilità da parte dell&#8217;uomo di trovarne spiegazione è anche il tema centrale dei racconti. Entrambi scritti in uno stile fluido e coinvolgente. Santa Massenza, scritto da Johnny, oscilla tra l&#8217;assurdo e lo splatter, quasi come fosse un racconto di Ammaniti. Si resta scioccati quando si scopre che esso prende spunto da una storia vera. Il racconto di Gabriele Malavasi, alias Capra, invece, è più intimo: una perla racchiusa in una conchiglia difficile da aprire, perché incrostata dal dolore per la perdita del fratello.<br />
Anche musicalmente si tratta di un progetto coraggioso, che mischia testi riflessivi all&#8217;aggressività rock, lasciando spazio a quella che è stata definita “ruggine noise”, in riferimento al modo di cantare e di comporre di Mox. L&#8217;intero progetto tenta, grazie al connubio tra letteratura e musica, di spiegare l&#8217;inspiegabile, di dare vita a ciò che di vita non ne ha più; tutto ciò tramite la narrazione. Perché la musica è vita e la scrittura e memoria.</p>
<p>LabeL: To Lose La Track – Woodworm Label<br />
Anno: 2014<br />
Genere: post hardcore</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>Lato A</p>
<p>1) Aspetteremo<br />
2) Riposa in piedi</p>
<p>Lato B</p>
<p>3) Hollow Prayers<br />
4) Oh Reverend</p>
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