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		<title>John Talabot &#8211; DJ KICKS</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 16:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=16526' addthis:title='John Talabot &#8211; DJ KICKS '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-16539" title="1209306_10151841203956670_32590715_n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/11/1209306_10151841203956670_32590715_n-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Lo bramavo fin da quando ne ho avuto notizia, e finalmente ho il piacere di poterlo ascoltare e recensire: si impreziosisce il ventaglio di partecipazioni per le compilation <em><strong>DJ-KICKS</strong></em>, e questa volta tocca a <strong>John Talabot</strong>, lo spagnolissimo produttore che l&#8217;anno scorso con il suo album <em><strong>ƒIN</strong></em> si è piazzato sull&#8217;olimpo dei grandi nomi dell&#8217;elettronica contemporanea, un&#8217;elettronica fine, ricercata, gustosa, un&#8217;elettronica con spunti di freschezza in un panorama dove tutto risulta un po&#8217; puzzolente di naftalina. Nutro quindi grandi aspettative da questo ennesimo capitolo della saga che, non nascondo, difficilmente ne ha sbagliata una (nel passato recente hanno partecipato <strong>Maceo Plex</strong> e <strong>Hercules &amp; Love Affair</strong> ma per aver visione dell&#8217;eterogeneità si consiglia di visitare il <a href="http://www.dj-kicks.com/">sito</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi butto a capofitto sull&#8217;ascolto, e mi si apre una prospettiva sonora lenta, oscura, che mi ricorda un&#8217;altra compilation che personalmente ritengo fondamentale, ossia <em><strong>&#8220;At The Controls&#8221;</strong></em> di <strong>James Holden</strong>: con i primi brani si setta già quindi un&#8217;atmosfera ben definita che accresce la mia curiosità sulla lunga distanza, in quanto voglio proprio ascoltare dove ci porterà. Di sicuro già da subito traspare una sapiente ricerca musicale, frutto di una conoscenza spropositata, che è forse il comune denominatore dei compilatori delle DJ-KICKS; un susseguirsi di incastri che rasenta la perfezione, non necessariamente tecnica ma soprattutto stilistica, al fine di creare una sorta di viaggio sonoro (che è poi l&#8217;essenza del mestiere del dj). Si passa da una morbida techno iniziale, ad un approccio tribale con <em>Hetrotopia</em> di <strong>Michael Ozone</strong> nel remix di <strong>Young Marco</strong> che si evolve fino ad arrivare all&#8217;estratto creato da Talabot proprio per la compilation, ovvero <em>Without You</em>, vero e proprio capolavoro, poesia in chiave contemporanea e preghiera recitata da voce sottile che ricorda un pò la precedente <em>Last Land</em> su ƒIN. Segue a questo momento di intimità un&#8217;apertura sorridente, una distensione fatta da pochi suoni ma sistemati in maniera più melodica: sono le tracce di <strong>Axel Boman</strong>, <strong>Joe Claussell</strong> e <strong>Moodyman</strong> che remixa <strong>Mara TK</strong>, tutte istituzioni rappresentanti approcci particolari alla musica ma universalmente riconosciuti. Siamo circa a metà compilation e il mood è tendenzialmente più rilassato, ma non meno raccolto, il tutto è ancora permeato da una sorta di tribalità che rappresenta l&#8217;impronta, la linea guida che Talabot vuole mantenere affiancando un disco dopo l&#8217;altro miscelando sapientemente le parti necessarie dei brani, come se fossero davvero ingredienti per una pozione rigeneratrice. Talabot come sciamano di una danza e di un ascolto meditativo, che procede verso direzioni sicure, che lascia nel fruitore una sensazione di benessere interiore, di propositività con un pizzico di meditazione: è un&#8217;esperienza consigliata nell&#8217;individuale ma possibile anche in gruppo come unione di tante individualità. Sto forse esagerando? Sembro lobotomizzato? Sembra forse che sia preda di visioni mistiche frutto di una coadiuvazione di sostanze stupefacenti? Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) non è così, le mie non son parole al vento (anche qua dipende dai punti di vista), ma è la reale descrizione delle sensazioni che mi suscita questo DJ-KICKS. Una vera rivalutazione della figura del dj come intermediario di un messaggio che va a stimolare punti intimi dell&#8217;ascoltatore, un messaggio che è veicolato attraverso la musica fatta da altri, un calderone di dischi altrui che è necessario conoscere bene per saperli mescolare al punto di ottenere l&#8217;effetto voluto. Ne scaturisce insomma un balsamo musicale dove tutti gli ingredienti sono di ottima qualità, minuziosamente ricercati dallo stregone nella marea musicale che pervade il mercato attuale (spesso permeato da parecchio inquinamento sonoro), sapientemente miscelati al fine di creare un elemento unico perfettamente amalgamato dall&#8217;inizio alla fine: in principio ti rapisce con ritmi morbidi e suoni caldi, fino a rapirti in quella sua dimensione tribale e vorticosa dove ti abbandoni, per poi ricullarti sul finire nel quotidiano e nel terreno, grazie ad espedienti più acidi come i <strong>Motor City Drum Ensemble</strong> e ritmi più contemporanei come quelli creati proprio dal nostro Talabot in sinergia con il già citato Axel Boman per il progetto <strong>Talaboman</strong> e la loro <em>Sideral</em>, quasi a chiudere il mixato solo prima dell&#8217;etereo congedo di <strong>Pional</strong> con <em>It&#8217;s All Over</em>.<br />
Semplicemente da rimanere a bocca aperta, una di quelle compilation che vale la pena possedere, ed ascoltare e riascoltare fino a consumarla, uno di quegli insiemi di canzoni altrui che costruiscono nel loro complesso un elemento unico con una vita a sè; ed il merito è di un grande compilatore, di un giovane ma già espertissimo conoscitore musicale, di un incredibile incantatore che riesce ad immolare questo mixato quasi come vero e proprio oggetto sacro, un infuso sonoro che estrania l&#8217;ascoltatore e lo solleva in una dimensione diversa. So che queste parole vi sembreranno esagerate e frutto di un uso smodato di cannabinoidi, ma vi giuro che in realtà sono in astinenza da un po&#8217;, e se continua così, il mio nuovo vizio può diventare l&#8217;ascolto smodato di questa compilation, e Talabot è il mio pusher.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anno: 2013<br />
Etichetta: !K7 records</p>
<p>Tracklist:<br />
01. North Lake &#8211; Journey To The Center Of The Sun<br />
02. Pye Corner Audio &#8211; Underneath The Dancefloor<br />
03. Maps &#8211; I Heard Them Say (Andy Stott Remix)<br />
04. Pye Corner Audio &#8211; Zero Centre<br />
05. Michael Ozone &#8211; Hetrotopia (Young Marco Remix)<br />
06. Madteo &#8211; We Doubt (You Can Make It)<br />
07. Harmonious Thelonious &#8211; The Grasshopper Was The Witness (Elmore Judd &amp; Rowan Park Remix)<br />
08. Tempel Rytmik &#8211; Anagrama<br />
09. John Talabot &#8211; Without You (DJ-Kicks)<br />
10. Axel Boman &#8211; Klinsmann<br />
11. Joaquin Joe Claussell presents Residue Part One &#8211; Eno (Melodic Dub)<br />
12. Bostro Pesopeo &amp; Pional &#8211; Bonus Beats<br />
13. Mara TK &#8211; Run (Moodymann Remix)<br />
14. Alex Burkat &#8211; Shower Scene<br />
15. Mistakes are Okay &#8211; Night Watcher<br />
16. Unknown &#8211; #001<br />
17. Round &#8211; Glass<br />
18. Max Mohr &#8211; Old Song<br />
19. Samo DJ &#8211; Tai Po Kau<br />
20. Motor City Drum Ensemble &#8211; Escape To Nowhere<br />
21. Paradise&#8217;s Deep Groove &#8211; Innermind<br />
22. Abby &#8211; Streets (Wraetlic Remix)<br />
23. DJ Jus-Ed &#8211; Turn Of The Century<br />
24. Genius of Time &#8211; Juno Jam<br />
25. Kron &#8211; Silikron (Jürgen Paape Remix)<br />
26. Talaboman &#8211; Sideral<br />
27. Pional &#8211; It&#8217;s All Over (Locked Groove Rendition)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuovi artisti confermati al Primavera Sound 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:40:22 +0000</pubDate>
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La novità di maggior rilievo è l’espansione di Primavera a la Ciutat, che quest’anno aumenterà considerevolmente il suo campo d’azione con un nuovo concetto di base: un evento su grande scala aperto a tutta la popolazione di Barcellona. Il Passeig Lluis Compants nella zona dell’Arc del Triomf di Barcellona sarà sede di due giorni di concerti per le giornate inaugurali e di chiusura del festival, rispettivamente il 30 maggio e il 2 giugno. Diversi artisti spagnoli e internazionali si esibiranno su questo luogo emblematico e ricco di storia, tra questi il compositore e multistrumentista <strong>Yann Tiersen</strong>, il californiano residente a Berlino <strong>Jeremy Jay</strong>, la band britannica <strong>Saint Etienne</strong> che presenterà il suo primo disco in studio degli ultimi sette anni, e i <strong>Wedding Present</strong> che suoneranno per intero il loro album <em><strong>Seamonsters</strong></em>. Oltre agli spettacoli presso l’Arc Del Triomf, Primavera a la Ciutat offrirà anche altre attività, come Primavera al Parc, Primavera als Clubs e Primavera a Viva Veu. L’arrivo della mostra itinerante di manifesti concertistici Flatstock sarà un’altra delle novità della prossima edizione del festival. Questa proposta insolita, che si potrà trovare nell’area del Parc del Forum nei giorni del festival, è dedicata alle opere di 30 artisti e sarà la più grande esibizione di questo genere a visitare l’Europa. Il pubblico del festival avrà modo di godere dell’incontro tra la musica e la più underground tra le forme d’arte plastica. La mostra sarà integrata con un’esibizione gratuita nell’ambito del Primavera a la Ciutat, dal 15 maggio al 3 giugno presso il Virreina Centre de la Imatge dove saranno in mostra una selezione di 50 opere scelte da Flatstock e alcuni poster creati da rinomati artisti catalani. Nella campo musicale, dalla lunga lista di conferme pubblicate oggi possiamo evidenziare la presentazione del nuovo disco (un ritorno al pop con la produzione di <strong>Mark Ronson</strong>) del cantante americano <strong>Rufus Wainright</strong>, il ritorno della storica band hardcore svedese dei <strong>Refused</strong>, il post-punk danzereccio di New York dei <strong>Rapture</strong> e i <strong>Kings Of Convenience</strong> di Erlend Oye con il loro folk-pop intimista. Saranno a Barcellona anche altre band che negli ultimi tempi hanno fatto parlare di sé. Il pop dei californiani <strong>Girls</strong>, il nuovo appuntamento col progetto solista di Bradford Cox (<strong>Deerhunter</strong>) sotto il nome di <strong>Atlas Sound</strong>, il crooner britannico <strong>Richard Hawley</strong>, il pop con echi di world-folk dei <strong>Beirut</strong>, il nuovo garage dei <strong>Black Lips</strong>, le voci femminili di <strong>Sharon Van Etten</strong> e <strong>Laura Marling</strong>, il rock all’americana di <strong>The War On Drugs</strong>, il punk-pop ad alto voltaggio di <strong>Wavves</strong>, la psichedelia dei <strong>Thee Oh Sees</strong> e il coinvolgente duo dei <strong>Japandroids</strong>. Gli artisti con una lunga carriera alle spalle e le formazioni che hanno lasciato il segno sulla storia della musica d’oggi hanno sempre avuto un loro posto tra gli ospiti di Primavera Sound, e quest’anno si distingue la presenza dei britannici <strong>The Chameleons</strong>, della mitologica band post-punk<strong> The Pop Group</strong>, dell’ambient di culto dei <strong>Main</strong>, del frontman degli <strong>Swans</strong>, <strong>Michael Gira</strong> e l’esecuzione integrale del disco <strong><em>The Nightmare of J. B. Stanislas</em></strong> di <strong>Nick Garrie</strong> con l’aggiunta di una sezione archi. Va citato anche il progetto <strong>Big Star’s Third</strong>, in cui una band formata appositamente per l’occasione da Jody Stephens (componente originale della band) con Mike Mills (<strong>REM</strong>), Chris Stamey (<strong>The Db’s</strong>), Ken Stringfellow (<strong>Posies</strong>), il rinomato produttore Mitch Easter e Brett Harris affronteranno il terzo album dei <strong>Big Star</strong> insieme a un nutrito elenco di cantanti tra i quali sono ad oggi confermati Norman Blake (<strong>Teenage Fanclub</strong>), Ira Kaplan (<strong>Yo La Tengo</strong>) e Alexis Taylor (<strong>Hot Chip</strong>).<br />
Ogni anno il festival è alimentato da nuove leve, e questa edizione abbonda di nuove proposte come l’inclassificabile <strong>James Ferraro</strong>, i britannici <strong>Girls Names</strong>, il rock’n’roll di <strong>Hannii El Khatib</strong>, la gelidità nordica di <strong>Iceage</strong>, lo shoegaze degli <strong>I  Break Horses</strong>, le dure sonorità dei <strong>Trash Talk</strong>, gli americani <strong>Lower Dens</strong>, il componente dei <strong>Fleet Foxes</strong> <strong>Father John Misty</strong> e la band <strong>Bleached</strong>, formata da ex-componenti dei <strong>Mika Miko</strong>. Visiteranno la dodicesima edizione del festival anche i <strong>Dirty Beaches, </strong>i<strong> Milk Music </strong>e i<strong> Friends</strong>. La sezione di artisti nazionali spagnoli è estesa come ogni anno, e stavolta la band di Granada <strong>Grupo de Expertos Solynieve</strong> presenteranno il loro nuovo disco, <strong>Christina Rosenvinge</strong> ripercorrerà la sua carriera in compagnia della sua band, i <strong>Bigott</strong> da Saragozza porteranno uno dei dischi dell’anno e ci sarà un concerto esclusivo del catalano <strong>Refree</strong>, che includerà brani dalla sua carriera decennale. Suoneranno sul palco del San Miguel Primavera Sound 2012 anche <strong>La Estrella De David, The Right Ons, </strong>il duo<strong> Atleta </strong>e rivelazioni come<strong> Doble Pletina, Beach Beach e Unicornbot</strong>. La rappresentanza elettronica tra gli ospiti del festival è capeggiata dal celebre DJ e produttore <strong>Erol Alkan</strong> e dai live act dei maghi dei bassi e del breakbeat: <strong>Rustie </strong>e<strong> Benga</strong>. Un’altra delle grandi attrattive di quest’edizione è <strong>John Talabot</strong> di Barcellona che suonerà dal vivo il suo album d’esordio, mentre sarà presente anche <strong>Pional</strong> di Madrid, un altro artista che sta spopolando in patria. Gli <strong>Aeroplane</strong>, i <strong>The Field</strong> e un altro grande nome del momento, il britannico <strong>Scuba</strong>, sono alcuni degli spettacoli più ballabili del festival.<br />
Nel 2012 l’organizzazione continua a portare al festival alcune delle proposte più rischiose, tra i quali vedremo la visita di <strong>Lee Ranaldo</strong> (<strong>Sonic Youth</strong>) che presenterà il suo nuovo album solista, l’elettronica sperimentale di <strong>Demdike Stare</strong>, la band statunitense dei <strong>Tall Firs</strong> dalla prestigiosa etichetta Static Peace! e il power trio dei <strong>Shellac</strong>, la band di casa. Poiché il festival non vive di soli pop e rock, nel corso della settimana ci saranno anche concerti di gruppi hip-hop come <strong>Danny Brown </strong>e i<strong> Death Grips</strong>, il desert rock dei <strong>Bombino</strong> e la fusione di suoni africani e centroafricani degli <strong>Afrocubism</strong> in quello che sarà uno dei loro ultimi concerti. Dalla musica indie all&#8217;avanguardia, con attenzione alle migliori proposte elettroniche, il San Miguel Primavera Sound porterà a Barcellona più di un centinaio tra le migliori proposte musicali del momento.</p>
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