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	<title>musicZoom &#187; nirvana &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Maria Magdalena</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 15:02:46 +0000</pubDate>
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<p><strong>Manuel Volpe</strong>, nato a Jesi nel 1988, è una persona molto silenziosa e riservata, ma cela al suo interno un talento inequivocabile.  L&#8217;ambiente sonoro che caratterizza i suoi brani è segnato dalle sue passate esperienze, a partire dai suoi nativi siciliani fino ad arrivare agli studi di armonia jazz e musica popolare.  Camaleontico, si “veste” con abiti diversi: quello del sòn cubano, della musica tzigana, dei temi dal sapore mediterraneo, o del notturno “classico” occidentale. Riesce tuttavia a comunicare e comporre con una sensibilità tutta sua, inserendosi nella sua ricerca musicale come parte integrante del tutto. Questi sono i presupposti attraverso i quali è stato concepito <strong><em>Gloom Lies Beside Me as I turn my face towards the light</em></strong>, album di debutto la cui gestazione è durata ben tre anni, segnato da un evidente taglio malinconico e onirico, a tratti magico, in cui la voce, intensa e avvolgente, accompagna l’ascoltatore fin dentro gli angoli più bui dell’autore alla ricerca di una luce con la quale imparare a conoscersi.  Manuel Volpe vuole evocare suggestioni ed immagini nell’ascoltatore come in una sequenza cinematografica in cui il non detto è più assordante di ogni altra parola. L&#8217;esperienza musicale di Manuel Volpe affonda radici profonde nella sua esistenza e lo ha visto ricoprire diversi ruoli, da musicista jazz a agitatore noise fino ad arrivare nella prestigiosa posizione di tecnico del suono presso la Red House Recordings dove ha vissuto e lavorato a contatto con produttori e musicisti del calibro di Steve Albini (<strong>Nirvana, the Stooges</strong>), Rob Ellis (<strong>PJ Harvey, Marianne Faithfull</strong>), Josh Klinghoffer (<strong>Red Hot Chili Peppers</strong>) e Luke Smith (<strong>Depeche Mode</strong>). Clicca <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4NjvC_InfK4&amp;feature=youtu.be" target="_blank">qui</a> per vedere il video di <em>Maria Magdalena</em>. Queste le nuove date:</p>
<p>04/10/13 – Isola Condorito, Cuneo<br />
08/10/13 – Forte Fanfulla, Roma<br />
10/10/13 – Sottoscala 9, Frosinone<br />
11/10/13 – Loop, Perugia<br />
12/10/13 – Pasteggio a Livello, Modena<br />
13/10/13 – Glue Lab, Ancona<br />
21/11/13 – Blah Blah, Torino<br />
22/11/13 – Novecentonove, Castiglione del Lago<br />
14/12/13 – Il Circolino, Vercelli<br />
21/12/13 – Arena Boglione, Bra (CN)<br />
04/01/14 – Tutti In Una Botta Festival, Montà (CN) (w/Mattia Calvo, Deian, Ila Rosso)<br />
18/01/14 – Beatcafè – San Salvo (CH)<br />
24/02/14 – Gattò &#8211; Milano</p>
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		<title>Drenge – Drenge</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 13:59:50 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=15267' addthis:title='Drenge – Drenge '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-15269" title="2013_drenge_drenge_1377441989 (1)" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/09/2013_drenge_drenge_1377441989-1.jpg" alt="" width="252" height="252" />a cura di <strong>Max Sannella</strong></p>
<p>Nel rivendicare duramente la loro appartenenza alle paratie più tumefatte degli anni Novanta, immersi in quei tzunami di fuzz e squarci elettrici che ne abbrustolirono bene bene la scena, i <strong>Drenge</strong> di Sheffield vogliono stigmatizzare in questo loro debutto che porta il nome <strong><em>Drenge</em></strong> (che tradotto dal danese significa ragazzi), tutta l’irruenza e la durevole protervia della “rivoluzione amplificata” per antonomasia, e ad onor del vero, se proprio si dovesse stilare una piccola classifica di temperatura, i fratelli Rory e Eoin Loveless (rispettivamente batteria e chitarra), la vincono sulla corta distanza, il disco in rapporto a quegli  anni di fuoco vi ci si accaserebbe con merito.<br />
Ma al di la dell’interesse fanatico per la Seattle qui tanto riagganciata, il suono Drenge è un bel melt di grunge con la bava e un garage-blues di quello laido e da vomito nei bassifondi, una passionevole tonalità grigio topo che in ogni pizzo della tracklist, annoda, strozza e sviscera una chitarra, una pedaliera al fulmicotone e pelli in stalking, un ascolto che viene letteralmente rapito dalle correnti impetuoso di un rock che conquista di primo acchito; <strong>AINC</strong> (<em>Face Like A skull</em>) e <strong>Motorhead</strong> (<em>I want to break you in half</em>), ecchimosi di <strong>Nirvana</strong> (<em>Dogmeat</em>) e zone bluastre di <strong>Jon Spencer Blues Explosion</strong> (<em>Nothing</em>) sono le qualità di appannaggio che il duo inglese mette insieme in un suono totale irreprensivo, tecnica eccellente quanto sporca, miasmi di rigore e traspotting vocali poi vanno a rifinire il tutto come un suggello trainante all’infinito.<br />
Quello che i Drenge polverizzano in una manciata di minuti d’ascolto sono chitarre e palm muting d’impeto, metallizzazioni corrosive e la tempra grezza, grassa di un macramè di svisi contorti e trasversali, un coinvolgimento elettrico che non risparmia nulla; di personalità ce ne mettono abbastanza, tanto da credere di essere oramai “appartenenza” conclamata degli archivi del grunge story, e poi la loro misura pare mai colma, tanto che raggiungono anche zone “desertiche” stoner (<em>Backwaters</em>), fino a spingersi nei territori languidi e maledetti di <em>Fuckabout</em>, ballata blues e liriche “dirette” verso chi crede di essere “tutto”, di essere “tanto”.<br />
I fratelli Loveless esordiscono con un album “superdotato”, un condensato che trasmette con vigore anche preziosi minuti di recupero, di surplus, ben oltre i Novanta. Alzate il volume al massimo!</p>
<p>Label: Infectious<br />
Anno: 2013</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1.People in love make me feel  yuck<br />
2. Dogmeat<br />
3. I want  to break you  in half<br />
4. Bloodsports<br />
5. Backwaters<br />
6. Gun crazy<br />
7. Face like a skull<br />
8. I don’t want to make love to you<br />
9. Nothing<br />
10. Bye bye bao bao<br />
11. Let’s pretend<br />
12. Fuckabout</p>
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		<title>What is Rock?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 14:57:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=14732' addthis:title='What is Rock? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-14733" title="Locandina_WIR_2013-01" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/07/Locandina_WIR_2013-01-212x300.png" alt="" width="212" height="300" />L’Associazione Arci BDC Skaters eventi è lieta di annunciare che il 3 Agosto 2013 prenderà il via la quinta edizione del What is Rock, una rassegna musicale che per due settimane porterà all’interno dell’area giovani di Festissima! di Portomaggiore grandi nomi della scena musicale internazionale e italiana, nonché il meglio dei gruppi locali emergenti. Protagonisti di quest’anno gli <strong>Adolescents, gli ZEUS! </strong>e<strong> Appino</strong>. L’area aprirà tutte le sere alle 18,30 e l’inizio dei concerti è previsto per le 21. Tutte le serate saranno ad ingresso gratuito<br />
Quest’anno la rassegna apre alla grande con l’arrivo il 3 Agosto degli Adolescents, storica punk band californiana, nata nei primi anni ‘80 come risposta all’individualismo spietato promosso dall’America Reganiana. Il gruppo, a causa di numerosissimi avvicendamenti nella line up (tra i molti musicisti che suonarono nel gruppo ci fu anche Pat Smear, chitarrista che vedrà la sua consacrazione nei <strong>Nirvana</strong> e nei<strong> Foo Fighters</strong>), non è mai riuscito a trovare una stabilità interna, ma nonostante questo è riuscito ad imporsi come uno dei più importanti gruppi nell’universo hardcore californiano con dischi come l’omonimo <em><strong>Adolescents</strong></em> (1981) e <strong><em>Brats in Batallions</em></strong> (1987). Il 16 Agosto incendieranno il palco del What is Rock gli Zeus!, un duo formato da Luca Cavina <strong>(Calibro 35, Craxi, Incident on South Street)</strong> al basso elettrico e da Paolo Mongardi<strong> (Fuzz Orchestra, Ronin, FulKanelli</strong>, ex <strong>Jennifer Gentle)</strong> alla batteria distorta. Il 17 Agosto infine si esibirà Andrea Appino ormai celebre penna, chitarra e voce dell’unica band di cui abbia mai fatto parte: gli <strong>Zen Circus</strong>, divenuti nel tempo un peso massimo per la musica indipendente italiana con 9 dischi pubblicati. Il 5 Marzo 2013 ha pubblicato per La Tempesta/Universal il suo primo lavoro solista intitolato <strong><em>Il Testamento</em></strong>. Insieme a lui Giulio Ragno Favero e Franz Valente del <strong>Teatro degli Orrori</strong>, ed in occasione dei live, alla band si aggiunge un altro nome di punta della scena indipendente italiana: Enzo Moretto degli <strong>A Toys Orchestra</strong>.<br />
Tuttavia non sarà solo la musica la protagonista di questo evento. Infatti due serate speciali saranno dedicate alla proiezione di un documentario e di un film, legati, seppur in maniera diversa, al festival. Lunedì 12 agosto verrà proiettato “E’ stato morto un ragazzo” del regista Filippo Vendemmiati che racconta la tragica vicenda dell’omicidio di Federico Aldrovandi, ragazzo ferrarese di 18 anni, presentato alla 67a mostra internazionale del cinema di Venezia. Domenica 18 agosto invece sarà il turno di “Across the universe” film musicale ispirato da 33 componimenti dei <strong>Beatles</strong>, riarrangiati per l’occasione da Elliott Goldenthal e interpretati dagli attori stessi, con dei divertenti camei di Bono Vox e Joe Cocker. Il film, diretto e scritto dalla regista Julie Taymor, è un viaggio colorato, bizzarro, psichedelico e onirico, che si pone a metà strada tra il musical e un film di formazione, accompagnato dalle grandi musiche dei Fab Four.</p>
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		<title>Una data per i Mudhoney in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 14:46:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13875' addthis:title='Una data per i Mudhoney in Italia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_13876" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-13876" title="image001 (2)" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/image001-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Mudhoney</p></div>
<p>Uscito lo scorso Aprile su Sub Pop, storica etichetta indie di Seattle, <em><strong>Vanishing Point</strong></em> è il nono album in studio dei <strong>Mudhoney</strong> . Riconosciuti in tutto il mondo come i padrini di uno dei più travolgenti ed intensi movimenti musicali e culturali, quel grunge che portò al successo band quali <strong>Nirvana, Pearl Jam </strong>e<strong> Soundgarden</strong>, i Mudhoney faranno tappa unica al Viper Theatre di Firenze, Venerdì 31 Maggio, per presentare il nuovo lavoro agli appassionati italiani.</p>
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		<title>Panorama musicale provinciale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 15:54:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12154' addthis:title='Panorama musicale provinciale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_12155" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-12155" title="E-F-L7" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/E-F-L71-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Etruschi from Lakota. Ph. F. Bonistalli.</p></div>
<p>Esce il primo videoclip estratto da <strong><em>I Nuovi Mostri</em></strong>, album d’esordio fuori per Phoanrchia Dischi degli <strong>Etruschi from Lakota</strong> che sta riscutendo ottimi riscontri da pubblico e critica specializzata. Il brano in questione è <em>P.M.P. (Panorama Musicale Provinciale)</em>, ritratto ironico e grottesco dello scenario musicale delle piccole realtà provinciali, dove spesso ci si scontra con il mondo delle tribute band che “invadono” i locali. Il video, per la regia di Cristiano Gazzarrini coadiuvato da Saiara Pedrazzi e Massimiliano Boldrini, è un cortometraggio che vede la band vestire i panni di tre tribute band che omaggiano <strong>Blues Brothers, Nirvana </strong>e<strong> Guns and Roses</strong>. Ironia e voglia di portare alla luce l’attitudine da rock paesano sta alla base della musica degli Etruschi from Lakota, e questo video ne è la dimostrazione. Guarda il video cliccando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4GEAhMDbW18&amp;feature=youtu.be" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Nuovo EP per Chaos Surfuri</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 16:23:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo due anni di concerti, ritardi, confusione, distorsioni e cambi di componenti, venerdì 15 è uscito l&#8217;ep di Chaos Surfari, Emelieboy. Il progetto Chaos Surfari &#8211; ispirato nel nome dall&#8217;omonimo racconto sci-fi del 1989 di Rudy Rucker e Marc Laidlaw &#8211; racchiude cinque oscuri militanti del sottobosco musicale italiano. La loro musica si sviluppa nelle &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=12022">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12022' addthis:title='Nuovo EP per Chaos Surfuri '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_12023" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-12023" title="chaos new" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/chaos-new-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Chaos Surfuri</p></div>
<p>Dopo due anni di concerti, ritardi, confusione, distorsioni e cambi di componenti, venerdì 15 è uscito l&#8217;ep di <strong>Chaos Surfari</strong>, <strong><em>Emelieboy</em></strong>. Il progetto Chaos Surfari &#8211; ispirato nel nome dall&#8217;omonimo racconto sci-fi del 1989 di Rudy Rucker e Marc Laidlaw &#8211; racchiude cinque oscuri militanti del sottobosco musicale italiano. La loro musica si sviluppa nelle distorsioni ,nei feedback, nella cruda realtà ma anche nell&#8217;immaginifico mondo del cinema e della fantascienza. I cinque provengono tutti da differenti progetti &#8211; <strong>Sottopressione, merci Miss Monroe, Samurai, Cheap Mondays, ThePinkRays</strong> – ed il loro sound si ispira ai<strong> Pixies, Nirvana ed Ash</strong> &#8211; in sintesi, gli anni 90 adesso. Emelieboy esce per Rocketman Records e contiene tre tracce registrate al Massive Arts di Milano e mixate e masterizzate da Paolo Mauri.</p>
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		<title>Pissed Jeans – Honeys</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 18:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[bradley fry]]></category>
		<category><![CDATA[honeys]]></category>
		<category><![CDATA[king of jeans]]></category>
		<category><![CDATA[matt korvette]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11967' addthis:title='Pissed Jeans – Honeys '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11969" title="pissed" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/pissed-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Insomma, dove eravamo rimasti? Forse al mirabile <strong><em>King of Jeans</em></strong> del 2009, primo e fortuito incontro con i 4 di Allentown, Pennsylvania, che colpì il sottoscritto in maniera irrecuperabile? Oppure al loro live al Primavera Sound del 2011? Ecco, non se se quest’anno riuscirò a tornare a Barcellona. Le cose cambiano, i ritmi pure e la musica non sembra più la stessa. I <strong>King of Jeans</strong> no, loro restano fedeli a loro stessi ed a tutto il loro bagaglio musicale e culturale. Ascoltando <strong><em>Honeys</em></strong> almeno sembrerebbe proprio così. È come essere catapultati indietro nel tempo di una ventina d’anni, e non appena esplode <em>Bathroom Laughter</em> la cosa è più che evidente. Una violenza che si ripete costantemente durante l’ascolto, come nella memorabile <em>Romanticize Me</em>, assolutamente imperdibile. Stacchi impetuosi, velocità che schizzano via di mano, un muro di distorsioni sostenuta dalle urla di Matt Korvette e dalle possenti braccia di Sean McGuinnes. In <em>Vain in Costume</em> invece Matt sembra ricalcare i riff strappati di Bradley Fry, seguendone ossequiosamente le cadenze e le movenze. Da urlo la strizzata finale alle corde, così come da applausi <em>You’re different (In Person)</em>, dove in molti noteranno la pericolosa somiglianza con un qualsiasi pezzo dei <strong>Nirvana</strong>. Tutte tracce che evidenziando come il disco sia debitore al grunge ed a una serie di gruppi che molti di voi avranno amato qualche anno fa. Ma Honeys funziona molto bene anche quando i ritmi rallentano e l’aria attorno ai Pissed Jeans inizia a farsi pesante, molto pesante. Vedi la strascicata <em>Cafeteria Food,</em> dove le vibrazioni e le distorsioni si  fanno sentire fino al midollo, oppure <em>Chain Worker</em> e la finale <em>Teenage Adult</em>, dove si fa molto più evidente l’influenza dei <strong>Melvins</strong>. Ed anche in Honeys, come in King of Jeans, l’obiezione principale continua ad essere quella del già visto, già sentito, grazie. La sabbathiana <em>Male Gaze</em> spacca e <em>Loubs</em> vi farà rockeggiare la testa come nemmeno i <strong>Datsuns</strong> dei tempi migliori, ma l’ascoltatore in cerca di novità potrebbe restare deluso. Noi, fortunatamente no.</p>
<p>Label: Sub Pop<br />
Anno: 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1.    Bathroom Laughter<br />
2.    Chain Woirker<br />
3.    Romanticize Me<br />
4.    Vain in costume<br />
5.    You’re different (In person)<br />
6.    Cafeteria Food<br />
7.    Male Gaze<br />
8.    Cathouse<br />
9.    Loubs<br />
10.    Healt Plan<br />
11.    Teenage Adult</p>
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		<title>Data unica per i Mudhoney</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 19:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mudhoney]]></category>
		<category><![CDATA[nirvana]]></category>
		<category><![CDATA[pearl jam]]></category>
		<category><![CDATA[soundgarden]]></category>
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		<category><![CDATA[vanishing point]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11476' addthis:title='Data unica per i Mudhoney '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_11478" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-11478" title="mudhoneyLR" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/01/mudhoneyLR-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Mudhoney</p></div>
<p>Il prossimo 2 aprile la Sub Pop, storica etichetta indie di Seattle, darà alla luce <strong><em>Vanishing Point</em></strong>, nono album in studio dei <strong>Mudhoney</strong>. Riconosciuti in tutto il mondo come i padrini di uno dei più travolgenti ed intensi movimenti musicali e culturali, quel grunge che portò al successo band quali <strong>Nirvana, Pearl Jam </strong>e<strong> Soundgarden</strong>, i Mudhoney faranno tappa unica al Viper Theatre di Firenze, venerdì 31 maggio, per presentare il nuovo lavoro agli appassionati italiani.</p>
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		<title>Data unica per gli Arcane Roots</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 18:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arcane roots]]></category>
		<category><![CDATA[at the drive in]]></category>
		<category><![CDATA[left fire]]></category>
		<category><![CDATA[nirvana]]></category>
		<category><![CDATA[the mars volta]]></category>

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		<description><![CDATA[In arrivo, per uno show headliner, Arcane Roots, energico terzetto rock inglese che presenterà al pubblico nostrano l&#8217;album d&#8217;esordio intitolato Left Fire. La band propone un&#8217;ottima miscela di rock, punk, hardcore e prog alla maniera di At The Drive-In e The Mars Volta.Gli Arcane Roots provengono dal south side londinese e sono musicalmente cresciuti nell&#8217;underground &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=11359">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11359' addthis:title='Data unica per gli Arcane Roots '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_11360" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-11360" title="arcane-roots" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/01/arcane-roots-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Arcane Roots</p></div>
<p>In arrivo, per uno show headliner, <strong>Arcane Roots</strong>, energico terzetto rock inglese che presenterà al pubblico nostrano l&#8217;album d&#8217;esordio intitolato <strong><em>Left Fire</em></strong>. La band propone un&#8217;ottima miscela di rock, punk, hardcore e prog alla maniera di <strong>At The Drive-In </strong>e<strong> The Mars Volta</strong>.Gli Arcane Roots provengono dal south side londinese e sono musicalmente cresciuti nell&#8217;underground della capitale britannica. Grazie ad una manciata di singoli come la consigliatissima <em>Resolve</em>, si sono imposte come una delle band del panorama alternativo, più gettonate, compresa la bibbia del rock Kerrang! che ha chiesto alla band lo scorso settembre di coverizzare <em>Smells Like Teen Spirit</em> dei <strong>Nirvana</strong>. L&#8217;appuntamento è per il 21 febbraio al circolo degli Artisti di Roma, in occasione della Radio Rock Night.</p>
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		<title>Gli Sportivi &#8211; Black Sheep</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 13:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[black sheep]]></category>
		<category><![CDATA[foo fighters]]></category>
		<category><![CDATA[gli sportivi]]></category>
		<category><![CDATA[hives]]></category>
		<category><![CDATA[let's get lost]]></category>
		<category><![CDATA[nirvana]]></category>
		<category><![CDATA[spiller]]></category>
		<category><![CDATA[white stripes]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono venuto a conoscenza de Gli Sportivi per via di un remix che hanno fatto per un brano di Spiller: Pigeonman&#8217;s Revenge è un viaggio elettronico alla spiller-maniera ed ero davvero curioso di sentire questa “cover version” di un gruppo mai sentito. Ti si presenta alle orecchie un brano strumentalmente rock, una diavoleria inaspettata che &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=10496">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=10496' addthis:title='Gli Sportivi &#8211; Black Sheep '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-10499" title="disc_10756" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/11/disc_10756.jpg" alt="" width="250" height="250" />Sono venuto a conoscenza de <strong><a href="http://www.facebook.com/glisportivi.fanpage">Gli Sportivi</a></strong> per via di un remix che hanno fatto per un brano di <strong>Spiller</strong>: <em>Pigeonman&#8217;s Revenge</em> è un viaggio elettronico alla spiller-maniera ed ero davvero curioso di sentire questa “cover version” di un gruppo mai sentito. Ti si presenta alle orecchie un brano strumentalmente rock, una diavoleria inaspettata che ha decisamente colpito la mia attenzione.</p>
<p>Ed è proprio con questo spirito che mi accingo all&#8217;ascolto di <em><strong>Black Sheep</strong></em>, un album dal quale non so bene cosa aspettarmi. L&#8217;album si apre con <em>Gimme Gimme Your Hand</em>, dove chitarre calde e ritmiche blues fanno da contorno ad una voce decisa e grezza, sicuramente un ottimo brano d&#8217;apertura. Segue la conferma che questi ragazzi ci sanno davvero fare, l&#8217;impeto di <em>I&#8217;m A Cop</em> convince l&#8217;ascoltatore: ritmica sicura su chitarre cattive, cantato sporco dove non mancano coretti, un brano che mi rimanda un po&#8217; ai miei concittadini <strong>Let&#8217;s Get Lost</strong>. Arriviamo poi alla cupa <em>Black Cat</em> (ma non stavamo parlando di una pecora nera?), un brano scuro ma non meno preciso e concreto dei precedenti due, un crescendo con una sfumatura malinconica che sprigiona comunque l&#8217;energia di cui è portatore. Si entra immediatamente dopo in <em>Go Back</em>, apertura alla <strong>Hives</strong> e medesimi stilemi ormai riconoscibili de Gli Sportivi: chitarre sporche, ritmiche decise, alternarsi di voce pulita e urlata, e una carica non indifferente che pervade ogni brano. Appena prendi convinzione di questa specie di marchio di fabbrica del duo, ti stravolgono con l&#8217;incipit di <em>Talking About</em> che si divincola tra un piglio funk e un giro di bonghettini che ti fa muovere un po&#8217; le spalle; espedienti che si incastrano perfettamente poi nel resto del brano con quella carica di cui abbiamo già accennato. La successiva <em>I&#8217;m Going To Mexico</em> è calda e coinvolgente, un brano davvero potente, non certo meno degli altri, ma leggermente più malato, più acido nei suoni di chitarra e nella passione della voce di Lorenzo: è il brano meno ricco e più alla <strong>White Stripes</strong>, dove con pochi elementi il duo riesce ad evocare potenza e rabbia. Mi sembra di sentire un po&#8217; i <strong>Nirvana</strong> (davvero eh, non è una sviolinata) nell&#8217;inizio di <em>How Does It Feel</em>, e un po&#8217; di <strong>Foo Fighters</strong> (anche qua non sto scherzando) nel suo procedere, una splendida ballata dai suoni dolcemente misurati, un brano davvero bello e semplice (nell&#8217;accezione più positiva del termine). Chiude il lavoro <em>Commit Suicide</em>, il vero momento finale che riassume alla perfezione lo stile del duo: ne scaturisce tutta la carica blues, la rabbia e in un certo senso la voglia di riscatto che questo album vuole un po&#8217; predicare. O almeno questa è la sensazione che ho avuto all&#8217;ascolto, unitamente ad una gran voglia di sentirli e vederli dal vivo questi ragazzotti, perché mi sembra quasi di percepire che l&#8217;energia che hanno voluto immortalare in questo album d&#8217;esordio, sia un po&#8217; imprigionata, e abbia bisogno di liberarsi sotto forma di concerto (questa sensazione di tarpamento, di sedata voglia di rivoluzione pervade poi tutto il lavoro del duo); e quale migliore messaggio, quale migliore sensazione da evocare nell&#8217;ascoltatore per un disco d&#8217;esordio, se non quella di lasciare con la voglia e la curiosità di assistere ad un concerto? Devo davvero raccomandarli a qualcuno in zona perché penso ne valga davvero la pena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anno: 2012</p>
<p>Label: Flue Records:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>Gimme Gimme Your Hand</li>
<li>I&#8217;m A Cop</li>
<li>Black Cat</li>
<li>Go Back</li>
<li>Talking About</li>
<li>I&#8217;m Going To Mexico</li>
<li>How Does It Feel</li>
<li>Commit Suicide</li>
</ol>
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