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	<title>musicZoom &#187; modern jazz &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Sloth Racket &#8211; Triptych</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 23:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25433' addthis:title='Sloth Racket &#8211; Triptych '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25402" alt="sloths-cover-image" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/sloths-cover-image1-298x300.jpg" width="298" height="300" />Vale la pena fare conoscenza con questa bella realtà inglese, la band <a href="http://cathrobertsmusic.co.uk/sloth-racket/"><strong>Sloth Racket</strong></a>, un quintetto che fa una musica moderna e dall&#8217;aspetto piuttosto informale. Su disco propongono tre brani dalla lunga durata &#8211; dieci minuti i primi due e venti minuti il terzo &#8211; con cui si fanno notare per la forza e l&#8217;energia immessa nelle esecuzioni, uno sforzo collettivo ben riuscito che conferma come la scena musicale inglese sforni dei talenti in questo genere che sono in grado di portare avanti il messaggio di libertà già annunciato negli anni &#8217;60. Si parte con <i>Crossed Swords</i>, che è subito un biglietto da visita, il sax baritono di Cath Roberts (che è anche la compositrice dei brani) ed il sax tenore di Sam Andreae ruggiscono ben supportati dalla ritmica che dopo un paio di minuti arriva in primo piano: la chitarra elettrica di Anton Hunter, il contrabbasso di Seth Bennett e la batteria di Johnny Hunter. I tre si trovano insieme per lunghi momenti, prima del ritorno dei due sassofonisti che rendono l&#8217;insieme di nuovo magmatico ed energetico. Molto interessanti i momenti in duo della sassofonista baritono insieme al contrabbasso suonato con l&#8217;archetto. Un brano molto interessante nel cui sviluppo vengono fuori le qualità collettive della band e le qualità dei singoli. <i>Circling</i> è dall&#8217;aspetto più frantumato, astratto, parte con dei momenti in cui la chitarra dà dei suoni eterodossi a cui ben presto arrivano le risposte degli altri musicisti, poi verso la metà del brano arriva un ritmo più quadrato e la musica si evolve con l&#8217;arrivo di una melodia esposta dal sax baritono con forza. I cinque sanno fare convivere nella loro musica momenti creativi ed altri dall&#8217;aspetto più ortodosso senza contraddizione. Ottimo l&#8217;intervento al sax tenore che riporta la musica su versanti più creativi e del contrabbassista, molto fantasioso quando passa a suonare il suo strumento con l&#8217;archetto. I venti minuti di <i>Endgame</i> permettono a tutti di mettersi in mostra, interessante il tema, eseguito dal contrabbasso, ma anche l&#8217;intera esecuzione, per la logica espressiva pienamente matura. Un bell&#8217;intervento alla chitarra elettrica distorta e manipolata su un ritmo in battere porta il tutto verso un versante rock (anche qui si possono ricordare certi momenti del compianto batterista inglese John Stevens), venti minuti di invenzioni che non annoiano e che ci fanno conoscere questa band dal suo lato migliore. Sicuramente un gruppo da tenere d&#8217;occhio per la qualità e le novità che sa proporre.</p>
<p>Genere: modern jazz</p>
<div>Label: <a href="http://lumemusic.co.uk/"><strong>Luminous Label</strong></a></div>
<div>Anno 2016</div>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Crossed Swords<br />
02. Circling<br />
03. Endgame</p>
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		<title>Antonella Chionna with Andrea Musci &#8211; Halfway to Dawn</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 23:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[andrea music]]></category>
		<category><![CDATA[antonella chionna]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[halfway to down]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica qui presentata arriva dalle aule del Conservatorio Nino Rota di Monopoli, da due musicisti di Taranto, la cantante Antonella Chionna ed il chitarrista Andrea Musci. Li avevamo già ascoltati insieme su Left Alone, brano inserito nel doppio album pubblicato dalla Dodicilune dedicato a Billie Holiday. Quesa volta i due spostano la loro attenzione &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25280">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25280' addthis:title='Antonella Chionna with Andrea Musci &#8211; Halfway to Dawn '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25282" alt="199" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/199-300x270.jpg" width="300" height="270" />La musica qui presentata arriva dalle aule del Conservatorio Nino Rota di Monopoli, da due musicisti di Taranto, la cantante <a href="http://www.antonellachionna.com/"><strong>Antonella Chionna</strong></a> ed il chitarrista Andrea Musci. Li avevamo già ascoltati insieme su <i>Left Alone</i>, brano inserito nel doppio album pubblicato dalla Dodicilune dedicato a Billie Holiday. Quesa volta i due spostano la loro attenzione alla musica di Billy Strayhorn, il famoso compositore ed arrangiatore della big band di Duke Ellington, autore di tanti brani che ormai appartengono alla storia del jazz e che regolarmente vengono reinterpretati, da big band o da classici combo jazz, fino ad arrivare a questo duo, soltanto chitarra e voce. Non ci sono solo brani di Strayhorn, c&#8217;è ad esempio <i>Duke Ellington&#8217;s Sound of Love</i> di Charles Mingus, all&#8217;epoca interpretata insieme a Eric Dolphy, comunque dedicata al &#8220;Duca&#8221;, e due brani di Musci, <i>Halfway to Dawn (poematic conception at &#8216;noon)</i> e <i>Beautiful Clown</i> insieme alle liriche della Chionna. I due affrontano un songbook di tale importanza a modo loro, levando la parte swingante delle composizioni, che in fondo è quella che li ha carattirizzate, ma rivalutando e mettendo in evidenza altri aspetti, così da rendere la musica personale, ritagliata a propria dimensione. La voce della Chionna e la chitarra trovano un mondo tutto loro, illuminato da liriche famose (qualcuna scritta dalla cantante, <i>Count Blood / Blood Count</i>) e illuminandolo a loro volta con luci inusuali. È una prospettiva fuori dal comune quella che offrono e che ha un suo fascino, originale come idea, il quale resta comunque all&#8217;interno di un&#8217;idea di &#8220;jazzità&#8221; che proietta queste composizioni nella modernità e le rende attuali ed inossidabili. I due musicisti hanno reinventato un repertorio, certamente una proposta coraggiosa che ci fa apprezzare ancora di più il grande arrangiatore e compositore insieme a queste musiche che conservano, anche nella nuova veste, quel fascino che avevano.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/catalogo.asp?sid=92794875320160213094646&amp;categoria=1">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. U.M.M.G. (Upper Manhattan Medical Group)<br />
02. Halfway to Dawn (poematic conception at &#8216;noon)<br />
03. Lotus Blossom<br />
04. Johnny Come Lately<br />
05. Duke Ellington&#8217;s Sound of Love<br />
06. Satin Doll / Take the A Train<br />
07. A Flower is a Lovesome Thing<br />
08. Count Blood / Blood Count<br />
09. Something to Live For<br />
10. Imagine my Frustration<br />
11. Beautiful Clown<br />
12. Lush Life<br />
13. Chelsea Bridge</p>
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		<title>Bastian Stein &#8211; Viktor</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 23:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bastian Stein]]></category>
		<category><![CDATA[mainstream jazz]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[pirouet records]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo disco del trombettista Bastian Stein è stato registrato da Jason Seizer nello studio della stessa casa discografica, un lavoro quindo proddotto con una precisa idea dell&#8217;estetica da propprre al pubblico, sia come gruppo che come tipo di suono. Si tratta di un quartetto pianoless, nell&#8217;estetica post ornettiana, con Johannes Enders al sax tenore, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25325">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25325' addthis:title='Bastian Stein &#8211; Viktor '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25327" alt="PIT3091_large" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/PIT3091_large-300x280.jpg" width="300" height="280" />Il nuovo disco del trombettista <a href="http://www.myspace.com/steinbastian"><strong>Bastian Stein</strong></a> è stato registrato da Jason Seizer nello studio della stessa casa discografica, un lavoro quindo proddotto con una precisa idea dell&#8217;estetica da propprre al pubblico, sia come gruppo che come tipo di suono. Si tratta di un quartetto pianoless, nell&#8217;estetica post ornettiana, con <a href="http://www.johannes-enders.com/de/"><strong>Johannes Enders</strong></a> al sax tenore, fra i più conosciuti specialisti tedeschi dello strumento, ed i due inglesi<br />
<a href="http://www.phildonkin.com/"><strong>Phil Donkin</strong></a> al contrabbasso e James Maddren alla batteria. Sono tutti musicisti piuttosto noti e con dei progetti da leader piuttosto importanti alle spalle, che qui si ritrovano piuttosto concentrati su un&#8217;estetica post ornettiana perfettamente realizzata, propria, riconoscibile, un marchio di fabbrica per la band che è una sorpresa all&#8217;ascolto. Il leader si presenta con dei fraseggi ed un suono ricco di poesia, quasi un moderno Chet Baker, e ben si integra con l&#8217;altro fiato, il sax tenore di Enders, empatici per come sviluppano le loro linee melodiche da un brano all&#8217;altro. Senza spettacolarità, semplicemente concentrati sulla musica, sull&#8217;essenza di quello che c`è dentro il brano, supportati da una ritmica straordinaria. Tutti i brani sono stati da scritti da Stein, tranne l&#8217;ultimo, <i>Der Abschied</i>, di Gustav Mahler, scritto fra il 1907 ed il 1908 e appartenente a <i>Das Lied von der Erde</i>, in originale circa una trentina di minuti ed ora ridotto a e sintetizzato a cinque, una parafrasi poetica che lascia tempo per riflettere all&#8217;ascoltatore, sono dei momenti molto intensi del dialogo a quattro che è questo disco. Ognuno con una sua personalità i cui angoli sono stati limati e smussati per entrare a fare parte di questo quartetto. Enders è ovunque con un suo freaseggio ricco di sfumature e sensibile, quasi fragile a momenti, con tante sfaccettature dietro ogni nota, quasi ci fosse un oceano di profondità dietro ogni momento in cui si trova ad agire. Lo stesso vale per il leader e trombettista (su questo disco rinuncia al flicorno), i cui fraseggi hanno una densità espressiva che lo fanno fra gli strumentisti più maturi del suo strumento in Europa. Il disco è dedicato a Viktor, suo figlio, nato poco prima dell&#8217;incisione. Non resta che ascoltarla e lasciarsi trasportare dai quattro in un mondo fatto di nuances e sfumature, un jazz che ha qualcosa di notturno senza volerlo esplicitare, ma che ci conquista lo stesso per quello che sa esprimere in termini di emozionalità.</p>
<p>Genere: modern mainstream<br />
Label: <strong><a href="http://www.pirouet.com/">Pirouet<br />
</a></strong>Anno 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Tati<br />
02. Hydrastis<br />
03. Traces<br />
04. It Seems<br />
05. Off the Record<br />
06. For Felician<br />
07. Fantasia<br />
08. Der Abschied</p>
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		<title>Sergio Armaroli Axis Quartet &#8211; Vacancy in the Park</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 23:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[sergio armaroli]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25300' addthis:title='Sergio Armaroli Axis Quartet &#8211; Vacancy in the Park '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25302" alt="198" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/198-300x270.jpg" width="300" height="270" />Anche se su questa sua nuova incisione <a href="http://www.sergioarmaroli.com/"><strong>Sergio Armaroli</strong></a> si presenta come vibrafonista, in effetti, come indica sul suo sito, è un artista totale, attivo anche come percussionista, pittore, poeta, tutto ciò che ha a che fare con l&#8217;espressione artistica lo attira e lo stimola, anche come compositore si fa valere, tutti i brani del disco sono suoi, eccetto l&#8217;ultimo. Con lui un quartetto con <a href="http://www.claudioguida.com/"><strong>Claudio Guida</strong></a> ai sassofoni, <a href="http://www.marcellotesta.com/"><strong>Marcello Testa</strong></a> al contrabbasso e <a href="http://www.nicolastranieri.it/"><strong>Nicola Stranieri</strong></a> alla batteria che si muove su un modern mainstream che ha una sua originalità grazie all&#8217;uso del vibrafono, suonato per lo più percussivamente, che apre i brani dal punto di vista armonico e cosí lascia spazio al sassofonista per escursioni di valore. Tutto procede con perizia, <i>Vacancy in the Park</i> che dà il titolo al disco è un brano con una bella improvvisazione al sax soprano di Guida, mentre altrove ci si dirige verso atmosfere piú misteriose, <i>Axis Four</i>, introdotto da un sax baritono e dai tamburi della batteria per evocare l&#8217;idiosincrasia del leader alle etichettazioni. Il lungo <i>Fragments &#8220;A Bird&#8221;</i> è più ortodosso come ispirazione, quasi un vibrafono alla Milt Jackson (anche se è impossibile arrivare al maestro del vibrafono bop), ma il brano cambia subito direzione, il sassofono tenore di Guida va verso strade modali e ciò rende un bell&#8217;effetto sorpresa, arriva anche l&#8217;assolo del leader, ben supportato dalla ritmica, brava a seguire con reazioni repentine i veloci cambi di passo imposti dalla partitura. <i>Looking Across &#8220;Jeu De Robin&#8221;</i> è di Francesca Gemmo, anche qui atmosfere dall&#8217;aspetto misterioso che sfociano in suoni piuttosto liberi, con il contrabbasso in evidenza a dare un impronta all&#8217;esecuzione con i suoni gravi. <i>Silence of the Temple Bell</i> è un assolo del leader che sfrutta le risonanze del suo strumento, mentre per <i>Ze-zazou</i> vede di nuovo il quartetto al completo, questa volta Guida è al sax soprano per un&#8217;esecuzione dal taglio moderno. L&#8217;uso di fonti eterogenee è una moda che seguono volentieri, alla fine ne guadagna la varietà all&#8217;ascolto dell&#8217;intero disco.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/catalogo.asp?sid=92794875320160213094646&amp;categoria=1">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Angel Surrounded<br />
02. Fiocco di Neve<br />
03. Buffons<br />
04. Vacancy in the Park<br />
05. Axis Four<br />
06. Fragments &#8220;A Bird&#8221;<br />
07. Prelude To<br />
08. Silence of the Temple Bell<br />
09. Ze-zazou<br />
10. Looking Across &#8220;Jeu De Robin&#8221;</p>
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		<title>David Haney &#8211; Stix and Stones</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=25197</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2016 06:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Davida Haney]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[six and stones]]></category>
		<category><![CDATA[slam productions]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima partito come compositore di musica contemporanea e poi approdato al jazz nel 1997, è la parabola artistica del pianista David Haney, americano di Portland, che si muove in un terreno vicino all&#8217; avanguardia ed ai pianisti monkiani, ma senza cercare necessariamente quei centri di energia materica che colleghi come Cecil Taylor o Guerino Mazzola &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25197">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25197' addthis:title='David Haney &#8211; Stix and Stones '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-25200" alt="747a6e328ad175ecc8b3c311416081b8" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/02/747a6e328ad175ecc8b3c311416081b8-300x300.jpg" width="300" height="300" />Prima partito come compositore di musica contemporanea e poi approdato al jazz nel 1997, è la parabola artistica del pianista <a href="http://haneydavid.tripod.com/">David Haney</a>, americano di Portland, che si muove in un terreno vicino all&#8217; avanguardia ed ai pianisti monkiani, ma senza cercare necessariamente quei centri di energia materica che colleghi come Cecil Taylor o Guerino Mazzola regolarmente fanno intravedere nelle loro performances. Ha già inciso in USA per Cadence e CIMP e ora passa l&#8217;Atlantico e incide con la Slam Productions londinese, si tratta di una serie di duetti live con dei batteristi, una formazione che, dichiara nelle liner notes, lo stimola particolarmente, il faccia a faccia con il ritmo, la possibilità di interpretare il pianismo diversamente da quello che è il canonico trio insieme al contrabbasso. Sono musicisti diversi per stile e esperienze professionali, da <a href="http://www.bernardpurdie.com/">Bernard Purdie</a>, il batterista più registrato a mondo e che ha lavorato in tanti stili, dal soul al jazz al rock all&#8217; olandese <a href="http://www.hanbennink.com/">Han Bennink</a>, protagonista dell&#8217;avanguardia europea. Ci sono ancora <a href="http://www.jbcolourandsound.com/">Jimmy Bennington</a>, l&#8217; italiano Giovanni Barcella e <a href="http://www.marvinbugalusmith.blogspot.de/">Marvin &#8220;Bugalu&#8221; Smith</a>, famoso esponente di tante sessions di jazz mainstream. Ben cinque partner in dieci brani, Bennink è solo sul finale <i>House Party Starting</i> di Herbie Nichols, famoso pianista della bop era, Bennington su <i>Pretty Prancing Woman</i>, ancora di Nichols, Purdie e Barcella su tre brani e Smith rispettivamente su due. A parte i brani di Nichols ci sono due composizioni del pianista, <i>Doplphy&#8217;s Hat</i> insieme a Giovanni Barcella e <i>Octavios with Bulagus</i> con Marvin Smith, il resto sono improvvisazioni istantanee, attribuite ad entrambi i protagonisti. Un panorama piuttosto variegato, dalla composizione riveduta con un atteggiamento moderno all&#8217;estemporaneità di fronte al pubblico, al dialogo totale, nel qui ed ora che impone la situazione. I brani sono scelti con cura, così come l&#8217;editing, ed in ciò è un disco che riserva delle soprese, che non annoia, anche se lo stile dell&#8217;ambizioso pianista non dovesse piacere. Alcune prove sono decisamente interessanti, i ritmi swinganti e quadrati di Smith che incontrano il pianismo astratto di Haney, ad esempio, una tensione fra le due polarità che risulta piuttosto stimolante all&#8217;ascolto. Ottimo l&#8217;incontro con Bacella (di cui su Vimeo si può vedere un bel live insieme a Charles Gayle), anche qui scintille fra entrambi gli esecutori in situazioni che non diventano mai scontate. È un disco che ha un suo fascino proprio per la varietà di esecutori.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.slamproductions.net/menus/main.asp">Slam Productions<br />
</a><br />
Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Angel Foot<br />
02. Pretty Prancing Woman<br />
03. Dolphy&#8217;s Hat<br />
04. Ticking Time Bomb<br />
05. Siy Four and Four<br />
06. Opposites<br />
07. Octavios with Bulagus<br />
08. Improvisation on a Theme by Tomas Svoboda<br />
09. Quantum Galopy<br />
10. House Party Standing</p>
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		<title>Infinite Spirit &#8211; Remebering of the Mwandishi Band</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2016 17:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[FMR Records]]></category>
		<category><![CDATA[Infinite Spirit]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24969' addthis:title='Infinite Spirit &#8211; Remebering of the Mwandishi Band '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div>
<div id="ppd-left">
<div id="coverArt_feature_div" data-feature-name="coverArt"><img class="alignleft size-full wp-image-24993" alt="61ccHeGmypL._SS280" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/01/61ccHeGmypL._SS280.jpg" width="280" height="280" />Per molti la Mwandishi Band di Herbie Hanckock è un lontanto ricordo che risale all´inizio degli anni &#8217;70, due album (<i><b>Mwandishi</b></i> e <i><b>Crossing</b></i>) usciti per la Warner Bros e da cui sono tratte la maggior parte delle composizioni qui presentate ed uno per la Columbia, <i><b>Sextant</b></i>, prima della svolta funky raprresentata da <i><b>Headhunters</b></i> arrivato nel 1973. I nomi in lingua swahili e la presenza di effetti elettronici allora ottenuti da sintetizzatore e Moog furono una delle caratteristiche del sestetto, che in pratica segnò l´allontanamento di Hanckock dal jazz più tradizionale o dalla fusion dello stesso Davis alla ricerca di nuove situazioni. Due dei componenti della band di allora sono ora di nuovo presenti, il batterista Jabali <a href="http://www.billyhartdrums.com/"><strong>Billy Hart</strong></a> e Mganga Eddie Henderson alla tromba. A completare la band, ora un quartetto, sono <a href="http://www.albany.edu/~gluckr/"><strong>Bob Gluck</strong></a> al pianoforte ed agli effetti elettronici e <a href="http://www.christopherdeansullivan.com/"><strong>Christopher Dean Sullivan</strong></a> al contrabbasso. Fra i brani scelti ci sono <i>Sideways</i> di Bob Gluck e <i>Spirit Unleashed</i> scritto da Christopher Dean Sullivan. La musica oggi contiene ancora le caratteristiche di allora, non si è voluto stravolgere certi colori ed effettuare una virata verso il mainstream o comunque situazioni più tradizionali. Le composizioni sono improntate al jazz modale di Davis e gli effetti elettronici sono usati abbondantemente con squittii e rumori che ad esempio su <i>Sleeping Giant</i>, introdotto dalla batteria di Billy Hart, suonano come effetti di una musica a fare da colonna sonora per un&#8217;avventura nello spazio. E tuttavia i ritmi e l&#8217;assolo di tromba di Eddie Henderson apportano quei colori che provengono dal jazz e che rendono la musica un interessante esempio di crossover. Una gran bella esecuzione è <i>You&#8217;ll Know When You Get There</i>, ricca di atmosfere misteriose e poetici interventi degli strumenti acustici, dal contrabbasso che arriva con le sue corde verso la fine del brano, al pianoforte con i suoi accordi che regalano una poetica indimenticabile. Si continua con <i>Sideways</i> di Bob Gluck, anche qui atmosfere modali e il ruolo importante del contrabbasso prima dell´assolo di Henderson seguita da <i>Quasar</i> di Bennie Maupin, all´epoca sassofonista con Hanckock sia in Mwandishi che con gli Headhunters. Il quartetto riesce sempre a creare una musica ricca di tensioni che attira l´interesse in cui l&#8217;acustico e l&#8217;elettronica trovano un punto in comune per dialogare. Gli ultimi due brani confermano questo assunto, geniale l´introduzione al contrabbasso su <i>Spirit Unleashed</i> avvolto dai suoni spaziali che sembrano preannunciare l&#8217;arrivo di extraterrestri. Un riuscito omaggio ad una band che ha rappresentato uno dei momenti più importanti negli anni &#8217;70.</div>
</div>
</div>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.fmr-records.com/">FMR Records<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist<br />
01. Sleeping Giant<br />
02. You`ll Know When You Get There<br />
03. Sideways/Quasar<br />
04. Spirit Unleashed<br />
05. Water Torture</p>
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		<title>Alexander von Schlippenbach &#8211; Jazz Now! Live at Theather Gütersloh</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2015 18:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alexander von Schlippenbach]]></category>
		<category><![CDATA[Intuition Music]]></category>
		<category><![CDATA[Intuition Records]]></category>
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		<description><![CDATA[La rivista tedesca Jazzthing e la città di Gütersloh continuano con la serie di concerti dedicati ai maestri del jazz europeo. Siamo arrivati al quarto concerto (tutti registrati in analogico su nastro dallo THS Studio) ed al relativo CD, questa volta con il pianista Alexander von Schlippenbach, uno che ha contribuito fin dagli anni sessanta &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24945">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24945' addthis:title='Alexander von Schlippenbach &#8211; Jazz Now! Live at Theather Gütersloh '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24959" alt="Unknown" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/12/Unknown-300x300.jpeg" width="300" height="300" />La rivista tedesca <a href="http://www.jazzthing.de/"><strong>Jazzthing</strong></a> e la città di Gütersloh continuano con la serie di concerti dedicati ai maestri del jazz europeo. Siamo arrivati al quarto concerto (tutti registrati in analogico su nastro dallo <a href="http://www.ths-studio.de/news-details/european-jazz-legends-mit-dem-ue-wagen-analog-auf-tonband.html"><strong>THS Studio</strong></a>) ed al relativo CD, questa volta con il pianista <a href="http://www.avschlippenbach.com/"><strong>Alexander von Schlippenbach</strong></a>, uno che ha contribuito fin dagli anni sessanta a dare un volto nuovo al jazz in Europa. Non soltanto con formazioni storiche come la Globe Unity o il trio ancora attivo dopo quaranta anni con Evan Parker ai sassofoni e Paul Lovens alle percusioni, ma anche dal punto di vista organizzativo. Un personaggio, insomma, che ha cambiato il modo di intendere la musica improvvisata in Europa, lasciando fra l&#8217;altro opere storiche come il triplo album in cui con il suo quintetto ha eseguito tutte le composzioni di Monk, compositore da lui spesso rivisitato (un bel trio con Sunny Murray per la Enja). Un artista che ha ben saputo percorrere le due vie, il free alla Cecil Taylor, e la tradizione rivista a modo proprio. Su questo live è in compagnia di musicisti più giovani, Rudi Mahall al clarinetto basso, l&#8217;italiano ma residente a Berlino Antonio Borghini al contrabbasso e Heinrich Köbberling alla batteria, un altro nome spesso presente in incisioni gruppi di jazz tedeschi. Nel concerto si eseguono alcune composizioni di Herbie Nichols, <i>12 Bars</i>, <i>The Gig</i> e <i>Every Cloud</i>, di Eric Dolphy, <i>Serene</i>, <i>Les</i>, <i>Something Sweet Something Tender </i> e <i>Miss Ann</i> oltre a <i>Epistrophy</i> di Thelonious Monk che chiude la serata. Le altre composizioni sono di Schlippenbach, molto interessante <i>Tropi</i> in cui il clarinetto basso dolphiano di Rudi Mahall impazza per tutta l´esecuzione e Borghini utilizza l&#8217;archetto al suo contrabbasso. Il gruppo si presenta abbastanza amalgamato e intrattiene il pubblico con energia. Allo stesso modo c&#8217;è molta raffinatezza nelle esecuzioni, un <i>Something Sweet Something Tender</i> di Dolphy, ad esempio.</p>
<p>La musica del quartetto di Schilppenbach si riallaccia al jazz più avanzato degli anni &#8217;60, se ne avvertono i colori in un brano come <i>Les</i>, qui la ritmica swinga come nelle incisioni di quel periodo, il clarinetto basso dà una certa originalità al tutto e Borghini si lancia in un assolo strepitoso prima del tema finale. È una musica gradevole, che forse potremmo chiamare mainstream ma che è comunque fuori dal coro, al di là di quello che fanno tutti gli altri. A fare da contrappunto alle composizioni dei grandi del passato ci sono quelle del leader, qualche volta dall´aspetto piuttosto moderno come <i>Bishop</i>. Alla fine del disco un intervista di Götz Bühler con il pianista in cui si ripercorrono le tante vicende legate ad uno dei piú grandi interpreti del jazz in Europa. L&#8217;iniziativa della città di Gütersloh continua. un ottimo modo di utilizzare il teatro la cui foto è all´interno della copertina.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.intuition-music.com/shop/">Intuition Music<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist<br />
01. Gold is Where You Find It<br />
02. 12 Bars<br />
03. The Gig<br />
04. Serene<br />
05. The Bells of St. K.<br />
06. Tropi<br />
07. Something Sweet Something Tender<br />
08. Devices and Desires<br />
09. Les<br />
10. Bishop<br />
11. Every Cloud<br />
12. Miss Ann<br />
13. Epistrophy<br />
14. Interview with Alexander von Schlippenbach</p>
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		<title>Dieter Glawischnig &#8211; Winged by distance</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2015 15:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dieter glawiscnig]]></category>
		<category><![CDATA[Intuition Music]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[winged by distance]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una iniziativa originale la rivista tedesca Jazzthing e la città di Gütersloh hanno deciso di celebrare le leggende del jazz europeo in cinque concerti con la relativa pubbicazione su CD dei momenti più interessanti. Questo è il primo della serie, un trio costituito dal pianista austriaco Dieter Glawischnig insieme al figlio Hans Glawischnig al &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24942">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24942' addthis:title='Dieter Glawischnig &#8211; Winged by distance '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-24967" alt="R-7072588-1433367007-5912.jpeg" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/12/R-7072588-1433367007-5912.jpeg.jpg" width="300" height="271" />Con una iniziativa originale la rivista tedesca <a href="http://www.jazzthing.de/"><strong>Jazzthing</strong></a> e la città di Gütersloh hanno deciso di celebrare le leggende del jazz europeo in cinque concerti con la relativa pubbicazione su CD dei momenti più interessanti. Questo è il primo della serie, un trio costituito dal pianista austriaco Dieter Glawischnig insieme al figlio <a href="http://hansglawischnig.com/"><strong>Hans Glawischnig</strong></a> al contrabbasso e <a href="http://www.manfred-schoof.de/"><strong>Manfred Schoof</strong></a> alla tromba ed al flicorno. Nel corso della sua lunga carriera Dieter Glawischnig ha lavorato con musicisti come Anthony Braxton, Fred Anderson, Albert Mangelsdorff, Karl Berger, John Surman e per 28 anni ha diretto l&#8217;orchestra della NDR nella città di Amburgo. Il figlio Hans al contrabbasso è orami conosciuto da anni nell´ambito del jazz mondiale nell&#8217;ambito di un modern mainstream insieme a musicisti come Miguel Zenon o David Sanchez. Manfred Schoof è l&#8217;altra leggenda del jazz europeo, avendo contribuito fin dall´inizio a raccogliere il messaggio del Free che arrivava dagli Stati Uniti. Ne sono testimonianza le sue incisioni accanto a Alexander von Schlippenbach negli anni &#8217;60 insieme all´opera orchestrale <i><b>European Echos</b></i>, un vero e proprio manifesto del jazz fatto in Europa. La musica del concerto, rinunciando volutamente alla batteria, è un jazz con accenti cameristici molto coinvolgente, ricco di sentimento. Le composizioni del pianista ben si prestano a questo tipo di situazione e la tromba ed il flicorno di Schoof, sempre originale con il suo fraseggio fatto di note lunghe alla ricerca della libertà di espressione, al di fuori di qualunque schema. Si conferma, come sempre, un musicista al di fuori degli schemi che ha ancora molto da dire. Il contrabbassista Hans è la base della musica, l&#8217;ancora intorno alla quale tutto gira, ma sa prendersi anche dei momenti da solista notevoli, ad esempio su <i>Lied Fira Madl II</i>, fra l&#8217;altro uno dei momenti più interessanti del disco. La musica scorre compatta da un brano all´altro, senza interruzioni nel mix, soltanto alla fine del concerto si ascoltano gli applausi. Il riascolto su disco permette di apprezzarne la belleza insieme alla via originale che il jazz europeo ha saputo percorrere negli anni. Più che un concerto di due vecchie glorie accompagnate dal figlio dell´uno questo concerto è un momento vissuto molto intensamente dai tre ricco di spunti interessanti per il pubblico e per i colleghi. Nel lungo <i>Solidaritätslied Nr. 2</i> atmosfere liriche si alternano con momenti più free, il contrabbasso svolge un lavoro decisivo ed alla fine si conclude con il bel tema esposto a viva voce dalla tromba di Schoof. Sono quei momenti che è difficile creare in studio che rendono questa incisione qualcosa di speciale, premiata con un lungo applauso dal numeroso pubblico presente.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.intuition-music.com/shop/">Intuition Music<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist<br />
01. Winged by Distance<br />
02. My Own Song<br />
03. Orbitando<br />
04. Winged by Distance II<br />
05. Lied Fira Madl<br />
06. A Lied<br />
07. Pattern<br />
08. Winged by Distance III<br />
09. Ballad Nr. 2<br />
10. Lied Fira Madl II<br />
11. Panorama<br />
12. Solidaritätslied Nr. 2<br />
13. Folksong</p>
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		<title>Roberto Ottaviano &#8211; Astrolabio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2015 10:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[astrolabio]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le ultime incisioni per la stessa casa discografica Roberto Ottaviano cambia formazione a testimoniare della sua voglia di ricerca. La curiosità del sassofonista soprano risulta ovviamente gradita anche agli ascoltatori, perché ogni volta sa condurli in territori sonori nuovi e stimolanti. Dopo le esperienze con gli archi ed il disco dedicato a Steve Lacy &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24871">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24871' addthis:title='Roberto Ottaviano &#8211; Astrolabio '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24884" alt="195" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/12/195-300x270.jpg" width="300" height="270" />Dopo le ultime incisioni per la stessa casa discografica <b>Roberto Ottaviano</b> cambia formazione a testimoniare della sua voglia di ricerca. La curiosità del sassofonista soprano risulta ovviamente gradita anche agli ascoltatori, perché ogni volta sa condurli in territori sonori nuovi e stimolanti. Dopo le esperienze con gli archi ed il disco dedicato a Steve Lacy ora lascia da parte la sezione ritmica e si presenta con un quartetto di soli fiati in cui c&#8217;è ancora il fido trombonista <a href="http://www.glennferris.com/biography_151.htm">Glenn Ferris</a>, presente anche sulla precedente incisione. A completare l&#8217;insolita band <a href="http://www.michel-godard.fr/">Michel Godard</a> alla tuba ed al serpente ed al basso elettrico e <a href="http://gianluigitrovesi.com/">Gianluigi Trovesi</a> al clarinetto alto. La musica è stata ottimamente registrata presso Artesuono di Stefano Amerio, e ciò la rende coninvolgente e viva, un altro aspetto da sottolineare. Ottaviano lascia spazio ai suoi comprimari, non mancano i momenti in cui la parte improvvisata prende il sopravvento e gli assoli dei musicisti assumono caratteristiche note, ma ovviamente anche le composizioni, scritte per lo più dal leader, hanno un ruolo ben preciso. Si fa sedurre da <i>Hicaz Mandira</i> di Abd Al-Aziz, un brano molto suggestivo in cui i solisti si prendono il loro spazio ed in cui il trombone e la tuba fanno da ritmica. Le fonti di ispirazione per Ottaviano sono infinite, ad esempio presenta due brani, <i>Schooldays</i> e <i>Aspirations</i> (in cui si ascolta il basso elettrico di Godard mentre Glenn Ferris va in assolo) che provengono dai Gentle Giant, nota band di rock progressivo britannico degli anni &#8217;70, bello l´accenno a Lacy sul primo brano con il suo sax soprano, a ricordare l&#8217;omonimo album di Steve e Roswell Rudd. Fra le composizioni di Ottaviano si fa preferire <i>A Natural Hero</i>, bel tema e grande assolo del leader. Più astratto <i>Temptations</i> e molto bello <i>Antidotum</i> introdotto da Glenn Ferris con il suo bel suono allo strumento, da lui padroneggiato con eleganza e precisione. A seguire gli altri musicisti in un&#8217;esecuzione che segue vie proprie, al di là del consueto, in cui gli strumenti bassi svolgono la funzione ritmica con fantasia. La chiesa fantasma di <i>Ghost Church</i> chiude in bellezza, atmosfere oniriche, lente, nebbiose, suoni che si espandono nell&#8217;atmosfera avvolgendo il tutto.</p>
<p>Gran bell´album, fuori dal consueto, come spesso ci ha abituato il sassofonista pugliese.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=50856668020151212082155">Dodicilune Records<br />
</a>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Astrolabio<br />
02. Hicaz Mandira<br />
03. Schooldays (extract)<br />
04. A Natural hero<br />
05. Meu Sidi Hero<br />
06. Antonious Block<br />
07. Aspirations (extract)<br />
08. Temptations<br />
09. Antidotum<br />
10. Ghost Churc</p>
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		<item>
		<title>Joris Roelofs &#8211; Amateur Dentist</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=24814</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=24814#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 23:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[amateur dentist]]></category>
		<category><![CDATA[Joris Roelofs]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[pirouet records]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;olandese Joris Roelofs ritorna in studio con lo stesso trio per la sua seconda incisione con la Pirouet Records di Monaco di Baviera. Il neozelandese Matt Penman al contrabbasso e l&#8217;americano Ted Poor alla batteria completano il gruppo. L&#8217;empatia fra i tre è ancora più perfetta, così come lo sviluppo del dialogo musicale. Ora si sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24814">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24814' addthis:title='Joris Roelofs &#8211; Amateur Dentist '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24821" alt="PIT3090_large" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/12/PIT3090_large-300x280.jpg" width="300" height="280" />L&#8217;olandese <a href="http://www.jorisroelofs.com/">Joris Roelofs </a> ritorna in studio con lo stesso trio per la sua seconda incisione con la Pirouet Records di Monaco di Baviera. Il neozelandese <a href="http://www.mattpenman.com/">Matt Penman</a> al contrabbasso e l&#8217;americano <a href="http://tedpoor.com/">Ted Poor</a> alla batteria completano il gruppo. L&#8217;empatia fra i tre è ancora più perfetta, così come lo sviluppo del dialogo musicale. Ora si sono scelti sia brani originali del leader ma anche standards, ad esempio <i>Such Sweet Thunder</i> di Duke Ellington e composizioni che vengono dal genere classico: <i>Funèbre</i> del compositore russo Alexander Skrjabin e <i>Kyrie and Gloria</i> da una messa di Guillaume de Machaut, compositore francese del quattordicesimo secolo, un brano che con molta arguzia si è trasportato nel mondo swingante del jazz contemporaneo. Il clarinetto basso dolphyano del leader racconta le sue storie insieme alla ritmica, il dialogo fra i tre è compatto, a volte in modo più tradizionale, come su <i>Pseudo Bebop</i>, ottimo brano in cui si rispolverano a modo proprio quei ritmi swinganti legati ad un&#8217;era passata del jazz. I tre hanno molta delicatezza quando affrontano i brani di matrice classica, una bella dinamica per come riescono a presentarsi, sempre con qualcosa di nuovo da proporre all´ascoltatore. La loro musica è una festa di suoni che si propongono in tante soluzioni in cui il leader ad esempio lascia il ruolo di solista al contrabbassista che suona con l&#8217;archetto mentre lui utilizza i suoi toni bassi scegliendo il suo ruolo fra la ritmica. Sono idee che sembrano spuntare dal nulla, con un suono molto bello dallo studio di registrazione, opera del produttore e tecnico del suono Jason Seizer al Kyberg Studio in Oberhaching. I titoli dei brani di Roelofs sono ispirati alla vita quotidiana, a quello che incontra quando si confronta con il mondo moderno. Una simpatica storia ce la racconta su <i>Samurai Curtain</i>, titolo spuntato mentre era in treno in Olanda con il suo gruppo e che deriva dalla parola olandese &#8220;samenreiskörting&#8221; che indica lo sconto su un biglietto collettivo. Mentre una capotreno chiedeva in olandese il biglietto a Penman e Por ed i due non comprendevano, gli è venuto in mente un termine inglese che in qualche modo rendesse il suono della parola olandese, ma ovviamente senza lo stesso significato. È una storia fra le tante, come pure il dentista dilettante che da il titolo all&#8217;album ed all&#8217;omonimo brano. Un gran bell&#8217;album, che va ascoltato con attenzione, è un jazz cameristico che non vuole essere spettacolare, ma che sa essere personale nel suono e nei contenuti.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.pirouet.com/home/album_d.php?release=">Pirouet Records<br />
</a>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Snakes and Eagles<br />
02. Broadway<br />
03. Pseudo Bebop<br />
04. Para Poli<br />
05. Funèbre<br />
06. Amateur Dentist<br />
07. Twerp<br />
08. Samurai Curtain<br />
09. Such Sweet Thunder<br />
10. Kyrie and Gloria</p>
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