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	<title>musicZoom &#187; mina &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Libera Velo &#8211; Rizoma contro albero</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 14:14:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12126' addthis:title='Libera Velo &#8211; Rizoma contro albero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-12127" title="Rizoma-contro-Albero_copertina_disco" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/Rizoma-contro-Albero_copertina_disco-300x300.png" alt="" width="300" height="300" />a cura di <strong>Christian Panzano</strong></p>
<p>Nelle articolate manipolazioni del pop e del rock, tra i mille rami di alberi musicali ormai quasi secolari, spesso ci si trova in difficoltà nel determinare l&#8217;incanto, la novità o l&#8217;impersonalità di certi interpreti. Al cospetto di cotanto imbarazzo, di cotanta angoscia filologica, a volte accade di poter percepire lo Stile (con la S maiuscola) anche in un lavoro che in fin dei conti potrebbe passare inosservato nell&#8217;immensa giungla delle uscite discografiche. È proprio il caso di dirlo,<a href="http://www.liberavelo.it/" target="_blank"> <strong>Libera Velo</strong></a> inciampa nella nostra vita, in questo acquitrino di umidità fastidiosa che non conosce salsedine. Nella fanghiglia metropolitana fatta di note rubate, di note farisaiche, questo <strong><em>Rizoma contro albero</em></strong> è un dono benedetto da un incantesimo. Un disco quasi perfetto e se il concetto di perfezione fosse ascrivibile all&#8217;alchimia, mi prenderei cocciutamente la responsabilità di dire che Libera Velo non è scienza, bensì magia. Alle soglie di un&#8217;era super tecnologica, siamo ancora qui a parlare di mostri, fantasmini e sirenette. Roba da matti, ragazzi! Ma in fondo l&#8217;oggetto del contendere è proprio questo: un tocco velato di magia applicato alla realtà o viceversa? Adoro la voce di Libera Velo, adoro le sue implicazioni musicali, le sue incursioni nel passato per arrangiare il presente senza necessariamente pretendere di dare spiegazioni universali sul futuro. Il suo orgoglio non vuole arrivare ad una panacea universale (ma non si parlava di alchimia?) ma ad un relativismo che mi trova concorde, un tappeto sonoro molto elastico che pur rimanendo su campi ben precisi della storia, riesce comunque a trovare una formula che piace, che fa sorridere, che fa ballare, che fa pensare. Approdata su EP per la<a href="http://www.octopusrecords.net/ " target="_blank"> Octopus records</a> sei anni fa con <em><strong>Riffa</strong></em>, la cantante partenopea, dopo un periodo di maternità, esce con un secondo lavoro più solido ed energico. Ascoltando le 10 tracce ho percepito un&#8217;idea di musica condivisa, da palco, di musica che non rimane sola ad auto compiacersi, ma si auto rigenera da un emorragia di partecipazione e sostegno. Quale è stato l&#8217;atto storicamente rilevante di donne come<strong> Janis Joplin, Billy Holiday, Amalia Rodrigues</strong> o la stessa <strong>Patty Smith</strong>? Non solo aver sdoganato i pregiudizi razziali, sessuali, sociali, ma aver creato un concetto di musica dove tra pubblico ed artista si generava una sorta di cordone ombelicale da cui magicamente nascevano note, accordi, vocalizzi, rabbia e politica. Libera è tutto questo, Libera porta dietro le ferite e le intemperie del secolo breve, di questa cittadinanza dimenticata, di questo limitato passaggio verso la libertà in una strettoia che non è per tutti. Ma si porta dietro quel filo rosso, quella voglia di far scaturire la propria musica da un rapporto con la realtà, con la gente che vive, che soffre, che lotta consapevole e non. Questo il pregio di un lavoro come Rizoma contro albero, ma veniamo ai brani. In Riffa le pizzicate ritmiche migravano verso un minimalismo folk mediterraneo, a tratti latino e questo faceva da attestato di stima. Il pop vocale ricordava una tradizione più sanremese che indipendente e questo era l&#8217;elemento che a più di qualcuno ha fatto storcere il naso. Questi binari non sono stati abbandonati, anzi permangono intrecciandosi ad un folk che ora è combat e a un blues che filtra il classico con l&#8217;acid. Io credo che Riffa sia stato a suo tempo sottovalutato. Per me in quell&#8217;esordio poteva tranquillamente nascondersi un <strong>Vincent Gallo</strong> versione bossanova e un cantautorato ricercato, ermetico e situazionista. Oggi se ne ha la riprova fisica. <em>Puca</em> è sorprendentemente introspettiva, <em>Memo bizzarra</em> è combattiva come la <strong><em>Torre di babele</em></strong> di <strong>Edoardo Bennato</strong>. Qui la lotta si perde nel trip naturale e ne esce rinata e seducente. <em>Con te me la prendo</em> è il duetto dell&#8217;odio che cerca una ruga d&#8217;amore “perchè porta la rabbia dei morti viventi” ma trova solo angeli nell&#8217;inferno. <em>Questo mio essere brillante e di fiducia piena</em> è pop riuscito con basso jazzato, piano funk e backing vocals divini.<em> Il punctum</em> sprigiona la forza dello slide sulle corde. <em>The wise child</em> è psichedelica come gli <strong>Hot Tuna</strong> con morriconiani solipsismi.<em> Jimmy&#8217;s blues</em> è Billy Holiday che cinguetta leggera ed è il pezzo più bello dell&#8217;album. <em>Demiurga</em> suggerirebbe un amore per <strong>Mina</strong>, <em>Mi piace il suo vestito</em> è con onestà bellissima. Infine <em>Zenzero 6</em> è una traccia soul di chiusura col botto. Quella soffice brezza marina riemerge come in un sogno e ci si sente sparati lontani anni luce dalle intemperie della vita, cullati da un suono di tromba dimesso, da una chitarra dinoccolata, dalla voce sottile quasi in sordina, di Libera Velo. Rizoma contro albero è semplicemente un capolavoro.</p>
<p>Anno: 2013<br />
Label: Octopus records</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1-Puca<br />
2-Memo bizzarra<br />
3-Con te me la prendo<br />
4-Questo mio essere brillante e di fiducia piena<br />
5-Il punctum<br />
6-The wise child<br />
7-Jimmy&#8217;s blues<br />
8-Demiurga<br />
9-Mi piace il suo vestito<br />
10-Zenzero 6</p>
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		<title>Silvia Anglani &#8211; Complice</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 18:06:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=8894' addthis:title='Silvia Anglani &#8211; Complice '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-8896" title="silvia anglani" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/08/silvia-anglani-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" />a cura di<strong> Antonio Frascione </strong></p>
<p><strong>Complice</strong>, è il primo lavoro discografico della cantante <strong>Silvia Anglani</strong><strong></strong>. La voce, graffiante e sensuale, le consente di interpretare con padronanza e intensità un repertorio vario, che si muove. Trasparente, incisiva e profonda, con il suo timbro riesce a dare grande pathos e originalità a ogni repertorio. L&#8217;album rappresenta il giusto incontro tra interpretazione e produzione musicale in un progetto della casa discografica &#8211; Dodicilune -  fra le più vivaci nel panorama discografico internazionale. Un song-book di preziosi inediti, interamente composto per Silvia Anglani da Gabriele Rampino, compositore salentino per gli ultimi film di Edoardo Winspeare; ed in più un vecchio brano del 1967 dell’intramontabile Mina, <em>Conversazione</em>, vera e propria chicca del disco, insieme alla presenza speciale del grande sassofonista americano <strong>Michael Rosen</strong>.<br />
Per la grande varietà dei generi, il lavoro è quasi una “sfida” in cui l&#8217;Anglani si dimostra sempre a suo agio, spaziando dalle atmosfere cool dance di <em>Odio Dicembre</em>, con incisiva componente ritmica, loop di batteria e percussioni, fino al pop ricercato di <em>Complice, Bassa marea, Demonangel</em>, ed alle atmosfere ballad e soul, strizzando sempre un occhio al jazz. Pur abbracciando generi così diversi tra loro, il disco è tutt&#8217;altro che “discontinuo” nella sua fruibilità, e questo proprio grazie alla voce dell&#8217;Anglani, che porta in secondo piano le differenze di atmosfera e sonorità con grande disinvoltura, alla stregua di un&#8217;attrice che cambia abito in ogni scena, ma conservando sempre la propria personalità forte, caratteristica ed espressiva. Un grandissimo Gianni Iorio al bandoneon caratterizza due dei brani che preferiamo, con  atmosfere jazz-tango alla <strong>Astor Piazzolla</strong>, nelle originali <em>Le pantofole col Marabù e Il Rimedio</em>. Tutti i musicisti meritano di essere citati: l&#8217;armonica cromatica di Marco Tuma, le chitarre di Maurizio Bizzochetti, Pierluigi Balducci al basso elettrico e acustico, Pierluigi Villani alla batteria, i cori di Serena Spedicato, le tastiere (pianoforte, fender rhodes, hammond) di Giuseppe Magagnino, che ha partecipato a molti degli arrangiamenti insieme a Gabriele Rampino. Complice è già piacevolissimo al primo ascolto, ma sicuramente affascina e colpisce ancor di più agli ascolti successivi, che permettono di cogliere tutte le sfumature espressive della voce di Silvia Anglani, che sa essere sensuale, romantica e grintosa dove serve.</p>
<p>Label: Dodici Lune<br />
Anno 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1 – Odio Dicembre<br />
2 – Conversazione<br />
3 – Complice<br />
4 – Le pantofole col marabù<br />
5 – Tempo al tempo<br />
6 – Bassamarea<br />
7 – Demonangel<br />
8 – Il rimedio<br />
9 – Essere normale<br />
10 – Una spina nel cuore<br />
11 – La mia costellazione<br />
12 – A piedi nudi<br />
13 – Il rimedio (reprise)</p>
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		<title>Mina canta Cantarelli</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 17:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[beppe cantarelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Love &#38; Music. Una dichiarazione d’amore alla più grande di tutti i tempi. Un tributo alla Musica, quella che fa vibrare l’anima e che accompagna i decenni, in un crossover generazionale che ne accresce il mito. L’artista Beppe Cantarelli, bussetano Doc con dimora a Los Angeles – nato in terra di Verdi, a pochi passi &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=8142">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=8142' addthis:title='Mina canta Cantarelli '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_8143" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-8143" title="CANTARELLI_conMINA" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/06/CANTARELLI_conMINA-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Mina &amp; Cantarelli</p></div>
<p>Love &amp; Music. Una dichiarazione d’amore alla più grande di tutti i tempi. Un tributo alla Musica, quella che fa vibrare l’anima e che accompagna i decenni, in un crossover generazionale che ne accresce il mito. L’artista <strong>Beppe Cantarelli</strong>, bussetano Doc con dimora a Los Angeles – nato in terra di Verdi, a pochi passi dalla Casa Natale del Cigno di Busseto &#8211; soul-man innamorato della pianura cremonese, piacentina e parmense intrisa di letteratura guareschiana – firma un libro fresco di stampa dal titolo “Mina Canta Cantarelli, Cantarelli Canta Mina”, ovvero racconti dietro le quinte, tra musica e parole, edito dalla casa di produzione discografica Shiva Diva Music &amp; Rap Opera Records (Los Angeles) e B.J.R. &amp; S.C.C. Music Enterprises Ltd. (Londra).<br />
L’opera – dedicata in parte ai collezionisti oltre a quanti amano <strong>Mina</strong> – è un atto d’amore per la voce della più grande interprete nazionale. E’ un viaggio tra Italia e Stati Uniti sullo spartito di frammenti biografici, come note a punteggiare il pentagramma, che si intrecciano con un immaginario che ha fatto epoca: dai tempi di Canzonissima e della Bussoladomani, alle Colline di Berverly Hills fino all’Apertura del Terzo Anno Giubilare di Papa Giovanni Paolo II in Vaticano.  È soprattutto un canto libero per una seria riflessione sulla storia recente della musica, sullo stato di salute dell’arte di Euterpe, sulla crisi discografica italiana e mondiale.</p>
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		<title>Primo singolo per Silvia Anglani</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 07:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=7550' addthis:title='Primo singolo per Silvia Anglani '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-7551" title="MASTER KNE018 2 ante con libretto SILVIA" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/05/silvia-anglani-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" />Odio dicembre</em> è il primo singolo estratto da <em><strong>Complice</strong></em>, esordio discografico della cantante ostunese <strong>Silvia Anglani</strong> affiancata dal grande sassofonista statunitense <strong>Michael Rosen</strong>. Il cd, pubblicato da Controvento by Dodicilune e distribuito da Ird, in uscita il 31 maggio, è promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV.<br />
La voce di grande personalità di Silvia Anglani, graffiante e sensuale, &#8220;niente affatto postmoderna, vagamente retrò&#8221;, le consente di interpretare con padronanza e intensità un repertorio vario, che si muove nei territori musicali più diversi. Echi di tango, ballad, melodie antiche, soul jazz e ritmiche cutting edge, torch songs, musica raffinata ma di alta fruibilità, con un occhio al soundesign e alle ultime tendenze dell&#8217;elettronica. Un songbook di preziosi inediti con una chicca, <em>Conversazione</em>, un brano di <strong>Mina</strong> del 1967 in una nuova smagliante versione.</p>
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