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	<title>musicZoom &#187; mimi parker &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Tre nuove date per i Low in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 21:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13912' addthis:title='Tre nuove date per i Low in Italia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_13913" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-13913" title="BodyPart" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/BodyPart4-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Low</p></div>
<p>I <strong>Low</strong> sono una delle più importanti realtà della scena slowcore anni ’90 made in USA. Con dieci album all’attivo il trio originario di Duluth, Minnesota, ha pubblicato l’ultimo album di studio lo scorso marzo, a due anni di distanza da <em><strong>C’Mon</strong></em>, capolavoro firmato Sub Pop che ha letteralmente conquistato pubblico e critica, a dispetto del precedente <em><strong>Drums And Guns</strong></em> (2007) che aveva lasciato i fans con l’amaro in bocca per via della sbandata elettronica che la band aveva provvisoriamente (ed improvvisamente) preso. <em><strong>The Invisible Way</strong></em> è uscito in corrispondenza del ventennale di attività della band. Prodotto da Jeff Tweedy (leader dei Wilco), il nuovo lavoro è intimo, melanconico e guidato dalla straordinaria voce di Mimi Parker. Acclamato da critica e pubblico, The Invisible Way è l’ultimo capolavoro firmato Low, un condensato di emozioni e soffici armonie. La band tornerà in Italia per tre date a novembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lunedì 4 Novembre 2013<br />
ROMA – SALA PETRASSI</p>
<p>Martedì 5 Novembre 2013<br />
FIRENZE – TEATRO PUCCINI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 6 Novembre 2013<br />
MILANO – TEATRO MARTINITT</p>
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		<title>Low – The Invisible Way</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 18:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12707' addthis:title='Low – The Invisible Way '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-12708" title="Low_-_The_Invisible_Way" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/03/Low_-_The_Invisible_Way.jpg" alt="" width="300" height="300" />Per il 10° album in 20 anni di carriera i <strong>Low</strong> hanno scelto la modalità invisibile. Un titolo del genere ci dovrebbe suggerire una presenza, quanto mai effimera  e sfuggente. Invece io ho sempre considerato i Low un gruppo ripiegato sul concetto di assenza, su ciò che manca, ciò che si è perso e che rende irrimediabilmente perduti. Può darsi che <em><strong>The Invisible Way</strong></em> voglia comunque significare altro, ma al suo interno il gruppo di Duluth dissemina comunque tracce di questa sua predisposizione alla perdita in maniera piuttosto esplicita. Da <em>Holy Ghost</em>, in cui la splendida voce di Mimi Parker sussura “some holy ghost, keep me hangin’on” su un sottofondo che non può che essere blues ed in cui ogni nota pesa come un macigno; ad <em>Amethist</em> in cui è invece Sparahawk nelle battute finali a dire qualcosa a proposito di una “nobody’s stupid girl”. A prescindere da questi suggerimenti, comunque interessanti per inquadrare meglio la produzione dei Low, The Invisible Way non si discosta dalla tradizione musicale del gruppo, che sviluppa al meglio la tradizionale definizione di slowcore (mai genere musicale fu identificato meglio da una singola parola), concentrando il tutto in 11 brani di poesia magistrale. Lo slow iniziale di <em>Plastic Cup</em> e di<em> Amethist</em> scivola via con immensa dolcezza, mentre <em>So Blue</em>, un pezzo che scommettiamo avrebbero voluto fare gli <strong>Arcade Fire</strong>, sembra riportarci  al core, che altro non è che lo struggimento interiore, il canto di dolore della vita (o, in questo caso, della morte). Tenace ma irrimediabilmente perso. La maggior parte dei pezzi sono acustici, c’è poca elettricità e tantissimo piano per dare armonia ed ariosità al tutto. Le note di <em>Waiting</em> sembrano languide, sul punto di sciogliersi, una breve parentesi prima di <em>Clerence White</em>, dove sembra di ascoltare i <strong>Radiohead</strong> senza le astrazioni cervellotiche di Yorke, ma sostenuti da una solida impalcatura classicista. L’altra sognante parentesi di <em>Four score</em> apre la strada a <em>Death of me</em>, dove sopraggiunge un po’ di ritmo per evitare una crisi di anemia. Il sapore folk (<em>Mother</em>) che pervade buona parte dell’album è senz’altro merito di Jeff Tweedy dei <strong>Wilco</strong>, che ha prodotto e registrato il disco, ma che poco ha potuto fare in <em>On My Own</em> dove il pop gioioso e colorato iniziale viene stravolto da un’ondata di riverberi che culmina nella trascendenza. Il titolo del pezzo potrebbe confermare le nostre indicazioni iniziali sul valore dell’assenza per i Low. Noi ve lo confermeremo a maggio quando andremo a vederli a Bologna per la loro unica data italiana. Ovviamente accompagnati.</p>
<p>Label: Sub Pop<br />
Anno: 2013</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1.    Plastic Cup<br />
2.    Amethist<br />
3.    So Blue<br />
4.    Holy Ghost<br />
5.    Waiting<br />
6.    Clarence White<br />
7.    Four Score<br />
8.    Just Make It Stop<br />
9.    Mother<br />
10.    On My Own<br />
11.    To Our Knees</p>
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		<title>Low – C’mon</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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<p>Label: Sub Pop<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1.    Try to Sleep<br />
2.    You See Everything<br />
3.    Witches<br />
4.    Done<br />
5.    Especially Me<br />
6.    $20<br />
7.    Majesty/Magic<br />
8.    Nightingale<br />
9.    Nothing But Heart&#8221;<br />
10.  Something&#8217;s Turning Over</p>
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		<title>C&#8217;Mon, Low</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 28 Novembre ai Magazzini Generali di Milano si svogerà il concerto dei Low, una delle più importanti realtà della scena slowcore anni ’90 made in USA. Con nove album all’attivo il trio originario di Duluth, Minnesota, torna, dopo quattro anni di assenza, con C’Mon, un piccolo titolo per un grande disco. Un capolavoro firmato Sub &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=2906">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=2906' addthis:title='C&#8217;Mon, Low '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_2907" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/low.jpg"><img class="size-medium wp-image-2907" title="low" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/low-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Low</p></div>
<p>Lunedì 28 Novembre ai Magazzini Generali di Milano si svogerà il concerto dei <a href="http://www.myspace.com/low"><strong>Low</strong></a>, una delle più importanti realtà della scena slowcore anni ’90 made in USA. Con nove album all’attivo il trio originario di Duluth, Minnesota, torna, dopo quattro anni di assenza, con <em><strong>C’Mon</strong></em>, un piccolo titolo per un grande disco. Un capolavoro firmato Sub Pop che ha letteralmente conquistato pubblico e critica, a dispetto del precedente <strong><em>Drums And Guns</em></strong> (2007) che aveva lasciato i fans con l’amaro in bocca per via della sbandata elettronica che la band aveva provvisoriamente (ed improvvisamente) preso.  Registrato ai Sacred Heart Studio di Duluth, una vecchia chiesa cattolica che vide anche i natali di <strong><em>Trust</em></strong> nel 2002 <em><strong>C’Mon</strong></em> assorbe tutte i vantaggi di uno studio con un incredibile riverbero naturale, amplificando così le capacità musicali dei tre componenti e dando particolare risalto alla deliziosa voce di <em>Mimi Parker</em>, a cui si sono aggiunti una serie di nuovi suoni ispirati dai numerosi giochi dei bambini della coppia <em>Sparhawk-Parker,</em> a dimostrazione dell’infinità creatività della band. Caldo, intenso ed introspettivo più che mai, il nuovo lavoro dei <strong>Low</strong> contiene tutti i marchi di fabbrica che hanno reso famosa la formazione americana, con il tocco finale del produttore Matt Beckley, che ha collaborato, tra i vari, con artisti del calibro di <strong>Katy Perry</strong> e <strong>Avril Lavigne</strong>. Melodie semplici ed arrangiamenti corposi, ballate folk-pop e crescendo impetuosi fanno di <em><strong>C’Mon</strong></em> un disco incredibilmente bello ed avvolgente.</p>
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