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	<title>musicZoom &#187; Mark Egan &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Mark Egan Arjun Bruggeman &#8211; Dreaming Spirits</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 08:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28675' addthis:title='Mark Egan Arjun Bruggeman &#8211; Dreaming Spirits '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/41mm7BpCIDL._SX466_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/41mm7BpCIDL._SX466_-300x300.jpg" alt="41mm7bpcidl-_sx466_" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-28680" /></a>Il bassista <strong><a href="http://www.markegan.com/">Mark Egan</a></strong> è qui con degli strumenti a cinque e ad otto corde ed é ovviamente uno spettacolo ascoltarlo mentre riesce a farli suonare come delle chitarre dalla voce più grave. Insieme a lui Arjun Bruggeman alle tabla ed altri strumenti a percussione. I due hanno trovato di avere qualcosa di importante in comune fin dal 2008, quando si sono trovati a suonare con il cantante indiano Krishna Das, collaborazione che dura ancora. Il trio del disco è completato da <strong><a href="https://shanetheriot.com/">Shane Theriot</a></strong> alle chitarre, acustiche ed elettriche, un musicista molto versatile che ha suonato ovunque, in tour, in studio, jazz, rock, fusion, in pratica di tutto. La musica del disco scorre per settanta minuti e ci ricorda le imprese di gruppi come Shakti o gli Oregon di Ralph Towner, con quei suoni tra fusion e world in cui le tabla ed il basso elettrico ispirano le chitarre molto sensibili di Theriot, musicista con una sua voce personale che arricchisce il suono del trio con accenti originali. Ci sono ovviamente molti momenti in cui si evidenzia il basso di Egan, ma sarebbe fuori luogo cercare virtuosismi che i tre rifiutano a priori, qui c&#8217;è molto dialogo, molte idee e resta poco spazio per un&#8217;inutile spettacolarità esecutiva. C&#8217;è anche un breve blues, qualche minuto, <i>Spirit Blues</i>, che fa da prologo alla composizione che dà il titolo all&#8217;album, in cui si ascoltano in mezzo ad atmosfere meditative guidate dal leader anche dei momenti molto intensi della chitarra di Theriot. Sono settanta minuti pieni di sorprese, gradevoli e dall&#8217;evidente originalità.</p>
<p>Genere: jazz fusion<br />
Label: <strong><a href="http://wavetone.com/">Wavetone Records</a></strong><br />
Anno 2017</p>
<p>Tracklist<br />
01. Village Call<br />
02. Mombossa<br />
03. Wave Motion<br />
04. C Drone Expansion<br />
05. Canyon Walk<br />
06. Framonics<br />
07. The In Between<br />
08. Joy Ride<br />
09. Spirit Blues<br />
10. Dreaming Spirits<br />
11. Morning Light<br />
12. Waking Spirits<br />
13. Voices<br />
14. When Spirits Dance</p>
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		<title>Mark Egan &#8211; Direction Home</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 08:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=23094' addthis:title='Mark Egan &#8211; Direction Home '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div><img class="alignleft size-medium wp-image-23097" alt="MI0003828792" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/05/MI0003828792-300x267.jpg" width="300" height="267" />È passato tanto tempo da quando il bassista <strong><a href="http://www.markegan.com/">Mark Egan</a></strong> prendeva lezioni da Jaco Pastorious oppure suonava insieme ai gruppi di Pat Metheny o con i suoi Elements. Ora è un produttore, compositore, esecutore che insieme alle tastiere (qui per lo più al pianoforte acustico) di Mitchel Forman ed alla batteria di <strong><a href="http://dannygottlieb.org/">Danny Gottlieb</a></strong>, ha messo insieme un trio che incide sulla propria Wavetone Records. Il risultato è una band che ormai si fa notare con prepotenza nel jazz contemporaneo. Il basso a cinque corde del leader con le sue improvvisazioni che ricordano una chitarra è un marchio di fabbrica inconfondibile. Il nuovo disco, dedicato alla madre, continua dove finiva il precedente <i>About Now</i>, la musica si evolve verso una fusion molto raffinata, elegante, ricca di atmosfere sognanti. Un esempio può essere <i>After the Storm</i>, qui il basso elettrico la fa da protagonista, ben sorretto in punta di piedi dal pianoforte e dalla batteria, ma il tema e l´esecuzione si distinguono per le atmosfere speciali, quasi distinte, create. Anche quando si va verso il blues, <i>Small Town Blues</i>, c´è sempre questa eleganza che traspare nelle esecuzioni, al di là del solito cliché del basso che &#8220;sporca&#8221; le esecuzioni con la sua voce. <i>After Math</i> ha come protagonista il pianoforte acustico di Forman, un´esecuzione di tutto rispetto in cui cambia di velocità nel corso del brano con naturalezza, i tre si dimostrano creativi, abili a gestire tutte le possibilità dinamiche di questo tipo di formazione. È ancora la voce inconfondibile del basso del leader a introdurre <i>Direction Home</i> che dà il titolo al disco, stupenda, un esempio per i colleghi contemporanei. Il disco è stato missato da Phil Magnotti, un ingegnere del suono che ha ricevuto un Grammy per il suo lavoro. Non sorprende quindi che qui tutto si trovi al posto giusto, senza brani che girano a vuoto o scale buttate a caso nell´esecuzione. <i>Jungle Walk</i> si muove su accenti più marcati, come fa intendere il titolo, ma proprio qui si nota la classe dei tre musicisti, abili a non farsi scappare di mano i ritmi più accesi di una fusion che con loro ha un tutto un altro modo di presentarsi. <i>Gratitude</i> è un bellissimo momento di poesia, cinque minuti che fanno sognare e sono una celebrazione per Egan e questo trio.</div>
<p>Genere: jazz fusion<br />
Label: <strong><a href="http://wavetone.com/">Wavetone Records</a></strong><br />
Anno 2015</p>
<p>Tracklist<br />
01. Summer Fun<br />
02. Small Town Blues<br />
03. Mountain People<br />
04. After the Storm<br />
05. After Math<br />
06. Direction Home<br />
07. Jungle Wrack<br />
08. Gratitude<br />
09. The Path Home</p>
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		<title>Mark Egan &#8211; About Now</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2014 20:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[about now]]></category>
		<category><![CDATA[fusion]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Egan]]></category>
		<category><![CDATA[Waveton Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Da veterani come i tre del disco in questione ci si aspetta qualcosa di speciale, che arriva puntualmente perché il bassista Mark Egan (anche un Grammy Awards nella sua carriera) è uno che sa cosa e come produrre. Ormai lavora in proprio con la Wavetone Records (dal 1992 per essere precisi) sfuggendo agli imperativi di case discografiche e in quanto &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=19412">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19412' addthis:title='Mark Egan &#8211; About Now '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div><img class="alignleft size-full wp-image-19429" alt="a-12995-about-now-mark-egan-12995-250x0n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/05/a-12995-about-now-mark-egan-12995-250x0n.jpg" width="250" height="250" />Da veterani come i tre del disco in questione ci si aspetta qualcosa di speciale, che arriva puntualmente perché il bassista <strong><a href="http://www.markegan.com/">Mark Egan</a> </strong>(anche un Grammy Awards nella sua carriera) è uno che sa cosa e come produrre. Ormai lavora in proprio con la Wavetone Records (dal 1992 per essere precisi) sfuggendo agli imperativi di case discografiche e in quanto musicista totale in veste di produttore, compositore, esecutore sa sempre come fornire al suo pubblico quel qualcosa di speciale che fa la differenza (fra l´altro ottima la qualità della registrazione). Il suo fretless bass sforna linee chitarristiche che vanno perfettamente a genio con le tastiere ed il pianoforte di Mitchel Forman e la batteria di <strong><a href="http://dannygottlieb.org/">Danny Gottlieb</a></strong>, ambedue musicisti che sanno dare il massimo nel ruolo di solisti ed esecutori. Presentano un disco in cui ci sono le sonorità che abbiamo conosciuto dai grandi del passato, Jaco Pastorius o i Weather Report, rivisitate da tre forti personalità che sanno fare cantare i loro strumenti come pochi, <i>Graceful Branch</i> ne è uno stupendo esempio. Al centro di quest´opera sta la musica, perché i tre rinunciano al proprio ego e si mettono al servizio di un progetto collettivo dietro al quale Egan fa da compositore e regista. Le esperienze con la band di Pat Metheny e da sideman praticamente con tutti i grandi della musica americana lo rende un artista che ha le idee chiare su cosa e come proporre ed il risultato è un disco che non gira mai a vuoto od in cui c´è l´assolo velocissimo per fare contento il sideman. Assolutamente no, nell´ambito di un´estetica fusion/jazz rock i brani sono arrangiati con finezza (geniale il tema di <i>Little Pagoda</i> con il basso accompagnato dai ritmi dei piatti e dal poetico pianoforte) ed il suo basso sa esprimere una cantabilità che non sconfina mai nel dozzinale. Su <i>Tea in Tiananmen Square</i> resta ancora dalle parti dell´Oriente ma ci propone ritmi più funky sempre con eleganza e leggerezza, per poi chiudere il disco in bellezza dalle parti del Sudamerica con <i>Puerto Plata</i>,  brano che mette la parola fine ad un disco che merita assolutamente l´ascolto da parte di bassisti e batteristi e che allo stesso tempo ha tutte le qualità per farsi ascoltare da chi la musica (e qui ce n´è tantissima!) la ascolta e basta.</div>
<p>Genere: jazz fusion<br />
Label: <strong><a href="http://wavetone.com/">Wavetone Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Sailing<br />
02. Slinky<br />
03. About Now<br />
04. Cabarete<br />
05. McKenzie Portage<br />
06. Little Pagoda<br />
07. Tea in Tiananmen Square<br />
08. Puerto Plata</p>
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