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	<title>musicZoom &#187; lcd soundsystem &raquo; musicZoom</title>
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		<title>LCD Soundsystem &#8211; American Dream</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 14:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28090' addthis:title='LCD Soundsystem &#8211; American Dream '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft" alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/f3/LCD_Soundsystem_-_American_Dream_cover_art.jpg" width="300" height="300" /></p>
<p>Tornano dopo 7 anni gli <strong>LCD Soundsystem</strong>, capitanati da un James Murphy ancora in forma. Il loro addio dal mondo della musica sembrava infatti dovuto ad una scelta da parte del frontman di non voler più calcare i palchi a causa di una fatica fisica e vocale che non gli permetteva di raggiungere il risultato voluto; sicuramente però la mente di James ha sempre lavorato in questo tempo, per aggiungere carne al fuoco nella loro discografia. Ed allora, dopo alcuni estratti che hanno anticipato questo ultimo lavoro in studio, ecco arrivare <em><strong>American Dream</strong></em>, 10 brani tondi e lunghi, tipicamente in stile LCD, ma forse più sentiti, più introversi, meno divertenti ma più riflessivi. <em>Oh Baby </em>apre il disco e ci fa subito capire che forse qualcosa è cambiato, ma non la voce di James, ancora forte e capace di cantare raggiungendo anche tonalità alte laddove ce n&#8217;è bisogno, per rafforzare le emozioni che ci vuole trasmettere con la sua musica. <em>Other Voices </em>ci riporta ai primi lavori del gruppo, con quella sezione ritmica sicura e portante, sulla quale si appoggia la voce che più che cantare sembra quasi raccontarci una storia a tempo, in un climax di synth a tratti un po&#8217; distorto e fastidioso, ma che lascia quel sapore agrodolce nel padiglione auricolare e nel cervello, quasi come se ci stessimo chiedendo &#8220;cos&#8217;è successo?&#8221;. <em>I Used To </em>ha un sapore un pò più antico, quasi eighties, affascinante ma forse un po&#8217; asettico, forse l&#8217;unico punto basso di questo album, un brano non brutto ma di complicata digestione. Ci si riprende un pò con <em>Change Yr Mind </em>(non a caso), dove la ritmica più danzereccia trascina l&#8217;ascolto ipnotico della struttura classica della canzone alla LCD-maniera, dove non si capisce mai se arriverà una sorta di ritornello o meno, e quando forse ci sembra arrivare ecco che il brano è praticamente finito. <em>How Do You Sleep? </em>è quella canzone che quando inizia pensi che potrebbe non piacerti e che quando la finisci (dopo 9 minuti abbondanti) la vorresti riascoltare immediatamente per fartela piacere ancor di più, e mentre la riascolti e la riascolti ancora pensi a come potrebbe rendere dal vivo; probabilmente la mia preferita del disco. <em>Tonite </em>aveva di poco anticipato l&#8217;uscito dell&#8217;album, è un pò il pezzo più paraculo ma.. che stile: bassline trascinante, il solito James che narra cantando, vocoder qua è là, struttura ipnotica e dilatata, insomma dancefloor killer. Anche <em>Call The Police </em>avevamo già avuto modo di conoscerla, e ci aveva convinto: sicuramente il brano più aderente ai precedenti lavori degli LCD, un brano che infatti convince a pieno e segna questo grande ritorno sulla scena. La title track (anch&#8217;essa già uscita in coppia con il brano precedente) rappresenta un po&#8217; l&#8217;altra faccia della medaglia, la parte un po&#8217; più melensa, una ballata elettronica non necessaria, dal testo che racconta l&#8217;ennesima sensazione di amore disorientato, ma che nel complesso si inserisce dignitosamente tra i 10 brani che compongono il disco. <em>Emotional Haircut </em>ci risveglia dal torpore, ci dona carica dopo il malessere, ed è l&#8217;unico brano che nonostante i suoi cinque minuti e mezzo dura forse troppo poco, un rock contemporaneo che sfocia nell&#8217;esplosione finale. Chiudono il disco i dodici minuti abbondanti di <em>Black Screen</em>, ed il tutto suona bene, sigillando l&#8217;idea che ho maturato durante tutto l&#8217;ascolto, ovvero che per avere un parere definitivo ho bisogno di altri ascolti; non avevo troppe aspettative riguardo questo ritorno degli LCD, anzi è arrivato quasi a sorpresa, ma con American Dream non aggiungono granchè alla loro discografia; apprezzo però immensamente il rimanere estremamente coerenti alle loro scelte, al loro percorso, durante il quale si erano forse un po&#8217; persi, ed ora hanno ritrovato la luce, ripresentandosi in punta di piedi, mantenendo comunque il loro stile che li contraddistingue. Speriamo di poterli potere rivedere anche dal vivo.</p>
<p>Label: DFA</p>
<p>Anno: 2017</p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>oh baby</li>
<li>other voices</li>
<li>i used to</li>
<li>change yr mind</li>
<li>how do you sleep?</li>
<li>tonite</li>
<li>call the police</li>
<li>american dream</li>
<li>emotional haircut</li>
<li>black screen</li>
</ol>
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		<title>Volevi una Hit?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=6967' addthis:title='Volevi una Hit? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-6972" title="Cristalli_Volevi_45giri" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/05/Cristalli_Volevi_45giri-292x300.jpg" alt="" width="292" height="300" />In occasione dell&#8217;uscita di <em>Volevi una hit</em>, quasi-cover semiseria&#8217;80 di <em>You wanted a hit</em> (originale by <strong>LCD Soundsystem</strong>), in italiano ad opera di <strong>Cristalli Liquidi</strong>, sigla dietro la quale si cela un misterioso combo prodotto artisticamente dal disc jockey e musicista veneziano <a href="http://www.bottin.it"><strong>William Bottin</strong></a>, proponiamo ai nostri lettori lo streaming di questo singolo dal 2 al 4 maggio. Il brano esce oggi su iTunes, in vinile 7&#8243; sull&#8217;etichetta olandese Artifact (lato B: la versione &#8220;oh oh&#8221;, ovvero strumentale) e su quella trentina Mashhh! Records, la &#8220;casa&#8221; di <strong>Casa del Mirto</strong>, che ha remixato il brano per il lato B diffuso in Italia. Buon ascolto!</p>
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<li><em>Volevi una Hit </em></li>
</ul>
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		<title>Bright Moments &#8211; Natives</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 12:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Cristofaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Natives esce per la Luaka Bop di David Byrne ed è meglio di qualsiasi cosa recente del «padrone», così come si è sui livelli del miglior Beirut. Si cita Zach Condon perché Bright Moments è Kelly Pratt, polistrumentista sulla scena da più di dieci anni e presente con la sua tromba in numerosi pezzi di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=6595">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=6595' addthis:title='Bright Moments &#8211; Natives '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6596" title="Natives 300" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/04/Natives-300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Natives</strong></em> esce per la Luaka Bop di <strong>David Byrne</strong> ed è meglio di qualsiasi cosa recente del «padrone», così come si è sui livelli del miglior <strong>Beirut</strong>. Si cita <strong>Zach Condon</strong> perché <strong><a href="http://www.brightmomentsmusic.com/">Bright Moments</a></strong> è <strong>Kelly Pratt</strong>, polistrumentista sulla scena da più di dieci anni e presente con la sua tromba in numerosi pezzi di Zach. Non solo: si è occupato degli arrangiamenti dei fiati in <strong><em>Neon Bible</em></strong> degli <strong>Arcade Fire</strong>, suonandoli quasi tutti, così come era presente nelle prime uscite degli <strong>LCD Soundsystem</strong>. Maturando esperienze diversificate sedimentando la propria musica per così tanto tempo, aver dato la luce i primi brani, per conto suo, nel proprio appartamento di New York e poi averli lasciati crescere come fosse un processo naturale, rende il tutto talmente naturale e scorrevole da lasciare di stucco. Sicuramente al respiro generale, contribuiscono la presenza di Nick Petree e Paul Collins, la sezione ritmica dei Beirut, del fisarmonicista Perrin Cloutier, del batterista del gruppo afro-beat <strong>Akoya</strong> e dalla produzione ad opera di Jim Eno degli <strong>Spoon</strong>, ma l’inaspettata freschezza di <strong><em>Natives</em></strong> è dovuta alla pura forza di songwriting di Kelly. È vero che ogni tassello è ben curato e intessuto finemente con il resto: matrici di natura etnica, elettronica, folk, indie-tronica, fields recording spinti (il &#8211; presunto &#8211; battito d’ali campionato di un pipistrello in <em>Milwaukee</em> o l’acqua nella vasca da bagno in <em>Travelling Light</em>) si mescolano alla maestria per arrangiamenti di fiati (come ovvio) e avrebbero potuto nascondere pecche di scrittura dietro ogni scintillante suono o idea da scultori di note. Solo che poi basterebbe la magnificenza dell’emotività dei tre pezzi finali, <em>Travelers</em>, <em>Lightning</em> e <em>The Sailor</em>, splendidi e degni della statura cantautorale del miglior Beirut, se non del miglior <strong>Sufjan Stevens</strong>, a rendere l’esordio di Bright Moments uno dei dischi indie-folk (in senso allargato, in effetti) migliori della stagione. Che sorpresa.</p>
<p>Label: Luaka Bop/Goodfellas<br />
Anno: 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Tourists<br />
02. Milwaukee Protocl<br />
03. Behind The Gun<br />
04. Interlude: Ghost Dance 1<br />
05. Drifters<br />
06. Travelling Light<br />
07. Interlude: Ghost Dance 2<br />
08. Travelers<br />
09. Lightning<br />
10. The Sailor</p>
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		<title>Le novità dei Franz Ferdinand</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del Record Store Day dello scorso anno, i Franz Ferdinand hanno pubblicato Covers EP, un album con cover realizzate da Debbie Harry, Stephin Merritt, Peaches, ESG e LCD Soundsystem di brani della band tratti dall&#8217;album Tonight. Alex ha recentemente twittato 4 video di queste tracce tratte da covers. Per visualizzarle basta cliccare su &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=5492">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=5492' addthis:title='Le novità dei Franz Ferdinand '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_5493" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-5493" title="Franz Ferdinand" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/02/Franz-Ferdinand-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /><p class="wp-caption-text">Franz Ferdinand</p></div>
<p>In occasione del Record Store Day dello scorso anno, i <strong>Franz Ferdinand</strong> hanno pubblicato <strong><em>Covers EP</em></strong>, un album con cover realizzate da <strong>Debbie Harry, Stephin Merritt, Peaches, ESG </strong>e<strong> LCD Soundsystem</strong> di brani della band tratti dall&#8217;album <strong><em>Tonight</em></strong>. Alex ha recentemente twittato 4 video di queste tracce tratte da covers. Per visualizzarle basta cliccare su di esse:</p>
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<li><a href="http://youtu.be/WPxLv8ZLnJU">LCD Soundsystem &#8211; Live Alone &#8211; Directed by Gabriel Pulecio in collaboration with Lorena Kraus</a></li>
<li><a href="http://youtu.be/fqo18KOIoZI">Stephin Merritt &#8211; Dream Again &#8211; Directed by Russell Weekes</a></li>
<li><a href="http://youtu.be/-stbuftG9Z0">Peaches &#8211; Turn It On &#8211; Directed by Nice &amp; Polite</a></li>
<li><a href="http://youtu.be/8zJOv3exFao">ESG &#8211; What She Came For &#8211; Directed by Konx Om Pax</a></li>
</ul>
<p>Inoltre il 19 marzo usciranno due remix di 12&#8221; con i seguenti remix:</p>
<ul>
<li>LCD Soundsystem &#8211; Live Alone &#8211; Toby Tobias Remix</li>
<li>ESG &#8211; What She Came For &#8211; Wild Geese Leyline Dub</li>
<li>Peaches &#8211; Turn It On &#8211; David Maloso Remix</li>
</ul>
<p>e</p>
<ul>
<li>Debbie Harry &amp; Franz Ferdinand &amp; LCD Soundsystem &#8211; Live Alone &#8211; Brennan Green Remix</li>
<li>Debbie Harry &amp; Franz Ferdinand &#8211; Live Alone &#8211; dOP Remix</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ascoltare i remix fare click <a href="http://soundcloud.com/dominorecordco/sets/franz-ferdinand-covers-remix/">qui </a>e <a href="http://soundcloud.com/dominorecordco/sets/franz-ferdinand-covers-remix-2">qui</a>. Inoltre la band ha annunciato che sarà presente al Field Day di quest&#8217;anno, sabato 2 luglio.</p>
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		<title>Metal Dance</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trevor Jackson, uno dei Dj/producer più rispettati del Regno Unito, presenta Metal Dance, interessante unione di suoni industrial, post-punk e EBM, raccolti in 2 CD. Le creazioni di Jackson, noto anche come fondatore della leggendaria Output Recordings, hanno influenzato numerosi artisti emergenti, dai LCD Soundsystem e i The Knife ai Factory Floor e Hot Chip. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=4840">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=4840' addthis:title='Metal Dance '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><strong><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/01/metal-dance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4841" title="metal dance" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/01/metal-dance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Trevor Jackson</strong>, uno dei Dj/producer più rispettati del Regno Unito, presenta <strong><em>Metal Dance</em></strong>, interessante unione di suoni industrial, post-punk e EBM, raccolti in 2 CD. Le creazioni di Jackson, noto anche come fondatore della leggendaria Output Recordings, hanno influenzato numerosi artisti emergenti, dai <strong>LCD Soundsystem</strong> e i <strong>The Knife</strong> ai <strong>Factory Floor</strong> e <strong>Hot Chip</strong>. Interessante la selezione di Jackson che va a pescare tra classici e rarità della scena dance alternativa primi/metà anni 80, tra cui spiccano <em>Control I’m Here</em> dei <strong>Nitzer Ebb</strong>, in una nuova veste, <em>Surface Tension</em> by <strong>Analysis</strong> e <em>Voices</em> dei nostrani <strong>Neon</strong>. Mai sazio, Jackson include nella compilation anche delle perle introvabili come un estratto dal film cult Fuga da New York di John Carpenter, rieditata dai <strong>Kelin &amp; MBO</strong> di Mario Boncaldo.</p>
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		<title>Handsome Furs &#8211; Sound Kapital</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovvero dell’inutilità di stilare classifiche sui migliori album dell’anno, quando subito dopo ti capitano tra le mani dischi così. E ci resti scottato. Perché Sound Kapital ci rientrerebbe eccome nella classifica in oggetto, e di filato sul podio. E magari proprio al primo posto. Uscito il 30 giugno per la Sub Pop, l’ultimo lavoro di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=4331">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=4331' addthis:title='Handsome Furs &#8211; Sound Kapital '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-4332" title="sound kapital" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/12/sound-kapital-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Ovvero dell’inutilità di stilare classifiche sui migliori album dell’anno, quando subito dopo ti capitano tra le mani dischi così. E ci resti scottato. Perché <strong><em>Sound Kapital</em></strong> ci rientrerebbe eccome nella classifica in oggetto, e di filato sul podio. E magari proprio al primo posto. Uscito il 30 giugno per la Sub Pop, l’ultimo lavoro di Dan Boeckner e della moglie Alexei Perry, dimostra un sacco di cose. Innanzitutto che la genialità di Boeckner, già evidente per chi conosce i <strong>Wolf Parade</strong>, è ormai conclamata. Qualsiasi cosa suona Dan si trasforma infatti in oro. Ed inoltre la stessa genialità dell’artista canadese sembrerebbe essere quasi compressa nei Wolf Parade, mentre trova ampia libertà di espressione e si trova molto più a suo agio negli <a href="http://handsomefurs.com/"><strong>Handsome Furs</strong></a>. A proposito dei Wolf Parade: prendendo l’ottimo <strong><em>Expo 86,</em></strong> uscito l’anno scorso, ci si accorge che gli Handsome Furs ripartono proprio dalla coda della magnifica<em> Cave-o-Sapien</em>, per spingere sull’acceleratore e superare con la velocità della luce tutto quello che abbiamo ascoltato durante quest’anno musicale. Coordinate: una wave spinta ed alla ricerca infinita e continua della dance, con sonorità prettamente anni ’80. La partenza entusiasmante di <em>Bury Me Standing</em> elettrizza l’aria e sposta notevolmente il campo magnetico terrestre. Il pezzo più bello che il sottoscritto ha ascoltato quest’anno. Senza discussioni di sorta. Un deflagrare continuo di synth e tastiere, distorsioni dosate al punto giusto ed il ritmo incalzante di una drum machine che spinge come uno stantuffo. Sensazioni deliziose che continuano nel prosieguo del disco attraverso la selva simil post-punk di <em>Cheap Music</em> e <em>Damage</em> (futuristiche fughe notturne attraverso fasci di luci al neon); accompagnati da ritmi e sonorità che si avvicinano agli <strong>LCD Soundsystem</strong> (<em>Memories of the future </em>e<em> What about us</em> suonano il sound of silver di James Murphy come nemmeno l’originale farebbe più), ma che coprono uno spazio musicale lungo più di un trentennio (la monumentale <em>No Feelings</em> sigilla e mette in archivio la completa perdita di sentimenti annunciata dai <strong>Joy Division</strong> di <em>Disorder</em>). Il tutto condito da testi di protesta che colgono appieno il clima indi(e)gnados del 2011. Non per farne un vezzeggiativo, ma per averlo vissuto appieno, dopo un tour dei due coniugi in Myanmar (dal precedente e colonialistico nome di Birmania) nel 2010. Un posto molto carino ma in cui si può finire facilmente in carcere per aver suonato in pubblico, assieme a “<em>thousand of lonely kids making noise in a basement</em>”. In cui un governo opprime (se non sopprime) le persone. Un governo a cui gridare You don’t <strong>Serve the People</strong>. Boeckner e consorte recuperano la funzione rivoluzionaria della musica, spostando il livello un tantino più in là sia sul piano del messaggio che sul livello qualitativo. Basta il semplice ascolto di <em>Repatriated</em> a lanciare un messaggio semplice e sovversivo allo stesso tempo: s-catenatevi. Un disco capitale, che pone fine ad una stagione di revival degli anni ’80 che ha avuto una lunga coda, ma su cui gli Handsome Furs hanno forse messo il punto finale. No, non si ritorna più indietro. Per parafrasare l’ultimo pezzo, da questo disco si esce cambiati. Per sempre. “<em>When I get back I’ don’t feel the same, I don’t feel the same, I don’t feel it anymore.”</em></p>
<p>Label: Sub Pop<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. When I Get Back<br />
02. Damage<br />
03. Bury Me Standing<br />
04. Memories of the Future<br />
05. Serve the People<br />
06. What About Us<br />
07. Repatriated<br />
08. Cheap Music<br />
09. No Feelings</p>
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		<title>Rapture a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 15:30:21 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=2786' addthis:title='Rapture a Milano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_2787" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/the-rapture.jpg"><img class="size-medium wp-image-2787" title="the rapture" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/the-rapture-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">The Rapture</p></div>
<p>L’attesa è finalmente finita: gran ritorno per <a href="http://www.therapturemusic.com"><strong>The Rapture</strong></a> con un nuovo disco ed un nuovo tour che li vedrà nuovamente protagonisti di quella scena capace di abbracciare gli amanti della club culture con gli indie-rockers. Unica data italiana lunedì 7 novembre ai Tunnel di Milano. Un nuovo disco ad inizio settembre che segna un ritorno alle origini con il rimpatrio nella scuderia dell’etichetta più importante in ambiti alternativi, la DFA Records di <em>James Murphy</em> (<strong>LCD Soundsystem</strong>) e <em>Tim Goldsworthy</em>, che pubblicò <strong><em>Echoes</em></strong>, il loro primo pluridecorato debutto, a cui fece poi seguito <em><strong>Pieces Of People That We Love</strong></em> (uscito per Mercury/Universal). Nel nuovo album, <strong><em>In The Grace Of Your Love</em></strong>, prodotto dal producer più hipster del momento, il francese Philippe Zdar (recentemente dietro al banco di mixaggio con i grammy winner <strong>Phoenix, Beastie Boys </strong>e<strong> Chromeo</strong>), riporta <strong>The Rapture</strong> ai livelli espressivi degli esordi in cui le chitarre angolari si uniscono al sound pulsante ed ossessivo dei synth ed ad un drumming insistente e solido come mai in passato. In questo viaggio tra reminescenze punk, saltellanti ritmi funk, echi di new-wave e ricerca introspettiva, soprattutto nelle melodie, il trio newyorkese  fa sentire la sua voce come non mai in passato regalando ai propri fans quello che è il loro migliore lavoro di sempre. <em><strong>In The Grace Of Your Love</strong></em> (registrato tra Parigi e Brooklyn) è un grande album, atmosferico, ossessivo, graffiante e soprattutto capace di far muovere chiunque. Il ritorno dei <strong>The Rapture</strong> non poteva davvero essere migliore e dal vivo promette un grande show in cui agli highlights di hits come <em>House Of Jelous Lovers, Sister Saviour </em>e<em> Whoo! Alright </em>e<em> Get My Self Into It</em> troveranno ampio spazio le nuove 11 canzoni del nuovo album. Disco atteso, come detto, dai fans e dalla stampa specializzata che da sempre segue attentamente i movimenti di questa straordinaria band della “grande mela” (tra le preferite di <em>Robert Smith</em> dei <strong>The Cure</strong> che li volle protagonisti del Curiosa Tour in USA), una delle migliori formazioni newyorkesi insieme a<strong> LCD Soundsystem, Interpol, The Strokes, !!! </strong>e<strong> Battles</strong>. <strong>The Rapture</strong> sono <em>Gabriel Andruzzi, Luke Jenner &amp; Vito Roccoforte</em>.</p>
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		<title>Sold out il concerto dei Kooks a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 10:27:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=2377' addthis:title='Sold out il concerto dei Kooks a Milano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_2378" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/10/kooks.jpg"><img class="size-medium wp-image-2378" title="kooks" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/10/kooks-300x270.jpg" alt="" width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">The Kooks</p></div>
<p>Sold out l&#8217;unica data italiana (27 ottobre) della british pop-rock band che ha venduto 2 milioni di copie con i primi due dischi. Un ritorno atteso da tutti i fan del pop-rock made in UK è quello dei <a href="http://www.thekooks.com"><strong>The Kooks</strong></a>, una delle band più importanti nate negli anni 2000 e di maggiore successo con oltre due milioni di copie vendute in tutto il mondo con i primi 2 album, <strong><em>Inside In/Inside Out</em></strong> (debutto del 2006) e il successivo <strong><em>Konk </em></strong>del 2008, entrato direttamente in top chart UK all’uscita. I <strong>The Kooks </strong>arriveranno a Milano per presentare il nuovo disco intitolato <strong><em>Junk Of The Heart</em></strong> nei negozi dal 12 settembre, mentre il singolo <em>Junk Of The Heart (Happy)</em> è stato pubblicato a fine agosto.<br />
Cresciuti sulle spiagge di Brighton, <em>Luke Pritchard</em> (voce e chitarra), <em>Hugh Harris</em> (chitarra), <em>Peter Denton </em>(basso) e <em>Paul Garred</em> (batteria), con l&#8217;esordio <strong><em>Inside In/Inside Out,</em></strong> uscito nei primi mesi del 2006, sono stati considerati dai media britannici the next big thing del rock d&#8217;Albione ed hanno confermato con il successivo <strong><em>Konk </em></strong>tutto il loro potenziale pop-rock. Ora, al traguardo del terzo disco, la band annuncia un cambiamento del sound che si fa più maturo e complesso anche influenzato da artisti come <strong>Lykke Li </strong>e <strong>LCD Soundsystem</strong>. Scritto e registrato tra UK e California assieme al celeberrimo produttore Tony Hoffer (<strong>Beck</strong>, <strong>Air</strong>, <strong>Belle And Sebastian</strong>, <strong>Phoenix</strong>), <strong><em>Junk Of The Heart</em></strong> conferma la formula ben rodata della band che da sempre è in grado di comporre melodie fresche abbinate a dei ritornelli killer in canzoni brillanti che inseriscono accanto alle chitarre acustiche ed elettriche anche una dose di elettronica che rende il sound della band più organico e completo.<br />
Con un nome preso in prestito da una canzone di <strong>David Bowie</strong> contenuta in <strong><em>Hunky Dory</em></strong>, i<strong> The Kooks</strong> rappresentano al meglio una sorta di continuità nel british rock che parte dai <strong>Kinks </strong>e passa per <strong>Blur </strong>e <strong>Supergrass </strong>che li ha spinti in cima alle classifiche di mezzo mondo grazie a singoli come <em>Naive</em>, <em>Eddie’s Gun</em>, <em>She Moves In Her Own Way</em> e <em>Always Where I Need To Be</em>. <strong>The Kooks</strong>, per voce del proprio frontman, il “bello e dannato” <em>Luke Pritchard</em>, descrivono il nuovo album come “u<em>na collezione di 12 brani che compongono un album non composto da one hit wonder ma bensì, un vero album di canzoni adatto per essere ascoltato dall’inizio alla fine per cominciare un viaggio insieme alla band</em>”.</p>
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		<title>LCS Soundsystem &#8211; 45:33 remixes</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 16:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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<div id="attachment_196" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><span><span><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/LCD.jpg"><img class="size-medium wp-image-196" title="LCD" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/LCD-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></span></span><p class="wp-caption-text">45:33 remixes</p></div>
<p>La genesi di questo disco ha dell’incredibile. Soprattutto perché è il remix di un altro disco la cui storia è qualcosa di allucinante. Nel 2007 quella grande multinazionale che fa scarpe ed ha il logo del baffetto e produceva i suoi prodotti a Taiwan già dagli anni’80 perché lì il costo del lavoro era più basso, anticipando una tendenza che gli imprenditori brianzoli e veneti capiro solo 20 anni dopo, nel pieno di quella tempesta perfetta che era divenuta la globalizzazione; proprio la Nike insomma, commissionò un lavoro ad un gruppetto newyorkese che qualche anno prima aveva strabiliato il mondo con il debutto ononimo. Visto il genere abbastanza ballabile, i capoccia della Nike decisero bene di chiedere a <em>James Murphy</em> &amp; soci un disco che accompagni una delle attività preferite dagli americani sovrappeso: il jogging. Il risultato è stato una serie di tracce che ogni utente del sito Nike poteva scaricare a pagamento da iTunes per sei mesi, ma il passaparola è stato così virale e le tracce così buone da far pensare bene alla DFA, di pubblicarlo anche come disco: ed eccoci così a <strong>45:33</strong>, con cui gli <strong>LCD Soundsystem</strong> si divertivano a giocare con l’elettronica, abbandonando la componente rock del debutto per svoltare al semaforo e prendere via dance, una arteria molto affollata in questi ultimi anni. Una storiella simpatica no?<br />
Ma aspettate di sentire il resto. Il successo di <strong>45:33</strong> a distanza di anni ha prodotto una seconda creatura. Visto che va molto di moda il remix, gli <strong>LCD</strong> hanno pensato bene di pubblicare un remix dello stesso 45:33 uscito quest’anno sempre per la DFA. Titolo abbastanza laconico: 45:33 remixes, in cui si alternano una serie di maghi della consolle mondiali, come il norvegese <strong>Prins Thomas</strong> ed il francese <strong>Pilooski</strong>. Alcuni dei quali della stessa DFA, come <strong>Runaway</strong>, duo composto da <em>Jacques Renault</em> e <em>Marcos Cabral</em>, altri meno, come <strong>Prince Language</strong>, <strong>Theo Parrish</strong>, gli inglesi <strong>Trus’me</strong> e <strong>Padded Cell</strong>. Il risultato? Le tracce precedenti risultano essere ancora più ballabili, gli angoli spigolosi del rock, ancora visibili dal lavoro degli <strong>LCD</strong> vengono smussati od addirittura cancellati con una serie di loop e basso da dancefloor, tanto che potrebbero essere usati in discoteca per darsi un tono più importante, intellettualoide e meno scafato. Naturalmente ciò non piacerà ai puristi del rock, ma da queste parti state sicuri che non ce ne saranno, poiché già il concetto di disco punk li fa vomitare e quindi preferiscono tenersi alla larga da <strong>LCD</strong>, <strong>Soulwax</strong> e compagnia danzante. Se però avete voglia di avventurarvi da queste parti <em>James Murphy</em> all’ingresso vi farà entrare in una suite ben arredata e piena di gente, e lassù in consolle si alterneranno una lunga serie di dj’s di fama mondiale che si cimenteranno con i buoni groove degli <strong>LCD</strong>. Via gli schemi mentali e tutti giù per terra (a ballare).<span> </span></p>
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		<title>No Seduction @ Cuborock</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 16:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=100' addthis:title='No Seduction @ Cuborock '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_101" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/no-seduction.jpg"><img class="size-full wp-image-101" title="no seduction" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/no-seduction.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Italian Embassy</p></div>
<p>E’ sempre lei che ci porta nei posti giusti. Che ci suggerisce di  lasciare alle spalle Crotone e di involarci verso Sellia Marina, dove in  un sabato sera di fine luglio i groove rimbalzano come onde  frastagliate spumando il candore bianco che portano dal mare. Al Club 21  lungo la statale 106 il Cubo Rock ci accoglie con il sorriso geometrico  di Spora e di Alex Tolomeo, che accompagneranno con la loro selezione  rock la lunga introduzione ai No Seduction. Fin dal primo ascolto mi  avevano molto incuriosito, a tratti entusiasmato. Sarà il loro forte  accento italico nei loro pezzi, sarà la loro originalità indiscussa,  saranno i titoli dei loro pezzi: We won’t ever find a job è diventata il  mio manifesto di una vita (precaria).<br />
Lo show inizia alle 2.00 di  notte, ed il vento freddo costringe gli ospiti catanzaresi a sfoggiare  le loro previdenti giacchette e felpe autunnali. Io e Giovanni invece  rimaniamo impietriti dalla tramontana. Rocco Perini (chitarra ed una  strana somiglianza con Massimo Ciavarro, subito notata da qualche  simpaticone alle nostre spalle), Roberto Ferro (batteria) e Marco  Freguja (basso), sono invece già caldi quando salgono sul palco:  abituati alle temperature rigide o scaldatisi con l’alcool, accendono il  Cubo Rock con energia e freschezza tipicamente new wave. Perché in  S.P.U.P.P.A.  ci sta questo e molto altro: ci puoi intravedere la follia  elettrica dei Devo o l’ironia tagliente degli Electric Six. Fried Fish a  casa mia è già diventata un tormentone, Spend Money Stay Cool ti arriva  dritta come un treno in faccia, e non puoi stare fermo nemmeno un  minuto. (I want to join the) CIA con i suoi riff esplosivi è  deliberatamente delirante, mentre Copyrighted alza la cassa di 90°gradi e  la temperatura circostante di almeno 180. I tre iniziano a ballare in  mezzo al pubblico facendo partire la basi dal grigio Mac sul palco: come  se Peter Murphy decidesse di dare un taglio hip hop agli LCD  Soundsystem.<br />
Sapere che producono roba dal 2005 (provate ad ascoltare  oggi The little song of yes and no) mi lascia a bocca aperta. In questo  maledetto paese la roba buona la si conosce sempre troppo tardi. Ma  forse siamo ancora in tempo e la serata del Cubo sta lì a dimostrarlo  anche a noi. Che ci rimettiamo in macchina solo dopo aver estrapolato ai  tre non seduttori qualche nuova bestemmia in lingua veneta, per poi  lasciarli al loro pulmino che lì porterà chissà dove in questa dannata  penisola. La Golf in vece penserà a riportarci all’ovile in attesa di  altre buone nuove per noi.</p>
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