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	<title>musicZoom &#187; la crus &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Umbria World Fest</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 15:16:00 +0000</pubDate>
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Per quattro giorni di appuntamenti, attraverso le diverse forme di rappresentazione artistica, protagonisti saranno musicisti, scrittori, fotografi, giornalisti, registi, viaggiatori, buskers e artisti di strada, di fama nazionale e internazionale, che verranno ad aprire tante finestre sul mondo, per mostrarci i cambiamenti e le nuove tendenze intorno a noi. Infatti, il manifesto artistico di questo nuovo percorso sarà rappresentato dallo spettacolo di musica e fotografia (una produzione Umbria World Fest che sarà presentato domenica 23 giugno in anteprima nazionale) A questo mondo perfetto, un evento di primo piano ed unico in Italia: artisti del calibro di Alex Majoli (fotografo Magnum Photos, la più importante e prestigiosa agenzia di fotografia nel mondo), Fabio Barovero (<strong>Mau Mau</strong>), Cesare Malfatti (<strong>La Crus</strong>), Federico Marchesano, Simone &#8220;Bazzaro&#8221; Rossetti, e con un grandissimo special guest come il trombettista siciliano <strong>Roy Paci,</strong> hanno deciso di dar vita a questa nuova produzione insieme a Umbria World Fest e per questo nuovo Festival (dopo la prima di Foligno lo spettacolo andrà anche con il marchio Umbria World Fest anche in altre città e festival dItalia).<br />
Inizieranno ed inaugureranno Umbria World Fest, giovedì 20 giugno, lo scrittore, romanziere e poeta Erri De Luca e il cantautore Gianmaria Testa con lo spettacolo &#8220;Che storia è questa&#8221;: attraverso parole e musica sarà raccontato il 900, secolo tragico e visionario. A far incontrare i due sono stati i libri (delluno) e le canzoni (dellaltro). Venerdì 21 giugno e sabato 22 giugno sarà sperimentata inoltre una nuova sezione, in cui gruppi di musica popolare ed etnica, buskers e artisti di strada animeranno le vie e le piazze del Centro Storico della città, in concomitanza con le altre iniziative del Festival. Tra gli altri, saranno presenti:<strong> Maxmaber Orkestar, Mbar Ndiaye, Orchestra giovanile dell&#8217;Umbria, Academy circus, Duo Gli Schizofonici, TMO, Radiolari</strong>.<br />
Per questa sezione diventa ancora più forte la collaborazione con la Scuola Comunale Di Musica A. Biagini di Foligno e la sua Orchestra giovanile dellUmbria, che sta preparando un repertorio apposito per il Festival.<br />
Sabato 22 luglio, dalle ore 21.30 alle 01:00, Umbria World Fest e la Confcommercio territoriale di Foligno presentano una Notte di musica e arte in centro attraverso levento dal titolo Solstizio d&#8217;Estate, grazie a concerti, artisti di strada, mostre fotografiche, proiezioni e mercatini.<br />
Dopo la musica, quasi sempre contaminata anche con la fotografia o la parola, spazio anche alla fotografia. Una parte consistente del festival sarà infatti dedicata come al solito a mostre fotografiche con i più importanti fotografi nazionali ed internazionali, da Anastasia Taylor Lind a Stefano De Luigi (quattro volte vincitore del Wolrd Press Photo) da Valerio Bispuri (fresco vincitore del Sony Awards) ad Alessandro Gandolfi, da Alessandro Cosmelli e Gaia Light a Gigi Riva, capo redattore de L&#8217; Espresso.<br />
Palazzo Candiotti, splendido spazio nel centro storico di Foligno, ancora una volta si trasformerà nel Palazzo della Fotografia, con le sei mostre fotografiche che, dopo linaugurazione prevista per venerdì 21 giugno, andranno poi avanti fino al 7 luglio: The National Womb (di Anastasia Taylor Lind); The Screamers (di Stefano De Luigi a cura di Chiara Oggioni Tiepolo &#8211; RVM Magazine); Paco. La droga dei poveri (di Valerio Bisturi a cura di Marco Pinna &#8211; National Geographic Italia); Brooklin Buzz (di Alessandro Cosmelli e Gaia Light a cura di Tiziana Faraoni &#8211; Photoeditor LEspresso); Sarajevo Mon Amour (di Gigi Riva a cura di Tiziana Faraoni &#8211; Phoeditor LEspresso); Etiopia. Back to the future (di Alessandro Gandolfi a cura di Chiara Oggioni Tiepolo &#8211; RVM Magazine).<br />
Molte le tematiche affrontate da queste mostre fotografiche, dalle proteste nelle piazze italiane ed europee al ritorno al futuro dell&#8217;Etiopia, fino ai racconti di eterni viaggiatori. Per il programma completo: www.umbriaworldfest.it</p>
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		<title>Il rumore della tregua</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 16:51:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13563' addthis:title='Il rumore della tregua '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_13564" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-13564" title="BodyPart" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/BodyPart-300x96.png" alt="" width="300" height="96" /><p class="wp-caption-text">Il rumore della tregua</p></div>
<p><strong><em>La Guarigione</em></strong> è la prima release de <strong>Il rumore della tregua</strong>, prodotto insieme a Simone Sproccati agli HM Studios di Cornaredo (MI) e contenente cinque brani. I riferimenti musicali che da sempre guidano il progetto pescano tanto dal cantautorato italiano degli anni ’70 (<strong>Ciampi, Tenco, De Gregori, Dalla</strong>), quanto dal rock indipendente anni ‘90 (<strong>La Crus, C.S.I., Afterhours, Massimo Volume</strong>, fino a <strong>Paolo Benvegnù</strong>), passando per i songwriters e l’alt-rock americano (<strong>16 Horsepower, Nick Cave, The National</strong>), il tutto ampiamente rivisitato e contaminato, fino a far perdere le tracce delle ispirazioni per creare un sound fortemente personale e difficilmente riconducibile a qualcosa di preciso. Queste le prossime date:</p>
<p>10 Maggio 2013 &#8211; Arci Ohibò (Milano)<br />
11 Giugno 2013 &#8211; Carroponte (Sesto S.G.)<br />
23 Giugno 2013 &#8211; Reggae Rock Festival (Bussero &#8211; MI)</p>
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		<title>Il Fratello &#8211; Il Fratello</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 12:29:21 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=12987' addthis:title='Il Fratello &#8211; Il Fratello '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-12988" title="il_fratello_copertina_hi_res2ea0d0287efe099672597bc3" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/04/il_fratello_copertina_hi_res2ea0d0287efe099672597bc3.jpg" alt="" width="300" height="251" />a cura di <strong>Christian Panzano</strong></p>
<p>Siamo sulle righe di un cantautorato, quello di Andrea Romano, che prova a graffiare i muri della propria storia personale, tirandosi dietro qualche pezzo di tufo e calcinacci, proprio come farebbe <strong>Cesare Basile</strong>. C&#8217;è da soffermarsi in special modo su <em>Vai via</em>, traccia dal ritmo affascinante, dove Romano si pone delle domande cruciali &#8220;capire che il giorno nasce senza te, nessuno riposa, nessuno aiuta la pioggia a scendere&#8221; Questa speranza chiaroscurale prova a risalire le scale della memoria per guardarsi di fianco e scoprirsi in buona compagnia. Un amico lo abbiamo già citato, il Cesare Basile che tutti conosciamo, più un padre putativo di questa nuova pattuglia di cantastorie siciliani. Poi c&#8217;è un amico di scorribande certificato (<em>Albanopower</em>) come Lorenzo Urciullo in arte <strong>Colapesce</strong> e tanti altri come Toti Valente, Peppe Sindona, Francesco Cantone (i <strong>Matildamay</strong>). In mezzo alla comitiva un fratello maggiore come Mauro Ermanno Giovanardi (<em>La crus</em>) si erge nella sua compiutezza e resistenza, proprio per dare sicumera al progetto. Bello, non c&#8217;è che dire. Belli i contorni pieni di guarnizioni (<em>Il giudizio universale</em>), belli i brani che navigano in acque sicure su un galeone conosciuto e ben assortito di scialuppe di salvataggio (<em>Per chi ne avrà</em>). All&#8217;introspezione di un Colapesce (la bellissima <em>Il rumore che la luna fa</em>) c&#8217;è da aggiungere la goliardia pensosa di un <strong>Dimartino</strong> assente (<em>Nei ricordi di mio padre</em>) e la prosa sociale di un <strong>Toti Poeta</strong> assente anche lui (<em>Tra i lacrimogeni</em>), oltre che la rabbia deandreaiana pescata dal noir di Basile stesso (<em>Far away</em>). Da questi spunti emerge una cifra personale forte, un&#8217;intima confessione provienente da lontano (<em>Cos&#8217;ha che il mio mondo non ha</em>) che fa sobbalzare dalla sedia.<strong> Il fratello</strong> è la sintesi del piccolo sommovimento cantautorale siciliano che negli ultimi anni contraddistingue l&#8217;isola. Le linee guida sono un ribellismo senza idoli che sta diventando maturo, un anticonformismo che si sfoga nella denuncia generazionale, nell&#8217;impegno o disimpegno a seconda del livello di anarchia sentimentale. Nel groviglio della ribellione che spesso non identifica pienamente l&#8217;avversario, il dinamismo cosciente di un Cesare Basile ad esempio detta legge. Andrea Romano tende invece a smarcarsi da certi dettami mirando sempre più all&#8217;intimismo <em>(E&#8217; vero che per t</em>e), alla recrudescenza sintomatica per le mancanze, a un gioco più antropologico che politico. Il suo è un curvarsi su se stessi che spesso è l&#8217;unico modo per tracciare una strada, per trovare un senso al futuro, formando, tra le linee parallele dei ricordi, intratagli generosi di puro sentimento. Prestate attenzione a questo disco e scoprirete cosa vuol dire modulare il silenzio.</p>
<p>Anno: 2013<br />
Label: I dischi del minollo/audioglobe</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1-Il rumore che la luna fa<br />
2-Vai via<br />
3-Cos&#8217;ha che il mio mondo non ha<br />
4-Il giudizio universale<br />
5-Per chi ne avrà<br />
6-E&#8217; vero che per te<br />
7-Tra i lacrimogeni<br />
8-Nei ricordi di mio padre<br />
9-Far away</p>
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		<title>Gnu Quartet &#8211; Something Gnu</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Ricci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=3819' addthis:title='Gnu Quartet &#8211; Something Gnu '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/12/agkjs.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3820" title="agkjs" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/12/agkjs-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fra le più innovative e struggenti formazioni attualmente attive sui palcoscenici italiani, i <a title="Gnu Quartet" href="http://www.gnuquartet.com/"><strong>Gnu Quartet</strong></a> sono, insieme agli altrettanto lodevoli <em>Vinegar Socks</em>, una delle poche realtà musicali capaci davvero di commuovere e scuotere l’animo dell’ascoltatore a suon di note e meraviglia.<br />
Dopo due album estremamente convincenti ed una gran serie di concerti su e giù per lo stivale in compagnia di La Crus ed Afterhours, il quartetto strumentale genovese, formatosi ormai sei anni fa, torna, in quest’ultimo frangente di 2011, con il proprio terzo – prezioso –  disco intitolato semplicemente <strong><em>Something Gnu</em></strong>.<br />
Come la loro tradizione discografica insegna, si tratta, nel complesso, di una corposa manciata (dodici, in questo caso) di canzoni appartenenti al patrimonio artistico internazionale, ma rivisitate in chiave squisitamente jazz/acustica e lasciate libere di nuotare nel timido incanto dei violini e dei fiati.<br />
Un piccolo capolavoro sonoro capace di mescolare con naturalezza il Michael Jackson più aggressivo di <em>Beat It</em>, alla cui esecuzione si cimenta persino l’incredibile Ferruccio Spinetti, con l’ariosità da stadio degli U2 e della loro <em>Beautiful Day</em>, il tutto senza dimenticare la tradizione cantautoriale italiana con il cupo omaggio a Fabrizio De Andrè e alla sua <em>Megu Megun</em>.<br />
Tra Muse e Police, tuttavia, c’è anche spazio per gli inediti <em>Carta O Contanti? </em>e <em>Mr.T</em>, composti da Stefano Cabrera, violoncellista della band, i quali costituiscono i momenti più divertenti e freschi dell’album, multiformi ed inaspettati nel loro sicuro incedere sul filo dell’ebbrezza.<br />
La conclusione?<br />
Fatevi un favore: ascoltatelo.</p>
<p>Etichetta: Bonsai Music / Egea Music<br />
Anno: 2011</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>01. Beat It (Michael Jackson)<br />
02. Undisclosed Desires (Muse)<br />
03. Cinéma (Claude Nougaro)<br />
04. Megu Megun (Fabrizio De Andrè)<br />
05. Misread (Kings of Convenience)<br />
06. Message In A Bottle (Police)<br />
07. Carta O Contanti?<br />
08. Norvegian Wood (The Beatles)<br />
09. Mr. T<br />
10. Jazz Et La Java (Claude Nougaro)<br />
11. Una Giornata Uggiosa (Lucio Battisti)<br />
12. Beautiful Day (U2)</p>
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