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	<title>musicZoom &#187; Heinz Geisser &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Heinz Geisser &#8211; Guerino Mazzola / Live at Le Classique</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Sep 2018 15:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29667' addthis:title='Heinz Geisser &#8211; Guerino Mazzola / Live at Le Classique '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/PFMCD126-400x399.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/PFMCD126-400x399-300x300.jpg" alt="pfmcd126-400x399" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-29675" /></a>Dai tanti concerti eseguiti insieme dagli svizzeri <a href="http://www.encyclospace.org/jazz/"><strong>Guerino Mazzola</strong></a>al pianoforte e <a href="http://www.geisser.com/"><strong>Heinz Geisser</strong></a> alla batteria la pfMentum Records americana ha scelto un live dell&#8217;Ottobre del 2004 al club Le Classique a Fujisawa in Giappone. L&#8217;ottimo livello tecnico della registrazione permette di cogliere il duo all&#8217;apice della loro arte, la loro energia che trova espressione in una musica legata all&#8217;avanguardia afroamericana. Sono due i brani eseguiti, improvvisazioni ricche di idee e dalla lunga durata, il primo di quasi ventinove minuti, il secondo di quaranta. È un&#8217;ondata di energia che si riversa sull&#8217;ascoltatore, <i>Umemoto&#8217;s Delight</i> ci riporta ai migliori momenti di un Cecil Taylor, un approccio fisico al pianoforte che Mazzola rende quasi palpabile con le continue folate di note ben sostenute da un Geisser in stato di grazia, inventore continuo di ritmi e colori che danno alla musica un marchio indelebile. I due sembrano scatenati ed in perfetta forma fisica, anche su <i>Jumbo&#8217;s Flight</i> c&#8217;è una continua ebollizione magmatica della musica, un divenire continuo di note la cui velocità è inarrestabile. Si resta strabiliati da tanto coraggio, in un epoca in cui la musica cerca momenti di bellezza effimera. L&#8217;atteggiamento da &#8220;non pentiti&#8221; dei due è un omaggio al genere free, ed anche a quegli ascoltatori che si lasciano coinvolgere da una musica che non può lasciare indifferenti. </p>
<p>Genere: avanguardia<br />
Label: <a href="http://pfmentum.com/"><strong>pfMentum Records</strong></a><br />
Anno 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Umemoto&#8217;s Delight<br />
02. Jumbo&#8217;s Flight</p>
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		<title>Naoki Kita / Guerino Mazzola / Heinz Geisser &#8211; Ma</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=28888</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 22:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28888' addthis:title='Naoki Kita / Guerino Mazzola / Heinz Geisser &#8211; Ma '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/02/PFMCD0116.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/02/PFMCD0116-300x293.jpg" alt="pfmcd0116" width="300" height="293" class="alignleft size-medium wp-image-28896" /></a>Fra il pianista <a href="http://www.encyclospace.org/jazz/"><strong>Guerino Mazzola</strong></a> ed il batterista <a href="http://www.geisser.com/"><strong>Heinz Geisser</strong></a>, entrambi svizzeri, esiste una collaborazione che dura da anni, nonostante Mazzola, che di professione è un brillante matematico, si sia trasferito ad insegnare in Minnesota in USA. Il disco è la pubblicazione di un concerto dal vivo a Tokio insieme al violinista giapponese <a href="https://www.naoki-kita.com/about-me-in-english"><strong>Naoki Kita</strong></a>. Mazzola non ha mai fatto mistero di essere un ammiratore della musica di Cecil Taylor, cosí che i tre presentano un concerto che per qualche ascoltatore, abituato alla musica edulcorata contemporanea, risulterà piuttosto insolito per l&#8217;enorme quantità di energia riversata nell&#8217;esecuzione. Cecil Taylor aveva già avuto dei violinisti nei suoi gruppi, Leroy Jenkins e Ramsey Ameen, Naoki Kita è il perfetto erede per il genere, anche se è un interprete eclettico che ha studiato la musica classica ed il tango con Fernando Suarez Paz, violinista del quintetto di Astor Piazzolla. Ma le convenzioni non fanno per lui e così ha cercato un&#8217;ulteriore possibilità espressiva nell&#8217;avanguardia e nell&#8217;improvvisazione. Geisser si trova perfettamente a suo agio con le sue magiche percussioni mentre continua a versare benzina sul fuoco ed a rendere la musica di una bellezza fuori dai soliti canoni, molto comunicativa, se si abbandonano i pregiudizi. Il coinvolgimento dei tre è totale, un&#8217;immersione completa nel flusso e nel tempo dell&#8217;improvvisazione, tutti in sintonia, empatici, mentre improvvisano su terreni impervi e schivi di retorica. Sono sessanta minuti divisi in quattro brani, tutti piuttosto lunghi, l&#8217;ultimo, <i>Three in One</i>, dura più di venti minuti. Una volta immersisi nella cascata di note e rumori ci si lascia trasportare in un&#8217;avventura musicale in cui succede di tutto. Si apprezzano le tecniche eterodosse di Kita, un musicista che ha assorbito il free di stampo afroamericano reinventando il suo strumento in questo contesto e la filosofia da non pentiti dei tre, che approfittano della libertà per darci una musica non convenzionale. </p>
<p>Genere: avanguardia<br />
Label: <a href="http://pfmentum.com/"><strong>pfMentum Records</strong></a><br />
Anno 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Unit Gestures<br />
02. Ma<br />
03. Daydream<br />
04. Three in One</p>
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		<title>Leonardi/Pastor/Blumer/Geisser &#8211; Conversations About Tom Chapin</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 10:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20052' addthis:title='Leonardi/Pastor/Blumer/Geisser &#8211; Conversations About Tom Chapin '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20055" alt="702" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/07/702-300x300.jpg" width="300" height="300" />La figura di <strong><a href="http://thomaschapin.com/">Tom Chapin</a></strong>, sassofonista e flautista americano, ha lasciato una traccia nella musica contemporanea per la sua ecletticità, dal mainstream jazz all´avanguardia, per le sue travolgenti e personali improvvisazioni, per i temi struggenti che ha saputo scrivere ed interpretare con il suo trio in dei dischi indimenticabili su Knitting Factory. Una musica la sua, in cui le emozioni sono sempre presenti ad ogni nota dei suoi strumenti, coinvolgenti per lui ed i tanti con cui ha suonato, da Tom Harrell a Borah Bergman. È un aspetto che è stato ben compreso dal quartetto che lo omaggia su questo disco, costituito da <strong><a href="http://www.stefanopastor.com/">Stefano Pastor </a></strong>al violino, <strong><a href="http://www.stefanoleonardi.it/index.html">Stefano Leonardi </a></strong>ai flauti e dagli svizzeri <strong><a href="http://www.fridolinblumer.com/about">Fridolin Blumer </a></strong>al contrabbasso e <strong><a href="http://www.geisser.com/">Heinz Geisser </a></strong>alla batteria. C´è <i>Anima</i>, certo una delle composizioni di Chapin più belle, c´è anche <i>Aeolus</i> nascosta come ghost track nel brano finale, dopo circa 30 secondi di silenzio a chiudere il disco, ma i quattro hanno scelto la via dell´improvvisazione collettiva per questa dedica. È una scelta coraggiosa che funziona benissimo: la ritmica pulsante costituita dal basso presente e scuro di Blumer, nella migliore tradizione afroamericana, e dalla batteria che sceglie metri molto liberi di Geisser ben si abbina al violino inquieto di Pastor, empatico con i suoni dei flauti di Leonardi. È un opera matura, quasi una sorpresa in studio per un gruppo insieme da poco tempo. Ci sono momenti molto meditativi, come <i>The Way Everything Works</i>, in cui emerge una componente tribale dai ritmi insieme ad architetture complesse che spuntano dal nulla come nel brano che apre il disco. Qui si parte con il flauto che lentamente espone un´atmosfera malinconica, vicina agli eloqui di Chapin allo stesso strumento, poi la temperatura si alza con l´improvvisazione tagliente del violino, vicino ai sassofonisti jazz per l´uso dello strumento. Sono ben diciotto minuti di sorprese che non stancano mai, fra momenti collettivi e assoli che cavalvano le strade dei fantasmi della New Thing, fra rabbie e malinconie, insieme, come nella vita degli artisti. Il disco prosegue per questa via avvolgendo l´ascoltatore in una rete di storie sempre nuove, di battute e risposte in un lunga conversazione che coglie e trasmette l´essenza della musica di Chapin. Ne risulta qualcosa di prezioso che accomuna i quattro e che si fa ascoltare a lungo per comprendere meglio quei momenti in studio. Un disco riuscito dell´emerita Leo Records, che dall´Europa lancia ancora un messaggio oltre l´Atlantico: a quando questo gruppo in USA?</p>
<p>Genere: avanguardia jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.leorecords.com/">Leo Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Conversations About Tom Chapin<br />
02. Let the Creative Force Take Over<br />
03. The Way Everything Works<br />
04. Trascendental Journey (a Clean State Every Night)<br />
05. Music Exists Because We Love It<br />
06. Anima<br />
07. The Melody Remains</p>
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		<title>Ensemble 5 &#8211; Solstice</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 06:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble 5]]></category>
		<category><![CDATA[Fridolin Blumer]]></category>
		<category><![CDATA[Heinz Geisser]]></category>
		<category><![CDATA[Leo Records]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel catalogo della Leo Records inglese fanno bella mostra di sè i dischi del Collective 4tet intorno al batterista svizzero Heinz Geisser, che ora ha deciso di aprire un nuovo gruppo: il quintetto di connazionali che ha chiamato Ensemble 5. Accanto al veterano Robert Morgenthaler al trombone, sentito ovunque ed in tutti gli stili nel corso della sua carriera, ed &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=9962">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=9962' addthis:title='Ensemble 5 &#8211; Solstice '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-9992" title="649" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/10/649-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Nel catalogo della Leo Records inglese fanno bella mostra di sè i dischi del <strong>Collective 4tet</strong> intorno al batterista svizzero <a href="http://www.geisser.com/"><strong>Heinz Geisser</strong></a>, che ora ha deciso di aprire un nuovo gruppo: il quintetto di connazionali che ha chiamato Ensemble 5. Accanto al veterano <a href="http://www.ethnomics.ch/index01.htm"><strong>Robert Morgenthaler</strong></a> al trombone, sentito ovunque ed in tutti gli stili nel corso della sua carriera, ed a <strong><a href="http://www.fridolinblumer.com/wow">Fridolin Blumer</a> </strong>al contrabbasso, ha chiamato due musicisti proveniente dalla New Music di derivazione accademica: il pianista <a href="http://www.praesenz.org/PRAESENZ/Reto_Staub_EN.html"><strong>Reto Staub</strong></a> ed il sassofonista tenore e soprano <a href="http://www.vincentdaoud.com/"><strong>Vincent Daoud</strong></a>. Sono diverse generazioni di musicisti che si ritrovano insieme a fare il punto sulla musica improvvisata in Svizzera. Lo fanno da un punto di partenza collettivo, costituito dall´intesa realizzatasi subito in studio e durante le prove. Nonostante le origini musicali diverse e le esperienze così distanti la musica è riuscita a funzionare abbastanza bene, fra free ed improvvisazioni più rarefatte in cui ognuno dà il suo contributo. La ritmica di Geisser funziona perfettamente, i musicisti si divertono, e con loro gli spettatori. Si parte dal breve episodio di free di <em>In Short</em> che apre il disco e poi si prosegue per strade più astratte, allo stesso tempo il suono più aggressivo resta lo stesso dietro l´angolo. A convincere è l´intesa che i musicisti riescono a sviluppare. Il trombone onnipresente con le sue note che avvolgono tutto in un collante che non lascia mai la presa, il sax sempre in fase di sperimentazione, il bravo contrabbassista che tira tutto insieme come se fosse una forza centripeta, il piano che è memore di una grande cultura musicale e di una tecnica originale allo strumento. I brani convincono, la musica prosegue per onde di forte e piano, di free e astrattismi e il coinvolgimento di ascoltatori e musicisti è totale.</p>
<p>Label: <a href="http://www.leorecords.com/"><strong>Leo Records</strong></a><br />
Anno: 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. In Short<br />
02. I´ll Snap You<br />
03. Out of a Dew Drop<br />
04. Solstice<br />
05. Innuendo<br />
06. Stand Clear<br />
07. Why Five<br />
08. 4´s</p>
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		<title>Guerino Mazzola/Heinz Geisser/Shiro Onuma &#8211; Dancing the Body of Time</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 14:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cadence Jazz Records]]></category>
		<category><![CDATA[Guerino Mazzola]]></category>
		<category><![CDATA[Heinz Geisser]]></category>
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		<description><![CDATA[L´incontro al Shinjuku Pit Inn di Tokio fra il pianista Guerino Mazzola e il batterista Heinz Geisser, entrambi svizzeri, con il batterista giapponese Shiro Onuma è di quelli memorabili per chi apprezza la carica emozionale che trasmette il free jazz. Chi è abituato alla musica di Cecil Taylor troverà qui sicuramente un ottimo disco, pieno &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=5774">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=5774' addthis:title='Guerino Mazzola/Heinz Geisser/Shiro Onuma &#8211; Dancing the Body of Time '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-5778" title="dancing" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/03/dancing-297x300.png" alt="" width="297" height="300" />L´incontro al Shinjuku Pit Inn di Tokio fra il pianista <a href="http://www.encyclospace.org/jazz/"><strong>Guerino Mazzola</strong></a> e il batterista <a href="http://www.geisser.com/b.aspx?b:0=3F8A8118-1D67-49E5-A55F-D1F912515DE7:x7AAB,.Wn&amp;b:HO=69C3B259-EF2A-4830-B189-729B133A940C"><strong>Heinz Geisser</strong></a>, entrambi svizzeri, con il batterista giapponese <strong>Shiro Onuma</strong> è di quelli memorabili per chi apprezza la carica emozionale che trasmette il free jazz. Chi è abituato alla musica di Cecil Taylor troverà qui sicuramente un ottimo disco, pieno di energia live, di una forza quasi da rito sciamanico. I due svizzeri collaborano da molto tempo insieme e trasmettono sempre quella carica energetica ai loro ascoltatori, che siano da soli o in quartetto, come negli ultimi anni, insieme agli americani Scott Fields e Mat Maneri. Questa volta sono in trio, con un altro batterista. È un disco esplosivo, con dei momenti più riflessivi in <em>Midnight Sparks</em>, in cui cita <strong>Thelonious Monk</strong> che diventa un autore ipercinetico, per il resto si va su tempi lunghi e brani che emettono un´energia al calor bianco. Mazzola, che è anche un matematico che insegna in USA all´Università del Minnesota, è un grande interprete del pianismo contemporaneo. I batteristi si adeguano benissimo a queste situazioni così veloci con ritmi esplosivi, a volte soltanto in duo come sul titolo che dà il titolo al disco. Sul disco succede di tutto. Lo si apprezza oppure si scappa frastornati da tanta energia, da tanto calore ed emozione, espressa senza nascondere niente. Nel mondo edulcorato della musica odierna questo trio rappresenta l´esatto contrario.</p>
<p>Label: <a href="http://www.cadencejazzrecords.com/ "><strong>Cadence Jazz Records</strong></a><br />
Anno 2011</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Trinity Bodies<br />
02. Midnight Sparks<br />
03. Dancing the Body of Times<br />
04. Touching On<br />
05. The Shape of Time to Come</p>
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