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	<title>musicZoom &#187; fresh yo! &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Godblesscomputers &#8211; Solchi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 06:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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E&#8217; l&#8217;augurio che facciamo a <em><strong>Solchi</strong></em>, album con titolo italiano rispetto ai precedenti due in inglese, che forse proprio per scaramanzia con questo titolo cercherà di sfondare i confini nazionali. La musica di Godbless, è già pronta per espatriare, e le 16 tracce di questo ultimo lavoro in studio ne sono la conferma: 16 solchi appunto, che raccontano la maturazione dell&#8217;artista, ne rappresentano l&#8217;eterogeneità, si arricchiscono di collaborazioni e ci inducono a pensare fino a che punto potrà spingersi il suono di questo giovane talento, un suono maturo, riconoscibile, funzionale, sempre fresco e mai scontato. <em>Brothers</em> è la giusta introduzione, ritmiche che ammiccano alla provenienza hip hop di Lorenzo con il suo passato nel Lato Oscuro della Costa, ma permeato di suoni attuali, con un finale a sorpresa che non mi va di spoilerare. C&#8217;è poi la voce di Davide Shorty su <em>How About You</em>, forse il brano più radiofonico del disco, ma non per questo più scontato; la collaborazione tra i due artisti infatti è gustosa quasi come un cacio e pepe, il risultato è qualcosa di semplice, perfettamente equilibrato (un contemporaneo intreccio tra soul e r&#8217;n'b), e proprio per questo incredibilmente piacevole. Ci si placa ulteriormente con<em> Just Slow Down</em>, è il sound di Godblesscomputers al 100%, distillato di finezza elettronica difficilmente imitabile a questo livello. <em>Wherever You Say</em> forse nasce quasi come jam session, ritmi lenti tribali supportano la soave voce femminile per creare un qualcosa di estremamente sensuale ed affascinante. Segue la giusta colonna sonora per un viaggio sul litorale, al tramonto, mentre stai per raggiungere il mare: <em>Adriatica</em> mi rimanda a questo tipo di immaginario, anche in questo caso con una delicatezza senza paragoni, atmosfere chill con un sapiente inserimento di campionamenti al posto giusto e alcune chitarre che si rincorrono mescolandosi a synth morbidi. E poi Lorenzo ci sorprende con le ispirazioni dub di <em>Life On Fire</em>, avvalendosi del supporto di Forelock alla voce e alla maestria di Paolo Baldini per quanto riguarda la produzione: è il connubio magico, avrei sempre voluto sentire un mix del genere, e Lorenzo mi ha accontentato, con un brano dalle ritmiche alla Godbless, e tutto il resto alla Dubfiles, è davvero l&#8217;incontro di due geni del bene musicale. Dopo il breve interlude di <em>El Destino</em> (quasi dispiace non sia sfociato in traccia completa), arriva <em>Glue</em>, un brano che come dice lo stesso autore ha il sapore del passato, poichè assemblato con vecchio materiale ripescato; ed inserirlo in un nuovo disco, penso sia scelta perfetta per proseguire un certo filo conduttore sonoro. <em>Dreamers</em> è una canzone che mi proietta in un immaginario inglese, una canzone intima creata insieme ai Klune, promettente trio che in questo caso riesce ad interpretare in maniera eccellente le intenzioni di Godbless.<em> LIP</em> è poi l&#8217;ennesimo testamento della maturazione artistica del sound di Lorenzo, riconoscibile per alcuni clichè stilistici ma mai scontato. C&#8217;è spazio anche per qualcosa di più ballabile, come <em>Records</em>, un funk moderno che somiglia ad una mescolanza ordinata di dischi diversi, quasi come un mega mashup, è sicuramente uno dei miei pezzi preferiti dell&#8217;album. Tempo ancora per un piccolo intermezzo, ovvero <em>1989</em> e poi si torna a capofitto nelle atmosfere un po&#8217; oscure, quasi notturne di <em>Don&#8217;t Need</em>, probabilmente il pezzo più sperimentale di questo album, ma che nulla ha da invidiare a tante altre cose che si ascoltano dal resto d&#8217;Europa e che vengono osannate come strepitose o incredibilmente innovatrici. La parentesi di <em>Disquietude</em>, brano dalla pacatezza devastante (che forse rispecchia molto il carattere e l&#8217;indole di Lorenzo, per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo), ci separa dall&#8217;ennesimo capolavoro, ossia <em>Father&#8217;s Light</em>: la collaborazione con gli Inude si sviluppa in un crescendo di emozione musicale, bellissimo equilibrio tra voci, melodie e ritmiche soffuse che mi ricorda tanto l&#8217;Apparat dei vecchi tempi. Chiude il tutto <em>Freddo</em>, perfetto sigillo per un disco a cui auguro tutto il meglio del mondo, uno dei dischi migliori dell&#8217;anno, ed è italiano.</p>
<p>Anno: 2017</p>
<p>Etichetta: La Tempesta International &#8211; Fresh Yo!</p>
<p>Tracklist:<br />
1. Brothers<br />
2. How About U (feat. Davide Shorty)<br />
3. Just Slow Down<br />
4. Wherever You Say<br />
5. Adriatica<br />
6. Life On Fire (feat. Forelock &amp; Paolo Baldini DubFiles)<br />
7. El Destino<br />
8. Glue<br />
9. Dreamers (feat. Klune)<br />
10. LIP<br />
11. Records<br />
12. 1989<br />
13. Don’t Need<br />
14. Disquietude<br />
15. Father’s Light (feat. Inude)<br />
16. Freddo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Millelemmi &#8211; Italodelicastrofunk</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 14:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[fresh yo!]]></category>
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<p>Anno: 2017</p>
<p>Etichetta: Fresh YO!</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Demetrio Intro<br />
2. Spaziofunk<br />
3. Apri La Porta<br />
4. Todo Modo<br />
5. Come Le Orche<br />
6. Tavor<br />
7. Baddest Funk (Stanzacquabiocosmoludofumolampimentaljudo)<br />
8. Inventando<br />
9. C.C.L.A.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Godblesscomputers &#8211; Plush &amp; Safe</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2015 12:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Godblesscomputers]]></category>
		<category><![CDATA[la tempesta dischi]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=22939' addthis:title='Godblesscomputers &#8211; Plush &amp; Safe '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-22943" alt="godblesscomputers_Plush-and-safe_music-coast-to-coast" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/05/godblesscomputers_Plush-and-safe_music-coast-to-coast-300x300.jpg" width="300" height="300" />Volete sapere se <em><strong>Plush &amp; Safe</strong></em> è il disco di maturazione di <strong>Godblesscomputers</strong>? La risposta (forse) la avrete a fine recensione. Si può di certo dire che il buon Lorenzo è riuscito a crearsi nel tempo un hype davvero notevole attorno al suo personaggio ma per fortuna ancor di più attorno al suo suono; perchè questo secondo lavoro in studio, ha il marchio di fabbrica, nel senso che ascoltandolo lo si riesce a ricondurre a quel suono, tipico del ravennate ormai cittadino un po&#8217; cosmopolita. Gli elementi sono piuttosto ricorrenti anche in questo disco, voci pitchate prevalentemente qualche ottava sotto, qualche azzardo al pitch alto, gran parte campionate con la novità di due brani cantati dalla voce di Francesca Amati degli <strong>Amycanbe</strong> (rispettivamente in <em>Clouds</em> e <em>Light Is Changing</em>). Percepisco pochi campioni &#8220;naturali&#8221; (ovvero le registrazioni di suoni della natura) rispetto al precedente lavoro, ma forse è solo una mia sensazione; la cifra stilistica di questo secondo album è il ricorso a suoni sintetici, belle parti strumentali grazie anche alla collaborazione del polistrumentista Francesco Giampaoli. In alcuni episodi si percepisce un approccio più dance, il ritmo più in quattro quarti di <em>Spirits</em> ad esempio, è forse frutto dei tanti live e djset in giro per il Bel Paese ed oltre; ma la struttura preponderante dei brani è quella più spezzata, più introspettiva, un po&#8217; più lontana dalla classica forma canzone. A dir la verità non c&#8217;è un brano dei dodici che spicca più di un altro, che fa gridare al miracolo, ma è proprio questo forse il bello di Plush &amp; Safe, ovvero la sua omogeneità, il suo essere riconoscibilmente un album di Godblesscomputers, una conferma insomma, una conferma che aspettavamo, che è arrivata presto, e che ci fa ben sperare per un florido futuro. Lorenzo è musicalmente maturato? La risposta è affermativa, anche perchè non aveva poi forse bisogno di maturare così tanto. Ora però dal mio personale punto di vista il &#8220;non c&#8217;è due senza tre&#8221; non vale più; mi aspetto in futuro una maggiore sperimentazione, un essere riconoscibile con quei tratti che rendono Godblesscomputers il Godblesscomupters che tutti stiamo imparando a conoscere, ma con quel qualcosina in più, quel senso di meraviglia che ci può portare ad affermare &#8220;ah ma dai? questo disco è di Godbless? non l&#8217;avrei mai detto!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genere: elettronica<br />
Label: La Tempesta / Fresh Yo<br />
Anno: 2015</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>01. Closer<br />
02. Discordia<br />
03. Spirits<br />
04. Leap in the Dark<br />
05. Clouds<br />
06. Prisoners<br />
07. Lotus Flowers and Tears<br />
08. Light Is Changing<br />
09. Touch You<br />
10. Faces (You Can&#8217;t See Me)<br />
11. Abisso<br />
12. Somewhere Away from Me</p>
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		<title>Godblesscomputers &#8211; Veleno</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 21:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[fresh yo!]]></category>
		<category><![CDATA[Godblesscomputers]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=18673' addthis:title='Godblesscomputers &#8211; Veleno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-18677" alt="VELENO_COPCD_fronte2-1024x1024" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/04/VELENO_COPCD_fronte2-1024x1024-300x300.jpg" width="300" height="300" />Ormai volente o nolente, un po&#8217; anche perchè bazzica spesso dalle mie parti per questioni universitarie e non, mi sono imbattuto ormai un bel pò di volte in <strong>Godblesscomputers</strong>; la prima occasione fu per una condivisione dello stesso palco, dove lui proponeva uno dei suoi primi live, al quale rimasi veramente colpito dalla bravura e dalla freschezza di questo progetto, niente di estremamente innovativo ma di sicuro impatto per la genuinità con cui questo giovane e amabilissimo personaggio propone il suo sound e concretizza le sue idee musicali. Successivamente lo incontrai ad un djset nel quale mi sorprendeva proponendomi una conoscenza musicale davvero raffinata che sfiorava l&#8217;elettronica a lui più vicina, con la nu-disco e parentesi di radice più hip-hop, radice dalla quale proviene a causa della lunga collaborazione con <strong>Il Lato Oscuro Della Costa</strong>. In seguito altre due performance live, l&#8217;ultima qualche settimana fa da Zuni, locale dai connotati molto particolari a Ferrara, dove mi ha davvero meravigliato deliziando il pubblico con l&#8217;anteprima di questo suo disco: <em><strong>Veleno</strong></em> è un piccolo manifesto di questo artista, poche tracce (questa forse l&#8217;unica pecca) che si incastonano in quella parte del cervello dell&#8217;ascoltatore, si innestano e difficilmente ne escono. Tralasciando tutta la parte metaforica del titolo di quest&#8217;album, di cui l&#8217;unico aspetto interessante che riesco ad evidenziarne è l&#8217;uso della lingua italiana, mentre tutti i brani hanno titoli in inglese, trovo nel complesso una coerenza non indifferente, davvero difficile da realizzare al giorno d&#8217;oggi: il suono di Godblesscomputers è il suono di Godblesscomputers, riconoscibile, gradevole, mai pesante, bilanciato, fresco, innovativo senza essere pretenzioso, libero. Le sette tracce che compongono questo lavoro si snocciolano in maniera semplice lungo la sua interezza, e come già accennato non c&#8217;è bisogno di aggrapparsi a metafore particolari, ad espedienti linguistici tanto cari ad altri recensori dal palato indie: questo è semplicemente un gran lavoro, ricco e prezioso, l&#8217;ennesimo esempio che nel nostro paese c&#8217;è ancora chi produce manufatti musicali di grandissima fattura (d&#8217;altra parte il lato &#8220;artigiano&#8221; del popolo italiano si è sempre fatto valere), che spesso noi in primis non riusciamo a valorizzare nella giusta maniera. Siamo di fronte ad un&#8217;elettronica moderna (o meglio, post-moderna), tutt&#8217;altro che fredda ma trabordante di emozioni, che si percepiscono dal sapiente uso dei campioni vocali e dai tappeti melodici che Lorenzo riesce a srotolare su ritmiche d&#8217;appoggio che rendono ogni brano più coeso, più autentico. Trapela una enorme sensibilità nella ricerca di ogni singolo suono, con una piccola propensione orientale ed una consapevolezza europea nella struttura dei brani, un&#8217;ottica cosmopolita, naturale ed efficace. Traduzione? Un disco che non vedo l&#8217;ora di possedere in vinile, un disco che può accompagnare amplessi amorosi, un disco che è già la terza volta che gira in loop mentre scrivo queste parole e non mi ha ancora stancato, un disco che consiglio caldamente. E la prossima volta che Lorenzo bazzica da queste parti, non posso fare altro che stringergli la mano e offrirgli una birra media.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anno: 2014</p>
<p>Genere: elettronica</p>
<p>Etichetta: Fresh Yo! &amp; White Forest</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. What we’ve lost<br />
2. Icry<br />
3. Nothing to me<br />
4. Seventh floor<br />
5. Collapse<br />
6. Yuan<br />
7. Orange</p>
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		<title>HeLlo My Name iS RA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 16:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[fresh yo!]]></category>
		<category><![CDATA[hello my name is ra]]></category>
		<category><![CDATA[hlmnsra]]></category>
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		<description><![CDATA[Fresh Yo! nasce nel 2010 come netlabel con un orizzonte musicale che spazia fin da subito senza alcun pregiudizio dall&#8217;abstract hip hop, al folk, all&#8217;IDM, al soul e all&#8217;elettronica offrendo prodotti digitali e fisici (vinili, CD e merchandising) attentamente curati nei dettagli e in tutti gli aspetti legati al design. Simone Brillarelli ed Edoardo Fracassi sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=16306">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=16306' addthis:title='HeLlo My Name iS RA '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_16307" style="width: 208px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-16307" title="HLMNSRA_1" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/11/HLMNSRA_1-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /><p class="wp-caption-text">HLMNSRA</p></div>
<p>Fresh Yo! nasce nel 2010 come netlabel con un orizzonte musicale che spazia fin da subito senza alcun pregiudizio dall&#8217;abstract hip hop, al folk, all&#8217;IDM, al soul e all&#8217;elettronica offrendo prodotti digitali e fisici (vinili, CD e merchandising) attentamente curati nei dettagli e in tutti gli aspetti legati al design. Simone Brillarelli ed Edoardo Fracassi sono rispettivamente label manager e sound engineer dell&#8217;etichetta; gli artwork, curatissimi, sono affidati alle visioni di Jonathan Calugi. Ed è proprio dai territori dell&#8217;abstract hip hop che emerge questo <strong><em>Untidy Tiles</em></strong>. Raimondo <strong>HLMNSRA</strong> Taibi è un beatmaker / producer che da Agrigento porta vibes solari nell&#8217;oscurità della città di Londra (dove vive e lavora come graphic designer). Mettete un pò di polvere in una grande ciotola, aggiungete un po&#8217; di<strong> Duke Ellington</strong>, accendete il ROLAND SP404 e otterrete <em><strong>HeLlo My Name iS RA</strong></em>: una miriade di beats, reflips, bootlegs dal gusto vintage hip hop mescolati con una grande passione per la tecnologia e i software, al glitch, alle colonne sonore di Sonic the Hedgehog, i funky breaks, le melodie sentimentali, 8bit storytelling e un &#8220;unquantized love&#8221;. Queste le date di presentazione:</p>
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<p>15.11 &#8211; Firenze &#8211; Full Music (all&#8217;interno della serata Feline Funk)<br />
16.11 &#8211; Bologna &#8211; Showcase + intervista su Radio Città del Capo (diretta, ore 15.00)<br />
16.11 &#8211; San Giovanni in Persiceto (BO) &#8211; Circolo Arci Akkatà<br />
17.11 &#8211; Pisa &#8211; Cinema Caffè Lanteri (all&#8217;interno di Sleepin&#8217; Club)<br />
29.11 &#8211; Oristano &#8211; Life Music Culb</p>
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