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	<title>musicZoom &#187; francesco diodati &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Francesco Diodati/Yellow Squeeds &#8211; Flow, Home</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 06:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24482' addthis:title='Francesco Diodati/Yellow Squeeds &#8211; Flow, Home '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24519" alt="timthumb.php" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/timthumb.php_-300x300.jpeg" width="300" height="300" />La militanza insieme a quello che ormai si può definire un ambasciatore del jazz italiano, onnipresente nei festival di tutto il mondo, e cioè Enrico Rava, ha fatto conoscere al vasto pubblico <a href="http://www.francescodiodati.com/"><strong>Francesco Diodati</strong></a>, chitarrista di vaglia e, come qui dimostra, compositore dalla vena notevole e ispirata. La sua nuova band si chiama Yellow Squeed, un quintetto di giovani leve del jazz italiano: Francesco Lento alla tromba, <a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Enrico Zanisi</strong></a> al pianoforte, Gluaco Benedetti alla tuba e <a href="https://myspace.com/enricomorello"><strong>Enrico Morello</strong></a> alla batteria. Sono un gruppo che propone una musica collettiva, ricca di metriche complesse, ispirata direttamente da americani con cui Diodati ha avuto occasione di suonare, gente come Jim Black, Bobby Previte, Drew Gress. Il ruolo della scrittura è predominante, senza che manchino assoli ricchi di espressiviità, ad esempio il pianoforte di Zanisi su <i>Ale</i>, oppure l&#8217;inquieta e nervosa tromba di Lento su <i>Flow</i>, qui in mostra insieme alla chitarra del leader, oppure sul finale <i>A casa do amor</i> ed ancora su <i>Split</i> in cui il dialogo con la tuba è perfettamente riuscito. Per tutto l&#8217;album le architetture sonore appaiono ben elaborate, ricche di spunti che lasciano libertà ai singoli ed imprevedibili nel loro svolgimento. L&#8217;uso della tuba nella ritmica, al posto del contrabbasso, appare piuttosto originale tuttavia l´effetto delle sue note riversa una bella profondità nei brani grazie anche all´intesa con il trombettista e con i ritmi spezzati della batteria. Ne risulta un sound molto personale per l&#8217;intera band, perfettamente riconoscibile come soggetto musicale.. In mezzo alle composizioni del leader non manca l´omaggio a Thelonious Monk, <i>Played Twice</i>, interpretato in modo molto ardito. La forza degli Yellow Squeeds sta proprio qui, nella loro idiosincrasia per le formule più scontate del jazz italiano e l´originalità della proposta fatta di interventi collettivi e di assoli emozionanti in un gioco piuttosto raffinato fra composizione ed improvvisazione, fra la mente raziocinante ed assoli coinvolgenti. Un ottimo esordio, di sicuro non scontato.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Split<br />
02. Lost<br />
03. Believe<br />
04. Ale<br />
05. Folk Song<br />
06. Home<br />
07. Played Twice<br />
08. Flow<br />
09. Casa do amor</p>
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		<title>Matteo Bortone Travelers</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 17:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro lanzoni]]></category>
		<category><![CDATA[antonin tri-hoang]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[matteo bortone travelers]]></category>
		<category><![CDATA[zone di musica]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11935' addthis:title='Matteo Bortone Travelers '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_11936" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-11936" title="matteo bortone" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/matteo-bortone-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /><p class="wp-caption-text">Matteo Bortone</p></div>
<p>Il 6 Marzo esce <em><strong>Matteo Bortone Travelers</strong></em>, primo album dell’omonima band del talentuoso contrabbassista che si è affermato negli ultimi anni a Parigi e nella scena jazz francese, e che torna in Italia con il suo lavoro edito dall’etichetta Zone di Musica. Nativo di Otranto, già membro del nuovo trio del talento del pianoforte Alessandro Lanzoni (“Dark Flavour”, il disco d&#8217;esordio è firmato Cam Jazz ed uscirà a febbraio 2013), Matteo negli ultimi anni si è affermato sulla scena jazz parigina ma ha deciso di tornare in Italia quasi in contemporanea con il suo esordio discografico in veste di leader. Edito dall’etichetta Zone di Musica, l’album è stato concepito tra Roma e Parigi, registrato in Francia e si avvale di una band italo/francese di prim&#8217;ordine: Antonin-Tri Hoang al sax alto e clarinetto basso, una delle voci più singolari del panorama jazzistico francese e membro dell&#8217; “Orchestre Nationale de Jazz”, Francesco Diodati, chitarrista romano acclamato dalla stampa di settore tra i migliori nuovi talenti odierni, e Guilhem Flouzat, batterista parigino trapiantato a New York che completa insieme a Bortone la ritmica del gruppo. Il disco sarà presentato in Italia ed in Francia con un tour che toccherà diverse città tra cui Firenze (1 aprile, NOF Gallery), Roma (4 aprile, per la rassegna La Strada in Jazz), Parigi (10 aprile al Sunset Jazz Club e 12 giugno al Disquaires), Vanves (13 giugno al Turbulences Festival) e Chartres (15 giugno al Parvis Jazz Club).</p>
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