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	<title>musicZoom &#187; ferrara sotto le stelle &raquo; musicZoom</title>
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		<title>The Breeders &#8211; All Nerve</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 13:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[All Nerve]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29118' addthis:title='The Breeders &#8211; All Nerve '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft" style="width: 329px; height: 311px;" alt="" src="https://sentireascoltare.com/wp-content/uploads/2018/01/The-Breeders-All-Nerve-album-artwork-1515446973-640x640-1.jpg" width="640" height="640" />A 10 anni dall&#8217;ultimo lavoro in studio, i <strong>The Breeders</strong> torn con <strong><em>All Nerve</em></strong>, 11 brani che trasudano la tradizione di una band in continua evoluzione: la band che conta vent&#8217;anni di carriera proprio quest&#8217;anno ha infatti ancora molto da dire, e questo ultimo loro album ne è il manifesto. Rock di pancia, a tratti ancora un po&#8217; punk (<em>Wait In The Car</em>), in altri momenti lasciano trasparire un chiaroscuro anche spiazzante (<em>All Nerve</em>), in altri ancora la dimensione più introspettiva (<em>Superwoman</em>) o la ballata malinconica (<em>Walking With A Killer)</em>. Il comune denominatore rimane la voce di Kim Deal, sempre graffiante ma allo stesso tempo eterea ed eterna, che personalmente trova il massimo splendore in <em>Howl At The Summit</em>. Il tutto è contornato dalla formazione del 1993 di <em><strong>Last Splash</strong></em>, formazione rodata che completa una stesura concreta e potente. Siamo di fronte ad un album che suona al tempo stesso contemporaneo e passato, un lavoro a tratti difficilmente catalogabile, uno di quei dischi che ti viene voglia di riascoltare, e già mi pregusto la loro data del 5 giugno a Ferrara Sotto Le Stelle. C&#8217;è bisogno di band come queste, che dopo lunghi periodi di silenzio tornano comunque a confermare la loro posizione in un panorama musicale sempre più frastornato e frastagliato.</p>
<p>Anno: 2018</p>
<p>Etichetta: 4AD</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Nervous Mary<br />
2. Wait in the Car<br />
3. All Nerve<br />
4. MetaGoth<br />
5. Spacewoman<br />
6. Walking with a Killer<br />
7. Howl at the Summit<br />
8. Archangel&#8217;s Thunderbird<br />
9. Dawn: Making an Effort<br />
10. Skinhead #2<br />
11. Blues at the Acropolis</p>
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		<title>White Lies @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 07:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Lilian More]]></category>
		<category><![CDATA[white lies]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27959' addthis:title='White Lies @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Siamo arrivati all&#8217;ultima data di questa edizione di Ferrara Sotto le Stelle e non posso non iniziare questo ultimo live report dicendo che anche quest&#8217;anno se ne sono viste delle belle: con 6 concerti spalmati nell&#8217;arco di circa un mese tra piazza Castello ed il cortile del Castello Estense, la nuova direzione artistica è riuscita a proseguire nell&#8217;intento di mixare la musica emergente con le icone alternative, il tutto con un ottimo gusto ed ottenendo anche in questa ventiduesima edizione un buonissimo risultato.<br />
<a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20502714_10212496593862584_2135354527_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27961" alt="20502714_10212496593862584_2135354527_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20502714_10212496593862584_2135354527_o.jpg" width="226" height="340" /></a>La chiusura del cartellone è affidata ai <strong>White Lies</strong>, gruppo che sinceramente conosco poco ma che per quel poco che conosco mi incuriosisce abbastanza. Devo dire che questo è un live report un pò difficile, perchè nonostante la mia positività generale di fronte alla musica e soprattutto a quella dal vivo, in questo caso rimango con numerosi dubbi. Ma procediamo con ordine.<br />
Arrivo puntuale in centro, costeggiando il chiosco di fronte al castello Estense che sta proponendo la serata karaoke, e mi dirigo all&#8217;ingresso, dove parecchia gente aspetta di entrare. Data soldout, le mura del baluardo estense racchiudono già parecchia gente di tutti i tipi. Timidamente sale sul palco l&#8217;opening act, una tipa che si fa chiamare <strong>Lilian More</strong>, propone un rock abbastanza energico, ma che schiettamente non fa gridare al miracolo. Trascorro quasi tutto il tempo quindi a chiaccherare con un amico che si occupa della parte tecnica del festival, mi racconta che i White Lies gli hanno fatto una buonissima impressione, che il loro setup è essenziale e scarno, e che ha sentito che loro stanno in tour solo dal giovedì alla domenica e i primi tre giorni della settimana li passano sempre a casa in Inghilterra con le loro famiglie; giusto, penso tra me e me, e queste descrizioni accrescono in parte la mia curiosità ed interesse verso di loro. Qualche minuto dopo le 22, si rispengono le luci e salgono sul palco i 4 di Ealing: la partenza è un po&#8217; in sordina, i suoni sono poco equilibrati in quanto la potente voce di Harry sovrasta tutto lo strumentale. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20472659_10212496593622578_484485847_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-27960" alt="20472659_10212496593622578_484485847_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20472659_10212496593622578_484485847_o.jpg" width="226" height="340" /></a>Voce potente, ma fino ad un certo punto: già dai primi brani noto una sorta di affaticamento, soprattutto nel passare dalle parti basse a quelle alte, insomma sembra quasi che o abbia sofferto di laringite negli ultimi giorni, o che sia in evidente debito di ossigeno. La performance è un po&#8217; approssimativa, piuttosto statica anche, non ci sono particolari picchi ma ciononostante il pubblico degli adepti reagisce bene, tant&#8217;è che di fianco ho un signore sulla cinquantina che si dimena facendo svolazzare il suo ciuffo canuto a destra e a manca. Non so, ma il tutto crea un&#8217;atmosfera un po&#8217; surreale, mi dà una percezione strana, quasi come se i White Lies avessero già 20 anni di carriera alle spalle e stessimo assistendo ad uno dei loro ultimi concerti prima del ritiro dalle scene causa affaticamento. Indubbiamente i cavalli di battaglia anche se non eseguiti in maniera impeccabile riscuotono grandissima approvazione da parte dei più, e c&#8217;è anche da ammettere che da metà concerto in poi i suoni si sono amalgamati ed alcuni brani riescono a coinvolgermi più di quello che avrei pensato ad inizio concerto. Nel complesso, è un&#8217;ora e un quarto di buona musica, eseguita un po&#8217; così così (non mi sbilancio troppo perchè non ho strumenti per farlo, non sono nè musicista, nè tecnico del suono, nè scrivo per NME, ma cerco comunque di essere obbiettivo e coerente con il mio punto di vista e le mie percezioni); insomma la loro musica non mi dispiace ma la performance per quanto mi riguarda lascia un po&#8217; a desiderare. Mi viene quasi la curiosità di interpellare uno a caso tra i loro adepti (perchè di gente con t-shirt del gruppo ce n&#8217;è parecchia) per chiedergli se ciò a cui sta assistendo è di livello, ma guardandomi in giro vedo comunque tanti ballare, esultare, applaudire, farsi coinvolgere e soprattutto cantare a squarciagola tutti i brani. Probabilmente quindi la mia è una percezione fuori dal coro, tant&#8217;è che torno a casa un po&#8217; deluso. Delusione che però non inficia nella riuscita di questa ventiduesima edizione di un festival che ogni estate riesce a portare una ventata di freschezza musicale nella mia città, quindi, nonostante questa data di chiusura un po&#8217; discutibile (che ovviamente non può dipendere dalla direzione artistica, ci mancherebbe) un ringraziamento a chi ogni anno lavora per realizzare tutto questo mi sembra doveroso.</p>
<p><em>Un grazie speciale come sempre a Sara Tosi per queste e per tutte le altre stupende foto del festival.</em></p>
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		<title>Le Luci Della Centrale Elettrica @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 16:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[colombre]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[le luci della centrale elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 19 luglio 2017, la data in cui devo ricredermi, la data in cui devo fare un passo indietro e rivedere ciò che penso su Le Luci Della Centrale Elettrica. Questa volta non posso fare il pirla come tre anni fa, quando forse più per esercizio stilistico ho recensito il suo live a Ferrara Sotto &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27949">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27949' addthis:title='Le Luci Della Centrale Elettrica @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Mercoledì 19 luglio 2017, la data in cui devo ricredermi, la data in cui devo fare un passo indietro e rivedere ciò che penso su <strong>Le Luci Della Centrale Elettrica</strong>. Questa volta non posso fare il pirla come tre anni fa, quando forse più per esercizio stilistico ho recensito il suo live a Ferrara Sotto Le Stelle come se io stesso stessi scrivendo una sua canzone <a href="http://www.musiczoom.it/?p=20168">(però l&#8217;esperimento fu bello</a>), questa volta Vasco mi mette alle strette e mi colpisce all&#8217;interno, non mi obbliga ma mi stimola a scriver molto bene di lui. Ma procediamo con ordine.<br />
<a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20251319_10212419660099288_1774750494_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27955" alt="20251319_10212419660099288_1774750494_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20251319_10212419660099288_1774750494_o.jpg" width="283" height="425" /></a>In una giornata in cui una delle poche (se non l&#8217;unica) gioie è cenare al volo al Mc Donald&#8217;s e riscoprire il gusto gommoso ed ipnotico del doppio cheeseburger (questa volta con aggiunta di bacon), mi appropinquo deciso verso il centro di Ferrara, deciso ma al tempo stesso decisamente rincoglionito e spossato, che nemmeno quel nutrimento che mi ha regalato quell&#8217;attimo di felicità è riuscito però a rinvigorirmi. Il sole è ancora abbastanza alto, mi ricopro le caviglie di Autan protettivo (rigorosamente tropical) e varco l&#8217;ingresso sul ponte levatoio del Castello Estense, dove ad attendermi c&#8217;è la mia fida accreditatrice che spalancando gli occhi mi redarguisce per essere arrivato prestissimo. In effetti all&#8217;interno c&#8217;è silenzio ed una quarantina di persone accampate, sedute ai piedi del palco in attesa. Inganno il tempo curiosando su internet, e scopro che in effetti a questo giro i concerti iniziano alle nove e mezza, ma nel frattempo la gente più sveglia di me inizia ad arrivare all&#8217;ora giusta. Poco dopo infatti sale sul palco <strong>Colombre</strong>, opening act confermato un po&#8217; all&#8217;ultimo ma davvero una gradevole scoperta: è un personaggio strano, un calimero cantautorale, mi ricorda i Selton ma senza il Brasile, è emozionato ma sicuro di sè, e d&#8217;altronde penso che ci voglia coraggio e sicurezza per salire sul palco solo in compagnia di una chitarra, a cantare le tue canzoni. Molto belle tra l&#8217;altro, mi colpiscono per la loro schiettezza e semplicità, i temi trattati sono contemporanei, si passa da venature romantiche, ad accompagnamenti più funky, senza trascurare anche aspetti delicati (il brano <em>TSO</em> è eccezionale), il tutto cosparso da un neanche troppo lieve pessimismo che va abbastanza di moda (e come biasimarlo?). Colombre mi piace, ma ascoltarlo mi fa andare oltre con la mente, e lo penso accompagnato da una band, forse avrebbe più forza, sarebbe anche potenzialmente più radiofonico, ma probabilmente è una scelta appositamente non voluta, o forse deve semplicemente crescere artisticamente. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20205955_10212419660179290_148020433_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-27954" alt="20205955_10212419660179290_148020433_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/20205955_10212419660179290_148020433_o.jpg" width="283" height="425" /></a>Crescita che ha fatto il nostro Vasco Brondi: nostro perchè è di Ferrara, e stasera gioca in casa; crescita perchè anche lui è partito con chitarra e voce, ed ora si trova sul palco di casa sua accompagnato da una band vera e propria (ed anche il suo ultimo lavoro discografico è testimone di una nuova dimensione musicale in cui gli strumenti hanno preso una posizione fondamentale che conferma la ricerca di una nuova cifra stilistica). Band con le movenze di una boyband, che cozza un po&#8217; con la presenza scenica perennemente ciondolante del barbuto Vasco, band che però supporta molto molto bene sia i brani di <em><strong>Terra</strong></em>, che quelli dei precedenti album, riarrangiati a dovere. Devo quindi buttar via il pregiudizio iniziale che finora mi ha condizionato, e nonostante alla prima impressione penso che i brani classici &#8220;chitarra+voce&#8221; non funzionino alla perfezione, mi devo ricredere canzone dopo canzone perchè vengo coinvolto, ed arrivo alla conclusione che se dovesse ripubblicare questi brani così riarrangiati, li comprerei pure. Insomma, la forma canzone &#8220;brondiana&#8221; prende un&#8217;altra piega nella dimensione live, una piega che è coinvolgente e completa: in qualche brano si balla e si battono le mani a tempo, si canta a coro come <em>Nel Profondo Veneto</em> a chiusura concerto, in alcuni si poga nelle prime file a tal punto che i giganti della security minacciano di intervenire, in altri ci si commuove sul serio come una ragazza vicino alla postazione del fonico. Vasco mi è diventato più simpatico (o forse lo era anche prima, ma non ho saputo cogliere) anche negli intermezzi tra un brano e l&#8217;altro, dove racconta un po&#8217; di aneddoti sulla sua città, che in questa occasione lo ospita (mi chiedevo infatti raggiungendo piazza Castello, se sarebbe venuto in bici o cosa&#8230; poi è lui stesso a dire che è venuto addirittura a piedi), di quando scriveva le canzoni fino alle 18 prima di andare a lavorare come barista al Korova (e poi esegue <em>Piromani</em>, forse un po&#8217; il suo cavallo di battaglia), di come spendere 10 milioni di vecchie lire per acquistare un pianoforte come ha fatto Alda Merini, di come ci si debba sentire fortunati a crescere in un posto dove ci si annoia tantissimo (e come dargli torto); ed è proprio questa la chiave di lettura che forse non ho mai notato, che mi fa stravolgere l&#8217;opinione, che mi rende interessanti anche quelle vecchie canzoni in cui io percepivo solo un agglomerato di parole &#8220;<em>ad-cazzum&#8221;</em> selezionate accuratamente perchè suonano bene messe una dopo l&#8217;altra, che mi rende piacevolissimi i brani del nuovo album, che mi fa apprezzare tutto l&#8217;insieme e che mi fa augurare una lunga carriera ed una continua crescita a questo ferrarese che nel suo piccolo/grande, è riuscito a svoltare. Bravo Vasco, mi hai fatto ricredere.</p>
<p><em>Grazie a Sara Tosi per il supporto fotografico.</em></p>
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		<title>Thegiornalisti @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jul 2017 07:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[thegiornalisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva anche il turno dei Thegiornalisti, sicuramente la data un po&#8217; più mainstream di questa edizione, la prima di un gruppo italiano (seguirà Vasco Brondi che giocherà in casa il 19 luglio), la prima del loro Completamente Senza Estate Tour. E dopo aver fatto registrare una sfilza di tutto esaurito in primavera, anche stasera siamo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27916">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27916' addthis:title='Thegiornalisti @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19807693_10212281653729215_728210319_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27918" alt="19807693_10212281653729215_728210319_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19807693_10212281653729215_728210319_o.jpg" width="198" height="298" /></a>Arriva anche il turno dei <strong>Thegiornalisti</strong>, sicuramente la data un po&#8217; più mainstream di questa edizione, la prima di un gruppo italiano (seguirà Vasco Brondi che giocherà in casa il 19 luglio), la prima del loro Completamente Senza Estate Tour. E dopo aver fatto registrare una sfilza di tutto esaurito in primavera, anche stasera siamo praticamente soldout ma non completamente (un gioco di parole che non potevo non scrivere). Mi aspettavo tanta gente, ormai questi ragazzi son di richiamo, ma non immaginavo così tanta. A pochi minuti prima dell&#8217;inizio del live infatti, il ciottolato di piazza Castello è quasi colmo di giovani difficilmente etichettabili, il pubblico che segue questo nuovo cantautorato italiano è indie ma non troppo, sicuramente spensierato e questo è un aspetto che ritengo positivo. Parto un pò prevenuto per questo concerto, devo essere sincero, ma con in mente lo spiraglio di potermi ricredere; nonostante il live sia praticamente un Paradiso-show (ma è anche giusto così), devo ammettere che il giudizio finale è tutto sommato positivo, un 7 se lo meritano tutto e forse più. Il frontman tiene banco molto bene, esclama frasi paracule ma mai esagerate tra un brano e l&#8217;altro, scherza col pubblico, è piuttosto istrionico e veste bene l&#8217;abito da personaggio che si è cucito addosso. La performance canora lascia un po&#8217; a desiderare, ma per gran parte dei brani in scaletta sembra essere supportato dalla sua stessa voce in una sorta di contro-coro che riempie là dove lui non arriva. La scaletta è ben disposta, e conoscendoli poco ho quasi la sensazione che mi piacciano più i brani meno conosciuti, anche se ovviamente le hit da passaggio radiofonico ormai trito e ritrito sono quelle che riscuotono più successo. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19807609_10212281653889219_194574653_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-27917 alignright" alt="19807609_10212281653889219_194574653_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19807609_10212281653889219_194574653_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>La stessa <em>Sold Out</em> è iniziata con un accenno e cantata da tutto il pubblico, per poi essere ripresa e suonata nella sua interezza. Lo show è comunque buono, sia chiaro, i brani sono belli e funzionano bene anche nella dimensione live, che prende forma però nella sua interezza anche dai siparietti che Paradiso crea per riempire le pause tra una canzone e l&#8217;altra: saluta una coppia al balcone dell&#8217;adiacente Hotel Annunziata, fa almeno due o tre instastory per riempire la sua autostima (nella prima accenna un brano accappella, riuscito un po&#8217; così così ma è onesto e lo ammette). Circa a metà concerto si lascia andare in un chitarra e voce, regalandoci anche una cover di <em>Don&#8217;t Look Back In Anger</em>, azzardata ma ben eseguita, e tutto sommato un pò mi ricredo sulla sua dubbia bravura vocale. Ma siamo ormai un po&#8217; tutti abituati in questo senso, il pop attuale preferisce essere più sostanza che forma: non importa se Paradiso non è un tenore, l&#8217;importante è che sia un bravo cantautore e questo c&#8217;è da ammetterlo, gli riesce bene. L&#8217;encore parte con <em>Riccione</em>, e chiude banalmente ma con solennità con il loro vero inno, <em>Completamente</em>, ed anche se mi vergogno un po&#8217;, non posso non cantarla anche io insieme a tutti. Apprezzo la sincerità e la spontaneità dei Thegiornalisti, non c&#8217;è per forza bisogno di fare chissà cosa, l&#8217;importante è farlo in maniera decente, esserne consapevoli; tutto quello che segue, ciò che dice la gente, passa in secondo piano, e nonostante alcune critiche, sono personalmente contento che questo gruppo sia passato da Ferrara, anche se sono stati i primi a non dire espressamente che è bello suonare di fronte ad un Castello.</p>
<p><em>Grazie a Sara Tosi per le foto &#8220;paradisiache&#8221;</em></p>
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		<title>Fleet Foxes @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 11:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[fleet foxes]]></category>
		<category><![CDATA[Hamilton Leithauser]]></category>

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		<description><![CDATA[Fleet Foxes, che bella scoperta. Appena venne pubblicato il carellone di questa edizione di Ferrara Sotto Le Stelle, leggere il loro nome mi fece esultare; ma perchè? In fondo non conosco il loro suono ma il loro nome non mi è affatto nuovo&#8230; forse li ricordo per un featuring con qualche band a me più &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27897">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27897' addthis:title='Fleet Foxes @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19720297_10212248552501705_1768029502_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27900" alt="19720297_10212248552501705_1768029502_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19720297_10212248552501705_1768029502_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a><strong>Fleet Foxes</strong>, che bella scoperta. Appena venne pubblicato il carellone di questa edizione di Ferrara Sotto Le Stelle, leggere il loro nome mi fece esultare; ma perchè? In fondo non conosco il loro suono ma il loro nome non mi è affatto nuovo&#8230; forse li ricordo per un featuring con qualche band a me più cara? Fatemi googolare&#8230; non lo trovo, ma non ha senso quel che non conoscevo, ma ha senso quel che ho conosciuto durante questo magnifico e sublime live.<br />
E&#8217; la terza data di questa edizione, la seconda nella cornice di Piazza Castello. Dopo un lunedì lavorativo che meriterebbe una recensione a parte, entro come sempre una decina di minuti in anticipo sulla tabella di marcia, mi guardo attorno, ed un nutrito numero di spettatori è già stipato sotto il palco, ma ce ne vuole ancora prima di riempire: il pubblico è eterogeneo sia nell&#8217;età che nella provenienza, e nel cercare una posizione favorevole per la visione, con il mio Braulio in mano, mi sembra di captare parecchi accenti stranieri e la cosa non può che farmi piacere (pare ci sia gente venuta da Lituania e Slovenia per assistere a questa unica data italiana).<br />
<a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19718587_10212248552901715_1555854718_o.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-27898" alt="19718587_10212248552901715_1555854718_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19718587_10212248552901715_1555854718_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>L&#8217;ora del tramonto è accompagnata dalla voce di <strong>Hamilton Leithauser</strong>, che non è un personaggio di Scuola di Polizia, bensì un alto bellimbusto evidentemente americano, che con la sua band composta da altri tre elementi ci propone circa quaranta minuti di sonorità che spaziano dal rock leggero, al folk, a qualcosa che mi ricorda vagamente un musical. Se devo esprimere un giudizio infatti accolgo con maggiore benevolenza i brani più movimentati rispetto alle dilatazioni prettamente canore, ma nel complesso un open-act che non mi disturba affatto. Riesco a mantenere una buona posizione in attesa del main act, probabilmente non sono mai stato così vicino al palco da sobrio in anni e anni di Ferrara Sotto Le Stelle. Il sole è già sceso dietro agli edifici che circondano la retrostante Piazzetta della Luna, e le luci di scena sono pronte ad accogliere la band statunitense che appena sopra il palco, aizza subito l&#8217;ormai abbondante pubblico accorso per ascoltarli. Propongono uno show complessivo poco inferiore alle due ore, durante il quale suonano quasi sempre senza pause i brani dei loro tre album; devo ammetterlo, come premesso li conosco poco e riesco a percepire quali possono essere i brani del loro ultimo lavoro in studio uscito poco meno di un mese fa, perchè attecchiscono poco sul pubblico, un pubblico che mi sembra formato da parecchi fedelissimi ed appasionati. Durante le sporadiche pause, scrosciano applausi lunghi e sentiti, ma i cinque non lasciano trasparire nessun feedback particolare: suonano, lo fanno egregiamente, ti rapiscono col loro suono che definirei folk-psichedelico, alcuni brani sono solenni, sembrano quasi preghiere, mentre altri sono ritmicamente potenti, altri ancora più intimi e a volte solo accennati. La prima parte del concerto è così, quasi scolastica ma non per questo poco emozionante, scandita da flotte di zanzare che infastidiscono il pubblico ma che lo fanno un po&#8217; ballare. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19718674_10212248552461704_535784614_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27899" alt="19718674_10212248552461704_535784614_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/07/19718674_10212248552461704_535784614_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>Poco prima di scendere per poi tornare sul palco, il frontman Robin (che qualcuno dal pubblico chiama &#8220;Salvatore&#8221; o &#8220;Antonello&#8221;, non ricordo e non voglio sapere il perchè) si lascia andare ad un in bocca al lupo ad un certo Simone o Simona: &#8220;Buona fortuna al tuo esame a domani&#8221; dice, ed evidentemente quindi i ragazzi di Seattle nel pomeriggio hanno approffittato per farsi un giro per la città e conoscere un po&#8217; di persone. Nell&#8217;encore infatti, prima di salutare ed abbandonare il palco, c&#8217;è quel momento che ormai aspetto da ogni ospite del festival, ovvero sottolineare quanto sia magico potersi esibire ai piedi di un Castello, ma i Fleet Foxes vanno oltre, sponsorizzando il turismo ciclabile della città, suggerendo a chi può fermarsi qualche giorno di fare come loro, ovvero noleggiare delle bici e farsi un giro delle splendide mura medioevali. Dopo un paio di brani a richiesta con chitarra e voce, torna sul palco la band al completo per regalarci un paio di brani conclusivi, l&#8217;ultimo dei quali sembra quasi una perfetta ninna nanna per accompagnarci a dormire. Continua a stupirmi insomma, la scelta artistica di questa edizione del festival; mai come quest&#8217;anno, di ogni artista che vedo dal vivo e che non conosco, esco dalla piazza con la voglia di avere la loro discografia tra le mani.</p>
<p><em>Grazie come sempre a Sara Tosi per lo splendido contributo fotografico.</em></p>
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		<title>Alt-J @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 09:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[alt-j]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>
		<category><![CDATA[the lemon twigs]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;intima data di Agnes Obel di apertura del festival nel cortile del Castello, tocca agli Alt-J cimentarsi nel palco dell&#8217;assai più capiente piazza Castello, e lo fanno con un tutto esaurito; non si può fare quindi subito un plauso alla nuova direzione artistica subentrata quest&#8217;anno, che prende il testimone e continua quindi a registrare &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27855">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27855' addthis:title='Alt-J @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Dopo l&#8217;intima data di Agnes Obel di apertura del festival nel cortile del Castello, tocca agli <strong>Alt-J</strong> cimentarsi nel palco dell&#8217;assai più capiente piazza Castello, e lo fanno con un tutto esaurito; non si può fare quindi subito un plauso alla nuova direzione artistica subentrata quest&#8217;anno, che prende il testimone e continua quindi a registrare successi mantenendo un cartellone sempre interessante da ventidue anni a questa parte.<br />
<a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19576735_10212196454039276_103722081_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27856" alt="19576735_10212196454039276_103722081_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19576735_10212196454039276_103722081_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>La pioggia al pomeriggio mi aveva inizialmente preoccupato, ancor di più il temporale delle 20, che colpisce la città proprio mentre sto per uscire di casa. Arrivo in centro incappucciato e pronto a vivere forse il mio primo concerto non sotto le stelle ma sotto la pioggia, mi accingo verso la zona degli ingressi di piazza Savonarola e mi si presenta di fronte probabilmente una delle code più lunghe mai viste durante gli anni di concerti di Ferrara Sotto Le Stelle. Dal cielo cadono ancora gocce, davanti al palco già tanta gente coi suoi variopinti k-way prega facendo danze apotropaiche per scacciare il maltempo e l&#8217;obiettivo sembra raggiunto perchè fortunatamente più gente entra, meno nuvole si vedono. Alle 20:35 salgono i <strong>The Lemon Twigs</strong>, gruppo che ha l&#8217;onore e l&#8217;onere di aprire le danze e lo fa nella maniera più degna: la band americana dei fratelli D&#8217;Addario sfodera il loro rock a tratti psichedelico ed un pò glam, ma in un&#8217;oretta scarsa scalda decisamente gli animi dei tanti accorsi per il main act. Passano una ventina di minuti, il palco si impreziosisce di strutture luminose che scandiscono gli spazi, la paura di ulteriori rovesci è praticamente passata, la piazza è ormai piena ed ecco salire i tre inglesi pronti ad iniziare il loro show, che si preannuncia davvero di qualità come accennatomi durante la pausa da un amico che lavora nella parte tecnica del festival e che ha avuto modo di assistere al soundcheck del pomeriggio. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19551418_10212196453399260_210773487_o.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-27857" alt="19551418_10212196453399260_210773487_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19551418_10212196453399260_210773487_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>Si percepiscono le note di <em>3WW</em>, primo brano dell&#8217;ultimo lavoro in studio del trio, <strong><em>Relaxer</em></strong>, fresco di pubblicazione da meno di un mese, album che ad un primo ascolto mi ha lasciato personalmente con qualche dubbio ma che proprio per questo motivo accresce la mia curiosità nel sentire l&#8217;intera performance dal vivo. La scaletta è infatti ben equilibrata, composta da brani del nuovo disco ed ovviamente da una buona fetta di canzoni dai precedenti due album, il tutto purtroppo interrotto solo al quarto brano, a causa di un blackout dell&#8217;impianto audio principale (la band ha continuato a suonare per qualche dozzina di secondi prima di rendersi conto dell&#8217;accaduto, per poi scendere e ritornare sul palco dopo circa un quarto d&#8217;ora). Fortunatamente questa sosta non voluta, non ha nè scalfito la verve della band, nè ha affievolito il calore del pubblico: la band torna sul palco scusandosi e riprendendo con <em>Nara</em> il brano interrotto poco prima. Seguono circa una quarantina di minuti dove il trio sfodera senza alcuna imperfezione il loro repertorio, passando in ordine sparso da brani come <em>Every Other Freckle</em>, <em>Matilda</em> che in tanti cantano a squarciagola, mi sembra poi di riconoscere <em>House Of The Rising Sun</em> (forse l&#8217;unico momento un po&#8217; pesante della serata), ma passando anche attraverso le più conosciute <em>Breezeblocks</em> e <em>Left Hand Free</em> che fanno muovere e cantare il tutto esaurito della piazza. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19551769_10212196453479262_1014692236_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27858" alt="19551769_10212196453479262_1014692236_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19551769_10212196453479262_1014692236_o-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>La performance è impreziosita da un comparto scenografico fatto di luci che, come accennato in precedenza, delimitano gli spazi del palco dei tre musicisti, i quali però il più delle volte rimangono statiche ombre frontali. Gli Alt-J salutano il pubblico di questa unica data italiana, ringraziando di cuore e apprezzando l&#8217;ospitalità di Ferrara, in particolare il cibo che nei pochi giorni trascorsi in città a detta loro li ha fatti ingrassare. Una performance che ha confermato le buone impressioni che avevo riguardo la professionalità e la freschezza di questo gruppo, una serata che al di là dell&#8217;intoppo tecnico è filata liscia nonostante il clima, e come aggiunge un ragazzo poco distante da me &#8220;alla fine, siamo venuti a Ferrara e finalmente adesso siamo anche sotto le stelle&#8221;. La grande massa si sparpaglia sulle note di Africa dei Toto (e tutti la cantano!) abbandonando piazza Castello e calciando vuoti bicchieri di plastica, prendendosi un attimo per fare un selfie col castello Estense sullo sfondo o chiedendo dove trovare un kebabbaro aperto, togliendosi ormai quei k-way che avevano fatto un po&#8217; impensierire&#8230; ma alla fine Ferrara, in queste occasioni e soprattutto accompagnata dalla colonna sonora degli Alt-J è bella anche quando piove.</p>
<p><em>Come sempre grazie a Sara Tosi per le splendide foto.</em></p>
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		<title>Agnes Obel @ Ferrara Sotto Le Stelle</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 12:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[agnes obel]]></category>
		<category><![CDATA[citizen of glass]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara sotto le stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Tocca ad Agnes Obel tagliare il nastro della ventiduesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle, che anche quest&#8217;anno si prefigge l&#8217;obiettivo di proporre artisti di grande qualità nella città estense. Qualità che appunto già dalla prima data di questo festival, raggiunge uno dei suoi picchi più alti. Purtroppo riesco a raggiungere il cortile del Castello &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27794">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27794' addthis:title='Agnes Obel @ Ferrara Sotto Le Stelle '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19427639_10212113276719895_1473802403_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27795" alt="19427639_10212113276719895_1473802403_n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19427639_10212113276719895_1473802403_n-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>Tocca ad <strong>Agnes Obel</strong> tagliare il nastro della ventiduesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle, che anche quest&#8217;anno si prefigge l&#8217;obiettivo di proporre artisti di grande qualità nella città estense. Qualità che appunto già dalla prima data di questo festival, raggiunge uno dei suoi picchi più alti. Purtroppo riesco a raggiungere il cortile del Castello Estense con un po&#8217; di ritardo sulla tabella di marcia che mi ero prefissato, e mi perdo l&#8217;opening del cantautore folk V.O., ma riesco per un soffio a non perdere la salita sul palco della cantante di Copenaghen e delle sue tre spalle. Sì, perchè trattasi di vere e proprie spalle quelle che Agnes porta con sè, tre ragazze che non fanno da contorno ma da pieno supporto alla performance della danese. Timidamente presenta le varie canzoni che propone all&#8217;incantato e numeroso pubblico, brani tratti sia dai dischi precedenti, sia dal suo ultimo lavoro in studio <strong><em>Citizen Of Glass</em></strong>; il risultato è un&#8217;ora e mezza di pura poesia, una parentesi di pace perfetta racchiusa tra le mura del Castello Estense, mura che lasciano fuori la frenesia del quotidiano e ci proteggono insieme alla musica. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19398847_10212113276879899_397064224_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-27796" alt="19398847_10212113276879899_397064224_n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/06/19398847_10212113276879899_397064224_n-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a>La voce di Agnes, supportata egregiamente dai cori delle sue compagne, creano un&#8217;esperienza soave ed eterea, sembra di impersonificarsi in Ulisse e farsi ipnotizzare da queste algide sirene di bianco vestite, tutte probabilmente inconsapevoli figlie dell&#8217;autotune (non c&#8217;è stata nessuna sbavatura durante il live, nè a livello vocale nè a livello strumentale, davvero pazzesca l&#8217;armoniosità corale delle quattro); ma qui non c&#8217;è certo da tapparsi le orecchie, anzi il loro canto accompagnato da strutture ritmiche mai invasive, e tappeti melodici strutturati per lo più su pianoforte e violoncello, creano un&#8217;amalgama incantevole che ti fa sentire in pace con il mondo, sensazione interrotta solo da un infante che con un piccolo gemito richiama l&#8217;attenzione, e dai bicchieri di plastica calpestati o calciati ogni tanto dal pubblico durante la ricerca della posizione migliore per vedere il palco. Il tutto è suggellato da luci soffuse dai colori caldi che dal basso illuminano la performance del gruppo, mentre sullo sfondo videoproiezioni sfocate e sdoppiate (che ricordano un po&#8217; la copertina di Citizen Of Glass) riproducono frammenti di ciò che sta succedendo sul palco. Agnes ci regala quindi un estratto del suo splendido lavoro, con una perfezione estrema, un delicato sentimento ed una naturale timidezza che non penalizza però la resa ma la impreziosisce di spiccata naturalità. Vuole essere invitata nuovamente a Ferrara (questa è la sua unica data italiana per quest&#8217;anno), ce lo dice lei subito prima degli ultimi due brani proposti, e noi la aspettiamo volentieri.</p>
<p><em>Grazie anche quest&#8217;anno a Sara Tosi per le foto.</em></p>
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		<title>Ferrara Sotto Le Stelle 2017</title>
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		<pubDate>Mon, 29 May 2017 08:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[le luci della centrale elettrica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Chiuso anche quest&#8217;anno il cartellone della ventiduesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle, in partenza il 20 giugno nel cortile del Castello Estense con l&#8217;unica data italiana di Agnes Obel; si proseguirà poi con altre due uniche date italiane nella più ampia Piazza Castello, rispettivamente con Alt-J il 28 giugno e cinque giorni dopo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27637">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27637' addthis:title='Ferrara Sotto Le Stelle 2017 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.arciferrara.org/media/uploads/immagini/2/1905-banner_arci_1300x508.jpg.1400x547_q85_crop.jpg" width="1300" height="508" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiuso anche quest&#8217;anno il cartellone della ventiduesima edizione di Ferrara Sotto le Stelle, in partenza il 20 giugno nel cortile del Castello Estense con l&#8217;unica data italiana di Agnes Obel; si proseguirà poi con altre due uniche date italiane nella più ampia Piazza Castello, rispettivamente con Alt-J il 28 giugno e cinque giorni dopo con i Fleet Foxes. Completeranno poi la rassegna i TheGiornalisti il 6 luglio, Le Luci Della Centrale Elettrica che tornerà a giocare in casa il 19 luglio ed in chiusura i White Lies il 27 luglio. Nonostante il passaggio di consegne per quanto riguarda la direzione artistica, anche quest&#8217;anno il festival ferrarese si prospetta come uno dei più interessanti del panorama nazionale.</p>
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		<title>Mogwai play Atomic @ Ferrara Sotto Le Stelle &#8211; 06/07/16</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 17:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Atomic]]></category>
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		<description><![CDATA[Difficile recensire questa data di chiusura di Ferrara Sotto Le Stelle, dove i Mogwai eseguono dal vivo la colonna sonora di Atomic: Living in Dread and Promise mentre viene proiettato durante l&#8217;esibizione. Non è esperimento nuovo questo, il riprodurre dal vivo la soundtrack di film (esperimento eseguito tempo fa dai Goblin, piuttosto che dai Calibro35 e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=26219">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=26219' addthis:title='Mogwai play Atomic @ Ferrara Sotto Le Stelle &#8211; 06/07/16 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13621873_10208855935328396_1247466453_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-26222" alt="13621873_10208855935328396_1247466453_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13621873_10208855935328396_1247466453_o-200x300.jpg" width="160" height="240" /></a>Difficile recensire questa data di chiusura di Ferrara Sotto Le Stelle, dove i <strong>Mogwai</strong> eseguono dal vivo la colonna sonora di <em>Atomic: Living in Dread and Promise</em> mentre viene proiettato durante l&#8217;esibizione. Non è esperimento nuovo questo, il riprodurre dal vivo la soundtrack di film (esperimento eseguito tempo fa dai Goblin, piuttosto che dai Calibro35 e chissà da quanti altri, e soprattutto proprio dagli stessi scozzesi per <em>Zidane: A 21st Century Portrait</em>, che ho avuto l&#8217;onore di vedere al tempo in anteprima a Torino, dove però in tale occasione non musicarono dal vivo) ma è la prima volta che lo vivo in così grande scala: piazza Castello è stata dotata di circa 1500 posti a sedere, un grande cinema all&#8217;aperto pronto ad ospitare il pubblico più disparato. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13582480_10208855934568377_1141787653_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-26223" alt="13582480_10208855934568377_1141787653_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13582480_10208855934568377_1141787653_o-200x300.jpg" width="160" height="240" /></a>Che dire? Nulla riguardo la perfomance dei Mogwai che risulta impeccabile, musiche create per l&#8217;occasione che si incastrano alla perfezione nelle immagini del film, i quattro sono sempre in secondo piano, illuminati quel poco che basta dai riflettori per riuscire a suonare. Durante le pause tra un brano e l&#8217;altro, i timidi applausi del pubblico sono prontamente soffocati dalle voci del documentario, che fila liscio dall&#8217;inizio alla fine senza soluzione di continuità. Atomic è un documentario creato su una raccolta di filmati di repertorio, sapientemente montati da Mark Cousins (quasi a creare una sorta di narrazione emotiva), che cerca di sviscerare il tema del nucleare, con particolare attenzione alle tragedie di Hiroshima e Nagasaki e le relative ripercussioni, ma anche con alcuni accenni alle applicazioni scientifiche. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13588820_10208855934608378_534873631_o.jpg"><img class=" wp-image-26221 alignleft" alt="13588820_10208855934608378_534873631_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13588820_10208855934608378_534873631_o-200x300.jpg" width="160" height="240" /></a>L&#8217;esperienza visiva non è affatto leggera, le musiche dei Mogwai sono della stessa entità e viaggiano di pari passo: il risultato come già detto è perfetto, e osservando le immagini del film non immaginerei nessun altro tipo di accompagnamento sonoro se non quello creato dal quartetto scozzese. Il tutto si ferma però lì, all&#8217;oretta del film e non oltre (un&#8217;ora e nove minuti per essere precisi e pignoli), nella quale i Mogwai eseguono in penombra il loro compito, in maniera eccelsa, lasciando però un po&#8217; di amaro in bocca: ok, Mogwai play Atomic, però un encore senza immagini d&#8217;accompagnamento dei precedenti 12 album secondo me se l&#8217;aspettavano in tanti (visto anche il prezzo del biglietto). Il giudizio è ad ogni modo positivo, e lo conferma comunque il fatto che praticamente tutte le sedie fossero occupate. Si chiude così la ventunesima edizione di Ferrara Sotto Le Stelle, un&#8217;edizione sorprendente (nel vero senso della parola) che anche quest&#8217;anno è riuscita ad equilibrare un cartellone degno di nota, che anche quest&#8217;anno s&#8217;è fatta notare nel panorama dei festival nazionali, e che anche quest&#8217;anno ha reso la mia città più bella ed interessante. Il doveroso grazie conclusivo va a Bobo Roversi e a tutti quelli che lavorano ed hanno lavorato per ottenere questi risultati. Alla prossima edizione, pronti a sorprenderci di nuovo.</p>
<p><em>Grazie infinite a Sara Tosi per queste foto e per tutte le altre.</em></p>
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		<title>Yak + The Last Shadow Puppets @ Ferrara Sotto Le Stelle 05/07/16</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 11:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diego Ama]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[alex turner]]></category>
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		<category><![CDATA[the last shadow puppets]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la storia di un concerto strano, vissuto da diversi punti di vista, con opinioni differenti ed impressioni discordanti. E&#8217; la penultima data di questa edizione del festival, una data grossa, dove il meteo sembra non essere favorevole ma che alla fine non ci punisce. Il mio arrivo è leggermente in anticipo sulla sempre &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=26201">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=26201' addthis:title='Yak + The Last Shadow Puppets @ Ferrara Sotto Le Stelle 05/07/16 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13579872_10208849286442178_1688458125_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" alt="13579872_10208849286442178_1688458125_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13579872_10208849286442178_1688458125_o-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Questa è la storia di un concerto strano, vissuto da diversi punti di vista, con opinioni differenti ed impressioni discordanti. E&#8217; la penultima data di questa edizione del festival, una data grossa, dove il meteo sembra non essere favorevole ma che alla fine non ci punisce. Il mio arrivo è leggermente in anticipo sulla sempre precisa tabella di marcia del festival, gli <strong>Yak</strong> salgono sul palco di fronte ad un pubblico ancora piuttosto esiguo per la capacità di piazza Castello e soprattutto per l&#8217;hype di questa data. Il loro punk rock sembra quasi essere fuori luogo, complice il fatto che al merchandising le loro magliette sono segnalate dal cartello &#8220;t-shirt YAK &#8211; gruppo spalla&#8221;. Dò il beneficio del gruppo su tutta l&#8217;oretta scarsa, i tre dall&#8217;atteggiamento scanzonato ed irriverente sembrano piacere falsamente all&#8217;orda di giovani che stanno trepidamente aspettando i loro eroi, ma gli applausi scaturiscono ad ogni brano, nonostante chi mi circonda (ed anche io personalmente) esprima parere piuttosto negativo. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13575634_10208849288202222_1972133077_o.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-26202" alt="13575634_10208849288202222_1972133077_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13575634_10208849288202222_1972133077_o-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Durante il lungo cambio palco incontro un amico che invece mi conferma con veemenza che secondo lui è proprio questa l&#8217;attitudine che deve avere un gruppo spalla, fregarsene di chi viene dopo, fare il loro sporco lavoro e fracassare timpani. Sono le 21:47, e la folla (composta da immancabili hipster che vestono t-shirt degli Arctic Monkeys ma nessuna di <strong>Miles Kane</strong>, vecchi mods e ragazzine che indossano shorts che lasciano poco spazio all&#8217;immaginazione pronte ad ululare di fronte ai loro idoli) va in visibilio all&#8217;uscita sul palco di <strong>Alex Turner</strong> e Miles Kane, un duo che avevamo già visto insieme sul palco con le loro formazioni più classiche nel 2013 (con un bel soldout). Ovviamente ciò che ci aspetta rispetto a tre anni fa è nettamente differente, e devo dire che nonostante i brani si facciano ascoltare più che volentieri, l&#8217;attitudine dei due frontman mi sembra assolutamente sopravvalutata: Alex è vestito come un tamarro elegante, occhiale figaccione, capello da Renegade, canotta da Renegade, pantalone e mocassino rigorosamente senza calze, si atteggia da piacione che sa di essere piacione, nonostante nulla si possa dire sulla voce; Miles è più inglese, solo elegante e non tamarro, più sfacciato, più dannato, meno consapevole del suo fascino ma non per questo in ombra rispetto all&#8217;amico. <a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13621612_10208849286602182_1600404608_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26204" alt="13621612_10208849286602182_1600404608_o" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/13621612_10208849286602182_1600404608_o-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Una dietro l’altra inanellano pezzi del nuovo e del vecchio album, e la scaletta va via liscia, con in serbo due sorprese particolari: <em>Totally Weird</em> dei mitici The Fall, e soprattutto <em>Moonage Daydream</em>, omaggio al Duca Bianco. Ci guardiamo intorno e metà degli aficionados si osservano dubbiosi, c’è chi sfodera Shazam; scuoto la testa, ma è la gioventù, fatta di shorts che non lasciano spazio all&#8217;immaginazione ed abbinamenti di vestiario improbabili. C&#8217;è quasi un riflesso di chi sta sul palco sul pubblico, la sensazione che ho è che qualcosa sia sfuggito di mano, che ci sia sì bella musica, ma che la volontà sia quella di piacere per forza (ed un po&#8217; me lo conferma qualche indiscrezione fotografica del backstage dove pare sembrasse di essere un po&#8217; al Billionaire). Il tutto si esaurisce in circa un&#8217;ora e un quarto dopo un bis di quattro canzoni, ma tutto finisce tra gli applausi e le grida generali: un concerto concentrato, soprattutto rispetto agli altri visti in questa edizione del festival, un concerto strano dove la musica è indiscutibilmente bella, ma se vogliamo guardare a tutto ciò che ci gira attorno, rimane un po&#8217; di amaro in bocca; rivaluto gli Yak a questo punto, che se ne fregano di apparire e di piacere, ma fanno ciò che gli piace. Bah, che serata strana&#8230;</p>
<p><em>grazie a Sara Tosi per le foto, a Federico Melchioli per l&#8217;aiuto nella recensione, all&#8217;informatore ignoto per il gossip da backstage.</em></p>
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