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	<title>musicZoom &#187; Fabrizio Sciacca &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Fabrizio Sciacca Quartet &#8211; Gettin&#8217; It There</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 09:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=30939' addthis:title='Fabrizio Sciacca Quartet &#8211; Gettin&#8217; It There '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/09/Sciacca-Gettin-It-There.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/09/Sciacca-Gettin-It-There-298x300.jpg" alt="sciacca-gettin-it-there" width="298" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-30944" /></a>Il debutto del contrabbassista <b>Fabrizio Sciacca</b> è un ritorno alle radici del suo strumento, un mainstream sincero e ricco di inventiva nell&#8217;ambito di una tradizione inossidabile. Dopo avere vinto una borsa di studio alla Berklee College of Music a Boston nel 2011 da Catania ha fatto il grande passo verso gli Stati Uniti e dal 2015 fa parte della grande comunità di jazzisti di New York. Il trio lo vede insieme a due veterani, il pianista di origine venezuelana Donald Vega ed il veterano batterista Billy Drummond. Tre brani sono in quartetto, qui si aggiunge il sassofonista tenore Jed Levy. Il disco è anche un tributo al grande cotrabbassista afroamericano Ron Carter (che ha avuto un trio insieme a Vega), suo mentore, cui dedica <i>For Sir Ron</i>. Alcuni dei brani scelti per il disco sono tratti dalla grande tradizione americana, alcuni noti, altri meno, di autori come il contrabbassista Sam Jones o i pianisti Sonny Clarck e Elmo Hope, insieme ad un famoso standard, <i>A Nightingale Sang in Berkley Square</i>, <i>Lonely Goddess</i> di Jed Levy e <i>Lullaby in Central Park</i> dell&#8217;amico e musicista Andrea Dominici. È un disco che si ascolta con piacere per la passione ed il virtuosismo che i musicisti vi infondono, ricco di swing, quel particolare ritmo che sembra innato nei musicisti americani e che Sciacca fa suo senza alcun problema. Fra i brani più interessanti il finale <i>One Second Please</i> di Elmo Hope, tratto da un famoso disco del sassofonista tenore Harold Land, <i><b>The Fox</b></i> del 1960, reinterpretato in quartetto (l&#8217;originale è in quintetto). </p>
<p>Genere: jazz mainstream<br />
Label: Autoprodotto<br />
Anno 2019</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. One for Amos<br />
02. Lullaby in Central Park<br />
03. Zellmar’s Delight<br />
04. For Sir Ron<br />
05. A Nightingale Sang in Berkley Square<br />
06. Lonely Goddess<br />
07. One Second Please</p>
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