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	<title>musicZoom &#187; Dodicilune Records &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Serena Spedicato &#8211; Io che amo solo te. Le Voci di Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 21:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=33293' addthis:title='Serena Spedicato &#8211; Io che amo solo te. Le Voci di Genova '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2022/10/366.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2022/10/366-300x300.jpg" alt="366" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-33299" /></a>La cantante salentina <a href="https://serenaspedicato.com/"><strong>Serena Spedicato</strong></a> viene da due progetti importanti dedicati a Tom Waits e David Sylvian. In questo nuovo progetto ritorna alla musica italiana insieme allo scrittore Osvaldo Piliego, un&#8217;idea nata come concerto/spettacolo con la regia di Riccardo Lanzarone. Come si vede dai titoli, si riprendono canzoni &#8220;d&#8217;autore&#8221;, genovesi per la precisione, che tanto hanno dato alla musica italiana. Fra un brano e l&#8217;altro, accompagnata da Vince Abbracciante alla fisarmonica e nelle veste di arrangiatore,<br />
Nando Di Modugno alla chitarra classica e Giorgio Vendola al contrabbasso, racconta delle vite e delle idee dietro i brani di Bruno Lauzi, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli e Fabrizio De André. Il libro che accompagna il disco è pieno di foto originali insieme ai testi insieme a <i>Genova di tutta la vita</i> del poeta livornese Giorgio Caproni, che apre il disco e ovviamente anche lo spettacolo a teatro. Che dire ancora su una produzione davvero notevole, fatta con cura e passione per i testi e la musica, per lo più dedicati all&#8217;amore, che sono stati la colonna sonora dell&#8217;Italia degli anni &#8217;60. Attraverso Fabrizio De André però cambiano i temi, si guarda a George Brassens ed alla Francia. Un bel CD che è anche un invito per andare a teatro e riascoltare in veste moderna le voci di Genova.</p>
<p>Genere: musica italiana<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/catalogo.asp?sid=42939629720130309155227&amp;categoria=2"><strong>Dodici Lune</strong></a><br />
Year: 2022</p>
<p>Tracklist<br />
01. Genova di tutta la vita (prosa)<br />
02. RITORNERAI (Bruno Lauzi)<br />
03. Bruno Lauzi &#8211; Il piccolo gigante (prosa)<br />
04. IL TUO AMORE (Bruno Lauzi)<br />
05. IO CHE AMO SOLO TE (Sergio Endrigo)<br />
06. Sergio Endrigo &#8211; Io che amo solo te (prosa)<br />
07. IL NOSTRO CONCERTO (Umberto Bindi)<br />
08. Umberto Bindi &#8211; La Musica non è finita (prosa)<br />
09. LA MUSICA È FINITA (Umberto Bindi &#8211; Franco Califano &#8211; Nisa)<br />
10. MI SONO INNAMORATO DI TE (Luigi Tenco)<br />
11. Luigi Tenco &#8211; Le parole nuove dell’amore (prosa)<br />
12. UN GIORNO DOPO L’ ALTRO (Luigi Tenco)<br />
13. HO CAPITO CHE TI AMO (Luigi Tenco)<br />
14. Gino Paoli &#8211; Il poeta rock (prosa)<br />
15. SASSI (Gino Paoli)<br />
16 &#8211; CHE COSA C’È (Gino Paoli)<br />
17 &#8211; BOCCA DI ROSA (Fabrizio De André &#8211; Gian Piero Reverberi)<br />
18 &#8211; Fabrizio De Andrè &#8211; L’inizio e la fine (testo)<br />
19 &#8211; ANIME SALVE (Fabrizio De André &#8211; Ivano Fossati) </p>
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		<title>Rino Arbore &#8211; Temporary life?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 00:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Il chitarrista pugliese Rino Arbore presenta un progetto complesso e molto intenso dal punto di vista emozionale insieme ad un quintetto costituito da Mike Rubini al sax alto, Giorgio Distante alla tromba e Giorgio Vendola al contrabbasso e Pippo D&#8217;Ambrosio alla batteria. Sembra quasi una suite, incentrata intorno a linee di free bop, come il &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=32601">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=32601' addthis:title='Rino Arbore &#8211; Temporary life? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/346.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/346-300x270.jpg" alt="346" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-32610" /></a>Il chitarrista pugliese Rino Arbore presenta un progetto complesso e molto intenso dal punto di vista emozionale insieme ad un quintetto costituito da <a href="https://mikerubini.com/music"><strong>Mike Rubini</strong></a> al sax alto, <a href="https://www.giorgiodistante.com/welcome"><strong>Giorgio Distante</strong></a> alla tromba e Giorgio Vendola al contrabbasso e Pippo D&#8217;Ambrosio alla batteria. Sembra quasi una suite, incentrata intorno a linee di free bop, come il geniale <i>Czelawa Cries</i> o <i>The Train at Dawn</i> o <i>Dance of Pigs</i> che trovano una bella intesa insieme ad atmosfere più complesse o dall&#8217;andamento più lento. Il disco parte intorno alla questione etica data dalla polacca Czeslawa Koka, vittima della barbarie nazista, finita a 14 anni in un campo di sterminio e morta dopo tre mesi di internamento,  ritratta da Wilhelm Brasse in tre  foto ufficiali, che mostrano un essere umano su cui la violenza fisica e psicologica ha lasciato tracce indelebili. È a loro che è dedicato l&#8217;album, che musicalmente ha molto da dire e che si annuncia tra le produzioni italiane più interessanti da un anno segnato dal covid. Le lineee zigzaganti del sassofono contralto e la compassata e lirica tromba di Giorgio Distante trovano un terreno comune su cui comunicare, ben sostenuti da un leader che scevro da manie di protagonismo guida e suggerisce l&#8217;andamento della musica con poche ma precise note nei momenti collettivi, e sono tanti in questo disco, come se stesse a dirigere un&#8217;orchestra. Un bella melodia costituisce il tema di <i>L&#8217;amore in fondo</i>, un brano dall&#8217;andamento lento ed allo stesso drammatico per l&#8217;inquietudine che la ritmica in sottofondo riesce a trasmettere. <i>Wilhelm Brasse</i> è un breve duo fra sax alto e chitarra, prima di chiudere con <i>Corpi inutili</i>, caratterizzato da un bell&#8217;assolo del contrabbassista che lascia spazio subito dopo alla chitarra del leader che si staglia contro lo sfondo datogli dai fiati. Un episodio articolato che chiude un disco di un vero collettivo che ha qualcosa da dire, dal punto di vista umano e musicale.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2021</p>
<p>Tracklist<br />
01. Temporary life?<br />
02. Czeslawa Cries<br />
03. Nie rozùmiem ci<br />
04. The train at Dawn<br />
05. Dance of Pigs<br />
06. Fabrika<br />
07. L&#8217;amore in fondo<br />
08. Block<br />
09. Wilhelm Brasse<br />
10. Corpi inutili  </p>
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		<title>Javier Girotto / Vince Abbracciante &#8211; Santuario</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 23:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[È una musica un pò fuori dagli schemi quella che Javier Girotto, noto sassofonista di origine argentina, e Vince Abbracciante alla fisarmonica ci offrono per questo disco. Sax e fisarmonica, jazz e tango, si sono già incontrati con risultati eccellenti, ma qui c&#8217;è dell&#8217;altro ancora, folkore, musica etnica, melodie italiane, insomma tutto quello che gira &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=32590">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=32590' addthis:title='Javier Girotto / Vince Abbracciante &#8211; Santuario '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/353.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32597" alt="353" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/353-300x270.jpg" width="300" height="270" /></a>È una musica un pò fuori dagli schemi quella che <a href="http://www.javiergirotto.com/&quot;"><strong>Javier Girotto</strong></a>, noto sassofonista di origine argentina, e <a href="http://www.vinceabbracciante.com/"><strong>Vince Abbracciante</strong></a> alla fisarmonica ci offrono per questo disco. Sax e fisarmonica, jazz e tango, si sono già incontrati con risultati eccellenti, ma qui c&#8217;è dell&#8217;altro ancora, folkore, musica etnica, melodie italiane, insomma tutto quello che gira intorno alla loro professione. Girotto oltre che al suo magico sax soprano è anche al sax baritono ed al flauto quena della tradizione sudamericana (bello il suo appassionato intervento su <i>Ninar</i>). È così che i due seguono un percorso parallelo a quello che è il loro mondo musicale, ispirandosi a vicenda nelle loro composizioni e relative esecuzioni. Ne viene fuori un disco sorprendente in cui la melodia ha suo ruolo importante e poco importa se ha le radici nel Sudamerica o in Europa, l&#8217;importante è il trasporto e la passione che i musicisti riversano in quello che fanno e che arriva direttamente all&#8217;ascoltatore. Non poteva mancare il tango, rivisitato come soltanto loro sanno fare, <i>Pango</i>, in cui Girotto suona il sax soprano. Fra le composizioni di Abbracciante c&#8217;è <i>Trama della Natura</i> che emerge con belle melodie, tipiche del jazz made in Italy. Il finale <i>L&#8217;ultima chance</i> è di Luis Bacalov, un brano dall&#8217;andamento pensoso e malinconico eseguito intensamente dai due.</p>
<p>Genere: crossover<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2021</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Santuario degli animali<br />
02. Fugorona<br />
03. Ninar<br />
04. Trama della Natura<br />
05. En Mi<br />
06. 2 de Abril<br />
07. Fuga a Sud<br />
08. Pango<br />
09. Aramboty<br />
10. Impressioni di Puglia<br />
11. Soprano<br />
12. L&#8217;ultima chance</p>
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		<title>Mirabassi / Di Modugno / Balducci &#8211; Tabacco e caffè</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 21:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Un altro bel disco per la Dodicilune, il secondo per essere precisi, del paritetico trio costituito da Nando Di Modugno alla chitarra classica, il famoso clarinettista Gabriele Mirabassi e Pierluigi Balducci alla chitarra classica bassa. Il titolo è un programma, con tabacco e caffè si intende il modo di incontrarsi, di stringere un&#8217;amicizia o di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=32562">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=32562' addthis:title='Mirabassi / Di Modugno / Balducci &#8211; Tabacco e caffè '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/344.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2021/10/344-300x270.jpg" alt="344" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-32568" /></a>Un altro bel disco per la Dodicilune, il secondo per essere precisi, del paritetico trio costituito da Nando Di Modugno alla chitarra classica, il famoso clarinettista Gabriele Mirabassi e <a href="http://www.pierluigibalducci.it/site/"><strong>Pierluigi Balducci</strong></a> alla chitarra classica bassa. Il titolo è un programma, con tabacco e caffè si intende il modo di incontrarsi, di stringere un&#8217;amicizia o di coltivare un dialogo fra una parola e l&#8217;altra o, come in questo caso, fra una melodia e l&#8217;altra. C&#8217;è un pò di tutto nel jazz da camera che i tre ci propongo, una composizione a testa per Mirabassi e Di Modugno e due per Balducci, poi ci sono i tanto amati autori brasiliani, Toninho Horta, Egberto Gismondi, Guinga, Edu Lobo e Chico Buarque (la finale <i>Choro bandido</i> ed uno standard, <i>Two for the Road</i> di Henry Mancini. Sono tre straordinari interpreti dei loro strumenti e così la musica scorre compatta, facile, come se non ci fosse difficoltá alcuna a scorrere le pagine degli spartiti. È un trio che funziona per la comunicatività che si è instaurata in studio, perfettamente empatico nel rimandarsi le note ed a dialogare ascoltando attentamente quello che arriva dagli altri. Tutti i brani sono eseguiti con calore e quel feeling che si trasmette all&#8217;ascoltatore mentre i musicisti sono bravissimi a cogliere l&#8217;essenza della musica proposta amantenendo sempre la capacità di emozionare.</p>
<p>Genere: crossover<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2021</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Party in Olinda<br />
02. Salgado<br />
03. Espinha de truta<br />
04. Two for the Road<br />
05. Frevo<br />
06. Ellingtoniana<br />
07. Tobaco y cafè<br />
08. La ballata dei giorni piovosi<br />
09. Choro bandido</p>
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		<title>Gianni Lenoci Trio feat. Bob Moses &#8211; Wild Geese</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 23:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
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		<description><![CDATA[Il compianto pianista pugliese Gianni Lenoci ha firmato tante opere importanti sia nell&#8217;ambito della musisa improvvisata che come esecutore di composizioni di musicisti contemporanei. In quest&#8217;opera postuma, un trio insieme al fido Pasquale Gadaleta al contrabbasso ed al batterista americano Ra Kalam Bob Moses, si presenta in gran forma e molto ispirato su composizioni di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=32054">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=32054' addthis:title='Gianni Lenoci Trio feat. Bob Moses &#8211; Wild Geese '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/10/332.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/10/332-300x270.jpg" alt="332" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-32064" /></a>Il compianto pianista pugliese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Lenoci"><strong>Gianni Lenoci</strong></a> ha firmato tante opere importanti sia nell&#8217;ambito della musisa improvvisata che come esecutore di composizioni di musicisti contemporanei. In quest&#8217;opera postuma, un trio insieme al fido Pasquale Gadaleta al contrabbasso ed al batterista americano Ra Kalam Bob Moses, si presenta in gran forma e molto ispirato su composizioni di Carla Bley e Ornette Coleman ed una di Gary Peacock, <i>Moor</i>. Si ispira ovviamente a Ornette, a quel periodo storico che sono stati gli anni `60 con pianisti come Cecil Taylor o, su catalogo ESP, Lowell Davidson, che hanno segnato un&#8217;epoca cercando nuove vie oltre il linguaggo della tonalità. È una musica che ispira l&#8217;ascoltatore, ricca di passione, fatta da un trio compatto che ha trovato una propria dimensione per rifare in modo personale le composizioni proposte. Su <i>Moor</i>, eseguita nella versione originale in trio su ECM nel 1970 da Gary Peacock insieme al pianista Paul Bley e Paul Motian ed ancora molti anni dopo con Marc Copland e Joey Baron, si nota l&#8217;originalità delle idee di Lenoci. Si ascolta rapiti dall&#8217;intensità della musica e ci si fa trasportare in un mondo originale, in cui le composizioni di Ornette e Carla Bley fanno da vettori. Gran disco, cui si augura tutto il successo possibile.</p>
<p>Label: <a href="https://www.dodiciluneshop.it"><strong>Dodicilune Records</strong></a></p>
<p>Year: 2020</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. And now, the Queen<br />
02. Job mob<br />
03. Vashkar<br />
04. Sleep talking<br />
05. Olhos de gato<br />
06. Latin genetics<br />
07. Moor<br />
08. The beauty is a rare thing<br />
09. Ida Lupino</p>
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		<title>Vince Abbracciante &#8211; Terranima</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=30661</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2019 16:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[Vince Abbracciante]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo disco del fisarmonicista Vince Abbracciante per la Dodicilune lo vende ancora con i fidi musicisti di Sincretico, Nando Di Modugno alla chitarra, Giorgio Vendola al contrabbasso e l&#8217;Alkemia Quartet &#8211; Marcello De Francesco e Leo Gadaleta violino, Alfonso Mastrapasqua viola e Giovanni Astorino violoncello. Questa volta ci sono degli ospiti speciali, il famoso &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=30661">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=30661' addthis:title='Vince Abbracciante &#8211; Terranima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/288.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30667" alt="288" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/288-300x270.jpg" width="300" height="270" /></a>Il secondo disco del fisarmonicista <a href="http://www.vinceabbracciante.com/"><strong>Vince Abbracciante</strong></a> per la Dodicilune lo vende ancora con i fidi musicisti di <i><b>Sincretico</b></i>, Nando Di Modugno alla chitarra, Giorgio Vendola al contrabbasso e l&#8217;Alkemia Quartet &#8211; Marcello De Francesco e Leo Gadaleta violino, Alfonso Mastrapasqua viola e Giovanni Astorino violoncello. Questa volta ci sono degli ospiti speciali, il famoso clarinettista Gabriele Mirabassi, Aldo Di Caterino al flauto, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Giuseppe Smaldino corno francese e Pino Basile alle percussioni. La musica si arricchisce di nuovi colori, di melodie che provengono dalla ricca tradizione italiana, ma anche dal Sudamerica come su <i>Choro 5</i>. Le tante idee si mischiano bene insieme perché Abbracciante sa trarre suoni poetici dal suo strumento in un fitto dialogo con Mirabassi, fra i momenti migliori dell&#8217;album è lo stupendo <i>Serenata del Canto e dell’Incanto</i> che chiude un disco che era cominciato con un <i>Saltarello in Dodicilune</i>. Nel resto del disco c&#8217;è anche una sottile passione per il tango e per la terra natia, la Puglia, cui si porge omaggio con <i>Impressioni di Puglia</i>, un brano ricco di sfumature in cui si ascoltano il corno francese e gli archi dell&#8217;Alkemia Quartet. Abbracciante è un notevole strumentista ed anche un bravo leader, perché l&#8217;album, in tutte le sue componenti, mostra un bell&#8217;equilibrio che invita ad un ascolto ripetuto, trovandoci sempre qualcosa di nuovo.</p>
<p>Genere: crossover<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2019</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Saltarello in Dodicilune<br />
02. Impressioni di Puglia<br />
03. Fantasia Terranima<br />
04. Requiem per un Ulivo<br />
05. Fuga a Sud<br />
06. Choro 5<br />
07. Genipabu<br />
08. La Borsini<br />
09. Serenata del Canto e dell’Incanto</p>
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		<title>Emanuele Sartoris &#8211; I Nuovi Studi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 23:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Sartoris]]></category>

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		<description><![CDATA[Per questa nuova incisione, ancora per la Dodicilune, Emanuele Sartoris ha scelto la forma del piano solo ed un evidente approccio, nei titoli e nelle musica, che si rifà alla sua esperienza con la musica classica. Quello che era stato predicato da Gunther Schuller con il nome di Third Stream, la proficua collaborazione fra musica &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=29882">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29882' addthis:title='Emanuele Sartoris &#8211; I Nuovi Studi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/11/280.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/11/280-300x270.jpg" alt="280" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-29890" /></a>Per questa nuova incisione, ancora per la Dodicilune, <a href="http://www.emanuelesartoris.com/index.htm"><strong>Emanuele Sartoris</strong></a> ha scelto la forma del piano solo ed un evidente approccio, nei titoli e nelle musica, che si rifà alla sua esperienza con la musica classica. Quello che era stato predicato da Gunther Schuller con il nome di Third Stream, la proficua collaborazione fra musica classica e jazz con alcune incisioni ormai storiche fra cui <i><b>Focus</b></i> di Stan Getz, trova qui un proficuo terreno su cui attecchire. Se è vero che ormai la musica europea colta è patrimonio di tanti pianisti (Jacques Loussier ad esempio) che non guardano soltanto ai ritmi afroamericani o utilizzano questi per dare una versione swingante di Chopin o Ravel, è anche vero che qui Sartoris si spinge oltre in un&#8217;incisione che appare come un disco manifesto. I primi cinque studi fanno echeggiare le musiche di Chopin, Debussy, Skjabin, senza volerle obbligatoriamente cambiare ritmicamente e immettere accenti modali o bop, è la musica che ha dentro, che lo ha ispirato, e che viene fuori dalle sue dita in modo naturale, senza forzature o artificiosità. Si continua, dal sesto brano in poi, con atmosfere notturne, alla Chopin, tanto per restare in tema, ma con uno sguardo piu focalizzato sulla musica improvvisata, fino ad arrivare al finale <i>Comrade Conrad</i>, in cui appare la musica di un Bill Evans. Un disco un pò insolito per chi è abituato ai ritmi del jazz, ma con un suo fascino che deriva dalla dedizione sincera del pianista alla musica con cui è cresciuto. </p>
<p>Genere: third stream<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune</strong></a><br />
Year: 2017</p>
<p>Tracklist<br />
01. Studio Opus 2 Nr.1 (al mio amico Massimiliano Gènot)<br />
02. Studio Opus 2 Nr.2<br />
03. Studio Opus 2 Nr.3<br />
04. Studio Opus 2 Nr.4<br />
05. Studio Opus 2 Nr.5 Ianara<br />
06. Preludio I<br />
07. Studio Opus 25 Nr.2<br />
08. Preludio II<br />
09. I preludio, studi trascendentali<br />
10. Preludio III<br />
11. Studio Opus 8 Nr.2<br />
12. Comrade Conrad</p>
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		<title>Walter Prati / Sergio Armaroli &#8211; Close (your) Eyes Open Your MInd</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 20:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra le tante produzioni della Dodicilune ce ne sono alcune dedicate all&#8217;avanguardia, la più recente è questo duo fra Walter Prati al basso elettrico, violoncello elettrico, real time sound processing software e Sergio Armaroli alle percussioni, electronics, computer tape. Prati è da anni interessato all&#8217;intervento sul suono con i suoi strumenti elettronici ed ha lavorato &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=29741">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29741' addthis:title='Walter Prati / Sergio Armaroli &#8211; Close (your) Eyes Open Your MInd '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/273.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/273-300x270.jpg" alt="273" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-29745" /></a>Fra le tante produzioni della Dodicilune ce ne sono alcune dedicate all&#8217;avanguardia, la più recente è questo duo fra <a href="http://www.walterprati.it/"><strong>Walter Prati</strong></a> al basso elettrico, violoncello elettrico, real time sound processing software e Sergio Armaroli alle percussioni, electronics, computer tape. Prati è da anni interessato all&#8217;intervento sul suono con i suoi strumenti elettronici ed ha lavorato con tanti nomi dell&#8217;improvvisazione radicale come l&#8217;inglese Evan Parker e altri del rock come Thurston Moore e Robert Wyatt. Armaroli si trova bene con le idee di Prati e oltre alle sue percussioni, fra cui un berimbau, trova modo di intervenire sullo sviluppo della musica con effetti elettronici e situazioni preregistrate. Potrebbe sembrare una situazione in cui il computer la fa da padrone, sterile dal punto di vista delle emozioni, invece è proprio il contrario, come scrive Prati nelle note di copertina del disco. Si apre la mente alle infinite possibilità date dal mezzo elettronico e fra improvvisazione, scrittura e processi di campionamento ed interventi sul suono spunta una musica dagli effetti speciali che vuole coinvolgere l&#8217;ascoltatore e portarlo in uno spazio fuori dal comune. Non resta che farsi entusiasmare dai due, la materia sonora proposta è di certo affascinante.</p>
<p>Genere: avanguardia<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Close   | is a mistery of pain<br />
02. Eyes    | the end of the arm<br />
03. Open    | an acting or voice<br />
04. Your    | in honor of saints<br />
05. Mind    | dance for joy</p>
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		<title>Kulu Se&#8217; Mama &#8211; Nécessaire de Voyager</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 07:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo in questione si è dato un nome preso dal titolo di un famoso disco di John Coltrane del 1967 inciso per la Impulse!. Ciò non significa che fa oggi una musica di tipo coltraniano o comunque ispirata a quel tipo di sonorità, è un nome che è rimasto dagli esordi, poi con l&#8217;arrivo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=29733">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29733' addthis:title='Kulu Se&#8217; Mama &#8211; Nécessaire de Voyager '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/276.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/09/276-300x270.jpg" alt="276" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-29739" /></a>Il gruppo in questione si è dato un nome preso dal titolo di un famoso disco di John Coltrane del 1967 inciso per la Impulse!. Ciò non significa che fa oggi una musica di tipo coltraniano o comunque ispirata a quel tipo di sonorità, è un nome che è rimasto dagli esordi, poi con l&#8217;arrivo di nuovi nomi e l&#8217;apertura verso il jazz contemporaneo ci si è diretti verso una musica che mantiene una sua originalità pur guardando a tutto quello che succede intorno, dalla fusion al latin al genere progressivo. I musicisti sono Gabriele Rampino al sax tenore e soprano, Maurizio Bizzochetti alla chitarre elettrica ed acustica, Maurizio Ripa al pianoforte, Maurizio Manca al basso elettrico e Daniele Bonazzi alla batteria. Le composizioni sono state condivise da Bizzochetti e Ripa. È un disco che scorre seducente e raffinato con brani sognanti, come <i>To the Forgotten</i> con il lirico sassofono soprano di Rampino, alla ricerca di una melodia coinvolgente che attira subito l&#8217;attenzione. Altrove è al sax tenore, un <i>Endless Mirror</i> che nell&#8217;andamento ricorda alcune incisioni dell&#8217;indimenticato Gato Barbieri.<br />
Pur nella diversità di fonti di ispirazione per i musicisti il disco mantiene una notevole compattezza dovuta anche al lavoro incisivo della ritmica, un&#8217;identità di gruppo che fa sì che li si ascolti con piacere per tutto quello che riescono a raccontare. Il lungo <i>Mimesis / Nemesis</i>, più di dieci minuti, è un bell&#8217;esempio del loro modo di procedere, Rampino che passa dal soprano al tenore, gli interventi del chitarrista (e produttore), la ritmica che mantiene una direzione precisa durante il lungo percorso. L&#8217;ultimo brano vuole essere una ballad, <i>They Say It’s a Ballad</i>, un pò speciale, con un caloroso intervento del sax tenore ed un delizioso assolo alla chitarra elettrica di Bizzochetti. Bel gruppo, che ha trovato una propria dimensione.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Wind on My Wings<br />
02. Answerless Questions<br />
03. Mimesis / Nemesis<br />
04. The Magician Whistler<br />
05. Endless Mirrors<br />
06. To the Forgotten<br />
07. They Say It’s a Ballad</p>
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		<title>Ghiglioni / Potts / Lenoci &#8211; No Baby</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 00:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dodicilune Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Un disco insolito, per la formazione e per la durata, settandue minuti, ma che non stanca mai. Si può così sintetizzare questa ispirata incisione del trio della nota cantante Tiziana Ghiglioni insieme al sassofonista soprano e contralto Steve Potts ed a Gianni Lenoci al pianoforte. Tutti e tre hanno avuto un proficuo contatto con Steve &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28758">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28758' addthis:title='Ghiglioni / Potts / Lenoci &#8211; No Baby '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/244.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/12/244-300x270.jpg" alt="244" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-28769" /></a>Un disco insolito, per la formazione e per la durata, settandue minuti, ma che non stanca mai. Si può così sintetizzare questa ispirata incisione del trio della nota cantante <a href="https://de-de.facebook.com/tiziana.ghiglioni"><strong>Tiziana Ghiglioni</strong></a> insieme al sassofonista soprano e contralto <a href="http://www.stevepotts.net/"><strong>Steve Potts</strong></a> ed a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gianni_Lenoci"><strong>Gianni Lenoci</strong></a> al pianoforte. Tutti e tre hanno avuto un proficuo contatto con Steve Lacy, il sassofonista è stato dal 1978 al 1992 nei suoi gruppi ed ha inciso una ventina di album insieme. Non potevano mancare quindi delle composizioni del grande sassofonista soprano, <i>No Baby</i>, <i>Bone</i>, o ispirate a lui, come <i>Steve&#8217;s Mirror</i> scritta da Gianni Lenoci e già apparsa nell&#8217;omonimo disco di Gianna Montecalvo. La musica appare molto comunicativa, pervasa da una struggente malinconia, come su <i>Fagan</i>, in cui si ascolta un notevole assolo del pianista, sono dei momenti molto poetici che avvinghiano l&#8217;ascoltatore. <i>Mal Walking</i> è ancora di Gianni Lenoci, dedicata al famoso pianista monkiano, autore di numerose incisioni in duo insieme a Lacy. Anche qui tutto funziona, Lenoci si dimostra un musicista maturo, ricco di idee, ispirato dalle musiche di Monk. <i>Lonely Woman</i> di Ornette Coleman, ormai divenuta uno standard, è di quei brani difficile da interpretare pensando ai grandi che già si sono espressi su quelle note. È tuttavia uno dei momenti migliori dell&#8217;album, la voce della Ghiglioni e l&#8217;assolo di Steve Potts sono di eccelsa qualità mentre il pianoforte di Lenoci tiene tutto insieme. Sono nove minuti ricchi di tensione che si ascoltano velocemente, tanto da fare venire la voglia di riascoltarli subito di nuovo, tanta è l&#8217;intesità e l&#8217;inventiva dei musicisti. <i>Let Us Live</i> di Mal Waldron appare ricco di swing, con la cantante che mostra la sua voce calda e sensuale. Un trio così è proprio qualcosa fuori dall&#8217;ordinario, da mettere fra le migliori produzioni dell&#8217;anno.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune Records</strong></a><br />
Year: 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. No Baby<br />
02. Turquoise<br />
03. Bone<br />
04. Fagan<br />
05. Mal Walking<br />
06. Lonely Woman<br />
07. A Hole in the Middle<br />
08. Let Us Live<br />
09. Steve&#8217;s Mirror<br />
10. The Real Because</p>
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