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	<title>musicZoom &#187; dodicilune &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Massimiliano Génot / Emanuele Sartoris &#8211; Totentanz &#8211; Evocazioni Lisztiane</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 22:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due pianisti Emanuele Sartoris e Massimiliano Génot si esibiscono su una composizione di Liszt scambiandosi idee e possibilitá esecutive, fra lettura della partitura e improvvisazione. Non è niente di nuovo, nel senso che sono tanti i jazzisti che si sono confrontati con i compositori di musica classica, dal Modern Jazz Quartet a Mike Westbrook &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=31941">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=31941' addthis:title='Massimiliano Génot / Emanuele Sartoris &#8211; Totentanz &#8211; Evocazioni Lisztiane '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/08/322.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/08/322-300x270.jpg" alt="322" width="300" height="270" class="alignleft size-medium wp-image-31947" /></a>I due pianisti <b>Emanuele Sartoris</b> e <b>Massimiliano Génot</b> si esibiscono su una composizione di Liszt scambiandosi idee e possibilitá esecutive, fra lettura della partitura e improvvisazione. Non è niente di nuovo, nel senso che sono tanti i jazzisti che si sono confrontati con i compositori di musica classica, dal Modern Jazz Quartet a Mike Westbrook (con Rossini), e poi Uri Caine e Jacques Loussier, ma nel caso dei due pianisti italiani, come ci fa notare Paolo Fresu nelle note di copertina, si tratta di qualcosa di nuovo, già solo per il fatto di interpretare la partitura a quattro mani. È un&#8217;interpertazione molto moderna, che ricorda alla lontana il mondo romantico o le frenetiche folate di note delle tipiche composizioni di Liszt, spesso viste più come un esercizio per gli esecutori che capolavori con un vero e proprio mondo interiore da lasciare esprimere all&#8217;interprete. I due pianisti italiani riescono a dare una logica ed un&#8217;espressività all&#8217;idea originale, messa su pentagramma 160 anni fa, rendendola nuova, seguendo la propria ispirazione e le proprie idee. Non si ispirano ai pianisti più moderni che hanno flirtato con la classica, Keith Jarrett e Brad Mehldau su tutti, ed hanno saputo dare una propria impronta a questa musica, che diventa facilmente ascoltabile, senza niente di accademico. Si dilata l&#8217;idea iniziale portandola a 45 minuti di esecuzione, ma senza ridondanze, paradossalmente sembra tutto compatto e preciso, ridotto all&#8217;essenziale senza perdere di espressività.</p>
<p>Genere: crossover<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/default.asp?sid=42950879120130310093741"><strong>Dodicilune</strong></a><br />
Year: 2020</p>
<p>01. Prologo In Cielo<br />
02. Dies Irae<br />
03. The Death Is Dancing<br />
04. Sacrum Officium Interruptum<br />
05. Toten &#8211; Rag<br />
06. Hispanic Barbarian Fantasy<br />
07. Ostinato<br />
08. Original<br />
09. Follie Dal Nuovo Mondo<br />
10. Danse Macabre<br />
11. Scontro Finale<br />
12. Il Trionfo Della Morte</p>
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		<title>Roberto Ottaviano &#8211; Forgotten Matches. The World of Steve Lacy</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 23:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[roberto ottaviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel decennale della scomparsa del grande sassofonista soprano Steve Lacy la Dodicilune pubblica un doppio album piuttosto ambizioso di uno dei musicista di punta del jazz italiano: Roberto Ottaviano. Anche lui è qui protagonista al sax soprano con due formazioni, la prima è un quartetto senza strumento armonico, ad accompagnarlo è Glenn Ferris al trombone &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21602">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21602' addthis:title='Roberto Ottaviano &#8211; Forgotten Matches. The World of Steve Lacy '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-22281" alt="180" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/02/180-300x270.jpg" width="300" height="270" />Nel decennale della scomparsa del grande sassofonista soprano Steve Lacy la Dodicilune pubblica un doppio album piuttosto ambizioso di uno dei musicista di punta del jazz italiano: <a href="https://myspace.com/robertoottaviano"><strong>Roberto Ottaviano</strong></a>. Anche lui è qui protagonista al sax soprano con due formazioni, la prima è un quartetto senza strumento armonico, ad accompagnarlo è <strong><a href="http://www.glennferris.com//">Glenn Ferris </a></strong>al trombone mentre la ritmica è formata da <strong><a href="http://www.giovannimaier.it/giovannimaier/Giovanni_Maier.html//">Giovanni Maier</a> </strong>al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria. Nell´altro disco c´è invece il pianista inglese <strong><a href="http://www.alexanderhawkinsmusic.com/">Alexander Hawkins</a></strong> a formare un duo emozionante. Ottaviano, che già aveva inciso un disco di standards in duo insieme a Mal Waldron è qui in un´altra dimensione, alle prese con la musica di Lacy reinterpretata in modo passionale, così come il maestro amava fare, confrontandosi con tutto il possibile intorno a lui, dallo storico quintetto ai protagonisti dell´avanguardia radicale europea alla musica di Monk, ai duo che hanno segnato un´epoca insieme a Mal Waldron. Proprio del grande pianista afroamericano, in mezzo a tante composizioni di Lacy è <i>The Seagulls of Kristiansund</i>, uno dei momenti più belli dell´album, fra l´altro splendidamente registrato presso gli studi di Stefano Amerio a Cavalicchio. A seguire un momento in solo di Ottaviano, <i>Wickets</i>, altra grande composizione di Lacy, fra l´altro uno dei grandi interpreti di questo tipo di esibizioni. Il pianista inglese è uno in grado di inventare sempre qualcosa, sia che siano brani già noti oppure delle composizioni di Ottaviano, soltanto tre nel corso di questo secondo disco, fra cui la bella <i>Una specie di roba mista Poly Free Independent</i>. Sono due musicisti fatti l´uno per l´altro, una relazione simbiotica con un pianista che poco ha a che fare con la musica di Waldron o di Monk ma che paradossalmente ha molto da dire proprio su questo difficile progetto. Una scelta perfetta da parte di Ottaviano. Sul primo disco ci sono soltatnto composizioni di Lacy, tranne l´ultima <i>That s For JJ Dedicated to the late Jean Jacques Avenel</i> del leader dedicata al contrabbassista francese Jean Jacques Avenel, a lungo nei gruppi di Lacy. Si apre con un assolo dell´ospite Glenn Ferris, uno dei grandi trombonisti contemporanei, su <i>Trickles</i> perfettamente a suo agio con questo tipo di musica. È un brano che apriva l´omonimo disco di Lacy del 1976 per la Black Saint, allora insieme a Roswell Rudd al trombone, la ritmica era quella di Kent Carter e Beaver Harris. Una performance, quella del gruppo contemporaneo, semplicemente grandiosa che non teme alcun confronto. Le altre composizioni di Lacy che seguono sono tratti da album famosi, <i>Songs</i> ad esempio, come <i> Gay Paree Bop</i>. Il quartetto insieme a Ferris ha il pregio di non fare cadere mai la tensione nella musica, sessantacinque minuti di un disco in cui non c´è una nota sola al posto sbagliato. Dopo la riuscita prova con il quartetto d´archi di <i><b>Arcthetics &#8211; Soffio Primitivo</b></i> Ottaviano consegna un altro disco di assoluto livello che lo pone fra i migliori rappresentanti del suo strumento in Europa.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>CD 1<br />
01. Trickles<br />
02. Gay Paree Bop<br />
03. The Rent<br />
04. Blues For Aida<br />
05. Cette Fois<br />
06. Herbe De LHoubli<br />
07. Clichès<br />
08. We Dont<br />
09. The Crust<br />
10. Utah<br />
11. Bookioni<br />
12. That s For JJ Dedicated to the late Jean Jacques Avenel</p>
<p>CD 2<br />
01. Flakes<br />
02. What It Is<br />
03. A.H.<br />
04. Hemline<br />
05. Angels Friends Neighbours<br />
06. The Seagulls of Kristiansund<br />
07. Wickets<br />
08. Una specie di roba mista Poly Free Independent<br />
09. Agenda<br />
10. Orange Grove<br />
11. That s for Gilles Dedicated to the late Gilles Laheurte</p>
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		<title>Painting Jazz Duo &#8211; The Well-Tempered Duo: Bach Project</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 22:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Painting Jazz Duo]]></category>

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		<description><![CDATA[In modo lento e costante il duo costituito da Emanuele Passerini ai sax tenore e soprano e Galag Massimiliano Bruno Belloni al pianoforte è arrivato ad una dimensione internazionale con le loro continue digressioni su quello che è il jazz americano. Sotto il nome di Painting Jazz Duo sono arrivati adesso alla quinta registrazione insieme, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21367">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21367' addthis:title='Painting Jazz Duo &#8211; The Well-Tempered Duo: Bach Project '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-22211" alt="177" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/02/177-300x270.jpg" width="300" height="270" />In modo lento e costante il duo costituito da Emanuele Passerini ai sax tenore e soprano e Galag Massimiliano Bruno Belloni al pianoforte è arrivato ad una dimensione internazionale con le loro continue digressioni su quello che è il jazz americano. Sotto il nome di <a href="http://www.jazzduo.it/PAINTING_JAZZ_DUO/home.html"><strong>Painting Jazz Duo</strong></a> sono arrivati adesso alla quinta registrazione insieme, questa volta dedicata a Johann Sebastian Bach, ma senza però cercare quel contatto con la musica classica come giá prima di loro aveva fatto Jacques Loussier, riuscito nell´ardua impresa di fare swingare le fughe del  compositore tedesco. Il duo italiano prende di Bach la struttura, le tonalità maggiori e minori e su queste inventa un percorso che passa per il jazz moderno: il <i>Coltrane</i> del titolo si ispira chiaramente alla musica del sassofonista ed al suo afflato spirituale, mentre <i>Triads</i> è un esempio ispirato da George Garzone. La musica dei due utilizza l´impalcatura &#8220;ben temperata&#8221; per escursioni piuttosto personali e coinvolgenti, il <i>Walking in the Darkness</i>, forse alla ricerca della luce può essere un ottimo esempio per tutto quello che i due riescono a realizzare. Poche note, ma significative, a scavare quel qualcosa che deve esserci nella musica. Il primo disco si chiude con una bella parafrasi di <i>Afro Blue</i> di Mongo Santamaria, un brano portato al successo da John Coltrane. Qui Passerini è al soprano, ma nonostante il grande esempio con cui si è confrontato riesce a mostrarci una sua personale visione. Il secondo disco si apre come il primo con un piccolo preludio atonale, poi si parte con <i>Giocattoli</i>, un brano dall´andamento monkiano che si stempera nella dolcezza iniziale di <i>What Happens to Your Home When You Leave Your Cat Alone</i>, che però verso la metà dell´esecuzione, quando il gatto diventa irrequieto, mostra il sax soprano che mostra un lato aggressivo e dai toni free. Le varietà di tonalità e la fantasia dei due,abili di dare uno sguardo a tutto tondo alla storia del jazz e di realizzarlo all´interno della propria visione, fa sì che il disco trasmetta una certa idea di comunicabilità con il pubblico. In fondo è il loro marchio di fabbrica, li si ascolta e si rimane rapiti da tutto quello che hanno da dire, tanto, quando si incontrano.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>Cd 1<br />
01. Prelude I: Atonale<br />
02. B-A-C-H (C Major)<br />
03. Coltrane (C Minor)<br />
04. Song from the North (C# major)<br />
05. Moonlight (C# minor)<br />
06. Waltz of the Bugs (D Major)<br />
07. Triads (D minor)<br />
08. Rapsodia (Eb major)<br />
09. Enchanted (Eb minor)<br />
10. Lullaby (E Major)<br />
11. Walking in the Darkness (E minor)<br />
12. Anita (F Major)<br />
13. Afro-blue Sarabanda</p>
<p>Cd 2<br />
01. Prelude II: La notte<br />
02. I giocattoli (F# major)<br />
03. What Happens to Your Home When You Leave Your Cat Alone (F# minor)<br />
04. Here We Sing (G Major)<br />
05. Nostalgia in Sultan Square (G minor)<br />
06. Thank You Ayler (Ab major)<br />
07. Follia (Ab minor)<br />
08. Sonata (A major)<br />
09. Just at the End (A minor)<br />
10. Blues is B Flat (Bb major)<br />
11. Requiem for Claudio Abbado (Bb minor)<br />
12. D-S-C-H (B minor)<br />
13. Song of Praise (B major)</p>
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		<title>Gabriele Mirabassi &amp; Roberto Taufic &#8211; Um Brasil diferente</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2015 11:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mirabassi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Taufic]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Brasile differente cui si riferisce questo duo è quello cameristico, al di là della samba più nota al pubblico, protagonista del Carnevale, o anche dei ritmi di bossa nova resi famosi in USA da parte di Stan Getz o in Italia da Ornella Vanoni. Il clarinettista Gabriele Mirabassi e Roberto Taufic alla chitarra acustica sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21211">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21211' addthis:title='Gabriele Mirabassi &amp; Roberto Taufic &#8211; Um Brasil diferente '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-21723" alt="176" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/01/176-300x270.jpg" width="300" height="270" />Il Brasile differente cui si riferisce questo duo è quello cameristico, al di là della samba più nota al pubblico, protagonista del Carnevale, o anche dei ritmi di bossa nova resi famosi in USA da parte di Stan Getz o in Italia da Ornella Vanoni. Il clarinettista <a href="http://www.gabrielemirabassi.com/ "><strong>Gabriele Mirabassi</strong></a> e <a href="http://www.robertotaufic.com/ "><strong>Roberto Taufic</strong></a> alla chitarra acustica sono dei virtuosi dei loro strumenti, incontratisi su questo progetto dedicato alla musica brasiliana, ognuno proveniente da una sua prospettiva ed idea della musica. Mirabassi ha scoperto il Brasile da italiano con studi di musica classica, Taufic invece è nato in Ecuador, si è traasferito in Brasile ed infine è approdato in Italia mantenendo comunque uno sguardo privilegiato verso la patria lontana. Sono ben tre le composizioni apportate dal chitarrista: <i>O mar nos teus olhos</i> che è una stupenda ballad, pura poesia che trasuda dalle note accarezzate cui si aggiunge un clarinetto in punta di piedi a dare forma alle acque cangianti del mare che illumina gli occhi evocati nel titolo. Subito dopo arriva <i>Maxixando</i>, più movimentata, e <i> Valsinha pra Duda</i>, che evoca un valzer sognante. Tre ottime composizione del chitarrista cui si aggiunge <i>Arrivederci e grazie</i> di Mirabassi, composizioni che stanno in mezzo ai tanti autori brasiliani, Pixinguinha, Guinga, Vinicius de Moraes, Baden Powell, Cartola, Chico Buarque, i grandissimi che hanno fatto la storia di questa musica. Una citazione a parte merita <i>Noite</i> di Nelson Ayres, uno dei momenti più intensi dell´intero album. Mirabassi e Taufic hanno la dote di fare respirare la musica, di tirare fuori qualcosa con i loro strumenti che era nascosto da qualche parte in mezzo alle note sul pentagramma, cosí rendono questa incisione una continua scoperta, un Brasile differente dal solito che solo loro riescono ad evocare in una bellezza dalle forme minimaliste.</p>
<p>Genere: Brasil<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Jongo de compadres<br />
02. O mar nos teus olhos<br />
03. Maxixando<br />
04. As Rosas Não Falam<br />
05. Quem te viu, quem te vê<br />
06. Valsinha pra Duda<br />
07. Desalento<br />
08. Violão Vadio<br />
09. Tempo feliz<br />
10. Desprezado<br />
11. Arrivederci e grazie<br />
12. Noite<br />
13. Suburbano Coração</p>
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		<title>Angelo Mastronardi Trio &#8211; Like at the Beginning</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 09:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[angelo mastronardi]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>

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		<description><![CDATA[Il trio per pianoforte jazz è un tipo di formazione su cui ormai c´è poco da dire di nuovo, ma che tuttavia attira il pubblico all´ascolto, che si tratti di piccoli club o dei festival più prestigiosi.Quello del pianista Angelo Mastronardi insieme a Michele Maggi al contrabbasso e Walter Forestiere alla batteria è un esordio &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21205">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21205' addthis:title='Angelo Mastronardi Trio &#8211; Like at the Beginning '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-21252" alt="175" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/12/175-300x270.jpg" width="300" height="270" />Il trio per pianoforte jazz è un tipo di formazione su cui ormai c´è poco da dire di nuovo, ma che tuttavia attira il pubblico all´ascolto, che si tratti di piccoli club o dei festival più prestigiosi.Quello del pianista <a href="http://www.angelomastronardi.it/ "><strong>Angelo Mastronardi</strong></a> insieme a Michele Maggi al contrabbasso e <a href="https://myspace.com/walterlooperforestiere/music/songs "><strong>Walter Forestiere</strong></a> alla batteria è un esordio di tutto rispetto ed un´istantanea sul momento attraversato come gruppo prima di un´ulteriore evoluzione. La öoro musica proviene da quella dei trii di Bill Evans, ovviamente portata nella contemporaneaità, vicina alle sonorità di alcuni pianisti europei come Bobo Stensson. Tuttavia mantengono quel qualcosa di personale, ad esempio le belle composizioni di Mastronardi oppure i tre standards, affrontati con molta originalità. Non c`è niente di scontato in questo trio, ed un esempio è certo <i>Softly as in a Morning Sunrise</i>, completamente trasforrmato rispetto all´originale, oppuire <i>Stella by Starlight</i>, anche questo sottoposto ad un trattamento massiccio di chirurgia estetica ed appare ringiovanito e moderno. Ottimo anche un intervento in piano solo, <i>Inner-Phony </i>. L´intera session certamente meritava di finire su disco per le idee che sono spuntate dalla formazione, ricche di feeling e di energia. Dal gruppo è lecito aspettarsi altre idee propositive, al di là dell`aspetto tecnico della musica c´è quella comunicazione ed interpretazione degli standards e delle composizioni del leader che li rendono piuttosto gradevoli all´ascolto. Dall´inizio alla fine mantengono il controllo sulla musica e sulle idee e quando arrivano alla fine è come essere passati per un paesaggio e scoprire che le coordinate percorse sono state, sorprendentemente, quelle che non ci si aspettava.</p>
<p>Genere: piano jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Dodicilune Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01.  Firm Ground<br />
02.  The Favourite Floor<br />
03.  Softly as in a Morning Sunrise<br />
04. Inner-Phony<br />
05.  Interlude<br />
06.  Like at the Beginning<br />
07. Stella by Starlight<br />
08.  Left Hand Side<br />
09.  Opened Once</p>
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		<title>Barbara Errico &#8211; Sentimentale</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 21:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[barbara errico]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il riuscito Endrigo in Jazz, realizzato anch´esso per la Dodicilune la cantante friulana Barbara Errico dedica questa volta la sua voce ad intepretare le canzoni di Lelio Luttazzi, uno degli indimenticati personaggi della canzone italiana. A farle compagnia ci sono musicisti molto noti in quella che è la scena jazz, dal trombettista Claudio Corvini &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=20977">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20977' addthis:title='Barbara Errico &#8211; Sentimentale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20991" alt="173" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/11/173-300x270.jpg" width="300" height="270" />Dopo il riuscito <i><b>Endrigo in Jazz</b></i>, realizzato anch´esso per la Dodicilune la cantante friulana <a href="http://www.barbaraerrico.com/ "><strong>Barbara Errico</strong></a> dedica questa volta la sua voce ad intepretare le canzoni di Lelio Luttazzi, uno degli indimenticati personaggi della canzone italiana. A farle compagnia ci sono musicisti molto noti in quella che è la scena jazz, dal trombettista Claudio Corvini al vibrafonista Saverio Tasca (soltanto sul <i>Mi piace</i> che apre l´album), Sandro Deidda al sax tenore, Antonello Vannucchi al pianoforte, Massimo Moriconi, Giorgio Rosciglione e Franco Feruglio si danno il cambio al contrabbasso da un brano all´altro. Il disco scorre proponendo una serie di titoli intepretati da tanti famosi cantanti nei tempi passati, quando la TV cercava ancora di proporre personaggi con una formazione artistica alle spalle, il tutto con uno swing sottile, un fattore che emerge anche nei due standards americani che completano il set di canzoni: <i>Love Is Here to Stay</i> di George Gershwin e <i>Blue Skies</i> di Irving Berlin. La voce sottile della Errico propone queste canzoni ormai patrimonio nazionalpopolare in modo elegante, jazzato con quello swing che nonostante tutto era arrivato in Italia anche durante il ventennio fascista. <i>Sentimentale</i> oppure <i>Mia vecchia Broadway</i> ne sono un esempio e scorrono accompagnate dal clarinetto di Deidda che sottolinea con i suoi glissando i versi. La tradizione italiana e e quella dello swing americano vanno qui a braccetto in un perfetto connubio, entrambi complementari l´uno all´altra. Barbara Errico ed i musicisti scelti per il progetto sono in tal senso degli interpreti perfetti, intepreti non solo della musica di Lelio Luttazzi ma anche protagonisti di una via italiana al vocal jazz.</p>
<p>Genere: vocal jazz<br />
Label: <a href="http://www.dodiciluneshop.it/ "><strong>Dodicilune</strong></a><br />
Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Mi piace<br />
02. Chi mai sei tu<br />
03. Eccezionalmente<br />
04. Sentimentale<br />
05. Canto anche se sono stonato<br />
06. Vecchia America<br />
07. Souvenir d´italie<br />
08. `Nnammurammece<br />
09. Buonanotte Rossana<br />
10. Love is Here to Stay<br />
11. Mia vecchia Broadway<br />
12. Blue Skies</p>
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		<title>Manuel Buda &amp; Giulio Nenna &#8211; Cielo e Terra</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2014 19:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Buda & Giulio Nenna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell´ambito di un jazz ispirato alla musica dell´area del Mediterraneo la Dodicilune continua produrre della musica strumentale che cerca le proprie origini rifiutando una facile fruibilità alla ricerca di storie sincere. Su questo disco presentano Manuel Buda &#38; Giulio Nenna, due chitarristi acustici, il primo alla chitarra classica ed il secondo a quella flamenco, che &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=20810">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20810' addthis:title='Manuel Buda &amp; Giulio Nenna &#8211; Cielo e Terra '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20813" alt="160" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/10/160-300x269.jpg" width="300" height="269" />Nell´ambito di un jazz ispirato alla musica dell´area del Mediterraneo la Dodicilune continua produrre della musica strumentale che cerca le proprie origini rifiutando una facile fruibilità alla ricerca di storie sincere. Su questo disco presentano <a href="https://it-it.facebook.com/manuelbuda.giulionenna"><strong>Manuel Buda &amp; Giulio Nenna</strong></a>, due chitarristi acustici, il primo alla chitarra classica ed il secondo a quella flamenco, che si esibiscono per lo più in una serie di duetti mozzafiato, ma ci sono anche alcuni brani in cui sono accompagnati da degli ospiti speciali che condividono la loro visione. Già il titolo del primo brano, <i>Neapoli</i>, è un programma, un brano presentato in due versioni. Le influenze sono tante, così come è giusto per uno strumento così diffuso come la chitarra acustica, c´è il bravo Mattia Cappelli al sax soprano su <i>Without</i>, un brano che sarebbe potuto uscire dalla penna di un Antonio Forcione, c´è la musica minimalista, qui rappresentata da due composiitori messi insieme, la famosa <i>Le Onde</i> di Ludovico Einaudi e <i>Electric Counterpoint</i> di Steve Reich, c´è il Lucio Dalla di <i>Canzone</i> cantata da Tania Furia con il violino di Daniele Davide Parziani, ci sono le atmosfere orientali di <i>Oy tate</i>, un brano che proviene dalla tradizione klezmer. È un piacere ascoltare le due chitarre che dialogano appassionatamente, perfettamente in grado di tenere la scena da sole. Oltre ai già citati ci sono altri ospiti, Davide Tedesco al contrabbasso nella metà dei brani, le percussioni di Jacopo Perazzuoli su <i>Without</i> e <i>Malandra</i> e Francesco Piras al flicorno, ancora su <i>Malandra</i> che chiude il disco con una melodia sinuosa. È un brano dall´atmosfera solare, che non poteva mancare in un disco dallo stile tipicamente made in Italy.</p>
<p>Genere: chitarra acustica<br />
Label: <strong><a href="http://www.dodiciluneshop.it/">Docicilune<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Neapolis<br />
02. Without<br />
03. Le Onde/Electric Counterpoint<br />
04. Canzone<br />
05. Aracella<br />
06. Carulli Theme<br />
07. Oy tate<br />
08. Neapolis pt.2 &#8211; The Dream of Richard Parker<br />
09. Little Alien Lullaby<br />
10. Malandra</p>
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		<title>Massimo Garritano &amp; Alberto La Neve &#8211; Doppio Sogno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 13:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto La Neve]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Garritano]]></category>

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		<description><![CDATA[La necessità di esprimersi, di mettere su disco la musica prima che scompaia nell´aria, e poi il divertimento, la bellezza dell´interazione ed il sentirsi meno soli, sono tutte considerazioni ed aspetti del fare musica che Massimo Garritano, chitarra acustica e Alberto La Neve al sax soprano mettono in evidenza nelle brevi note di copertina alla ricerca di una giustificazione per &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=20772">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20772' addthis:title='Massimo Garritano &amp; Alberto La Neve &#8211; Doppio Sogno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20783" alt="163" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/10/163-300x270.jpg" width="300" height="270" />La necessità di esprimersi, di mettere su disco la musica prima che scompaia nell´aria, e poi il divertimento, la bellezza dell´interazione ed il sentirsi meno soli, sono tutte considerazioni ed aspetti del fare musica che Massimo Garritano, chitarra acustica e <a href="http://www.albertolaneve.com/"><strong> Alberto La Neve</strong></a> al sax soprano mettono in evidenza nelle brevi note di copertina alla ricerca di una giustificazione per quello che è successo in studio prima e poi per la decisione di renderlo pubblico. Di sicuro non è stata una scelta sbagliata perché la loro musica improvvisata si fa ascoltare con piacere, spesso proveniente da fonti disparate, che non sono soltanto il jazz più ancorato nel mainstream o le melodie italiane o i richiami alla musica folklorica. È un incontro nello spirito ad esempio di un Pat Metheny e del compianto Charlie Haden, per rendere l´idea, fatto con proprie composizioni. I due sanno suonare e sanno rendere omaggio a quella che è l´idea di base, e cioè l´improvvisazione, con personalità, e qui basta ascoltare <i>Doppio Sogno</i> che dà il titolo al disco. Bastano poche note per creare delle atmosfere sognanti, per attirare l´attenzione sullo scorrimento del disco nonostante la formula minimalista. Tutto si svolge con delle idee precise anche quando si va su titoli che possono fare ricordare la musica popolare come <i>Terra </i><i>Mia</i> in cui le folate di note del sax soprano mostrano un retaggio moderno, così come il finale <i>Midnight Sun</i> in cui entrambi utilizzano effetti moderni come i loops per rendere ancora più vario l´aspetto del disco. Ne valeva la pena, verrebbe di chiedere facendo eco all´interrogativo che i due musicisti si sono posti? Certamente, è la risposta. La musica è fresca e ricca di idee, le composizioni sono un veicolo ideale per le improvvisazioni ed i due nell´ambito di un jazz con le radici in Europa (bello lo spagnoleggiante <i>Pamplona</i> che non cade mai nell´ovvio) sono dei maestri dei rispettivi strumenti così che l´ascolto non va mai alla deriva verso situazioni scontate, anzi si mostrano curiosi per quello che l´esecuzione può portare senza deviare mai su modelli scontati.</p>
<p>Label: <strong><a href="www.dodiciluneshop.it">Dodicilune<br />
</a></strong>Genere: modern jazz<br />
Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Cyrano<br />
02. Pamplona<br />
03. Settembre<br />
04. Homenagem a Saudade Tengo<br />
05. Doppio Sogno<br />
06. Terra Mia<br />
07. Midnight Sun</p>
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		<title>Roberto Zanetti Trio feat. Pietro Tonolo &#8211; Minor Time</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 11:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[minor time]]></category>
		<category><![CDATA[pietro tonolo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Zanetti]]></category>

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		<description><![CDATA[La band veneta intorno al pianista Roberto Zanetti con la guest star Pietro Tonolo arrichisce il catalogo della casa discografica pugliese Dodicilune con una produzione ispirata al mainstream più moderno, senza incursioni in quel jazz di tipo mediterraneo da tanti anni un marchio di fabbrica di tanti musicisti del Belpaese. Ne riesce un disco ben costruito in cui tutti hanno &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=20631">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20631' addthis:title='Roberto Zanetti Trio feat. Pietro Tonolo &#8211; Minor Time '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20644" alt="162" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/10/162-300x269.jpg" width="300" height="269" />La band veneta intorno al pianista <a href="http://www.robertozanetti.it/"><strong>Roberto Zanetti</strong></a> con la guest star <a href="http://www.pietrotonolo.com/"><strong>Pietro Tonolo</strong></a> arrichisce il catalogo della casa discografica pugliese Dodicilune con una produzione ispirata al mainstream più moderno, senza incursioni in quel jazz di tipo mediterraneo da tanti anni un marchio di fabbrica di tanti musicisti del Belpaese. Ne riesce un disco ben costruito in cui tutti hanno modo di mettere in mostra le loro capacità all´interno di quelle che sono le composizione del leader, un pianista eclettico che guarda spassionatamente a quello che è il jazz internazionale. Se su <i>Walt Experience</i> è ancora un ritmo europeo ad essere il filo conduttore subito dopo su <i>In the Heaven</i> appare un brano di tipo tyneriano con il magico sax soprano di Tonolo su atmosfere vagamente africane, molto suggestivo e personale, lontano da un Sonny Fortune, protagonista di tanti dischi di Tyner. Si cambiano atmosfere e strumenti per <i>Gran Torino</i>, qui Tonolo è al sax tenore e ci si sposta su atmosfere più swinganti, ben interpretate dalla ritmica, molto in sintonia con questo aspetto, spesso trascurato dai gruppi europei. Bello <i>Chiarotta Mood</i>, una storia notturna raccontata dall´ombroso sassofono di Tonolo. <i>Guadalupe</i> è un brano più complesso come struttura che vede una straordinaria improvvisazione di Tonolo al sax tenore in trio, con il contrabbasso di Luca Pisani e la batteria di Massimo Chiarella, senza pianoforte, il quale appare dopo ritagliandosi anche lui un bello spazio prima di chiudere in quartetto sull´interessante tema. Un altro brano interessante è <i>Sitting Bull</i>, così come il finale <i>Big Apple </i>(con un bell´assolo di contrabbasso), in cui c´è lo scatenato Tonolo al sax tenore, tuttavia ben imbrigliato dal leader e totalmente a disposizione del progetto. I quattro sono al servizio della Musica e firmano insieme un disco che onora al meglio quella che è la scena mainstream italiana. Tonolo è certamente un nome conosciuto a livello internazionale, però il trio guidato da Zanetti si dimostra compatto e coeso e sa inglobare al meglio le capacità dell´illustre ospite in un progetto che appare ben pensato dal parte del leader.</p>
<p>Label: <strong><a href="www.dodiciluneshop.it">Dodicilune<br />
</a></strong>Genere: mainstream jazz<br />
Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Waltz Experience<br />
02. In the Heaven<br />
03. Gran Torino<br />
04. Chiarotta Mood<br />
05. Easy Time<br />
06. Guadalupe<br />
07. Stonehenge<br />
08. Sitting Bull<br />
09. Big Apple</p>
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		<title>Umberto Viggiano &#8211; Primo Movimento</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=20282</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 23:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dodicilune]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Viggiano]]></category>

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		<description><![CDATA[L`eredità di Django Reinhardt ha influenzato uno stuolo di musicisti che hanno seguito con passione la musica del chitarrista gitano, in pratica il primo protagonista di un tipo di jazz con le radici in Europa ancora oggi con un suo pubblico appassionato. Ancora oggi in Germania, Olanda, Francia ci sono dei musicisti che eseguono quella musica con virtuosismo sfrenato, con &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=20282">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20282' addthis:title='Umberto Viggiano &#8211; Primo Movimento '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-20288" alt="159" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/08/1591-300x269.jpg" width="300" height="269" />L`eredità di Django Reinhardt ha influenzato uno stuolo di musicisti che hanno seguito con passione la musica del chitarrista gitano, in pratica il primo protagonista di un tipo di jazz con le radici in Europa ancora oggi con un suo pubblico appassionato. Ancora oggi in Germania, Olanda, Francia ci sono dei musicisti che eseguono quella musica con virtuosismo sfrenato, con sensibilità e rigore rendendo attuale quel messaggio ormai quasi centenario. Il disco del trio di <strong><a href="http://www.umbertoviggiano.it/">Umberto Viggiano</a> </strong>è qualcosa di piuttosto originale in questo contesto, ma non perchè stravolga completamente il messaggio di Django o perché interpreti le sue composizioni in un contesto moderno come altri hanno fatto, pensiamo in Italia al chitarrista Simone Guiducci. Viggiano presenta ben sei composizioni proprie ed ha il coraggio di utilizzare l´oud in tre brani. Una scelta originale che funziona e che porta in questa musica dei profumi orientali. Il trio insieme a Vincenzo Cristallo alla chitarra ritmica e Gianfilippo Direnzo al contrabbasso funziona egregiamente, piuttosto differente rispetto ad altri corifei del settore come il Rosenberg Trio. C´è molta passione in quello che fanno, un feeling diretto che sembra innato per questa musica, come quando interpretano standard famosi, <i>Tenderly</i> ad esempio, oppure le composizioni di Django. Tutto è rielaborato con molta perizia e fantasia improvvisativa<br />
fra mainstream e jazz gitano, senza ricalcare filologicamente il jazz gitano. Cosí facendo il trio si dimostra con una certa personalità che lo mette in evidenza rispetto agli altri adepti del genere. Più che la velocità ed il virtusoismo esecutivo qui si mette l´accento sulla bellezza dello svolgimento delle composizioni. I brani eseguiti all´oud - <i>Waltz for My Oud</i>, <i>Primo Movimento</i> e <i>Old Bike</i> - sono una novità nel genere e ben si inseriscono nell´insieme. Un disco piuttosto interessante nel catalogo della Dodicilune.</p>
<p>Label: <strong><a href="www.dodiciluneshop.it">Dodicilune<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Waltz for My Oud<br />
02. Django Tiger<br />
03. Waltz for Isabel<br />
04. Coquette<br />
05. Primo Movimento<br />
06. Hungaria<br />
07. Tenderly<br />
08. Waltz I<br />
09. Old Bike<br />
10. Dinette<br />
11. Big Turtle<br />
12. Joseph Joseph</p>
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