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	<title>musicZoom &#187; Dino Massa &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Dino Massa Kansas City Quintet &#8211; Echoes of Europe</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 23:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Massa]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28288' addthis:title='Dino Massa Kansas City Quintet &#8211; Echoes of Europe '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/coverdesign_final11.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/coverdesign_final11-300x300.jpg" alt="coverdesign_final1" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-28296" /></a>L&#8217;amicizia fra il pianista pianista <b>Dino Massa</b> ed il sassofonista americano <strong><a href="http://burnettmusic.com/">Christopher Burnett</a></strong> nasce a Napoli, dove quest&#8217;ultimo si trova nel 1990 per conto della Nato. Si suona insieme e cresce anche una stima reciproca che non verrà mai meno negli anni, come conferma questa registrazione di Massa in USA a Kansas City, patria di Burnett e degli altri musicisti coinvolti nel progetto. Si avverte subito la forte empatia fra i due fin dall&#8217;iniziale <i>Alone</i>, una delle cinque composizioni portate dal pianista napoletano. Insieme ai due ci sono Charles Gatschet alla chitarra, autore di un pregevole intervento, Andrew Stinson al contrabbasso e Clarence Smith alla batteria. A questi si aggiungono Terri Anderson Burnett e Freda Proctor in quanto ospiti, ambedue al flauto. Le composizioni hanno un accento europeo, come <i>Echoes of Europe</i>, dalla bella melodia, un brano che i musicisti americani eseguono con partecipazione ed assoli di tutto rispetto. Su <i>Imagine</i> arriva l&#8217;ospite Marcus Hampton al flicorno, autore anche del brano. Qui c&#8217;è anche un notevole assolo alla chitarra elettrica di Gatschet. <i>Notos</i> è invece di Burnett per l&#8217;occasione al sax alto, ci sono le ospiti Terri Anderson Burnett e Freda proctor al flauto e ancora Hampton e Stanton Kessler ai flicorni.  È un brano più complesso come strutture, in cui Massa prende un assolo molto bello per le linee melodiche che riesce ad inventare e l&#8217;interazione con gli altri musicisti. A chiudere il disco arrivano tre altre composizioni del pianista, la poetica ballad <i>Paris</i> in cui Stanton Kessler al flicorno ha momenti notevoli, <i<Remembering</i> e <i>Tarantella</i>, qui c&#8217;è un intenso assolo del leader insieme a una bell&#8217;interazione con il gruppo per dare l&#8217;idea di un jazz si stampo europeo. Il fluido assolo di Burnett al sax alto e di quello di Gatschet alla chitarra sono la ciliegina sulla torta. Un proficuo reincontro del pianista napoletano e del sassofonista americano.</p>
<p>Genere: jazz mainstream<br />
Label: <strong><a href="http://artistsrecordingcollective.biz/catalog-of-recordings/">ARC</a></strong><br />
Anno 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Alone<br />
02. Echoes of Europe<br />
03. Imagine<br />
04. Notos<br />
05. Paris<br />
06. Remebering<br />
07. Tarantella</p>
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		<title>Dino Massa Quartet &#8211; Suite pour le Piano for Jazz Quartet</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=28177</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=28177#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 22:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Massa]]></category>
		<category><![CDATA[Losen Records]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28177' addthis:title='Dino Massa Quartet &#8211; Suite pour le Piano for Jazz Quartet '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/7090025831799.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/7090025831799.jpg" alt="7090025831799" width="220" height="196" class="alignleft size-full wp-image-28184" /></a>Il jazz italiano ha ormai raggiunto una dimensione internazionale, per cui non stupisce che questa incisione in quartetto del pianista napoletano <b>Dino Massa</b>, un&#8217;opera un pò fuori dai canoni consueti per via della forma di suite e dei quattro lunghi brani che lo compongono. Niente che possa fare ricordare al veloce modo di fruizione della musica nel mondo odierno su telefonini e aggeggi simili. Insieme al leader ci sono Nicola Pisani, al sax soprano e baritono, Luca Garlaschelli al contrabbasso e <strong><a href="http://alerossidrums.com/">Alessandro Rossi</a></strong> alla batteria. i brani sono di lungo respiro, dai dodici ai diciassette minuti e mezzo, e ciò permette esecuzioni ariose, ricche di spazi in cui i musicisti possono esprimere la propria fantasia nei momenti in cui sono chiamati a improvvisare. La <i>Suite No. 1</i> comincia con un ottimo assolo di Pisani al sax soprano, una bella melodia poi sviluppata con un senso del suono che avvince per la comunicatività e l&#8217;espressività tipica di certo jazz italiano. Successivamente Pisani passa nella stessa esecuzione al sax baritono prima di ritornare al soprano per il tema che chiude il brano. La <i>Suite No. 2</i>, che è il brano più lungo del disco, comincia con un suggestivo intervento in solo del pianista, sono tre minuti e mezzo, dopo arriva l&#8217;energico sassofono baritono di Pisani e la ritmica, un jazz vitale che ha molto da comunicare e che attinge con intelligenza dal passato. Il lungo tempo dell&#8217;esecuzione, quasi diciotto minuti, scorre senza problemi di sorta perché la fantasia degli esecutori ha tanto da offrire.<br />
La <i>Suite No. 3</i> è fra i momenti migliori dell&#8217;album, passaggi alla Chick Corea ed un bel tema insieme ad una perfetta integrazione dei momenti in trio e quelli in quartetto ne fanno un&#8217;esecuzione che si ascolta volentieri più volte dall&#8217;inizio alla fine. La <i>Suite No. 4</i> ha momenti di stampo bop e rivela il lato più legato alla tradizione del quartetto. Di sicuro faranno conoscere il jazz italiano in Norvegia, ma vale la pena ascoltarli anche dalle nostre parti.</p>
<p>Genere: jazz mainstream<br />
Label: <strong><a href="http://www.losenrecords.no/">Losen Records</a></strong><br />
Anno 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Suite No. 1<br />
02. Suite No. 2<br />
03. Suite No. 3<br />
04. Suite No. 4</p>
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