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	<title>musicZoom &#187; colin newman &raquo; musicZoom</title>
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		<title>I progetti musicali di Teho Teardo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 08:55:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=6809' addthis:title='I progetti musicali di Teho Teardo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_6810" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-6810" title="teho" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/04/teho.jpg" alt="" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">Teho Teardo</p></div>
<p>Ennesima prova d’autore per il compositore, musicista e sound designer <strong>Teho Teardo</strong> che firma la colonna sonora di <em>Diaz</em>, il film di Daniele Vicari ispirato ai fatti di Genova. Anche per questo lavoro sono presenti come esecutori il <strong>Balanescu Quartet</strong> e la violoncellista <strong>Martina Bertoni</strong>. Contemporaneamente all’uscita di <em>Diaz</em>, Teho Teardo è impegnato a Berlino con <strong>Blixa Bargeld</strong>, leader degli <strong>Einstürzende Neubauten</strong>, per incidere un album di canzoni che uscirà probabilmente l’anno prossimo. Saranno editi quest’anno invece i due progetti che Teardo ha realizzato tra Roma e Londra con gli <strong>Wire</strong>, storico gruppo punk inglese. Il primo con il bassista cantante <strong>Graham Lewis</strong> che uscirà probabilmente a luglio, il secondo con il chitarrista <strong>Colin Newman</strong> in cui Teardo suona anche un brano assieme a <strong>Johnny Marr</strong>, storico chitarrista degli <strong>Smiths</strong>. Continua inoltre l’intensa attività musicale di Teho con due appuntamenti live importanti, il 6 maggio si esibirà al Dome di Londra al <strong>Never Say When</strong>, una delle rassegne più importanti di band sperimentali storiche per celebrare i 30 anni della famosa etichetta Broken Flag; il 2 giugno sarà invece in concerto a Roma presso Villa Medici assieme agli <strong>Wire</strong>.</p>
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		<title>Music, film, music</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 15:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Specula Records e Audioglobe presentano  Music, film. Music, la raccolta di Teho Teardo che racchiude le sue migliori colonne sonore legate ai film italiani più significativi degli ultimi anni. Da Il Divo di Paolo Sorrentino a La Ragazza del Lago fino a Il Gioiellino di Andrea Molaioli, compresi anche i lavori di Vicari, Cupellini, Chiesa &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=3054">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=3054' addthis:title='Music, film, music '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_3055" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/Teho-Teardo.jpg"><img class="size-medium wp-image-3055" title="Teho Teardo" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/11/Teho-Teardo-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">Teho Teardo</p></div>
<p>Specula Records e Audioglobe presentano  <strong><em>Music, film. Music</em></strong>, la raccolta di <a href="http://www.tehoteardo.com"><strong>Teho Teardo</strong></a> che racchiude le sue migliori colonne sonore legate ai film italiani più significativi degli ultimi anni. Da Il Divo di Paolo Sorrentino a La Ragazza del Lago fino a Il Gioiellino di Andrea Molaioli, compresi anche i lavori di Vicari, Cupellini, Chiesa e Incerti. In distribuzione dal 21 novembre, Music, film. Music è un album perfettamente compiuto e indipendente, la conferma ulteriore che Teardo non fa musica per il cinema, ma porta la musica al cinema. In occasione dell’uscita eccezionale di questa raccolta, <strong>Ennio Morricone</strong>, che nel 2009 consegnò a Teardo l’omonimo premio, dichiara: &#8220;<em>Teho Teardo cerca ad ogni costo un&#8217;originalità attraverso l&#8217;ostinazione dei modelli, della ripetitività, dell&#8217;economia dei materiali e del minimalismo personale; in una continua passacaglia, penso che Teardo cerchi molto per trovare delle soluzioni che servano a lui e al film per il quale scrive la musica. L&#8217;esperienza mi dice che prima o poi chi cerca trova.</em> <em>Nei passaggi del cercare e del trovare possono esserci dei momenti importanti come quelli presenti in questo bel disco</em>&#8220;.<br />
Nonostante intimamente legata ad alcune tra le pellicole più significative degli ultimi anni, la musica reclama, già nel titolo della raccolta, la propria autonomia espressiva, fino a connotare, più che commentare, le pellicole stesse.  Numerosi gli artisti presenti in questo album: Blixa Bargeld, leader degli <strong>Einsturzende Neubauten</strong>, canta <em>A Quiet Life</em>, canzone scritta con Teardo per il film Una Vita Tranquilla di C. Cupellini; Elio Germano, invece, canta una versione inedita e riadattata di <em>Stanotte cosa succederà</em>, brano presente nella colonna sonora de Il Passato è una terra straniera di D. Vicari (sempre per Vicari, Teardo ha firmato la colonna sonora di Diaz, film ispirato ai fatti di Genova, prossimamente in uscita).<br />
A diversi brani hanno collaborato musicisti straordinari quali il violinista Alexander Balanescu, e il violoncellista Erik Friedlander (John Zorn/Masada), che hanno portato il loro contributo nel definire l&#8217;unicità della cifra stilistica di Teho Teardo, sia come compositore e musicista, che come sound designer in grado di muoversi agilmente nei territori della ricerca sonora. Da sempre interessato ad indagare il rapporto tra elettronica ed archi, Teardo sviluppa un personalissimo profilo musicale che lo rende particolarmente riconoscibile, evidenziando così originalità e ricercatezza. &#8220;<em>Musically Teho</em> &#8211; ha dichiarato Colin Newman, band leader degli <strong>Wire</strong>, in una recente intervista su Factmag &#8211; <em>has a way with beauty that very few have</em>.&#8221; Nella potenza evocativa del suono, Teho Teardo trova una via originale per le sue composizioni, le quali non sempre sono basate sulla notazione tradizionale, bensì, grazie all&#8217;elettronica, possono utilizzare brevissimi frammenti sonori che costruiscono le melodie. Il suono, quindi, può partecipare alla narrazione e divenire addirittura canzone. Teardo, infatti, oltre ad essere uno dei musicisti più richiesti dal nostro cinema, è la punta più avanzata della ricerca sonora che, proprio nel rapporto con le immagini, vuole delineare una nuova relazione tra gli strumenti della tradizione e l&#8217;elettronica.<br />
Tra gli importanti riconoscimenti ottenuti, si annovera la vittoria, dopo quattro candidature, del David di Donatello per la colonna sonora de Il Divo, e il Premio Ennio Morricone come miglior compositore, conferitogli dal Maestro stesso.<br />
Questo album segna anche il debutto nel mondo discografico di Specula, Luogo Eminente per Osservare, l&#8217;etichetta discografica di Teho Teardo.</p>
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		<title>Wire + Metronomy @ Circolo degli artisti</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 17:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=307' addthis:title='Wire + Metronomy @ Circolo degli artisti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><span> </span></p>
<div id="attachment_308" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><span><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/wire.jpg"><img class="size-medium wp-image-308" title="wire" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2011/04/wire-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a></span><p class="wp-caption-text">Wire</p></div>
<p>Non è semplice scrivere dei <strong>Wire</strong>. Il gruppo inglese che il 26 febbraio 2009 ritorna al Circolo dopo un’assenza durata un annetto, ha pubblicato qualcosa come 11 album ed una ventina tra singoli ed Ep, il tutto cominciando dal 1977, anno di svolta della musica odierna, “<em>the year the punk broke</em>”, come direbbero non meno illustri contemporanei. Tutti, chi più, chi meno, influenzati dai Wire. L’ultima volta che sono capitato da queste parti è stato a Dicembre, al concerto dei Black Angels: poi per dire la verità la programmazione del Circolo mi ha lasciato un po’ freddino, tranne<br />
stasera. L’anno scorso sono venuto a vederli per la prima volta i Wire: spettacolo entusiasmante, una carica sul palco da far impallidire la maggior parte delle giovani band che girano spesso da queste parti. La vecchia scuola post punk inglese ha ancora molto da insegnare ai ragazzini di oggi. Perciò il tributo di 15 euro richiesti per l’entrata viene pagato<br />
volentieri e l’apparizione sul palco di <strong>Colin Newman</strong> (voce e chitarra), <strong>Graham Lewis</strong> (basso) e <strong>Robert Grey</strong> (batteria) con l’aggiunta di <strong>Margaret Fiedler McGinnis </strong>(chitarra, ex Laika e collaboratrice di PJ Harvey) al posto di Bruce Gilbert durante i tour, scatena l’entusiasmo del pubblico. Non da tutto esaurito questa sera, come l’anno passato, ma accorso numeroso per omaggiare gente che da 33 anni insegna l’arte del punk rock a tutto il <span>mondo.Come per lo show precedente, l’intenzione dei 4 leoni di Londra è di riaffermare la propria genialità a tutt’oggi resa immortale dai loro capolavori precedenti; e, perché no, mostrare che hanno ancora il loro suono ha ancora i denti affilati, come dimostra <strong>Object 47</strong>, ultimo disco del 2008. E dalla traccia d’esordio dell’ultimo album pubblicato l’anno scorso si capisce che i Wire amano continuare a fare musica, sperimentare nuovo materiale, suonare, suonare e suonare: <strong>On of Us</strong> è un pezzo che occhieggia alla New Wave anni ’80. Qualcosa di simile ai <em>New Order</em>, ma con molta più benzina in corpo e rumore che si espande in maniera sempre più dilatata sul finire dei pezzi. Si muovono ancora molto sul</span> <span>palco i leoni inglesi, e sanno graffiare con le loro chitarre elettriche, come dimostra Mekon Headman, perfetto sintesi di suono eighties e vocione dark. Non ci resta altro da fare che ballare come ossessi, muovere la testa in continuazione seguendo i riff sempre più potenti di Newman, che in un crescendo di rumore ci porta all’estasi totale. Lo stile  inconfondibile di un gruppo fantastico.Object 47 è il 47esimo oggetto della sterminata produzione discografica dei Wire, un vulcano in eruzione incapace di fermarsi e che fa scendere le sue colate distorte sulle sue pendici musicali senza soluzione di continuità. Riunitisi ad inizio millennio, dopo circa un decennio di inattività, i Wire oltre ad Object 47 hanno pubblicato il precedente Send, molto più sostanzioso, capolavoro che dimostra la facile istrioneria del gruppo: anche stasera <strong>In The Art Of Stopping</strong> fa sobbalzare il locale con le sue frenate continue ed accelerazioni improvvise; e la furia di <strong>Comet</strong>, da cui si rintracciano le origini punk del gruppo, insieme a pezzi come <strong>Nice Streets Above</strong>, splendida gemma dai connotati più dark ed industrial, o la visionarietà della semistrumentale Read &amp; Burn. Sia Object 47 che Send sono entrambi editi per la Pink Flag, label autogestita che prende il nome dal primo, fortunato disco dei Wire.</span> <span>Ed è dal mastodontico <strong>Pink Flag </strong>che i Wire suscitano emozioni devastanti nella mente degli ascoltatori, ed è proprio a Pink Flag che Newman &amp; soci attingono a piene mani per soddisfare il bramoso pubblico di stasera. Pink Flag è un  album del 1977, uno degli anni più importanti della storia musicale mondiale, in cui i <em>Sex Pistols</em> pubblicavano <em>Anarchy in the UK</em> ed i <em>Clash</em> posavano la prima pietra della loro incommensurabile costruzione.Capisaldi di una generazione, e monolite nero su cui si posavano gli sguardi dei contemporanei che indicavano col dito e non sapevano darsi una spiegazione: le origini del punk, riflesso di una società incapace di capire e dialogare con i giovani, tara ereditaria che ci portiamo ancora dietro e probabilmente problema insoluto dell’umanità. I Wire, parte di questo triangolo, di questa piramide musicale, seguivano il lato più oscuro del punk, lontano dalle oscenità e dai furori di Johnny Rotten &amp; soci, e dalle influenza politiche del compianto Joe Strummer. Anticipavano in maniera previggente ildecennio dark per eccellenza, con le loro asprezze sonore (Lowdown), quelle chitarre rigonfie di distorsioni (Pink Flag stessa), quella inquietudine che ogni tanto spuntava fuori da pezzi come Strange e la genialità di pezzi come Dot Dash.<br />
Dopo bis e tris, richiesti a gran voce dal pubblico insaziabile, c&#8217;è ancora in programma il concerto dei <strong>Metronomy</strong>, un terzetto di Brighton, già support dell&#8217;ultimo tour dei <em>Bloc Party</em>: tre tizi con chitarre, tastiere e portatili che sparano electro-pop. Con tutto il bene che si può volere loro, ed il coraggio che dimostrano, mi chiedo chi è il folle che osa suonare sul palco dopo un live dei Wire. Seguo solo il primo pezzo, anzi, mi accontento di arrivare alla sua metà. Poi abbandono la sala, per conservare intatto nelle orecchie On Of Us e dirigermi canticchiandola verso l’uscita…</span><span>P.S. Se magari l’anno prossimo dovessero ripassare da queste parti mi travate di nuovo lì. Al 100%. In prima fila.</span></p>
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