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	<title>musicZoom &#187; chris slorach &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Data unica per i METZ in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 16:13:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=13627' addthis:title='Data unica per i METZ in Italia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_13628" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-13628" title="METZ Band Photo" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/05/Metz-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">METZ</p></div>
<p>Dopo le ottime conferme di <strong>Shout Out Louds, Efterklang, Rover, SUUNS </strong>e<strong> Local Natives</strong>, ecco l’ennesimo colpo dell’Associazione Glenn Gould, che annuncia l’ingresso dei canadesi <strong>METZ</strong> nella line up della XVII edizione di Ypsigrock Festival, il festival indie dell’estate italiana in programma dall&#8217;8 all&#8217;11 Agosto, come sempre a Castelbuono. L&#8217;abrasivo trio di Toronto, formato dal vulcanico frontman Alexis Edkins, Hayden Menzies e Chris Slorach, dopo anni di gavetta durante i quali ha condiviso i palchi di mezzo mondo con <strong>Mudhoney, Mission of Burma </strong>e<strong> Death from Above 1979</strong>, è stato notato dalla Sub Pop, che ha deciso di investire sui tre canadesi, pubblicandone nel 2012 l&#8217;omonimo album di debutto.</p>
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		<title>METZ – METZ</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 17:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=9594' addthis:title='METZ – METZ '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-9595" title="metz" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/09/metz-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" />Sorprendente, entusiasmante, definitivo. Non ci sono altri aggettivi per descrivere l’album di debutto dei <strong>METZ</strong>, formazione canadese composta da Alex Edkins, (chitarra e voce), Hayden Menzies (batteria) e Chris Slorach (basso e voce). Un power trio come se ne sentono veramente pochi in giro e che ridefinisce il concetto di suono vintage rimodellandolo sulla lezione dei grandi classici degli anni ’90. E proprio per questo non è sfuggito ai tizi della Sub Pop che lo hanno preso in mano dopo le registrazioni centrifugate da Graham Walsh (<strong>Holy Fuck</strong>) e Alexandre Bonenfant. Il risultato è una ottima resa sonora che cattura al meglio la potenza della band. Dopo aver premuto per la prima volta il tasto play vi troverete sommersi dall’onda travolgente di <em>Headache</em> (significativo nome della traccia iniziale), oltre che da riff clamorosi e da una sessione ritmica da urlo. L’architettura può senz’altro ricordare l’approccio grunge (<em>Rats</em> a tratti sembra una curiosa ricostruzione di <em>Negative Creep</em> dei <strong>Nirvana, </strong><em>The Mule</em> è liberamente ispirata ai <strong>Sonic Youth</strong> di troppi anni fa) interamente votato alla distruzione fisica e sonora; l’impossibilità di stare fermi è confermata dalla successiva <em>Get Off</em>, nervosa e costante, che inserisce anche alcuni elementi catatonici e devianti più volte presenti all’interno dell’album. A volte sembra di sentire i <strong>Nine Black Alps</strong>, autori di un notevole album qualche anno fa, altre volte le sonorità si dirigono precipitosamente verso passaggi psichedelici sotterranei e le linee di chitarra si scostano dal tracciato iniziale in maniera impercettibile, per poi riprendere a innalzarsi vorticosamente. Così come è stratosferica la delirante <em>Knife in the water</em>, ossessiva e malata fino all’osso, ma deliziosamente catartica, un&#8217;autentica goduria. Pochi momenti di respiro, stravolti fino a diventare <em>Nausea</em>: persino un passaggio strumentale del genere, in altri dischi considerato spesso poco più di un passatempo, risulta eccellente. E si continua così, a scossoni e strattonate, per buona parte dell’album, con rabbia e aggressività repressa pronta a esplodere al minimo segnale (<em>Wet Blanket</em>) e bombe sonore che deflagrano senza soluzione di continuità (<em>Wasted</em>). Null’altro da aggiungere, anzi, abbiamo già detto troppo. Ufficialmente candidato a album, band e debutto dell’anno. Sottoscritto e firmato giorno 28 settembre 2012.</p>
<p>Label: Sub Pop<br />
Anno: 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>1.    Headache<br />
2.    Get Off<br />
3.    Sad Pricks<br />
4.    Rats<br />
5.    Knife in the water<br />
6.    Nausea<br />
7.    Wet Blanket<br />
8.    Wasted<br />
9.    The Mule<br />
10.    Negative Space</p>
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