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	<title>musicZoom &#187; Chicago Jazz Philharmonic &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Chicago Jazz Philharmonic &#8211; Havana Blue</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 18:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=26234' addthis:title='Chicago Jazz Philharmonic &#8211; Havana Blue '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/HAVANABLE_316Store_cover_sm.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/07/HAVANABLE_316Store_cover_sm.jpg" alt="HAVANABLE_316Store_cover_sm" width="240" height="240" class="alignleft size-full wp-image-26263" /></a>Il risultato di questa incisione è stato dato dalla collaborazione fra i direttori artistici della <a href="http://www.chicagojazzphilharmonic.org/"><strong>Chicago Jazz Philharmonic</strong></a>, un´orchestra dedicatasi all´amalgama di musica jazz e classica, e del River North Dance Chicago. Il trombettista, compositore e direttore d&#8217;orchestra <a href="http://orbertdavis.com/ "><strong>Orbert Davis</strong></a> ed il coreografo Frank Chavez hanno scoperto le loro radice africane e cubane in questa suite che è stata registrata live al Chicago&#8217;s Auditorium Theatre. i due sono stati a Cuba, terra natia per Chavez, emigrato all&#8217;etá di sei mesi in USA, e qui hanno respirato l&#8217;aria con la musica ovunque, specie Obert davis, che con la sua tromba si è unito ovunque ad altri musicisti, nelle strade, nei ristoranti, negli hotels, l&#8217;importante era suonare quella musica. È così che è nata una passione per quei ritmi sul posto, cercando la similitudine fra i ritmi cubani e quelli africani e come questo tipo di eredità aiuti tutti a superare le difficoltà della vita quotidiana. La suite scritta da Davis è in sette movimenti cercando di relaizzare un&#8217;idea meno effimera della musica dell&#8217;isola, partiture alla Gil Evans più che una musica dansereccia per turisti. È una partitura con molte sfaccettature, ricca di momenti emozionanti insieme agli assoli del leader ed ai movimenti dei ballerini ed alle coreografie che ovviamente su disco non è possibile vedere. Gli altri brani su CD sono stati invece registrati in studio, la famosa bossa nova <i>Chega de Saudade</i> scritta da Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes vede l&#8217;ottimo assolo del leader alla tromba dando un nuovo aspetto a questa composizione, resa moderna anche dall&#8217;uso del piano elettrico. <i>manteca</i> è un altro famoso brano scritto da Dizzy Gillespie ai tempi delle sue sperimentazioni con la musica cubana, qui si mettono in evidenza il leader ed il sax baritono di Erendira Izguerra. Si ritorna alle composizioni del leader per chiuedere il disco, &#8220;Seraphim&#8221; e la riproposta dell&#8217;ultimo movimento della suite, <i>Orlando&#8217;s Walk</i>. Nel complesso u disco che con raffinatezza propone un incontro fra musiche americane e cubane senza dimenticare la bossa nova.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://3sixteenstore.com/">3Sixteen Records</a></strong><br />
Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>Havana Blue Suite<br />
01. Sabor<br />
02. Congri<br />
03. Solteras<br />
04. El Malecón<br />
05. Al Fin Te Vi<br />
06. Havana@12<br />
07. Orlando&#8217;s Walk (Reprise)<br />
08. Chega de Saudade<br />
09. Manteca<br />
10. Seraphim<br />
11. Orlando&#8217;s Walk</p>
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		<title>Chicago Jazz Philharmonic &#8211; Sketsches of Spain</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=21045</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 00:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[3Sixteen Records]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago Jazz Philharmonic]]></category>
		<category><![CDATA[Orbert Davis]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21045' addthis:title='Chicago Jazz Philharmonic &#8211; Sketsches of Spain '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-21048" alt="sketches-cover-300" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/11/sketches-cover-300.jpg" width="300" height="273" />In occasione del decennale della fondazione della <a href="http://www.chicagojazzphilharmonic.org/"><strong>Chicago Jazz Philharmonic</strong></a>, un´orchestra dedicatasi all´amalgama di musica jazz e classica si è scelto di pubblicare una registrazione da studio di uno dei grandi classici di sempre: lo <i>Sketsches of Spain</i> messo in opera nel 1960 da Miles Davis e Gil Evans. È ovvio che è impossibile replicare una tale opera come se fosse la partitura di una sinfonia anche perché la parta improvvisata, realizzata dalla tromba di Miles Davis, resta qualcosa di unico. Il direttore d´orchestra e qui solista <a href="http://orbertdavis.com/ "><strong>Orbert Davis</strong></a> ha portato in tour questo progetto suonandolo di fronte al pubblico quattordici volte. Un numero di esibizioni che ha permesso a tutti gli orchestrali di interiorizzare la partitura e la musica spagnola. Si sono fatte le cose in grande e la copertina del disco è stata realizzata nell´ambito di un CD Cover Art Context con cui si invitavano gli studenti di Chicago a realizare un disegno che interpretasse la cultura spagnola, vinto dal quattordicenne Jaylyn Scott. &#8220;What Miles played is not intented to be duplicated&#8221; afferma Orbert Davis ed in effetti si prende le sue libertà sia nel modo di gestire gli orchestrali che con la sua tromba, ovviamente ispirata al grande Miles. Su <i>Concierto de Aranjuez</i> e su <i>Solea</i> ci sono assoli estesi del leader che ne mettono in luce il virtuosismo e l´immaginazione. In mezzo ci sono un assolo coinvolgente al sax tenore di Steve Eisen, gli archi registrati in modo mirabile ed i legni, flauti, clarinetti, oboe, che danno un contributo importante agli scenari che fanno da sottofondo ai solisti. La ritmica e le percussioni fanno tutto per dare alla musica il necessario colore iberico. Chissà se Gil Evans e Miles Davis sarebbero stati soddisfatti dell´interpretazione di queste musiche. Probabilmente sì, perché se è vero che il loro genio visionario è irripetibile, bisogna lo stesso dare atto a Orbert Davis ed alla Chicago Jazz Philarmonic di avere fatto di tutto per riportare quelle partiture al pubblico odierno con il giusto atteggiamento verso la musica.</p>
<p>Genere: third stream jazz<br />
Label: <strong><a href="http://3sixteenstore.com/">3Sixteen Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Concierto de Aranjuez<br />
02. Muerte del Matador<br />
03. El Moreno<br />
04. El Albacin<br />
05. Solea</p>
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