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	<title>musicZoom &#187; cantautorato &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Julia Holter &#8211; Have You In My Wilderness</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 18:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valchera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[art pop]]></category>
		<category><![CDATA[avant polo]]></category>
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		<description><![CDATA[Al suo quarto lavoro in studio, dopo l’osannato Loud City Song, Julia Holter ha dato una veste maggiormente “tradizionale”, se questo aggettivo può essere utilizzato per l’artista californiana: le composizioni di Have You In My Wilderness, infatti, sono prive del fil rouge che costituiva l’ossatura degli album precedenti – la  tragedia greca (Ekstasis), il musical Gigi (Loud City Song) – e, senza &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24608">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24608' addthis:title='Julia Holter &#8211; Have You In My Wilderness '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24610" alt="12166271_1189947727687332_1844726897_n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/12166271_1189947727687332_1844726897_n-300x300.jpg" width="300" height="300" />Al suo quarto lavoro in studio, dopo l’osannato <b><i>Loud City Song</i></b>, <b>Julia Holter</b> ha dato una veste maggiormente “tradizionale”, se questo aggettivo può essere utilizzato per l’artista californiana: le composizioni di <b><i>Have You In My Wilderness</i></b>, infatti, sono prive del fil rouge che costituiva l’ossatura degli album precedenti – la  tragedia greca (<b><i>Ekstasis</i></b>), il musical <b><i>Gigi</i></b> (Loud City Song) – e, senza un decisivo intellettualismo di fondo, la Holter ora fa i conti con la propria capacità di virare verso un cantautorato più personale, realizzando così la sua prova più convincente.</p>
<p>Ciò che emerge dall’ascolto di queste dieci tracce è una confidenza e una maestria uniche nel tracciare melodie ariose e fluttuanti che mescolano pop, jazz, archi, per uno dei migliori album di cantautorato femminile degli ultimi anni.  <i>Feel You</i>, brano d’apertura, è una solare aria pop costruita su harpsichord, sintetizzatori, contrabbasso e archi, e naviga nei soavi spazi di <b>Ramona Lisa</b>, così come la ancora più convincente <i>Sea Calls Me Home</i>, virata 1960s sulla scia dell’ultima <b>Neko Case</b>. La sognante e cupa <i>How Long?</i> la vede travestirsi da diva anni Quaranta in una fumosa e jazzata torch song che anticipa <i>Lucette Stranded On The Island</i> – più vicina alle esperienze dell’album precedente anche nel riferimento letterario al breve racconto di <b>Colette</b> – in cui l’artista richiede all’ascoltatore una partecipazione attiva: bisogna ascoltare più e più volte per poter cogliere tutte le numerose sfumature degli arrangiamenti e la dolce armonia che nasce dal botta e risposta vocale nella coda. Lo stesso discorso vale anche per <i>Night Song</i>, una dolente confessione d’amore, in cui le note del pianoforte sorrette da imponenti e magniloquenti archi incorniciano tristi parole (“Show me now / Show me your second face / Show me how you make your second face”). La Holter si diverte anche con vivaci atmosfere dal sapore country (<i>Everytime Boots</i>), tenta la via della ballata al pianoforte ricca di pathos (<i>Betsy On The Roof</i>), ma è in <i>Vasquez</i> che non smette di stupire, quando un recital su arrangiamenti fusion jazz si apre ad un assolo di sassofono. Chiude il tutto una <i>title track</i> in cui un’amante ferita si interroga (“Tell me why do I feel you running away?”) su un letto di eterei sintetizzatori, pianoforte e violini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Label: Domino<br />
Anno: 2015<br />
Genere: cantautorato, avant pop, art pop</p>
<p>Track list</p>
<p>01 – Feel You<br />
02 – Silhouette<br />
03 – How Long?<br />
04 – Lucette Stranded On The Island<br />
05 – Sea Calls Me Home<br />
06 – Night Song<br />
07 – Everytime Boots<br />
08 – Betsy On The Roof<br />
09 – Vasquez<br />
10 – Have You In My Wilderness</p>
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		<title>Cesare Basile – Tu prenditi l’amore che vuoi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 14:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Profazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[cesare basile]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=23815' addthis:title='Cesare Basile – Tu prenditi l’amore che vuoi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-23816" alt="COVER" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/07/COVER-300x300.jpg" width="300" height="300" />Dopo aver ascoltato con piacere l’album di <strong>Salvo Ruolo</strong>, non potevamo esimerci dall’affrontare il nuovo lavoro di <strong>Cesare Basile</strong>, uscito lo scorso marzo per la Urtovox Records. Anche qui come in <em><strong>Cangiari patruni’un è libittà</strong></em>, il dialetto siciliano è ampiamente usato, contribuendo a individuare le radici del cantautore. L’impeccabile <em>Arazio Stranu</em> ci immerge in una Sicilia dal sapore western, violentemente battuta dal sole, mentre <em>Franchina</em> attraversa il paese come i venditori di “materazzi” a molle di una volta. Gli annunci al megafono non sono più a finalità non più commerciali, ma catartiche. Anche qui, come nell’album di Ruolo, sembra di stare dalla parte dei vinti piuttosto che da quella dei vincitori: la title-track <em>Tu prenditi l&#8217;amore che vuoi</em> ha una profonda rabbia repressa nel descrivere nel dettaglio il sottobosco borghese quotidiano. La successiva <em>Manianti</em> crea ambientazioni deviate, oblique, spesso distorte dalla presenza della chitarra elettrica mentre in <em>La Vostra misera cambiale</em> la voce di Rita Oberti ci immerge nuovamente in ambientazioni country. Nelle quali Basile si trova perfettamente a suo agio a raccontarci la <em>Filastrocca di Jacob detto Il Ladro</em>. Tra tutti i pezzi, a splendere di luce propria è la fenomenale seppur breve <em>Ciuri</em>, dove il dosaggio di strumentazioni e distorsioni risulta a dir poco affascinante. Come se <strong>Elli De Mon</strong> decidesse di cantare in dialetto siculo. Non a caso nella parte finale emergono atmosfere blues: come in <em>Libertà mi fa schifo se alleva miseria</em> (ma forse è più rilevante “la pace è usura per la guerra che arriva”) che diventa manifesto ideologico-musicale. Stessa fine della molto più malinconica <em>U chiamanu travagghiu</em>, dove il piano ci porta indietro verso anni in cui il travagghiu forse esisteva ancora.</p>
<p>Label: Urtovox Records<br />
Anno: 2015<br />
Genere: cantautorato<br />
Tracklist:</p>
<p>1. Arazio Stranu<br />
2. Franchina<br />
3. Tu prenditi l’amore che vuoi<br />
4. Manianti<br />
5. La vostra misera cambiale<br />
6. Filastrocca di Jacob detto Il Ladro<br />
7. Ciuri<br />
8. Libertà mi fa schifo se alleva miseria<br />
9. A Muscatedda<br />
10. U chiamanu travagghiu<br />
11. Di quali notti</p>
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		<title>Francesco Cerchiaro – A piedi nudi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 17:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[a piedi nudi]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[dischi soviet studio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=20400' addthis:title='Francesco Cerchiaro – A piedi nudi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-20402" alt="CoverFrancescoCerchiaro-copy-285x300" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/09/CoverFrancescoCerchiaro-copy-285x3001.jpg" width="285" height="300" />Dolce, corretto, manca un po di rabbia che sappia stridere con un “qualcosa” ma tutto sommato un buon esordio questo <em><strong>A Piedi Nudi</strong> </em>del cantautore veneto <strong>Francesco Cerchiaro</strong>, un album di storie dentro e non che si postano nello story teller di un regolare disco che si lascia ascoltare, magari nei chiaroscuri di un fine giornata così così, ma che si colloca tra quei prodotti che – sviluppando – possono avere un domani artistico.<br />
Undici brani folk pop che disegnano il quotidiano di un uomo che si desta bimbo e poi cresce e matura tutto nel giro di una tracklist, passaggi, visioni, disillusioni e dolcezze amare, il tutto tra armoniche, corde acustiche pizzicate, fiati, violini, ukulele, cuori caldi e raffreddati, in poche parole una cifra stilistica sommessa e confidenziale, ancorata saldamente al patrimonio cantautorale classico di certi anni Settanta non impegnati, ma che usavano parole soffuse per descrivere i malesseri di una interiorità fuori moda. Estrapolando dalla trama del disco, la dinoccolata ballata di<em> Diario di famiglia</em>, lo swing gattonato e in sottovoce<em> Il mio cane in una stanza</em>, l’agrodolce di <em>Cara Laura</em> o la malinconia del un valzer minimalista con tromba finale che smuove <em>Ultimo valzer a Teheran</em>, poi quello che rimane è un ulteriore ascolto che merita essere soppesato a volontà.<br />
Niente di esorbitante, ma una nuova pagina musicale da tenere al caldo tra i post-it della mente.</p>
<p>Genere: Cantautorato<br />
Dischi Soviet Studio 2014</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Le bugie della domenica (mattina)<br />
2. Filastrocche per bambini<br />
3. Diario di famiglia<br />
4. Rebecca<br />
5. Il mio cane in una stanza<br />
6. Cammino da solo<br />
7. Cara Laura<br />
8. Notturni<br />
9. Il ritorno di Rebecca<br />
10. Ultimo valzer a Teheran<br />
11. Il treno che torna da Eger</p>
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		<title>Pasquale Delle Foglie – Tempo Imperfetto</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 12:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[otium records]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale delle foglie]]></category>
		<category><![CDATA[tempo imperfetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cantautore pugliese Pasquale Giura aka Delle Foglie mette insieme nel suo disco Tempo Imperfetto attimi, minuti, esistenze e intimità pop che portano l’ascolto tra un chiaroscuro poetico che fa zig zag fuori delle limitazioni e dentro quella voglia di espandere amore qua e la, la sua è una poetica comprensibile e semplice, un modo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=19980">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19980' addthis:title='Pasquale Delle Foglie – Tempo Imperfetto '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-19981" alt="PASQUALE DELLE FOGLIE_n" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/07/PASQUALE-DELLE-FOGLIE_n-285x300.png" width="285" height="300" />Il cantautore pugliese Pasquale Giura aka <strong>Delle Foglie</strong> mette insieme nel suo disco <strong><em>Tempo Imperfetto</em></strong> attimi, minuti, esistenze e intimità pop che portano l’ascolto tra un chiaroscuro poetico che fa zig zag fuori delle limitazioni e dentro quella voglia di espandere amore qua e la, la sua è una poetica comprensibile e semplice, un modo di sognare che non fa slogan ma solamente un modo ordinato di trasmettere buone cose che rimangono on air abbastanza a lungo.<br />
Dieci brani appunto di pop intimo che l’artista sciorina come grani di una collana, un disco onesto e che non rivaleggia con sintomi modaioli, ma un disco di come si facevano una volta, senza fretta tecnica e complessità d’arrangiamento, una cantautoralità mid-Settantiana tricolore che sprizza arte da tutti gli angoli, in sicurezza e tanta energia d’anima che in Oltrepeggio ha tutta la sua apicalità specifica movimentata; la Puglia come nuova fucina di talenti, e Delle Foglie ne rappresenta – da tempo – una delle punte di diamante, la sua scrittura è riconosciuta e lucidata da infinite esperienze e questo lo si sente in ogni angolo di questa tracklist dove anche alberga un afflato De Gregoriano/Fortis/Dalla sempre presente come un angelo custode discretissimo, quasi timido.<br />
La sensualità ondulata di <em>La finestra di Sara</em>, la metafisica galleggiante di <em>Canzone cosmica</em> e lo scatto melodico notturno di un pianoforte in <em>Olio su tela</em> sono le campionature buone per introdurre l’orecchio in questo lavoro che – nonostante sia di, ripetiamo, semplice cantautorato – riesce a bucare l’interesse e riempire una mezz’oretta di vita di piccole grazie.</p>
<p>Anno: 2014<br />
Label: Otium Record<br />
Genere: Cantautorato</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Cattivo tempo<br />
2. La finestra di Sara<br />
3. Canzone cosmica<br />
4. Femme fatale<br />
5. Oltrepeggio<br />
6. Numeri immaginari<br />
7. Appeso al cielo<br />
8. Il mio mestiere<br />
9. Olio su tela<br />
10. Click</p>
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		<title>Mapuche – Compreso Il Cane</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2014 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[compreso il cane]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[mapuche]]></category>
		<category><![CDATA[viceversa records]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci si avvicina al nuovo Ep Compreso Il Cane del cantautore siciliano Enrico Lanza, il Mapuche nazionale, appare chiaro e lampante che la folle poetica urbana che ce lo ha fatto conoscere è rimasta intatta e inattaccabile, come pure le coordinate per planare nelle sequenze delle sue storie isosceli, cinque tracce malinconiche, ironiche, a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=19466">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19466' addthis:title='Mapuche – Compreso Il Cane '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-19468" alt="MAPUCHEn" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/05/MAPUCHEn-300x290.jpg" width="300" height="290" />Se ci si avvicina al nuovo Ep <strong><em>Compreso Il Cane</em></strong> del cantautore siciliano Enrico Lanza, il <strong>Mapuche</strong> nazionale, appare chiaro e lampante che la folle poetica urbana che ce lo ha fatto conoscere è rimasta intatta e inattaccabile, come pure le coordinate per planare nelle sequenze delle sue storie isosceli, cinque tracce malinconiche, ironiche, a yo yo tra intimismi, sfighe e tralici di pensieri che fanno dell’artista un quasi Pierrot underground che sogna mondi migliori facendone a pezzi le false posture umane ed esistenziali.<br />
Chitarre scordate, kazoo, ritmiche essenziali e poche altre cose per metter su un piccolo indie drama che attraversa, sovrappone e rilascia un ascolto piacevolmente delirante, un mondo squadrato quello di Mapuche ieratico, innocente e naif contemporaneo che vive all’ombra del mito di <strong>Rino Gaetano</strong>, ma con una autonomia propria, sincera; uno sfogo verace e racconti alla Marcovaldo che si mischiano e si presentano con quella caratterizzazione svogliata, caracollante, da dopo sbronza, la sarabanda  che ondeggia nelle trame di <em>Henry Silva</em>, il fulminante &#8220;<em>mi hai proprio cagato il cazzo&#8221;</em> nel giro armonico di <em>Il Dazio</em> o l’atmosfera amara arpeggiata che tratteggia la bella <em>La cognizione del dolore</em>, una list che arriva al punto giusto quando si cerca quella certa  tenerezza senza peli sulla lingua da adottare anche soltanto per una manciata di minuti.<br />
Mapuche nella sua povertà espressiva arricchisce l’animo di chi ascolta, la sua è una pura verità, storta quanto vogliamo, ma verità poetica che se ne frega altamente degli ampi scaffali degli store delle vanità modaiole, e per questo grande strano personaggio da proteggere!</p>
<p>Label: Viceversa Records<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato Indie</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Henry Silva<br />
2. Ballo solo al supermercato<br />
3. Il dazio<br />
4. L’animale notturno<br />
5. La cognizione del dolore</p>
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		<title>Ubba +2 +M + Bond – Girasoli Olandesi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 17:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[i girasoli olandesi]]></category>
		<category><![CDATA[ubba]]></category>

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		<description><![CDATA[I Girasoli Olandesi del cantastorie bolognese Ubba sono come sempre dei colori della semplicità, quel giallo solare e familiare nel contempo che raccoglie tutta una poetica home made e tutto quel tenero fantasticare urbano che lo porta ad essere uno di quei artisti non artisti degni di ascolti doppi e di consensi plurimi, se non &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=19035">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19035' addthis:title='Ubba +2 +M + Bond – Girasoli Olandesi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-19036" alt="UBBA" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/04/UBBA.jpg" width="225" height="225" />I Girasoli Olandesi</strong></em> del cantastorie bolognese <strong>Ubba</strong> sono come sempre dei colori della semplicità, quel giallo solare e familiare nel contempo che raccoglie tutta una poetica home made e tutto quel tenero fantasticare urbano che lo porta ad essere uno di quei artisti non artisti degni di ascolti doppi e di consensi plurimi, se non altro per la schiettezza delle sue parole sempre in equilibrio tra realtà e onirico.<br />
Nuovo disco e nuovo richiamo ad un protagonismo lo-fi che in sette brani mette a suo agio chi vuole sentirsi raccontare di storie e accadimenti ironici, seri, faceti e, perché no, di quella sana predisposizione a scaldare momenti di pace interiore a discapito dell’usura quotidiana, e in questo Ubba è una potenza naif che – nell’insieme dei suoi collage – centra subito e ammorbidisce ogni istante spigoloso; un disco che si muove agile e fresco, si agita tra sensazioni chimiche e si spalma su emozioni trasognanti, genuine, limpide come acqua corrente. Piccole favole intime in <em>Girasoli</em>, il caracollare acustico di una malinconia argentata di <em>Forse domani</em> o  la ballata per un amore storto in <em>Smetti di contare</em> posso rappresentare l’estro tranquillo di questo raccounteur della porta accanto, e dare la giusta misura che per cercare il bello nella musica fuori circuito non occorre fare chilometri, basta guardarsi e ascoltare intorno a noi stessi.<br />
Ubba – al secolo Guglielmo Ubaldi – torna a dire cose nuove e belle senza mai invadere,  la sua sfera artistica è una bolla di sapone dai mille riflessi che rimbalza, si acquieta, rimbalza ancora come un soffio trasparente. Se cercate esperimenti, guardate altrove, se volete galleggiare per alcuni minuti siete i benvenuti.</p>
<p>Autoproduzione<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Questo è il piano!<br />
2. Mondo di carta<br />
3. Girasoli olandesi<br />
4. Forse domani<br />
5. Nella sera<br />
6. L’ippocampo e il coccodrillo</p>
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		<title>Lucio Corsi – Vetulonia Dakar</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 15:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[lucio corsi]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=19032' addthis:title='Lucio Corsi – Vetulonia Dakar '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-19033" alt="LUCIO CORSI" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/04/LUCIO-CORSI-300x263.jpg" width="300" height="263" />Come spesso accade negli esordi, tutto fila liscio a rigor di velocità espressiva se l’artista – o il creatore di un qualcosa – mette tutto quello che gli passa per la testa ma in maniera onesta, senza artifici o impalcature modaiole; non sfugge a questa teoria il giovane<strong> Lucio Corsi</strong>, toscano e d’acquisizione milanese,  un cantautore apparentemente strampalato, ma decisamente fresco e reale, e che mette in promozione – nel suo esordio  <em><strong>Vetulonia Dakar</strong> </em>– quella intraprendenza “scollegata” che lo porta a ricordare più che a sperimentare. Non un disco di memorie intendiamoci, ma di storie cosmogoniche e Marcovaldesche in cui girano animali, stranezze, uomini strani e – principalmente – una genuinità che lo rende sicuramente simpaticamente “folle”.<br />
Poetica spartana e musica di cose semplici, una chitarra acustica d’impostazione primi Settanta, parole e concetti agrodolci decisamente esistenziali senza lasciarsi andare al broncio, piuttosto con una fantastica verità in tasca, poi qua e la qualche percussione e tutto l’aroma di una scrittura istantanea, diretta come un colpo di sole. Cinque brani per un Ep che si fa notare e che lasciano un sorriso interessato al loro passaggio, cinque brani in cui traspaiono i tic di una giovinezza vissuta e da vivere, amori, rapporti, vizi e ghiribizzi che danno un davvero bel sentire. Da far girare la ballata <em>Le api</em> per farsi un’idea a stampo di quello che si va ad ascoltare, per farsi una idea lampante e dare un calcio in culo a tanta roba inutile con pretese di artisticità che ci passa davanti incessantemente.<br />
Dieci &amp; Lode!</p>
<p>Autoproduzione<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato indie</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Canzone per me<br />
2. Cocomero<br />
3. Le api<br />
4. Soren<br />
5. Dinosauri</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Luca Bassanese – L’amore (è) sostenibile</title>
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		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=18774#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 16:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[buonaonda]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[l'amore (è) sostenibile]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=18774' addthis:title='Luca Bassanese – L’amore (è) sostenibile '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-18775" alt="Luca_Bassanese_Lamore_è_sostenibile" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/04/Luca_Bassanese_Lamore_è_sostenibile-300x300.jpg" width="300" height="300" />L’Italietta delle toppe al culo, i quadretti urbani perennemente storti, i colori emaciati della sopportazione e tutto quello che fa rabbia, umorismo amaro e voglia di ribaltare il circus della consueta normalità anormale, tornano a sceneggiare l’aria in <strong><em>L’amore (è) sostenibile</em></strong>, il nuovo teatro musicale del cantautore<strong> Luca Bassanese</strong>, dieci pieces inedite – per dargli la vera connotazione – e una rivisitazione personalissima di <em>Ho visto un re</em> di <strong>Fò/Jannacci</strong> interpretata insieme al comico Antonio Cornacchione che, tra folk, saltarelli popolari, cuori gonfi, storie di piazza e idee di giustizia, danno certezza ed esempio che il gran cantautorato impegnato gode di buonissima salute, anche perché gli spunti vitali ne nascono in ogni decimo di secondo e allora…come dire, “finchè c’è la grancassa seguitiamo a battere forte”.<br />
Disco sognante e combattente, dolcezza e agro vanno a braccetto lungo una colonna sonora che impressiona l’ascolto, coscienza e vecchi elisir di lunga vita ti vengono incontro con mazurke e walzerini, quasi un vecchio torpedone carico di storie che gira per lande, terre e paesi allampanati per far conoscere “sceneggiate di vita” e personaggi colti qua e là ma con un qualcosa di vero da dire in tasca; l’artista Bassanese è in gran forma e la sua libertà artistica non conosce silenzio, una specie di altà fedeltà che ciclicamente torna a raccontare pezzi, schegge, dettagli di esistenze, di umanità, e al passaggio dello zompetto di <em>La classe operaia (non va più un paradiso)</em>, la nota pizzicata sudista <em>La ballata dell’emigrante</em>, una malinconica fisarmonica che culla la titletrack e l’andatura muscolosa e guascona che caratterizza <em>Una sera ho incontrato un razzista</em>, si tira un sospiro di condivisione totale, una affezione completa verso questo “guitto cantastorie” che incalza – con grande mestiere – il ritmo rallentato di un falso quieto vivere.<br />
Consigliatissimo!</p>
<p>Label: Buenaonda<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Noi e loro<br />
2. La classe operaia (non va più in paradiso)<br />
3. Cervelli in fuga (apertura corale)<br />
4. La ballata dell’emigrante<br />
5. L’uomo medio<br />
6. I sognatori<br />
7. Ho visto un re ( con Antonio Cornacchione)<br />
8. L’amore (è) sostenibile<br />
9. La supremazia del bipede<br />
10. Una sera ho incontrato un razzista<br />
11. Allora puoi capire</p>
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		<title>Il Re Tarantola – Il Nostro Tabacco Sa D’Amore</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 09:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[il nostro tabacco sa d'amore]]></category>
		<category><![CDATA[il re tarantola]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[volumeup]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=18617' addthis:title='Il Re Tarantola – Il Nostro Tabacco Sa D’Amore '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-18618" alt="resize_600x800.tarantola" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/03/resize_600x800.tarantola-300x300.jpg" width="300" height="300" />27, dicasi ventisette minuti circa di cantautorato capovolto per mano di Manuel Bonzi alias <strong>Il Re Tarantola</strong>, qui col nuovo disco<em><strong> Il Nostro Tabacco Sa D’Amore</strong></em> licenziato per VolumeUp, una sequenza di brani isosceli che riempiono un ascolto frastagliato e da buon umore, un cantautorato trasversale che entra di soppiatto negli orecchi e – con la complicità della sua essenzialità naif –colonizza poi di tutto il sistema mentale, fino a ridurlo a migliore amico.<br />
Secondo lavoro per questo joker urbano che nella dimensione di dieci tracce ce lo fa conoscere più da vicino, quasi un<strong> Beck/Bugo</strong> nostrano che giostra, comunica e traspare parole e musica con attitudine lo-fi, tenerezze e tic nervosi che si danno il cambio lungo la tracklist per non far mai mancare la tensione narrativa dei suoi sogni/deliri che puntualmente arrivano tra storielle e soffi anarcoidi di piacere; il nostro giocoliere di sensazioni è quanto più distante dell’attualità modaiola si possa trovare, ci offre un disco semplice e vero, complicato e burlone, un mix accattivante di poetry-off e perché no, di grandezza alternativa che mette una specie di “umanistica da pianerottolo” al servizio della quotidianità, quella cronaca die che viene dal mondo/un mondo di sfighe e grandi rinascite.<br />
Schitarrate, pop, punk, melodie storte e voli sui tetti di condomini fanno peso specifico in questo disco piacevolissimo e a suo modo innovativo – o perlomeno – fuori solito binario, tracce che evocano e fanno immaginare, pensare e stupire, un Marcovaldo rock che racconta e viaggia di testa al ritmo di un rock’n’roll tricologico in <em>Capelli unti</em>, con lo shake anni 60 di <em>Il mio migliore amico di facebook</em>, sopra un walzerino amarognolo in <em>This card doesn’t work</em> o cullato dalla ballata spaesata di <em>Il messaggio di Santana</em>, in poche parole un disco che manipola un tuo ritaglio di tempo per cucirti addosso molto, ma molto insensato buonsenso.<br />
(Ri)Promosso!</p>
<p>Label: VolumeUp<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato indie</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Capelli unti<br />
2. Se stai male e t’addormenti non seguire la luce<br />
3. Il mio migliore amico di face book<br />
4. I nipoti dei fiori<br />
5. Il tour finirà quando mi ritireranno la patente<br />
6. This card doesn’t work<br />
7. Mangiano i gatti<br />
8. Non guariremo più<br />
9. Il nostro tabacco sa d’amore<br />
10. Il messaggio di Santana</p>
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		<title>Elton Novara – Più Spregiudicato</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 11:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max Sannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cantautorato]]></category>
		<category><![CDATA[elton novara]]></category>
		<category><![CDATA[più spregiudicato]]></category>
		<category><![CDATA[pop]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ tornata la pigrizia nell’indie-pop made in Italy? Tutt’altro, certo in molti cercano di fare cassa, delegano, omologano a produttori buoni per tutti, ma c’è ancora qualcuno a cui il “chi fa da sé fa per tre” vale ancora qualcosa, e i risultati si sentono/vedono senza girarci troppo intorno; Elton Novara – cantautore lombardo – &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=18490">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=18490' addthis:title='Elton Novara – Più Spregiudicato '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-18491" alt="elton-novara-musica-streaming-piu-spregiudicato" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/03/elton-novara-musica-streaming-piu-spregiudicato-300x300.jpg" width="300" height="300" />E’ tornata la pigrizia nell’indie-pop made in Italy? Tutt’altro, certo in molti cercano di fare cassa, delegano, omologano a produttori buoni per tutti, ma c’è ancora qualcuno a cui il “chi fa da sé fa per tre” vale ancora qualcosa, e i risultati si sentono/vedono senza girarci troppo intorno; <strong>Elton Novara</strong> – cantautore lombardo – con <strong><em>Più spregiudicato Ep</em></strong> porta la freschezza problematica delle sfighe vinte e delle risintonizzazioni testa/cuore in sette tracce “esistenziali e anarcoidi”, un disco che senza scorciatoie modaiole vibra di lucidità urbana e armonie equilibriste, tracce che – aggrovigliate dalla sua Fender Stratocaster – schizzano storie, verve e toni agrodolci, tipiche di un cantastorie di periferia che guarda lontano con il prisma della grandi e buone cose.<br />
Definisce la sua musica ultrapop, e sinceramente il raggio d’azione della sua creatività la sa lunga circa il colpire l’ascolto con un mood totale che attinge a varie estetiche stilistiche, un ascolto mai fermo, contaminato e convincente nelle sue curve e nei suoi rubini incastonati qua e la lungo l’ossatura della tracklist tanto che alla fine dei giri il repeat taste è preso d’assalto come una convulsione indomabile; l’artista Novara ha intuizioni di gamma e imbattersi nelle trame funky shuffle di <em>Un pesce di nome Elton</em>, passeggiare nell’epica svisata di <em>La maturità emotiva di un 13n</em>, affogare nella ballatona disturbata beatamente da inneschi nel finale “ non lasciarmi proprio adesso che cominciano&#8221; (<em>Le brutte giornate</em>) o immolarsi nei fuzz paradisiaci Fenderiani che stempiano in N<em>31/L’estate dell’amore lunare</em>, rendono una giornata qualunque come un cassetto da scardinare per tirarne fuori tutto quello che non si ha mai avuto il coraggio di tirar fuori, e Elton Novara – credetemi – docet!<br />
Super!</p>
<p>Label: Autoproduzione<br />
Anno: 2014<br />
Genere: Cantautorato pop</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1. Quasi mi spiace suicidarmi proprio adesso che cominciano le belle giornate (Le belle giornate)<br />
2. Un pesce di nome Elton<br />
3. La maturità emotiva di un 13n<br />
4. Denaro (maledetto) Den Harrow<br />
5. L’estate dell’amore (altrui)<br />
6. Non lasciarmi proprio adesso che cominciano (Le brutte giornate)<br />
7. N31/L’estate dell’ amore (lunare)</p>
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