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	<title>musicZoom &#187; cam jazz &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Alessandro Lanzoni &#8211; Unplanned Ways</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 16:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i tanti premi, frutto di uno studio intenso del suo strumento, il pianista fiorentino Alessandro Lanzoni è arrivato a questa insione, la terza per la Cam Jazz, con un trio insieme agli americani Thomas Morgan al contrabbasso e Eric McPherson alla batteria. Si presentano con un programma ambizioso, fatto di standard famosi e quattro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=30625">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=30625' addthis:title='Alessandro Lanzoni &#8211; Unplanned Ways '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/unplannedways-cover2.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/unplannedways-cover2-300x300.jpg" alt="unplannedways-cover" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-30636" /></a>Dopo i tanti premi, frutto di uno studio intenso del suo strumento, il pianista fiorentino <a href="http://www.alessandrolanzoni.com/progetti/"><strong>Alessandro Lanzoni</strong></a> è arrivato a questa insione, la terza per la Cam Jazz, con un trio insieme agli americani<br />
<a href="http://thomasmorgan.net/"><strong>Thomas Morgan</strong></a> al contrabbasso e <a href="http://www.ericmcpherson.com/"><strong>Eric McPherson</strong></a> alla batteria. Si presentano con un programma ambizioso, fatto di standard famosi e quattro composizioni a firma dei tre, che nell&#8217;insieme fanno un disco di alto livello. Hanno inciso con nomi prestigiosi, specie Morgan, un contrabbassista molto richiesto sia in Europa che in USA, ed insieme si ritrovano perfettamente ad esplorare queste composizioni con idee comuni, frutto di una frequentazione assidua del jazz contemporaneo. Lanzoni ha ascoltato i musicisti americani e non ne fa un segreto, mentre altri colleghi coetanei preferiscono seguire una linea più europea in questo genere. Le vie non pianificate del disco portano ad alcune esecuzioni mozzafiato, il <i>Thelonious</i> di Monk, oppure <i>Blood Count</i> di Billy Strayhorn, ma anche a ballad come <i>The Peackocks</i> di Jimmy Rowles, dall&#8217;atmosfera misteriosa in cui il trio si ascolta dall&#8217;interno vicendevolmente con attenzione in un dialogo profondo, a cui le idee non mancano mai. Il finale <i>Coda</i> è firmato collettivamente a chiudere un disco notevole, che proietta Lanzoni definitivamente in una dimensione internazionale, sostenuto dalla coraggiosa casa discografica italiana. </p>
<p>Genere: modern jazz</p>
<p>Label: <a href="http://www.camjazz.com/home.html"><strong>Cam Jazz</strong></a><br />
Tuk Music<br />
Year 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Shiny Stockings<br />
02. Conception<br />
03. Relay<br />
04. The Peacocks<br />
05. Amaruq<br />
06. Upper Manhattan Medical Group<br />
07. Near Collapse<br />
08. Blood Count<br />
09. Thelonious<br />
10. Coda</p>
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		<title>Jacopo Ferrazza Trio &#8211; Theater</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2019 15:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Ferrazza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora per la Cam Jazz arriva la seconda incisione del contrabbassista Jacopo Ferrazza in trio insieme a Stefano Carbonelli alle chitarra acustica ed elettrica ed a Valerio Vantaggio alla batteria. Il trio ha lavorato dall&#8217;esordio in modo continuo e ciò ne ha rafforzato le qualità già viste all&#8217;inizio, un fitto interplay e le interessanti idee &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=30601">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=30601' addthis:title='Jacopo Ferrazza Trio &#8211; Theater '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/theater-cover.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/05/theater-cover-300x300.jpg" alt="theater-cover" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-30611" /></a>Ancora per la Cam Jazz arriva la seconda incisione del contrabbassista Jacopo Ferrazza in trio insieme a <a href="http://www.stefanocarbonelli.it/home.html"><strong>Stefano Carbonelli</strong></a> alle chitarra acustica ed elettrica ed a Valerio Vantaggio alla batteria. Il trio ha lavorato dall&#8217;esordio in modo continuo e ciò ne ha rafforzato le qualità già viste all&#8217;inizio, un fitto interplay e le interessanti idee nelle composizioni del leader, ben registrato da Stefano Amerio così che le sue qualità tecniche emergono dai suoni del trio. È un musicista che si inserisce nella linea dei grandi virtuosi americani, da Paul Chambers a Ray Brown, senza dimenticare gli europei come il grande contrabbassista danese Niels-Henning Ørsted Pedersen. La melodia è uno dei punti di forza del disco, fin dall&#8217;iniziale <i>Theather</i> che dà il titolo al disco, qui il contrabbasso guida la chitarra in un fitto intreccio fra i due, magistralmente reso in sede di missaggio, senza obbligatoriamente rendere omaggio ad un solo genere. Sono un gruppo eclettico, poliedrico, aperto a tutto quello che gira nell&#8217;atmosfera, pronti a recepire umori urbani, come il rock di <i>Observer</i>, insieme alla classica in <i>The Last Sunset</i> e <i>Sofia</i> e Pat Metheny su  <i>Rhapsody for a Cloud</i>. Su tutto regna il virtuosismo del leader, la perfetta messa in scena grazie al sapiente lavoro in sede di missaggio, l&#8217;assoluta sintonia ed empatia fra i musicisti, portatori in scena, come in teatro, di un progetto collettivo, su cui Ferrazza mette la firma con le sue composizioni, in cui tutti gli attori contribuiscono alla riuscita della recita per il pubblico.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <a href="http://www.camjazz.com/"><strong>Cam Jazz</strong></a><br />
Anno 2019</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Theater<br />
02. Rhapsody for a Cloud<br />
03. The Observer<br />
04. Awakening<br />
05. Riververse<br />
06. A Visionary Spring<br />
07. The Last Sunset<br />
08. Sofia</p>
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		<title>Enrico Zanisi &#8211; Blend Pages</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2018 08:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Zanisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il piano solo il pianista capitolino Enrico Zanisi ritorna con un&#8217;incisione molto speciale, realizzata in Francia e poi masterizzata presso i famosi Bauer Studios in Germania. In partenza sarebbe dovuta essere per piano solo e quartetto d&#8217;archi, i francesi del Quatuor IXI: Régis Huby e Théo Ceccaldi al violino, Guillaume Roy alla viola e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=29185">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=29185' addthis:title='Enrico Zanisi &#8211; Blend Pages '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/05/51UsQPMD++L.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/05/51UsQPMD++L-300x300.jpg" alt="51usqpmdl" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-29193" /></a>Dopo il piano solo il pianista capitolino <a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Enrico Zanisi</strong></a> ritorna con un&#8217;incisione molto speciale, realizzata in Francia e poi masterizzata presso i famosi Bauer Studios in Germania. In partenza sarebbe dovuta essere per piano solo e quartetto d&#8217;archi, i francesi del Quatuor IXI: Régis Huby e Théo Ceccaldi al violino, Guillaume Roy alla viola e Atsushi Sakaï al violoncello, poi lentamente, mentre si realizzava il progetto, ci si è resi conto che mancava qualcosa e sono arrivati il clarinettista <a href="http://www.gabrielemirabassi.com/"><strong>Gabriele Mirabassi</strong></a> e <a href="http://www.michelerabbia.com/index.php/en/"><strong>Michele Rabbia</strong></a> alle percussioni ed agli effetti elettronici. Giá nel titolo Zanisi mostra la volontà di mescolare in modo nuovo i suoni che ha conosciuto durante la sua formazione in un progetto che mette insieme la musica da camera classica e l&#8217;improvvisazione in modo tranquillo, un dialogo in cui tutto funziona come un romanzo con episodi, capitoli, trame costruite con un&#8217;architettura a largo respiro. <i>Uno</i> che apre l&#8217;album affronta il dialogo fra pianoforte e archi in modo sottile, con momenti di inquietudine e melodie accattivanti, in un intreccio che trova un percorso preciso, senza momenti confusi. Accattivante <i>Chevaliers</i>, tre minuti e mezzo per un brano che meritebbe di andare in radio. Il delicato suono del piano apre il lungo <i>Chiari</i>, un brano in cui arriva Mirabassi con il suo magico clarinetto a creare un suono molto suggestivo insieme agli archi, fra jazz e musica da camera ed a prendere un lungo assolo ricco di idee. Le percussioni di Rabbia sono presenti nel contrastato <i>Fighting for Change</i> che cambia il corso dell&#8217;album, fino allora &#8220;tranquillo&#8221;, portando gli archi nel campo di un jazz movimentato.<br />
I due ospiti italiani sono presenti insieme su <i>Danse des arbres</i>, a seguire un duo di Zanisi e Mirabassi su <i>Resonare</i> e poi una delle melodie più belle del disco su <i>Modulus</i>, un brano arricchito dagli effetti elettronici di Rabbia. Il lento ed intenso <i>Few Things Left</i> chiude il disco, ci sono momenti in piano solo che ricordano il disco precendente, e gli interventi di Mirabassi e degli archi, forse uno sguardo al futuro di un nuovo progetto del pianista e compositore. Un crossover riuscito, che attirerà anche gli appassionati della musica da camera.</p>
<p>Genere: crossover<br />
Label: <a href="http://www.camjazz.com/"><strong>Cam Jazz</strong></a></p>
<p>Anno 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Uno<br />
02. Chevaliers<br />
03. Chiari<br />
04. Fighting for Change<br />
05. Prelude<br />
06. Danse des arbres<br />
07. Resonare<br />
08. Modulus<br />
09. Few Things Left</p>
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		<title>Filippo Vignato Quartet &#8211; Harvesting Minds</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 06:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Vignato]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cam Jazz continua nell&#8217;opera di scoperta di scoperta e valorizzazione di giovani musicisti italiani. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è il trombonista Filippo Vignato in quartetto insieme a Giovanni Guidi al pianoforte, Mattia Magatelli al contrabbasso e Attila Gyárfás alla batteria. È un disco ricco di suggestioni in cui il leader realizza la sua &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28250">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28250' addthis:title='Filippo Vignato Quartet &#8211; Harvesting Minds '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/HarvestingMinds-cover-600x600.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28267" alt="harvestingminds-cover-600x600" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/HarvestingMinds-cover-600x600-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>La Cam Jazz continua nell&#8217;opera di scoperta di scoperta e valorizzazione di giovani musicisti italiani. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è il trombonista <a href="http://www.filippovignato.com/"><strong>Filippo Vignato</strong></a> in quartetto insieme a <a href="http://giovanniguidi.it/"><strong>Giovanni Guidi</strong></a> al pianoforte, <a href="https://mattiamagatelli.wordpress.com/biography/"><strong>Mattia Magatelli</strong></a> al contrabbasso e Attila Gyárfás alla batteria. È un disco ricco di suggestioni in cui il leader realizza la sua filosofia musicale: in un&#8217;era saturata di immagini il suo intento è di fare qualcosa che non sia l&#8217;esplicito, ma cerchi di mostrare quello che c&#8217;è intorno alle cose per valorizzare quella componente di non detto, che dà forma alla poesia nascosta nelle cose. C&#8217;è anche una sua foto sfocata in copertina, che rappresenta dal punto di vista visivo le sue idee. La musica del quartetto si aggira dal lato più europeo del jazz contemporaneo, l&#8217;inizio del disco con <i>Harvesting Minds</i> è lasciato al pianoforte solo di Guidi, che tira fuori un suono ed un aamelodia seducenti prima che arrivi il gruppo al completo ed il suono pastoso del leader, vero catalizzatore della seduta di registrazione. Segue <i>Days Are Too Short</i>, un brano introdotto da contrabbasso e batteria che lascia prevedere un andamento più funkeggiante, ma poi il brano segue un andamento meno prevedibile, grazie anche all&#8217;assolo del leader ed una batteria che segue un percorso personale, che non segue maestri del genere come Mile Clarck o un più consueto swing. L&#8217;assolo di Guidi è anche un altro gioiellino, che dimostra le idee originali del quartetto. <i>Unspoken Memories</i> si muove su terreni molto liberi, in trio, un free che lascia intravedere il fascino della lentezza, del non detto, di ricordi sfocati, immaginati e che porta verso la musica verso altri lidi senza interrompere la compattezza del della musica e del disco nella sua interezza. Si ritorna al quartetto al completo per <i>Just Before Leaving</i> con un bel tema ed u bell&#8217;assolo del leader. <i>Dark Glare</i> è eseguito in solo dal leader, <i>Reflections</i> in duo insieme al contrabbasso. Sono una sorta di divisione all&#8217;interno del disco, che poi chiude con altri tre brani in quartetto. È un&#8217;opera matura da parte del leader, nonostante la giovane età, cui giova molto anche la perfetta tecnica di registrazione effettuata presso gli studi Arte Suono in Italia.</p>
<p>Label: <a href="http://www.camjazz.com/"><strong>Cam Jazz</strong></a><br />
Anno: 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Harvesting Minds<br />
02. Days Are Too Short<br />
03. Unspoken Memories<br />
04. Just Before Leaving<br />
05. Home<br />
06. Trains<br />
07. Dark Glare<br />
08. Reflections<br />
09. Neverland Last Days<br />
10. Couples<br />
11. Trust</p>
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		<title>Jacopo Ferrazza Trio &#8211; Rebirth</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 08:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Ferazza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cam Jazz ha una sua collana in cui pubblica lavori di musicisti giovani, come questo esordio del contrabbassista Jacopo Ferrazza, in trio insieme al chitarrista elettrico Stefano Carbonelli ed a Valerio Vantaggio alla batteria. Il jazz italiano cresce, come si può notare nei cataloghi delle varie case discografiche sparse per la Penisola, e questo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=27318">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=27318' addthis:title='Jacopo Ferrazza Trio &#8211; Rebirth '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/02/rebirth-cover.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/02/rebirth-cover-300x300.jpg" alt="rebirth-cover" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-27324" /></a>La Cam Jazz ha una sua collana in cui pubblica lavori di musicisti giovani, come questo esordio del contrabbassista Jacopo Ferrazza, in trio insieme al chitarrista elettrico <a href="http://www.stefanocarbonelli.it/home.html"><strong>Stefano Carbonelli</strong></a> ed a Valerio Vantaggio alla batteria. Il jazz italiano cresce, come si può notare nei cataloghi delle varie case discografiche sparse per la Penisola, e questo trio non fa eccezione per quanto riguarda preparazione tecnica e capacità di improvvisare su brani scritti da Ferrazza. Ma c&#8217;è anche una bella dose di fantasia e passione nei nove brani insieme all&#8217;urgenza di esprimersi. Come spesso accade nel jazz italiano c&#8217;è un bel senso per la melodia, subito evidente sul brano che apre il disco, <i>Indigo Generation</i>. La capacità di fraseggiare al contrabbasso con disinvoltura permette un intreccio ispirato con la chitarra elettrica, ne risulta una musica solare, evocativa, accattivante mentre si sviluppa un percorso in cui la batteria con i suoi ritmi spezzati dà una certa varietà al tutto. Si nota subito che i tre hanno tanto da dire e da dirsi, in perfetta sintonia con le composizioni e la leadership del bassista. Con la sua velocità esecutiva e la capacità di trattare il contrabbasso quasi fosse una chitarra, il perfetto equilibrio dei suoni realizzato in sede di missaggio da Stefano Amerio, il contrabbassista ci consegna un disco che ha tutte le qualità per farsi ascoltare ripetutamente. <i>Notturno</i> è un altro brano interessante, ricco di tensione interna, in cui gli assoli dei musicisti svelano anche un certo virtuosismo tecnico nel modo in cui approcciano il tempo dell&#8217;esecuzione. <i>Pirandello Madness</i> è di Stefano Carbonelli, unica composizione non a firma del leader, anche qui i due strumenti a corde intraprendono un dialogo paritario intrecciando le loro linee di note. <i>Lovers in Gravity</i< ha uno sviluppo insolito, dalla fuga iniziale ai momenti più rock che insorgono successivamente ben sostenuti dalla batteria. Il brano più lungo del disco è anche quello che lo chiude, dieci minuti per <i>Rebirth</i>, piuttosto complesso come sviluppo con atmosfere europee, un bell&#8217;epilogo di un trio che mostra già all&#8217;esordio una musica eseguita con una certa empatia e convinzione, al di là del gesto tecnico in sé.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <a href="http://www.camjazz.com/"><strong>Cam Jazz</strong></a><br />
Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Indigo Generation<br />
02. Blind Painter<br />
03. Living in the Bridge<br />
04. After Wien<br />
05. Notturno<br />
06. Pirandello Madness<br />
07. Lovers in the Gravity<br />
08. Il teatro dei rami<br />
09. Rebirth</p>
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		<title>Enrico Zanisi &#8211; Piano Tales</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 22:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Zanisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le avventure in trio ed il duo con il sassofonista Mattia Cigalini Enrico Zanisi ci propone un bel piano solo registrato magnificamente a Cavalicchio presso gli studi di Stefano Amerio. Fin dall&#8217;Ouverture di partenza si avverte che quello che gli sta a cuore è la comunicazione, le storie che ha da raccontare, senza stare &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=25638">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=25638' addthis:title='Enrico Zanisi &#8211; Piano Tales '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/04/pianotales-cover.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/04/pianotales-cover-300x300.jpg" alt="pianotales-cover" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-25646" /></a>Dopo le avventure in trio ed il duo con il sassofonista Mattia Cigalini <a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Enrico Zanisi</strong></a> ci propone un bel piano solo registrato magnificamente a Cavalicchio presso gli studi di Stefano Amerio. Fin dall&#8217;<i>Ouverture</i> di partenza si avverte che quello che gli sta a cuore è la comunicazione, le storie che ha da raccontare, senza stare a chiudersi su un linguaggio in particolare od a cercare la via della velocità sulla tastiera. È così che il disco parte con un brano che ha preso a prestito dalla musica classica, riveduta e corretta secondo il suo modo di vedere. Sono ricordi dei suoi studi che affiorano e che proposti in questo modo, fra improvvisazioni e qualche ritmo di jazz ci descrivono una storia  che ha dell&#8217;autobiografico. <i>Uma Historia</i> è invece un brano dal ritmo più sostenuto, qui la base di partenza è il jazz fatto in Europa, quel linguaggio che non si rifà necessariamente ai pianesti del bop o a Herbie Hanckock. Spunta una melodia avvincente, un raccontare, un modo di coinvolgenere l&#8217;ascoltatore che ha il suo equivalente letterario nel modo di scrivere di un Bruce Chatwin. Ed ancora <i>Mirage</i>, meditabondo, una figura che lentamente prende forma, un miraggio che non si sa cosa contenga e che ci appare sfumato, dalla bellezza diafana, ricca di un contenuto fra sogno e realtà. Si ritorna a ritmi più sostenuti per <i>Cut It Out</i> o per <i>Stairs</i>, scale di note che si muovono con leggerezza, quasi volando per lo spazio a disposizione. <i>No Truth</i> è un&#8217;altra dimostrazione del jazz inteso in senso globale, qui siamo dalle parti di Pat metheny e del suo sogno americano fatto di torte di mele e praterie infinite, un tema che ispirerebbe di certo il famoso chitarrista americano. <i>Morse</i> è un brano breve che nella sua irrequietezza ricorda il rumore dei messaggi inviati in codice morse.  Più poetico il brano che segue, <i>Spring Can Really Hang You Up the Most</i>, dopo si ritorna alle melodie classiche di <i>O Du mein Holder Abendstern</i>, un tema preso a prestito da Richard Wagner, per chiudere il disco. I racconti di Zanisi sono attraenti, in un linguaggio che prende da tante fonti, com&#8217;è di moda oggi, per esprimere la propria personalità.</p>
<p>Genere: piano jazz trio<br />
Label: <a href="http://www.camjazz.com/"><strong>Cam Jazz</strong></a></p>
<p>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Ouverture<br />
02. Uma Historia<br />
03. Mirage<br />
04. Cut It Out<br />
05. Ma<br />
06. Palabras<br />
07. Stairs<br />
08. No Truth<br />
09. Morse<br />
10. Spring Can Really Hang You Up the Most<br />
11. O Du mein Holder Abendstern</p>
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		<title>Francesco Bearzatti Tinissima 4et &#8211; This Machine Kills Fascists</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 21:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bearzatti]]></category>
		<category><![CDATA[modern jazz]]></category>
		<category><![CDATA[this machine kills fascists]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24548' addthis:title='Francesco Bearzatti Tinissima 4et &#8211; This Machine Kills Fascists '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24624" alt="TMKF-300x300" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/TMKF-300x300-300x300.jpg" width="300" height="300" />Il quartetto guidato da <a href="http://www.francescobearzatti.com/"><strong>Francesco Bearzatti</strong></a>, sax tenore e clarinetto, è ormai una fra le più interessanti realtà del jazz italiano, alle prese com&#8217;è a proporre non soltanto la musica in sé, ma anche riletture di personaggi (musicali e no) del passato: Tina Modotti, Malcom X, Monk ed ora Woody Guthrie, famoso cantautore americano, sempre in giro per l&#8217;America degli anni &#8217;30 e &#8217;40 a cantare per i diritti dei lavoratori e dei diseredati. Le composizioni sul disco sono del leader, tranne la famosa <i>This Land is Your Land</i> di Guthrie, diventata in USA una specie di inno nazionale non uffciale e già cantata fra gli altri da Bruce Springsteen e Bob Dylan. Il quartetto è completato da <a href="http://www.danilogallo.com/"><strong>Danilo Gallo</strong></a> al basso elettrico ed al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, alla tromba c&#8217;è Giovanni Falzone, un perfetto complemento alla voce di Bearzatti. La musica è piuttosto varia, dagli accenni country di <i>Long Train Running</i>, al rag rivisitato a modo proprio di <i>Hobo Rag</i> fino alle forme più urbane del jazz di <i>N.Y.</i> in cui i quattro dimostrano la loro frequentazione con le tendenze recenti del jazz, così come in <i>Which Hunt</i>. <i>Okemah</i> è presente in tre versioni, ognuna in una forma diversa e tuttavia non perde niente della propria forza. Molto toccante è <i>When U Left</i>, con degli assoli molto ispirati da parte di tutti. <i>One for Sacco and Vanzetti</i>, in cui ci sono i vocalizzi di <a href="http://www.petramagoni.com/l"><strong>Petra Magoni</strong></a>, è uno dei momenti migliori dell´album, bello il tema e bella l&#8217;esecuzione. A chiusura c&#8217;è il già citato <i>This Land Is Yout Land</i> con Bearzatti al clarinetto e Falzone alla tromba con la sordina (ne fa un ampio uso durante tutto l&#8217;album). Il disco, ottimamente registrato dal punto di vista tecnico da Stefano Amerio, conferma lo stato di grazia del quartetto, ormai una presenza costante sia in Italia che sui palcoscenici europei.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.camjazz.com/home.html">Cam Jazz<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Okemah (Intro)<br />
02. Dust Bowl<br />
03. Okemah<br />
04. Long Train Running<br />
05. Hobo Rag<br />
06. N.Y.<br />
07. Witch Hunt<br />
08. When U Left<br />
09. Okemah (Reprise)<br />
10. One for Sacco and Vanzetti<br />
11. This Land is Your Land</p>
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		<title>Federico Casagrande &#8211; At the End of the Day</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 23:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
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		<description><![CDATA[Federico Casagrande è un pensatore obliquo, al di là di qualunque preconcetto o immobilità di stile in campo musicale. Eppure riesce lo stesso a dare un impulso a forme che appaiono di difficile classificazione ma che ci comunicano storie affascinanti, e forse lo sono proprio per tale motivo. Questa volta è alla chitarra acustica, a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=22472">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=22472' addthis:title='Federico Casagrande &#8211; At the End of the Day '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.federicocasagrande.com/federicocasagrande.com/1.html "><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-22580" alt="image_18259" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/03/image_18259-300x300.png" width="300" height="300" />Federico Casagrande</strong></a> è un pensatore obliquo, al di là di qualunque preconcetto o immobilità di stile in campo musicale. Eppure riesce lo stesso a dare un impulso a forme che appaiono di difficile classificazione ma che ci comunicano storie affascinanti, e forse lo sono proprio per tale motivo. Questa volta è alla chitarra acustica, a dargli manforte due musicisti francesi, il violoncellista <a href="http://violoncelle.free.fr/ "><strong>Vincent Courtois</strong></a> e <a href="http://www.vincent-peirani.com/ "><strong>Vincent Peirani</strong></a> alla fisarmonica e live electronics, <a href="https://myspace.com/michelerabbia "><strong>Michele Rabbia</strong></a> alle percussioni completa l´insieme. Il disco procede per geometrie variabili, a volte la chitarra acustica del leader sprigiona da sola atmosfere sfuggenti, liquide, un mondo ricco di evocazioni, anche quando come sul secondo brano in scaletta, <i>Let´s Go See Around the Corner,</i> entra in scena il fisarmonicista ed il violoncello di Courtois si presenta con un bell´intervento in pizzicato che ben si coordina con le corde della chitarra di Casagrande. È una celebrazione di momenti al di là di qualunque routine esecutiva, che tuttavia acquistano un senso logico grazie alla personalità dei protagonisti ed alla mano precisa del leader, abile nel dare una precisa direzione allo svolgimento dei momenti improvvisativi. <i>Melancholia</i> è eseguita in parte da solo, poi arrivano i live electronics con un rumore continuo a schiacciare le atmosfere evocate dalla chitarra, forse a rappresentare un percorso: dalla malinconia all´incapacità di reagire. Molto bella è <i>It´s All So Rarefied Out There</i>, atmosfere rarefatte in cui la chitarra acustica gioca un ruolo importante, così come <i>So Clear You Speak</i> in cui entra il violoncello suonato con l´archetto. Sul brano finale <i>All That Left Behind</i> il quartetto è di nuovo al completo a raccontare vicende che si svolgono in atmosfere sospese, piuttosto singolari. È un disco che va ascoltato per intero, in cui la somma dei singoli momenti è più importante dei brani presi a sé. Una volta entrati in sintonia con il messaggio del chitarrista si apprezzerà una musica che ad ogni ascolto lascia un segno nella memoria.</p>
<p>Genere: inclassificabile<br />
Label: <strong><a href="http://www.camjazz.com/home.html ">Cam Jazz Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Once Upon a Time<br />
02. Let´s Go See Around the Corner<br />
03. Some More, Please<br />
04. Can You See It?<br />
05. Maybe Not This Time<br />
06. Melancholia<br />
07. It´s All So Rarefied Out There<br />
08. So Clear You Speak<br />
09. All That`s Left Behind</p>
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		<title>Enrico Zanisi Mattia Cigalini &#8211; Right Now</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 23:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Zanisi]]></category>
		<category><![CDATA[mattia cigalini]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cam Jazz presenta un duo inedito, quello del pianista Enrico Zanisi e del sassofonista, contralto e soprano, Mattia Cigalini. Non è soltanto una musica fatta di composizioni dei due e di un pianoforte che dialoga con un sassofonista su temi che vanno al di là degli standard più famosi. No, l´incontro dei due risulta in una &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=22476">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=22476' addthis:title='Enrico Zanisi Mattia Cigalini &#8211; Right Now '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-22602" alt="image_18361" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/03/image_18361-300x300.png" width="300" height="300" />La Cam Jazz presenta un duo inedito, quello del pianista <a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Enrico Zanisi</strong></a> e del sassofonista, contralto e soprano, <a href="http://www.mattiacigalini.com/ "><strong>Mattia Cigalini</strong></a>. Non è soltanto una musica fatta di composizioni dei due e di un pianoforte che dialoga con un sassofonista su temi che vanno al di là degli standard più famosi. No, l´incontro dei due risulta in una musica in cui la somma delle parti dà vita a qualcosa di inedito, difficilmente comparabile con altre formazioni simili. Da un brano all´altro i due hanno tanto da raccontarsi, in modo paritario, è un continuo rimando di citazioni, di idee che spuntano al volo in cui l´ispirazione è costantemente accesa. Ci sono dei brani più movimentati, come il finale di <i>Herr Mann</i>, in cui il sax contralto si lascia andare a momenti di ebbrezza, un´improvvisazione irruenta ed al tempo stesso controllata, che sfocia nel tema con precisione matematica, ma ci sono anche brani dall´andamento piì astratto, <i>Too Buth</i>, in cui il sax soprano ha un andamento libero di girovagare, di cercare un suo posto tra gli spazi offertigli dal pianoforte, fino a dei momenti di intenso lirismo. Molto interessante <i>When I Disappear</i>, con il sax molto moderno, qualche momento alla Dolphy, ma tanta poesia (così come in <i>Anthem</i>, stupenda ballad) quando si distende, come se fosse una qualità innata. L´incontro dei due giovani italiani è ben colto dal lavoro dei tecnici in studio ed in sede di missaggi. Tutti insieme firmano un disco dalla dimensione internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Genere: mainstream<br />
Label: <strong><a href="http://www.camjazz.com/home.html ">Cam Jazz Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>01. The Painter<br />
02. Lost Steps<br />
03. Herr Mann<br />
04. Too Buth<br />
05. When I Disappear<br />
06. Anthem<br />
07. Elisir<br />
08. Singe</p>
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		<title>Enrico Zanisi &#8211; Keywords</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 22:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cam jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Zanisi]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>
		<category><![CDATA[piano jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[Il trio del pianista Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria sforna un nuovo album dopo l´esordio per la CAM Jazz. Questa volta si è deciso di fare le cose in grande e si è andati ad incidere presso gli Bauer Studios di Ludwigsburg, dove la ECM è stata spesso di casa con i &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=17743">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=17743' addthis:title='Enrico Zanisi &#8211; Keywords '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-17810" title="600x600" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2014/02/600x600-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Il trio del pianista <strong><a href="http://www.enricozanisi.com/">Enrico</a> </strong><a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Zanisi</strong></a> insieme a <strong><a href="https://myspace.com/joerehmer">Joe Rehmer</a> </strong>al contrabbasso e <strong><a href="http://www.alessandropaternesi.com/">Alessandro</a> </strong><a href="http://www.alessandropaternesi.com/"><strong>Paternesi</strong></a> alla batteria sforna un nuovo album dopo l´esordio per la CAM Jazz. Questa volta si è deciso di fare le cose in grande e si è andati ad incidere presso gli <a href="http://www.bauerstudios.de/"><strong>Bauer Studios</strong></a> di Ludwigsburg, dove la ECM è stata spesso di casa con i suoi artisti. Il trio italiano ha ormai una sua via precisa, di sicuro non farà concorrenza a Keith Jarrett o Brad Mehldau, e neanche ai Bad Plus di Nathan Iverson, la loro strada segue un percorso tangenziale al jazz più swingante, che siano gli standards o le canzoni rese famose dagli artisti del genere pop. I ritmi, più rock che da swing, ad esempio <em>Power Fruits</em>, le melodie accattivanti come in <em>No Truth</em> sono ormai un preciso marchio di fabbrica del trio che ha fatto presa su pubblico e critica. Non è certo la rivoluzione del trio jazz, ma la musica di Zanisi, le sue composizioni, il modo in cui le porge con il suo tocco da pianista classico, dimostrano personalità . Le esecuzioni insieme alla ritmica hanno quel particolare tratto di mediterraneità, pur se tra gli ascolti di Zanisi ci saranno stati colleghi come John Taylor o Bobo Stensson, che le fa gradite e danno alla CAM una ragione in più per produrlo. A parte <em>Träumerei</em> del compositore romantico tedesco Franz Schubert i brani sono tutti di Zanisi, tutti molto riusciti, così che è difficile sceglierne qualcuno per evidenziare il suo lavoro su questo disco, che in ogni caso si ascolta tutto di un fiato, come un libro in cui non ha senso leggere solo una poesia o un capitolo.</p>
<p>Genere: piano jazz trio<br />
Label: Label: <strong><a href="http://www.camjazz.com/">Cam</a> </strong><strong><a href="http://www.camjazz.com/">Jazz<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Claro<br />
02. Au Revoir<br />
03. Beautiful Lies<br />
04. Equilibre<br />
05. No Truth<br />
06. Power Fruits<br />
07. Recitativo<br />
08. Magic Numbers<br />
09. Der Teilnehmer<br />
10. Träumerei</p>
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