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	<title>musicZoom &#187; Blue Cheer &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Oneida al Bronson</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 17:39:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11910' addthis:title='Oneida al Bronson '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div id="attachment_11912" style="width: 209px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-11912" title="Oneida, 2009." src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/oneida-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Oneida</p></div>
<p>Poche band come i newyorkesi <strong>Oneida</strong> possono rappresentare l’avanguardia rock degli ultimi 15 anni. Potente, sonica, visionaria, psichedelica, la band dello strepitoso batterista Kid Millions è uscita da qualche mese con il nuovo album, <strong><em>A List of the Burning Mountains</em></strong>, sull’etichetta Jagjaguwar, e non poteva non passare da Ravenna, dove qualcuno deve ancora riprendersi dalla loro formidabile performance sulla spiaggia dell’Hana-Bi di qualche anno fa. Gli Oneida sono una band fondamentale per l’evoluzione noise della scena newyorchese. Provenienti da Brooklyn, gli Oneida (il nome è quello di una tribù di nativi americani) derivano i loro input primariamente dal garage anni Sessanta e dai gruppi punk (in particolar modo gli <strong>MC5</strong>), per poi cacciarci dentro dosi massicce di stoner rock anni Settanta, heavy e intriso di blues (pensiamo ai <strong>Blue Cheer</strong>, ai <strong>Foghat</strong>), nonché tocchi di synth pop sghembo, jazz avant-garde e krautrock. Inizialmente composti dal chitarrista e cantante Papa Crazy (aka PCRZ), dal tastierista Bobby Matador (aka Fat Bobby), dal batterista Kid Millions e dal bassista e chitarrista Hanoi Jane (aka Baby Jane), la band si fa presto un nome nell’area di New York, in virtù delle sue infuocate performance dal vivo, spesso tenute in magazzini abbandonati. La band suonerà il 22 marzo al Bronson di Ravenna. Aprono la serata i <strong>Fuzz Orchestra.</strong></p>
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		<title>Collettivo Ginsberg &#8211; De La Crudel</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 14:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=11724' addthis:title='Collettivo Ginsberg &#8211; De La Crudel '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-11725" title="Collettivo Ginsberg_De la crudel" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2013/02/Collettivo-Ginsberg_De-la-crudel-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />a cura di <strong>Christian Panzano</strong></p>
<p>Per chi si appresta ad ascoltare <strong><em>De la crudel</em></strong> del <a href="http://www.collettivoginsberg.com" target="_blank"><strong>Collettivo Ginsberg</strong></a>, si necessita profilassi per l&#8217;uso. Come entrare da Euronics e comprare uno spremi agrumi della Black &amp; decker, che una volta faceva solo trapani elettrici e poi ci si ritrova a casa con le istruzioni in polinesiano per una smerigliatrice. Il Collettivo è straordinario. Ma non casco dal pero oggi e si che si sa, dai. Basta fare zapping da un blog all&#8217;altro, saltellando di qua e di là, che Fanti &amp; co. sono considerati una bomba musicale dal talento straordinario. Rimanere con i piedi ben piantati a terra è doveroso e conviene prima di scivolare in qualche buca fangosa. Ogni era ha avuto il gruppo d&#8217;eccezione. <strong>Blue Cheer, Area, Weather Report, Nucleus, Confusional Quartet, Nurse with Wound</strong>. Il Collettivo è in sé questo elenco di esperienze sonore che la storia del rock e dintorni ha prodotto. Peccato, ci si crogiola  solo con un EP. Tutti pigiavano, pogando a gran voce per un full length del gruppo, una prova soddisfacente per sentirsi sazi, sia per chi ascolta, sia per chi suona. Non sto qui a ripeterlo e quindi cari Ginsbergs sbrigatevi, se volete entrare nella storia da manuale e organizzate il vostro capolavoro. <em>Mar&#8217;s sailors</em> è industrial alla <strong>Death in June</strong>, con sventrate noise da rigetto come solo franky buonanima <strong>Zappa</strong> poteva suffragare. Per chi non è avvezzo al genere meglio soprassedere e rinunciare alla fetta di torta. Comunque un brano di ottima fattura. <em>Sera</em> è una ballad mordente, da pop esagitato. Giusto qui, provate a meditare, ascoltando il brano, su tutto l&#8217;estro di Cristian Fanti. Poetico, marziale, pantagruelico. <em>Curtel</em> è il suono delle cartucce Epson con crumble di folk organico, un industrial non più generico, bensì filtrato con acid rock, speedball blues e chitarre voodoo sciamaniche. Il cantato esterofilo ci sta da dio. L&#8217;ultima e dolorosa traccia, <em>II presente</em>, è <strong>Giovanna Marini</strong> versione post punk, no wave, post crumble, post tutto. È il pezzo più bello, si sente il sapore amarognolo dei <strong>CCCP</strong> o dei <strong>Disciplinatha</strong>. Associandomi al coro greco dei lagnanti, avrei anch&#8217;io gradito una continuazione più soddisfacente di questo De la crudel, che odora di epica spezzata, di una storia lanciata e lasciata a metà, proprio come Ginsberg in jukebox all&#8217;idrogeno. Quindi o cambiate ragione sociale o ci offrite un bell&#8217;album, magari un concept. Sarebbe  bellissimo. Vi aspetto sui libri di storia.</p>
<p>Label: Seamount productions<br />
Anno:2012</p>
<p>Tracklist:</p>
<p>1-Mar&#8217;s sailors<br />
2-Sera<br />
3-Curtel<br />
4-II presente</p>
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		<title>Electric Sheeps – Electric Sheeps</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Franzè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[black sabbath]]></category>
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		<category><![CDATA[Electric Sheeps]]></category>
		<category><![CDATA[Phonarchia Produzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se i Black Sabbath sono stati uno dei complessi più influenti di tutti i tempi, è inevitabile sostenere che gli Electric Sheeps, al loro primo EP,  siano evidentemente ispirati dalla loro opera. Concepito nella provincia pisana, Electric Sheeps è un unico, continuo muro di suono. I riff si sviluppano cautamente ma violenti attorno a melodie &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=4761">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=4761' addthis:title='Electric Sheeps – Electric Sheeps '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/01/folder2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4762" title="folder" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/01/folder2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Se i <strong>Black Sabbath</strong> sono stati uno dei complessi più influenti di tutti i tempi, è inevitabile sostenere che gli <a href="http://www.myspace.com/elettrici/" target="_blank"><strong>Electric Sheeps</strong></a>, al loro primo EP,  siano evidentemente ispirati dalla loro opera. Concepito nella provincia pisana, <em><strong>Electric Sheeps</strong></em> è un unico, continuo muro di suono. I riff si sviluppano cautamente ma violenti attorno a melodie depravate e spigolose e, nonostante, il baccano pachidermico, i ritornelli sono sempre desertici e sospesi sui massacri della batteria .<em> Blame!</em> è un po’ l’archetipo del loro stile, all’insegna di un hard-blues brutale à la <strong>Blue Cheer</strong> che passa attraverso il rock’n’roll dei <strong>Cream</strong> e perviene a un hard-rock in stile sabbathiano. La ritmica è sovente in primo piano, le detonazioni chitarristiche sono spinte a livelli devastanti e il canto sempre su tonalità grezze e minacciose come da buona tradizione hard-rock, senza dimenticare le vibrazioni epidermiche dell’armonica. Sicuramente godibilissimi dal vivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Label: Phonarchia Produzioni<br />
Anno: 2012</p>
<p>Track-list:<br />
01. La Ballata degli Armenti<br />
02. Blame!<br />
03. Strane Abilità<br />
04. Bear’s Dog</p>
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