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	<title>musicZoom &#187; Auand Records &raquo; musicZoom</title>
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		<title>Frank Martino Disorgan &#8211; Ego Boost</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 23:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=31735' addthis:title='Frank Martino Disorgan &#8211; Ego Boost '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/07/timthumb.php_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/07/timthumb.php_-300x300.jpg" alt="timthumb.php" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-31746" /></a>Il chitarrista <a href="http://www.frankmartino.net/"><strong>Frank Martino</strong></a> è arrivato al suo terzo album per la Auand, un lavoro coraggioso in sintonia con quelle che sono le correnti più contemporanee del jazz americano, fra jazz e rock e suoni urbani che provengono dagli strumenti elettrici. Il leader suona una chitarra ad otto corde che gli permette in alcuni brani di fare la parte del basso, a completare la band Claudio Vignali al Fender Rhodes e Korg MS20, Massimiliano Milesi al sax tenore e Nicolò Romanin alla batteria. Suonano brani dalla metrica complessa tutti a firma del leader, ad eccezione del finale <i>Trees of Silence and Fire</i> firmato da Milesi e Vignale e lo fanno con un suono compatto ed aggressivo, subito riconoscibili come collettivo. Su <i>Split the Brain</i>, un&#8217;esecuzione che comincia con un tema dall&#8217;aspetto misterioso, è il sassofono tenore di Milesi a prendere lentamente l&#8217;iniziativa ed a rivelarsi un sicuro protagonista con un lungo assolo dalla forte espressività. Più adrenalico è <i>Fring</i>, caratterizzato da metriche insolite ed un&#8217;intesa a memoria dei musicisti della band che fa sí che il brano non si sfilacci durante i momenti più complessi, protagonisti sono ancora il sassofono tenore e la chitarra del leader, presente con delle possenti lineee di basso su <i>Gravy Train</i>. Martino è anche un esperto produttore e lo si nota durante lo svolgimento dei brani, tutti molto curati nello svolgimento. Il brano finale <i>Trees of Silence and Fire</i> lo vede presente con un assolo molto intenso alla sua chitarra. Si tratta di un disco molto compatto, senza momenti a vuoto, costruito senza sbavature e di caratura internazionale. </p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2020</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. 5443<br />
02. Raving with the Cats<br />
03. Split the Brain<br />
04. Fring<br />
05. Bruno Wasp<br />
06. Gravy Train<br />
07. Trees of Silence and Fire</p>
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		<title>Michelangelo Scandroglio &#8211; In the Eyes of the Whale</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=31519</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2020 00:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=31519' addthis:title='Michelangelo Scandroglio &#8211; In the Eyes of the Whale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/02/710M0GRFjXL._SS500_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2020/02/710M0GRFjXL._SS500_-300x300.jpg" alt="710M0GRFjXL._SS500_" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-31526" /></a>L&#8217;esordio del quartetto del contrabbassista <a href="https://www.michelangeloscandroglio.com/"><strong>Michelangelo Scandroglio</strong></a> per la Auand Records con il suo quartetto è di quelli che si fa ascoltare attentamente, di sicuro abbiamo a che fare con un musicista di alto livello tecnico-strumentale, ma anche di un compositore con idee di tutto rilievo che è in completa sintonia con quelle che sono le strade del jazz contemporaneo. Ha studiato sia jazz, con Ares Tavolazzi e Ben Street, insieme alla musica classica, due mondi che non cerca per niente di mettere insieme, la musica di questa incisione rifugge dal crossover. Insieme a lui ci sono il trombettista americano Hermon Mehari, Alessandro Lanzoni al pianoforte e Bernardo Guerra alla batteria. Non mancano ospiti importanti, Michele Tino al sax alto su tre brani e gli americani Peter Wilson alla chitarra e Logan Richardson al sax alto entrambi su quattro brani. La musica è vibrante e ricca di emozioni, ben costruita dal leader, abile nel costruire architetture compositive che mettono in luce il carattere di solisti senza che le esecuzioni si sfilaccino inutilmente. Sono tutti brani che hanno la forza di affascinare l&#8217;ascoltatore perché tutto è al posto giusto, guidato con sicurezza. Fra i brani più interessanti <i>Disappearing Part II</i> con l&#8217;assolo di Michele Tino che inizia ricco di ombre e luci, pensoso, per poi rifulgere con sicurezza e padronanza dei propri mezzi espressivi. Oppure <i>I Kill Giants</i>, una maratona di quasi dieci minuti in cui la chitarra elettrica di Wilson si scatena in un assolo cui fanno da contrappunto i fiati, ovviamente non sono da dimenticare l&#8217;assolo di Richardson, ricco di adrenalina, e Mehari, molto attento alla scelta delle note, introverso e proprio per questo capace di attirare l&#8217;attenzione. Bel disco.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.auand.com/"><strong>Auand</strong></a><br />
Anno 2020 </p>
<p>Tracklist<br />
01. Noah (feat. Logan Richardson &#038; Peter Wilson)<br />
02. In the Eyes of the Whale (feat. Logan Richardson &#038; Peter Wilson)<br />
03. Bernard War (feat. Michele Tino)<br />
04. Disappearing, Pt. I (feat. Michele Tino)<br />
05. Disappearing, Pt. II (feat. Michele Tino)<br />
06. I Kill Giants (feat. Logan Richardson &#038; Peter Wilson)<br />
07. When the Glimpses are True (feat. Logan Richardson &#038; Peter Wilson)</p>
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		<title>Luz &#8211; Encelado</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 23:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
		<category><![CDATA[luz]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva il secondo disco del trio Luz , questa volta senza ospiti speciali, il primo era stato inciso insieme alla violoncellista americana, associata nella AACM di Chicago, Tomeka Reid. Giacomo Ancillotto alla chitarra e Igor Legari al contrabbasso coinvolgono questa volta un nuovo batterista, Federico Scettri. La musica, cosí come il titolo del disco, è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=30413">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=30413' addthis:title='Luz &#8211; Encelado '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/03/timthumb.php_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30461" alt="timthumb-php" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2019/03/timthumb.php_1-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Arriva il secondo disco del trio <a href="https://luzmusic.wordpress.com/band/band-italiano/"><strong>Luz</strong></a> , questa volta senza ospiti speciali, il primo era stato inciso insieme alla violoncellista americana, associata nella AACM di Chicago, Tomeka Reid. Giacomo Ancillotto alla chitarra e Igor Legari al contrabbasso coinvolgono questa volta un nuovo batterista, Federico Scettri. La musica, cosí come il titolo del disco, è ispirata dal mondo culturale che gira intorno al trio, in grado di recepire e dare un propria interpretazione a tutto quello che li coinvolge emozionalmente. La copertina è del pittore cileno Juan Martinez Bengoechea, cui viene dedicato il quarto brano, un artista che con le sue immagini ricche di storie e di luce, la luz del nome del gruppo, ha avuto un ruolo importante sulla loro musica. Il titolo del disco è dedicato a Encelado, uno dei sessantadue satelliti di Saturno ed il nome di uno dei giganti della mitologia greca che osarono dichiarare guerra agli dei dell&#8217;Olimpo. <i>Soyuz!</i> apre il disco, nome delle navicelle spaziali dell&#8217;era sovietica, dopo un conto alla rovescia, con una scarica di adrenalina, un atteggiamento che si ripete durante le altre esecuzioni, rendendo il disco vivo, frizzante, che ci si ispiri al genere americana o alla musica di Bill Frisell o a quella di Marc Ribot. Senza cadute di tensione si arriva alla fine di questa incisione passando per brani come <i>Ballyhoo</i> e <i>Fricus</i>, una ninna nanna, con cui si chiudono anche i concerti, non solo questo disco, del trio. È una band da tenere d&#8217;occhio, in piena sintonia con quelle che sono le tendenze più contemporanee del jazz internazionale.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.auand.com/"><strong>Auand</strong></a><br />
Anno 2019 Tracklist</p>
<p>01. Soyuz!<br />
02. Chullachaqui<br />
03. Atacama<br />
04. Bengoechea<br />
05. Ground Control<br />
06. Hum<br />
07. Shapiro<br />
08. Ballyhoo<br />
09. Fricus</p>
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		<title>Francesco Fiorenzani &#8211; Silent Water</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 00:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Fiorenzani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;esordio del chitarrista Francesco Fiorenzani è un album con tante idee eseguito in quintetto con dei musicisti italiani in sintonia con le idee del leader. Achille Succi al sax alto ed al clarinetto basso è piuttosto conosciuto nel panorama musicale nazionale, la ritmica è costituita da Luca Sguera al pianoforte, dal contrabbassista Francesco Ponticelli e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28836">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28836' addthis:title='Francesco Fiorenzani &#8211; Silent Water '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/01/timthumb.php_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2018/01/timthumb.php_-300x300.jpg" alt="timthumb-php" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-28841" /></a>L&#8217;esordio del chitarrista <a href="https://www.facebook.com/francesco.fiorenzani"><strong>Francesco Fiorenzani</strong></a> è un album con tante idee eseguito in quintetto con dei musicisti italiani in sintonia con le idee del leader. <a href="http://www.achillesucci.it/main/"><strong>Achille Succi</strong></a> al sax alto ed al clarinetto basso è piuttosto conosciuto nel panorama musicale nazionale, la ritmica è costituita da Luca Sguera al pianoforte,  dal contrabbassista <a href="https://francescoponticelli.com/"><strong>Francesco Ponticelli</strong></a> e da Bernardo Guerra alla batteria. Su <i>A Son Never Forgets</i> c&#8217;è la cantante Camilla Battaglia, una cantante jazz ben a suo agio con le sonorità della band. Fin dall&#8217;iniziale <i>From Now On</i> Fiorenzoni mette in mostra idee originali, in bilico fra mainstream, poco, e l&#8217;avanguardia americana di un Tim Berne. Quello che potrebbe sembrare un tentativo ambizionso riesce alla perfezione, a testimonianza della maturità di scrittura di Fiorenzani, autore di tutte le composizioni, e la sua capacità di gridare il gruppo con autorevolezza. Fra i brani emergono alcuni titoli come <i>Six Degrees of Separation</i>, in cui anche la ritmica svolge un lavoro di tutto rispetto. <i>Major Tom</i> è un brano lento in cui Succi è al clarinetto basso, ricco di poesia, di comunicazione empatica fra i musicisti del gruppo. Il tema, molto riuscito, e l&#8217;esecuzione compatta ne fanno uno dei momenti migliori dell&#8217;intero disco. Su <i>Madiba&#8217;s Wolrd</i> le idee non mancano, ispirato com&#8217;è all&#8217;Africa, alla fine del brano c&#8217;è la sovraincisione di un discorso di Nelson Mandela, insieme all&#8217;intervento di Achille Succi al clarinetto basso. Atmosfere suadenti e parole, quelle del leader sudafricano, che invitano alla riflessione. <i>Oslo</i> è una lunga esecuzione, quasi dodici minuti, introdotta dalla chitarra del leader. Qui Succi è al sax alto e si va verso atmosfere più europee che appaiono comunque ricche di energia e spessore grazie agli interventi dei solisti, compreso il leader, che si ritaglia un suo spazio, ottimo il fitto dialogo insieme al pianoforte. La musica del gruppo convince fino alla fine, non lascia mai la presa sull&#8217;ascoltore, ricca com&#8217;è di coinvolgimento emotivo e idee moderne.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2018</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. From Now On<br />
02. Six Degrees of Separation<br />
03. Major Tom<br />
04. Madiba&#8217;s Wolrd<br />
05. Oslo<br />
06. A Son Never Forgets<br />
07. The Saviour</p>
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		<title>Simone Graziano &#8211; Snailspace</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 10:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
		<category><![CDATA[simone graziano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pianista fiorentino Simone Graziano dopo l&#8217;avventura del gruppo Frontal in quintetto è ora passato al trio con il contrabbassista Francesco Ponticelli ed il giovane batterista americano Tommy Crane per questo nuovo album, ancora per la coraggiosa Auand Records, che sarà presentato in tour a partire dal prossimo Febbraio. &#8220;Being slow is a form of &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28208">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28208' addthis:title='Simone Graziano &#8211; Snailspace '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/cover_simone_graziano_snailspace.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28214" alt="cover_simone_graziano_snailspace" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/10/cover_simone_graziano_snailspace-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Il pianista fiorentino <a href="http://www.simonegraziano.it/jazz/"><strong>Simone Graziano</strong></a> dopo l&#8217;avventura del gruppo Frontal in quintetto è ora passato al trio con il contrabbassista <a href="https://francescoponticelli.com/"><strong>Francesco Ponticelli</strong></a> ed il giovane batterista americano Tommy Crane per questo nuovo album, ancora per la coraggiosa Auand Records, che sarà presentato in tour a partire dal prossimo Febbraio. &#8220;Being slow is a form of rebellion&#8221;, scrive il leader nelle note di copertina, facendo riferimento non tanto al tempo di metronomo impiegato nell&#8217;esecuzione, ma a quello impiegato per fare sedimentare l&#8217;ispirazione e la conseguente scrittura dei brani. È così che si riesce a cogliere qualcosa che altrimenti sfuggirebbe, perché in tal modo la prospettiva è un&#8217;altra. Graziano cita Luis Sepùlveda nelle sue liner notes, ma l&#8217;intero disco è pieno di riferimenti alla letteratura, da <i>Aleph 3</i> che ci riporta a Jorge Louis Borges a <i>Emicrania</i> e Oliver Sacks. Altri brani sono con titoli che si riferiscono alle esperienze di vita del pianista, dai suoi tour all&#8217;estero, <i>Tiblisi</i> ad esempio, da una sua permanenza nella capitale della Georgia. Quel che conta è però la musica, il suo usare senza apparenti contraddizioni il suono acustico del pianoforte e quelli del sintetizzatore e del Fender Rhodes e la sintesi delle sue idee che riesce a tradurre nelle esecuzoni insieme ai sideman. È un jazz moderno, in linea con le ultime cose che si fanno in USA, ma che non perde il contatto con la melodia, con quelle che sono le caratteristiche del jazz fatto in Italia. A volte totalmente acustico, come su <i>Accident A</i>, a volte su altri versanti, come su <i>Accident B</i> dove si esplica anche il lato elettrico. Ma il tutto, anche grazie al lento processo di maturazione, non presenta contraddizioni. C&#8217;è un filo logico che lega questi brani, una compattezza che va dalla prima all&#8217;ultima nota dell&#8217;album, qualcosa che sfugge allo stile o alla tecnica musicale in sé ed ha di più a che fare con la parte più interiore dell&#8217;espressività umana.</p>
<p>Genere: Piano trio<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Tblisi<br />
02. Accident A<br />
03. Accident R<br />
04. Emicrania<br />
05. Neri<br />
06. July 2015<br />
07. Aleph 3<br />
08. Vignastein<br />
09. Slowbye</p>
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		<item>
		<title>Manlio Maresca &amp; Manual for Errors &#8211; Hardcore Chamber Music</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=26961</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 06:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
		<category><![CDATA[manlio maresca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il chitarrista Manlio Maresca firma su Auand un&#8217;incisione molto interessante insieme ad un sestetto di temerari, si sono dati il nome di Manual for Errors, che fanno una musica piuttosto originale per quella che è la scena contemporanea italiana. Il coraggio del chitarrista e dei suoi sideman di fare quello in cui credono e di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=26961">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=26961' addthis:title='Manlio Maresca &amp; Manual for Errors &#8211; Hardcore Chamber Music '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/10/www.ijm_.it_.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2016/10/www.ijm_.it_-300x300.jpg" alt="www.ijm.it" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-26967" /></a>Il chitarrista <a href="https://www.facebook.com/manlio.maresca"><strong>Manlio Maresca</strong></a> firma su Auand un&#8217;incisione molto interessante insieme ad un sestetto di temerari, si sono dati il nome di Manual for Errors, che fanno una musica piuttosto originale per quella che è la scena contemporanea italiana. Il coraggio del chitarrista e dei suoi sideman di fare quello in cui credono e di dare una dimensione artistica alla musica che presentano ha di solito poco spazio in un momento storico in cui si clona il possibile sperando di trovare l&#8217;onda giusta per arrivare al successo. Eppure, come qui, c&#8217;è chi osa. Gli altri musicisti sono piú o meno noti nella scena jazzistica italiana come leader o sideman di progetti altrui, Francesco Lento alla tromba, Daniele Tittarelli al sax alto, <a href="http://www.robertotarenzi.it/Sito/Home.html"><strong>Roberto Tarenzi</strong></a> al pianoforte, il contrabbassista <a href="http://www.matteobortone.com/Hello.html"><strong>Matteo Bortone</strong></a> ed il batterista Enrico Morello. La musica del leader si basa su metriche inusuali, su &#8220;errori&#8221;, come lui li chiama, che inserisce nella partitura, alla ricerca di sorprese, di situazioni che lascino a briglia sciolta la creatività degli esecutori. Tuttavia raggiunge equilibrio fra la propria vena compositiva e gli assoli, prendiamo ad esempio il brano che dá il titolo al disco, in cui è autore di un ottimo assolo. Le atmosfere cambiano da un&#8217;esecuzione all&#8217;altra, <i>Domosynth</i> ha un tema aggressivo e l&#8217;assolo al pianoforte acustico imita le scorribande di uno strumento elettrico, anche qui il leader dimostra di essere un valido chitarrista, alla ricerca di una sua via originale all&#8217;improvvisazione. <i>Authing Out</i> presenta uno swing insolito per  la proposta, e tuttavia geniale per come è posto all&#8217;interno della scaletta, folate di note velocissime della sua chitarra, per l&#8217;occasione in trio insieme a contrabbasso e batteria. Su <i>If I Were a Bello</i> si aggiunge l&#8217;ispirato sax alto di Tittarelli. Questo giocare con le formazioni da un brano all&#8217;altro porta varietà al disco, al suono di insieme, all&#8217;interazione fra gli strumenti che avviene in studio. Su <i>Speedball</i> il quartetto è insieme al pianista e va ancora in un&#8217;altra direzione, prima che tutti insieme eseguano <i>Nodo in Gola</i>. Il brano finale <i>Esercizi di Memoria (summer version)</i> è insieme all&#8217;ospite Domenico Sanna al Rhodes ed al sintetizzatore, atmosfere urbane che chiudono l&#8217;album in bellezza.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2016</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Craving Rag<br />
02. Esercizi di Memoria<br />
03. Hardcore Chamber Music<br />
04. Domosinth<br />
05. Una Bella Voce<br />
06. Authing Out<br />
07. If I Were a Bello<br />
08. Speedball<br />
09. Nodo in Gola<br />
10. Isc<br />
11. Esercizi di Memoria (summer version) </p>
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		<title>Simone Graziano &#8211; Trentacinque</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 05:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
		<category><![CDATA[simone graziano]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questa nuovo incisione del pianista fiorentino Simone Graziano prosegue l´avventura del gruppo Frontal, arrivato alla seconda prova su disco cambiando il sassofonista tenore, al posto di Chris Speed c´è ora Dan Kinzelman, americano ormai naturalizzato in Italia e spesso presente, sia dal vivo che su incisioni, con i musicisti della penisola. La ritmica è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24504">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24504' addthis:title='Simone Graziano &#8211; Trentacinque '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24536" alt="timthumb.php" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/timthumb.php_1-300x300.jpeg" width="300" height="300" />Con questa nuovo incisione del pianista fiorentino <a href="http://www.simonegraziano.it/jazz/"><strong>Simone Graziano</strong></a> prosegue l´avventura del gruppo Frontal, arrivato alla seconda prova su disco cambiando il sassofonista tenore, al posto di Chris Speed c´è ora <a href="https://dankinzelman.wordpress.com/"><strong>Dan Kinzelman</strong></a>, americano ormai naturalizzato in Italia e spesso presente, sia dal vivo che su incisioni, con i musicisti della penisola. La ritmica è ancora la stessa, il contrabbassista <a href="https://myspace.com/gabrieleevangelista"><strong>Gabriele Evangelista</strong></a> ed il batterista <a href="https://myspace.com/stefanotamborrino"><strong>Stefano Tamborrino</strong></a>, al sax alto uno dei più interessanti interpreti del suo strumento, l&#8217;americano <a href="http://www.davidbinney.com/"><strong>David Binney</strong></a>. Il titolo del disco non è un numero da giocare, al lotto o altrove, non ha neanche un significato esoterico, sono semplicemente gli anni che legano Graziano alla città di Firenze. All&#8217;interno della copertina c&#8217;è il testo di una poesia di Vasco Pratolini, <i>La città ha i miei trent&#8217;anni</i>, il famoso scrittore così legato alla sua città, sia personalmente che nelle trame e nei personaggi dei suoi libri. La musica della band si presenta moderna, in linea più con i suoni che vanno in vigore in USA che con i modelli di successo del jazz italiano, musicisti come il collega Graig Taborn o trombettisti come Dave Douglas o Ralph Alessi. Graziano, autore della maggior parte delle composizioni, si rivela piuttosto abile a dare un direzione precisa alla band con un bell&#8217;equilibrio fra parti scritte ed altre improvvisate in cui i musicisti hanno spazio per mettersi in mostra. Non mancano gli strumenti elettronici, <i>Intro K.B.</i> è una breve composizione che ricorda alcuni momenti di <i><b>Sanctuary</b></i> di Dave Douglas, un altro lavoro in cui ha un ruolo la città di Firenze, almeno nei titoli e nei riferimenti a Dante. Ma per lo più si godono momenti acustici molto belli, un esempio può essere <i>Blue Piano</i>, eseguito completamente in solo, una ballad dagli echi nebbiosi che descrive atsmosfere notturne. Nei momenti in collettivo spicca <i>Window on a Better World</i>, qui prevalgono i momenti polifonici fra gli strumenti, <i>Killcoal</i> è un altro brano da citare assolutamente che parte piuttosto nervoso, con i sassofoni a rincorrersi su ritmi spezzati fino a che tutto si tranquillizza, almeno momentaneamente, perché durante l´altalenante svolgimento del brano resta sempre qualcosa in sottofondo, un´inquietudine sempre pronta a scaricarsi per rivoli di adrenalina. <i>Falk the Bow</i> mostra ritmiche nel tema che alludono alla musica elettronica, l´esecuzione della parte improvvisata è invece di una dolcezza accattivante. <i>Before the Stars</i> è un altro solo di Graziano che introduce il finale <i>Starlette</i>, un brano molto intenso, fra i momenti migliori dell´album, in cui tutti hanno modo di mostrare il loro valore ed il loro lato più ispirato.</p>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. B_Polar<br />
02. White Piano<br />
03. Falk the Bow<br />
04. Give Me Some Option<br />
05. Window on a Better World<br />
06. Blu Piano<br />
07. Killcoal<br />
08. Intro K. B.<br />
09. Kamennaja Baba<br />
10. Before the Stars<br />
11. Starlette</p>
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		<title>Francesco Diodati/Yellow Squeeds &#8211; Flow, Home</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 06:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
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		<description><![CDATA[La militanza insieme a quello che ormai si può definire un ambasciatore del jazz italiano, onnipresente nei festival di tutto il mondo, e cioè Enrico Rava, ha fatto conoscere al vasto pubblico Francesco Diodati, chitarrista di vaglia e, come qui dimostra, compositore dalla vena notevole e ispirata. La sua nuova band si chiama Yellow Squeed, un &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=24482">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=24482' addthis:title='Francesco Diodati/Yellow Squeeds &#8211; Flow, Home '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-medium wp-image-24519" alt="timthumb.php" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/10/timthumb.php_-300x300.jpeg" width="300" height="300" />La militanza insieme a quello che ormai si può definire un ambasciatore del jazz italiano, onnipresente nei festival di tutto il mondo, e cioè Enrico Rava, ha fatto conoscere al vasto pubblico <a href="http://www.francescodiodati.com/"><strong>Francesco Diodati</strong></a>, chitarrista di vaglia e, come qui dimostra, compositore dalla vena notevole e ispirata. La sua nuova band si chiama Yellow Squeed, un quintetto di giovani leve del jazz italiano: Francesco Lento alla tromba, <a href="http://www.enricozanisi.com/"><strong>Enrico Zanisi</strong></a> al pianoforte, Gluaco Benedetti alla tuba e <a href="https://myspace.com/enricomorello"><strong>Enrico Morello</strong></a> alla batteria. Sono un gruppo che propone una musica collettiva, ricca di metriche complesse, ispirata direttamente da americani con cui Diodati ha avuto occasione di suonare, gente come Jim Black, Bobby Previte, Drew Gress. Il ruolo della scrittura è predominante, senza che manchino assoli ricchi di espressiviità, ad esempio il pianoforte di Zanisi su <i>Ale</i>, oppure l&#8217;inquieta e nervosa tromba di Lento su <i>Flow</i>, qui in mostra insieme alla chitarra del leader, oppure sul finale <i>A casa do amor</i> ed ancora su <i>Split</i> in cui il dialogo con la tuba è perfettamente riuscito. Per tutto l&#8217;album le architetture sonore appaiono ben elaborate, ricche di spunti che lasciano libertà ai singoli ed imprevedibili nel loro svolgimento. L&#8217;uso della tuba nella ritmica, al posto del contrabbasso, appare piuttosto originale tuttavia l´effetto delle sue note riversa una bella profondità nei brani grazie anche all´intesa con il trombettista e con i ritmi spezzati della batteria. Ne risulta un sound molto personale per l&#8217;intera band, perfettamente riconoscibile come soggetto musicale.. In mezzo alle composizioni del leader non manca l´omaggio a Thelonious Monk, <i>Played Twice</i>, interpretato in modo molto ardito. La forza degli Yellow Squeeds sta proprio qui, nella loro idiosincrasia per le formule più scontate del jazz italiano e l´originalità della proposta fatta di interventi collettivi e di assoli emozionanti in un gioco piuttosto raffinato fra composizione ed improvvisazione, fra la mente raziocinante ed assoli coinvolgenti. Un ottimo esordio, di sicuro non scontato.</p>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Split<br />
02. Lost<br />
03. Believe<br />
04. Ale<br />
05. Folk Song<br />
06. Home<br />
07. Played Twice<br />
08. Flow<br />
09. Casa do amor</p>
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		<title>Caterina Palazzi/Sudoku Killer &#8211; Infanticide</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 23:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=22479' addthis:title='Caterina Palazzi/Sudoku Killer &#8211; Infanticide '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div><img class="alignleft size-medium wp-image-22584" alt="timthumb" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/03/timthumb-300x300.jpg" width="300" height="300" />Il jazz della contrabbassista romana <a href="http://caterinapalazzi4tet.wix.com/sudokukiller "><strong>Caterina Palazzi</strong></a> si nutre della contemporaneità, di suoni urbani in cui anche il rock o il noise trovano spazio. È una positiva sorpresa per il jazz italiano, con questo quartetto in cui militano Antonio Raia al sax tenore, <a href="https://myspace.com/giacomoancillotto "><strong>Giacomo Ancillotto</strong></a> alla chitarra elttrica (anche nel gruppo Luz, che registra sulla stessa casa discografica) e <a href=" https://myspace.com/mauriziochiavaro"><strong>Maurizio Chiavaro</strong></a> alla batteria. La loro musica ha un contatto diretto con il Tim Berne degli anni `80, ma ovviamente riveduto e corretto perché da allora di cose ne sono successe tante, oppure i Naked City di John Zorn, altra band che ha lasciato una traccia importante. Ma la leader al contrabbasso ha la mano ferma e sa dare il giusto tocco di originalità alle composizioni, onnivora di tutto quello che le gira intorno. Il cocktail che ci propone funziona, la chitarra acida che apre <i>Masyu</i> ad esempio si stempera dall´aggressività dell´inizio verso suoni più lirici per poi entare in un tema esposto all´unisono insieme al sassofono. Questo modo di sorprendere l´ascoltatore dà fascino all´album, allo stesso tempo lo inchioda perché non sempre si riesce ad immaginare cosa segue da un momento all´altro. Le composizioni, nonostante i momenti più noise o avanguardistici, seguono una traccia precisa, senza sbavature o momenti in cui l´esecuzione gira a vuoto. È uno modo di impostare la musica che funziona fin dall´inizio di <i>Sudoku Killer</i>: la chitarra distorta che apre il disco, poi il sax e la batteria che tiene un ritmo in battere con che lei ha tutto sotto controllo, mentre l´esecuzione sembra rallentare il ritmo arrivano di nuovo le frustate della chitarra a rilanciare il gruppo. Un ottimo equilibrio fra composizione e improvvisazione, fra il lato più terreno e quello più etereo della musica spesso confezionati all´interno dello stesso brano. Non si possono che fare i complimenti, alla band ed al lavoro della coraggiosa casa discografica pugliese. Da non perdere al prossimo tour!</div>
<p>Genere: modern jazz<br />
Label: <a href="http://www.auand.com/">Auand<br />
</a>Anno 2015</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Sudoku Killer<br />
02. Hitori<br />
03. Nurikabe<br />
04. Futoshiki<br />
05. Masyu</p>
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		<title>Ananda Gari &#8211; T-Duality</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 23:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ananda Gari]]></category>
		<category><![CDATA[Auand Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Puglia ecco un altro talento, il giovane batterista Ananda Gari che si presenta con un disco sulla coraggiosa Auand, casa discografica che negli ultimi anni ha pubblicato importanti lavori di musicisti  noti sulla scena internazionale,  spesso ospiti di gruppi italiani. Insieme a Gari ci sono delle stelle americane, Tim Berne al sax alto (già in &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=21384">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=21384' addthis:title='Ananda Gari &#8211; T-Duality '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><div><img class="alignleft size-medium wp-image-22003" alt="timthumb" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2015/01/timthumb-300x300.jpg" width="300" height="300" />Dalla Puglia ecco un altro talento, il giovane batterista <strong><a href="http://www.anandagari.com/ ">Ananda Gari</a> </strong>che si presenta con un disco sulla coraggiosa Auand, casa discografica che negli ultimi anni ha pubblicato importanti lavori di musicisti  noti sulla scena internazionale,  spesso ospiti di gruppi italiani. Insieme a Gari ci sono delle stelle americane, Tim Berne al sax alto (già in due progetti con gli Enten Eller di Massimo Barbiero), il chitarrista di origini pakistane <strong><a href="http://www.reztone.com/ ">Rez Abbasi</a></strong>, in evidenza con linee dal sapore orientale su <i>Are You Kidding Me?</i> ed il contrabbassista <strong><a href="http://www.amibotheringyou.com/ ">Michael Formanek</a></strong>, collaboratore da lungo tempo nei gruppi di Berne. La musica del giovane batterista, autore di tutte le composizioni, trova un adeguato riscontro nei musicisti americani, a volte lasciati da soli, come all´inizio su <i>Fields</i>, una composizione più tranquilla introdotta dalle corde scure del contrabbasso di Formanek e illuminata dal sax di Berne che poi si svolge insieme alla batteria del leader che lascia da soli Berne e Abbasi prima ad accennare il tema prima di chiudere. La musica di Gari risulta densa, piena di stimoli e appare dalla forma collettiva, ben guidata dai ritmi della sua batteria, senza che nessuno prenda il sopravvento sui delicati equilibri proposti. Le composizioni e gli arrangiamenti sono di tutto rispetto con il conclusivo <i>Don&#8217;t Forget to Pet Your Cat</i> che è quasi un emblema dell´intero lavoro: ottimi gli interventi dei solisti ed ottima la direzione di Gari che appare un leader piuttosto rigoroso nel dare le indicazioni, anche con musicisti dalla personalità spiccata la sua mano precisa dà un´impronta personale alle esecuzioni. Lo aspettiamo a nuove prove, con o senza musicisti americani: la sua capacità di guidare il gruppo e di scrivere composizioni ed arrangiamenti ne fa un musicista che giá da adesso appare piuttosto maturo.</div>
<p>Genere: jazz<br />
Label: <strong><a href="http://www.auand.com/au9041/ ">Auand Records<br />
</a></strong>Anno 2014</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Trucks<br />
02. Never Late<br />
03. Are You Kidding Me? Intro<br />
04. Are You Kidding Me?<br />
05. Fields<br />
06. Last Drops<br />
07. Don&#8217;t Forget to Pet Your Cat</p>
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