<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>musicZoom &#187; ACT Music &raquo; musicZoom</title>
	<atom:link href="https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;tag=act-music" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.musiczoom.it</link>
	<description>Il tuo zoom musicale!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Oct 2022 10:56:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.40</generator>
	<item>
		<title>Joachim Kühn &#8211; Beauty &amp; Truth</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=28612</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=28612#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 23:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ACT Music]]></category>
		<category><![CDATA[Joachim Kuhn]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=28612</guid>
		<description><![CDATA[Joachim Kühn è tra le star del jazz europeo e fin dagli inizi della sua carriera, negli anni `60, ha contribuito dare un&#8217;identità propria alla musica fatta nel veccho continente. Già allora suscitava interesse anche negli USA, dove incise un album per la Impulse insieme al fratello clarinettista Rolf. Nel frattempo di acqua sotto i &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=28612">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=28612' addthis:title='Joachim Kühn &#8211; Beauty &amp; Truth '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/11/index1.jpg"><img src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2017/11/index1.jpg" alt="index" width="300" height="270" class="alignleft size-full wp-image-28619" /></a><b>Joachim Kühn</b> è tra le star del jazz europeo e fin dagli inizi della sua carriera, negli anni `60, ha contribuito dare un&#8217;identità propria alla musica fatta nel veccho continente. Già allora suscitava interesse anche negli USA, dove incise un album per la Impulse insieme al fratello clarinettista Rolf. Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e la sua musica ha acquistato qualcosa di personale, riconoscibile fin dalle prime note, che ne fa un pianista inimitabile. Dopo il famoso trio con Jean-François Jenny-Clark e daniel Humair, con cui ha lavorato per tre decenni, eccolo ora di nuovo in trio con due musicisti delle nuove generazioni, il canadese, ma residente in Francia <a href="http://www.chrisjenningsbass.com/_index.html/home_page.html"><strong>Chris Jennings</strong></a> al contrabbasso ed il connazionale <a href="http://ericschaefer.de/"><strong>Eric Schaefer</strong></a> alla batteria, che conosciamo dal trio di Michael Wollny. È un incontro importante, che ha ridato al settantenne Kühn la voglia di fare musica con la forza e l&#8217;intensità emotiva del trio con i musicisti francesi. Ad aprire l&#8217;album è un momento in solo, <i>Beauty And Truth</i> di Ornette Coleman, con cui ha lavorato ed inciso tral il 1996 ed il 2000. Subito dopo arriva il trio introdotto dal contrabbasso di Jennings, <i>The End</i> dei Doors, di cui viene ripreso anche <i>Riders On The Storm</i>, altro famoso brano. È tutto ricco di calore, di emozioni, tra i tre scocca la scintilla e ciò li rende con un dimensione a sé stante che non ha niente a che vedere con altri trii che fanno brani tratti dalla musica pop. C&#8217;è anche <i>Sleep On It</i> degli Stand High Patrol, nell&#8217;originale a ritmo di reggae, qui ovviamente in un&#8217;altra dimensione, a testimoniare l&#8217;enorme cultura musicale di Kühn, che vive a Ibiza in mezzo ad almeno 1500 CDs. Ci sono ancora uno standard, <i>Summertime</i>, due composizioni di Krzysztof Komeda tratte dall&#8217;album <i><b>Astigmatic</b></i> del 1966, manifesto del jazz europeo a cui Kühn ha assistito durante l&#8217;incisione in studio ed il finale <i>Blues for Pablo</i> di Gil Evans. Un album di altissimo livello del nuovo trio che si preannuncia fra le cose più interessanti dell&#8217;attuale scena jazzistica.</p>
<p>Genere: trio piano jazz<br />
Label: <a href="http://www.actmusic.com/index.php?language=en&amp;osCsid=dcde2195230ae6a7feca426267d9d6dc"><strong>ACT Music</strong></a><br />
Year: 2017</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Beauty And Truth<br />
02. The En<br />
03. Because Of Mouloud<br />
04. Sleep On It<br />
05. Intim<br />
06. Transmitting<br />
07. Summertime<br />
08. Riders On The Storm<br />
09. Machineria<br />
10. Sleep Safe And Warm<br />
11. Kattorna<br />
12. Blues For Pablo </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=28612</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adam Baldych &amp; The Baltic Gang &#8211; Imaginary Room</title>
		<link>https://www.musiczoom.it/?p=8505</link>
		<comments>https://www.musiczoom.it/?p=8505#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 22:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ACT Music]]></category>
		<category><![CDATA[Adam Baldych]]></category>
		<category><![CDATA[Jakob Karlzon]]></category>
		<category><![CDATA[Lars Danielsson. Morten Lund]]></category>
		<category><![CDATA[Marius Neset]]></category>
		<category><![CDATA[Verneri Pohjola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musiczoom.it/?p=8505</guid>
		<description><![CDATA[La musica del violinista polacco Adam Baldych ha qualcosa di unico, di speciale nei confronti dei suoi colleghi, perché è uno che viene direttamente dal jazz, che ha smesso du studiare la tradizione classica per approdare in USA dove ha studiato alla famosa Berklee School. Il fatto di risiedere a New York ovviamente l´aiuta a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="https://www.musiczoom.it/?p=8505">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='https://www.musiczoom.it/?p=8505' addthis:title='Adam Baldych &amp; The Baltic Gang &#8211; Imaginary Room '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><img class="alignleft size-full wp-image-8509" title="9532-2" src="http://www.musiczoom.it/wp-content/uploads/2012/07/cover.jpg" alt="" width="240" height="217" />La musica del violinista polacco <a href="http://www.adambaldych.com/"><strong>Adam Baldych</strong></a> ha qualcosa di unico, di speciale nei confronti dei suoi colleghi, perché è uno che viene direttamente dal jazz, che ha smesso du studiare la tradizione classica per approdare in USA dove ha studiato alla famosa Berklee School. Il fatto di risiedere a New York ovviamente l´aiuta a tenersi in forma per quanto riguarda questa musica, ma non ha mai chiuso con i connazionali, con cui spesso suona insieme. Il produttore Siggi Loch della casa discografica tedesca ACT lo ha subito apprezzato ed è spuntato un lavoro in studio realizzato con molta cura in cui i sidemen sono dei musicisti dell´area nordica intorno al Mar Baltico, ed ecco che la band prende il nome di Baltic Gang.<br />
La musica del gruppo è notevole e rispecchia la miriade di influenze che si riversano nell´universo globalizzato del mainstream odierno, fra modale e accenti world. I due brani d´inizio mettono subito a fuoco l´ecletticità del progetto, ad esempio il forte impatto di <em>Village Underground</em> seguito dal più intimistico e carico di accenti europei <em>Mirros</em>. Si sbaglierebbe però a pensare Baldrych come a un epigono della musica classica prestato al jazz. La sua pronuncia singolare allo strumento acustico caratterizza le esecuzioni, originale senza avere bisogno degli eccessi di un violino elettrico. Le composizioni sono tutte ben pensate e focalizzate intorno al sestetto di<br />
base. Gli unisoni con la tromba del finlandese <a href="http://www.myspace.com/verneripohjola"><strong>Verneri Pohjola</strong></a> ed il sassofono contralto del norvegese <a href="http://mariusneset.com/"><strong>Marius Neset</strong></a>, o gli scambi di brevi battute lo rivelano subito come uno che ha studiato a fondo il linguaggio dei sassofonisti. Proprio <em>Village Underground</em> a tal proposito è proprio un esempio perfetto, insieme allo stupefacente assolo su <em>Cubism</em>. Ogni brano ha una sua caratteristica, un suo incedere particolare, senza ripetizioni, apparentemente sorretti da una fantasia ed una cultura musicale fuori dal comune. C´è anche un omaggio al compianto collega connazionale Zbigniew Seifert, un <em>For Zbiggy</em> molto complesso, diviso fra atmosfere struggenti e momenti più intensi. Uno dei migliori episodi dell´album. Oltre ai brani con il gruppo si sceglie la formazione ridotta, come il duo di <em>Time Traveler</em> insieme al pianista <a href="http://www.jacobkarlzon.com/bio.cfm"><strong>Jacob<br />
Karlzon</strong></a> o il poetico finale di <em>Million Miles Away </em>insieme al contrabbassista <a href="http://www.myspace.com/larsdanielssonbass"><strong>Lars Danielsson</strong></a> <em>Rama hai</em> è un brano in cui la struggente voce della tromba contribuisce a creare un´atmosfera unica, malinconica, eppure dalla<br />
sottile tensione sotto la superfice. Il bravo batterista <a href="http://www.myspace.com/mortendrums"><strong>Morten Lund</strong></a>, che abbiamo spesso ascoltato con Bollani, è un valido supporto con i suoi ritmi sottili, empatico al progetto. L´esordio di Adam Baldych per la ACT è un album molto riuscito, oltre al lavoro della band e del leader c´è da mettere pure in evidenza quello del produttore Siggi Loch e del coproduttore Nils Landgren. In fondo sono loro che limano e sfumano per fare rendere al meglio il disco.</p>
<p>Label: <a href="http://www.actmusic.com/index.php?language=en&amp;osCsid=dcde2195230ae6a7feca426267d9d6dc"><strong>ACT Music</strong></a></p>
<p>Year: 2012</p>
<p>Tracklist</p>
<p>01. Village Underground<br />
02. Mirrors<br />
03. The Room of Imagination<br />
04. Cubism<br />
05. K8<br />
06. Time Traveler<br />
07. Rama hai<br />
08. For Zbiggy<br />
09. 11.16<br />
10. Zarathustra<br />
11. Inspiration<br />
12. Million Miles Away</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.musiczoom.it/?feed=rss2&#038;p=8505</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
