lug 22

Bobby Sanabria Multiverse Big Band – West Side Story Reimagined

indexIl batterista di origine portoricana Bobby Sanabria ha una lunga carriera alle spalle, ha inciso con altri corifei del genere latino, ha studiato alla Berklee School ed ha ottenuto diverse Nomination per il Grammy, premio fra i più importanti negli Stati Uniti per i musicisti. Per questo nuovo progetto con la Multiverse Big Band ha scelto di incidere dal vivo al Dizzy’s Club Coca Cola a New York celebrando il centenario di Leonard Bernstein ed il sessantennale (nel 2017) del famoso musical West Side Story. Le famose melodie che fanno da colonna sonora alla rivalità fra le band dei Sharks (portoricani) e dei Jets (americani) sono riviste in nuovi arrangiamenti ricchi di ritmi latini. Un’ottica nuova per questo famoso musical, da cui è stato tratto un famoso film vincitore di ben dieci premi oscar. La produzione è stata fatta con cura, un booklet di sedici pagine accompagna e spiega brano brano l’incisione e fa riferimento ai ritmi usati ed ai conflitti fra comunità etniche diverse che sono ancora una costante della società americana. C’è poco da aggiungere al lavoro di Sanabria e degli arrangiatori che hanno rimesso a nuovo brani famosi come America, con assoli di alta qualità tecnica ed espressiva dei solisti. L’ascolto dell’interno concerto su disco permette di partecipare ad un evento che celebra non solo Bernstein e la sua immortale opera, ma anche una big band impeccabile, arrangiamenti raffinati ed un batterista che è il rappresentante per antonomasia del latin jazz.

Genere: latin jazz big band
Label: Jazzheads
Anno 2018

Tracklist
CD1
01. Intro
02. Prologue
03. Intro Jet Song
04. Jet Song
05. Intro America
06. America
07. Gee, Officer Krupke Intro
08. Gee, Officer Krupke
09. Tonight
10. Gym Scene – Blues/Mambo
11. Gym Scene – Cha Cha Cha
CD2
01. Maria
02. Intro Cool
03. Cool
04. The Rumble /Rumba
05. One Hand, One Heart
06. Somewhere
07. Intro Epilogue/Finale
08. Epilogue/Finale
09. Outro

lug 21

Pago Libre – Got Hard

835Con questo sono quattro gli album che la band Pago Libre ha inciso per la Leo Records. La formazione attuale dei musicisti che operano in Svizzera e che da anni continuano ad incidere sotto questo nome è costituita dal russo Arkady Shilkloper al corno francese ed al corno alpino, John Wolf Brennan, irlandese al pianoforte ed alla melodica ed i due tedeschi Florian Mayer al violino e Tom Götze al contrabbasso. Questa volta si sono fatte le cose in grande, con una big band nell’ambito del festival Alpentöne che si tiene ogni due anni. La Alpentone Blasenorchester è guidata da Michel Truniger, gli ospiti che vi si aggiungono sono Christian Zender come cantante, Christly Doran alla chitarra elettrica e Patrice Héral alla batteria. Tanti musicisti che in undici brani hanno modo di mettersi in luce e di prendere assoli di tutto riguardo sostenuti da una big band che appare piuttosto rodata. È un apparire di strumenti insoliti, il canto armonico e la melodica su GruyAIR, o la chitarra elettrica di Doran portata agli estremi possibili di espressione su Got Hard – A Ma/thema/gical Fortspinnung, ma anche su ritmi più consueti, come su Nana? dove appare un canto scat. La musica riserva sorprese di tutti i tipi senza andare su un’espressivitá di tipo free. Su Tam Lyn c’é la cornamusa di Colleen Shanks, insieme al violino ed alla chitarra elettrica di Christy Doran, un omaggio al foklore irlandese e fra le cose migliori del disco. Con Fake Five, un brano dalle sonorità più jazzistiche, si chiude un album che documenta un’esibizione live in cui tutti i partecipanti sono ripresi in un momento magico.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

01. Got Hard – FunPhare for the Common Sense
02. Randulin Variaziuns
03. Robin
04. Got Hard – A Ma/thema/gical Fortspinnung
05. GruyAIR
06. Lai Nair
07. Tü-Da-Do
08. Nana?
09. Tam Lyn
10. Fake Five

lug 20

Affäre Dreyfuss – In Good Company

576492c356d8e0278dfa7b752bad5bc8_l-305x305Questa piacevole e swingante produzione austriaca ci permette di fare la conoscenza con la famiglia Fuss, il padre Martin Fuss ai sax soprano, tenore e baritono ed al flauto insieme ai figli Dominik alla tromba ed al flicorno e Florian al sax alto ed al flauto. Sono accompagnati dalla ritmica di Max Tschida al pianoforte, Johannes Strasser al contrabbasso e Mario Gonzi alla batteria. Il nome del gruppo è un gioco di parole, che tradotto vuole dire tre Fuss, ma Dreyfuss è anche il cognome dello sfortunato ufficiale francese di origine ebrea vittima/protagonista di una famosa storia di spionaggio. La musica della band scorre con swing, i protagonisti sono tutti musicisti con molta esperienza alle spalle sia nel campo del jazz che in studio o sul palco di musicisti pop, e si ispira all’hard bop ed al mainstream contemporaneo, con dediche a Horace Silver e Stanley Turrentine, Chet Baker e One Man’s Dream composizione dal conterraneo Joe Zawinul quando era nel gruppo di Cannonball Adderley. A parte questa sono tutte composizioni originali dei tre Fuss, molto bravi a fare questa musica, Rennweg Viertel è un bel brano scritto da Dominik Fuss, con una bell’esecuzione da parte di un gruppo molto compatto. Non poteva mancare un omaggio alla musica brasiliana, che però arriva dall’Italia, Samba dal Mugello, con assoli travolgenti Di Florian Fuss al sax alto, del pianista, uno strumentista dallo swing innato, e del batterista. Bel disco, un jazz swingante e scorrevole che si fa ascoltare volentieri, un omaggio alla tradizione fatto con tecnica e tanto calore.

Genere: mainstream jazz
Label: jive Music
Anno 2018

Tracklist
01. Fine and Dandy
02. Senior Silver
03. In Good Company
04. Rennweg Viertel
05. Samba dal Mugello
06. Waltz for Flori
07. One Man’s Dream
08. One Step to Heaven
09. Are you Serious
10. One for ST
11. A Portrait of Jennie
12. Groovin’

lug 19

Daniel Carter Hilliard Greene David Haney – Live Constructions

cs694236-01a-bigSu Slam Productions arriva questa breve, per i criteri attuali, in compenso molto intensa, incisione del trio costituito dal pianista di origine canadese David Haney e dagli americani Daniel Carter al sax tenore ed alla tromba e Hilliard Greene al contrabbasso. I tre sono stati registrati dal vivo alla WKCR Radio presso la Columbia University di New York nel 2017. Si tratta di una libera improvvisazione, sono dei veterani in questo campo, in cinque Construction, caratterizzate da un suono sognante, etereo, allo stesso tempo ricco di una densità espressiva notevole. Sul Number One Carter è alla tromba, le poche e scarne note di Haney gli permettono di esprimersi al meglio, di ritagliarsi uno spazio nel silenzio che ogni volta avvolge le note, libere di respirare. Si continua così nel Number Two fino a che Carter passa al sax tenore, è un’intensità speciale quella del suo assolo, libero di muoversi ma allo stesso tempo lasciando da parte le asperità del free. I tre si trovano perfettamente insieme, dal concerto si sono presi i momenti migliori e ciò ovviamente fa bene alla musica. Greene accompagna puntuale, a volte passa a suonare il suo strumento con l’archetto inventando melodie mentre Carter e Haney danno spazio alle note con i loro fraseggi minimalisti, e tuttavia la loro è un’improvvisazione radicale ricca di pathos. Nel lungo Number Three, nove minuti e mezzo, le acque si agitano, poi si ritorna ad atmosfere più sognanti arrivando alla fine dei trentadue minuti riposati dopo avere ascoltato una musica dai tratti fortemente personali.

Genere: avanguardia
Label: Slam Productions
Year: 2018

Tracklist

01. Construction Number One
02. Construction Number Two
03. Construction Number Three
04. Construction Number Four
05. Construction Number Five

lug 18

Carlo Uboldi /Felice Clemente – Introspective

introspective-172x172I due veterani del jazz italiano, Felice Clemente al sax soprano ed il pianista Carlo Uboldi si sono incontrati per questo inedito duo, un dialogo alla ricerca di qualcosa di nuovo. Presentano due standard americani, tre brani di Uboldi, uno di Clemente, la famosa Roma nun fa la stupida stasera di Armando Trovajoli e il finale Versace on the Floor di Bruno Mars, autore protagonista assoluto delle notti in discoteca delle nuove generazioni. Swing, cantabilità, melodie di un fascino accattivante, sono queste le qualità di un disco che si ascolta di un fiato. Clemente ha trovato il giusto feeling per il sax soprano, mentre Uboldi con il suo pianismo in cui lo swing é sottinteso, è un perfetto partner, bastano poche note per ascoltare un’intesa che porta a momenti emozionanti. Non saranno certo quelli che rivoluzionano il jazz moderno, ma certamente l’ascolto di questo disco ha qualcosa in sé, dentro c’è qualcosa che è l’essenza di questo genere e che si ascolta con piacere, al di lá delle composizioni eseguite. Straordinaria la versione di The Nearness Of You, impressionante per tutto quello che si è riuscito a trovare dentro questo grande standard. I due brani eseguiti alla fine del disco, di due compositori così eterogenei, Trovajoli ed il re della dancefloor Bruno Mars, sono eseguite con una personalità che permette di fare proprie e fagocitare queste composizioni come se fossero da sempre patrimonio del jazz.

Genere: mainstream
Label: Alessio Brocca Edizioni Musicali
Anno 2018

Tracklist
01. My Princess “To Sara Lucia”
02. Someday My Prince Will Come
03. All Walking
04. Introspective
05. The Nearness Of You
06. Pantena
07. Roma Nun Fa’ La Stupida Stasera
08. Versace On The Floor

lug 17

Mokita – Mokita

26082-fullConosciamo il sassofonista contralto svizzero Christoph Gallio come una figura centrale dell’improvvisazione in Europa. In questa nuova incisione allarga i suoi orizzonti ed è insieme a tre dei più interessanti musicisti della musica free in Argentina, la violoncellista Cecilia Quinteros , Alex Elgier al pianoforte e Marcelo von Schultz alla batteria. Il disco, registrato in studio a Buenos Aires, è stato prima masterizzato in Svizzera e pubblicato dalla coraggiosa casa discografica Creative Sources in Portogallo. La musica è di quelle che smuove i cuori e le abitudini degli ascoltatori, i quattro si trovano perfettamente a loro agio insieme, Gallio suona nello stile di un Roscoe Mitchell e trova un’interlocutrice preziosa nella violoncellista che spesso suona il suo strumento con l’archetto. Le due voci si fondono, un sassofono che va oltre i canoni e le corde dello strumento ad arco fanno una musica originale anche per quello che è il genere free. Il pianoforte è in continuo movimento tellurico, incalzato da una batteria che non smette mai di trovare nuovi ritmi, un erede di Sunny Murray, con il suo set di tamburi minimalista. Tepu è un brano sui quattro minuti in cui il quartetto opera concentrato, focalizzato su un’idea di musica che ha le sue radici in USA, di cui loro riescono ad appropriarsene per fare qualcosa di originale. Persea Lingue di venti minuti e Inga di quindici minuti sono due lunghe cavalcate in cui ognuno ha modo di mettersi in mostra, una celebrazione del free e dell’improvvisazione collettiva, una modalità di esprimersi che trova i suoi estimatori anche oggi. Intensi, incandescenti nel loro interagire insieme, tutti insieme mostrano le possibilità insite in questo genere quando l’intesa fra i musicisti diventa empatica.

Genere: avanguardia jazz
Label: Creative Sources
Anno 2018

Tracklist
01. Prosopis Ferox
02. Tepu
03. Persea Lingue 20:22
04. Inga 15:44

lug 16

The Jelly Factory – New Improved

d90124_96626a50ab3b45c2be52e0365da6ffa6mv2_d_1417_1417_s_2Il chitarrista Luca Gelli con il suo progetto The Jelly Factory nato nel 2010 è arrivato ora al terzo disco. La formazione si è allargata, è diventata un nonetto composto oltre che dal leader da Leonardo Volo e Emanuele Fontana alla tastiere, Matteo Giannetti al basso, Francesco Cherubini alla batteria, Marco Calì alle percussioni, Dario Cecchini ai sassofoni ed al flauto, Francesco Cangi al trombone, Nicola Cellai alla tromba. La musica è un concentrato di energia, si ascolti ad esempio l’intervento di Cecchini al sax baritono su Uncle Arnald e si è ben curato l’aspetto orchestrale. Le possibilità ritmiche si sono moltiplicate con l’aumento dei musicisti, le due tastiere permettono interventi in cui anche il pianoforte ha il suo spazio, è aumentata insomma la tavolozza di colori a disposizione e la capacità di arrangiarli. I brani sono tutti composti da Luca Gelli, che si rivela bravo anche a scrivere sul pentagramma, Gatto ad esempio è un brano notevole, compreso l’assolo al sintetizzatore finale. La musica fusion viene passata in rassegna e rielaborata per una formazione più estesa, originale nel modo con cui la si propina al pubblico. Un bell’assolo alla chitarra elettrica su A Shorter Cut del leader ne fa apprezzare il lato più raffinato, è un’esecuzione arrangiata con cura, in cui ogni tassello è al posto giusto. Si chiude con Peace in May, in cui si presenta, in mezzo al resto, un assolo al pianoforte e la chitarra del leader. La band continua a crescere, il lavoro insieme l’ha portata ad essere una realtà promettente, originale, al di fuori della “strada maestra” del jazz italiano.

Genere: fusion
Label: Kaleido
Anno 2018

01. Rubik
02. Newton
03. Uncle Arnald
04. Ella & Chet
05. Gatto
06. A Shorter Cut
07. Peace in May

lug 15

Pat Battstone – The Last Taxi: In Transit

51fekb6foil-_ss500L’incontro tra il pianista americano Pat Battstone e Gianna Montecalvo è stato del tutto casuale, un incontro improvvisato, come la musica, ma dopo l’esibizione fu chiaro a tutti che avrebbero dovuto incidere insieme. Si è arrivati così a quest’album realizzato in USA fra un concerto e l’altro, insieme all’amica e collega Antonella Chionna e Chris Rathbun al contrabbasso, Richard Poole alla batteria ed al vibrafono, Ilona Kudina al flauto, Todd Brunel al clarinetto e sax soprano, anche lui come la Montecalvo a suo agio come inteprete di musica classica e come improvvisatore. La musica sgorga con calore, dal lento As the City Awakens che apre il disco a View from My Balcony in cui Richard Poole è al vibrafono rendendo le atmosfere sospese, eteree, in cui le voci si trovano a proprio agio. Sur la voie rapide è introdotto dalla flautista, una virtuosa del suo strumento, ricco di sfaccettature, molto espressiva nel corso dell’assolo. Su Harbor Lights ritorna il pianista cui verso la metà del brano di aggiungono le voci a dare effetti suggestivi. Su And Then What le due cantanti raccontano con la tecnica delle spoken word i versi di alcune notissime canzoni italiane, stravolgendole, lasciando subito dopo spazio a ritmi jazz, un modo piuttosto originale di approcciare i famosi versi. Per tutto il disco i musicisti si coagulano intorno a idee insolite, le due cantanti sono straordinarie per tutto quello che riescono ad esprimere, ma va dato atto ai musicisti americani di avere creato un substrato fertile permettendo così alla musica di evolversi mentre insieme ci si raccontano esperienze ed idee. Non c’è un momento che gira a vuoto, tutto è concentrato e pieno di fermenti creativi, un incontro che ci ha regalato un disco molto piacevole, almeno per chi apprezza le libertà dell’avanguardia.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

01. As the City Awakens
02. View from My Balcony
03. Sur la voie rapide
04. Harbor Lights
05. And Then What
06. Creatures of the Night Forest
07. The Immigrant Song
08. Lonely Avenue
09.Apocalisse ora
10. Adieu mes amis
11. In Transit

lug 14

Hendrik Meurkens Bill Cunliffe – Cabin in the Sky

5184-pmo7gl-_ss500Tra il pianista americano Bill Cunliffe e Hendrik Meurkens all’armonica a bocca è nata un’intesa speciale che ha portato a questa insolita incisione in duo. Cunliffe è un bravissimo strumentista che ha già inciso molto in duo, cinque album insieme alla flautista Holly Hofmann e che ha alle spalle una lunga carriera corredata di premi, fra i quali il Thelonious Monk International Jazz Piano Award del 1989. Meurkens, musicista tedesco sempre in giro per il mondo è un complemento perfetto al suo stile preciso e swingante, dalle improvvisazioni logiche e stringenti, senza troppi fronzoli, perfettamente compiute nel loro svolgimento. È un armonicista a bocca con una grande esperienze fra standard e musica brasiliana, che conosce anche il repertorio più moderno ed esegue in mezzo a brani più conosciuti Miyako di Wayne Shorter e Young and Fine di Joe Zawinul. La musica del duo è affascinante, per il repertorio affrontato e per il suono tutto speciale dell’armonica a bocca accompagnato da un pianista raffinato e ricco di swing. Fra le composizioni presentate, in mezzo alle quali ne troviamo due di Meurkens e una di Cunliffe, ci sono due famosissimi standard splendidamente arrangiati, Speak Low di Kurt Weil e Wave di Antonio Carlos Jobim che chiudono l’album. Un disco che si distingue nella produzione odierna, fra tradizione e nuove sonorità.

Genere: mainstream jazz
Label: Height Advantage
Anno 2018

Tracklist
01. Cabin in the Sky
02. Afternoon
03. Miyako
04. Young and Fine
05. You Don’t Know
06. Invitation
07. Time to Say Goodbye
08. Ode to Billie Joe
09. Prague in March
10. Speak Low
11. Wave

lug 13

McClenty Hunter Jr. – The Groove Hunter

81tvjba90jl-_sx522_L’esordio da leader del batterista McClenty Hunter Jr. è ricco di swing, quel tipo di ritmo che i batteristi afroamericani sembrano possedere dentro. La formazione e gli ospiti che presenta sono di tutto rispetto, veterani del genere, il chitarrista,anche nelle vesti di produttore, Dave Striker è su due brani, il famoso sassofonista contralto Donald Harrison anche, Stacy Dillard al sax tenore su tre brani e su uno al sax soprano, e poi Eric Reed al pianoforte e il contrabbassista Corcoran Holt, sostituito in tre brani da Eric Wheeler. Su The Big Push di Wayne Shorter oltre a Harrison al sax alto c’è un altro grande veterano, Eddie Henderson alla tromba. Si apre con una originale interpretazione di Blue Chopsticks di Herbie Nichols, che rivela anche le qualità del batterista come leader e arrangiatore. My Love è una composizione di Hunter ed un’esecuzione molto speciale, con Reed che esegue il tema da solo, molto delicato per come tocca il pianoforte, poi lentamente entra la sezione ritmica e tutto sembra evolvere verso una ballad appassionata, fino a che arriva l’assolo carico di adrenalina al sax tenore di Dillard forse a volere rappresentare gli alti e bassi di una relazione. Sack Full of Dreams di Gary Farland è in quartetto insieme a Striker, come sempre geniale nei suoi assoli, ricchi di inventiva e comunicatività. Sul famoso Countsown di John Coltrane ritorna Donald Harrison, metá dell’esecuzione è un duo con il leader, poi arriva il resto della sezione ritmica per un’esecuzione mozzafiato. Un disco molto “americano” come sound e un ottimo esordio da leader per il batterista.

Genere: mainstream jazz
Label: Strikerzone Records
Anno 2018

Tracklist

01. Blue Chopsticks
02. The Big Push
03. Autumn
04. That Girl
05. My Love
06. Sack Full of Dreams
07. I Remember When
08. Countdown
09. Give Thanks

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