mar 18

Roch Lockyer – When Frank Met Django

coverimageUn disco fuori dai canoni quello del chitarrista e cantante Roch Lockyer che nel titolo si riferisce a Frank Sinatra e Django Reinhardt, due musicisti che hanno dato tantissimo, a modo loro, a quelli che sono gli standard jazz. Insieme al giovane chitarrista (e praticante dello yoga, come si evince dalle foto sul suo sito) ci sono due validissimi strumentisti, il violinista inglese ma ormai residente in USA Ben Powell, uno che fa un pò di tutto, dal gipsy jazz alla Stephane Grappelly alle colonne sonore dei film di Hollywood, e il clarinettista Rob Hardt. Ovviamente lo swing dei tre è scontato, la musica procede con assoli alla chitarra nello stile del grande chitarrista gitano insieme a quelli del violinista e del clarinettista. Le canzoni frequentate da Frank Sinatra acquistano così un look inusuale negli arrangiamenti e nelle esecuzioni. La bella voce del leader ne sottolinea i versi, che comunque presenta un paio di improvvisazioni per la sola chitarra acustica. Per chi apprezza il genere è un disco che si riascolta volentieri, sia per i brani presentati, piuttosto famosi, che per la deliziosa interpretazione in stile gipdy jazz autentica e sincera. Alcuni brani come Just One of Those Things oppure My Foolish Heart andrebbero bene anche per le radio, per fare conoscere un genere che non è mai scomparso, in Europa ed in USA.

Genere: gipsy jazz
Label: Autoprodotto
Anno 2018

Tracklist

01. I Thought About You
02. When Day is Done
03. It Had to be You
04. Musings/Improv #1
05. Just One of Those Things
06. Summer Wind
07. My Foolish Heart
08. Embraceable You
09. Improv #3

mar 17

Heart Watts / M.J. Williams /Namcy Owens / Blue Armstrong – Sensoria

831Il sassofonista soprano Heath Watts e Blue Armstrong al contrabbasso dopo l’incisione in duo, sempre per Leo Records, questa volta hanno deciso di allargare la comunicazione scegliendo di suonare in quartetto con M.J. Williams al trombone, piano, melodica, voce e Nancy Owens al violino. Si tratta di una musica improvvisata molto raccolta, intimista, un colloquio che avviene attraverso gli strumenti senza che nessuno alzi la voce. Si ascoltano gli strumenti alle prese con una seduta in nove parti, ogni volta raccolti intorno ad un’idea che sviluppano lentamente, con dei suoni affascinanti, fuori dall’ordinario. Su Festooned è al pianoforte e tutto suona compatto, l’assolo del sax soprano, il violino, il contrabasso che fa da ancora in sottofondo, nonostante il rifiuto di qualunque spartito o idea preordinata. Parallels And Polarities inizia con l’assolo del sax soprano che fa da catalizzatore, intorno arrivano il trombone ed il violino, il brano cresce lentamente, con una logica sorprendente. Il pianoforte ritona su Time Release insieme al contrabbasso, è un’esecuzione in cui ritorna il jazz, uno swing che accenna a Monk, un duo che spezza l’andamento del disco ricordandosi delle origini della musica improvvisata. Si continua ancora con le possibili geometrie degli incontri tra i musicisti, Frenergy in quartetto con il trombone è un’altro dialogo cameristico molto coinvolgente, così come il disco, che raccoglie e mette insieme i momenti più interessanti e riusciti dell’intera seduta di registrazione. Un’avanguardia dall’amdamento rilassato, delicato ed intenso.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Slow Weave
02. Vim
03. Festooned
04. Parallels And Polarities
05. Kif-Kif
06. Time Release
07. Quick, It Catches
08. Frenergy
09. Such Falls Softly

mar 16

Anne-Liis Poll / Alistair McDonald – Untold Story

829L’incontro tra Alistair McDonald con i suoi live electronics e la voce della cantante estone
Anne-Liis Poll avviene all’insegna dell’improvvisazione totale e della ricerca di nuovi suoni e possibilità espressive. I brani sono tratti da esibizioni a Glasgow ed Edimburgo in Scozia e Tallin in Estonia, l’ultimo brano, Eldritch è stato registrato a Reykiavik in Islanda. L’intera performance è con la voce che viene trasformata e rielaborata in tempo reale dagli effetti elettronici creando un panorama sonoro affascinante. Inside the Two Worlds e Click-Clack-Buzz sono con rumori di insetti, altrove, Sorrow sembra di essere all’interno di una cattedrale e di ascoltare della musica per delle funzioni religiose, trasformata ma tuttavia parente stretta della musica dei grandi compositori classici. Molti brani si fissano su un nucleo, una serie di note o vocalizzi, intorno ai quali si costruisce, si intesse, un qualcosa che ricorda colonne sonore con delle esplorazioni sul possibile incontro della voce umana e dei computer. La loro collaborazione risale al 2013 per cui ormai, dopo tanti incontri e concerti, seguono un percorso comune, capaci di inventare qualcosa anche da rumori apparentemente banali, quali il vento oppure una bottiglia di plastica schiacciata o ancora il canto degli uccelli. È così che nascono storie, raccontante in modo e con possibilità fuori dall’ordinario, come indicato dal titolo, che hanno anche del surreale nel modo di proporsi.

genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2018

Tracklist
01. Inside the Two Worlds
02. Sorrow
03. Click-Clack-Buzz
04. Let Loose the Wolfes!
05. Monologue
06. Infinity Box
07. Once Upon a Time in …
08. Reminiscence
09. Kinetic Path
10. Eldrich

mar 11

Diane Moser – Birdsongs

birdsongs-cover-250x250La pianista Diane Moser gestisce diverse formazioni, dalla big band al trio, con i migliori nomi del jazz americano, da citare almeno la formazione insieme a Mark Dresser al contrabbasso e Gerry Hemingway alla batteria. Per il nuovo album, tutto con sue composizioni già rodate in altre contesti, si presenta con un insolito trio: Anton Denner al flauto ed all’ottavino e Ken Filiano al contrabbasso. I due sono in perfetta sintonia con le idee della leader e ne spunta un album di jazz da camera che merita un ascolto ripetuto, ricco di scambi di idee, di momenti memorabili a partire dal brano che apre l’album, Birdsongs for Eric dedicato a Eric Dolphy. Sono quasi dieci minuti che ci fanno scoprire un trio dalle notevoli capacità esecutive. Denner è un flautista straordinario, ma è anche tutto l’impianto che funziona, l’empatia che permette ai musicisti di raccontare una storia al di là delle loro capacità tecniche, passate in secondo piano ed al servizio della comunicazione reciproca. Segue una suite in due parti, la MacDowell:s Woodland Suite, la prima parte in trio, la seconda parte per piano solo. Le composizioni sono state scritte anche ascoltando il cinguettio degli uccelli fuori dalla finestra, ed a proposito si ricorda nelle note di copertina un’intervista a Eric Dolphy su Down Beat del 1962 in cui il grande sassofonista e flautista ricorda di come questi gli siano stati di ispirazione mentre improvvisava sui suoi strumenti a fiato. Fra i brani da mettere in evidenza Dancin’ With the Sparrows, dall’atmosfera orientale, insieme al meditativo piano solo di Folksong.

Genere: modern jazz
Label: Planet Arts
Anno 2018

Tracklist

01. Birdsongs for Eric (for Eric Dolphy)
MacDowell:s Woodland Suite, Part 1:
Morning and Afternoon
02. Hello
03. Dancin’ With the Sparrows
04. If You’ll Call Me, Then I’ll Call You (for Mark Dresser)
05. Won’t You Come Out To Play
06. The (Un)Common Loon
MacDowell:s Woodland Suite, Part 2:
Evening
07. Variations on ‘A Hermit Thrush at Eve’
08. Folksong
09. When Birds Dream

mar 09

Meyer/Slavin/Meyer/Black – Other Animal

339_cover_frontIl quartetto costituito da tre musicisti tedeschi e dal batterista americano Jim Black firma un album che si pone fin da ora fra le cose più originali dell’anno. A completare il gruppo ci sono Peter Meyer alla chitarra elettrica ed agli effetti elettronici, Bernhard Meyer al basso elettrico e Wanja Slavin al sax contralto, flauti ed al sintetizzatore. Le composizioni sono a nome dei due fratelli Meyer e si muovono in un terreno al di fuori da qualunque classificazione, fra jazz, pop, rock, progressivo. Sono melodie accattivanti, composizioni cui il sassofono di Slavin e la batteria di Black conferiscono quel qualcosa di speciale che rendono le esecuzioni una storia a sé stante. Già l’apertura del disco con Drown Dreams porta in un’atmosfera da colonna sonora, malinconica ma con una certa forza grazie al ritmo della batteria, con un crescendo coinvolgente. Name of Cold Country è un brano in cui la voce del sassofono ha un ruolo fondamentale, così struggente, accompagnata da effetti elettronici ed una chitarra che ne sottolineano l’inventiva. Molto interessante l’architettura del brano, costruito in modo preciso, senza lasciare niente al caso. Altri brani sono più aperti, Downbear oppure Spectral, dalle atmosfere vagamente orientali, con un assolo di chitarra elettrica sui rumori delle elettroniche proprio notevole. Da citare ancora Qubits un altro di quei brani dalla genesi incerta, fra progressivo e pop, ma con l’assolo del sassofono a portare qualcosa di insolito. Anche qui un assolo di chitarra elettrica di tutto rispetto, il tutto sui ritmi di un Jim Black che mostra tutta la sua classe di strumentista senza etichette. Un disco fuori dagli steccati, da ascoltare senza pregiudizi.

Genere: modern jazz
Label: Traumton Records
Anno 2015

Tracklist

01. Drown Dreams
02. Name of Cold Country
03. Mr Manga
04. Stroy
05. Downbear
06. Nongeniality
07. Cloudline
08. E Dance
09. No Fruit
10. Spectral
11. Qubits
12. Blim

mar 07

Simon Nabatov String Trio – Situations

826Avevamo ascoltato il pianista russo Simon Nabatov e Gareth Lubbe alla viola in un duo sulla stessa casa discografica, a loro ora si aggiunge il violoncellista inglese Ben Davis per un trio registrato, come per quasi tutte le produzioni del pianista, al Loft di Colonia in Germania. Le composizioni sono di Nabatov, che ha scelto due musicisti per questo nuovo trio in grado di seguire le sue idee, di leggere le sue complesse partiture ma anche di improvvisare nel linguaggio delle avanguardie degli ultimi decenni. Si parte con Unfold-fold, un brano dall’andamento lento, in cui le atmosfere liriche colpiscono per il modo in cui distillano quelle che sono le emozioni degli esecutori. Un approccio originale nei confronti della tradizione, come conosciamo da parte del pianista russo ormai residente in Germania. Poi le atmosfere si trasformano in un crescendo coinvolgente e gli archi all’unisono tirano fuori delle melodie accattivanti. Reverie è introdotta dal solo violoncello, il dialogo con il pianoforte arriva puntuale, ricco di situazioni inaspettate, al di là di quello che ci si aspetta da un gruppo del genere. Stern Looks parte subito con un andamento movimentato, con il piano e gli archi a spronarsi durante l’esecuzione del tema, in seguito la musica acquista una calma inaspettata, dialoghi eterei, sottili, in punta di piedi, ma con una tensione sotto la superfice che attira l’attenzione dell’ascoltatore, fino a che il tema non irrompe di nuovo con forza. È un’inquietudine insolita quella che scorre qui, mentre Ben Davis estrae nuovi suoni dal suo strumento. Sono quasi nove minuti di invenzioni, in un disco notevole qui la creatività del pianista e compositore raggiunge i vertici. Più “mainstream” Sunrise Twice, un brano di Nabatov già registrato su altre due sue incisioni, in quintetto su Roundup ed in solo su Monk ‘n’ More. Si chiude il disco con Temper Issues che vede esplosioni di energia in mezzo alla calma ed il lungo Meta Morph, con veloci folate di note degli archi, a mostrare il loro lato più virtuoso.

genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno: 2018

Tracklist
01. Situations 1 Unfold Fold
02. Situations 2 Reverie
03. Situations 3 Stern Looks
04. Situations 4 Sunrice Twice
05. Situations 5 Temper Issues
06. Situations 6 Meta Morph

mar 05

Z-Country Paradise – Live in Lisbon

801Il progetto Z-Country Paradise è un quintetto gestito dal sassofonista contralto e clarinettista basso tedesco Frank Gratkowski, sul suo sito possiamo vedere dei video che ne mostrano la carica iconoclastica e trasgressiva, oltre tutti i generi. Un approccio che ci ricorda menti libere, come Captain Beefheart, oppure la carica energetica del primo punk, ma va detto subito che la musica che fanno è soltanto loro, qualcosa di nuovo e che porta aria nuova anche nei territori dell’avanguardia spesso frequentati dal leader. La dimensione del live ne esalta le capacità ed il pubblico portoghese apprezza l’esibizione con calorosi applausi. Il lungo Two che apre il disco li vede alle prese con le liriche di Jelena Kuljic, cantante serba dalle notevoli doti vocali, alla chitarra elettrica è il finlandese Kalle Kalima, autore di un ottimo assolo al di fuori dei canoni. La sua è una voce macerata, struggente, in grado di tirare fuori il massimo dell’espressività dalle corde dello strumento. La ritmica è costituita da Oliver Potratz al basso elettrico e alla batteria. Oltre ai brani a firma collettiva con le liriche della cantante, ci sono due brani di Frank Gratkowski, protagonista assoluto con i suoi fiati in costante fibrillazione, stupendo il suo commento ai versi di Rimbaud di My Little Lovelies. È questa una bella sorpresa, ma si sa che i grandi poeti trasmettono il loro messaggio da un secolo all’altro nelle forme più disparate. Ci sono altre due poesie del grande poeta francese, Season in Hell, un brano ricco di atmosfere piene di tensione sottolineate dal clarinetto basso, ed il finale Success. Un bellissimo assolo del leader al clarinetto basso è su Memories, perfettamente in sintonia con la chitarra elettrica, fra i momenti migliori della serata. Un album che coglie un momento magico sul palcoscenico di un gruppo che non dovrebbe mancare agli appuntamenti festivalieri estivi in Italia.

Genere: avanguardia
Label: Leo Records
Anno 2018

Tracklist

01. Two
02. My Little Lovelies
03. Season in Hell
04. Talking to Little Birdies
05. Clouds Gathering
06. Memories
07. Success

feb 09

Violet Spin – Spin

albumcover-spinQuando si parla di quartetto d’archi ci si riferisce di solito alla musica classica, dagli esordi alle evoluzioni più recenti. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato e così un ensemble come il Kronos Quartet ha potuto presentare fra l’altro anche la musica di Jimi Hendrix in questa nuova veste. Il quartetto Violet Spin è una realtà residente a Vienna costituito da giovani musicisti in cerca di sperimentazioni e nuove possibilità per questa strumentazione. I quattro sono Irene Kepl violino e composizione, Andreas Semlitsch al violino, Martina Bischof alla viola e Fabian Jäger al violoncello, tutti musicisti con esperienze nella classica o altre musiche alle spalle, che hanno trovato un punto in comune nelle composizioni della Kepl. La loro è una musica accessibile, con temi e melodie, ma in alcuni brani, come Red & Blue o Grau si presenta l’avanguardia con suoni fuori dal consueto. A volte cantano all’unisono, Face 2 Face, che diventa un coro a quattro voci, senza gli archi ad accompagnarli. Sono brevi momenti, subito dopo su Isolde ritorna la loro vena mainstream, questa volta la melodia e l’esecuzione sono tutte in pizzicato, ne spunta un suono accattivante, quasi fossero delle chitarre. Si ritorna agli archi su GeSchichten, un brano notevole, molto compatto e con ottimi interventi del violino accompagnato dal violoncellista con la tecnica del pizzicato prima di andare su atmosfere più orientali. Si nota all’ascolto come i quattro siano in grado di fagocitare tutto quello che è passato nella letteratura per quartetto d’archi, allo stesso tempo acquisendo un’identità propria grazie al lavoro della Kepl, autrice delle composizioni. Si chiude con Wind, un brano dalla bella melodia, rilassante e colloquiale. Un album fuori dai canoni ma gradevole all’ascolto.

Genere: quartetto d’archi
Label: Unit Records
Year: 2018

Tracklist

01. Elf
02. Bingo
03. Chromalog Za
04. Mulciber
05. Spazieren
06. Chromalog 2c
07. Affection
08. Red & Blue
09. Face 2 Face
10. Isolde
11. GeSchichten
12. Still
13. Chromalog 2d
14. Grau
15. Wind

feb 06

Ira B. Liss Big Band Jazz Machine – Tasty Tunes

61bwzy-guol-_ss500La Ira B. Liss Big Band Jazz Machine è una realtà residente da trentanove anni in California che è arrivata con questa nuova incisione al quinto disco. Il leader, Ira B. Liss, ha negli anni coinvolto ospiti speciali e reso questa big band una realtà solida e ben amalgamata che fa del jazz mainstream che guarda a suoni contemporanei. Tanto swing, un poco di fusion, gli assoli di chitarra elettrica, rendono il tutto più ascoltabile ed al passo con i tempi. Fra gli ospiti musicisti di tutto rispetto, Bob Mintzer, sassofonista tenore diventato famoso con gli Yellowjackets, la flautista Holly Hoffmann, Dean Brown, chitarrista fusion che ha suonato fra l’altro nei Becker Brothers, il sassofonista contralto Eric Marienthal, musicisti che fanno il proprio lavoro al meglio sugli arrangiamenti del leader. Si parte con un famoso standard, You Don’t Know What Love Is,
eseguito a tempo veloce, facendolo diventare un numero di stampo bop, a seguire Early Autumn di Woody Herman con l’ospite Eric Marienthal al sax alto in un impressionante assolo. Due standard sono con la cantante Janet Hammer, Nature Boy in cui ha spazio anche l’assolo al flauto di Holly Hoffmann e Ya Turn Me on Baby. Mountain Dance di Dave Gruisin è un altra bella esecuzione con il suono compatto della big band e l’assolo alla chitarra elettrica di Alex Ciavarelli ed al pianoforte di Steve Sibley. Il finale Recon è con Dean Brown che fa onore alla propria fama di chitarrista fusion. Una bella realtà questa big band, al passo con i tempi.

Genere: big band jazz
Label: Tallman Productions
Year: 2018

Tracklist

01. You Don’t Know What Love Is
02. Early Autumn (feat. Eric Marienthal)
03. I Didn’t Know What Time It Was
04. When the Lady Dances (feat. Bob Mintzer)
05. Oleo
06. Nature Boy (feat. Holly Hofmann)
07. Manhattan Burn
08. Over the Rainbow
09. Mountain Dance
10. Ya Turn Me on Baby
11. Recon (feat. Dean Brown)

feb 05

Biggi Vinkeloe Roughtet – Au Quotidien

a2038043833_16Fra Svezia e la Bay Area in California, l’attività della sassofonista coltralto e flautista Biggi Vinkeloe ha trovato un terreno fertile su cui sviluppare l’arte dell’improvvisazione totale. Questa volta è insieme a Joe Lasqo al pianoforte ed effetti elettronici,
Teddy Rankin-Parker violoncello e Donald Robinson alla batteria. Il dialogo dei quattro presenta momenti di sorpresa come ci si aspetta nell’improvvisazione radicale, ma la musica conserva un carattere colloquiale, ha qualcosa di sottile, uno sviluppo che spesso arriva lento, conservando un aspetto jazzistico grazie alla presenza del pianoforte. Non mancano i suoni elettronici, rumori sul campo registrati dalla Vinkeloe che Joe Tasqo rielabora ed inserisce nel contesto. Alcuni momenti sono acustici, il breve Je ne sais pas in cui la musica ha un piglio free ed il quartetto si presenta con uno swing insolito. I Would Think So, subito dopo, è invece un percorso lento, la musica sembra meditare, fra rumori preregistrati e suggestivi suoni che arrivano dalle corde del pianoforte. No Way! è aperto dal violoncello e dal flauto, è una comunicazione fra i due che riesce particolarmente bene, sia che Teddy Rankin-Parker usi la tecnica del pizzicato oppure l’archetto. Ancora un groove jazzistico su Venez nous voir demain, anche qui un’esecuzione breve, quasi tre minuti, in cui i quattro mostrano un altro possibile aspetto della loro comunicazione musicale. Si arriva alla fine ascoltando tante atmosfere, su Vous ne comprenez rien arriva anche un urlo free del sassofono contralto, ma sempre compatti, con una identità di gruppo sorprendente, fatta anche della frequentazione reciproca nel corso degli anni.

Genere: impro
Label: Edgetone Records
Anno 2017

Tracklist

01. We Are All in this Together
02. Cela commence
03. You Are Making this up
04. Do You Believe this
05. Je ne sais pas
06. I Would Think So
07. No Way!
08. Venez nous voir demain
09. What are You Talking about
10. Vous ne comprenez rien
11. How Wonderful
12. I Hear You

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